Un secolo di traduzioni letterarie in esperanto - Federazione ...

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Un secolo di traduzioni letterarie in esperanto - Federazione ...

Questa si pone esplicitamente come seguito di Literatura Mondo, ancorché la

concretizzazione sarà poi di livello assai inferiore. Ci sono alcuni inediti di Zamenhof che

vengono pubblicati dopo mezzo secolo, le traduzioni e le opere originali abbondano, anche di

livello molto alto, ma la presentazione critica è inesistente, non ci sono mai articoli sulla

cultura in generale, si tratta solo di opere in esperanto messe in fila una dopo l'altra. Ề ripreso

qualche aspetto di Literatura Mondo, come i numeri speciali dedicati ad una cultura nazionale

specifica. La rivista rimane comunque sempre di aspetto modestissimo: formato inferiore

all'A5, comitato di redazione sempre identico (tre francesi, uno spagnolo, un ceco, un croato,

un inglese); 42 numeri che escono regolarmente nell'arco di sette anni, in copertina campeggia

sempre il numero di conto corrente postale, mai una fotografia o una figura, artifici grafici

all'interno (un corsivo, o una evidenziazione) quasi nulli.

Anche in questo abito dimesso fa capolino la letteratura italiana: un'aria dalle Nozze di Figaro

(tr. Pumpr, ceco), il Se fossi foco dell'Angiolieri (tr. Kalocsay), varie cose del Purgatorio, del

Paradiso e della Vita nova che annunciano il sorgere di un vero astro della traduzione (e

anche, in veste più dimessa, della poesia originale): Enrico Dondi, uno studente di medicina di

Roma. Poi ecco Vittoria Gigante, che traduce ella stessa tre sue poesie originariamente in

italiano, e Renato Colombo, tradotto da Clelia Conterno Guglielminetti. La fama di

quest'ultima, che incontreremo ancora, si va costruendo anche attraverso poesie originali e

qualche acuta recensione, spesso di libri scritti da donne. Una recensione del ceco Karolo Piĉ

è fortemente critica nei confronti del volumetto delle poesie di Pascoli, tradotte da Azzi. Un

(brutto) rifacimento di È la fede degli amanti non dichiara neanche il traduttore e mette come

autore Metastazio (sic; è una trascrizione in esperanto basata sulla pronuncia italiana, la "z" in

esperanto ha il suono della "s" sonora in italiano, e l'accento cade sulla "i").

La rivista ha anche delle curiosità pirandelliane, come una lettera di tale Arieh-ben-Guni (ps.

anagrammatico di Waringhien) al redattore capo Waringhien, con critiche e suggerimenti…

Quando la nica literatura revuo cessa le pubblicazioni nel 1962 l'Associazione Mondiale di

Esperanto cerca di sostituirla con un'altra rivista esclusivamente culturale e di pubblicare tale

rivista in proprio. Sotto il nome di Monda kulturo (Cultura del mondo) esce una rivista

trimestrale che cerca di imitare, anche con il suo grande formato, la mai dimenticata

Literatura Mondo. L'iniziativa si regge per un periodo molto breve, dal 1963 al 1966; per

quanto riguarda l'Italia, nel 1965 c'è un lungo articolo del polacco Walerian Włodarczyk sul

quarto centenario della morte di Michelangelo, con la riproduzione di due francobolli, uno

russo e uno rumeno, che ricordano il grande artista fiorentino.

3.3 L'effetto Montevideo in Italia

Il periodo centrale degli anni Cinquanta è importante per il movimento esperantista italiano

per più motivi. L'eco di Montevideo (dicembre 1954), che era arrivato al pubblico, tramite

periodici mensili o bimestrali, in febbraio-marzo 1955, si centuplica nel primo congresso

mondiale successivo, che si svolge nell'agosto 1955 a Bologna 122 . Parlare di questo successo è

estremamente gratificante per il popolo esperantista, e Ivo Lapenna, che tiene una

applauditissima relazione, ha il suo più alto momento di gloria. La manifestazione ha un

ottimo successo anche a livello di autorità: sono patroni il presidente della Repubblica

Gronchi e i due ex-presidenti De Nicola ed Einaudi, il sindaco Dozza parla in esperanto, le

122 Il congresso mondiale si è finora svolto in Italia soltanto due volte: nel 1935 a Roma e nel 1955 a Bologna.

Nell'agosto 2006 si svolgerà a Firenze.

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