Un secolo di traduzioni letterarie in esperanto - Federazione ...

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Un secolo di traduzioni letterarie in esperanto - Federazione ...

Giulio (tr. Silfer): la scrittrice fu candidata a Milano per il Partito Repubblicano Italiano, dove

militava anche Silfer e i due fecero anche una parte della campagna elettorale insieme.

Ancora, Pisoni traduce da Cardarelli, da Leopardi (A Silvia), da Ungaretti (I fiumi);

Waringhien recupera e aggiorna una vecchia traduzione di una novella di Boccaccio fatta

ancora prima della guerra.

Nel quarto numero di Literatura Foiro, aumentato a 20 pagine, compare l'annuncio di un

premio assegnato ad un italiano, Luigi Malerba. Originario di Parma, ma residente a Roma da

vent'anni, Malerba ha collaborato con Moravia e il regista Spaak (padre dell'attrice Catherine

Spaak e fratello di un primo ministro belga 162 ); nel 1970 è vincitore del Prix Médicis,

assegnato al suo Salto mortale come l'opera più significativa tradotta in francese in quell'anno.

È scrittore, critico, sceneggiatore (nel 1992 vincerà il Premio Viareggio); tende al recupero dei

dialetti italiani ed è fortemente interessato a problemi linguistici. Malerba in gioventù aveva

scritto in esperanto Babelo (Babele), un atto unico incentrato sul problema

dell'incomprensione internazionale per via della lingua, e riporta questo fatto con orgoglio

nelle sue biografie 163 .

Literatura Foiro continua a bandire concorsi letterari che hanno una partecipazione

internazionale molto qualificata, e le cui premiazioni avvengono durante una serata che si

svolge nei congressi nazionali. È così garantita una costante presenza della Pattuglia in seno

alle manifestazioni istituzionali, utile ad accrescere la notorietà del gruppo; simmetricamente,

il congresso della FEI riceve adesioni anche dall'estero ed accresce la sua qualifica di

manifestazione culturale.

Nel 1970 escono a Roma, stampati in proprio, opuscoli autonomi: Thallusa (poema latino di

Pascoli), I sepolcri del Foscolo (poema completo) e Eta bukedo (Piccolo mazzolino) di Lydia

Senes, tradotti da L. Minnaja. E proprio alla morte di quest'ultimo nel 1974 compare su

Literatura Foiro un commosso omaggio al "bravo ragazzo del '99", sostenitore della rivista da

subito e le cui traduzioni erano comparse già nel primo numero. Un altro commosso omaggio

appare l'anno successivo per la morte di Bruno Migliorini 164 , uno dei tre esperantisti membri

dell'Accademia dei Lincei (ove rimanevano il fratello Elio, geografo, e Alessandro Bausani,

orientalista). L'anno dopo, nel 1976, ottantaquattrenne, muore Kalocsay, lasciando un grosso

fascio di traduzioni anche dall'italiano. Scompaiono quindi, nell'arco di due anni, tre

personalità che, pur a livelli diversi, avevano molto operato nel campo della traduzione

dall'italiano e della cultura esperantista in generale.

4.3 Tre idee vecchie che diventano nuove

Nel frattempo vengono riprese, sia pure molto lentamente, tre vecchie idee. Bisogna condurre

in porto il vocabolario iniziato da Stefano La Colla e la cui uscita a breve era stata annunciata

162 Paul-Henry-Charles Spaak (1899 - 1972) fu deputato socialista prima della guerra, ministro del governo belga

in esilio durante l'occupazione tedesca, quindi primo ministro e segretario generale della NATO. Fu tra i

fondatori della Comunità Europea e fautore di una politica europea filo-atlantica.

163 In realtà, nella redazione esperanto fu fortemente aiutato dal suo amico prof. Gugliemo Capacchi, per cui

Babelo dovrebbe essere considerata più una traduzione da un manoscritto in italiano che un'opera originale in

esperanto.

164 La produzione in esperanto di Bruno Migliorini è assai vasta, ma ancora non ne esiste una raccolta completa

né un'edizione critica. Nel decimo anniversario della morte è uscita una piccola pubblicazione con i testi di sette

conferenze e saggi: B. Migliorini, Lingvaj aspektoj de Esperanto (Aspetti linguistici dell'Esperanto), Edistudio,

Pisa, 1985.

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