Un secolo di traduzioni letterarie in esperanto - Federazione ...

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Un secolo di traduzioni letterarie in esperanto - Federazione ...

Nel 1952 si ha un grande avvenimento nella letteratura esperanto: debutta una casa editrice,

Stafeto, che ha sede nelle Canarie, con una raccolta di quattro poeti scozzesi. Sarà una casa

editrice importantissima per tre decenni e pubblicherà anche traduzioni (non dall'italiano). La

sua nascita è il segno di un nuovo centro culturale: la "scuola di Budapest" egemonizzata dal

Kalocsay, che tanto ha tradotto dall'italiano, adesso tace, e subentra la "scuola scozzese", il cui

rappresentate principale è William Auld 112 . La letteratura italiana quasi non attira più

traduttori stranieri e faticano a crescere nuovi traduttori validi nel nostro paese. Si ha tuttavia

la comparsa di un volumetto modesto per numero di pagine ma interessante, perché indica una

inversione di tendenza: esce tradotta da Giordano Azzi 113 una breve raccolta di poesie del

Pascoli: Poemoj. Si tratta di sedici poesie da Myricae, Primi poemetti, Odi e inni, Poemi

conviviali e Canti di Castelvecchio. La scelta è rappresentativa, ci sono alcune delle poesie più

popolari: X agosto, La quercia caduta, I due fanciulli, La mia sera. Le traduzioni sono di

livello diverso; in alcuni punti, eccessivi compattamenti rendono difficile la comprensione,

oppure il ritmo è difficilmente individuabile, altrove invece il traduttore ha egregiamente

saputo adeguarsi alle onomatopee, alle rime, al senso della natura del Pascoli.

3.2 Il "Rinascimento di Montevideo" e il sorgere di nuove riviste letterarie

Il movimento esperantista è sempre stato attento ai riconoscimenti che la lingua andava

ottenendo da istituzioni ufficiali. Nel 1925 l'Unione Postale Universale riconosceva

l'esperanto come "lingua chiara" (cioè non cifrata); via via altri riconoscimenti si sono

susseguiti nei campi più diversi. Dopo la prima guerra mondiale la Società della Nazioni si

pronunciò in favore dell'esperanto, pur essendoci una forte opposizione da parte della Francia,

che temeva un indebolimento della propria lingua e che vietò l'insegnamento dell'esperanto

nelle scuole francesi (addirittura non permise nessuna attività esperantista nei locali

scolastici). Dopo la seconda guerra ci fu una petizione, firmata da 895.000 persone, tra cui

1600 linguisti e oltre 5000 professori universitari, e da 492 associazioni in rappresentanza di

oltre 15 milioni di membri, che chiedeva alla Nazioni Unite di considerare il problema della

lingua internazionale e la soluzione offerta dall'esperanto. Nel 1950 la petizione fu trasmessa

all'Unesco (United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization), neonata

sezione culturale dell'ONU. Il Segretariato dell'Unesco la trasmise alla Settima Sessione della

Conferenza Generale, che si svolse a Parigi nel 1952; tale conferenza riconobbe l'esistenza del

problema della comunicazione internazionale, ma non prese nessuna decisione riguardo alla

sua soluzione, rinviando la cosa all'Ottava Sessione che si sarebbe svolta nel dicembre 1954 a

Montevideo.

Nei due anni di tempo le commissioni nazionali dell'Unesco fornirono al Segretariato

documentazioni le più diverse: qualche stato semplicemente dichiarò di esser stato informato

della petizione, qualche altro dichiarò una posizione incoraggiante, qualche altro oppose un

netto rifiuto a che l'Unesco si interessasse di una questione linguistica, altri non risposero. Si

riunì quindi l'Ottava Sessione; erano ormai passati quattro anni da quando la petizione era

stata consegnata al Segretariato Generale, il che dà l'idea di quanto siano vischiose certe

decisioni dei grandi organismi internazionali, e forse anche di quanto poco sia gradita

qualsiasi decisione riguardante la lingua, perché vengono toccati interessi nazionali molto

112 William Auld (1924 - ), preside di una scuola media in Scozia è il più grande poeta in esperanto vivente.

Autore di numerosi volumi di liriche originali e di traduzioni, è stato più volte candidato al premio Nobel per la

letteratura. La sua opera principale, La infana raso (La razza bambina, 1956) esprime le ispirazioni pacifiste del

popolo esperantofono.

113 Giordano Azzi (1910 - 2002), ingegnere elettrotecnico, direttore dell'azienda tramviaria di Milano. Ebbe

cariche di responsabilità sia nella FEI che nell'UEA.

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