1 - OFM

ofm.org

1 - OFM

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Lodi

di dio aLtissimo

(san Francisco de Asís)

Tu sei santo, Signore, solo Dio,

che compi meraviglie.

Tu sei forte, Tu sei grande,

Tu sei altissimo,

Tu sei onnipotente, Tu, Padre santo,

re del cielo e della terra.

Tu sei trino ed uno, Signore Dio degli dèi,

Tu sei il bene, ogni bene, il sommo bene,

il Signore Dio vivo e vero.

Tu sei amore e carità,

Tu sei sapienza,

Tu sei umiltà,

Tu sei pazienza,

Tu sei bellezza,

Tu sei sicurezza,

Tu sei quiete.

Tu sei gaudio e letizia,

Tu sei la nostra speranza,

Tu sei giustizia e temperanza,

Tu sei tutto, ricchezza nostra a sufficienza.

Tu sei bellezza,

Tu sei mansuetudine.

Tu sei protettore,

Tu sei custode e difensore,

Tu sei fortezza, Tu sei rifugio.

Tu sei la nostra speranza,

Tu sei la nostra fede,

Tu sei la nostra carità,

Tu sei tutta la nostra dolcezza,

Tu sei la nostra vita eterna,

grande e ammirabile Signore,

Dio onnipotente, misericordioso Salvatore.

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iL CaPitoLo GENERaLE

dEi FRati miNoRi

Significato, origine, sviluppo, configurazione del Capitolo francescano

Negli istituti religiosi il “Capitolo” è l’assemblea dei membri della comunità, convocata per

trattare le questioni che riguardano la forma di vita da essi professata. Anche l’OFM ha denominato

le sue assemblee «Capitoli», ma ha conferito ad esse particolari caratteristiche direttamente conseguenti

dal suo carisma di fraternità.

Contesto in cui nasce il Capitolo generale dei Frati minori

Tommaso da Celano - frate biografo di san Francesco - nella Vita Prima riferisce le fasi di due riunioni

della primitiva Fraternità francescana. La prima riunione è cosi descritta: Quando la Fraternità

raggiunse il numero di otto frati «il beato Francesco li radunò tutti insieme e dopo aver parlato loro

a lungo del Regno di Dio, del disprezzo del mondo, del rinnegamento della propria volontà, del dominio

che si deve esercitare sul proprio corpo, li divise in quattro gruppi di due ciascuno e disse loro:

“Andate, carissimi, a due a due per le varie parti del mondo e annunciate agli uomini la pace e la

penitenza in remissione dei peccati”…»

La seconda riunione è esposta in questi termini: «Passato breve tempo, san Francesco, desiderando

di rivederli tutti, pregò il Signore, il quale raccoglie i figli dispersi di Israele, che si degnasse nella

sua misericordia di riunirli presto. E tosto, secondo il suo desiderio e senza che alcuno li chiamasse

si ritrovarono insieme e resero grazie a Dio. Prendendo cibo insieme manifestano calorosamente

la loro gioia nel rivedere il pio pastore e la loro meraviglia per avere avuto il medesimo pensiero.

Raccontano poi i benefici ricevuti dal misericordioso Signore e chiedono e ottengono umilmente la

correzione e la penitenza del beato padre per le eventuali colpe di negligenza e di ingratitudine».

E quasi a commento dei due verbali il Celano annota diligentemente: «… E così solevano fare

sempre quando si recavano da lui… Allora il beato Francesco stringendo a sé i figli con grande amore,

cominciò a manifestare loro i suoi propositi e ciò che il Signore gli aveva rivelato» (1 CeI 29:366;

30:369-370).

È facile riscontrare nelle due descrizioni il significato fondamentale di incontro fraterno conferito

alle rispettive riunioni, come è facile rilevare pure gli obiettivi pratici articolati su temi di formazione

spirituale e di organizzazione della vita comune e apostolica. Per tali motivi le due riunioni divennero

modello di tutte le successive assemblee fraterne e capitolari.

La riunione comunitaria divenne dunque ben presto espressione normale del desiderio di comunione

che animava i frati i quali, «avendo disprezzato tutte le cose terrene ed essendo immuni da

qualsiasi amore egoistico, dal momento che riversavano tutto l’affetto del cuore in seno alla comunità,

cercavano con tutto l’impegno di donare perfino se stessi per venire incontro alle necessità dei

fratelli. Erano felici quando potevano riunirsi, più felici quando stavano insieme» (1 Cel 39:387).

Il forte senso di fraternità respirato nella nuova forma di vita religiosa aveva creato nella riunione

fraterna la sua tipica e congeniale struttura espressiva. Inizialmente del resto, avendo escluso per

principio la stabilitas loci propria della comunità monastica, e trovandosi ancora in una situazione di

vita peregrinante senza fissa dimora, i frati poterono sperimentare felicemente nella riunione fraterna

una forma di sussidio particolarmente valido per esprimere e consolidare la loro comunione di vita

consacrata alla sequela di Gesù Cristo.

Quando però la fraternità raggiunge una maggiore consistenza organizzativa il desiderio

dell’incontro fraterno si evolve in un’esigenza di assemblee più formali e sistematiche, sulla falsa riga

di quelle monastiche.

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Origine e sviluppo del Capitolo generale

Quando già il primo sviluppo dei Frati Minori rese impossibile la frequenza iniziale degli incontri

fraterni e suggerì l’opportunità di più precise norme organizzative, si avvertì subito I’esigenza di assemblee

determinate a scadenze fisse e meglio articolate.

L’incontro fraterno si trasformò in vero e proprio Capitolo di Fraternità ciò avvenne circa il 1212

quando Francesco stabilì che si celebrasse il Capitolo due volte l’anno: a Pentecoste e nella festa di

san Michele in settembre (3 Comp 57:1466). Il primo documento storico che conferma tale istituzione

con il ricordo di un preciso Capitolo di fraternità, si trova nella Legenda S. Verecundi militis et martyris

nella quale il cronista del monastero dedicato al santo Martire nei pressi di Assisi afferma: «Proprio nei

dintorni di questo monastero il beato Francesco aveva radunato il Capitolo dei primi trecento frati

così ci ha tramandato il sacerdote Andrea che era presente» (Pass SV 6:2250).

Ma già nel 1216 Giacomo da Vitry può affermare che i Frati Minori «convengono una volta

all’anno nel luogo prestabilito per rallegrarsi nel Signore e mangiare insieme» e inoltre allo scopo di

formulare e promulgare sante leggi che sottopongono al Papa per l’approvazione (1Vitry 11:2208).

In tale forma e con tale frequenza i Capitoli della Fraternità vengono celebrati dal 1212 al 1217. Essi

sono da considerarsi tutti come veri e propri Capitoli Generali, come già li considera Giacomo da

Vitry, perché esprimono la totalità dell’Ordine con la presenza di tutta la Fraternità, l’unità dell’Ordine

che si trova raccolto intorno al suo unico Ministro Generale e gli interessi generali dell’Ordine per

l’importanza delle questioni trattate.

Nel Capitolo della Pentecoste del 1217 l’ulteriore sviluppo numerico e geografico dell’Ordine

impone la necessità di dividerlo in Province per facilitarne il governo; e allo stesso tempo l’impossibilità

riconosciuta di riunire tutti i frati al Capitolo impone la necessità di trasformare il Capitolo di tutta

la Fraternità in Capitolo di tutti i Ministri.

La deliberazione capitolare che verrà codificata nella Rnb 18, prescrive un Capitolo dei Ministri

delle Province d’Italia da celebrarsi una volta l’anno, e un Capitolo di tutti i Ministri dell’Ordine da

celebrarsi ogni tre anni.

Nel 1223 la Rb 8 prescrive soltanto un Capitolo dei Ministri provinciali da celebrarsi a Pentecoste

con frequenza triennale, oppure maggiore o minore a giudizio del Ministro della Fraternità. In esso la

partecipazione dei Ministri è obbligatoria ma non è esclusa la partecipazione di altri frati; mentre la

partecipazione dei Custodi è prevista solo nei casi in cui fosse necessario procedere all’elezione di

un nuovo Ministro generale.

Dal 1230 partecipa al Capitolo generale solo un Custode da ogni Provincia, per disposizione

di Gregorio IX.

Nel Capitolo generale del 1239, che concluse il generalato di frate Elia, furono promulgate le

prime Costituzioni dell’Ordine in base alle quali il Capitolo generale, che prima non era obbligatoriamente

triennale, dovrà essere inderogabilmente celebrato a scadenza triennale; e forse anche la

syndicatio o giudizio di efficienza del Ministro, fu allora abbinata a ogni Capitolo triennale, giacché

ancora il Ministro veniva eletto senza termini di scadenza. Comunque le Costituzioni Narbonensi del

1260, durante il generalato di San Bonaventura da Bagnoregio, confermano la frequenza triennale

obbligatoria del Capitolo generale e inoltre determinano la syndicatio e la partecipazione di altri

frati oltre i Ministri e Custodi, ammettendo i rappresentanti delle Province detti «discreti» ed eletti nei

rispettivi Capitoli provinciali.

Le successive Costituzioni confermeranno in sostanza le stesse norme fino alla divisione dell’Ordine

(1517). Dopo la divisione le Costituzioni delle singole Famiglie francescane, in diversi tempi,

introdurranno la frequenza sessennale del Capitolo generale; e ne regolamenteranno ulteriormente

la composizione.

A. Sanna, Capitoli, in Dizionario Francescano EFR, pp. 155 ss.

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La FamiGLia

FRaNCEsCaNa

La Famiglia francescana, fin dalle origini, è composta da tre Ordini: i Frati Minori (Primo Ordine),

le Sorelle Povere, oggi “Clarisse” (Secondo Ordine) e l’Ordine Francescano Secolare, composto da

laici di ambo i sessi (Terzo Ordine).

Nel corso dei secoli, i Frati del Primo Ordine si distinguono in tre Famiglie: i Minori (con attualmente

circa 14.700 membri), i Conventuali (ca. 4.500) e i Cappuccini (ca. 11.000).

Le Clarisse sono presenti nel mondo con circa 900 Monasteri e 16.000 claustrali.

Si aggiungono altri sette gruppi di Francescane contemplative (alcune con Regole proprie ed

altre con la Regola del Terz’Ordine Regolare).

L’Ordine Francescano Secolare conta oggi circa 400.000 membri, a cui si aggiungono i quasi

50.000 della Gioventù Francescana.

Per il ramo maschile si sviluppa anche il Terz’Ordine Regolare (ca. 954), i cui membri sono religiosi.

Si sviluppa, poi, un altro importante gruppo di circa 400 Istituti femminili con la Regola del

Terz’Ordine, con quasi 250.000 membri.

Il carisma francescano ha dato vita – fatto più unico che raro – a Famiglie francescane in altre

confessioni cristiane (francescani e clarisse anglicani), a comunità francescani indù e a gruppi di

“amici di san Francesco” in ogni cultura e religione.

Infine, il carisma francescano, proprio per la sua innata apertura agli altri, ha facilmente intrapreso

la via del dialogo e della comunione con i recenti Movimenti ecclesiali.

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La stoRia

FRaNCEsCaNa

Nell’inverno del 1206/1207 Francesco di Bernardone, giovane di Assisi, rinuncia pubblicamente

al proprio padre terreno per essere solo di Dio. Abbandona le brigate dei compagni per assistere i

lebbrosi, i derelitti e i rifiutati dalla società. Tra scorre i due anni seguenti come mendicante, eremita

e restauratore di tre chiese diroccate nei dintorni di Assisi: San Damiano, San Pietro e Santa Maria

della Porziuncola.

Il suo stile di vita subito attrae due concitta dini: il ricco Bernardo da Quintavalle e il canonicogiurista

Pietro Catani. Dopo poco altri nove uomini si aggiungono al gruppo. Dodici penitenti e pellegrini,

senza casa o fissa dimora.

All’inizio Francesco formula una breve regola, dettando alcune norme di vita approvate oralmente

da Innocenzo III; successivamente scrive la Regola dell’Ordine dei Frati Minori confermata

con Bolla papale da Onorio III il 29 novembre 1223.

Anche la nobile diciottene Chiara, è attratta dall’esempio di Francesco. Ella la Domenica delle

Palme del 1212 fugge dalla casa paterna verso la Porziuncola. Qui Francesco le taglia i capelli in

segno di consacrazione. Anche Chiara è seguita da molte altre sorelle, e fonda così un monastero

presso la chiesa di San Damiano. Nel 1218/19 questo nuovo gruppo di vergini consacrate riceve l’approvazione

pontificia per vivere la povertà in clausura. Nasce il Secondo Ordine di San Francesco,

da lui ha chiamato Delle Povere Dame.

Fra il 1210 e il 1221 si ha un immenso sviluppo dell’opera di San Francesco, che invia i suoi compagni

per tutte le vie del mondo a predicare il Cristo povero, umile e crocifisso e a portare a tutti la

riconciliazione e la pace.

Nel 1221, a Firenze, il mercante Lucchesio e sua moglie Buonadonna, affascinati dallo stile di

vita di Francesco, chiedono di poter vivere la vita dei Minori nel loro stato matrimoniale. Nasce così

l’Ordine Francescano Secolare.

L’identità del francescanesimo sta nel vivere il Vangelo nella Chiesa secondo il modello osservato

e proposto da San Francesco di Assisi e predicarlo ad ogni creatura.

Anche l’Ordine Francescano è passato attraverso una profonda ristrutturazione. Dal suo interno,

si sono formate tre tendenze, che hanno dato vita a tre rami giuridicamente indipendenti, ma

con la stessa Regola di vita. I tre rami hanno governo e strutture proprie: i Frati Minori, i Frati Minori

Conventuali, i Frati Minori Cappuccini. Queste tre famiglie, si sono sviluppate nei secoli come rami di

un unico grande albero, con moltissime opere, missioni e martiri. Lo testimonia la lunga schiera di

santi e beati dei tre rami.

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La stRUttURa

dELL’oRdiNE dEi FRati miNoRi

L’Ordine dei Frati Minori è costituito dai frati, che, incorporati nelle Province e nelle Custodie,

sono governati dal Ministro Generale con il suo Definitorio (consiglio).

La Regola dei Frati Minori confermata da Papa Onorio III (1223) è il fondamento della vita e

della legislazione dell’Ordine.

L’Ordine è presente in 110 paesi ed è organizzato in 103 Province, 8 Custodie Autonome, 14

Custodie dipendenti, 20 Fondazioni, 1 Federazione.

Le Province e le Custodie Autonome sono governate rispettivamente dal Ministro Provinciale

e dal suo Definitorio, dal Custode e dal suo Consiglio, eletti nel Capitolo Provinciale o Custodiale.

Le Province di una o più aree geografiche formano una Conferenza.

Nell’Ordine dei Frati Minori le Conferenze di Ministri Provinciali sono 14.

Ogni Provincia è composta da diverse Comunità o Fraternità, ciascuna delle quali dimora

in un Convento e svolge le attività stabilite dal Capitolo Provinciale e dal Ministro Provinciale. Ogni

Comunità è animata dal proprio guardiano (l’OFM non conosce il termine “superiore”).

Il Capitolo Generale è l’autorità suprema per tutto l’Ordine. Da esso viene eletto il Ministro

Generale, il Vicario e il Definitorio (consiglio), vengono emanate le norme che regolano la vita dei

frati e decisi gli orientamenti che guideranno il cammino dell’OFM nei sei anni successivi.

Il Ministro Generale può essere rieletto per un secondo mandato di sei anni.

Il Capitolo Provinciale è l’autorità suprema per la Provincia. Elegge il Ministro Provinciale, il

Vicario e il Definitorio; elabora gli orientamenti e le norme che traducono e inculturano, a livello

locale, il cammino dell’Ordine.

Il Ministro Provinciale è eletto per un sessennio e può essere rieletto per un triennio.

Il guardiano, animatore della vita di una fraternità locale, è nominato dal governo provinciale

per tre anni e può essere riconfermato per altri due mandati triennali.

L’Ordine dei Frati Minori è composto da frati sia chierici sia laici, che, in forza della professione

di vita francescana, godono degli stessi diritti e sono soggetti ai medesimi doveri.

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L’idENtitÀ dELL’oRdiNE

Una fraternità “mista”

La Conferenza dei Ministri generali del Primo Ordine (Minori, Conventuali e Cappuccini) il 30 dicembre

1997 ha costituito una Commissione interfrancescana per lo studio dell’Ordine francescano

come Istituto misto. Lo scopo è stato quello di chiarire l’identità dell’Ordine “nel suo momento fondativo”;

ovvero quella che si può considerare l’intenzione di Francesco. Ne è scaturito il documento

“L’identità dell’Ordine francescano nel suo momento fondativo” (Roma 1999), tradotto in 8 lingue.

Il documento prende in considerazione le testimonianze più antiche, per mostrare come il

Fondatore, costituendo la Fraternità, non abbia mai operato distinzioni tra fratelli chierici e fratelli

laici. E con questa impostazione dell’Ordine, fu accolta la Regola da Innocenzo III, confermata poi

da Onorio III nel 1223. Un atto che inserisce nell’ordinamento giuridico questa nuova forma di vita

religiosa.

San Francesco parla di “fratelli”, riuniti dal Padre per vivere la conversione e dare testimonianza

di vita evangelica. Ognuno è un dono di Dio agli altri, senza preferenze: nobili, dotti, ma anche

uomini semplici e illetterati. Essi sono anche “minori”, chiamati a imitare Cristo, pronto a spogliarsi

della sua natura divina per avvicinarsi all’uomo.

C’è poi da sottolineare che la distinzione tra “chierici” e “laici”, nel XIII secolo, aveva spesso a

che fare con il grado di istruzione. San Francesco ne parla nei suoi scritti, prendendo semplicemente

atto che entrambe le realtà sono presenti nel suo Ordine.

Eloquente la testimonianza di Fra’ Tommaso da Celano: “Voleva che si fondessero maggiori

e minori, che i dotti si legassero con affetto fraterno ai semplici, che i religiosi pur lontani tra loro si

sentissero uniti dal cemento dell’amore” (2 Cel 191: FF 777).

Sul piano istituzionale ciò si traduce anche nella possibilità per tutti i membri di essere chiamati

ai ministeri di governo (ministri = servi), considerati da san Francesco come “l’ufficio di lavare i piedi

ai fratelli”. E ciò è di fatto avvenuto fin da subito. Da ricordare che Francesco stesso non era chierico

al momento in cui dialoga con la Sede Apostolica per il riconoscimento della Fraternità e per altre

questioni giuridiche.

Lo studio fatto, fa infine emergere che lo stesso Fondatore non ha pensato il suo Ordine come

un’Entità “mista”, nel senso giuridico del termine, ma piuttosto come una famiglia di fratelli, che

hanno un unico Padre, un unico Maestro e si lasciano guidare dallo Spirito Santo. Francesco ha semplicemente

accolto tutti e dato spazio ai carismi e alla volontà di Dio su ciascuno.

Allo stato attuale, stando anche all’evoluzione storica della Famiglia francescana e del diritto

ecclesiastico, l’Ordine è annoverato tra quelli “clericali”. In questi gli uffici di governo di grado superiore

possono essere assunti solo dai religiosi sacerdoti.

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Lo sPiRito di assisi

Il grande “Incontro di preghiera per la Pace” promosso da Giovanni Paolo II nell’ottobre 1986 e

ripreso nel gennaio del 1993 hanno coniato un’espressione di grande significato per tutta l’opinione

pubblica: “lo Spirito di Assisi”.

La sfida che vi è affrontata è «la sfida della pace». In Francesco e Chiara riconosciamo una

forma esemplare di azione evangelica per la giustizia e la pace tra gli uomini e le culture, come pure

tra l’umanità e il creato.

Chi viene ad Assisi può incontrare l’esperienza di San Francesco che ha incarnato un ideale

fatto di umiltà, semplicità, senso profondo di Dio, amore per Gesù Cristo e la sua Chiesa, traduzione

concreta del Vangelo per l’uomo e le culture di oggi.

I Ministri Generali delle quattro Famiglie francescane, dopo l’avvenimento del 1986 affermavano:

«Nella nostra qualità di figli e figlie di Francesco, [l’incontro di Assisi] ci riempie di gioia, ma ci

pone anche di fronte a interrogativi ben precisi, che richiedono da noi risposte concrete.

Perché proprio a Francesco si è rivolta l’attenzione del Papa?

Perché ancora oggi egli è un termine di riferimento che può essere proposto agli uomini di

tutte le fedi?

E, soprattutto, come possiamo, noi, figli e figlie di Francesco, essere ancora, dovunque viviamo,

autentici testimoni di pace?

Che cosa portiamo noi al mondo di oggi del suo messaggio di pace?».

Per rispondere a tali interrogativi la Famiglia francescana ha cercato e cerca di capire ed incarnare

lo “spirito di Assisi”, in ogni angolo della terra, a vari livelli o secondo varie modalità:

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Lettera dei Ministri generali della Famiglia francescana, “Nello spirito di Assisi” (25 dicembre

1986).

L’incontro ecumenico europeo per la giustizia, la pace e la salvaguardia del creato (Assisi,

6-12 agosto 1988), promosso dalla Commissione interfrancescana GPSC, con 600 partecipanti

delle varie confessioni cristiane, di cui il 30% francescani e francescane.

Le tre Lettere della Conferenza della Famiglia francescana in preparazione del Giubileo (1°

gennaio 1997, 1998, 1999).

Le varie iniziative delle Commissioni Interfrancescane per la Giustizia, la pace e la salvaguardia

del creato o del Movimento francescano, soprattutto durante il mese di ottobre

per “ricordare” e per trasformare il ricordo in “profezia”.

L’impegno comune dei Francescani negli Organismi Internazionali (cfr. Franciscan

International presso l’ONU, a New York, a Ginevra e a Bangkok).

La presenza nei Paesi dell’ex Unione Sovietica secondo la “logica di Assisi”, fatta di incontro

e di dialogo, che risale direttamente a san Francesco, e che ha portato i francescani e

le francescane ad essere presenti praticamente in tutti i Paesi del mondo come operatori

di dialogo e di pace.

I vari organismi sorti nelle Famiglie francescane per promuovere il dialogo. Ad esempio,

l’Ufficio “Servizio per il Dialogo”, presso la Curia del nostro Ordine, con tre ambiti di lavoro:

dialogo ecumenico, dialogo con la cultura e dialogo interreligoso. Tali strutture sono sorte

per aiutare i francescani e le francescane a stabilire un contatto positivo e fraterno con

tutti, senza preclusioni di carattere religioso e/o culturale per poter annunciare il Vangelo

nel rispetto dei valori delle diverse culture, memori della testimonianza di Francesco il quale

fu ed è un uomo di dialogo nel senso più vero della parola.

Come ha ricordato il Servo di Dio Giovanni Paolo II ai Francescani, “tornare ad Assisi” vuol dire

diventare consapevoli delle nostre radici: «Tocca a voi francescani, dunque, in primo luogo e in

quanto tali, dare una risposta all’uomo di oggi, educandolo ad una corretta visione e ad un degno

uso delle cose, collaborando alla formazione della sua coscienza secondo una disposizione interiore

luminosa ed equilibrata. La vostra presenza incisiva in tal senso, può significare molto per la pace e il

progresso dell’umanità e il ricupero degli autentici valori cristiani. Come figli del santo della povertà

evangelica, dell’uomo della pace, dell’amico della natura, siete i migliori interpreti del messaggio

lanciato da Francesco agli uomini del suo secolo, messaggio sempre attuale per la sua forza di rinnovamento

delle coscienze e della società».

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L’oRdiNE FRaNCEsCaNo sECoLaRE

E La GioVENtÙ FRaNCEsCaNa

lo spirito di san Francesco come anima del laicato

L’Ordine Francescano Secolare (OFS)

Fin dagli inizi della conversione di Francesco d’Assisi, molti uomini e donne chiesero di poter

attingere dalla sua sorgente l’acqua del Vangelo: i biografi narrano che a tutti sapeva offrire una

regola di vita. Il carisma francescano non si limitò così alla sola forma della vita consacrata a Dio (religiosi),

ma divenne fonte di ispirazione e anche una “forma di vita” per chi era sposato o continuava

la sua vita tra le attività ordinarie della società del proprio tempo.

Per questo nella grande Famiglia francescana ha una propria collocazione l’Ordine

Francescano Secolare (OFS). Esso è formato dall’unione organica di tutte le Fraternità cattoliche i

cui membri, mossi dallo Spirito Santo, “si impegnano con la Professione a vivere il Vangelo alla maniera

di Francesco nel loro stato secolare, osservando la Regola approvata dalla Chiesa” (Cost.

OFS 1.2-3).

La caratteristica della secolarità è uno dei cardini della sua missione nella Chiesa e nella società.

Questa permette di testimoniare il Vangelo negli ambiti più diversi del vivere e dell’agire umano:

nella famiglia, nel lavoro, in politica, nello sport, nell’educazione, nelle relazioni umane.

Nei suoi 800 anni di storia, l’OFS vanta 58 santi e 84 beati, che con l’esempio, le opere e molti

anche con il martirio, hanno vissuto fino in fondo la loro ispirazione francescana.

L’OFS ha una organizzazione propria e si raggruppa in Fraternità locali, regionali, nazionali e

internazionali. Esse sono coordinate e collegate, a norma della Regola e delle Costituzioni. È questa

una esigenza della comunione tra le Fraternità, dell’ordinata collaborazione tra loro e dell’unità

(Cost. OFS 29.1).

I francescani secolari sono presenti in 110 Paesi del mondo con:

65 Fraternità nazionali costituite

42 Fraternità nazionali emergenti

3 realtà in fase di erezione canonica delle prime Fraternità locali.

Attualmente, I membri che hanno professato la Regola dell’OFS sono circa 400.000.

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La Gioventù Francescana (GiFra)

Parte integrante dell’OFS è la GiFra, formata da quei giovani che si sentono chiamati dallo

Spirito Santo a fare in fraternità l’esperienza della vita cristiana, alla luce del messaggio di san

Francesco d’Assisi, approfondendo la propria vocazione.

I membri della GiFra considerano la Regola dell’OFS come documento di ispirazione per la

propria crescita cristiana e francescana, sia singolarmente che in gruppo. Dopo un congruo periodo

di formazione, confermano questa opzione con un impegno personale dinanzi a Dio e in presenza

dei fratelli (Cost. OFS 96).

La Gioventù Francescana è presente in 63 paesi del mondo, con 30 Fraternità nazionali riconosciute

e 33 Fraternità nazionali emergenti. Il numero dei giovani francescani si aggira intorno ai

50.000.

In molti paesi esistono anche i gruppi dei bambini e degli adolescenti ispirati dal carisma francescano.

Questi prendono nomi diversi a seconda dei luoghi: Araldini, Cordigeri, Fioretti, Giocolieri,

Pre-GiFra, Mini-Gifra. In questi gruppi, tra altri bambini e adolescenti, ci sono spesso i figli di francescani

secolari. Questi gruppi sono animati dai ragazzi della GiFra, dai membri dell’OFS e con un grande

aiuto degli Assistenza spirituali.

Documenti OFS-GiFra

Anche per questa realtà, è molto importante la fase della formazione sia dei membri, sia degli

assistenti spirituali (i Frati Minori). Essa avviene sia con incontri periodici delle singole Fraternità, sia attraverso

riunioni dei membri a livello regionale, nazionale, continentale e mondiale. Di seguito i testi

e i documenti emanati negli ultimi anni a questo scopo.

Per l’assistenza

Manuale per l’assistenza

all’OFS e alla GiFra (2006)

Per l’OFS

1. La formazione di una nuova Fraternità dell’OFS (2002)

2. Sussidio per la celebrazione del Capitolo della Fraternità OFS (2008)

Per la GiFra

1. GiFra - Cammino di vocazione francescana (2004)

2. Regolamento internazionale della GiFra (2007)

3. Incorporazione nell’OFS dei membri della GiFra (2008 - non ancora pubblicato)

Ulteriori informazioni alla pagina web: www.ciofs.org

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FRatERNitÀ NazioNaLi oFs

Fraternità Costituite

1. Argentina

2. Austria

3. Belgio fiamingo

4. Bolivia

5. Bosnia ed erzegovina

6. Brasile

7. Canada

8. Ciad

9. Cile

10. Colombia

11. Corea

12. Costarica

13. Croazia

14. Cuba

15. Danimarca

16. Ecuador

17. El Salvador

18. Filippine

19. Francia

20. Germania

21. Giappone

22. Gran Bretagna

23. Guatemala

24. Honduras

25. India

26. Indonesia

27. Irlanda

28. Isole Mauritius

29. Italia

30. Kenya

31. Libano

32. Lituania

33. Madagascar

34. Malta

35. Messico

36. Nicaragua

37. Oceania

38. Paesi Bassi

39. Panama

40. Paraguay

41. Perù

42. Polonia

43. Portogallo

44. Porto Rico

45. Repubblica Ceca

46. Repubblica Centro Africana

47. R.D. del Congo

48. Repubblica Dominicana

49. Repubblica Sud Africana

50. Romania

51. Slovacchia

52. Slovenia

53. Spagna

54. Svezia

55. Tanzania

56. Ungheria

57. Uruguay

58. U.S.A.

59. Venezuela

60. Vietnam

61. Zambia

62. Zimbabwe

63. Ucraina

Fraternità Emergenti

1. Albania

2. Angola

3. Benin

4. Bielorussia

5. Bulgaria

6. Burkina Faso

7. Burundi

8. Camerun

9. Cina

10. Cipro

11. Congo

12. Costa d’Avorio

13. Egitto

14. Eritrea

15. Estonia

16. Etiopia

17. Guinea Bissau

18. Haiti

19. Hong Kong

20. Lesotho

21. Lettonia

22. Malawi

23. Malaysia-Singapore

24. Moldova

25. Mozambico

26. Namibia

27. Nigeria

28. Norvegia

29. Pakistan

30. Papua Nuova Guinea

31. Russia

32. Rwanda

33. Serbia

34. Siria

35. Sri Lanka

36. Surinam

37. Svizzera

38. Tahiti

39. Tailandia

40. Taiwan

41. Terra Santa

42. Togo

43. Uganda

In fase di formazione o d’interesse

per iniziare una Fraternità:

1. Antigua

2. Capo Verde

3. Kazakhstan

4. Myanmar (ex Birmania)


Fraternità Costituite

FRatERNitÀ NazioNaLi

GiFRa

1. Filipinas

2. Vietnam

3. Corea del Sur

4. Costa Rica

5. Cuba

6. El Salvador

7. Guatemala

8. México

9. Nicaragua

10. Panamá

11. Republica Dominicana

12. Argentina

13. Brasil

14. Bolivia

15. Chile

16. Colombia

17. Ecuador

18. Paraguay

19. Venezuela

20. Bosnia y Herzegovina

21. Croacia

22. Lituania

23. Polonia

24. Eslovenia

25. Italia

26. Madagascar

27. Republica Centroafricana

28. Tanzania

29. Portugal

30. España

Fraternità Emergenti

1. India

2. Líbano

3. Japón

4. Indonesia

5. Oceanía

6. Siria

7. Sri Lanka

8. Tierra Santa

9. Puerto Rico

10. Honduras

11. Perú

12. Uruguay

13. Albania

14. Austria

15. Republica Checa

16. Eslovaquia

17. Rusia

18. Ucrania

19. Camerún

20. Chad

21. Egipto

22. Isla Mauricio

23. Kenya

24. Malawi

25. Nigeria

26. R. D. Congo

27. Sudáfrica

28. Zambia

29. Canadá

30. Francia

31. Gran Bretaña

32. Malta

33.

USA

14


15

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L’oRdiNE dEi FRati miNoRi

E L’EPisCoPato

San Francesco, nel Capitolo I della Regola, promette obbe dienza al Sommo Pontefice Onorio

III e ai suoi suc cessori. I frati si rendono così disponibili alle richieste della S. Sede e ad assumere tutti i

ministeri ecclesiali richiesti.

Vivente san Francesco non si hanno notizie di frati elevati alla dignità episcopale. Il primo fu

San Bonaventura, creato poi cardinale. Quasi contemporaneamente spicca la figura di Giovanni

da Montecorvino, primo Arcivescovo di Pechino.

La catena dei Francescani elevati alla dignità episcopale non è stata mai interrotta, anzi è

cresciuta man mano che l’Ordine estendeva la propria presenza nelle nuove terre di missione, in

America del Nord, in America Latina, in Asia e in Oceania. Molti sono i vescovi martirizzati in questi

800 anni. L’Ordine francescano ha avuto anche quattro Papi: Nicolò IV, Sisto IV, il più celebre Sisto V

e Clemente XIV.

Attualmente i vescovi appartenenti all’Ordine dei Frati Minori sono 108.

Essi sono sparsi in tutti i continenti. La maggior parte è concentrata nell’Ame rica Latina. Il fatto

si spiega per il forte e plurisecolare radicamento dei Francescani in quella vasta area geografica.

Due dei sei cardinali francescani sono in America Latina: Paolo Evaristo Arns (Brasile) e Cláudio

Hummes (Brasile). Due sono in Africa: Alexandre dos Santos (Mozambico) e Wilfrid Fox Napier (Sud

Africa). Uno in Europa: Lázló Paskai (in Ungheria).

Per mezzo dei suoi frati-vescovi l’Ordine dei Frati Minori ribadisce la sua autenticità evangelica

e la sua fedeltà che lo lega strettamente alla Sede Apostolica e al Collegio episcopale.

Dal 18 al 22 giugno 2007, ad Assisi, si è celebrato il primo Convegno Internazionale dei Vescovi

Francescani, con la partecipazione di 6 cardinali e 56 vescovi. Il tema è stato quello del rapporto tra

spiritualità francescana e ministero episcopale.

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ELENCo dEi CaRdiNaLi E dEi

VEsCoVi iN oRdiNE aLFaBEtiCo

1 Adalberto A. Rosat, ofm Bolivia

2 Adriano Langa, ofm Mozambico

3 Adriano Tomasi Travaglia, ofm Perù

4 Alberto Campos Hernández, ofm Peru

5 Alexandre dos Santos, ofm [Card.] Mozambico

6 Aloísio Alberto Dilli, ofm Brasile

7 Aloysius Murwito, ofm Indonesia

8 Angelo Massafra, ofm Albania

9 Antal Majnek, ofm Ucraina

10 Anton Zerdín, ofm Perù

11 António Montes Moreira, ofm Portogallo

12 Aurelio José Kühn, ofm Argentina

13 Austen R. Crapp, ofm Papua N. Guinea

14 Basil Myron Schott, ofm USA

15 Bernardino Rivera Alvarez, ofm Bolivia

16 Bernardo Johannes Bahlmann, ofm Brasile

17 Bonifacio A. Reimann Panic, ofm Bolivia

18 Brian James Barnes, ofm Papua N. Guinea

19 Caetano Ferrari, ofm Brasile

20 Capistrano F. Heim, ofm Brasile

21 Carlos Amigo Vallejo, ofm [Card.] Spagna

22 Carlos Enrique Herrera Gutiérrez, ofm Nicaragua

23 Célio de Oliveira Goulart, ofm Brasile

24 Cláudio Hummes ofm [Card.] Brasile

25 Dario Campos, ofm Brasile

26 Diamantino Prata de Carvalho, ofm Brasile

27 Diogo Reesink, ofm Brasile

28 Domenico Cortese, ofm Italia

29 Fabio Duque Jaramillo ofm Colombia

30 Fausto G. Trávez Trávez, ofm Ecuador

31 Federico Richter Fernández-Prada, ofm Perù

32 Fernando A. Figueiredo, ofm Brasile

33 Fiachra O’Ceallaigh, ofm Irlanda

34 Francisco Focardi, ofm Bolivia

35 Franz Lackner, ofm Austria

36 Geraldo Scarpone, ofm Honduras

37 Giorgio Bertin, ofm Gibuti

38 Giovanni Martinelli, ofm Libia

39 Giuseppe Nazzaro, ofm Siria

40 Hector M. Cabrejos Vidarte, ofm Perù

41 Henrique Johannpötter, ofm Brasile

42 Henry T. Howaniec, ofm Kazakistan

43 Hermann F. M. Münninghoff ofm Indonesia

44 Hilário da Cruz Massinga, ofm Mozambico

45 Hill Kabashi, ofm Albania

46 Hugo Van Steekelenburg, ofm Brasile

47 Hugolino Cerasuolo Stacey, ofm Ecuador

48 Ireneu Gassen, OFM Brasile

49 Irineu Wilges, ofm Brasile

50 Jean-Marcel Chabbert, ofm Francia

51 Jean-Pierre Grallet, ofm Francia

52 Jesús Pérez Rodríguez, ofm Bolivia

53 Jesús Sanz Montes, ofm Spagna

54 João Bosco Barbosa de Sousa, ofm Brasile

55 Johannes A. de Kok, ofm Olanda

56 Jorge Herbas Balderrama, ofm Bolivia

16


17

57 José Belisário da Silva, ofm Brasile

58 José A. Pérez Sánchez Messico

59 José A. Peteiro Freire, ofm Spagna

60 José Elías Rauda Gutiérrez, ofm El Salvador

61 José Haring, ofm Brasile

62 Juan Tomás Oliver Climent, ofm Perù

63 Julio Maria Elias Montoya, ofm Bolivia

64 Julio Ojeda Pascual, ofm Perù

65 László Paskai, ofm [Card.] Ungheria

66 Leo Laba Ladjar, ofm Indonesia

67 Leonardo Bernacchi, ofm Bolivia

68 Liam Slattery, ofm Sud Africa

69 Luís Flávio Cappio, ofm Brasile

70 Luis Gerardo Cabrera Herrera, ofm Ecuador

71 Luis Morao Andreazza, ofm El Salvador

72 Luis Sáinz Hinojosa, ofm Bolivia

73 Maksymilian Dubrawski, ofm Ucraina

74 Manuel Eguiguren Galarraga, ofm Bolivia

75 Manuel Romero Arvizu, ofm Messico

76 Manuel Valarezo Luzuriaga, ofm Ecuador

77 Marco Dino Brogi, ofm Italia

78 Martinho Lammers, ofm Brasile

79 Michael Cosmas. Angkur, ofm Indonesia

80 Michael V. P. Rowland, ofm Sud Africa

81 Morkos Hakim, ofm Egitto

82 Nicolás D’Antonio Salza, ofm USA

83 Odorico Sáiz Pérez, ofm Spagna

84 Paul A. Baltakis, ofm USA

85 Paul-Siméon Ahouanan Djro, ofm Costa d’Avorio

86 Paulo Evaristo Arns, ofm [Card.] Brasile

87 Piotr Herkulan Malchuk, ofm Ukraina

88 Ramón D. Molina Jaramillo, ofm Colombia

89 Raul M. P. Scozzina, ofm Argentina

90 Robert Camilleri, ofm Honduras

91 Roberto O. González Nieves, ofm Puerto Rico

92 Rodolfo Cetoloni, ofm Italia

93 Romeo Tovar Astorga, ofm El Salvador

94 Salvador Rangel Mendoza, ofm Messico

95 Santiago Agrelo Martínez Marocco

96 Sebastian Francis Shaw, ofm Pakistan

97 Serafín Cartagena Ocaña, ofm Ecuador

98 Severino Clasen, ofm Brasile

99 Silvério de Albuquerque, ofm Brasile

100 Stanislas Lukumwena Lumbala, ofm Rep.Congo

101 Stanislav Shyrokoradiuk, ofm Ucraina

102 Sylvester Carmel Magro, ofm Libia

103 Tomás A. M. Muldoon, ofm Honduras

104 Ulrich Steiner, ofm Brasile

105 Victor de la Peña Pérez, ofm Spagna

106 Victor M. Maldonado Barreno, ofm Ecuador

107 Walter Jehowá Heras Segarra, ofm Ecuador

108 Wilfrid Fox Napier, ofm [Card.] Sud Africa


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i PaPi FRaNCEsCaNi

Nicolò IV (1288 - 1292)

Nell’Ordine ebbe numerosi incarichi e succedette a S. Bonaventura di Bagnoregio come

Ministro Generale. Partecipò al Concilio II di Lione (1274) ed ebbe il privilegio di annunziare il raggiungimento

dell’auspicato accordo tra la Chiesa latina e quella greca. Succedette ad Onorio IV. Sulla

Cattedra di Pietro confermò le sue qualità di uomo di pietà e zelo. Operò per l’accordo con i greci,

per le missioni nel Medio e nell’Estremo Oriente, per la difesa dell’Occidente cristiano dai musulmani,

per la pace tra i principi e le città italiane. Fu egregio anche per il mecenatismo nella città di Roma

(l’abside di S. Maria Maggiore e quella di S. Giovanni in Laterano sono del suo tempo).

Sisto IV (1471 - 1484)

Fra’ Francesco Della Rovere, da Savona, fu professore di teologia a Pavia, Padova, Roma e

Firenze. Nel 1464 venne eletto Ministro Generale. Succedette a papa Paolo II. Di larghe vedute e

zelante per la propagazione della fede, promosse azioni vigorose contro le pressioni del Turchi. Il suo

nome resta principalmente legato al suo splendido mecenatismo. A lui si devono la Cappella Sistina

e la nuova Biblioteca Apostolica, la cui inaugurazione è eternata nello splendido affresco di Melozzo

da Forlì (pinacoteca vaticana). Molte chiese di Roma furono da lui restaurate e abbellite. Celebrò

l’anno santo 1475, costruendo il ponte Sisto per comodità dei numerosi pellegrini.

Sisto V (1585 - 1590)

Nato a Grottammare (Marche) nel 1520, Felice Peretti fu tra le più forti personalità del suo

tempo e una delle figure più singolari del Pontificato. Professore di teologia e teologo del Concilio di

Trento, fu chiamato, contro ogni previsione, a succedere a Gregorio XIII. Subito dimostrò un’energia

eccezionale in tutti i campi della sua attività. Fu il restauratore dello Stato, estirpò il brigantaggio, si

accordò con Venezia, pacificò con essa Milano, riconciliò le famiglie romane dei Colonna e degli

Orsini. Fissò a 70 il numero dei cardinali (numero rispettato fino al dopo Concilio Vaticano II) e organizzò

la Curia in 15 Congregazioni. Pensò anche all’emendamento della versione latina della Bibbia

(Vulgata) e riformò i libri liturgici. A lui si deve il completamento della cupola di Michelangelo, lasciata

dal sommo artista al tamburo e che nessuno, dopo di lui, aveva avuto il coraggio di voltare. Costruì il

palazzo nuovo del Laterano e quello del Quirinale; diede l’attuale aspetto al palazzo Vaticano e alla

Biblioteca (dove è il salone sistino); trasferì al centro di Piazza San Pietro l’obelisco egiziano e collocò

nei punti principali di Roma altri obelischi. Diede alla città un piano regolatore razionale ed elegante,

specialmente da S. Maria Maggiore a Trinità dei Monti. Condusse da Palestrina a Roma nuova

acqua, detta da lui Acqua Felice. Tutto in soli cinque anni. Nel 1590 infatti, morì di malaria contratta

in una visita alle paludi pontine, che aveva ordinato prosciugare. Riposa in Santa Maria Maggiore,

nella Cappella del SS. Sacramento.

Clemente XIV (1769 - 1774)

Entrò nell’Ordine dei Frati Minori conventuali. Teologo insigne, letterato, poeta latino, collaboratore

di varie opere pontificie, fu creato cardinale da Clemente XIII. Di carattere gioviale e di squisita

sensibilità artistica, legato da intima amicizia con S. Paolo della Croce (fondatore dei Passionisti), fu

eletto al supremo governo della Chiesa in un periodo di regalismo esasperante e in un conclave difficile

per le infiltrazioni politiche delle corti europee. Spirito conciliativo, con tatto e longanimità, cercò

l’accordo con i principi europei, anche protestanti. Si impegnò per l’incremento delle missioni cattoliche

in Africa, Asia e America. Favorì le scienze e le arti. Rimane legato al suo nome l’insigne Museo

Pio-Clementino. Con fermezza, ritardò di quattro anni la reclamata abolizione della Compagnia di

Gesù - i cui membri erano già stati espulsi da molti territori; cedette per una distensione degli animi e

sotto gravissime pressioni politiche. Morto nel 1774 e sepolto in Vaticano, fu trasportato nel 1802 nella

Basilica conventuale dei SS. XII Apostoli.

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iL GoVERNo

dELL’oRdiNE dEi FRati miNoRi

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San Francesco, era convinto che la vera guida dell’Ordine fosse lo Spirito Santo. Così stabilì che

l’elezione del Ministro generale avvenisse sempre nei giorni di Pentecoste. Anche questo Capitolo e

questa elezione si svolgono in prossimità della festa dello Spirito Santo.

Il Capitolo Generale, per volontà di San Francesco, è l’autorità suprema dell’OFM ed è convocato

ogni sei anni.

Esso ha tre caratteristiche: è un momento di comunione e di preghiera fraterna, di bilancio

delle attività svolte e di programmazione.

Partecipano al Capitolo:

il Ministro generale

il Vicario generale

il Segretario generale

i Definitori (Consiglieri) generali

il Ministro generale precedente

i Ministri Provinciali e i Custodi delle Custodie autonome

il Custode di Terra Santa

il Segretario generale per la Formazione e gli Studi

il Segretario generale per l’Evangelizzazione

un Delegato per ogni Custodia dipendente

un delegato di ogni Conferenza eletto tra i Fratelli laici;

i presidenti delle Federazioni.

In totale sono 153 i capitolari con voce attiva e passiva. Ma tutti i frati, singolarmente o a gruppi,

possono far pervenire al Capitolo le proprie opinioni sui temi che riguardano l’Ordine.

Al Capitolo Generale spetta esaminare e tutelare il patrimonio e la vita della Fraternità, scoprire

vie nuove e mezzi opportuni per la sua crescita e promuovere un adeguato rinnovamento.

Promulga le leggi proprie dell’Ordine, elegge il Governo generale e tratta gli affari di maggiore

importanza.

L’attuale Ministro Generale, Fr. José Rodriguez

Carballo, è stato eletto nel Capitolo del 2003, tenutosi

a Santa Maria degli Angeli – Assisi (Italia). Nel

governo e nell’animazione dell’Ordine, è aiutato

dal Vicario generale Fr. Francesco Bravi e da nove

Definitori (Consiglieri).

Tutti sono eletti per un sessenio, terminato il

quale possono essere rieletti soltanto per un secondo

mandato. Tutti i frati con 10 anni di voti perpetui possono

essere candidati a questi uffici.


L’attuale Ministro Fr. José R. Carballo è spagnolo, della Provincia di Santiago de Compostella.

I predecessori sono stati:

Fr. Giacomo Bini (italiano) Fr. Herman Schalük (tedesco)

Fr. John Vaughn (U.S.A.) Fr. Costantino Koser (Brasile)

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EVaNGELizzazioNE “oRdiNaRia”

diverse forme, un unico messaggio

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L’attività evangelizzatrice dell’Ordine dei Frati Minori non si caratterizza soltanto per le missioni

in nuove terre e per il dialogo con le culture e le fedi in esse incontrate. L’impegno dei Frati si manifesta

anche in quelle che sono le realtà tradizionali della pastorale nelle Chiesa locale. Si parla in questi

casi di “evangelizzazione ordinaria”, che richiede sempre delle revisioni e degli aggiornamenti. A

questa si aggiungono nuove forme di contatto con la gente e di annuncio evangelico, secondo le

necessità del tempo attuale e le sfide che esso pone, anche in aree dove la fede cristiana è parte

del patrimonio comune o lo è stato per lungo tempo.

Tra le realtà tradizionali ricordiamo:

- Le parrocchie. Il 30% dei Frati è impegnato in questo settore. L’obiettivo di questi ultimi anni è

stato quello di fare in modo che esse non siano gestite da un solo frate, ma da una comunità,

secondo tre criteri: fraternità, minorità e corresponsabilità. Per attuare questa revisione è stata

nominata una Commissione internazionale, che, insieme al Segretariato Generale per l’Evangelizzazione,

ha elaborato un sussidio-guida sulla pastorale parrocchiale in chiave francescana:

Inviati a evangelizzare in fraternità e minorità nella parrocchia, 2009. Esso offre elementi

essenziali sul progetto pastorale parrocchiale in chiave francescana.

- Le missioni popolari. Si stanno rinnovando nello stile e nei contenuti. Attraverso di esse, gruppi di

frati (insieme a suore e laici), raggiungono tutte le categorie di persone presenti in un piccolo

territorio, per rinvigorire la fede e rilanciare attività ecclesiali a beneficio della comunità dei

fedeli.

- La pastorale dei Santuari. Il rinnovamento riguarda non solo i contenuti proposti ai pellegrini,

ma anche le modalità con cui vengono offerti. Importante è anche l’ascolto attento di coloro

che si recano in visita e colgono, nel luogo, un invito ad aprire il cuore a Dio.

- La pastorale della salute e carceraria. Sono molti i Frati che accompagnano da vicino situazioni

umanamente difficili.

A queste forme tradizionali se ne aggiungono di nuove:

- La Fraternità internazionale di Palestrina (Roma). Un progetto di evangelizzazione itinerante

in uno stile di vita semplice e vicino agli ultimi. È una fraternità che ha come proprio raggio

d’azione evangelizzatrice l’Europa intera.

- I mezzi di comunicazione come strumenti di evangelizzazione: televisione, radio e Internet.

Molti sono i siti Internet francescani, in particolare rivolti ai giovani. Diverse sono le collaborazioni

dei Frati con radio e televisioni, pubbliche e private. Non mancano iniziative proprie, al fine

di creare strumenti per veicolare il messaggio evangelico e francescano.

- La pastorale del turismo. A volte questo lavoro si svolge in strutture diocesane, altre volte in

strutture proprie. Permette un contatto con la gente, offrendo tempi di distensione ma anche

di preghiera e di confronto.

Merita una particolare sottolineatura la presenza silenziosa dei Frati nei “nuovi chiostri” del

mondo. In mezzo ai desplazados (coloro che vivono situazioni di marginalità e sradicamento a livello

sociale), ai lebbrosi o ai malati di AIDS, tra le altre forme di nuove o vecchie povertà.


Un altro segno di speranza è la presenza nelle zone di frontiera, di periferia e negli ambienti dimenticati

e disumani. Tanti sono anche i Francescani impegnati nel recupero dei tossicodipendenti,

degli alcolisti e delle donne sfruttate nella prostituzione. In molte situazioni di violenza e di estrema

povertà i Frati, con molto coraggio e audacia evangelica, rischiando talvolta la propria vita, rendono

presente il Regno di Dio: Regno di giustizia, di amore e di pace.

Queste e molte altre attività dei Frati entrano appieno nella missione evangelizzatrice.

Formazione alla evangelizzazione

Anche in questo campo è necessario formarsi e imparare a cogliere le domande dei tempi

nuovi. Per questo, nel sessennio 2003-2006 ci sono stati molti appuntamenti, che hanno coinvolto i

frati a vari livelli.

Due seminari-atelier sulle “nuove forme di evangelizzazione”, che tenessero presente in particolare

la situazione in Europa. Assisi 20 - 24 marzo 2005; Frascati (Roma) 7 - 10 gennaio 2009.

Tre congressi-incontri. Lusaka (Zambia) 3 - 9 agosto 2004, con i Segretari e/o Responsabili delle

Entità dell’Africa per l’animazione dell’evangelizzazione, delle missioni, della formazione e degli

studi. Nairobi (Kenia) 26 - 30 settembre 2005, con i Responsabili dell’evangelizzazione e i Moderatori

delle missioni dell’Africa. Querétaro (Messico) 21 - 25 maggio 2007, sulle nuove forme e i nuovi spazi

dell’evangelizzazione.

Tre incontri del Consiglio internazionale per l’Evangelizzazione. Grottaferrata (Roma) 13 - 19

ottobre 2004, ha avuto come tema L’evangelizzazione in un mondo che cambia. Santo Domingo

13 - 21 febbraio 2006, ha avuto come tema Memoria e profezia nelle missioni e nell’evangelizzazione.

Manila (Filippine) 20 - 28 ottobre, ha avuto come tema Fraternità evangelizzatrice.

Segnali positivi degli ultimi anni.

In questi anni è cresciuta la consapevolezza che la prima forma di evangelizzazione è l’esempio

di una vita vissuta in fedeltà al Vangelo; a questo seguono le parole e i progetti. Vi è stato poi

un maggiore impegno nel portare avanti le diverse forme di annuncio come Fraternità e non come

singoli.

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GiUstizia, PaCE E iNtEGRitÀ

DEL CREATO (GPIC)

uno stile di vita, una realtà da costruire

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Principi e metodologia

Seguendo la tradizione biblica (in

particolare il testo delle Beatiudini evangeliche)

e gli inviti del Concilio Vaticano

II (Gaudium et spes), fin dal 1980 l’Ordine

dei Frati Minori ha dato vita alla

Commissione “Giustizia, Pace e Integrità

del Creato”. La finalità è quella di attuare

quanto dichiarato dai Vescovi, e

cioè che “l’agire per la giustizia e il partecipare

alla trasformazione del mondo

ci appaiono chiaramente come una

dimensione costitutiva del Vangelo”

(SINODO DEI VESCOVI 1971, La giustizia

nel mondo). Non si tratta di una novità,

ma di un modo per riaffermare che

quest’impegno coinvolge trasversalmente

tutta la vita e la spiritualità dei

francescani. È certamente noto l’amore

di san Francesco per il creato, “letto”

non come una realtà assoluta, ma come

un riflesso del Creatore, un’impronta attraverso

la quale scorgere i tratti del Dio

di cui era profondamente innamorato.

Al centro della Creazione c’è l’uomo: per lui vale la pena compiere ogni sforzo affinché la giustizia e

la pace regnino su una terra. E questa terra, a sua volta, ha diritto ad essere rispettata nelle sue fasi

e nelle sue leggi, secondo l’armonia in essa iscritta.

L’ascolto del mondo, con le sue gioie e le sue speranze, le sue conquiste e i suoi fallimenti, in

continua ricerca di libertà, uguaglianza, giustizia, si trasforma in una pratica di vita che, con l’esempio

e con le opere, si mette al servizio dei poveri, degli emarginati e degli oppressi, al fine di trasformare

il mondo secondo i valori del Regno di Dio. Dice la Evangelii nuntiandi al n° 31: “È impossibile

accettare che nell’evangelizzazione si possa o si debba trascurare l’importanza dei problemi, oggi

così dibattuti, che riguardano la giustizia, la liberazione, lo sviluppo e la pace nel mondo. Sarebbe

dimenticare la lezione che ci viene dal Vangelo sull’amore del prossimo sofferente e bisognoso”.

I Frati Minori si sentono chiamati a vivere e predicare il Vangelo con opere di riconciliazione,

pace, giustizia e cura della creazione. Non si tratta però di un’attività in più tra le altre, ma di una

dimensione essenziale della propria vocazione, come la preghiera, la fraternità e la minorità. GPIC

è uno stile di vita e di missione, interpellato dalle grandi cause dell’umanità e impegnato in favore

di tutti gli esseri umani perché abbiano una vita dignitosa. GPIC è un asse che attraversa tutte le

dimensioni e tutte le fasi della vita francescana: preghiera, fraternità, formazione, economia, voti e

missione.

I frati non devono solo essere poveri, ma devono strare tra i poveri, per comprendere quali

siano le loro necessità e problematiche, pronti a difendere i loro diritti. Devono condurre uno stile di

vita ecologico, rispettoso del creato e delle sue risorse. Sono chiamati a denunciare i falsi valori, im-


pegnandosi con tutti gli uomini di buona volontà ad instaurare una società di giustizia, di liberazione

e di pace.

I campi d’azione della Commissione GPIC sono dunque: la giustizia, la pace, i diritti umani e

l’ecologia. Le modalità con cui essa svolge il suo ruolo sono: l’attenzione alla situazione mondiale, il

cuore aperto alle necessità del prossimo e l’esercizio della carità, soprattutto quella “politica”, volta

cioè ad eliminare le cause delle disparità tra gli uomini, delle violazioni dei loro diritti e dello sfruttamento

irrazionale delle risorse del Pianeta.

Formazione e iniziative

Formazione, stile di vita e progetti sono i tre movimenti di una vita impostata sui valori di GPIC.

Nel sessennio 2003-2009, molto si è cercato di fare per formare i frati e i laici a questa mentalità:

• attraverso l’elaborazione di sussidi e documenti: A new World is possible 2004; JPIC office plan

of action: 2003-2009; Franciscan Nonviolence 2003; Decalogo degli animatori di GPIC 2004;

Abbracciando gli esclusi di oggi 2006; Pellegrini e forestieri in questo mondo 2008; Orientamenti

per l’animazione di GPIC 2009.

• la edizione del bollettino Contatto (in 4 lingue)

• l’organizzazione dei tre Corsi GPIC presso la Pontificia Università Antonianum di Roma (2007,

2008 e 2009) e del Secondo Convegno Internazionale a Uberlandia (Brasile) nel 2006.












Oltre all’applicazione dei valori di GPIC nella vita ordinaria dei singoli e delle comunità francescane

(condivisione con i poveri di denaro e strutture, attenzione agli sprechi), tra il 2003 e il 2009 si è

dato vita a progetti specifici in varie Entità dell’Ordine: Baketik, Centro per la pace e la elaborazione

etica dei conflitti nei Paesi Baschi (www.baketik.org); I Circoli di silenzio in tante città francesi (www.

cercledesilence.info/les_cercles_de_Silence); La Comunità Pace e Bene di Las Vegas negli USA

(www.paceebene.org), impegnata nella nonviolenza; le Fraternità che vivono e accompagnano i

“senza terra” in Brasile e i desplazados (coloro che vivono situazioni di marginalità e sradicamento a

livello sociale, Ndt) in Colombia; il Progetto eco-pastorale in Indonesia.

Sono sorte e proseguite anche iniziative che hanno coinvolto i diversi rami della famiglia francescana:

la ONG Franciscans International presso l’ONU (www.franciscansinternational.org, attiva

dal 1990), per promuovere i valori francescani in tutti gli incontri organizzati dalle Nazioni Unite, con

uffici a Ginevra, a New York e Bangkok; il Seminario francescano di Solidarietà, sponsorizzato dalla tedesca

Missionszentrale e gestito unitamente al Forum Sociale Mondiale; l’Ufficio GPIC della Famiglia

Francescana a Nairobi (Kenya), fondato nel 2007 come punto di riferimento per tutti gli organismi

che lavorano in quest’ambito; la Rete di Azione francescana negli Stati Uniti, inaugurato nel 2008

come ufficio di pubblica difesa a Washington DC.

In diversi modi si è preso parte ad iniziative sorte in diverse parti del mondo, proposte da aggregazioni

ecclesiali o da movimenti sociali: ad esempio l’appoggio dato per la difesa dei diritti

economici e sociali degli abitanti dell’isola di Lembata (Indonesia), nel maggio 2007.

La formazione ai valori costitutivi di giustizia, pace e integrità del creato diventa in questo

modo la capacità di essere sempre pronti a cogliere le sfide che ogni tempo porta alle società e alle

culture. Allo stesso tempo, rende capaci di offrire risposte intelligenti, ispirate dalla sapienza evangelica,

per la costruzione di un uomo e di mondo che porti in sé l’impronta del suo Creatore.

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saNti E BEati FRaNCEsCaNi

la fecondità del carisma lungo i secoli

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«I Santi e le Sante sempre sono stati fonte e origine di rinnovamento nelle più difficili circostanze

in tutta la storia della Chiesa» (VC 35). Anche l’Ordine francescano continua a conoscere al suo

interno figure che si distinguono per lo splendore della loro fede e della loro carità, a servizio della

Chiesa e del mondo. Riportiamo di seguito i dati relativi alle cause di canonizzazione, beatificazione

e riconoscimento delle virtù introdotte nel sessennio 2003-2009.

Canonizzazioni

• 11.5.2007 (Brasile): Antonio di Sant’Anna Galvâo († 1822)

• 3.6.2007 (Roma – Italia): Simone da Lipnica († 1482)

• 12.10.2008 (Roma – Italia): Maria Bernarda Bütler († 1924)

• 12.10.2008 (Roma – Italia): Alfonsa dell’Immacolata Concezione Muttathupadathu († 1946)

Beatificazioni

• 27.4.2003 (Roma – Italia): Maria Domenica Mantovani († 1934)

• 9.11.2003 (Roma – Italia): Valentino Paquay († 1905)

• 5.9.2004 (Loreto – Italia): Pina Suriano († 1950)

• 6.11.2005 (Vicenza – Italia): Eurosia Fabris Ved. Barban († 1932)

• 30.4.2006 (Palai – India): Agostino Thevarparampil († 1973)

• 16.9.2007 (Bordeaux – Francia): Maria Celina della Presentazione († 1897)

• 28.10.2007 (Roma – Italia): Felice Echevarría Gorostiaga e VI Soci († 1936)

• 28.10.2007 (Roma – Italia): Víctor Chumillas Fernández e XXI Soci († 1936)

• 4.5.2008 (Treviri – Germania): Maria Rosa Flesch († 1906)

• 4.10.2008 (Trieste – Italia): Francesco Giovanni Bonifacio († 1946)

Sono state riconosciute le virtù eroiche dei seguenti Servi di Dio Frati Minori

• 19.12.2005 Simone da Lipnica († 1482) in vista della canonizzazione

• 16.12.2006 Mamerto Esquiú († 1883)

• 15.3.2008 Michelangelo Longo da Marigliano († 1886)

• 3.7.2008 Bernardino da Portogruaro († 1895)

Clarisse

• 19.12.2005 Beata Battista Varano († 1524) in vista della canonizzazione

Ordine Francescano Regolare

• 12.4.2003 Anna Maria Fiorelli († 1860)

• 22.6.2004 Serafina degli Angeli Gregoris (†1935)

• 28.4.2006 Maria Rosa Flesch († 1906).

• 1.6.2007 Maria Fedele Weiss († 1923).

• 4.4.2009 Maria Chiara Serafina Farolfi († 1917).

Ordine Francescano Secolare

• 7.7.2006 Eurosia Fabris Ved. Barban († 1932)

• 1.6.2007 Nilde Guerra († 1949)

• 4.4.2009 Giacomo Gaglione († 1962)

Cause esterne all’Ordine

• 19.4.2004 Francesco Maria Greco († 1931)


22.6.2004 Agostino Thevarparampil († 1973)


• 19.12.2005 Massimo Rinaldi († 1944)

• 28.4.2006 Spes González Puig († 1885)

• 17.12.2007 Francesco Mottola († 1969)

• 17.1.2009 Carolina Beltrami († 1932)

Cause avviate nel sessennio 2003 – 2009

Frati Minori

• Agostino da Montefeltro, sac. e Fond. (1839-1921)

• Alessio Benigar, sacerdote (1893-1988)

• Alfonso María de la Cruz Sardinas Zavala, vescovo e Fond. (1842-1902)

• Angelico Alessandrini (1917-1940)

• Antonio Maria Dota, sacerdote (1865-1937)

• Clemente Gatti, sac. e martire (1880-1952)

• Gabriele Maria Nicolas, sac. e Fond. (1463-1532)

• Giovanni Evangelista Urban, sac. (1901-1991)

• Humilde Soria Pons, religioso (1844-1905)

• Leone Petrovic e LXV Soci, martiri († 1942/1945)

• Petrus Pavlicek, sac. (1902-1982)

• Simone Filippovic, sac. (1732-1802)

• Sosio Del Prete, sac. e Fond. (1885-1952)

Clarisse

• Beata Margherita Colonna (1254-1280) in vista della canonizzazione

• Beata Mattia de Nazzarei († 1236) in vista della canonizzazione

• Maria do Lado († 1633)

• Maria Francesca di Gesù Bambino (1905-1991)

• Virginia Brites (1860-1924)

Concezioniste

• Maria Anna Alberdi (1912-1998)

Ordine Francescano Regolare

• Antonietta Giugliano, Fond. (1909-1960)

• Chiara Ricci, Fond. (1834-1900)

• Clara Álvarez del Corazón de Jesús, Fond. (1860-1924)

• Humilde Patlán Sánchez (1895-1970)

• Ilia Corsaro, Fond. (1897-1977)

• Miradio della Provvidenza, Fond. (1863-1926)

• Regina (Rani) Maria Vattalil, martire (1954-1995)

Ordine Francescano Secolare

• Francesco Nosek (1886-1935)

Non appartenenti all’Ordine

• Anna Fulgida Bartolacelli, religiosa (1928-1993)

• Enrico Medi, padre di famiglia, scienziato (1911-1974)

• Fausto Gei, religioso (1927-1968)

• Giuditta Martelli, Fond. (1893-1957)

• Luigi Sodo, vescovo (1811-1895)

• Luisa Maria Langstroth Andaluz, Fond. (1877-1973)

• Maria Concetta Pantusa, madre di famiglia (1894-1953)

• Maria Margherita Diomira del Verbo Incarnato, religiosa (1651-1677)

• Raffaello Delle Nocche, vescovo e Fond. (1877-1960)

• Rosella Staltari, religiosa (1951-1974)

• Teresa Enríquez, madre di famiglia (1456-1529)


Zaccaria Negroni, laico (1899-1980)

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“Positiones” sulla vita e le virtù o sul martirio consegnate nel sessennio

Super martyrio

• Odoardo Focherini, laico

• Federico Baschstein e Soci, OFM

• Francesco G. Bonifacio, sacerdote

Super vita et virtutibus

• Francesco A. Marcucci, vescovo

• Maria Hueber, OFR, Fondatrice

• Sisto Riario Sforza, cardinale arcivescovo

• Elisabetta Mazza, Fondatrice

• Margherita De Brincat, OFR, Fondatrice

• Mamerto Esquiú, vescovo OFM

• Maria Giuseppa di G.B Micarelli, OFR, Fondatrice

• Maria Isabella della Santissima Trinità, OFR

• Marcello Labor, sacerdote

• Angiolino Bonetta, religioso

• Andrea Filomeno García Acosta, religioso OFM

• Ante Antic, sacerdote OFM

• Ilia Corsaro, OFR, Fondatrice

• Francesca P. Doménech, OFR, Fondatrice

• Luigi Kosiba, religioso OFM

• Agostino E. Castrillo, vescovo OFM

• Alfredo Morganti Berta, sacerdote OFM

Il Santorale Francescano

Tra le varie realizzazioni merita un ricordo particolare la pubblicazione del volume, intitolato

“Santorale Francescano” edito in vista della celebrazione dell’VIII Centenario dell’Ordine. Suggerito

dal Ministro Generale fin dall’anno 2004, esso è stato realizzato grazie alla fattiva collaborazione di

diversi esperti. L’elegante volume raccoglie i profili dei Santi e dei Beati dell’Ordine ufficialmente

riconosciuti dalla Chiesa, o attraverso la Canonizzazione e Beatificazione formale o con la solenne

conferma di culto da parte del Sommo Pontefice.

La scelta delle singole figure è stata fatta con il seguente criterio: sono stati selezionati tutti i

Santi e Beati vissuti dalle origini dell’Ordine (1209) al 1517. Dal 1517 ad oggi sono stati inseriti nel libro

soltanto i profili dei Santi e dei Beati appartenenti alle varie ramificazioni del nostro Ordine, confluite

poi nell’unica Famiglia dei Frati Minori nel 1897, e quelli vissuti dal 1897 fino ai nostri giorni.

Il “Santorale” vuole essere non una fredda elencazione di uomini virtuosi, che hanno reso glorioso

il nostro passato, ma un invito a rendere grazie alla SS. Trinità che ha reso fecondo il carisma

suscitato nel cuore di Francesco d’Assisi. Il volume vuole anche promuovere nell’attuale momento

storico una nuova “cultura” della santità, che il Servo di Dio Giovanni Paolo II ha proposto, con l’insegnamento

e con l’esempio della sua vita, come il traguardo naturale di ogni vocazione cristiana.

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i LUoGHi dELLa mEmoRia

di FRaNCEsCo E di CHiaRa

Non esistono solamente i “segni dei tempi” che facilitano la lettura di interventi particolari di

Dio nella storia degli uomi ni. Esistono anche i “segni dei luoghi”, cioè quelle manifesta zio ni circonstanziate

di Dio a delle persone in determinati luo ghi: una montagna, una grotta, una chiesa, che

diventano così “luoghi di esperienza di Dio” non solo per colui o coloro che per primi sono invasi dalla

Grazia, ma anche per quanti vi ritor nano per attigervi la stessa esperienza e la stessa grazia. Si viene

a disegnare così una “geografia dello spirito”, territori punteggiati da “luoghi santi”, che diventano

“fonti di spi ri tualità”, raggiungibili attraverso i fitti e lunghi itinerari dei pellegrini, quasi sempre a carattere

peniten zia le.

L’Umbria, insieme alle regioni confinati è “il luogo del mondo che ha partorito più san ti e anche

più artisti, scaturiti essi pure dall’humus della fede. E, come è stato autorevolmente osservato, santità

e arte sono i veri argomenti, forse i soli decisivi, per un’apologia del cattolicesimo. Bellezza delle

anime e bellezza delle cose: due frutti prodotti ovunque – ma qui con straordinaria abbondanza –

dall’albero di una Chiesa che, malgrado tutte le sue magagne, mo stra così quale linfa la vivifichi”

(V. Messori, Pensare la Sto ria, Torino 1992, p. 36).

Le fonti francescane sono sgorgate nell’esigua geografia del la Italia centrale, che si profila

per questo da una parte come terra di radici di movimenti giunti assai lontano nella storia e nella geografia,

dall’altra come terra di ritorno, di risalita alle sorgenti di spiritualità, terra di ricerca di identità

cari sma tica.

Tre sono i “luoghi” carichi di segni e di memorie di San Fran cesco e di Santa Chiara.

1 - La Porziuncola e Assisi

a. La Porziuncola è tra le “fonti francescane” senz’altro la più fresca

e ricca di significati e di memorie, proprio per le vicende rilevanti qui

accadute nella vita di Francesco e di Chiara. È il “pri mus locus Ordinis”

(Spec. 8), “caput et mater” (Spec. 55) di tutti i luoghi e chiese dei Frati, è

il luogo di fonda zione dell’ Ordine dei Frati Minori (“in ea Minorum Ordo

princi pium sumpsit”, 2Cel 18). La Porziuncola è l’indispensabile “pic cola

porzione di mondo” (2Cel 18) che Francesco scelse per sé e per i suoi

Frati, per poter servire poveramente Cristo Gesù. Agli occhi della mente

fervida di Francesco, la Porziuncola è Maria “Vergine fatta chiesa”

(SalBVM 1), “portiuncula de mundo” in di spensabile al Figlio di Dio per

farsi poveramente uomo e nostro fratello; così come, allo sguardo femminile

di Chiara, Maria è il “parvulo claustro” (3EpAgn 19), capace di

contenere il Figlio dell’Altissimo. “Portiuncula” è il cognome di S. Maria

degli An geli (Spec 55,84). “Nella Porziuncola San Francesco ha riaperto

il Vangelo della radicale sequela di Cristo” (Giovanni Paolo II, 7.12.96),

completando la sua scelta di vita evangelica, assumendo la minorità,

come modo di rapportarsi con il mondo, e l’evangeliz zazione, come

servizio indispensabile e urgente da prestare a tutti gli uomini-fratelli.

La Porziuncola è il “locus sanctus” (1Cel 106; Spec 84) per la grazia del

Perdono chiesta e ottenuta da Francesco per coloro che ivi sarebbero

giunti per ricevere lu ce e misericordia (cf. 2Cel 20). È il cuore della Fraternità che ivi si riunisce nel

Capitolo di Pentecoste (Regnb 18,2). Qui Fran cesco volle morire abbracciando fratelli e sorelle, intonando

il suo canto a sorella morte corporale.

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c. S. Maria delle Carceri è uno dei numerosi romitori

la sciatici in eredità da Francesco; luoghi dove egli e i suoi

Frati hanno svi luppato la dimensione contemplative. La

montagna per elevarsi verso Dio, il folto bosco o la grotta

per favorire lo sguardo nel la propria interiorità, l’orizzonte

aperto che invita a ri di scendere verso gli uomini per comunicare

loro la propria espe rien za.

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b. A San Damiano Francesco incontra faccia

a faccia Cristo Gesù che dalla croce lo chiama per

nome, gli infonde l’amore per la sua sposa, la Chiesa.

Qui Chiara, “pietra preziosissima” (1Cel 18) della Chiesa

restaurata, rimane in penitenza e in contempla zione

del volto “speciosus” e “despectus” (bello e disprezzato)

di Cristo trasfigurato dall’amore (2EpAgn 20). Qui

Francesco, an che lui trasfigurato dal dolore delle stimmate

e di numerose al tre malattie e ricolmo il cuore di

amore di Dio, sicuro per pro messa divina di aver parte

alla risurrezione (2Cel 213), intona il Cantico di Frate

Sole, vero canto dei redenti, in comunione gioiosa e

fraterna con tutte le creature.

d. Rivotorto è il luogo poverissimo e angusto dove

Francesco e i suoi primi compagni hanno sostato per

poco tempo nel periodo della approvazione orale della

protoregola del 1209. Grande vi era la povertà, ma

altrettanto grande la vita fraterna. Ma l’ap provazione

pontificia esigeva una chiesa quale sede “canonica” e

soprattutto spirituale. Per questo la prima fraternità si stabilì

a S. Maria della Porziuncola.

e. Le Basiliche di San Francesco e di Santa Chiara sono la glori ficazione per i due più illustri figli

di Assisi. Vi sono sepolti i loro corpi e tutte le arti concorrono a gara ad esal tarne lo splendore della

gloria di cui i due poverelli godono già nei cie li. La terra rimane attonita e incantata di fronte alla

bellezza che eleva lo spirito, pacifica i cuori e li prepara al mistero.


2 - La Valle santa di Rieti

a. Greccio e l’umiltà dell’Incarnazione

È uno degli eremi più amati da Francesco,

per la povertà del luo go, ma soprattutto per la

povertà e semplicità degli abitanti di quella terra.

Con loro vi ha voluto rivivere e contemplare visi bilmente

l’umiltà dell’Incarnazione del Figlio di Dio

(1Cel 84). Il Bambino prodigiosamente rianimato

a Greccio nel Natale del 1223 fu il segno tangibile

di quanto avveniva per la predicazione e la vita

di Francesco: “il fanciullo Gesù veniva risuscitato

nei cuori di molti, che l’avevano dimenticato”

(1Cel 86).

3 - La Verna e la Carità della passione

Nell’eremo de La Verna il Mistero Pasquale

raggiunge il cul mine di intensità e di partecipazione

nel grande cuore e nel fra gile corpo di

Francesco. “O Signore mio Gesù Cristo, due grazie

ti chiedo prima che muoia: che io senta nel mio

corpo quel dolore che tu, dolce Gesù, sostenesti

nell’ora della tua passione; e che io senta nel cuore

mio quell’eccesivo amore del quale tu, Figlio di

Dio, eri acceso a sotenere volentieri tanta passione

per noi peccatori” (Cons. sulle Stimmate, III). i segni

dell’amore del Cristo crocifisso che Francesco portava

impressi nel cuore, quel la notte, si resero visibili

anche nel suo corpo: “mens in carne patuit” (S.

Bonav., Itin., Prol 3), tanto da trasformare “l’amante

nel’immagine dell’amato” (LegMaior XIII,5).

b. Fontecolombo è l’eremo dove Francesco ha

portato a termine il lungo cammino della formazione della

Regola, la quale veniva com po sta sul passo dell’esperienza

con il concorso di tutti i Fra ti nei Capitoli (cf. EpMin 13).

Qui il Fondatore, raccogliendo come “briciole di pane”

(2Cel 209) tutti gli elementi ispira zio na li del carisma, in intima

comunione e fedeltà a Cristo, scrive la Regola, che

sottopose poi a Papa Onorio III per la approva zio ne definitiva.

Una costante

Tutti i luoghi che conservano qualche memoria del passaggio o della permanenza di Francesco,

quelli citati ma anche altri (Speco di Narni, Monteluco, Romita di Cesi, Celle di Cortona, Poggio

Bustone, Monte Casale, ecc.) sono eremi, cioè luoghi della preghiera contemplativa e silenziosa,

luoghi della fra ternità gioiosa e povera, luoghi della penitenza e della purifi cazione del cuore: tappe

indispensabili sia nella formazione di Francesco che in quella dei suoi Frati.

È significativo che le successive Riforme dell’Ordine hanno scolpito il loro “incipit” negli eremi:

la Riforma dell’Os ser vanza riparte con Fra’ Paoluccio Trinci dall’eremo di Brogliano nel 1368 e si irrobustisce

negli eremi per circa 50 anni. La Riforma dei Cappuccini nasce anch’essa per “eremiticam

vitam ducere” (Religionis zelus, 2).

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La PRoViNCia

una fraternità dinamica e itinerante

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Secondo le Fonti, fu il Capitolo

Generale del 1217 (il primo del quale

abbiamo una traccia chiara) che inviò

dalla Porziuncola i primi gruppi “missionari”

di Frati al di fuori dell’Italia e che divise

il giovane Ordine per la prima volta in

Province (6 in Italia, 5 fuori).

Che cosa era una Provincia? Un

gruppo di Frati composto durante il

Capitolo in vista di una missione precisa,

sotto la ministratio (ossia la cura e la

guida) di un Frate, il Ministro Provinciale,

nominato dal Ministro Generale, cioè da

Francesco. Uno sviluppo più organico,

quindi, dell’andare a due a due dei primi

tempi.

Il gruppo, all’inizio, costituiva una

Provincia, non “fissa” quanto alla composizione,

né quanto alla ministratio e neppure

quanto al territorio: era un’entità itinerante

e pellegrina.

Al Capitolo seguente tale missione

o Provincia poteva esser cambiata sia nella persona del suo Ministro, sia nella sua composizione.

Una volta giunto a destinazione, il Ministro affidava ad ognuno il suo compito, lo visitava spesso

e lo esortava spiritualmente.

Un bell’esempio della formazione di una Provincia lo troviamo nella Cronaca di Giordano da

Giano, a proposito del Capitolo del 1221.

Questa divisione incentrata sulle persone, più che sul luogo, e aperta al mondo, fa parte della

novitas portata dal francescanesimo. Prima il raggruppamento era geografico e si faceva a partire

dai monasteri o domus già esistenti; con i Frati Minori, invece, sarà la Provincia a diventare l’Entità

fondamentale della Fraternitas universalis aut Ordinis fratrum minorum.

All’inizio, dunque, vi era stata un’unica Fraternitas universalis sotto la ministratio o praelatura di

Francesco. A partire dal 1217 l’Ordine fu diviso in Province, sotto la ministratio dei rispettivi Provinciali,

mantenendo sempre l’itineranza in vista della missione: non solo all’interno della Provincia stessa, ma

anche all’interno della Fraternità universale.

Nell’Ordine dei Frati minori, le Comunità costituite vanno oltre la stabilitas loci, tipica della vita

monastica, per essere libere e pronte a spostarsi per ogni tipo di missione.


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LE missioNi dEi FRati miNoRi

da 800 anni testimoni del Vangelo

San Francesco d’Assisi fu il primo Fondatore che inserì nella sua Regola non solo un capitolo

sulla predicazione in genere, ma anche uno su ciò che oggi chiamiamo “missione ad gentes”, cioè

l’annuncio del Vangelo a nuovi popoli e culture. Propriamente parlando, quello dei Frati Minori è il

primo Ordine missionario nella Chiesa. E questa attività continua da 800 anni (1209 – 2009), raggiungendo

quasi tutte le terre del Pianeta. Difficilmente s’incontra un luogo dove non ci sia traccia o

memoria di una testimonianza francescana. Se, come affermava Giovanni Paolo II, “l’attività missionaria

è la misura della nostra fede”, guardando la mappa della presenza dei frati nel mondo si

comprende la coscienza dell’Ordine di dover trasmettere a tutti la Parola di salvezza di Gesù Cristo,

senza stancarsi e senza arrendersi di fronte alle difficoltà e alle tante persecuzioni.

Alla continua presenza nei luoghi dove la Chiesa e l’OFM sono ormai una realtà stabile con tutte

le loro istituzioni, si aggiungono nel tempo nuovi progetti in nuove terre, mirate all’annunzio della

fede e alla implantatio Ordinis. L’attività missionaria spazia dalla custodia di luoghi santi, al dialogo

interreligioso con l’Islam e le religioni orientali, dall’annuncio ai popoli indigeni e alle culture africane,

alla coltivazione di rapporti fraterni con le Chiese Ortodosse.

Di seguito la situazione attuale delle realtà dirette dal Ministro e dalla Curia generali, con l’apporto

di frati provenienti da varie pari del mondo.

La Custodia di Terra Santa

Considerata “la perla” delle missioni francescane è ora una Entità autonoma, con presenze

in Israele, Palestina, Giordania, Siria, Libano, Egitto, Cipro e Grecia. I frati svolgono la loro attività in

25 parrocchie e in numerose chiese. A queste si è aggiunta recentemente la cura degli immigrati,

in particolare dei cattolici giunti in Israele per motivi di lavoro. La Custodia sostiene molte opere a

favore dei poveri e dei senza tetto, promuove borse di studio per i giovani che vogliono proseguire

gli studi, continua l’insegnamento in scuole proprie (aperte già dal XVI secolo), accessibili ad alunni

e docenti di ogni etnia e fede religiosa. Tra queste l’istituto “Magnificat”, dove vengono formati i giovani

musicisti che, attraverso questa comune passione, imparano il dialogo e la tolleranza. Tuttavia,

l’attività principale rimane quella della custodia dei Luoghi Santi, memoria della vita terrena di Gesù,

affinché restino soprattutto luoghi di culto per i numerosi pellegrini che vengono accolti e invitati a

partecipare alle solenni liturgie. Non manca, infine, l’incontro e il dialogo continuo con gli altri fratelli

cristiani presenti sul luogo.

Ci sono 182 frati appartenenti alla Custodia e 109 frati provenienti da altre Province per un

totale di 291 frati.

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La Federazione “San Francesco” in Russia

e Kazakhstan

Costituita giuridicamente nel 1997, già dal

1991 si configura come una presenza francescana

volta ad aiutare la missione pastorale della

Chiesa. Gli obiettivi principali, sono la collaborazione

con gli altri sacerdoti e religiosi presenti

sul luogo, il dialogo ecumenico con la Chiesa

ortodossa russa e porre le basi per una presenza

francescana stabile. Ci sono 3 fraternità in

Russia (San Pietroburgo, Novosibirsk, Ussurisk) e 2

in Kazakhstan (Almaty e Taldykorgan). Le attività

principali sono la cura di piccole parrocchie di

cattolici, il centro per ragazzi a San Pietroburgo

(in collaborazione con ortodossi e anglicani), la

scuola cattolica per bambini poveri a Novosibirsk,

il centro per anziani e ammalati a Ussurisk e il

Villaggio dell’ARCA, per bambini disabili o abbandonati

a Talgar (vicino ad Almaty) e la mensa

dei poveri ad Almaty. Ci sono 25 frati.

La Fondazione francescana in Tailandia

Il progetto, fin dal 1985, consiste nel vivere il

carisma in mezzo al popolo, con atteggiamento

pacifico e accogliente, soprattutto verso i bisognosi.

Un’attività importante è quella dell’Ospizio

Santa Chiara a Lamsai, dove vengono accolti e

curati i malati terminali di AIDS, in collaborazione

con i musulmani e i buddisti. Altre presenze sono

a Bangkok e a Prachuab.

La Fondazione è composta da 8 missionari,

3 professi temporanei, 2 novizi, 1 studente di teologia,

3 postulanti, e 11 candidati.

La Fondazione francescana in Myanmar

(Birmania)

Già nel XVII secolo i frati erano stati missionari

in quelle terre per poi ritirarsi. Ad agosto del

2005 si è dato vita a una nuova presenza attraverso

la costituzione di una fraternità internazionale

a Yangoon, a servizio della Chiesa giovane

locale, soprattutto per animare e sostenere i sacerdoti

e i religiosi, nonché promuovere iniziative

pastorali per la popolazione a maggioranza più

buddista.

La Fondazione comprende oggi 4 missionari

stranieri, 1 postulante e 6 candidati provenienti

da diverse tribù del Myanmar.

La Fondazione “San Francesco” in Sudan

I francescani arrivarono in Sudan la prima

volta nel 1647, ma la loro presenza si spense rapidamente.

Successivamente, a causa delle continue

guerre, non fu possibile riprendere la missione.

Solo nel 2006 viene istituita giuridicamente la

Fondazione e i primi frati sono arrivati a Khartoum


nel luglio 2007. Scopo della fraternità è testimoniare con l’esempio la spiritualità evangelica che la

anima, aiutando allo stesso tempo i sacerdoti, i catechisti e i giovani della Diocesi. Alle tante persone

e ai rifugiati che vivono in situazioni di estrema povertà è offerto un messaggio di speranza e un aiuto

concreto. Ci sono 4 frati.

La Federazione francescana in Marocco

Se l’Ordine è nato alla Porziuncola, esso ha ricevuto il suo Battesimo a Marrakech, dove diedero

la loro testimonianza i suoi primi cinque martiri. Ricevendo la notizia, lo stesso San Francesco esclamò:

“ora posso dire di avere cinque veri frati minori!”. Gli obiettivi dell’attuale presenza sono servire la

Chiesa locale e approfondire il comune progetto di vita con i musulmani. Sono presenti 8 Fraternità,

impegnate nel campo dell’educazione, della formazione professionale, della promozione sociale e

nella collaborazione con le associazioni locali marocchine e musulmane. Vi è poi l’accoglienza degli

immigrati sub sahariani che arrivano per studiare o lavorare o per tentare la fortuna verso un Paese

europeo. Ci sono 20 frati e 1 vescovo francescano.

La Fraternità per il dialogo a Istanbul (Turchia)

In considerazione delle nuove sfide che giungono dalle altre religioni e confessioni cristiane, nel

2003 si è riqualificata questa presenza, con la costituzione di una Fraternità internazionale nel convento

di Santa Maria Draperis. Essa vuol essere un punto d’incontro e di dialogo con le altre religioni

presenti in Turchia, in particolare quella musulmana e quella ebraica. Molti sono anche i contatti

ecumenici con il Patriarcato Greco Ortodosso e la Comunità Armena Ortodossa. Attualmente ci

sono 4 frati.

A questi progetti si aggiungono i 16 portati avanti da singole Province francescane (missioni

provinciali) e i 3 sostenuti da più Province (missioni interprovinciali).

La Santa Sede ha, inoltre, affidato all’Ordine dei Frati Minori 11 Vicariati apostolici (8 in America

Latina, 2 in Libia e 1 in Siria), la Prelatura del Nayar (Messico) e di Galàpagos (Ecuador). In queste 13

realtà vi sono 12 frati Vescovi e 118 missionari.

La formazione e l’aggiornamento dei missionari avviene nella Comunità Nôtre Dame des

Nations a Bruxelles (Belgio). Lo scopo è aiutare gli aspiranti a discernere la loro vocazione missionaria,

e a fornire loro gli strumenti adeguati per svolgere il proprio servizio in culture diverse.

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La CUstodia FRaNCEsCaNa

di tERRa saNta

la perla delle missioni dell’Ordine

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È certa la presenza di San Francesco d’Assisi in Oriente tra il 1219 e il 1220. L’incontro con

il sultano Malek-el-Kamel a Damietta (Egitto) segnò l’inizio di un nuovo spirito nelle relazioni della

cristianità con l’Islam. Lo spirito di

dialogo e di comprensione che

lo caratterizzarono, diventarono

un metodo per i Frati che si

trovavano in missione tra i non

cristiani. Secondo la tradizione,

in quel viaggio San Francesco si

spinse fino in Terra Santa. E si può

affermare che risalga allo stesso

Fondatore l’amore speciale

dell’Ordine per quel luogo.

Il Capitolo generale del 1217, istituì la provincia di Terra Santa, come impegno missionario nei

Luoghi Santi. Nonostante le diverse vicissitudini, i Frati hanno sempre custodito i luoghi della memoria

storica di Gesù. La stabilità e l’ufficialità di questa presenza fu sancita nel 1342 da Papa Clemente VI.

Egli, attraverso due Bolle pontificie, Gratias agimus e Nuper carissimae, affidò all’Ordine francescano

la «Custodia dei Luoghi Santi».

L’episodio che spinse il Pontefice a questo affidamento si ebbe nel 1333: Fra Ruggero Guarini,

per conto del Re di Napoli, Roberto d’Angiò e Sancia di Maiorca, riuscì ad acquistare dal Sultano

d’Egitto il Santo Cenacolo, che fu offerto dai Reali al Papa Clemente VI il quale, da Avignone, emanò

le due Bolle.

Nel 1992, dopo 650 anni, il Papa Giovanni Paolo II inviò all’allora Ministro Generale dell’Ordine

un messaggio di felicitazioni e di esortazione a perseverare nell’incarico ricevuto dalla Chiesa.

Sviluppo della presenza francescana

Per poter essere presenti nei tanti luoghi santi i Frati hanno impiegato secoli. Nel 1347 i Frati si

stabilirono nei pressi della Basilica della Natività a Betlemme, e nel 1485 acquisirono il luogo in cui

nacque San Giovanni Battista, Ain Karem. Nel 1523, dopo la conquista della Palestina da parte

dei Turchi, il Cenacolo fu trasformato

in Moschea e nel

1551 i Frati furono obbligati

ad abbandonare il convento.

Nel 1630, presero possesso del

luogo dell’Annunciazione di

Nazareth. Nel 1631 del Monte

Tabor. Nel 1641 cominciò la

trattativa per l’acquisto della

zona del Santuario di Cana

di Galilea che si concluderà,

come frutto di grande


perseveranza, nel 1879. Nel 1661 la zona del Getsemani. Nel 1679

il santuario della Visitazione ad Ain Karem. Nel 1836 il luogo della

Flagellazione. Nel 1867 la casa di Emmaus. Nel 1880 quella di Betfagé.

Nel 1889 i luoghi del “Dominus Flevit” e del Primato di Pietro, sul Lago

di Genesaret. Nel 1894 le rovine di Cafarnao. Nel 1909 il Campo dei

Pastori vicino a Betlemme. Nel 1932 il Monte Nebo. Nel 1936 si ottenne

un luogo vicino al Cenacolo, già reclamato dopo l’espulsione

del 1523. Nel 1950 si completa l’acquisto del luogo di Betania.

Questo elenco è il segno di un permanente impegno dei religiosi

francescani a custodire ciò che la Chiesa ha affidato loro, della

decisa volontà di promuovere il culto in tutti i luoghi di tradizione

evangelica e di ricostruire o edificare i Santuari. La Custodia si estende

anche alle regioni della Giordania, Libano, Siria, Egitto, Cipro e

Rodi.

Fino al 1874, anno della restaurazione del Patriarcato Latino

di Gerusalemme, i Frati minori sono stati gli unici sacerdoti cattolici

delle Chiese locali di rito latino. Oggi, sono 291 i frati che vivono e

lavorano nella Custodia, 50 i santuari, 25 le parrocchie, 14 le scuole

e i collegi, 4 le case per malati e orfani, 5 le case per pellegrini, 3 gli istituti accademici, 1 centro

ecumenico, 1 casa editrice e 1 tipografia. Oltre 300 le borse di studio annuali per studenti universitari.

La Custodia offre circa 1.300 posti di lavoro ai cristiani locali. Tra gli sforzi maggiori, quello legato alle

case per i cristiani: sono stati edificati 501 appartamenti per famiglie bisognose (139 in costruzione,

30 in restauro).

L’internazionalità è stata sempre una delle caratteristiche della Custodia nel corso della storia,

poiché la Terra Santa è stata affidata a tutto l’Ordine e la sua legislazione prevede che tutte le

Province collaborino con l’invio di religiosi.

I Francescani custodiscono i Santuari, mantenendo il servizio liturgico ed allo stesso tempo accogliendo

e guidando i pellegrini. Per agevolare questo servizio, è stato creato l’Ufficio Pellegrinaggi

e un Centro Cristiano di Informazioni.

Da evidenziare che tutto ciò è possibile grazie alle generose offerte dei cristiani di tutto il mondo.

Attualmente la Custodia (che ha la sua sede principale a Gerusalemme) si sostiene principalmente

per mezzo di una colletta, che ha luogo il Venerdì Santo in tutte le chiese cattoliche del mondo,

secondo le disposizioni date da Leone XIII nel 1887. Ogni anno la Santa Sede ricorda ai Vescovi

e a tutti i cristiani l’attenzione alla Chiesa madre di Gerusalemme, come San Paolo già faceva nelle

sue lettere.

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SERVIZIO PER IL DIALOGO (SD)

il contributo francescano alla costruzione della fraternità umana

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L’evangelizzazione, elemento essenziale

della vocazione dell’Ordine Francescano

e tema fondamentale del Capitolo generale

2009, ha assunto in san Francesco una

particolare caratteristica di dialogo. Egli fu

ed è veramente uomo di dialogo nel senso

più stretto della parola: uomo universale

per la sua profonda e radicale esperienza

cristiana. Riconciliato con Dio, con se stesso,

con tutti gli uomini e con l’intero creato,

il Poverello di Assisi diffonde con umiltà

e carità fra tutti il messaggio evangelico di

fraternità e di pace. Se si vuole essere significativi

per gli uomini d’oggi, lo spirito di san

Francesco deve diventare lo spirito di tutti i

francescani e animare e caratterizzare tutta

la loro opera evangelizzatrice. La situazione

odierna dei rapporti umani, la divisione delle

Chiese cristiane, il pericolo di uno scontro di

civiltà alle soglie del terzo millennio nonché i

più recenti documenti della Chiesa, pongono

il dialogo al centro dell’attenzione e delle

preoccupazioni di tutti coloro che ricercano

la pace e il bene dell’umanità.

Struttura

Il Capitolo Generale del 2003 ha

strutturato il Servizio per il Dialogo in una

Commissione, con i seguenti campi di interesse:

dialogo ecumenico, interreligioso, con

l’Islam e con la cultura. L’attività del SD è coordinata

dal Presidente e a capo di ogni settore

c’è un responsabile incaricato.

Compiti e funzionamento

Per rendere più efficace la sua opera di formazione e sensibilizzazione, il SD è collocato

all’interno del Segretariato Generale dell’Evangelizzazione e opera in stretta collaborazione con il

Segretariato Generale della Formazione. La Commissione SD ha il compito di animare e di sostenere

l’impegno dei Frati per l’evangelizzazione e il dialogo, sia nel campo formativo sia in quello dell’annuncio.

Attività svolte nel sessennio 2003-2009

• Riunioni della Commissione:

ha celebrato normalmente due riunioni all’anno in diversi luoghi

dove la realtà del dialogo è più sentita, con la modalità di giornate di formazione per i

frati e la famiglia francescana del luogo, incontri e visita ai capi religiosi, monasteri.

• Visite:

alle Chiese sorelle dell’ortodossia. Degni di nota gli incontri del Ministro Generale al


Patriarca di Costantinopoli, Bartolomeo I, a quello di Mosca, Alessio II. La Commissione, a

sua volta, ha incontrato il Patriarca armeno di Costantinopoli, Mehsrob II, il gran Rabbino

della stessa città, il Vescovo copto incaricato del dialogo, la suprema autorità islamica di

Egitto e rettore dell’università Al-Azhar, l’Iman Sayyed Tantawi, e altre personalità. Oltre

a questo, ha collaborato con la metropolia di Timisoara (Romania), ha fatto gli Esercizi

Spirituali con i monaci ortodossi, visitato diversi monasteri buddisti in Corea.

• Seminari e convegni:

un Seminario sul dialogo con l’Islam per tutti i frati dell’Ordine che lavorano

tra i musulmani (Roma 2007); due Convegni sul dialogo ecumenico e interreligioso

per i frati dell’America Latina (Porto Alegre 2006, Bogotà 2009); un Simposio per i frati del

Nord Africa, Medio Oriente e Turchia (2009).

• Sussidi:

l’elaborazione dei sussidi per la formazione dei frati al dialogo è un altro compito

importante. Sono stati pubblicati finora 3 volumi: La vita come dialogo (in italiano, spagnolo,

inglese, polacco, portoghese e francese); La vocazione ecumenica del francescano

(italiano, spagnolo, inglese, portoghese); Dialogo dei credenti (italiano e spagnolo). È in

preparazione un quarto sussidio sul dialogo con la cultura.

• Fraternità di Istanbul:

in questo sessennio è stata aperta (febbraio 2004) questa fraternità

internazionale dedicata al dialogo ecumenico e interreligioso, svolgendo una stimabile attività

in questa città così particolare. La comunità di Istambul organizza ogni anno un corso

di formazione al dialogo per i frati e gli altri membri della famiglia francescana, con visite

ai luoghi di San Paolo e alle chiese dell’Apocalisse.

• Ecumenismo interfrancescano:

Sono stati organizzati due incontri con i francescani anglicani

e luterani a Oxford (2006) e a Washington (2008) sul tema delle diverse Regole.

Prospettiva

Tenendo conto dell’esperienza di questo sessennio e dell’importanza della formazione al dialogo,

la Commissione pensa che il “Servizio per il Dialogo” deve trovare posto anche nei Segretariati

per l’Evangelizzazione delle singole Province dell’Ordine, sempre in stretta collaborazione con la

Formazione, in modo da favorire una programmazione più vitale, ed essere uno stimolo per il futuro

a partire dal Capitolo Generale 2009.

In questo modo il francescanesimo attuale potrà rispondere agli insistenti appelli della Chiesa

a impegnarsi nel dialogo, ponendo san Francesco come modello di fratello universale per tutti coloro

che si impegnano nel promuovere la riconciliazione, il dialogo e la pace, ossia di ciò che dal 1986

viene conosciuto come lo “spirito d’Assisi”.

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iL PERdoNo

dELLa PoRziUNCoLa

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Francesco è stato un protagonista del Vangelo del Perdono e della Pace. Aveva infatti assunto

l’ansia di salvezza universale propria di Gesù, facendosi veicolo per tutti, nella testimonianza di uomo

riconciliato e nella predicazione itinerante. Sollecito per la “vera pace del cielo”, si fece autore di

lettere indirizzate ad ogni ordine di persone nella Chiesa e nella società civile, quando a causa della

malattia non potè più predicare.

La sua genialità spirituale lo portò ad anticipare profeticamente di molti decenni quello che fu

il Giubileo per tutta la Chiesa, proclamato da Bonifacio VIII (22 febbraio 1300). Secondo la tradizione

documentata fin dalla seconda metà del XIII secolo, Francesco chiese ed ottenne nel 1216 da

Onorio III l’Indulgenza plenaria per il giorno della dedicazione della Chiesa della Porziuncola, che

avvenne il 2 agosto di quell’anno.

Egli richiese che ogni pellegrino giunto alla piccola chiesa dedicata a S. Maria degli Angeli,

pentito dei propri peccati, ricevesse la “Indulgenza plenaria”, cioè il perdono completo della colpa


e della pena temporale, senza altre condizioni che il pentimento e l’apertura del cuore all’amore di

Dio che perdona.

Fu una richiesta audace, in parziale deroga del decreto 62° del Concilio Lateranense IV, celebrato

appena un anno prima, nel 1215. Il decreto conciliare limitava a un anno la concessione di

indulgenze in occasione della dedicazione di una chiesa. L’indulgenza plenaria (o magna) si concedeva

assai raramente in quel tempo e solo per i Santuari maggiori, come le tombe degli Apostoli

Pietro e Paolo a Roma, San Giacomo di Compostela in Spagna, e per chi partecipava alla crociata

o vi collaborava con il sostegno materiale, per liberare il Santo Sepolcro e riaprirne l’accesso ai pellegrini.

Il Concilio Lateranense IV infatti era stato convocato e per la riforma della Chiesa e per organizzare

una nuova crociata. Francesco colse lo spirito del Concilio quando si presentò a Papa Onorio

III, con la sua grande richiesta: “Santo Padre, di recente ad onore della Vergine Madre di Cristo, riparai

per voi una chiesa. Prego umilmente vostra Santità che vi poniate una indulgenza conseguibile

senza offerte”.

Ottenuta non senza difficoltà l’approvazione, Francesco, il 2 agosto del 1216, alla presenza dei

Vescovi dell’Umbria intervenuti per consacrare la piccola chiesa della Porziuncola, proclamò solennemente

la grazia del Perdono con queste parole: “Io vi voglio mandare tutti in Paradiso”, rendendo

così ancora più accessibile, feconda e zampillante la fonte dell’amore di Dio per gli uomini.

La notizia di una tale grazia si diffuse lentamente ma in maniera crescente, fino ad attrarre

un continuo flusso di pellegrini che come un fiume si è andato ingrossando fino ai nostri giorni. La

Porziuncola di Assisi divenne così una delle grandi mete del pellegrinaggio di rinnovamento spirituale,

insieme alla Terra Santa, Roma e San Giacomo di Compostela.

Anche nel terzo millennio, appena iniziato, il messaggio della Porziuncola custodisce tutti gli

elementi di rinnovamento spirituale auspicati da Giovanni Paolo II per la Chiesa e la società, come

egli ha voluto sottolineare nelle parole di saluto, alla sera del 7 dicembre 2006, ai pellegrini riuniti in

preghiera nella Basilica di S. Maria degli Angeli, nella veglia dell’Immacolata Concezione: “Nella

Porziuncola San Francesco ha riaperto il Vangelo della radicale sequela di Cristo ed ha ottenuto,

per intercessione della Vergine, la grazia di quel Perdono che quella piccola chiesa ad Assisi ancora

custodisce e dispensa a quanti desiderano tornare a Dio”.

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La PoRziUNCoLa

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La Porziuncola è la piccola chiesa, situata nei pressi di Assisi, che Francesco scelse come chiesa

madre e sede spirituale della Fraternità nata intorno a lui. Più esattamente il termine Porziuncola

indica un appezzamento di terra (la parola significa “piccola porzione”) su cui sorgeva la Cappella

dedicata alla Vergine, denominata Santa Maria degli Angeli.

Fu costruita prima dell’anno 1000 ed apparteneva ai Monaci Benedettini del Monte Subasio

di Assisi.

Francesco vi giunse a più riprese prima di stabilirvisi definitivamente. La restaurò nel 1207/1208,

dopo quelle di San Damiano e di San Pietro.

Agli inizi del 1209, durante la Messa, vi ascoltò il brano del Vangelo dove si dice che Gesù inviò

gli Apostoli a due a due, in povertà e gratuità, ad annunciare la venuta del Regno di Dio, facendosi

carico dei malati, dei lebbrosi, dei peccatori. Quella pagina ispirò la sua vita da qui in avanti.


Fu nel 1209/1210 che Francesco e i primi frati la ottennero

dai Benedettini e vi posero la dimora, costruendovi

attorno le loro povere capanne.

La Porziuncola o Santa Maria della Porziuncola divenne

così la Chiesa Madre dell’Ordine dei Frati Minori.

Qui Francesco riuniva frequentemente i suoi Frati, che

intanto andavano prodigiosamente aumentando di numero:

famoso è rimasto il Capitolo delle Stuoie del 1221,

a cui parteciparono circa 5000 frati, accorsi attorno a

Francesco da tutta l’Europa.

Alla Porziuncola, nel 1211, iniziò la sua vita di conversione anche la giovane Chiara, fuggita

dalla casa paterna e accolta da Francesco, che le tagliò i capelli e la consacrò sposa di Cristo

Gesù, davanti all’ altare della Vergine Maria.

Ma la grande gloria della Porziuncola è quella di essere un “luogo santo”, il luogo del Perdono

di Assisi o Indulgenza della Porziuncola. Una grazia che Francesco chiese ed ottenne direttamente

da Cristo e si fece confermare da Papa Onorio III: “chiunque fosse giunto pellegrino con nel cuore il

desiderio della misericordia di Dio, potesse ricevere il perdono, la ritrovata amicizia, la pace interiore

con Dio e con i fratelli”. Era il 2 agosto del 1216 quando Francesco, presenti i Vescovi dell’Umbria,

annunciò alle folle convenute questa grazia, iniziando con queste parole: “Fratelli, voglio mandarvi

tutti in paradiso”.

Alla Porziuncola Francesco volle passare gli ultimi giorni della sua vita, insieme ai suoi primi frati,

e prepararsi all’incontro con il suo Signore. Forte era la certezza e grande la gioia di vedere il volto

di Dio, che invitava non solo i frati, gli uccelli, le creature tutte, ma persino la morte a lodare il buon

Signore. Fu allora che completò il Cantico delle creature: “Laudato sie, mi’ Signore, per nostra sorella

morte corporale”. Era il 3 ottobre 1226.

Per custodire le memorie di quest’uomo, dagli occhi trasparenti e dal cuore puro, e per meglio

dispensare la grazia del Perdono ai numerosissimi pellegrini attratti da Francesco e dal suo esempio,

il 25 marzo 1569, per ordine di Papa Pio V, si iniziò la costruzione della grande Basilica, che necessitò

ben 110 anni per essere terminata.

Nel 1909, il Papa Pio X l’ha elevata alla dignità di Basilica Patriarcale (Papa Benedetto XVI, nel

2008, ha cambiato il titolo in quello di “Basilica Papale”).

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Il Signore

ti benedica e ti custodisca;

mostri a te il suo volto

e abbia misericordia di te.

Rivolga il suo volto verso di te

e ti dia pace.

(san Francesco d’Asisi)


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