1 - Il Nuovo

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1 - Il Nuovo

copertina

In tanti avranno notato che spesso,

presso l’accesso al parco del Gelso

da via Orazio, è parcheggiato lì

uno strano auto-articolato (vedi

box). Le forme filanti e l’inconfondibile

colore grigio metallizzato,

richiamano tecnologia, velocità e

carattere competitivo.

Ebbene quello strano “camper” è il

laboratorio mobile di Maurizio Vitali,

bordonchiese doc, ex motociclista

velocissimo e di successo, ed

ora assistente di Valentino Rossi per

la AGV, azienda produttrice di caschi.

Maurizio Vitali è ben noto agli abitanti

autoctoni di Bellaria Igea Marina.

Tutti ci si era appassionati

alle sue imprese sportive. Velocissimo

in pista aveva strappato alle

difficoltà oggettive proprie di chi

parte da solo, senza troppi soldi e

mezzi, la possibilità di arrivare tra

i primi e di sognare l’avventura

mondiale. Lo abbiamo incontrato

nella sua casa di Bordonchio, dove

però risiede per pochi giorni al

mese essendo sempre impegnato

nei vari appuntamenti per il mondiale.

Come è nata la voglia di correre

in moto?

La passione per le moto è di sempre,

ma c’è stato un episodio che ha

avuto il significato di una folgorazione.

A 15 anni guardavo alla tv

una gara di motomondiale. Ero rimasto

rapito dalla guida dei piloti.

Ero così entusiasta e affascinato

che, finita la gara, sono corso a

prendere di nascosto il motorino di

mia mamma e mi sono messo a correre.

Ricordo che sono pure caduto!

E poi?

Sapevo di un’officina a Bellaria

dove la sera alcuni amici preparavano

le moto per correre. Tra gli

altri c’erano Giorgio Antolini, proprietario

dell’officina e pilota, e

Sauro Pazzaglia. Andavo lì tutte le

sere e guardavo cosa facevano,

come intervenivano sul mezzo. Ad

un certo punto vedendomi lì, così

preso e attento, mi chiesero se volevo

entrare ad aiutarli. Ne è nata

un’amicizia che mi ha introdotto

nel mondo delle corse.

Quando le prime gare?

Un amico aveva acquistato una Minarelli

50 per correre ma cadde subito.

Così la voleva vendere. Lo convinsi

a non farlo e quella divenne

2 Il Nuovo

La velocità è il mio mestiere

Maurizio Vitali va forte da una vita: prima come

pilota, poi come assistente tecnico di Max Biaggi e

dal 1997 nel team del “dottor” Valentino Rossi.

la mia prima moto. Quindi, quasi

per caso, nel 1976 (avevo 19 anni,

oggi sarebbe impossibile iniziare

così tardi!) partecipai al campionato

italiano juniores. Alle prove di

Imola, a sorpresa, mi sono qualificato.

Mi sono scoperto veloce e stupii

tutti. Il problema è che non avevamo

i mezzi e i soldi, per cui spesso

la moto ci mollava a metà gara.

Nel 1977 sono passato alla 125 e

nel 1978 c’è stata la partecipazione

al Trofeo Aspes, grazie all’aiuto

di Antolini. Partecipare ad un trofeo

poteva parere un passo indietro

di Emanuele Polverelli

rispetto al campionato che già avevo

fatto, ma l’obiettivo era vincere,

perché in palio c’era una moto

da gran premio. Ed infatti arrivai

primo.

Di lì il salto?

Sì ma non subito. Purtroppo Antolini

in quell’anno morì e mi ritrovai

in difficoltà. Per me fu uno

shock. Ero senza esperienza meccanica

e con i mezzi sempre limitati.

Andavo forte ma la moto non teneva.

Intanto avevo rilevato l’officina

di Antolini. Mi trovai a fare tutto

da solo: guidavo il camion negli

Maurizio Vitali cavalca la mitica 500

a due tempi di Valentino Rossi.

“Un gioiello tecnologico - ci racconta -

una moto eccezionale, insuperata

e non facile da guidare rispetto

ai quattro tempi di oggi.

Su questa moto Valentino

faceva ancor di più

la differenza”.

spostamenti, mettevo a punto la

moto e poi guidavo in gara! Dopo

arrivarono diversi amici e poi anche

i mezzi ma c’è stato un lungo

periodo in cui davvero si faceva

tutto da soli. Tra gli amici ricordo

Paolo Baiocchi che mi seguiva sempre.

C’era anche sua moglie che

veniva portandosi dietro i disegni

e il lavoro da architetto. Un periodo

appassionante e bellissimo, ma i

mezzi erano pochi. Occorreva uno

sponsor.

Arrivò?

Il primo fu Valisi, produttore di

noccioline americane di Longiano,

ma i fondi erano limitati. Invece

decisivo fu l’aiuto di Franco Boschetti,

di Bordonchio, proprietario

della Blu Beverage, che mi procurò

la sponsorizzazione della Stella

Artois. Negli anni ’80 arrivarono

vittorie e soddisfazioni. Diciamo


copertina

Valentino Rossi all’interno del Camper AGV di Maurizio Vitali. Di Valentino

ci dice Vitali: “Dopo averlo conosciuto da piccolo ci siamo persi di vista per un po’,

quando suo padre smise di correre. Non sapevo invece che avesse iniziato a farlo

anche lui. A Misano ero ad assistere una gara e, mentre il gruppo ancora scorreva,

vedo un ragazzino passare tutti, prendendo la curva della quercia con una sicurezza

e velocità incredibile. Era passato come se avesse un sacco di spazio ma questo non

c’era! Chiesi a Reggiani, un comune amico, chi fosse quel ragazzo e mi rispose: “E’ il

figlio di Graziano”. Poi un team Aprilia ingaggiò Valentino e il proprietario, Gianpiero

Sacchi, mi chiese di visionarlo e dargli un giudizio. Gli dissi “questo qui devi solo

riuscire a tenerlo fermo!” Andava già velocissimo! I curvoni veloci li prendeva come

fossero nulla.”

che quando la moto teneva, arrivavo

sempre sul podio. Così la Garelli,

che allora era imbattibile, mi

volle come pilota ufficiale per la

250. Gareggiavo insieme al grande

Angel Nieto. Furono anni in cui

cambiò tutto. Ero in una squadra

ufficiale, tutto divenne più facile.

Tuttavia i primi anni in cui si faceva

tutto da sé, anche se era una

fatica tremenda, furono indimenticabili.

Quando hai chiuso la carriera

di pilota?

Dopo la Garelli, quando questa fallì

e venne rilevata, tornai ad una

moto artigianale, la italiana Gazzaniga,

e poi il passaggio alla Honda.

Ma lì alcune sfortune, cadute e

incidenti vari, mi hanno costretto

a fermarmi.

Poi si è aperto un nuovo capitolo…

Dopo due anni di pausa mi chiamarono

per l’assistenza tecnica ai piloti.

In particolare mi chiamarono

per assistere Max Biaggi. L’AGV,

ditta fornitrice di caschi da gara,

capì che per assistere i piloti occorreva

un uomo con l’esperienza di

pilota. Ci sono aspetti molto delicati,

tensioni incredibili, che solo chi

ha corso può capire. Dopo quattro

anni, nel 1997 è arrivato Valentino

Rossi.

Come è lavorare con Rossi?

Per me è stato davvero incredibile,

perché lo conosco da quando aveva

4 o 5 anni. Già da bambino era unico.

Ero amico di suo padre, Graziano,

anche lui pilota, e ai ritrovi

c’era questo bambino che era sempre

tra i piedi, perché chiedeva

tutto, voleva sempre sapere! E’ rimasto

così. Valentino non è mai

soddisfatto e vuol capire tutto quello

che si fa. Analizza la moto con

una meticolosità incredibile, chiede

a tutti la loro opinione, così da

acquisire più conoscenze possibili.

Sa imparare sempre. E’ davvero

unico.

E’ unico per questa sua cura?

Lo chiamano il dottore vero?

Sì ma non solo. Valentino è unico

perché unisce un talento eccezionale

ad una capacità incredibile di

lavoro. Ha talento. Infatti a lui basta

imbracciare la moto per ottenere

risultati incredibili. Anche

quando ci sono difficoltà o non c’è

tempo per prove più attente, è velocissimo.

Eppure non si accontenta.

Vuole sempre di più. Per questo

lavora di continuo, ricerca il massimo.

Ricordo un episodio, quando

al Mugello entrò nel paddok alle

quattro e mezza della mattina per

provare la moto. Fece prove tutta

la mattina e vinse quella gara. Inoltre

è sempre disponibile a provare

materiale, gomme. Davvero lavorare

con lui è piacevole. Una professionalità

altissima con un carattere

sempre disponibile e positivo.

Ma cosa rende un pilota veloce?

Un insieme di aspetti. Occorre

l’agonismo, la rapidità delle reazioni,

la tranquillità e la padronanza

in ogni situazione, l’equilibrio,

il non avere mai paura e l’essere

sempre disposti a buttarsi. Ma

è una cosa naturale, un qualcosa

che ci si trova dentro. In sintesi si

può dire che la velocità è data dall’essere

tanto presenti in quello

che si fa che ti senti in piena sicurezza.

Solo poi viene l’allenamento

e l’esperienza.

Un’ultima domanda. Che cosa

si prova a correre? Cosa dà soddisfazione

nell’essere in gara?

Per me è proprio la guida veloce.

Portare la moto a primeggiare,

chiederle il massimo. Non amavo

la messa punto e l’avere un mezzo

perfetto, ma la guida pura. Andare

forte con quello che hai sotto

mano.

3

Il Nuovo

Vitali in gara con la sua moto. Spicca lo sponsor della Stella Artois e di Looza,

procurati da Franco Boschetti di Blu Beverage. “Boschetti mi ha dato fiducia e la sua

sponsorizzazione mi ha permesso di fare il grande salto”.

Il Palmares di Maurizio Vitali è notevole. A partire dal 1981 ha vinto 4 campionati

italiani con moto differenti: con la MBA 125, con la MBA 250, con la Garelli 250 e la

Gazzaniga 125. Inoltre è sempre stato competitivo al mondiale, dove vanta due vittorie.

Il grande cruccio è l’aver avuto spesso moto non del tutto competitive.

Nella foto Vitali insieme a Lavado prima di una gara nel 1989.

Pilota e inventore: il camion “allungabile”

Quello che vedete nella foto è il camper

con il quale Maurizio Vitali segue

i suoi piloti. L’autoarticolato è

stato ideato dallo stesso Vitali. “Avevamo

un normale camper, quando ad

un gran premio ho visto gli americani

arrivare con un mezzo che po-

teva allungarsi, sviluppando una pedana.

Così ho convinto l’AGV a investire

in un mezzo più funzionale.

L’ho ideato io ed è venuto fuori proprio

come volevo. Ogni tanto lo guardo

e mi dico: che bello il nostro camion!”


il fatto 4 Il Nuovo

di Antonella Barberini

La “movida” portena ha due cuori:

il primo pulsa nell’avenida

Corrientes, il secondo è nei docks

a Puerto Madero, sul Lungofiume.

I portenos sono gente elegante,

“fighetta”, che ricorda il bellariese

in piazza con le scarpe della

domenica, e sono i primi abitanti

di Buenos Aires, città portuale

che conta nella sua regione (grande

come l’Italia) 14.000.000 di

abitanti. Erano gli italiani emi-

Teatro parrocchiale di Bellaria Monte,

25 settembre. Il sindaco Scenna e

il neoassessore ai lavori pubblici Alessandro

Zavatta (nella foto), hanno incontrato

i cittadini e il Comitato di

zona ai quali hanno presentato il “piano

per la sistemazione della rete scolante

di Bellaria Monte”. Un privilegio,

quello del quartiere che sorge nella

campagna bellariese, di cui non

godono tutti i quartieri della città.

Nel comunicato stampa diffuso dall’amministrazione

comunale dopo l’incontro,

si legge che “la riunione ha

permesso di raccogliere utili suggerimenti

da parte dei cittadini in ordine

agli interventi da eseguire sulle fosse

comunali ed interpoderali per poter

risolvere in maniera definitiva il problema

degli allagamenti nel periodo

invernale”. I cittadini hanno posto

anche il tema “della sistemazione delle

due fosse consortili: Fossa della Pasquazza

e Fossa Prati, le quali sono di

competenza del Consorzio di Bonifica

del Savio e del Rubicone con il quale il

Comune sta avendo incontri per ottenere

interventi anche su queste che

rappresentano snodi importanti del sistema

degli scoli.”

Il Comune ha impegnato 95 mila euro

per “lavori di sistemazione della rete

comunale, che comprendono sia lo

sfalcio di tutti i fossi che la risagomatura

dei canali che negli anni si sono

Il minuto d’aria

Buenos Aires no duerme, Bellaria me mata

grati con il “passaporto rosso”, documento

che poteva significare

la fine di una vita di fame nella

vecchia patria, ma anche la collocazione

definitiva – nella nuova

– al gradino più basso della

scala sociale. Quelli del quartiere

La Boca, con le case colorate

fatte con gli avanzi e le vernici

delle navi. Quelli con l’aria di italiani

d’Argentina sospesi nello

spazio e nel tempo, come se la

nave che doveva condurli a destinazione

non potesse mai arrivare

e neanche

mai tornare. La

prima ondata

dell’esodo risale

agli anni intorno

al 1880. Erano

braccianti liguri,piemontesi

e laziali, in

grande maggioranzaanalfabe-

ti, quelli che sbarcavano dagli

enormi piroscafi con tutto il loro

mondo racchiuso in una coperta

annodata come in certe foto d’epoca.

Più tardi vennero anche siciliani

e calabresi, veneti e friulani; si

trasformarono nei manovali che

costruirono le prime strade e ferrovie,

nell’estremo Sud della Patagonia,

e al nord fino al confine

con il Brasile. Furono poi i muratori

che costruirono la Baires di

inizio secolo, il suo quartiere elegante

di Palermo

e le case

pittoresche di

San Telmo.

L’emigrante

italiano è descritto

come

“ignorante e

ambizioso,

preoccupato

solo di – lesi-

L’assessore di

Bellaria Monte

Appena insediato Zavatta annuncia progetti per

il quartiere che lo ha eletto. A Donegallia e nella

centralissima via Tibullo continuano ad allagarsi.

ostruiti rendono difficoltoso il passaggio

delle acque.” Tutto bene. Bellaria

Monte merita di non allagarsi, così

come tutti i cittadini di questa città

dovrebbero avere le stesse garanzie.

Invece la giunta comunale sceglie di

spendere una somma importante per

la campagna bellariese, ma da anni si

dimentica di una zona turistica centrale

di Igea Marina, quella di via Tibullo.

Addirittura facendo sparire dal

bilancio somme già stanziate e dimenticandosi

delle promesse fatte. Così,

residenti e operatori commerciali di

via Tibullo, il 15 settembre hanno

presentato una petizione in Municipio,

con allegate fotografie, per denunciare

una situazione da periferia degradata

che si allaga ogni volta che

piove un po’ più della norma. Se n’è

fatto portavoce, nel consiglio comunale

del 21 settembre, Gianluca Medri

Ottaviani, e l’assessore Zavatta ha

risposto così: “Via Tibullo è in una situazione

di difficoltà sia dal punto di

vista della rete fognaria, sia delle infrastrutture

stradali, ed anche per il

nocumento provocato a chi in quella

via ci vive ed ha delle attività commerciali.”

Sì, però, questo si sapeva

già. Il problema è un altro: cambia

l’assessore e si deve ricominciare tutto

daccapo: “Ho necessità di prendere

contatto con gli uffici, di avere il tempo

di poter verificare cosa è stato fatto

e che previsioni c’erano, al momento

non sono in grado di dare delle tempistiche

certe, però posso assicurare

che mi farò carico personalmente di

questa problematica”, ha spiegato

nando sul cibo – metter da parte

qualche soldo per tornare al suo

paese”. Oggi nella capitale nessuno

ricorda più i tempi della “cesta

sulle spalle”: se non nei circoli

italiani della provincia, là dove

ancora il ritratto di Garibaldi domina

sulle vecchie caffettiere napoletane

dietro il banco e sui biliardi

in stile anni Cinquanta. C’è

stato il boom industriale che ha

portato a bordo di enormi Boeing

737 Raul Gardini, Luciano Benetton

e Giovanni Rana, Pirelli,

Montedison e Fiat. Ma in qualche

modo lo spirito del “passaporto

rosso” fiammeggia ancora nei

nipoti di quei primi coraggiosi: è

l’apertura al nuovo, il gusto del

rischio. Così leggendo con preoccupazione

il quadro curioso di

una nuova nostra realtà di ‘frazione

albanese’ mi è venuto spontaneo

il paragone.

Zavatta. L’assessore ha promesso che

cercherà di intervenire già nella

“stesura del prossimo piano triennale,

nel tempo si avranno degli incontri

per capire che soluzione poter trovare

per questa zona.” Per Igea Marina

deve informarsi, per Bellaria

Monte non si è ancora insediato che

già è in grado di annunciare il “piano

per la sistemazione della rete scolante”.

A Donegallia (le interpellanze

in consiglio comunale si sprecano,

l’ultima è stata di Roberto Maggioli)

sono anni che si allagano. La

via Cassandra è ancora non asfaltata.

L’illuminazione di via Fornace è

stata deliberata tre settimane fa.

Forse per risolveri i loro problemi

questi cittadini hanno solo un modo:

annettersi a Bellaria Monte.


Progetto cofinanziato dall’Unione Europea

OB.3 C3 Rif. PA n° 2006-0134/Rn approvato dalla Provincia di Rimini con Det. Dir. N° 262 del 25/09/2006

Animatore per attività turistiche

e del tempo libero

Corso gratuito - Iscrizioni entro il 27/10/2006

Destinatari: 18 giovani diplomati/qualificati (fino a 25 anni) e/o laureati (fino a 29 anni) in cerca di occupazione, in possesso di conoscenza base

della lingua inglese e dell’informatica (word, excel, internet, posta elettronica) e di capacità comunicativa.

Durata e periodo di svolgimento: 500 ore (di cui 200 di stage e 30 di project work), da ottobre 2006 a giugno 2007.

Contenuti principali: Gestire l’informazione sui servizi di territorio e strutture – Creare e definire servizi di animazione e del tempo libero –

Accogliere il cliente e relazionarsi - Applicare e combinare tecniche di animazione.

Profilo e inserimento occupazionale: La figura professionale è in grado di organizzare attività di svago e divertimento, di fornire informazioni per

orientare la scelta dei clienti e di gestire la relazione con gli ospiti di una struttura ricettiva favorendo la socializzazione attraverso eventi specifici.

Trova occupazione presso villaggi turistici, alberghi, agenzie di animazione, tour operator, operatori di spiaggia, parchi divertimento, ludoteche, baby

e mini club.

Selezione: test di lingua inglese, prova pratica di informatica, colloquio.

Attestato rilasciato: Certificazione di qualifica per Tecnico dei servizi di animazione e del tempo libero previo superamento esame finale.

Puntare alla qualità nell’offerta

turistica significa anche disporre

di figure di animatori

professionalmente preparati,

in grado di rispondere alle diverse

esigenze di chi trascorre

le vacanze nella nostra località.

E’ questo l’obiettivo che ha spinto

Verdeblù, società di promozione

e commercializzazione di

Bellaria Igea Marina, a collaborare

alla realizzazione del corso

gratuito di “animatore per

attività turistiche e del tempo

libero” di cui vengono forniti

tutti i dettagli in questa pagina.

Il corso è realizzato in collaborazione con Verdeblù srl, società di promozione turistica di

Bellaria-Igea Marina che al termine del corso realizzerà l’inserimento lavorativo dei partecipanti

Per informazioni ed iscrizioni rivolgersi a:

I.R.F.A. Confartigianato - Via Marecchiese, 22 – Rimini

Tel. 0541 791909 – Fax 0541 791902 – Email: info@irfa.net

Animatori turistici per una offerta di qualità

La figura dell’animatore ha assunto

un ruolo centrale a diversi

livelli: nell’organizzare attività

di svago e divertimento sui

sette chilometri di arenile di

Bellaria Igea Marina così come

nei villaggi che propongono attività

di fitness, relax e sport

(Polo Est, ad esempio, nella foto),

nell’orientare le scelte dei clienti,

nel gestire le relazioni con gli

ospiti di una struttura ricettiva,

nell’organizzare eventi che

favoriscano la socializzazione.

Sempre più la vacanza assume i

connotati di una ricerca di benessere

che è il risultato di un

mix di relazioni, emozioni, di-

vertimento e incontri. Ecco perché

è diventata fondamentale

una figura come quella dell’animatore,

dotato di una gamma di

competenze assai ampia. Non a

caso è questa la figura ideale per

i diversi segmenti turistici,

quali: villaggi, alberghi, agenzie

di animazione, operatori di

spiaggia, parchi divertimento,

ludoteche, baby e mini club.

La città turistica, fatta di accoglienza

e professionalità dei

suoi operatori, ha oggi uno strumento

in più per continuare a

crescere ed essere all’altezza

delle sfide impegnative che trova

davanti a sè.


l’inchiesta 6 Il Nuovo

Gli albanesi utilizzano

poco i servizi che il Comune

mette a disposizione

degli immigrati.

di Elisabetta Santandrea

293 immigrati entrati ad Orientaexpress

da gennaio a luglio 2006,

contro i 255 rivoltisi al medesimo

servizio in tutto il 2005. Numeri che

lievitano: un boom di presenze dovuto

in larga parte alla richiesta di

supporto per la predisposizione delle

pratiche per l’ottenimento del

permesso di soggiorno da parte degli

stranieri irregolari, la cui scadenza

era fissata al marzo scorso. E

percentualmente, il maggior numero

di domande poste dall’utenza del

servizio sono appunto suddivise fra

il permesso di soggiorno (11%), il lavoro

stagionale, che occupa con il

55% il primo posto nelle richieste

degli immigrati, il lavoro annuale

(21%) e percentuali più esigue per

carta di soggiorno e ricongiungimenti

familiari (entrambi al 4%),

la casa (3%), l’equiparazione dei titoli

di studio ed espulsione, entrambi

all’1%.

“I servizi fondamentali offerti attraverso

il progetto area immigrati -

spiega l’assessore Rosanna Rizzo -

sono costituiti dalla mediazione culturale

e dallo sportello legale la cui

gestione è affidata all’associazione

2000 Giovani, e attraverso i quali

avvengono azioni di individuazione

e analisi dei bisogni dei cittadini

immigrati, nonché informazione e

consulenza legale e occupazionale”.

Quale l’incidenza della comunità

più numerosa, quella albanese, nelle

richieste di cui sopra? “Prescindendo

dal fatto che per poter essere

seguiti è fattore indispensabile il

possedimento della residenza, la comunità

albanese non incide moltissimo

nella percentuale delle richieste

pervenute. Del resto – specifica

la Rizzo – il nostro è un servizio che

non è indirizzato a gruppi specifici,

ma indistintamente a tutti gli immigrati,

sia comunitari che extracomunitari”.

Un dato specifico,

quello dello sportello legale, dove su

28 richieste di consulenza 6 sono

pervenute da soggetti di nazionalità

albanese (a quota 8 i moldavi, 6

Una comunità

impenetrabile

L’integrazione sotto il campanile

La comunità albanese partecipa alla vita della parrocchia di Igea

L’integrazione? Possibile. Anzi,

tangibile. E parte quasi sempre dai

più giovani, dalle amicizie che

nascono, dagli interessi che si condividono.

Uno dei contesti importanti

- oltre alla scuola e altri punti

d’incontro come il Centro Giovani

- è quello parrocchiale: un piccolo

esempio, ma che vale per tutti,

quello della parrocchia di Igea

Marina, luogo dove si incontra

una piccola parte della comunità

albanese residente. Ce la racconta

Marianna, educatrice del gruppo

giovanile parrocchiale. “Quello

che avvicina i bambini è un

processo naturale, anche perché

ormai molti sono nati qui, e quindi

è impossibile continuare a fare

delle distinzioni di provenienza.

Nelle famiglie è soprattutto il senso

di disponibilità e di ospitalità a

colpirti, l’importanza data alle

relazioni umane all’interno del

loro gruppo e l’apertura verso gli

altri, cosa che li fa apparire ai nostri

occhi come una grande famiglia

allargata. La scorsa settimana

si è tenuta nella zona colonie la

consueta “ligaza” dei quartieri che

precede la festa della parrocchia:

su circa 80 persone presenti, 17

erano adulti albanesi, più bambi-

ni al seguito”. Un buon numero.

“Fra i ragazzi che frequentano la

parrocchia attivamente impegnandosi

in attività come il coro

dei giovani e l’Acr - continua l’educatrice

- se ne contano circa una

decina di etnia albanese, alcuni in

parrocchia da ormai 6-7 anni.” E

anche crescendo non abbandonano.

“Infatti, è una soddisfazione

vedere che anche le ragazze di 17-

18 anni continuano a frequentare.

Pensavamo che la parrocchia

potesse essere un mezzo da utilizzare

i primi tempi per costruire

legami, per ambientarsi e che,

una volta raggiunto l’obiettivo, i

ragazzi mollassero”. Invece le amicizie,

oltre l’etnia, l’apparenza e le

differenze culturali, si sono dimostrate

qualcosa di fondamentale.

“Anzi, i ragazzi si frequentano

molto anche fuori dal cotesto parrocchiale

perché si sa, poi senza gli

adulti si sentono ancora più liberi”.

Un forte segnale di appartenenza

alla nuova comunità è dato

anche dalla celebrazione del battesimo,

cui molti giovani si sono

accostati. “Tre anche la scorsa settimana

– conclude Marianna –

due bambini di 8 anni e uno di

10”. (E.S.)

Nella foto la sede di Orientaexpress di

fianco alla stazione di Bellaria. Qui sotto la

chiesa di Igea Marina.

gli ucraini, 2 i bielorussi, slavi e

bulgari, solo una richiesta a testa

da parte di russi e peruviani). Insomma,

effettuare monitoraggi attraverso

il servizio immigrazione,

che abbiano come soggetto una comunità

come quella albanese, pur

numerosa e dall’identità molto definita

e forte, è praticamente impossibile.

Anche se alcune considerazioni

generali sull’utenza del servizio

vengono giocoforza e sono pur

interessanti. “Alta è la percentuale

di donne provenienti dall’est a richiedere

il riconoscimento di titoli

di studio a livelli accademici – racconta

l’assessore – così come si riconosce

un rapporto difficile con la

componente femminile di religione

mussulmana: ho spinto molto per

arrivare a costituire un’associazione

legata al mondo femminile e all’immigrazione,

volta all’alfabetizzazione

e agli scambi culturali, ma

l’idea non ha purtroppo avuto presa.”

Altro nodo cruciale, che ci riporta

al mondo degli adolescenti: il

rapporto con i genitori nella scuola.

“Un rapporto difficile – sottolinea

la Rizzo – anche perché la scuola è

uno dei problemi maggiori, dato

che è frequentata, oltre che dai residenti,

anche dai figli di soggiornanti

ed illegali”. Insomma, il servizio

non si preclude a nessuno, ma

gli adeguamenti, per forza, urgono.

Ci ‘consoliamo’ sapendo dalla Rizzo

– ma lo sapevamo già – che su scala

provinciale “siamo i favoriti, fra i

primi ad essere scelti dai flussi migratori”.

(2-continua)


primo piano

Super Hero

In vendita il primo Cd del

gruppo bellariese

I Super Hero, dopo una lunga attività

di concerti, sono giunti alla produzione

del loro primo Cd. “The tricks

of the tales”, questo il titolo, è

prodotto dalla Dabliu Sound e contiene

undici brani tra i quali due

cover, mentre i rimanenti sono scritti

e musicati da Leonardo Polverelli

(nella foto).

Il Cd, registrato presso lo studio Axios

di Rimini è acquistabile fin da subito.

Per ogni chiarimento e per ulteriori

particolarità, (interessante la

possibilità di ascoltare in mp3 trenta

secondi del brano) rimandiamo al

nuovo sito dove è presentata l’attività

creativa di Leonardo Polverelli

(www.leonardopolverelli.com). All’interno

del sito è possibile consultare

la sezione dedicata al già noto

libro pubblicato lo scorso anno (La

casa del bambino che grida), quella

relativa al nuovissimo fumetto, ispirato

sempre al racconto, e quella relativa

al recente Cd.

Sempre sul sito è presente un quadro

completo dei progetti e dell’attività

del gruppo. In cantiere vi è un

secondo Cd e una favola per bambini

(Web & spiders).

VIA VIA TEANO, TEANO, 26

26

47813 47813 BELLARIA BELLARIA IGEA IGEA MARINA MARINA RN

RN

8

Ettore Boari

Persone da non dimenticare.

Una poesia, un pensiero, un ricordo.

Per riannodare i fili della memoria e creare un

ponte fra le vecchie e le nuove generazioni.

L’emarginaé

L’emarginaé un’é snò l’andicapaé,

uié dla zenta che sa e fat su,

e pur esend unest e inteligint in

ven cunsidaré parché in ha fat i

suld. Quei chi capes in cù, ié snò

quei ch’ià fat i quatroin; i ven

ossequié, riveroi e ié sempra preunt

a dae pareir aenca quant i né gra doi.

As’lamantem de mond d’incù, ma

ste mond a l’avem vlou naun.

Quand la zenta la perd i su valeur,

nus lamantema ad quel cla da; le

snò e frot dla su viltà: l’omertà

la impera sempra piò e cumé e bù

che porta e zug sotumes da l’om, ad

maen sta pora zenta la farà la stesa fein.

Ettore Boari

Il Nuovo

Silvio Canini in mostra a Milano

Ultimissimi giorni per seguire l’attuale mostra fotografica di

Silvio Canini, il quale ha portato a Milano i suoi “venditori

d’ombra” e con loro un pezzo di Bellaria Igea Marina, vista

davvero con occhi speciali.

Presso la Galleria Bel Vedere di Milano, in Via Santa Maria

Valle 5 (info: 0245472468), si sta svolgendo dal 20 settembre

e si concluderà il 15 di ottobre la mostra “Silvio Canini, il

venditore di ombre”. Curata da Mariateresa Cerretelli, la

mostra si propone di rendere omaggio all’opera dell’artista

bellariese, il quale si sta imponendo a livello nazionale in

maniera sempre più convincente e matura. Informazioni

ulteriori si possono rintracciare sul sito dell’associazione

(http://www.belvedereonlus.it), navigando nella sezione

“mostre” e selezionando la mostra in corso (nella foto).

Ettore Boari (nella foto) è

nato nel 1916 ed è morto il 13

novembre 1983. E’ stato consigliere

comunale a Bellaria Igea

Marina dal 1956 al ‘60 e poi dal

1964 all’80 per il Psdi. Fra gli

incarichi che ha ricoperto c’è

anche quello di presidente dell’Azienda

di Soggiorno, dal

1972 al 1977 e di consigliere

della Camera di commercio di

Forlì. La sua azione pubblica è

stata segnata da una grande passione

per la crescita della città.

Amava essere a servizio piuttosto

che farsi servire e così ha

vissuto anche la politica.

Ringraziamo Salvatore

Magnani per averci inviato

questo scritto di Ettore Boari.

L’emarginato

L’emarginato non è solo l’handicappato,

c’è della gente che sa il fatto suo, e pur essendo onesti e intelligenti

non vengono considerati perché non hanno fatto i soldi.

Quelli che capiscono oggi, sono solo quelli che hanno fatto i quattrini;

vengono ossequiati, riveriti e sono sempre pronti

a dare pareri anche quando non sono graditi.

Ci lamentiamo del mondo d’oggi, ma questo mondo

l’abbiamo voluto noi.

Quando la gente perde i suoi valori, non lamentiamoci di quello

che dà; è solo il frutto della sua viltà:

l’omertà impera sempre più e come il bue

che porta il giogo sottomesso dall’uomo,

domani questa povera gente farà la stessa fine.

Ettore Boari

Nasce “spazio donna”

Costanza Palmitessa, già nota al

Nuovo per la sue attività artistiche

con i bambini, presenta una nuova

iniziativa: martedì 24 ottobre alle

ore 15, nella sede di Bellaria del “Posto

delle Fragole”, presso il Circolo

18 a Bellaria Cagnona, verrà lanciato

un nuovo servizio rivolto alle

donne e finalizzato al confronto ed

alla condivisione di vissuti e problematiche

al femminile.

La dott.ssa Palmitessa curerà l’attivazione

di uno “sportello” chiamato

“Spazio donna. Centro di ascolto psicologico”,

ovvero un servizio di consulenza

psicologica, al quale ci si potrà

rivolgere gratuitamente per un

primo colloquio orientativo.

Per contatti e chiarimenti: 338-

3563250.

Viene presentato il 22

ottobre il nuovo libro

di Arnaldo Gobbi

Il nuovo libro di Arnaldo Gobbi, dal

titolo “Da borgata a città”, viene presentato

il 22 ottobre alle ore 10,30

(saletta al piano terra del Palazzo del

Turismo) dalla giornalista bellariese

Donatella Gori, che lavora a Radio

Rai, e da Alfonso Vasini. Il libro, 146

pagine, si compone di questi otto capitoli:

I Pionieri del nostro turismo;

Leo Gori (Squarcia); Il Miramare ed

il suo dancing; Addio, mitico “Chez

Vous”; C’era una volta l’Azienda di

Soggiorno; Gli anni ruggenti dell’Offshore

(Giulio Torroni); Quando i treni

andavano a vapore; Spigolature

(alcune considerazioni su fatti curiosi

di cronaca).

L’ultimo lavoro di Gobbi è in vendita

a 8 euro presso la libreria “Papiro” e

le edicole di Bellaria-Igea Marina.


primo piano

La bellezza abita qui

E’ bello poter cancellare quel “non”

dalla nostra rubrica “la bellezza non

abita qui”. Lo facciamo volentieri segnalando

un piccolo ma importante

risultato raggiunto dall’amministrazione

comunale. Da qualche settimana

sono comparsi dei “cappucci”

a ricoprire la segnaletica stradale

che viene oscurata nel periodo invernale.

Prima, lo ricorderete tutti,

veniva usato un sacco della spazzatura

e il nastro adesivo da pacchi

(quello marrone). Uno spettacolo

orribile che dava l’idea della trascuratezza

e della poca attenzione ai piccoli

ma decisivi dettagli che rendono

bella una città.

Iniziammo la nostra rubrica “la bellezza

non abita qui” sul Nuovo del 9

febbraio 2006 invitando i lettori ad

inviarci fotografie per segnalare piccole

e grandi brutture. “Una denuncia”,

scrivemmo allora, “nella spe-

Bravi, bene, bis

ranza che chi ha responsabilità pubblica

intervenga”. Pensammo ad un

servizio, un contributo a rendere più

bello e vivibile il nostro paese. E la

prima bruttura ad essere bollata fu

proprio quella della segnaletica coperta

coi sacchi della spazzatura.

Pubblicammo due fotografie (in basso):

una scattata sul lungomare di

Igea Marina ed una a Rimini dove i

copricartelli in stoffa erano già stati

inaugurati e scrivemmo queste parole:

“Ma quanto mai costerà preparare

delle coperture dignitose, magari

con il marchio del Comune,

come hanno fatto a Rimini?” Finalmente

è successo e ne siamo felici.

La nostra rubrica, “La bellezza non

abita più qui”, rimane attiva nella

speranza di poter essere di stimolo a

migliorare. Nel frattempo continuate

a segnalarci brutture ma anche,

se ne avete, cose belle.

9

Gelso Sport

I riferimenti per iscriversi

al Centro che sta per aprire

Dopo l’uscita del numero scorso del

Nuovo, con l’articolo sul “Gelso

Sport”, siamo stati subissati di telefonate:

“Come contattare la struttura?”

Domanda più che pertinente. Ecco allora

i riferimenti: tel. 348.8052384,

email info@gelsosport.it. Per iscriversi

direttamente presso la struttura, gli

orari sono i seguenti: dal lunedì al venerdì

dalle 9,30 alle 12,30 e dalle

15,30 alle 19, il sabato dalle 9,30 alle

12,30.

La “città dello sport”, costruita dalla

CMV di Sauro Nicolini, viene inaugurata

il 28 e 29 ottobre. Dopo il taglio

del nastro la struttura sarà a disposizione

per tantissime attività. Con 35

euro, grazie alla promozione valida

fino a fine dicembre, si può accedere a

tutta la gamma dell’offerta “Gelso

Sport” per un anno. E la scelta è eccellente:

tre piscine, una da 25 metri,

un’altra per bambini e la terza per le

immersioni (cinque metri di profondità),

con istruttori della Federazione

italiana nuoto. E poi il “Baby club”,

speciali piscine per il recupero funzionale,

ambulatori medici e fisioterapici

per la riabilitazione sportiva. Termarium

con idromassaggio, docce

profumate ed emozionali, sauna, bagno

turco e zona relax, una grande

palestra per mantenersi in forma, attività

fisica di gruppo con basi musicali

e tanto altro ancora.

Poltrone

Roberto Sancisi nel cda della

Fondazione Nuova Famiglia

Il Comune di Bellaria Igea Marina

ha nominato Roberto Sancisi nel consiglio

di amministrazione della Fondazione

Nuova Famiglia in sostituzione

del dimissionario (per motivi

familiari) Piero Ottaviani.

La Fondazione è una onlus, fondata

nel 1997, che opera per portare aiuto

concreto alle famiglie che hanno

al loro interno figli disabili e non autonomi.

Il Nuovo

LA CITTÀ A PORTATA DI NUMERO

Municipio

P.zza del Popolo, 1

Tel. 0541.343711

Iat Informazioni turistiche

Bellaria: Via Leonardo da Vinci, 2

Tel 0541.344108 fax 0541.345491

iat@comune.bellaria-igeamarina.rn.it

Polizia Municipale

Via Leonardo da Vinci, 10

Tel. 0541.343811

Pronto Intervento

Piazza del Popolo, 1 - Tel. 0541.327152

Pubblica Assistenza Croce Blu

Via Ricci, 9

Tel. 0541.333222

Carabinieri

Via Giovanni Pascoli, 60

Tel. 0541.344104

Orientaexpress

P.zza Gramsci,4

Tel. (e fax) 0541.340144

Biblioteca Comunale

Viale Paolo Guidi, 108

Tel. 0541.347186

Nursing Express

Assistenza infermieristica domiciliare

Via Virgilio, 84 Igea Marina

Tel. 0541.333653

Centro Giovani

Tel. 0541.333220

CUP

Tel. 0541-327153

Hera (Nettezza Urbana)

Tel. 0541.361361

Protezione Civile

Tel. 0541.331148

Informahandicap

Tel. 0541.343782

Taxi Bellaria (servizio diurno e

notturno) Tel. 0541.343132


turismo

Lo scorso anno l’immagine turistica

della città di Bellaria Igea Marina

era quella di una spiaggia innevata:

“Mare di silenzio”. La fotografia, sobria,

spoglia, carica di una poetica

solitudine, portava la firma di Silvio

Canini. L’idea inaugurata da

Verdeblù, con la collaborazione di

Romagna Est, è quella di proporre

ogni anno un manifesto da regalare

agli ospiti di Bellaria Igea Marina.

Da appendere in casa o in ufficio, da

far circolare, per legare il nome della

nostra città ad uno scatto d’autore.

Per il 2007 si cambia radicalmente.

La spiaggia, seppure quella di fine

settembre, torna ad essere associata

alla bellezza femminile. La scelta è

caduta sulla modella di origine serbo-svizzera

Nena Ristic che nel nutrito

panorama dei calendari griffati

si è guadagnata quello di Fox 2006.

Il fotografo che l’ha immortalata è

Maurizio Polverelli. La location del

set fotografico è stata la spiaggia di

Bellaria Igea Marina. Centinaia di

“clic” per la bella Nena che, giurano

coloro che hanno visto coi loro occhi,

riesce a far risaltare anche un mare

non proprio da sogno quale è il nostro.

Le immagini fissate nell’obiettivo da

Maurizio Polverelli finiranno in un

dvd che raccoglierà il backstage dell’intero

servizio fotografico. Sarebbe

stato uno spreco, infatti, ricavare da

una simile occasione solo la foto da

incorniciare nel manifesto.

Maurizio Polverelli, di Igea Marina,

lavora come fotografo nel campo della

moda e della pubblicità dal 1985.

La sua storia l’abbiamo raccontata

sul Nuovo n.6/2006. Ha collaborato

con importanti aziende italiane realizzando

servizi che gli hanno permesso

di approdare anche su

prestigiose riviste di settore come Still

10

Sole, mare e Nena

Verdeblù osa

Il manifesto turistico di Bellaria Igea Marina, edizione

2007, sfoggia la modella Nena Ristic. Dicono sia riuscita

a rendere molto bella anche la nostra spiaggia.

life e Portraits. Da alcuni

anni il suo lavoro si è rivolto

principalmente verso

il fitness, settore nel

quale ha creato uno studio

fotografico (Fitshot) a

Rimini.

Nel 2000 ha realizzato il

di Luigi Mercadini

calendario Multipower,

ha collaborato in diverse

edizioni del Festival del

Fitness di Rimini e nel

2006 è uscito il suo libro

edito da Damiani Editore

“Sculptures”.

In questa foto e sopra al titolo, alcuni scatti del backstage del servizio fotografico di

Maurizio Polverelli per l’immagine che promuove la spiaggia di Bellaria Igea Marina. Nel

riquadro, Nena Ristic.

Il Nuovo

Lo scoop

del ficcanaso

Il nostro “ficcanaso” Cristian Scagnelli

(nella foto), ha colpito ancora.

E questa volta alla grande.

Da curioso e attento osservatore

quale è, ma anche da bravo scout,

ha scritto a Striscia la notizia per

segnalare un clamoroso errore di

Studio aperto. Il tg di Italia1 ha

infatti trasmesso un servizio su

Maria, la bambina bielorussa che

i coniugi Giusto hanno tenuto a

lungo nascosta, mostrando le immagini

di un quadernetto sul

quale la piccola ha disegnato un

lupo e ha scritto la promessa

scout, commentando così: “L’hanno

costretta a copiare una promessa

agghiacciante: prometto di fare

del mio meglio nel migliorare me

stesso, nell’aiutare gli altri, nell’osservare

la legge del branco.”

Con una mail al programma di

Antonio Ricci, il nostro “ficcanaso”

ha spiegato che quella scritta

da Maria non è altro che la promessa

dei lupetti scout. E così Ezio

Greggio e Michelle Hunziker a

“Striscia” del 26 settembre hanno

chiarito tutto.


il racconto

Non tutte le darsene portano in dote

montagne di appartamenti. Quella di

Porto Levante, ad esempio, è nata senza

motore immobiliare. Lì hanno saputo

“risparmiare” l’ambiente pur dotandosi di

una struttura moderna con tutti

i servizi per la nautica.

Nella foto in basso, il gruppo di bellariesi

che il 28 settembre ha compiuto il viaggio

molto istruttivo e non ha potuto fare a

meno di confrontare ciò che ha visto con

il progetto di darsena che invece è stato

deciso per Bellaria Igea Marina.

Giovedì 28 settembre, ore 8,00 in

punto, dal piazzale della Chiesa del

Sacro Cuore di Gesù è in partenza il

pulmino di Ivo Forlazzini con a bordo,

oltre che lo stesso Ivo che è alla guida,

i fratelli Guidone, Gianpiero ed Enzo

Gori, Gilberto Gori, Albino (Gigi) Gori

ed il sottoscritto.

E’ la gita alle foci del Po che organizziamo

da qualche anno, in questo periodo

di fine stagione, allo scopo di rilassare

il fisico e la mente dopo le fatiche

dell’estate, ma soprattutto allo

scopo di rinsaldare la nostra antica

amicizia.

Se, poi, il giorno si presenta climaticamente

generoso, come quello di oggi,

la gita assicura anche il godimento

dello spettacolo offerto dai paesaggi che

fiancheggiano gli argini del grande

fiume fino alla foce e che conservano

intatto il loro fascino primitivo pur in

presenza dell’opera modernizzatrice

dell’uomo.

Il pulmino viaggia veloce mentre noi

siamo allegri, ci sentiamo come liberati

dal peso delle preoccupazioni quotidiane,

parliamo di tutto e di più e,

parlando, rievochiamo i tempi passati.

Quando indossavamo i calzoni corti

e calzavamo gli zoccoli, ma eravamo

sani e spensierati; oggi abbiamo i

capelli bianchi, molte rughe solcano i

nostri visi, siamo assillati dai disturbi

dell’età e siamo, purtroppo, meno sereni,

ma constatiamo con sollievo che

non è mutato il sentimento di fraterna

amicizia che ci unisce da allora.

Percorrendo la via Romea superiamo

rapidamente Porto Garibaldi, il Lago

delle Nazioni, Po di Volano, Bosco Mesola

e raggiungiamo Goro dove sostiamo

un momento per sgranchirci le

membra e per bere un buon caffè; poi

via, fino a Gorino ed ancora più giù

verso il mare per ammirare il Faro e

la vicina isola dell’Amore.

Attraversiamo i centri abitati che diradano

in casolari isolati e lontani che

11

Una bella darsena, immersa in un meraviglioso

ambiente naturale: Porto Levante. Ma qui non

c’è traccia di motore immobiliare.

Il Nuovo

Una gita alla foce del Po

E la sorpresa che non t’aspetti

spuntano ai

margini delle

valli un

tempo paludose

ed invivibili.

Anche le

impenetrabili

pinete

che avvolgono

la circostantenaturasfoltiscono

a poco a poco per fare posto a

distese di piante acquatiche e, più oltre

e fino al mare, ai tamerischi che

ondeggiano al soffio della brezza marina.

Eccoci quindi a Po della Donzella o Po

della Gnocca, a Scardovari, la cui sacca

è ricca di allevamenti di mitili, a

Isola Camerini, su cui svetta l’enorme

torre della centrale elettrica posta

al servizio della regione del Veneto e

dell’Emilia e Romagna.

A Pila, ci fermiamo al porticciolo per

fare acquisto di alcuni sacchetti di

vongole, appena raccolte dai pescatori

del posto.

E’ ormai mezzogiorno inoltrato ed un

certo languore allo stomaco ci sollecita

a fermarci a mangiare: pranziamo

nel piccolo ristorante di Boccasette,

di Alfonso Vasini

gestito da un

conoscente

di Guidone,

degustando

le specialità

locali tra cui

la gustosa

anguilla

alla brace.

Dopo il pranzo,percorrendo

gli arginiasfaltati

del Po, passiamo da Po di Maistra,

da Ca’ Venier per giungere alle valli

di Cavallari dove ammiriamo i suoi

allevamenti traboccanti di orate,

branzini ed anguille, regno indisturbato

di eleganti aironi, chiassose anatre

selvatiche e superbi cigni.

Ma è a Porto Levante che ci attende

una sorpresa alla quale non eravamo

preparati.

Guidone, che conosce bene il luogo, ci

invita a seguirlo per andare a vedere

una cosa che, a suo dire, ci interesserà

moltissimo. Lo seguiamo incuriositi e

dopo avere percorso un breve tratto

di argine appare davanti ai nostri occhi

una darsena, ben costruita, dotata

di centro direzionale, servizi nautici,

bacino di carenaggio, ristorante e

bar con annessi terrazza e giardino fio-

rito e quant’altro utile e necessario per

l’esercizio di un approdo moderno ed

efficiente.

Alla darsena sono ormeggiate almeno

un centinaio di barche di ogni tipo

e tonnellaggio, tra cui fa bella mostra

di sé un catamarano d’altura lungo

15 metri che Enzo, da esperto qual è,

assicura essere adeguatamente attrezzato

per le traversate atlantiche.

Su tutto il complesso regna un ordine

perfetto ed un silenzio quasi surreale,

appena violato dal batter d’ali di bian-

chi gabbiani che volano fin qui dal

mare a compiere le loro allegre evoluzioni.

Una darsena che nulla ha da invidiare

a quelle pretenziose che sorgono lungo

la costa fino a Rimini ed oltre, un

miracolo compiuto dall’uomo dentro

il miracolo della natura che ci stupisce

e ci fa meditare.

Ci chiediamo come sia stato possibile

dare vita ad una struttura del genere

in questa valle sperduta e volgiamo

istintivamente lo sguardo per vedere

dove sorgano i quattrocento e passa

appartamenti che dovrebbero costituire

quel motore immobiliare che pare

essere il “normale” contrappeso alla

realizzazione di simili opere, ma, ancor

più stupiti, non scorgiamo nulla

di tutto ciò.

La darsena è li, adagiata in beata solitudine

ai margini di quel tratto di

valle protetta, rifugio sicuro e discreto

per chi viene dal mare.

A questo punto il nostro pensiero corre

istintivamente al progetto della

darsena bellariese e la sua assurdità

ci appare ancor più evidente al cospetto

della darsena di Porto Levante.

Il viaggio di ritorno è un po’ agitato

per via dei commenti provocati da

questo argomento e forse saranno fischiate

le orecchie a qualche amministratore

del nostro Comune, ma chissà

che il breve racconto della nostra

gita non induca chi ci amministra a

fare qualche ulteriore riflessione prima

di assumere decisioni che potrebbero

essere castranti per Bellaria Igea

Marina.

Riviera Bio

Via Tibullo, 21B - Igea Marina

Telefono e fax 0541.333685


attualità

12 Il Nuovo

La Teresina viene caricata sul camion per il lungo viaggio. Il bragozzo impacchettato parte per il porto di Genova.

“La Teresina con lo stemma di Cucco”

“La Teresina è, fra le barche storiche

che ho restaurato, quella che mi

ha occupato più tempo: 14 anni.”

Adriano Barberini, presidente dell’Associazione

Barche sull’Adriatico,

oltre al bragozzo Teresina ha riportato

in vita quattro lance e una battana,

battezzata “Bugiarda”.

La Teresina oggi è di proprietà del

Comune anche se Barberini continua

a considerarla la sua creatura

prediletta. Ed è per questa barca storica

che è avvenuta la rottura fra

l’associazione che da anni lavora al

restauro e alla cura delle nonne del

mare, e la giunta comunale. “Sono

stato il primo ad essere investito del

problema, cioè della richiesta di portare

la Teresina in America”, racconta

Adriano. “Ho dato la mia disponibilità

totale, ad un patto però:

gestire in prima persona la parte

relativa alla sicurezza del viaggio e

del trasferimento della barca.”

Perché questa richiesta?

Perché solo io conosco la Teresina. So

dove ho piantato i chiodi e come sono

intervenuto, so come prenderla,

come issarla, come tirarla giù, come

muoverla. E’ stato scritto che chi si

è preoccupato di portare il bragozzo

in America ha trasportato anche

Luna Rossa… Ma Luna Rossa è un

guscio in carbonio, se la butti giù da

un monte quando arriva a valle non

si è rovinata. Ecco perché il paragone

non regge.

Ma lei che garanzie aveva chiesto

per il viaggio della Teresina?

A mio parere serviva un container

speciale per la Teresina. Invece mi è

Il bragozzo sfila sulla Quinta Strada senza nessun

richiamo a Bellaria Igea Marina. Perché fargli

fare questo viaggio? Parla Adriano Barberini.

stato detto che non era possibile, probabilmente

perché costava troppo.

A quel punto mi sono interessato

presso i cantieri di Cesenatico e di

Cattolica e ho chiesto dei preventivi

per poter costruire un invaso su misura

per metterci sopra la barca. La

struttura della Teresina mi è nota

alla perfezione e volevo fare in modo

che non “soffrisse” più di tanto. An-

che perché non si parlava di un viaggetto

qualunque ma di portarla negli

Stati Uniti.

E la barca a suo parere soffrirà

in questo viaggio?

Eccome! Solo quando tornerà si vedrà

in che stato è. Io che la uso da

sempre so che mi soffre per andare a

Cattolica: ha tantissimi anni, è stata

restaurata da amatori, ci capia-

Il sindaco Gianni Scenna; Daniel Nigro, comandante dei Vigili del Fuoco di New York ai tempi

dell’attentato alle torri gemelle; Luciano Boscolo Cucco e Vincent Tummino, attuale comandante

dei Vigili del Fuoco di New York. Il quartetto si è ritrovato a Venezia il 14 settembre in

occasione della conferenza stampa di presentazione del viaggio della Teresina in America.

mo no? Come si può pensare che qualcosa

non succeda? Io spero di no e comunque

mi auguro che non sia qualcosa

di irreparabile, ma la barca soffrirà.

Ma il costo per farla viaggiare

come avrebbe voluto lei, era

troppo alto?

Non più di 5-6 mila euro. Non mi

sembra una cifra proibitiva.

Però la barca è stata assicurata

dalla ditta Dragaggi quindi se

torna con qualche acciacco qualcuno

pagherà.

E chi lo stabilirà se ci saranno gli

acciacchi? Se io dovessi rilevare qualche

danno, chi mi crederebbe?

L’avrei potuto pretendere questo se

avessi fatto il responsabile e se avessi

seguito la barca. Ma da casa non lo

posso fare. La Teresina l’hanno caricata

su di un camion appoggiandola

su due pezzi di legno che hanno adattato

con lo scalpello.

Cosa ha fatto precipitare le cose

e rompere i rapporti fra l’Associazione

e il Comune?

A seguito della richiesta che la ditta

Dragaggi ha presentato all’amministrazione

comunale di far partecipare

la Teresina al Columbus Day, la

giunta ha stabilito di concederla.

Nella delibera (si veda nella pagina

a fianco) ha scritto che si avvale della

collaborazione dell’Associazione

Barche sull’Adriatico. Siccome non

è per niente vero che noi eravamo

disposti a collaborare in una decisione

che non abbiamo condiviso, il 31

agosto abbiamo fatto una assemblea

straordinaria decidendo di uscire


attualità

immediatamente dal comodato gratuito

col quale l’amministrazione ci

aveva dato in gestione la barca. Abbiamo

voluto lasciare libera l’amministrazione

comunale di fare ciò che

riteneva giusto ma allo stesso tempo

ci siamo sentiti in dovere di non farci

tirare in ballo su una decisione che

non dava le garanzie che avevamo

chiesto.

Si dice che anche altre città della

costa romagnola abbiano

avuto la richiesta di inviare

una barca storica ma abbiano

“Premesso che il Comune di Bellaria

Igea Marina è proprietario l’imbarcazione

storica denominata “Teresina”;

che con deliberazione di Giunta Comunale

n. 162 del 08/11/2004 si è

stabilito di concedere all’Associazione

“Barche sull’Adriatico di Bellaria

Igea Marina” in gestione gratuita il

bragozzo sottoscrivendo il contratto

rep. Atti privati n. 806 del 27/05/

2005;

Visto la richiesta avanzata con nota

n.s. prot.n. 23618 del 22/08/2006

dalla ditta La Dragaggi s.r.l. con sede

in Marghera per l’utilizzo del Bragozzo

Teresina al fine della sua partecipazione

alla cerimonia del Columbus

Day di New York del 9 ottobre

p.v. (…);

Visto l’importanza internazionale

della manifestazione ed il riscontro

in termini di promozione dell’immagine

e della pubblicità della città di

Bellaria Igea Marina che ne deriverebbe;

Ritenuto di autorizzare la partecipazione

del bragozzo Teresina alla manifestazione

denominata Columbus

Day di New York del 9 ottobre p.v. a

condizione che l’operazione non abbia

costi per il Comune e che vengano

adottate tutte le cautele per tutelare

il bene storico di proprietà comunale

avvalendosi il Comune a

tale fine della collaborazione dell’Associazione

Barche sull’Adriatico di

Bellaria Igea Marina. (...)

Concede l’uso del natante alle condizioni:

1) la ditta si farà carico di tutte le

operazioni necessarie al trasporto, al

riarmo e disarmo e movimentazione

in terra e mare del bragozzo assumendo

tutti gli oneri economici, in

particolare:

- Realizzazione dell’invasatura necessaria

per il trasporto via mare e terra

del bragozzo.

- Trasferimento via terra della bar-

Il Nuovo

Giornale di Bellaria Igea Marina

Quindicinale

Direttore responsabile:

Claudio Monti

Registrazione:

Tribunale di Rimini n. 12/2004

Direzione e Redazione:

via Orazio n. 101

Tel. e Fax: 0541-33.14.43

13

La Teresina nel porto di Bellaria Igea Marina il giorno dell’inaugurazione.

Ecco la delibera che autorizza

il viaggio del bragozzo in America

Il testo, approvato il 22 agosto dalla giunta comunale (assenti

Colombari, Reali e Franciosi), assegna un ruolo di “tutela” e

“controllo” alla Associazione Barche sull’Adriatico. La quale,

però, si è chiamata fuori: chi ha svolto quel compito?

ca da Bellaria al porto di imbarco.

- Nolo mare sulla tratta Italia N.Y.

- Operazioni doganali

- Stipula polizza assicurativa per il

trasporto vettore e RC terzi internazionale

per il periodo di movimentazione

ed esposizione a N.Y.

- Spese per trasporto e pernottamento

per il personale dell’equipaggio

segnalato dall’Associazione Barche

sull’Adriatico;

2) la ditta adotterà tutte le cautele

necessarie per tutelare il bene storico

di proprietà comunale avvalen-

E-mail: cmonti@ilnuovo.rn.it

Stampa:

La Pieve Poligrafica Editore

Villa Verucchio srl

(Villa Verucchio)

Il Nuovo

A chi è servito il viaggio a New York?

Aspettiamo che tornino i membri della

spedizione americana, ma poi saremmo

contenti di sapere dal sindaco

cosa ci abbia guadagnato Bellaria

Igea Marina da questo viaggio.

Perché sia valsa la pena trasportare

la “vecchia” Teresina sull’altra

sponda dell’Atlantico. Sì, perché il

bragozzo restaurato da Adriano

Barberini, non è - almeno ci sembra

- la barchetta di cui il sindaco possa

disporre come meglio crede. E’ una

barca, costata anni e anni di lavoro

ad Adriano Barberini e a un pugno

di appassionati che l’hanno restaurata

e “donata” alla comunità di Bellaria

Igea Marina. Oggi è un bene di

dosi il Comune della collaborazione

dell’Associazione Barche sull’Adriatico

di Bellaria Igea Marina;

3) la ditta assumerà la completa responsabilità

della custodia del bragozzo

Teresina per tutta la durata

dell’operazione (partenza da e ritorno

a Bellaria) sottoscrivendo all’uopo

con l’Associazione Barche sull’Adriatico

verbali di consegna e riconsegna

da cui consti l’inventario

e lo stato degli arredi che armano

l’imbarcazione;

4) la ditta assumerà la completa re-

tutti e in quanto tale è giusto venga

utilizzato per “l’interesse” della città,

per vere finalità di promozione di Bellaria

Igea Marina. Così non ci sembra

sia stato in questa occasione. La Teresina,

almeno da quanto si è visto

dalla diretta su “Rai International”, ha

sfilato sulla Quinta Strada senza il minimo

riferimento a Bellaria Igea Marina,

senza alberi e senza vele (forse

per nascondere uno stemma che nulla

ha a che vedere con la nostra marineria?).

Uno spettacolo modesto quello

che abbiamo offerto. La Teresina si

è vista per qualche secondo e poi è

scomparsa, oscurata in Tv dai magnifici

carri della Lombardia e della Cam-

declinato.

Risulta anche a me. Così come mi

risulta che la Teresina sfilerà con le

insegne della Repubblica Veneziana

perché è una associazione veneziana

che ha organizzato la cosa mentre

Bellaria Igea Marina non apparirà.

Si è detto che ci sarà il nome di Bellaria

Igea Marina sulla barca.

Vedremo dalle foto della sfilata che

ci porteranno. Di certo sulle vele della

Tersina è stato dipinto lo stemma

della famiglia Boscolo Cucco.

sponsabilità per danni causati al

Bragozzo e per danni verso terzi esentando

il Comune di Bellaria Igea

Marina;

5) la ditta garantirà che l’invaso che

contiene l’imbarcazione è adatto al

trasporto e al movimento della barca

presentando apposita dichiarazione

del cantiere di costruzione;

6) la ditta individuerà un responsabile

che sia il referente del Comune

per tutta la durata dell’operazione;

7) la ditta garantirà che la barca

sarà armata e disarmata per il ritorno,

nonchè condotta in loco da

personale idoneo di gradimento del

Comune; a tale fine i nominativi

dovranno previamente essere comunicati

al Comune il quale nell’esprimere

il proprio assenso si avvarrà

della consulenza dell’Associazione

Barche sull’Adriatico di Bellaria Igea

Marina;

8) le operazioni di partenza, compresa

la collocazione nell’invaso ed il ritorno

dovranno avvenire nel Comune

di Bellaria Igea Marina in modo

da pubblicizzare l’evento. (...)

pania, disegnati nientemeno che dall’architetto

Vittorio Festi, quello delle

Olimpiadi di Torino.

Si dice che a pagare il viaggio del

sindaco e di un dipendente comunale

sbarcati a New York per il Columbus

Day, sia stato il titolare della ditta

“La Dragaggi”, che conosciamo

solo perché si occupa del dragaggio,

appunto, del nostro portocanale.

Bene. E’ stato un viaggio senza costi

per il Comune? No, perché è stato

utilizzato un “bene pubblico”, di proprietà

del Comune e quindi di tutti i

cittadini. Vogliamo quindi sapere

qual è il ritorno. Cosa ci abbiamo

guadagnato.

Società Editrice:

Editoriale Nuova Comunicazione srl

Pubblicità: Tel. 0541-33.14.43

Tiratura: 7000 copie. Chiuso in

tipografia il 9.10.2006


società

di Cristian Scagnelli

Alle porte dell’autunno la nostra

amministrazione comunale si è

scatenata nell’apertura di cantieri

sulle strade del nostro paesello,

sbandierando la “fine lavori” ad

alcune opere che a mio modesto

parere sono ancora da iniziare.

Solo per citarne alcune: viale Pinzon

(non smetterò mai di urlare al

mondo quello che hanno combinato),

il ripascimento, Bellaria Monte,

eccetera eccetera.

Abitando a Bordonchio noto con

piacere che, nonostante le promesse

dell’ex assessore Massimo Reali,

14

Pensierisociali

il Ficcanaso

Speriamo finisca presto questo quinquEnnio

Il Nuovo

Ci sono Centri estivi di serie A e di serie B

A Bellaria Igea Marina i centri estivi

sono una realtà da molti anni: se in passato

c’erano solo quelli gestiti dal Comune,

da tempo ne sono stati attivati

anche altri promossi da realtà “private”

e dalle parrocchie. Quella di Bordonchio,

ad esempio, organizza un centro

estivo che ha già quindici anni di

vita e che è arrivato ad accogliere un

centinaio bambini dai sei ai quattordici

anni.

Succede però che la giunta comunale

abbia 227 mila euro come avanzo di

bilancio e che decida di dirottare questa

cifra del capitolo “sociale” per ridurre

i costi a carico delle famiglie che

usufruiscono dei centri estivi. Bene,

anzi benissimo, se l’aiuto fosse davvero

per tutte le famiglie. Invece i 227 mila

euro ricadono solo su quelle famiglie che

hanno scelto di mandare i loro figli ai

centri estivi comunali. Per gli altri

nulla: sono forse famiglie (e bambini)

di serie B? Parrebbe di sì.

La questione l’ha sollevata Roberto Turroni

(nella foto), Lista della Città, nel

consiglio comunale del 21 settembre

scorso: “Sul nostro territorio ci sono diversi

centri estivi, non solo quelli organizzati

dal Comune e ritengo quindi opportuno

che la somma a disposizione

venga ripartita fra tutte le famiglie,

indipendentemente che abbiano scelto

viale Ennio - nella parte sotto la

ferrovia - è rimasta tale e quale,

mentre nel tratto a monte della

ferrovia la situazione peggiora di

giorno in giorno. Se osservate dal

satellite (www.googlemaps.it: inserite

Bellaria, viale Ennio) vedrete

una strada lunga e dritta che

invita chiunque a percorrerla premendo

sull’acceleratore. Ancora

non si è fatto nulla per sistemare

una situazione che ormai sfiora il

ridicolo. Partiamo dal marciapiede,

pericoloso per via delle buche e

delle mattonelle che, sollevate forse

dalle radici delle piante, si staccano.

Nella zona cimitero, teatro

di diversi incidenti tra cui uno

mortale, è diventato veramente

pericoloso attraversare la strada e

lo sarà ancora di più quando la stra-

Alle famiglie che hanno mandato i loro figli nei Centri

comunali la giunta ha elargito un “bonus” di 227 mila

euro. Per quelli parrocchiali nemmeno un centesimo.

il centro estivo comunale o un altro”.

Ma, ha ammesso candidamente

l’assessore Ugo Baldassarri, “i 227

mila euro sono serviti per finanziare

i centri estivi che ha orga-

REVISIONE PERIODICA VETTURE E VEICOLI COMMERCIALI

VENDITA E ASSISTENZA

da che porterà nella nuova zona

del “Gelso Sport” verrà aperta e

convoglierà in via Ennio un numero

imprecisato di automobili

(sembra che gli abbonati alla struttura

sportiva siano già più di

2000). Non è il caso di rivedere la

viabilità in quella zona e anche in

via San Martino, percorsa già da

dozzine di auto che raggiungono

l’asilo? Chi la transita sa bene

quanto sia difficile lo stop di via

San Martino su viale Ennio perché

gli alberi impediscono la visuale e

le auto che sopraggiungono a velocità

sostenuta sono un pericolo.

Speriamo che il nuovo assessore ai

lavori pubblici Alessandro

“Za(patero)vatta” faccia un giro

con il suo “pulmino” in questa zona

per rendersi conto anche lui della

nizzato il Comune. Penso che sia

chiaro”. Purtroppo sì, anche troppo.

Si è poi detto “contento che sul

nostro territorio esistano centri

estivi gestiti da parrocchie e privati”,

ma la decisione della maggioranza

non è cambiata. “Se ci

sono modalità diverse di erogare

questo tipo di contributo sono pronto

a ragionare e ad interagire per

trovare sinergie con chi offre questo

tipo di servizio”, ha aggiunto,

“da parte mia non c’è nessun tipo

di preclusione, ma per quest’anno

non si può fare altrimenti”.

Un’apertura, ma solo per il futuro,

è arrivata dall’assessore Antonio

Bernardi: “Ritengo che

l’Istituzione, che d’ora in poi dovrà

curare anche questo tipo di

rapporti, il prossimo anno debba

pensare ad intervenire in modo

diverso rispetto a queste risorse,

però nell’ambito di una progettazione

che va in qualche modo

programmata e attivata per tempo.”

Ed ha concluso: “Ritengo co-

situazione.

Bellaria invece ha ricevuto in dono

280.000 euro per la risistemazione

dell’Isola dei Platani, ma leggendo

il comunicato stampa del

Comune ci si accorge che i lavori

interesseranno alcuni tratti di via

Pascoli, mentre l’Isola verrà solo

abbellita con fiori e piante. Ben

vengano i fiori e le piante ma mi

sembra ci siano anche dei lavori

urgenti di “muratura”. Faretti scenici,

fiori, piante, erba e irrigatori

gocciolanti…, gocciolanti come i

cittadini che piangono e sperano

in una svolta a Palazzo. Della serie:

“Se proprio deve piovere merda

vorrei almeno sapere da che

parte tira il vento”. (Robert Redford,

SpyGame)

munque che la problematica sollevata

abbia un suo spessore e quindi vada

indirizzata attraverso una progettazione

che nel futuro possa dare anche

una risposta positiva a questo tipo di

esigenza.”

In linea con la richiesta di Turroni si è

detto anche Roberto Sancisi del gruppo

consiliare di maggioranza: “Mi fa

molto piacere sentire le parole di Bernardi

che suonano come un’apertura

anche verso i centri estivi organizzati

dalle parrocchie e dai privati”.

L’ultima parola è stata quella del sindaco,

che però è sembrato descrivere

un’altra città rispetto a quella da lui

amministrata: “Fino ad oggi questa

amministrazione comunale non è stata

minimamente insensibile ai bisogni

di altre agenzie educative, in riferimento

sia ai centri estivi non comunali

sia ad altre iniziative, comprese

le scuole materne non comunali e non

statali: contributi, logistica, infrastrutture,

mezzi. Quindi la nostra parte

come pubblico anche nei confronti

del privato, laico o religioso, l’abbiamo

sempre fatta.” Forse non è proprio

come dice il sindaco (“al privato sociale

viene data la stessa quota che

riceveva nel 92”, ha detto Turroni),

ma su questo tema torneremo nel prossimo

numero del Nuovo.


direttore ti scrivo

Ccils, ecco qual è la nostra

mission

Constatiamo che, ancora

una volta, “Il Nuovo” si interessa

della Cooperativa

Sociale C.C.I.L.S. al solo fine di disinformare

e denigrare. Allora in via

breve ed ora in via formale, intendiamo

respingere le allusioni assolutamente

infondate che sono apparse

sulla stampa con il titolo “Strani

licenziamenti alla C.C.I.L.S.”.

A tal riguardo precisiamo che i due

soci lavoratori in predicato, furono

licenziati alla fine del 2004 allorché

la commessa che li occupava fu sottratta

alla C.C.I.L.S.

Fu premura di quest’ultima, intervenire

nei confronti dell’impresa

assegnataria del servizio per occupare,

unitamente ad altri, i due lavoratori

di cui si parla. Naturalmente,

in data, 31.03.2006, furono privati

dello status di soci lavoratori,

così come per altri nelle medesime

condizioni, e ciò in ossequio al dispositivo

societario espresso dall’art. 13

punto 6 dello Statuto C.C.I.L.S. che

trova riferimento giuridico dalla

norma di cui all’art. 2533 del Codice

Civile comma 1. Pertanto, tutto

in base alle norme e assolutamente

nulla di persecutorio come invece

ventilato.

Di più, a seguito delle iniziative della

Cooperativa C.C.I.L.S., sostenute

in modo unanime dal cda vigente e

per il decisivo interessamento dell’Amministrazione

comunale di Bellaria

Igea Marina, la nostra Cooperativa

è tornata assegnataria (per il

momento in modo parziale, ma siamo

fiduciosi per il futuro per ulteriori

potenziamenti) della commessa

in questione e i due lavoratori,

assieme ad altri, sono tornati in organico

alla C.C.I.L.S. a far luogo

dall’1.06.2006 e, dalla stessa data,

hanno riassunto lo status di soci lavoratori

della Cooperativa.

Ci pare di poter sostenere che il percorso

sia stato estremamente lineare

e trasparente e che non possa suggerire

in alcuno, informato e in buona

fede, motivi di scandalo e/o altro

simile.

Esiste sul nostro territorio una forte

domanda di inserimento lavorativo

di persone svantaggiate. Di questo

dobbiamo preoccuparci.

Serve dunque rilanciare, e veloce-

15

Per scrivere al direttore

fax: 0541.331443; e-mail: cmonti@ilnuovo.rn.it; posta: via Orazio

101, 47813 Igea Marina. Tel. redazione: 0541.331443

mente, quel patto economico sociale

che ci ha permesso di conseguire l’attuale

situazione: dobbiamo saper rinnovare

insieme il ruolo di chi contribuisce

allo sviluppo economico

ma anche alla coesione, all’equità e

all’inclusione sociale del territorio in

cui opera, ridisegnando le condizioni

per preservare e ampliare l’esperienza

fin qui condotta. Di tanto, non

si trova traccia negli articoli del

Nuovo” ma sono, invece, materia

di fondo della nostra azione quotidiana

come si evince dalla relazione dell’Assemblea

dei Soci del 20.5.2006,

alla quale si rimanda per conoscere

e approfondire.

Per quanto attiene ancora all’ingenerosa

supposizione di contrasti nei

vertici della Cooperativa, riconfermiamo

quanto già dichiarato e pubblicato

e aggiungiamo: l’amico Marchetti

è stato invitato all’Assemblea

nella quale ha pronunciato una prolusione

molto apprezzata e calorosamente

applaudita da tutti i soci; all’amico

Balducci, non presente all’Assemblea

per impegni personali, sono

stati espressi, ancora una volta, i

sensi della gratitudine e della riconoscenza

della Cooperativa per quanto

ha fatto e continua a fare, compatibilmente

con i propri impegni familiari,

per la C.C.I.L.S. raccogliendo

un lungo e caloroso plauso di tutta

l’Assemblea.

Per cui, continuare a sollevare illazioni

su presunte misteriose motivazioni

di questi due dolorosi distacchi,

ci appare strumentalmente forviante

e gravemente ingeneroso, anche

nei confronti dei medesimi.

Il sospetto poi, annunciato da “Il

Nuovo”, che si possa configurare un

conflitto di interessi fra il mandato

pro-tempore di presidente della

C.C.I.L.S. e lo status di dipendente

comunale del sottoscritto, vedi art.

61 T.U. per gli impiegati Civili dello

Stato, D.P.R. 10.01.57 n.3, non meriterebbe

neanche di essere opposto.

Tuttavia, siccome il fatto maschera,

ma neanche tanto, una polemica

di valenza partitica, confutiamo

e rigettiamo decisamente questa tesi

richiamando la normativa (vedi sopra)

che disciplina la materia la quale

affatto osta casi della fattispecie.

D’altra parte è noto da sempre che il

fondatore storico della C.C.I.L.S. e

presidente della stessa per oltre 20

anni, Wagner Marchetti, era un dipendente

del Comune di Cesenatico

e ciò non ha mai ingenerato polemiche

di questo tipo.

Ma, al di là delle disposizioni di legge,

che riconoscono assolutamente

legittimi e compatibili i due ruoli,

quello che più conta sono stati, sono

e saranno i comportamenti dei presidenti

e dei cda della Cooperativa.

Infatti, mentre il “sociale” è negli

uomini e nei partiti, i partiti non

sono nella C.C.I.L.S. Di questa prerogativa,

di questa scelta ideale di

assoluta autonomia dai partiti, siamo

e resteremo gelosi custodi e fedeli

garanti.

Una ultima finale considerazione.

Ogni redazione giornalistica è e deve

essere libera di scegliersi le fonti che

ritiene più opportune tuttavia sarebbe

appena corretto preoccuparsi di

verificarne l’attendibilità.

Remo Scano

Presidente C.C.I.L.S.

Pubblichiamo solo adesso questa lettera,

scritta il 5 giugno e pervenutaci

quando ormai Il Nuovo era nella

pausa estiva: l’ultimo numero, prima

di quello dedicato agli appuntamenti

dell’estate, è uscito infatti il 15

giugno.

Nel merito. Questo giornale si è occupato

della Cooperativa Ccils (il 9

febbraio e l’1 giugno 2006) in occasione

di due fatti molto precisi. Nel

primo caso per dare la parola ad alcuni

soci (peraltro di vecchia data)

della Ccils che, esponendosi con

nome e cognome, hanno raccontato

di essere rimasti senza lavoro. Gli

stessi diretti interessati hanno criticato

alcune scelte compiute negli ultimi

anni dalla Ccils, ad esempio quella

di assumere lavoratori di nazionalità

albanese, in cooperativa da

soli due anni, lasciando a casa soci

lavoratori della Ccils da 24 anni e che

risiedono nella nostra città.

Nello stesso articolo del 9 febbraio,

accanto alle critiche dei soci lavoratori,

abbiamo pubblicato anche le sue

ragioni, caro presidente, perché non

ci interessa minimamente “sparare”

su una cooperativa sociale quale è

la Ccils. Dar voce a rilievi oggettiva-

Il Nuovo

mente fondati, invece, riteniamo

rientri nei compiti di un giornale.

Abbiamo poi rilevato che due personaggi

di rilievo della cooperativa,

Wagner Marchetti e Eros Balducci,

si sono dimessi in sordina, senza fornire

particolari spiegazioni. Solo

dopo la pubblicazione del nostro articolo

la Cooperativa, il 13 febbraio,

ha “ringraziato sentitamente Balducci”

per il lavoro svolto.

Nell’articolo del primo giugno, invece,

il tema che abbiamo sollevato è

stato quello del licenziamento di due

soci lavoratori. Con piacere abbiamo

appreso che sono stati reintegrati.

Di questi problemi, che interessano i

cittadini, spesso e volentieri proprio

quelli meno tutelati, continueremo ad

occuparci, nonostante possa dispiacere

a qualcuno.

La Ccils ha un compito importantissimo

e molto delicato proprio perché

ha scelto di farsi carico dell’inserimento

lavorativo di persone svantaggiate.

E’ una missione nobilissima

che tutta la città, noi compresi,

vi riconosce. Ma così come si accettano

volentieri gli elogi, non fa male

a volte accogliere gli “appunti” che

vengono dai vostri soci. (c.m.)

Scuola, gli avvisi arrivano

in ritardo

Una mamma ci scrive, segnalando

che, dopo tanta

attesa, “il 12/09/06 noi genitori

riceviamo le comunicazioni

relative all’inserimento dei bambini

nella scuola materna. Ma la cosa

bella è che leggendo la comunicazione

si scopre che il 15 settembre p.v.

(in pratica 3 giorni dopo) dalle ore

11.00 alle ore 12.00 ci sarà una riunione

didattica con i genitori.

Hanno avuto tre mesi per definire le

date e si riducono all’ultimo momento.

Forse chi ha programmato tale

appuntamento non ha tenuto in

considerazione il fatto che solitamente

il 90% dei genitori lavora, tra l’altro

alcuni anche fuori comune.

Visto e considerato che tutti i genitori

hanno il diritto di essere partecipi

alle attività che interessano i

propri figli, sarebbe bene che in futuro

le comunicazioni arrivino per

tempo e che tengano conto dei genitori

che lavorano.”

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