Un secolo di traduzioni letterarie in esperanto - Federazione ...

esperanto.it

Un secolo di traduzioni letterarie in esperanto - Federazione ...

all'estero di canzoni del Festival di Sanremo ha un suo piccolo aumento anche attraverso le

traduzioni in esperanto interpretate ai microfoni di Radio Roma da Renata Salvatori, Livio

Ficoroni ed Ennio Del Grosso. I testi vengono inseriti nei libretti che i giovani si portano

dietro nelle gite, e le parole di En blu' farbita je blu' (Nel blu dipinto di blu), Pluvas (Piove),

Ne aĝas mi (Non ho l'età), Kiam kiam kiam (Quando quando quando) e tante altre risuonano

nei vari pullmann. Tali traduzioni hanno anche stimolato l'interesse di Modugno e di Tony

Renis, con cui ci sono stati dei contatti. Canzoni in esperanto erano anche state cantate da

interpreti più noti, come Rino Salviati durante un congresso a Varese e Teddy Reno alla RAI a

seguito di un gioco radiofonico. I traduttori sono vari, per Radio Roma traduce L. Minnaja,

per altre occasioni Umberto Broccatelli e Catina Dazzini. Nel complesso fino alla fine degli

anni Sessanta Radio Roma trasmette 45 canzoni e due romanze d'opera.

Gli anni Sessanta portano le celebrazioni del 7° centenario della nascita di Dante, a cui la

comunità esperantista contribuisce con la pubblicazione di un'edizione di lusso della

traduzione della Divina Commedia fatta da Giovanni Peterlongo, che, come abbiamo visto,

non era mai stata pubblicata; essa comportò un profondo lavoro dal punto di vista sia

editoriale che testuale, e di ciò vedremo una trattazione più dettagliata nel prossimo capitolo.

Tale edizione, che era un unicum per le cento tavole del Botticelli mai fino allora pubblicate

completamente, fu per vari anni un fiore all'occhiello dell'editoria esperantista, esposta in

mostre d'arte e presentata come omaggio a varie autorità.

Nel 1965 il congresso internazionale si svolge per la prima volta in Asia, a Tokio. Il discorso

inaugurale, che per tradizione era stato fatto da Zamenhof dal 1905 al 1912 e che poi aveva

visto il susseguirsi al podio dei più grandi e celebrati oratori, tra i quali molte volte il celebrato

Lapenna, viene affidato ad un italiano venticinquenne 128 . È il segno di un vento diverso che

avrà il suo culmine negli anni immediatamente successivi al Sessantotto; un vento diverso sia

a livello organizzativo che a livello culturale e letterario. Kalocsay e il suo rigorismo metrico e

ritmico non saranno più i modelli a cui ispirarsi.

128 È chi scrive queste pagine. Parte del suo discorso fu inserita in un libro di lettura giapponese: Miyamoto

masao, Legolibro: de sezono al sezono, Tokio, 1969, pp. 61-63.

45

More magazines by this user
Similar magazines