Quaderni della Fonte

scuolawaldorfmanduria.org

Quaderni della Fonte

nuovo

numero 2 - 2013 Quaderni della Fonte

Tutta la natura sussurra i suoi segreti a noi attraverso i suoi suoni.

I suoni che erano precedentemente incomprensibili alla nostra anima,

ora si trasformano nella lingua espressiva della natura (in noi).

Rudolf Steiner

koine@scuolawaldorfmanduria.org - www.scuolawaldorfmanduria.org

Periodico di informazione

dell’Associazione Pedagogica

Steineriana Giardino degli Ulivi

Scuola La Fonte - Manduria

BUONA FORTUNA OTTAVA CLASSE!

le esperienze dei ragazzi tra passato e futuro

di Chiara, Emma, Lorenzo, Francesco, Silvia, Matteo, Angelo, Gianmarco,

Florenzo, Rosa Angelica, Gaia, Danilo, Simone...e maestro Nicola.

TRIARTICOLAZIONE SOCIALE

Tre impulsi principali - tre sfere sociali

di Nicola Tito Marin

WALDORF ITALIA 2013

piccolo reportage - grande impegno

La pagina della cronaca...

GRUPPI GRUPPI GRUPPI

eventi e notizie dai gruppi di lavoro dei genitori


nuovo nuovo

nuovo

numero 2 - 2013 Quaderni della Fonte

Numero 2 - 2013

Periodico di informazione

dell’Associazione Pedagogica

Steineriana Giardino degli Ulivi

Scuola La Fonte - Manduria

BUONA FORTUNA OTTAVA CLASSE!

le esperienze dei ragazzi tra passato e futuro

di Chiara, Emma, Lorenzo, Francesco, Silvia, Matteo, Angelo, Gianmarco,

Florenzo, Rosa Angelica, Gaia, Danilo, Simone...e maestro Nicola.

koine@scuolawaldorfmanduria.org - www.scuolawaldorfmanduria.org

TRIARTICOLAZIONE SOCIALE

Tre impulsi principali - tre sfere sociali

di Nicola Tito Marin

WALDORF ITALIA 2013

piccolo reportage

La pagina della cronaca...

GRUPPI GRUPPI GRUPPI

eventi e notizie dai gruppi di lavoro dei genitori

Tutta la natura sussurra i suoi segreti a noi attraverso i suoi suoni.

I suoni che erano precedentemente incomprensibili alla nostra anima,

ora si trasformano nella lingua espressiva della natura (in noi).

Rudolf Steiner

Responsabile: Nicola Tito Marin

Hanno collaborato a questo numero:

Nicola Tito Marin, Matteo Laudisa,

Tino Semeraro, Maestra Aurora (Francesco

e Mattia), Wanda Digiacomo, Marilena Iunco.

L’ottava classe: Chiara, Emma, Lorenzo, Francesco,

Silvia, Matteo, Angelo, Gianmarco,

Florenzo, Rosa Angelica, Gaia, Danilo, Simone.

Un grazie a tutti coloro che sostengono Koinè.

Progetto editoriale e impaginazione:

Matteo Laudisa .it

Disegno di copertina:

Chiara Melica - ottava classe

koine@scuolawaldorfmanduria.org

www.scuolawaldorfmanduria.org

affiliata alla Federazione Italiana

2

SOMMARIO

3 . DEDICATO ALL’OTTAVA CLASSE

di maestro Nicola

le esperienze dei ragazzi,

tra passato e futuro

8 . GALLERIA D’ARTE

a cura della ottava classe

e della maestra d’arte Anna Mezzolla

14 . ACHILLE e ETTORE

quinta classe

Quaderni della Fonte numero 2 - 2013

3

16. TRIARTICOLAZIONE SOCIALE

Tre impulsi principali - tre sfere sociali

di Nicola Tito Marin

18 . WALDORF ITALIA 2013

piccolo reportage - grande impegno

di Matteo Laudisa

20 . La pagina della cronaca

GRUPPI GRUPPI GRUPPI

dalle esperienze, eventi, conferenze...

dei gruppi di lavoro della scuola

23 . SPAZIO BIO

Naturale, biologico, biodinamico...

Alimentazione, ambiente, salute...

La terra rubata

Tratto dal mensile Terra Nuova -

Gennaio 2013,

editoriale di Mimmo Trincale

23. LA GIOSTRA DELLE OCCASIONI

annunci, occasioni, scambi...

23. dalla redazione

Copia riservata ai soci

DEDICATO ALL’OTTAVA CLASSE

di maestro Nicola

Eccoli là alti come pini, un pò impacciati, pieni

di interessi ma anche un pò scorbutici; schivi

verso il mondo e nello stesso tempo attratti.

È normale a 15 anni, adolescenza, tempo di

cambiamenti. Fino a ieri ragazzini, bambini e

oggi giovani di belle speranze. È una bella età,

come tutte del resto, piena di forze ma anche

di paure, di tensioni, di desideri, di inquietudini

inespresse e inesprimibili. Li ho visti crescere

dalla 1ˆ all’8ˆ (3ˆ media), dall’asilo direi, dove

andavo a conoscerli, fino ad oggi; e li “rivedo”

ancora tutti come se quel tempo fosse appena

ieri. Francesco Bisci robusto e focoso come

un torello, Angelo Toma alto come una torre e

mite come un vitello, Matteo Mingolla agile e

svelto più di tutti, atleta di corpo e di pensiero,

Gianmarco Fuggetti simpatico e accattivante

coi suoi capelli chiari e il sorriso sempre pronto,

Lorenzo Dattis il pensieroso, quello che si

poneva problemi difficili e riusciva sempre a

risolverli (all’epoca non c’era indovinello che

non risolvesse), Florenzo di Noi, il tranquillo,

che si perdeva a contemplare e raccogliere gli

animali più strani (una volta in gita raccolse e

giocò per più di mezz’ora con una bella biscia

d’acqua). Fino alla 5ˆ c’era poi con noi un altro

bambino, Francesco De Santis, il matematico

del gruppo, quello che trasformava ogni

cosa in calcolo o rapporto matematico; l’ho

rivisto qualche volta. Anche le ragazze le ricordo

bene, erano bambine molto simpatiche:

Emma Manni, la bionda, sempre positiva, forte

e tranquilla, amica di tutti, Rosa Angelica Brigante

dagli occhi vivi e lampeggianti ma anche

spesso morbidi e sereni, Gaia, la più sensibile

di tutte, Chiara Melica la più forte e sistematica

(venuta in 2ˆ classe) e infine Silvia Basile,

la più artista del gruppo (venuta in 5ˆ classe).

Nè va dimenticata Marta Pichierri che ora è

seguita dalla Maestra Anna Rossetti ma che

fino alla 5ˆ classe era con noi ed era importante

per tutti. Nel tempo si sono poi aggiunti (alle

medie) Danilo Matteo, il collerico lupo solitario

(che nel tempo si è però poi sciolto e collegato

agli altri) e Simone La Corte, l’inventore estroso

e simpatico che, come ogni inventore, che

spesso è distratto (assorto nelle sue invenzioni)

e che bisogna richiamare a se stesso.

Si, sono stati una bella classe; una classe varia

ma unita, anche con qualche litigio a volte

e a volte qualche occhio nero, una classe

che merita di essere accompagnata nel mondo

da nostri buoni pensieri, dai nostri sentimenti

più cari, dai nostri migliori auguri...

Tanti auguri ottava classe!


Son buona e fresca

e a dissetare servo

Arrivo dal monte in alto

e quando serve acquieto un po il caldo

Porto con me la vita

poi me ne vado via

Il gorgoglio delle acque in movimento mi dava

la sensazione di essere in un sogno, un sogno

in cui si è presenti, dove niente è confuso e

sfocato, incomprensibile o surreale.

Era la realtà, ma una realtà sognante.

Ascoltando si poteva udire ogni piccolo

movimento dell’acqua che mi dava una

sensazione che ricorda la tranquillità e

la protezione ma allo stesso tempo il

rinnovamento.

Chiara Melica

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Relazione

Il fiume è suddiviso in tre tratti: quello di montagna,

quello di valle e quello intermedio. Il fiume che abbiamo

visto noi si chiama Tavo d è lungo 1700 m circa.

i fiumi possono nascere da ghiacciai oppure da falde

acquifere che stanno sotto terra. Ma possono

nascere in moltissimi tipi di altitudini.

Noi volevamo sapere a che velocità andava l’acqua

del fiume Tavo e che temperatura aveva. La velocità

del fiume erta di 0,76 m/sec. La temperatura invece

era di 10°.

Il fiume può avere diversi tipi di letti: il letto di magra,

il letto di morbida e il letto di piena.

Nel tratto medio, la vegetazione è costituita da salici

e pioppi.

Silvia Basile

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numero 2 - 2013


Il fiume

Arrivando al fiume Tavo con l’accompagnamento

della maestra Cinzia abbiamo studiato le caratteristiche

del fiume e delle cose che lo circondano.

Arrivati, prima del fiume c’era uno spazio di pietre,

lisce e corrose, anche piccole, così piccole

da essere quasi sabbia, questo è il TERRAZZO

FLUVIALE. Avvicinandoci al fiume vedemmo che

scorreva velocemente.Per capire quale è la sponda

destra e sinistra bisogna mettersi con le spalle

alla montagna da cui il fiume scende. Per misurare

la velocità del fiume c’è bisogno di un metro,

nel nostro caso, di 20 m. e di un cronometro.

Aprendo il metro e stendendolo lungo la riva del

fiume, gettando un legno nel fiume e cronometrandone

la velocità che ci mette per fare 20 m.

e in fine dividendo il tempo per i metri, si ottiene

la velocità.

Sulla riva del fiume si trovano anche alberi che

resistevano all’acqua senza marcire, per mesi.

Sulle pietre della riva si trovano degli insetti che

vivono sotto i sassi e nella loro vita, per quanto

breve, l’unica cosa che fanno è riprodursi.

Emma Manni

Al fiume Tavo

Quando sto vicino a te mi sento rilassato,

grazie dei tuoi rumori.

L’acqua che scroscia tra le pietre,

il vento che tremare le foglie e le fa cadere.

Grazie a te!

Senza di te non ci sarebbe vita nel mondo

Angelo

FLUIDA, rinfrescante, vitale linea,

sacra lucentezza di casuale vita

e bei riflessi di anime nascoste

pur visibili nella torbida frescura

pur palpabile nel tuo ondispensabile essere.

Suono di onde, ritmo infinito, prezioso abbaglio

di vivente, fisica vita.

Veloce, pulsante sangue della terra

rapidità di una pendenza terrena

lentezza di una lunga valle,

fonte di vita, fonte di noi.

L’acqua è trasparente, rumorosa e silenziosa.

Porta con se oggetti e pensieri senza badare

a nulla imita il cielo sereno o triste.

Le sensazioni sono infinite, tutte di natura diversa.

Mentre sembra sprofondare nel fondo

coperto di sassi e ciottoli, c’è qualcosa che ti riporta

a galla sui pensieri e sulle riflessioni: l’acqua.

La visione del corso dell’acqua che gorgogliando

scorre stimola la tranquillità ed un desiderio

enorme di rimanere a guardare.

Il fiume cambia come cambiano le cose.

poesia anonima 8ˆ classe

Scuola Steineriana di Locarno

disegni di Emma Manni e Danilo Matteo


GALLERIA D’ARTE

a cura dell’ottava classe

e della maestra d’arte Anna Mezzolla


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14

Quaderni della Fonte numero 2 - 2013

ACHILLE

ETTORE

15

La forza

dell’orgoglio

offusca

il tuo

cuore

Achille.

Inamovibile

attendi

la fine

ma

tu

divinamente umano

resisterai

infine

non saprai

e

se pur

per ritrovato

amore fraterno

ai Troiani

nuovamente

guerra

muoverai.

Ettore

sopportar

dovesti

l’onta

non tua

e

il coraggio

centuplicare

nella notte dell’inganno.

Solo

onorasti

tuo padre

e la tua gente.

Ma

ora

l’eco

delle tue imprese

coralmente

si ascolta.

testi: maestra Aurora

disegni: Mattia e Francesco

5ˆ classe


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TRIARTICOLAZIONE SOCIALE

Tre impulsi principali - tre sfere sociali

di Nicola Tito Marin

Nell’operare sociale interagiscono tre sfere

umane che oggi vanno identificate, portate a

coscienza e distinte se si vuol dar loro modo di

agire in maniera feconda nell’insieme sociale

(di articolarsi armonicamente).

Le tre sfere sono: la sfera giuridica, la sfera culturale,

la sfera economica. Esse sono per natura

essenzialmente diverse tra loro e hanno alla

loro origine, nell’uomo, diversi tipi di impulsi.

La sfera giuridica nasce da impulsi di equità e

di giustizia, quella culturale nasce da impulsi e

da sforzi di conoscenza e auto coscienza, quella

economica nasce dallo scontro tra necessità

esteriori, oggettive dell’uomo e risposte interiori

dell’uomo stesso (o di più uomini) a esse.

Queste tre sfere, proprio perché di natura diversa,

possono vicendevolmente intralciarsi

tra loro oggi, possono invadere impropriamente

il campo l’una dell’altra.

Lo stato, lo stato giuridico odierno fa certamente

parte della sfera, del campo giuridico

nell’organismo sociale; si chiama proprio “Stato

di diritto di una nazione” ma poi si occupa,

e non marginalmente, di economia, vara

ad esempio manovre finanziarie, lancia o rilancia

l’economia, elabora piani di sviluppo,

regola i flussi monetari, agevola o contrasta

con norme giuridiche questa o quella azione

sociale...d’altronde si occupa pure di cultura,

di programmi scolastici nazionali, di finanziamenti

culturali (finanzia ad esempio i giornali,

le ricerche scientifiche che ritiene utili).

Ora però è da chiedersi: la sua natura d’origine,

il senso di equità e giustizia da cui nasce,

l’impulso giuridico a mettere ordine basta a

tutto? È sufficente a garantire il bene di una

nazione...la sua crescita? La sua coscienza?

Chissa!? Ed ecco che nel dubbio nascono tante

visioni diverse sul “come” gestire la cosa

pubblica, nascono tanti “partiti” che poi lottano

“democraticamente” tra loro per giungere

al potere e affermare il proprio punto di vista, la

16

Quaderni della Fonte numero 2 - 2013

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propria valutazione dei fatti, la propria visione

delle cose, le proprie priorità d’azione.

Notare che siamo comunque sempre nel campo

giuridico dove ognuno giustamente, equamente

e democraticamente ha il diritto-dovere

di dire la sua, dove tutti siamo uguali (e tali ci

sentiamo) per quanto riguarda diritti e doveri

(incluso quello di votare, di dare potere a chi

si preferisce). In effetti siamo nel diritto umano

ma il diritto di per sé è certo abile nell’ordinare

le cose tra loro non è detto però che lo sia

altrettanto nel “creare” qualcosa o nello scandagliare

in profondità con coscienza la verità

e la bontà intrinseca di qualcosa (nemmeno di

qualcuno).

Ma andiamo ora nella sfera economica.

In essa l’impulso umano principale che si manifesta

è il benessere, il voler stare bene. In tale

luce persino la necessità esteriori, gli ostacoli,

si possono vedere come un fattore positivo,

benefico in economia; un fattore adatto a far

sviluppare energie tali che risvegliano salute,

inventiva, capacità di impresa, gioia di vivere.

Il mettersi insieme, il fare impresa, l’accomunare

forze e competenze, il trovare capitali,

luoghi, mercati, l’intuire “ciò che occorre” è

agire di conseguenza è qualcosa di certamente

bello (come una sfida) che anima certi uomini

fino a renderli benefici nell’ambito sociale,

esperti nei bisogni umani. L’elemento “fraterno”

collaborativo è quanto di più bello e sano

ci si possa auspicare in economia.

Naturalmente c’è però anche qualcosa che

può dare molto filo da torcere in economia e

intralciare il suo vero sviluppo, c’è ad esempio

la mancanza di normative di legge da parte

dello Stato (stato giuridico) o anche talvolta

l’eccesso di norme, divieti leggi e regole.

La prima cosa può portare all’anarchia più

egoista, alla bassa competizione; l’altra ad un

pericoloso soffocamento di iniziativa (che dà

poi aggio alla corruzione). La stessa cultura

può dare del resto parecchio fastidio all’eco-

nomia. La cultura astratta morta, fatta solo di

numeri, calcoli, proiezioni virtuali, indici e grafici,

medie e tendenze. La cultura dove l’uomo

è estromesso come persona e visto solo

in funzione di un sistema, magari di un sistema

tecnologicamente avanzato cui confrontarsi è

una iattura… e lo è perché rende tutto relativo

in economia, rende l’uomo un fantasma, un

essere irreale riguardo alla sola vincente logica

del guadagno del profitto del rendimento. Diffonde

insicurezza, paura e disprezzo invece di

umanità e coraggio. In questa chiave andrebbero

secondo me lette le ultime crisi finanziarie

mondiali.

Ma veniamo ora alla cultura, all’elemento culturale.

La sfera culturale e quella che abbraccia

gli impulsi più profondi dell’uomo, i motivi

esistenziali, i segreti motori della vita.

Da grandi profondità (profondità che l’uomo a

volte esita persino a scandagliare) sorgono impulsi,

a volte anche ispirati dall’alto, impulsi di

conoscenza, di auto-conoscenza.

L’uomo è di fondo un essere curioso indagatore,

incontentabile in quanto campo.

Può accettare compromessi a un certo punto.

Ma non per molto. Conoscere la verità, darsi

ragioni, collegare le cose, intuire leggi, darsi

disciplina per crescere, cercare il tutto nelle

parti e in tutto le parti e un’attività propriamente

umana. Concertare il sapere è cosa sommamente

importante, essenziale per l’uomo, per

l’uomo interiore.

Fatto di natura effimera l’uomo a ben vedere cerca

sempre tuttavia le leggi della natura stessa,

le leggi superiori, eterne, iscritte in se stesso.

Non si accontenta di subire la natura (segno

questo che una scintilla del Dio creatore in lui

deve pur esistere). In questo campo ciò che

l’uomo sommamente vuole è la libertà l’essere

libero, e egli deve poter essere libero per poter

attuare il proprio percorso individuale, per

poter sviluppare le proprie individuali qualità;

libero da schemi o metri prestabiliti; libero perché

dentro di sé, e in fondo a se, sente di essere

già libero.

Lo stato giuridico. L’economia possono certo

aiutarlo in questo percorso ma anche impedirglielo

(se per esempio sono incoscienti di sè

della propria natura) egli allora ha pur bisogno di

una zona unica, vera, libera al mondo dove poter

presto respirare appieno pensieri originari.

Questa zona è la “cultura”, la sfera culturale, la

zona sacra dove ci si prepara, dove l’uomo va

a scuola e incontra i creatori precedenti, quelli

che hanno cercato la conoscenza prima di lui.

Questa zona non può essere preconfezionata,

prescritta da fuori, scaturire da impulsi di giustizia,

da voti di maggioranza, da logiche economiche

sia pur di benessere generale, deve

reggersi su sè, tramite organismi appositi, indipendenti

da stato, chiese, forze politiche o

economiche.

Solo così potranno sorgere in futuro uomini liberi

capaci di immaginare e quindi creare il futuro.

Per concludere, se ben si guarda, si vede

oggi come si sia ormai proprio una necessità

che queste tre sfere, sorte da impulsi originari

dell’uomo, siano sempre più distinte, differenziate,

che diano anzi luogo ha organismi

autonomi e rispettosi ognuno delle reciproca

specificità dell’altro e questo per trovare ormai

una via cosciente, reale alla collaborazione sociale.


nuovo nuovo

Anche quest’anno si è tenuto il Waldorf Italia a Rimini...questa

volta siamo andati anche noi.

Tutto si è tenuto fra l’Hotel Polo e l’Holiday Inn di

Rimini 12-14 aprile. Tre giorni meravigliosi con anche

temperatura e tempo eccelsi...

Oltre alla Federazione al completo erano presenti

tante scuole, insegnanti, amministratori e genitori

venuti da tutta Italia (soprattutto centro nord)... più

di 160 iscritti; 16 realtà socie e 14 non associate;

numeri inaspettati dalla Fererazione stessa.

Claudia Gasperini - Presidente.

Sabino Pavone - Vicepresidente

e rappresentante degli insegnanti del 3° settennio.

Loredana Frisinghelli - Tesoriere

Margarida Tavares - Consigliere

Cristina Laffi - rappresentante degli insegnanti

del 2° settennio

Silvana Minari - rappresentante degli insegnanti

del 1° settennio

Ciro Sannino - Consigliere

Prima di cominciare i lavori il simpatico e preparatissimo

Sabino Pavone ci invita a fare qualche

esercizio musicale...giusto per “accordarci”.

Alla presentazione delle scuole presenti l’emozione

18

Quaderni della Fonte numero 2 - 2013

19

è arrivata subito con un applauso al sud...lontano

ma presente. Poi tante facce nuove ma anche tante

persone già incontrate in altre occasioni....scopo

comune lavorare per un futuro migliore delle scuole

Waldorf.

La Federazione sopra a tutti accompagna i genitori

per lavorare insieme con fratellanza e coordinando

le forze di tutte le realtà.

La cosa che viene fuori subito è che siamo tutti di

fronte agli stessi problemi e le soluzioni sono nel

lavoro di gruppi.

Occorre una profonda convinzione in quello che

facciamo e amore per gli uomini...così abbiamo

un grande futuro davanti.

Sabato mattina si entra nel vivo del convegno, dopo

una lauta colazione ci immergiamo nel tema del

Waldorf di quest’anno: la triarticolazione sociale.

Poi, una alla volta, vengono presentate le realtà

con le esperienze e le soluzioni trovate per uscire

dai problemi di gestione sociale ed economica; cominciano

Milano a Conegliano.

Nel pomeriggio ci incontriamo con l’Avvocato Marco

Masi per parlare di legalità delle scuole Waldorf;

da quelle paritarie alle associazioni come la nostra.

Il lavoro è lungo ma si vedono diverse soluzioni

che ci mettono tranquilli per il nostro futuro e per

la legalità delle nostre scuole. Questa persona è

a disposizione (tramite la Federazione) di tutte le

scuole che avessero domande e/o richieste per soluzioni

“legali”.

Dopo la pausa - meritata - si riprende con l’esposizione

delle varie realtà. Direi interessantissimo come

le scuole si sono trovate a risolvere le varie problematiche

con grande coraggio e creatività.

Gli atti del Waldorf Italia saranno presto a disposizione

di tutti e li pubblicheremo nei prossimi numeri di Koinè.

Nella serata di sabato è stato presentato uno spettacolo

di burattini “La volpe e il galletto Crestadoro”,

favola russa a cura del Teatrino Dognifiaba di

Vicenza...veramente divertente...i bambini si sono

sganasciati dalle risate.

Certo c’erano anche molti bambini (oltre a Tommaso

e Mattia) che grazie alle bellissime giornate si

sono molto divertiti fra spiaggia e ristorante...ottimi

piatti e gustosi dolci.

Domenica abbiamo passato la mattinata parlando

e confrontandoci sulla fratellanza.

Lasciandoci, dopo l’ultimo pranzo, con una grande

voglia di lavorare tutti insieme con progetti e soluzioni

comuni.


nuovo nuovo

La pagina della cronaca... GRUPPI GRUPPI GRUPPI

dalle esperienze, eventi, conferenze...dei gruppi di lavoro della scuola

Pensieri del ”gruppo bazar”

L’idea del bazar nelle scuole Waldorf nasce con lo

scopo di consentire, a più persone esterne, di accostarsi

alla pedagogia steineriana. La socialità della

scuola è vissuta con pienezza in questa iniziativa

che è occasione d’incontro fra i genitori e la vita nelle

nostre scuole.

“Dita agili producono agilità di pensiero”; questo lo

spirito di partecipazione e di dedizione che muove

maestri e genitori a partecipare attivamente attraverso

la preparazione e la vendita di manufatti che

caratterizzano la nostra pedagogia e contribuiscono

al sostegno della scuola.

Attraverso il bazar, la scuola festeggia il ritmo delle

stagioni, in particolare due momenti dell’anno; Natale

e Pasqua, la nascita e la resurrezione, l’avvento e

la primavera. In queste occasioni sono proposti, oltre

alla vendita di “preziosi” manufatti realizzati con

materiali naturali, laboratori artistici, momenti musicali,

vendita di libri per bambini e adulti e tanto altro.

Anche nella nostra scuola la celebrazione di un momento

importante, nei vari periodi dell’anno, è fondamentale

sia per le singole famiglie sia per l’intera

comunità sociale; ritualizza il passaggio di stagione,

onora ricorrenze, scandisce il tempo, riunisce la

scuola e i suoi soci intorno ad un evento.

In occasione della prossima festa di primavera che

si terrà presso la nostra scuola domenica 21 aprile, il

bazar parteciperà con le sue piccole creazioni come

espressione di bellezza, creatività, voglia di partecipare

e di mettere a disposizione il proprio lavoro per

gli altri, il condividere tempo per “FARE INSIEME”.

Grazie.

Wanda Digiacomo

Gruppo eventi

Quest’anno all’interno delle nostra scuola si sono

formanti dei gruppi di iniziativa sociale e consolidati

quelli già esistenti. Il “gruppo eventi e feste”, dopo

qualche tempo di silenzio, è ritornato a far sentire

20

Quaderni della Fonte numero 2 - 2013

21

la sua voce, proponendo di risvegliare l’entusiasmo

nei cuori dei soci e di chi vuole avvicinarsi alla cultura

che propone la nostra pedagogia. Quello di accendere

gli animi non è cosa facile e non si possono

vedere risultati se il lavoro è svolto da pochi. Io

per prima, in quanto referente del gruppo, mi rendo

conto che non è semplice coordinare tante cose e

che solo attraverso l’unione (che fa la forza) e soprattutto

un chiaro ideale comune, si possono raggiungere

grandi traguardi. Bisogna evidenziare che

molti animi fervono di buoni propositi e in tanti hanno

belle e valide proposte che saranno considerate

e sviluppate in futuro. Occorre, quindi, convogliare

le forze. Credo, inoltre, che proprio il momento della

socialità ci può aiutare a consolidare i nostri pensieri

in un progetto comune. E in queste occasioni

che ci si “incontra” in ogni senso; in questi momenti

di gioia e di leggerezza possiamo unire gli animi:

l’entusiasmo, l’euforia dei preparativi di qualunque

evento che si possa pensare di realizzare, veramente

accende “un fuoco interiore”, come lo ha definito

il Dott. Sabino Pavone invitato dall’amministrazione

a tenere due conferenze che esponevano la pedagogia

Waldorf, tenutesi una a Sava presso la Sala

conferenze - Servizi Sociali il 05 aprile 2013 e una

a Francavilla Fontana presso il Palazzo degli Imperiali,

sede comunale il 06 aprile 2013, coordinate dai

gruppi eventi, bazar e culturale. In questa ottica il

gruppo eventi intende continuare a muoversi e su

queste basi ha collaborato con il gruppo bazar per

la realizzazione della festa “gran Bazar di Natale tenutasi

nei locali della associazione il 16 dicembre

2012. Il gruppo bazar si è occupato del banchetto,

mentre il gruppo eventi ha curato più un abbraccio

sociale in preparazione del Natale rallegrando la serata

con una pettolata tenutasi all’aperto nel giardino

delle scuola.

Un altro elemento di grande entusiasmo lo abbiamo

vissuto con l’evento fiera. Anche in questa occasione

gruppo bazar e gruppo eventi si sono uniti per

una migliore realizzazione di questo evento. Il prossimo

obiettivo è realizzare la festa di primavera, che

si terrà a scuola il 21 aprile 2013.

Si è pensato di trascorrere una domenica insieme

con un open day della scuola, rallegrati da momenti

conviviali con pranzo insieme all’aperto, momenti di

giochi, laboratori, spettacoli e musica offerti dai nostri

amici di Urupia. È in fase di progettazione anche

un altro evento importante per la nostra associazione:

il ventennale della scuola. Si sta pensando ad

un pomeriggio musicale che vedrà come invitati tutti

coloro che hanno fatto parte della storia della nostra

scuola. L’appuntamento e previsto per sabato 25

maggio 2013. Con l’auspicio di una calda e numerosa

partecipazione il gruppo eventi coglie l’occasione

per estendere un abbraccio e un saluto a tutti

Marilena Iunco

Fiera Pessima 2013

Come consuetudine da 273 anni a questa parte si è

tenuta, anche quest’anno, la tradizionale Fiera Pessima

di Manduria, una fiera campionaria che si tiene

ogni anno in occasione dei festeggiamenti patronali

dedicati a San Gregorio Magno. A questo evento

sono invitati a partecipare espositori provenienti da

tutta l’italia centro-meridionale. Quest’anno anche la

nostra scuola “LA FONTE” di Manduria, come associazione

“Giardino degli Ulivi”, ha avuto l’opportunita’

di avere un suo spazio. Un gruppo di genitori della

scuola, coordinati dalla responsabile del “gruppo

bazar” Wanda Digiacomo, ha collaborato affinché

tutto avvenisse per il meglio.

Nello stand della nostra scuola, con l’aiuto dell’instancabile

maestra Anna Milizia, è stato allestito un

piccolo mondo Waldorf che riproduceva la realta

che i nostri piccoli vivono ogni giorno.

C’era da un lato l’angolo dei piccoli con banchetti

e sedioline a misura di “nanetti”, i tipici giochi steineriani

dell’asilo in lana e legno, le bamboline fatte

a mano e altri giochi. Dall’altro lato c’era la “clas-

se” per i più grandi con la lavagna a muro, che raffigurava

un immagine della primavera, il banco ed

il leggio del maestro, i porta flauti in lana realizzati

ai ferri dai nostri bambini e, ancora, l’angolo del

“REGNO” arredato a festa che accoglieva “ la FATA

PRIMAVERA”. Dall’altro versante era stato allestito

il “banchetto del bazar” su cui erano disposti i lavori

realizzati dal gruppo medesimo: le fatine della

primavera in lana cardata, le ghirlande, i quadretti in

lana cardata su iuta, gli animaletti in feltro, campanelle

e fiori pasquali, sfiziose borsette ai ferri e uncinetto,

spille, portachiavi e tanti altri piccoli lavoretti

realizzati sempre a mano.

Affiancato al banchetto delle nostra scuola c’era

quello del “Girotondo” dei nostri amici di Collemeto,

piccolo asilo Steineriano sostenuto dalla nostra associazione,

che ha esposto le sue creazioni in lana


nuovo nuovo

cardata (gnometti, animaletti, fatine, ecc...). Uno

spazio era stato dedicato anche alla cultura con

esposizione di libri di antroposofia, fiabe e materiale

didattico come cerette e coloretti in materiale naturale,

e la nostra rivista Koinè.

Il nostro obbiettivo era quello di fare pubblicità informativa,

di toccare nell’intimo i visitatori e per questo

sono stati organizzatati un laboratorio di lana cardata

e un laboratorio di maglia a dito aperti a tutti.

Alcune classi hanno trascorso qualche ora in fiera riproponendo

momenti di vita scolastica: hanno svolto

i loro lavoretti manuali a uncinetto, ai ferri, cucito e

macramè. C’è stato anche un momento particolare:

una lezione di musica coordinata dalla maestra Marianna

Calò, che ha guidato i ragazzi in un coro di

flauti a più voci .

Possiamo comunque essere soddisfatti del resoconto,

delle impressioni suscitate nei visitatori.

La gente che entrava nel nostro spazio diceva che

fuori c’era tanta confusione che li stordiva e sembrava

loro strana la tranquillità che, nonostante tutto, si

respirava nel nostro stand ritenuto anche il più colorato.

Al di là delle critiche e dei consensi, per tutti

noi che abbiamo collaborato affinchè questo evento

si preparasse in brevissimo tempo, è stata un esperienza

veramente edificante, perchè abbiamo impiegato

forze che non sapevamo neanche di avere.

Ci siamo sentiti molto uniti, abbiamo avuto modo di

rafforzare i nostri legami tra soci, si sono rafforzate

22

Quaderni della Fonte numero 2 - 2013

23

amicizie, e soprattutto sappiamo di aver lanciato un

messaggio nuovo a molte persone che non conoscevano

prima l’esistenza nè della nostra scuola nè

dell’antroposofia, aprendo a loro una nuova finestra

verso il mondo.

Un caro saluto ai lettori, spero che il futuro porti

profondi cambiamenti scolastici e sociali a tutti noi.

Non sentiamoci soli! Siamo sorretti da un mondo

spirituale! Uniamo le forze per un meraviglioso progetto

comune.

Si ringraziano quanti hanno collaborato alla realizzazione

di questo evento.

SPAZIO BIO

Naturale, biologico, biodinamico...

Alimentazione, ambiente, salute...

La terra rubata

Tratto dal mensile Terra Nuova - Gennaio 2013,

editoriale di Mimmo Trincale

Secondo il «Rapporto generale sulle acque: obiettivo

2020» di Federutility, i danni causati dal dissesto

idrogeologico tra il 1962 e il 2011 ammontano a

69,5 miliardi di euro. A questa cifra vanno poi aggiunti

i costi sostenuti per affrontare le emergenze,

pari a 1,4 miliardi l’anno. Ma non è finita qui:

per mettere in sicurezza la penisola, il Ministero

dell’ambiente stima una spesa di circa 40 miliardi.

Sommando le tre voci di spesa si arriva a una cifra

da capogiro, superiore alle ultime tre finanziarie

messe insieme. Un costo insostenibile non solo per

le casse dello Stato, ma soprattutto per la perdita

di vite umane e la distruzione del patrimonio artistico

e di posti di lavoro. Di chi è la responsabilità di

questo disastro annunciato, che ogni anno si ripropone

in regioni diverse, ma con identiche modalità?

Gli imputati acclarati di questo delitto reiterato

che condanna oltre il 10% del territorio italiano a

vivere costantemente sotto l’incubo di alluvioni,

frane e valanghe si conoscono per nome: si chia-

LA GIOSTRA DELLE OCCASIONI

DOVE TUTTI POTRETE INSERIRE CERCO, VENDO,

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E QUANT’ALTRO VOGLIATE...

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mano cementificazione, urbanizzazione selvaggia,

abusivismo e così via. Ma la cura di questi mali non

sarà mai sufficiente se non si prende a cuore il più

efficace e capillare tutore del territorio: l’agricoltore,

vero custode del paesaggio e della biodiversità.

Esiste un legame diretto e provato tra abbandono

delle campagne e dissesto idrogeologico. Cemento

e asfalto hanno fatto diminuire in soli 10 anni la

superficie agricola nazionale dell’8% (vedi articolo

di Gabriele Bindi a pag. 10). Nel periodo che va dal

1990 al 2005, sono stati cementificati 3 milioni di

ettari; solo negli ultimi dieci anni sono scomparse

ben 700 mila piccole aziende agricole (13.335 nel

primo trimestre 2012), mentre sono aumentate del

23% le imprese con oltre 100 ettari.

Non si tratta di difendere il piccolo contro il grande,

ma piuttosto l’agricoltura di qualità e rispettosa

dell’ambiente (che in genere è legata a superfici ridotte),

dalle grandi produzioni agroindustriali (che

insistono su grandi superfici). Ecco perché la difesa

del territorio non può che andare a braccetto con

il sostegno a chi la terra la vive e la coltiva, soprattutto

nei territori più difficili e marginali. La più efficace

prevenzione contro il dissesto del territorio è

riportare i giovani in campagna e premiare chi coltiva

la terra. Anche perché, come recita un vecchio

adagio dei nativi americani: «Noi non ereditiamo la

terra dai nostri avi, la prendiamo in prestito dai nostri

figli. Nostro è il dovere di restituirgliela».

dalla redazione

Qualcuno ci ha giustamente suggerito di inserire

le considerazini della redazione...certo il lavoro di

assemblaggio di una rivista è lungo e complesso; e

soprattutto non è facile farla diventare bella e interessante;

non solo nell’aspetto estetico ma fondamentalmente

nei contenuti che vorrebbero unire le

idee e gli sforzi di tutti.

Questo dipende da tutti noi...e voi.

È per questo che l’organo ufficiale dell’associazione

e della scuola sopravvive grazie all’impegno di

tutti. La rivista diviene così uno strumento di scambio

di opinioni, problematiche, feste, eventi; un

modo per raccontare e condividere la vita dell’associazione,

della scuola e del mondo Waldorf.

La redazione riceve volentieri materiale che sia inerente

agli scopi sociali e alle attività dell’associazione

per visionarlo e valutarne la pubblicazione.

Grazie.


Cos’è la Dentosofia? “Una terapia caratterizzata da un

approccio umanistico all’arte dentistica, basata su tecniche funzionali

conosciute, che pone in evidenza il legame tra l’equilibrio della bocca,

l’equilibrio dell’essere umano e, più estesamente, quello del mondo intero”.

Il principale strumento terapeutico utilizzato

dalla Dentosofia è un apparecchio,

chiamato Attivatore plurifunzionale, prodotto

originariamente in caucciù, attualmente

anche in silicone. Il primo “attivatore”

fu presentato nel 1953 dal professor

André Besombes, dell’università di Parigi,

e dal professor René Soulet dell’Università

di Clermont Ferrand. La Dentosofia riconosce

che le malocclusioni sono causate

da un’alterazione delle funzioni biologiche

vitali: suzione o masticazione(nello

stadio maturo);deglutizione; fonazione;

respirazione(che deve essere nasale) e non

attraverso la bocca. Esiste inoltre un legame

tra disturbi di queste funzioni biologiche vitali

e la comparsa di svariate patologie.

In più di vent’anni di esperienza, Michel

Montaud e Rodrigue Mathieu hanno osservato

una relazione sistematica tra una bocca

disequilibrata e diverse condizioni patologiche

quali:

• mal di testa

• mal di schiena

• dislessia

• difficoltà di concentrazione

• ipercinesia nei bambini

• disturbi del sonno

• stress, depressione

• problemi della sfera otorinolaringoiatrica

• problematiche allergiche

• disturbi dell’equilibrio

• dolori articolari

Luigi Emilio Ricci

Dr. In Medicina e Chirurgia - Dr. In Odontoiatria e Protesi Dentaria

Omeopatia e Medicina Funzionale - Dentosofia

Ceglie Messapica (BR) - Via Porta di Giuso, 12

Manduria (TA) - Via G. Pacelli, 3

Lecce - Via E. Sozzo, 4 angolo Viale Rossini Sup. Lecce-Maglie

(Presso Centro Clinico Avanzato Occlusione e Postura)

Per appuntamento: 337 327535

La Dentosofia si propone quindi di intervenire

sulle mal occlusioni riequilibrando le

Funzioni neuro-vegetative E questo riequilibrio,

a sua volta va ad agire sulle patologie

sistemiche che lo accompagnano, da un

punto di vista neurofisiologico tutte queste

funzioni vitali sono interdipendenti e collegate

tra loro. Quindi lavorare su una di esse

permette di lavorare sul loro insieme

Agire sulla loro correzione simultaneamente

porta a un potenziamento dei risultati. L’attivatore

plurifunzionale agisce proprio in

questo senso:

• impedisce la respirazione orale e rieduca

la respirazione nasale

• guida la lingua a posizionarsi in maniera

corretta per una deglutizione non disfunzionale

• agisce sulla masticazione attraverso le microstimolazioni

impartite ai danti

• corregge o impedisce una posizione scorretta

della mandibola

• favorisce la pressione concentrica delle

labbra e delle guance su entrambe le arcate,

impedendo che avvenga su una sola di esse.

La possibilità di rieducare le funzioni neuro-vegetative

si fonda sulla neuroplasticità,

cioè sulla capacità del sistema nervoso di

stabilire nuove connessioni tra neuroni.

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