Un secolo di traduzioni letterarie in esperanto - Federazione ...

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Un secolo di traduzioni letterarie in esperanto - Federazione ...

1935 su Literatura Mondo, aveva stimolato il talento di alcuni traduttori. Uno di questi fu il

già citato Gaudenzio Pisoni (1920-1988), che era stato compagno di prigionia del marito di

Clelia Conterno 150 . Il primo numero della rivista, che porta la data "giugno 1970", contiene tre

traduzioni da Ungaretti, e ad Ungaretti è dedicata anche l'ultima delle dodici pagine, oltre che

un originale ritratto a schizzo 151 . Il poeta era morto il 1° giugno; il dedicargli una larga parte

del primo fascicolo era già una dichiarazione di intenti: restare nell'assoluta attualità

letteraria 152 . Le tre poesie sono tradotte da tre persone diverse. La prima, una parte di

Gridasti: soffoco…, era stata la prima traduzione di Ungaretti in esperanto, trasmessa, come

già detto, a Radio Roma ancora nel 1959; di Nicolino Rossi è la traduzione di San Martino del

Carso e di Gaudenzio Pisoni è Il tempo è muto.

La Pattuglia non è unitaria né nella sua formazione artistica né nelle sue scelte di fondo. Silfer

è didatta, saggista, poeta, prosatore, traduttore, oratore, organizzatore. Pisoni traduce senza

nessun criterio selettivo, dai classici rinascimentali ai poeti contemporanei, e non si cimenta in

poesia originale. Giunto all'esperanto in età relativamente tarda, sui quarant'anni, non si pone

il problema: che cosa è bene tradurre per proporlo in un ambiente internazionale? Traduce a

seconda della simpatia del momento. La Conterno spazia anche lei, ma con una scelta più

limitata: è una poetessa in italiano, e preferisce tradurre dalla letteratura contemporanea. Carlo

Minnaja espleta principalmente un'attività di critica e di recensione. Rossi è il vero poeta,

padrone della parola e del sentimento, e come sa poetare sa tradurre: le sue passioni sono

Leopardi e Ungaretti 153 . Gimelli, meno padrone del ritmo, riesce più nei suoi brevi versi

originali che nelle traduzioni, che comunque sono rivolte solo ai poeti contemporanei; ha

inoltre un ottimo talento nella grafica. Carlevaro pone al servizio del gruppo e della rivista la

sua enciclopedica cultura storica e letteraria e la sua abilità di saggista.

Un altro elemento di differenza consiste nella formazione spirituale. Soltanto la Conterno e il

Pisoni sono profondamente cattolici; Silfer e Rossi hanno esperienze spirituali diverse, gli altri

sono agnostici. Una ulteriore differenza appare nei contatti con le istituzioni esperantiste

tradizionali, quali le associazioni nazionali e internazionali, l'istituto che organizza e controlla

i corsi, l'Accademia che sovrintende all'evoluzione della lingua. Silfer è piuttosto lontano da

queste strutture e se ne distacca sempre più, Rossi fa un movimento di fronda all'interno di

queste, Carlevaro è svizzero e non partecipa di eventuali dissapori con la Federazione

Esperantista Italiana; gli altri invece sono fortemente integrati anche nella dirigenza (nel 1973

Minnaja sarà anche cooptato nell'Accademia, dove già c'è la Conterno, unica altra italiana),

partecipano ai congressi, pagano le quote associative, vedono nel movimento ufficiale l'unica

strada che conduce ad un pubblico e ad un mercato 154 .

Ma il tratto comune era l'impulso a farsi conoscere e a far conoscere la letteratura italiana nel

mondo esperantofono: la voglia di rompere l'isolamento e di staccarsi dalla tradizione ha reso

ininfluenti le differenze e ha formato un gruppo compatto. La scelta della politica culturale da

seguire non è sempre indolore o senza contrasti; alcuni intellettuali esterni vorrebbero

aggregarsi, ma la cerchia rimane estremamente ristretta. La rivista comincia cautamente ad

150

Gaudenzio Pisoni e Cesare Conterno furono internati nello stesso campo, e si ritrovarono dopo la guerra in un

convegno di reduci. Soltanto dopo il Pisoni ebbe coscienza che il commilitone con cui aveva scambiato una

pagnotta per una sigaretta era il marito di Clelia.

151

Disegno di Alda Vercesi, milanese.

152

Il motto della rivista era "Stai aggiornato con la tua cultura!"

153

Molto più tardi, Nicolino Rossi si interesserà del Petrarca e tradurrà molto dal Canzoniere; del Leopardi è

quasi completata la sua traduzione di tutte le liriche.

154

Con il tempo variano le situazioni, e oggi si può dire che è fiorente un intero circuito di utilizzo dell'esperanto

al di fuori delle organizzazioni storiche.

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