Piano d'Azione per l'Energia Sostenibile

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Piano d'Azione per l'Energia Sostenibile

Piano d’Azione per

l’Energia Sostenibile


Documento approvato con Delibera del Consiglio Comunale N° 4 del 14/02/2013

Il documento è stato predisposto con il contributo del Centro Universitario per la Previsione e

Prevenzione Grandi Rischi (C.U.G.RI.) e dell’Università di Salerno.

Alla predisposizione del documento hanno contribuito i membri dell’Ufficio del Patto dei

Sindaci del Comune di Rofrano.

Coordinatore scientifico:

prof. Lucio Ippolito – Università di Salerno

Dipartimento di Ingegneria Industriale (DIIn)

Via Ponte don Melillo, 1

84084 Fisciano (SA)

ippolito@unisa.it

Collaboratori: L. Volpe, E. Spinelli, A. Terrano, G. Terrano

pagina 2 di 85 PAES – Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile del Comune di Rofrano


Letttera

deel

Sindac co

Non ho difficoltà

a rico onoscere neell’adesione

e al Patto dei

Sindaci uuna

delle in niziative piùù

ambiziose e lungimiranti

intrapreese

dalla mia

Amminist trazione.

Dopo l'adoozione

del Pacchetto P eeuropeo

su clima ed energia

nel 2008, la Co ommissionee

europeaa

ha lanciatto

il Patto dei Sindaci per avallare

e sosten nere gli sforrzi

compiut ti dagli entii

locali nell'attuazione

delle po olitiche perr

la sostenibilità

ambie entale. Si ttratta

della cosiddettaa

strategia

20‐20‐200,

diretta, entro e il 20220,

al raggiu ungimento dei seguennti

obiettivi i: riduzionee

delle emmissioni

di CO2 del 20 0% rispettoo

ai livelli del

1990; au umento dell’efficienza

energeticaa

pari al 220%

del connsumo

tota ale di energgia

primaria;

incremento

della perrcentuale

complessiva c a

delle ennergie

rinnovabili,

portandola

a circa il 20%

del cons sumo totalee

dell’UE. L'Italia si é

vincolatta

a produrrre,

entro lo stesso termmine,

il 17% % della propria

energia da fonti rinnovabili.

In quessto

senso, il

rispetto del d Patto deei

Sindaci rappresenta r a per un ennte

locale la massimaa

espressione

di imppegno

per mitigazione m del mutam mento clima atico e, dal momento che c città e

comuni consumanno

i tre quarti q dell'eenergia

pro odotta nell'UE

(con produzione e di quotaa

equivaleente

di CO2),

in capo ad essi si rintraccia prioritariam p mente la ressponsabilità

à sociale dii

indurre il cambiammento

dei co omportameenti

dei citta adini e affro ontare le quuestioni

leg gate a climaa

ed energia

in manniera

esaus stiva, conciiliando

in particolare p gli interesssi

pubblici e privati e

l'integraazione

dellee

questioni riguardanti l'energia so ostenibile in n obiettivi ccomplessivi

di sviluppoo

locale.

In un tterritorio

coome

il nostro,

che haa

sposato l’ardua ma a avveduta strategia di sviluppoo

collegatta

alla tuteela

e valorizzazione

ambientale e, pianificare

l’uso raazionale

de elle risorsee

energettiche

e proomuovere

l’uso di foonti

rinnovabili

nel comune

equuivale

a delineare

laa

prospetttiva

di vitaa

più realist tica e proaattiva

sopra attutto per i giovani. Le partite importanti, ,

quelle ddella

vita apppunto,

si preparano p mminuziosam

mente, curan ndo con scrrupolo

ogni dettaglio e

puntanddo

a far giocare

bene e tutti i gioocatori,

affi inché il lav voro di squadra

sia ris solutivo. Inn

questo senso, il ppiano

segue ente, redattto

con l'au utorevole cura c scientiifica

dell'Un niversità dii

Salerno,

rappresennta

la migliore

tabella di allenam mento e tattica

di cui la nostra Comunità C sii

potessee

dotare. Il Comune, parte

pubbliica,

non è che c l'allenat tore di una squadra rivelatasi

giàà

vincentee,

in grado di contare su campiooni

–i cittad dini Rofrane esi‐ capaci ddi

mettere nella civicaa

bachecaa

dei trofeei

ben 8 scudetti CComune

Ric ciclone, targati

Legammbiente

e Ministeroo

dell’Ambiente.

Se qualcuno non n se ne ffosse

accort to, la partit ta della vitaa

è già iniziata

da unn

pezzo e di certo nnon

terminerà

nel 20220,

quando o, al contrario,

entrerrà

nella fas se decisiva. .

Allora nnon

potremmo

assoluta amente ritrrovarci

in irrimediabil i e svantagggio.

Giocano

i giovanii

attuali e continueeranno

loro

figli, comme

lavorat tori, imprenditori,

prrofessionisti

i, studenti, ,

cittadini,

associati e non, padri

e madri ddi

famiglia, gli stessi ch he decideranno

di onorare

fino inn

fondo laa

maglia della

loro blas sonata e ammatissima

sq quadra, Rofrano.

Ci siamo

impegnatti

a realizza are una riduzione

dell le emissioni

di CO2 paari

al 30,55 5%, entro ill

2020. SSi

tratta ddi

una soglia

superioore

allo sta andard fiss sato per i Comuni, una sogliaa

auspicabilmente

mminima.

E’ stato coraaggioso

intr raprendere una stradda

di camb biamento e

sviluppoo,

faticosa ma dagli esiti certi. La realizz zazione del l Piano di Azione pe er l’energiaa

sostenibbile

rappressenta

un wo ork in progrress

che si nutre n non so olo di annunci

e formu ulazioni, maa

PAES – Piano d’Azione

per l’Energia

Sosttenibile

del Comune di Rofrano pagina

3 di 855


soprattutto di visioni e iniziative nette e concrete. La nostra Rofrano 2020 è open minded,

coesa, alleata della natura per invertire la dinamica di spopolamento. E’ una Rofrano pulita,

ancora più accogliente e proiettata in un mondo globalizzato. Capace di scambiare con il

Mondo, di sedurre all'insegna del bioturismo e dell'ospitalità contrassegnata dalla ancestrale

xenìa. Capace di stabilire flussi continui con i suoi numerosi figli nel mondo, facendo

dell'identità una risorsa ad ogni latitudine. Una Comunità moderna e genuina che attinge frutti

prelibati dalla terra e tecnologie dalla biodiversità, rispettandone e persino imitandone i

processi risolutivi, accogliendo suggerimenti e sincronizzandosi con i ritmi naturali, per creare

sviluppo e lavoro.

Una simile visione non si limita a tutelare la biodiversità, ma si sforza di comprenderne il

potenziale e le opportunità, passando da un atteggiamento economico ed ecologico dissipativo

ad uno consapevole e, a mo’ di approdo, persino proattivo. In questa nuova disposizione

morale e mentale si individua la rivoluzione necessaria a cambiare i modelli economici attuali

che troppo spesso svuotano, logorano e frustano le economie locali, fino a renderle asfittiche.

Lo spopolamento è fenomeno demografico, culturale, sociale, economico, umano. E’

esattamente spegnere le Comunità, estinguendone irreversibilmente la resilienza.

Il nuovo modello di sviluppo, cui il Piano di Azione per l’energia sostenibile dà impulso,

certamente implica un drastico limite alla dissipazione delle risorse, per basarsi sui sistemi

integrati, sul concetto di cascading, di produzione basata sulle materie prime disponibili

localmente, sulla ricerca di soluzioni che mimino la natura integrando maggiormente fisica,

chimica e biologia, trasformando gli scarti in risorse e i prodotti percepiti come inquinanti in

nuove materie prime, convertendo problemi locali in opportunità.

La lotta al cambiamento climatico si connota così di numerose implicazioni. In particolare si

dimostra propedeutica a promuovere un rilancio economico in chiave ambientale, fondato su

modelli di sviluppo adeguati alle caratteristiche locali specifiche, coinvolgendo ed investendo il

e sul territorio.

La sfida imminente dunque, a tutti i livelli, consiste nella ricerca di modelli di sviluppo in grado

di conservare le risorse del pianeta preservando e aumentando la qualità della vita dei suoi

abitanti. Si tratta di favorire la transizione da un’economia di prodotto ad una di sistema,

segnata dalla affermazione della sostenibilità economica e ambientale che deve coinvolgere

l’intera società, a partire dalla valorizzazione dell’ambiente e dalla attitudine collaborativa tra i

diversi interlocutori in gioco.

Prima del fischio di inizio, tento di smentire, almeno parzialmente, un luogo comune

attualmente diffuso nell'opinione pubblica locale: si tratta del giudizio disastroso sul Parco

Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, ente preposto alla tutela e valorizzazione

dell'ambiente del nostro territorio. Il Parco è lo strumento di una strategia azzeccata ma mutila

delle gambe: consapevolezza e partecipazione civile. Senza attivare politiche di istruzione e

cittadinanza attiva adeguate, non funzionerà mai. Insomma, in assenza di effettive e robuste

sinergie con le scuole e cittadini cilentani‐dianesi‐alburnesi, sarà costante il disappunto nei

confronti del Parco. La speranza è tuttavia sempre ultima a morire. Anche in assenza di un

robusto retroterra di coinvolgimento civico, nel 2010 si è giunti al risultato di elaborare e

candidare un progetto condiviso da 70 comuni, con capofila rappresentato proprio dall'Ente

Parco, diretto a realizzare l’autosufficienza energetica del territorio coinvolto. Il progetto giace

pagina 4 di 85 PAES – Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile del Comune di Rofrano


attualmente nei tristi e grigi meandri della burocrazia regionale, dopo una lusinghiera

valutazione da parte del Nucleo regionale di valutazione e verifica degli investimenti pubblici,

con tanto di assegnazione del punteggio più alto. Questa volta non rilevano le manfrine legate

alla mancata assegnazione ed erogazione del collegato finanziamento. I comuni del Parco,

infatti, superando l'atteggiamento poco costruttivo della Regione Campania, hanno pensato

bene di avviare ugualmente la capillare e puntuale pianificazione della produzione di energia da

fonti rinnovabili, nonché delle azioni necessarie ad abbattere le emissioni di anidride carbonica

nell’Area Parco, secondo la logica dettata dal Patto dei Sindaci. Si tratta di uno scenario da cui

traggo suggestioni, aspettative e anche ricordi forieri di speranza. Spero che questa autentica

good news possa avere il profumo della vittoria e del riscatto. Buona lettura e soprattutto buon

lavoro!

Il Sindaco

‐Toni Viterale‐

Mi corre l’obbligo di ringraziare coloro che hanno lavorato alacremente e con passione alla elaborazione del Piano

d’azione per l’energia sostenibile di Rofrano e in particolare i professori dell’Università degli Studi di Salerno: Lucio

Ippolito, Giuseppe Benevento e Paolo Villani, coadiuvati dalle loro strutture di collaborazione.

Ringrazio vivamente il Vicesindaco, gli Assessori e i Consiglieri per aver incoraggiato, stimolato e sostenuto questo

lavoro fondamentale per il presente e futuro di Rofrano. Infine, non posso dimenticare i preziosissimi apporti del

dott. Marco D’Auria, dell’ing. Fabio D’Antuono, dell’ing.. Ferraro e del dott. Cetrola. Il mio pensiero si rivolge

inevitabilmente alla persona che mi ha indirizzato verso questa direzione: dall’Alto, vorrei che vedessi realizzata

l’opera che i tuoi propositi tenaci hanno potuto attivare. Tutto questo per i cittadini di Rofrano, a mo’ di gratitudine

per la fiducia concessami e nella speranza che possa innescare reali dinamiche di progresso ed incrementare la

qualità della vita di questo splendido lembo di Cilento Antico e dei suoi abitanti.

PAES – Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile del Comune di Rofrano pagina 5 di 85


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pagina 6 di 85 PAES – Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile del Comune di Rofrano


Indiice

1. Sinteesi

(Executivve

Summar ry) ............. .................. .................. .................. ................. ............... 9

2. Anammnesi

del teerritorio

co omunale ..... .................. .................. .................. ................. ............. 111

2.1. Inquadrammento

territ toriale ........ ................... ................... ................... .................. .............. 111

2.1.1. Clima

e dati geografici

.... ................... ................... ................... .................. .............. 11

2.1.2. Inffrastrutture..................

................... ................... ................... .................. .............. 12

2.2. Popolazione

.............. .................. ................... ................... ................... .................. .............. 122

2.3. Parco edilizio

............ .................. ................... ................... ................... .................. .............. 133

2.4. Sistema ecconomico

e produttivoo

................. ................... ................... .................. .............. 144

3. Quaddro

strategico

............ .................. .................. .................. .................. ................. ............. 155

3.1. Obiettivi e target ...... .................. ................... ................... ................... .................. .............. 155

3.2. Il contestoo

comunitar rio .............. ................... ................... ................... .................. .............. 155

3.2.1. Il PPatto

dei Sin ndaci e il PAAES

............. ................... ................... .................. .............. 166

3.3. Legislazionne

e politica a energeticaa

nazionale..................

................... .................. .............. 177

3.3.1. Piaano

d’Azione

Nazionalee

nell’ambit to della Dire ettiva 28/20009/CE

...... .............. 188

3.3.2. Deecreto

legislativo

28/20011

(c.d. “Decreto

Rom mani”) ......... .................. .............. 22

3.3.3. Burden

Sharin ng ............... ................... ................... ................... .................. .............. 25

3.3.4. Dipposizioni

co ontenute neelle

Leggi fin nanziarie ..... ................... .................. .............. 288

3.4. Il contestoo

regionale e provinciale

............... ................... ................... .................. .............. 300

3.4.1. Appplicazione

del d “burdenn

sharing” al a sistema en nergetico caampano

.... .............. 32

3.4.2. Cultura

e diffu usione dell’eenergia

sola are in Camp pania .......... .................. .............. 344

3.5. L’impegnoo

del Comun ne di Rofranno

.............. ................... ................... .................. .............. 355

4. Situaazione

attuaale

e vision ne al 2020 ... .................. .................. .................. ................. ............. 366

4.1. Consumi eenergetici

ed e emissionii

di CO2 attu uali ............. ................... .................. .............. 366

4.2. Il ruolo deell’Amminist

trazione comunale

nel lla transizione

verso unn

nuovo mo odello

energeticoo

................ .................. ................... ................... ................... .................. .............. 388

4.3. Rofrano 2020:

la tran nsizione verrso

un futuro

energetic co sostenibile

.............. .............. 399

4.4. Aspetti organizzativi

e finanziari .................. ................... ................... .................. .............. 411

4.5. Struttura interna di coordinamento

............ ................... ................... .................. .............. 433

4.6. Partecipazzione

di citt tadini e porttatori

di interesse

(stak keholder) ... .................. .............. 444

4.7. Costi e strrumenti

di finanziamennto

.............. ................... ................... .................. .............. 455

5. Invenntario

dei cconsumi

energetici

e ddelle

emissio oni di CO2 .. .................. ................. ............. 477

PAES – Piano d’Azione

per l’Energia

Sosttenibile

del Comune di Rofrano

pagina

7 di 855


5.1. Metodologia d’inventario ............................................................................................... 47

5.1.1. Definizione, obiettivi e problemi metodologici .................................................. 47

5.1.2. Lo strumento ECORegion .................................................................................... 48

5.2. Il bilancio energetico e delle emissioni del territorio comunale .................................... 49

5.2.1. Consumi energetici ed emissioni di CO2 del Comune di Rofrano ....................... 49

5.2.2. Le emissioni di CO2 nel settore Trasporti ............................................................ 51

5.2.3. Le emissioni di CO2 nel settore Residenziale ...................................................... 54

5.2.4. Le emissioni di CO2 nel settore Economia .......................................................... 56

5.3. Il bilancio energetico e delle emissioni dell’Amministrazione comunale ...................... 60

5.3.1. Elaborazione dati ................................................................................................ 60

5.3.2. Emissioni di CO2 dell’Amministrazione comunale .............................................. 61

6. Azioni di piano .................................................................................................................. 63

6.1. Edifici, attrezzature/impianti e Industrie ........................................................................ 65

6.2. Produzione locale di energia .......................................................................................... 71

6.3. Pianificazione territoriale ................................................................................................ 75

6.4. Coinvolgimento dei cittadini e dei soggetti interessati .................................................. 78

6.5. Gestione rifiuti e acque ................................................................................................... 81

pagina 8 di 85 PAES – Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile del Comune di Rofrano


1.

Il Comune di Rofrano l’1 11 giugno ddel

2010 ha aderito al Patto dei Sindaci

Sindaci) ), impegnanndosi

a ridu urre entro il 2020 le emissioni di d CO2 di al

all’annoo

base. Il presente

Pia ano d’Azionne

(PAES, Piano

d’Azio one per l’En

primo sstrumento

ddel

quale l’ Amministraazione

si do ota finalizza ato alla pro

Energettica

e uso di Fonti Rinnovabili

nel Comun ne. Il PAES individua

debolezzza

che causano

sul territorio

emiissioni

inqu uinanti per un u anno di

dei risuultati

ottenuti,

defin nisce le Azzioni

di Piano P che concorrono

dell’obiettivo

globaale.

1 (PdS S, Patto deii

lmeno il 20 0% rispettoo

nergia Soste enibile) è ill

omozione di d Efficienzaa

i punti di forza e dii

baseline, e,

sulla basee

o al raggi iungimentoo

L’ intera iniziaativa

si attu ua mediantte

iniziative e di caratte ere sia pubbblico

sia pr rivato, ed è

finalizzaata

principaalmente

a sensibilizzaare

gli attori

coinvolti alle temattiche

energ getiche, siaa

tramite la promozzione

di pr rogetti di ssuccesso

av vviati, sia tramite

il laancio

di nu uove azionii

sfidanti.

Il presente doocumento

si s compone di due sezioni:



Inn

linea con gli indirizzi i metodologgici

della Commission C e europea

consideerato

un woork

in progr ress, ovveroo

un docum mento che d

revisionni

necessarie

al fine di

adeguarloo

alle event tuali mutaz

successivamente

iintervenuti,

, in modo da include ere in itine

delineare

strategiee

e politiche e energetichhe

sempre meno m emiss

2

, il PAES deve d esseree

deve esseree

sottoposto o a tutte lee

zioni dei coontesti

socio oeconomicii

ere eventuaali

nuove azioni a e dii

sive.

Inn

linea con le richiest te del PdS, il Comune e si fa promotore

di un’intensa attività dii

pubbliciizzazione

vverso

i cittadini

e i pportatori

di

interesse,

che potraanno

aderire

sia allee

iniziativve

a cadenzza

regolare sia in worrkshop

a tema,

scelti dal d Comunee

per sensibilizzare

laa

comunittà

all’uso raazionale

del lle risorse eenergetiche.

1

w

2

E

Sintesi (Executiv ve Summmary)

Inventarioo

delle Emis ssioni di Basse

(BEI, Bas seline Emiss sion Inventoory):

raccolta

ordinataa

dei dati che

“fotogra afa” il moddo

di consumare

energ gia e di emmettere

CO2 2 di tutto ill

territorio comunale rispetto r a unn

anno di riferimento

detto d di basseline

(1990 0);

PAES: struumento

pro ogrammaticco

a cura de ell’Comune in cui si deefiniscono

le politichee

energetichhe

tramite la l definizionne

di azioni e progetti da attuare, in corso di attuazionee

o già attuaati.

www.eumayorss.eu

EU, 2010 “How to develop a Su ustainable Enerrgy

Action Plan (SEAP) – Guide ebook”

PAES – Piano d’Azione

per l’Energia

Sosttenibile

del Comune di Rofrano

pagina

9 di 855


Il Comune provvederà alla formazione di un’appropriata struttura interna con

competenze specifiche sulle tematiche affrontate nel presente documento, finalizzata a fornire

adeguato presidio alle politiche energetiche, e a garantire un supporto ai soggetti presenti nel

territorio comunale coinvolti nelle iniziative.

L’analisi del BEI delineato per il Comune di Rofrano evidenzia le maggiori criticità emissive

nei settori:

Produttivo (incide per il 38% circa sulle emissioni totali).

Trasporti (incide per il 36% circa sulle emissioni totali);

Residenziale (incide per il 22% circa sulle emissioni totali);

Gli interventi finalizzati alla riduzione delle emissioni prevedono azioni strategiche nei

seguenti settori e soggetti:

Residenziale.

Trasporti e la mobilità sostenibile.

Settore terziario e della logistica commerciale.

Ambiente e gestione dei rifiuti.

Stakeholder (attraverso la pubblicizzazione e la sensibilizzazione).

Il Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile si propone un obiettivo di riduzione che

superi le 1463 t CO2, pari al 20% del valore complessivo (7315 t CO2), a partire dal 1990.

Il Comune di Rofrano si impegna a ridurre del 30,55% le emissioni riferite all’anno 1990

per un ammontare complessivo al 2020 di 2235 t CO2.

pagina 10 di 85 PAES – Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile del Comune di Rofrano


2.

2.1. Innquadrammento

territoriale

ROOFRANO

è un piccolo comune deella

Provinc cia di Salern no e dista 1136

km dal capoluogoo

provinciale.

Il Commune

di Ro ofrano, commpreso

nel

territorio del Parco nazionale, , si collocaa

nell'altaa

valle del fiume Ming gardo, fra iil

Monte Sa acro e il Ce entaurino, e confina con c Alfano, ,

Caselle in Pittari, Laurino, La aurito, Monntano

Antil lia, Novi Ve elia, Roccaggloriosa,

Sa anza, Torree

Orsaia, Valle dell'AAngelo.

Il Comune di Rofrano va anta le fraziooni

e contra ade di seguito

elencatee

in ordine di distanza: :

Tresanti

(contrada

periferic ca), Proviteera,

Molino

Vecchio, , Pozzillo/BBorsito,

Sa an Menalee

(frazione),

Tre Paooli,

San Do oro, Borgo Cerreto (fr razione par rzialmente nel comun ne di Torree

Orsaia) ed una loccalità

disabitata

conossciuta

come e Triglio. Pa arte del terrritorio

del villaggio dii

Pruno è compreso nel suo ambito

comunnale.

Il territorio comunale,

classificato

mmontano

e confinante con due isoole

amministrative

deii

comuni di Roccagloriosa

e Alf fano, registtra

forti osc cillazioni alt timetriche: le altitudin ni medie edd

elevate sono il reggno

della macchia

medditerranea

e dei boschi

ad alto fuusto

(aceri, cerri, faggi, ,

noci, querce

e caastagni).

I corsi c d'acqua

discend dono a valle

turbolennti

compien ndo salti e

indugiando

in piccoole

conche.

Il comune, chhe

appartie ene alla Communità

Mon ntana Busse ento, Lambrro

e Mingar rdo e Parcoo

Nazionaale

Cilento, Vallo di Diano D e Alburni,

dipen nde dagli ap pparati burrocratici

di Vallo dellaa

Lucania e Salerno, , verso cui dirige anchhe

la doma anda di beni

di consuumo

non re eperibili sull

posto.

2.1.1.

Il

Daal

punto di vista climat tico si trovaa

in zona D con c 1607 Gr radi Giorno

3 I

Anamnesi

del te erritorio comuna ale

Laa

maggior parte dei rofranesi rrisiede

nella a località di d San Mennale

e nel capoluogoo

comunaale;

quest'uultimo,

insieme

all'agggregato

di

Cerreto, ha visto aaumentare

il proprioo

patrimoonio

abitativvo

grazie all la domandaa

turistico‐residenziale.

Clima e daati

geografici

Comune di Rofrano si estende su una superf ficie territor riale di 58,882

km 2 .

I Gradi Giorno

indicano il fabbisoggno

termico della zona relativa allle

vigenti normative n sull

rriscaldamento/

/raffreddament to delle abitaziooni.

Il valore nu umerico rappre esenta la sommma,

estesa a tut tti i giorni di unn

pperiodo

annuaale

convenzion nale, delle soole

differenze positive (o negative) giorrnaliere

tra la a temperaturaa

PAES – Piano d’Azione

per l’Energia

Sosttenibile

del Comune di Rofrano

3 .

pagina

11 di 855


2.1.2. Infrastrutture

La viabilità costituisce uno dei temi centrali per lo studio della realtà territoriale, in

quanto strettamente correlata con la presenza delle aree produttive e del terziario.

La posizione geografica di Rofrano non rende di facile accesso il territorio comunale.

Questa caratteristica non ha permesso l’espansione degli insediamenti produttivi e residenziali,

comportando il mancato cambiamento dell’aspetto e delle funzioni strategiche del comune

stesso. I collegamenti con il sistema stradale centrale della regione sono assicurati dalla strada

statale SS 18 Tirrena Inferiore, tracciato panoramico che collega Salerno alla Calabria attraverso

le verdi balze del Cilento. Il capoluogo comunale, esteso tra i torrenti Carcillo e Faraone,

all'ombra del Monte Sacro e del monte Cervati è però abbastanza lontano ‐ rispettivamente 35

e 58 chilometri‐ sia dal più vicino varco di accesso all'autostrada Napoli‐Reggio Calabria (A3),

rappresentato dal casello di Padula, sia dallo scalo ferroviario di riferimento sulla linea Napoli‐

Reggio Calabria. L’aeroporto e il porto commerciale distano rispettivamente 184 e 130

chilometri.

2.2. Popolazione

Il comune conta attualmente 1710 abitanti (dato aggiornato al 2011, fonte Istat). A

partire dagli anni ‘50, l’andamento demografico è stato caratterizzato da un continuo

decremento.

Fonte: Elaborazioni UNISA su dati ISTAT

Figura 1 Evoluzione Popolazione residente nel Comune di Rofrano, dal 1861 al 2011 e

stima al 2020

convenzionale, fissata in Italia a 20 °C, e la temperatura media esterna giornaliera.

pagina 12 di 85 PAES – Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile del Comune di Rofrano


Roofrano

subiisce

un ver ro e proprioo

esodo di massa che la depauppera

di risor rse umane, ,

soprattuutto

giovanni.

Tale imp poverimentoo

di risorse umane è da d ricondurrsi

principalmente

allaa

netta fleessione

delle

tradizion nali attività rurali, ovve ero la coltiva azione di ollive,

cereali,

frutta e laa

pastorizzia.

Daai

dati Istat si rileva che

il Comunee

di Rofrano o ospita in prevalenza p una popola azione nellaa

fascia d’età

compreesa

fra i 15 e 65 anni, ccioè

circa il 63% del tot tale.

L’ età media ddei

Rofrane esi, attualmente

di 46, 1 anni, si co olloca sopraa

la media provinciale, p ,

come pure

il tasso di natività pari p all’11,11%.

Gli

indici di vvecchiaia

e di ricambioo

delineano che per il comune c di Rofrano ci

anziani ogni 100 giovani,

con una u popolazione

in età à lavorativa è molto annziana.

2.3. Paarco

edilizzio

Il Comune ssi

estende per una ssuperficie

pari p a 58,8 82 km

urbanizzato

e il 3% % potenzialm mente soggeetto

a espan nsione.

2 , di

L'eevoluzione

del parco edilizio e neglli

anni è tracciabile

a partire

dai ddati

ISTAT co ome segue: :

la prevaalenza

dell’eedificato

(ci irca il 46%) si è svilupp pato nel per riodo tra glii

anni’60 e gli g anni ‘80, ,

gli edifici

di intereesse

storico (pre 1919) ) coprono il

15% del totale, t menntre

gli edif fici costruitii

trala prima

e la secconda

guerr ra mondialee

rappresen ntano il 26% % del totale; ; i restanti edifici e sonoo

stati reaalizzati

succcessivament

te all’anno 11981,

e mostrano

un trend

in dimminuzione.

Fontee:

ISTAT

180

160

140

120

100

80

60

40

20

0

Prim

a del

1919

Parco Edilizio

100

dal dal

11919

1946

al al

11945

1961

176 98

dal

1962

al

1971

dal

1972

al

1981

113 105

dal Dopoo

1982 il

al

1991

19911

73 19

Figura 2 Edifici E ad usso

abitativo per epoca di costruzioone

sono 201,99

cui il 52.4 40% risultaa

L'eedificato

si caratterizza a per la preesenza

mass siccia (83%) ) di edifici a uno o due e piani. Soloo

PAES – Piano d’Azione

per l’Energia

Sosttenibile

del Comune di Rofrano pagina

13 di 855


il 2% del parco edilizio è a 4 o più piani.

La tipologia costruttiva prevalente è rappresentata da edifici con struttura in muratura

portante, pari al 58% del totale, mentre solo il 25% degli edifici ha struttura portante in

calcestruzzo armato.

A Rofrano solo il 6% degli edifici ad uso abitativo è rappresentato da case sparse, la

restante parte è concentrata nei centri e nuclei abitati.

Si denota una scarsa presenza di edilizia non a scopo residenziale, destinata alle attività

commerciali industriali e di servizi del territorio.

2.4. Sistema economico e produttivo

Rofrano è il terzo comune con reddito medio pro capite più basso (€ 3.981) nella Regione

Campania e, in assoluto, il comune con reddito medio pro capite più basso nella Provincia di

Salerno. Solo il 26,2% dei residenti a Rofrano presenta la dichiarazione dei redditi IRPEF.

Tali circostanze ben tratteggiano il sistema economico e produttivo rofranese. Il crollo

delle attività rurali, ovvero la coltivazione di olive, cereali, frutta e la pastorizia, unitamente al

mancato sviluppo del settore secondario, che non è in grado di assorbire la forza lavoro

disponibile, incide fortemente sulla formazione del reddito.

Il commercio è ancora in una fase embrionale di sviluppo.

A conferma di quanto espresso, si riporta il numero degli occupati per attività economica.

Tabella I: Occupati per attività economica

Attività economica

COMUNE/PROVINCIA Agricoltura Industria Altre attività Totale

Rofrano 58 214 336 608

Provincia di Salerno 35198 80276 195014 310488

Fonte: Istat

I dati mostrano con chiarezza estrema che il settore agricolo assorbe solo il 9,53% degli

occupati. Gli occupati del settore industria sono costretti, in prevalenza, a spostarsi fuori

comune.

pagina 14 di 85 PAES – Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile del Comune di Rofrano


3.

Quadroo

strategi ico

Il presente caapitolo

illus stra il quadrro

strategico o complessivo

del PAEES

di Rofrano,

ovvero ill

sistemaa

di obiettivvi

e target dettati a liivello

europ peo/nazionale

e regioonale/provin

nciale dallee

norme esistenti, e a livello comunale c ddell’impegno

o preso con

la sottoscrizione

de el Patto deii

Sindaci. . Una volta definiti ob biettivi e taarget

gener rici, a partire

dalla situazione

att tuale vienee

descrittto

in modo sintetico lo

scenario proposto dal d Piano, illustrando i in modo quantitativo q o

come dovrebbe

cambiare

da qui al 20200

il modo di consumare e e produrrre

energia nel n Comunee

di Rofraano,

affrontando

i mod di e gli strummenti

attrav verso cui perseguire

talle

transizion ne.

3.1. OObiettivi

e target

Un

Piano, in qualunque e ambito, deve

presentare

prima di ogni cossa

un quadro

chiaro e

coerentte

degli obieettivi,

generalmente

ppiù

di uno, che c si intendono

perseeguire.

Questi

obiettivii

indicanoo

la direzionne

verso la quale è orieentato

il pro ocesso di pianificazionee,

ma da so oli non sonoo

sufficiennti:

devonoo

essere tra adotti in immpegni

qua antitativame ente definiiti

e dotati di un benn

preciso orizzonte temporale. Obiettivi e target po ossono così ì assolvere il primo sc copo di unn

Piano, ovvero queello

di iden ntificare unn

percorso desiderabile

verso uun

econom mia a bassee

emissioni

di carbonnio

(low car rbon econommy).

Nell’ambito

ddella

pianificazione

eneergetica,

co ome nella maggior m partte

degli altri

settori, unn

Comunee

non dispoone

realmen nte di infiniti

gradi di libertà,

ma deve d inquaddrare

i prop pri obiettivii

e la proopria

azionee

all’interno o del sistemma

più ampi io di cui fa parte. Nel seguito si illustrano

lee

linee sttrategiche

che guida ano la piannificazione

energetica a a scala europea/nazionale

e

regionale/provinciaale.

La dimensione

globale, a comincia are dai prrocessi

con nnessi allaa

Confereenza

Quadrro

sul Camb biamento CClimatico

dell’ONU

(UNFCCC)

e aal

Protocoll lo di Kyotoo

viene qui

consideraata

in maniera

indirettta

in quanto o essa si riflette

su obiiettivi

e targ get europeii

e nazionnali.

L’ultimmo

paragrafo o riguarda lo specifico o impegno preso p dal Coomune

di Rofrano R conn

la sottoscrizione

deel

Patto dei Sindaci.

3.2. Il contesto comunita ario

L’ Unione eurropea

fissa il quadro ggenerale

de elle politiche e energeticco‐ambienta

ali per tuttii

gli Statii

membri, aattribuendo

o tra l’altroo

obiettivi e target vin ncolanti. Coon

il Pacche etto Clima‐ ‐

Energia l’Unione eeuropea

si è impegnaata

unilateralmente

a ridurre enttro

il 2020 le propriee

PAES – Piano d’Azione

per l’Energia

Sosttenibile

del Comune di Rofrano

pagina

15 di 855


emissioni di CO2 del 20% rispetto al 1990, i consumi energetici del 20% rispetto allo scenario

tendenziale, e a portare le fonti rinnovabili a coprire il 20% del consumo interno di energia. Con

la sottoscrizione del Patto dei Sindaci il Comune di Rofrano ha volontariamente adottato a scala

locale l’obiettivo europeo di riduzione delle emissioni di CO2. A sostegno del Pacchetto Clima‐

Energia, l’Unione europea ha prodotto una serie di documenti di indirizzo con ripercussioni

dirette sulla normativa nazionale, regionale e locale. Tra i principali si possono citare:

la Direttiva sulle fonti energetiche rinnovabili 4 ;

la Direttiva sulle perfomance energetiche in edilizia (EPBD II 5 );

la Roadmap energetica al 2050 6 , presentata dalla Commissione nel marzo del 2011.

Nella nuova proposta, tra l’altro, la Commissione evidenzia come il target del ‐20%

di emissioni di CO2 al 2020 possa e debba essere superato, spronando l’Unione a

spingersi almeno fino al ‐25%.

3.2.1. Il Patto dei Sindaci e il PAES

La Commissione Europea, in occasione della EUSEW2008 (Settimana Europea dell’Energia

Sostenibile 2008), ha promosso l’iniziativa del Patto dei Sindaci (Convenant of Mayor), con

l’intento di affidare alle amministrazioni locali un ruolo fondamentale nel raggiungimento

dell’obiettivo generale della riduzione dei consumi. In particolare, l’adesione al Patto dei

Sindaci fornisce alle 4070 città che hanno aderito finora, l’opportunità di impegnarsi

concretamente nella lotta al cambiamento climatico, al fine di conseguire l’obiettivo comune

della riduzione del 20% delle emissioni di CO2 entro il 2020, attraverso interventi che

modernizzano la gestione amministrativa e influiscono direttamente sulla qualità della vita

dei cittadini.

Le amministrazioni aderenti al Patto dei sindaci si impegnano a:

ridurre le emissioni di CO2 nelle rispettive città di oltre il 20% attraverso l’attuazione di

un Piano di Azione per l’Energia Sostenibile;

ad attuare un processo partecipato che preveda il coinvolgimento dei cittadini, al fine

di sviluppare un Piano di Azione che indichi politiche ed azioni condivise per

raggiungere gli obiettivi del Piano stesso;

a presentare il Piano di Azione per l’Energia Sostenibile entro un anno dalla formale

4

Direttiva 2009/28/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 23 aprile 2009 sulla promozione dell’uso dell’energia

da fonti rinnovabili, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive 2001/77/ce e 2003/30/CE.

5

Direttiva 2010/31/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 19 maggio 2010 sulla prestazione energetica

nell’edilizia (rifusione).

6

Comunicazione della Commissione al Parlamento Europeo, al Consiglio, al Comitato Economico e Sociale Europeo e al

Comitato delle Regioni, “Una tabella di marcia verso un'economia competitiva a basse emissioni di carbonio nel

2050”.

pagina 16 di 85 PAES – Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile del Comune di Rofrano


atifica al Patto dei Sindaci a predisporre un inventario base delle emissioni come

punto di partenza per il Piano di Azione per l’Energia Sostenibile;

a presentare, un Rapporto Biennale sull’attuazione del Piano includendo le attività di

monitoraggio e verifica, condividendo anche la propria esperienza e le proprie

conoscenza con le altre unità territoriali.

Gli obiettivi per l’Italia, stabiliti nel Pacchetto Clima Energia (approvato nel dicembre 2008

e pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’UE del 5 giugno 2009), da applicare a livello locale, per

il 2020 sono i seguenti:

riduzione del 20% delle emissioni di CO2;

miglioramento del 20% dell’efficienza energetica;

contributo del 20% delle fonti rinnovabili per la produzione di energia.

Per le Amministrazioni locali il Patto dei Sindaci è lo strumento per favorire l’attuazione di

politiche in materia di energie rinnovabili e rappresenta un’importante opportunità di sviluppo

della Green Economy sul proprio territorio e quindi una crescita per l’economia locale, grazie

alla creazione di nuovi posti di lavoro in questo settore.

Il successo del progetto europeo “Patto dei Sindaci” ha il ruolo più importante nel far

raggiungere gli obiettivi climatici fissati dall'Unione europea. Il Patto è in linea con la direttiva

2009/28 CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2009, sulla promozione

dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili. Da quando l'iniziativa è stata lanciata nel 2008, 2566

Comuni hanno firmato l'impegno a ridurre le emissioni di CO2 di almeno il 20% entro il 2020

attraverso una maggiore efficienza energetica e la produzione ed uso di energia pulita.

Le autorità locali hanno un importante ruolo per combattere il cambiamento climatico

poiché più del 50% delle emissioni di CO2 viene rilasciata dai centri abitati nei quali vive la quasi

totalità della Popolazione ed ove viene consumata più del 70% di energia.

3.3. Legislazione e politica energetica nazionale

A livello nazionale i primi passi della politica energetica risalgono agli inizi degli anni ’90

quando, in seguito all’approvazione del Piano Energetico Nazionale (PEN, 10 agosto 1988), si

stabilisce, per tutte le Regioni, l’obbligo di adottare Piani d’Azione per l’utilizzo e la promozione

di energie rinnovabili sul proprio territorio. Nel 1991, con la Legge 9 e la Legge 10 del 9 gennaio,

si delinea un quadro più chiaro dei processi che, da quel momento, avrebbero guidato le

politiche degli Enti Locali. Con la Legge 9, infatti, vengono fissate le prime norme attuative del

PEN e stabilita una parziale liberalizzazione del mercato energetico (per auto consumo o

destinato all’immissione su rete Enel); nella Legge 10, invece, si indicano i contenuti richiesti al

PAES – Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile del Comune di Rofrano pagina 17 di 85


Piano Energetico Regionale (dal bilancio energetico all’individuazione di risorse finanziarie per i

nuovi impianti, sino alla costruzione di scale di importanza degli obiettivi), vengono devoluti

compiti decisionali a livello regionale e provinciale e, tra le cose ad oggi più rilevanti, si assegna

ai Comuni con oltre 50.000 abitanti il compito di integrare il PRG con uno specifico piano

relativo all’uso delle Fonti Energetiche Rinnovabili.

Degno di nota è sicuramente il D.P.R. n. 412 del 26 agosto 1993, successivamente

modificato dal D.P.R. n. 551 (21/12/1999) e dal Decreto Ministeriale del 17 marzo 2003, che

stabilisce il “Regolamento recante norme per la progettazione, l’installazione, l’esercizio e la

manutenzione degli impianti termici degli edifici” (in attuazione dell’art. 4, comma 4 della legge

9 gennaio 1991 n.10), ma il primo vero passo italiano verso le politiche europee arriva alla fine

degli anni ’90 con l’approvazione del D.Lgs 79/99, meglio noto come “Decreto Bersani”.

A partire dalle strategie e dalle normative comunitarie, l’Italia si è impegnata a ridurre

entro il 2020 le proprie emissioni di CO2 del 13% rispetto al 2005 (per i settori non ETS 7 ),

aumentando contestualmente la produzione da fonti rinnovabili fino a soddisfare il 17% della

domanda interna.

Questi target, vincolanti per il nostro Paese, sono completati dall’obiettivo comunitario

sull’efficienza, ancora oggi non vincolante, che corrisponde a una riduzione dei consumi

energetici finali del 20% rispetto allo scenario tendenziale, sempre allo stesso anno.

3.3.1. Piano d’Azione Nazionale nell’ambito della Direttiva 28/2009/CE

Nel luglio 2010 l’Italia ha predisposto e inoltrato alla Commissione europea il proprio

Piano d’Azione Nazionale per le Energie Rinnovabili (PANER), indicando un percorso preciso per

la produzione e consumo nazionale di energia, lo sviluppo delle fonti rinnovabili e dell’efficienza

in Italia al 2020, in recepimento della Direttiva 2009/28/CE sulle fonti rinnovabili.

La Direttiva 2009/28/CE stabilisce un quadro comune per la promozione dell’energia da

fonti rinnovabili e fissa obiettivi nazionali obbligatori per la quota complessiva di energia da

fonti rinnovabili sul consumo finale lordo di energia e per la quota di energia da fonti rinnovabili

nei trasporti.

Secondo quanto previsto all’art. 4 della Direttiva, ogni Stato membro adotta un piano di

azione nazionale per le energie rinnovabili. I piani di azione nazionali per le energie rinnovabili

7

ETS (Emission Trading Scheme): sistema per lo scambio di quote di emissioni di gas a effetto serra previsto dalla

politica europea sul clima. Gli impianti che esercitano attività nei settori dell'energia (impianti di combustione con una

potenza calorifica di combustione di oltre 20MW), della produzione e della trasformazione dei metalli ferrosi,

dell'industria minerale e della fabbricazione della carta e del cartone sono obbligatoriamente soggetti al sistema di

scambio di quote (Direttiva 2003/87/CE).

pagina 18 di 85 PAES – Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile del Comune di Rofrano


fissano gli obiettivi nazionali degli Stati membri per la quota di energia da fonti rinnovabili

consumata nel settore dei trasporti, dell’elettricità e del riscaldamento e raffreddamento nel

2020, tenendo conto degli effetti di altre misure politiche relative all’efficienza energetica sul

consumo finale di energia, e delle misure appropriate da adottare per raggiungere detti

obiettivi nazionali generali, inerenti:

a. la cooperazione tra autorità locali, regionali e nazionali;

b. i trasferimenti statistici o i progetti comuni pianificati;

c. le politiche nazionali per lo sviluppo delle risorse della biomassa esistenti e per lo

sfruttamento di nuove risorse della biomassa per usi diversi;

d. le procedure amministrative e le specifiche tecniche;

e. l’informazione e la formazione;

f. le garanzie di origine;

g. l’accesso e il funzionamento delle reti;

h. la sostenibilità di biocarburanti e bioliquidi.

La disposizione in parola produce effetti indipendentemente dal compiuto recepimento

della direttiva nell’ordinamento nazionale, da effettuarsi entro il 5 dicembre 2010, in quanto gli

Stati Membri sono comunque tenuti a trasmettere, entro il 30 giugno 2010, il proprio Piano di

Azione alla Commissione Europea. Nel corso degli anni, tale Piano, laddove lo Stato non rispetti

le traiettorie indicative e i target intermedi definiti per il raggiungimento degli obiettivi, dovrà

essere aggiornato prevedendo opportune misure correttive che pongano in evidenza le ragioni

dell’eventuale scostamento ed i criteri per l’assorbimento del medesimo. Per agevolare la

predisposizione dei Piani di Azione nazionali la Commissione Europea ha redatto un format

all’interno del quale sono stati individuati i requisiti minimi da inserire nei piani; il format è

stato approvato con decisione 2009/548/CE.

Con la recente legge comunitaria 2009 il Parlamento ha conferito delega al Governo per il

recepimento della direttiva 2009/28/CE, fissando specifici criteri per l’esercizio della delega. Tali

criteri prevedono, tra l’altro, che sia garantito il conseguimento degli obiettivi mediante la

promozione congiunta di efficienza energetica e un utilizzo equilibrato delle fonti rinnovabili

per la produzione e il consumo di energia elettrica, calore e biocarburanti. Inoltre, bisognerà

favorire le cooperazioni internazionali, la semplificazione amministrativa, lo sviluppo delle reti,

il sistema di monitoraggio e la cooperazione tra autorità locali, regionali e nazionali. Gli stessi

criteri, comunque, indicano l’esigenza di perseguire gli obiettivi tenendo conto, come peraltro

deve essere usuale nell’ordinaria attività amministrativa, del rapporto costi‐benefici relativo al

singolo strumento o misura introdotti.

In coerenza con le indicazioni del Parlamento, il Piano delinea una strategia e le relative

misure di attuazione, aggiuntive e in alcuni casi correttive di quelle esistenti.

PAES – Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile del Comune di Rofrano pagina 19 di 85


Consumi finali di energia

Il consumo finale lordo di energia per l’Italia nel 2005 è stato pari a 141,2 Mtep.

Secondo lo scenario tendenziale baseline dello studio Primes 2007, preso a riferimento

dalla Commissione Europea, nel 2020 il consumo finale lordo di energia dell’Italia potrebbe

raggiungere il valore di 166,5 Mtep. Tale studio prende in considerazione tutte e sole le misure

di contenimento dei consumi attuate o programmate al momento della sua elaborazione.

Nel 2008 il consumo finale lordo di energia dell’Italia è stato pari a 131,6 Mtep.

L’aggiornamento 2009 dello studio Primes, che tiene conto dell’effetto della crisi economica e

delle misure di contenimento dei consumi programmate all’atto della sua pubblicazione, stima

per l’Italia al 2020 un consumo finale lordo di 145,6 Mtep.

Al fine di formulare l’ipotesi di consumo finale lordo al 2020, si è supposto uno sforzo

supplementare sull’efficienza energetica, in coerenza con quanto previsto dalla Legge 99/2009.

Attuando tale sforzo supplementare, i consumi finali lordi del nostro Paese nel 2020 potrebbero

essere contenuti a un valore pari a 131,2 Mtep, compatibile con l’obiettivo di riduzione del 20%

dei consumi primari rispetto allo scenario Primes 2007, previsto dal pacchetto 3 x 20.

Obiettivi per le energie rinnovabili

L’Italia ha assunto l’obiettivo, da raggiungere entro l’anno 2020, di coprire con energia da

fonti rinnovabili il 17% dei consumi finali lordi.

L’obiettivo assegnato è dunque dato da un rapporto.

A tal fine, per il calcolo del numeratore sono stati presi in considerazione i seguenti dati:

l’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili (considerando per idroelettrico ed

eolico i valori secondo le formule di normalizzazione previste dall’allegato II della

direttiva);

l’energia da fonti rinnovabili fornita mediante teleriscaldamento e teleraffrescamento

più il consumo di altre energie da fonti rinnovabili nell’industria, nelle famiglie, nei

servizi, in agricoltura, in silvicoltura e nella pesca, per il riscaldamento, il

raffreddamento e la lavorazione, inclusa l’energia catturata dalle pompe di calore

(secondo la formula prevista dall’allegato VII della direttiva);

il contenuto energetico (previsto dall’allegato III della direttiva) dei biocarburanti che

rispettano i criteri di sostenibilità;

l’energia relativa alle misure di cooperazione internazionale previste dalla direttiva

(trasferimenti statistici e progetti comuni con altri Stati membri o progetti comuni con

Paesi terzi).

pagina 20 di 85 PAES – Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile del Comune di Rofrano


Per il calcolo del denominatore deve essere considerato il consumo finale lordo, definito

dalla direttiva come: “i prodotti energetici forniti a scopi energetici all’industria, ai trasporti, alle

famiglie, ai servizi, compresi i servizi pubblici, all’agricoltura, alla silvicoltura e alla pesca, ivi

compreso il consumo di elettricità e di calore del settore elettrico per la produzione di

elettricità e di calore, incluse le perdite di elettricità e di calore con la distribuzione e la

trasmissione”.

Oltre all’obiettivo generale sopra indicato, la direttiva prevede che, sempre al 2020, in

ogni Stato sia assicurata un quota di copertura dei consumi nel settore trasporti mediante

energie da fonti rinnovabili pari al 10%.

Per il calcolo del numeratore di questo obiettivo specifico dovranno essere presi in

considerazione:

il contenuto energetico (previsto dall’allegato III della direttiva) dei biocarburanti che

rispettano i criteri di sostenibilità, moltiplicando per un fattore 2 il contenuto

energetico dei biocarburanti di seconda generazione (biocarburanti prodotti a partire

da rifiuti, residui, materie cellulosiche di origine non alimentare e materie

lignocellulosiche);

l’energia elettrica da fonti rinnovabili consumata nei trasporti, moltiplicando per un

fattore 2,5 la quota di questa consumata nei trasporti su strada.

Per il calcolo del denominatore di questo obiettivo andranno invece inclusi

esclusivamente la benzina, il diesel, i biocarburanti consumati nel trasporto su strada e su rotaia

e l’elettricità, moltiplicando per un fattore 2,5 la quota di quest’ultima consumata nei trasporti

su strada.

Le tabelle seguenti illustrano gli obiettivi che l’Italia intende raggiungere nei tre settori ‐

elettricità, calore, trasporti – ai fini del soddisfacimento dei target stabiliti dalla Direttiva

2009/28/CE. In conformità al format del Piano, sono altresì riportati obiettivi per le diverse

tecnologie, i quali sono naturalmente indicativi e non esprimono un impegno del Governo o un

vincolo per gli operatori , sebbene utili per orientare le politiche pubbliche e fornire segnali agli

operatori per una più efficiente allocazione di risorse.

Gli obiettivi al 2020 sono confrontati con i valori del 2005, anno preso a riferimento dalla

Direttiva 2009/28/CE.

È curioso osservare che il Piano d’Azione Nazionale presenta già un debito a bilancio di

previsione al 2020 di circa 1,1 MTEP che sono infatti stati allocati sotto la voce “Trasferimenti

da altri Stati” secondo il meccanismo previsto dalla direttiva europea per ripianare debiti e

crediti di mancata produzione di energia da fonte rinnovabile. C’è da sottolineare che soltanto

due Paesi della Comunità Europea hanno messo un debito a bilancio di previsione: l’Italia e il

Lussemburgo.

PAES – Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile del Comune di Rofrano pagina 21 di 85


3.3.2. Decreto legislativo 28/2011 (c.d. “Decreto Romani”)

Nel corso del 2011 al PANER si è affiancato il Decreto per la promozione delle fonti

rinnovabili (D.Lgs 28/2011), che ha ridisegnato il sistema di incentivazione. L'approvazione del

decreto legislativo n. 28/2011, di attuazione della Direttiva 2009/28/CE, relativa alla

promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili, ha suscitato forti polemiche tra gli

operatori del settore.

L’art.10 comma 4 introduce un positivo (ma non esaustivo) argine al FV sui terreni liberi.

Esso esclude dagli incentivi (quindi non applica un divieto urbanistico che sarebbe stato

necessario concertare obbligatoriamente con le Regioni) tutti gli impianti FV superiori a 1 MW

con moduli collocati a terra sui terreni agricoli.

A questo limite si aggiunge la distanza minima di 2 km nel caso gli impianti siano su

terreni appartenenti allo stesso proprietario. In ogni caso non può essere destinato più del 10%

del terreno nella disponibilità del proponente.

Tuttavia queste prescrizioni non possono considerarsi esaustive per la tutela dei terreni

agricoli se si considera che 1 MW di FV corrispondono pur sempre a circa 2 ettari. Inoltre questa

disposizione non si applica ai terreni abbandonati da almeno 5 anni. Non è chiaro cosa e come

si possa intendere per “abbandonati”, nemmeno come e da quando si possa certificare lo stato

di “abbandono” ma paradossalmente emerge un grave rischio proprio per le aree più pregevoli

dal punto di vista ambientale. In genere sono proprio gli incolti o i pascoli, cioè terreni non

utilizzati dall’agricoltura, a rappresentare le aree di maggiore interesse per la concentrazione di

biodiversità che presentano e per l’ovvio valore ecologico e paesaggistico.

Degno di attenzione è il transitorio con cui entra in vigore questa disposizione: essa non si

applica ai progetti che abbiano conseguito l’autorizzazione entro la data di entrata in vigore del

Decreto o presentati entro il 1 gennaio 2011 purché, tuttavia, l’impianto entri in esercizio entro

un anno dalla data di entrata in vigore dello stesso decreto (29 marzo 2012).

Più nel dettaglio di questo decreto attuativo, si evince che la potenza FV installabile

prevista in scaglioni periodici dovrebbe raggiungere la soglia di 23.000 MW al 2016 invece che

gli 8000 MW al 2010 prima previsti. Si ricorda che il GSE ha consuntivato circa 7000 MW in

esercizio e quindi l’imminente superamento dei previsti 8000 MW.

Se per assurdo l’eolico fosse bloccato ai 6000 MW (5000 torri) in esercizio al 31.12.2010

(ma almeno altrettanti sono ormai i MW tra follemente autorizzati o con parere ambientale

espresso), unitamente ai 23.000 MW di FV previsto si raggiungerebbero quasi 30.000 MW di

potenza elettrica attivabile da fonti intermittenti non programmabili . Potenza che, per la

sicurezza del sistema elettrico nazionale, non dovrebbe superare il 20% della potenza massima

in gioco (almeno allo stato attuale delle tecnologie), ovvero il 20% di 56.000 MW che

pagina 22 di 85 PAES – Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile del Comune di Rofrano


appresenta la potenza massima richiesta dalla rete nell’ora di picco.

Da queste breve considerazioni sembra evidente che entro il 2016 sarà necessario

modificare la rete di trasmissione elettrica nazionale oppure dotare gli impianti intermittenti di

sistemi di accumulo obbligatori.

Per quanto concerne l'eolico, biomasse ed idroelettrico, il decreto Romani, approvato dal

Consiglio dei Ministri, prevede il taglio retroattivo degli incentivi a tutte queste fonti di energia

rinnovabile (attraverso il meccanismo dei certificati verdi) che viene fissato in un 22%. Le tariffe

omnicomprensive già previste per gli impianti di potenza inferiore a 1 MW restano costanti per

l’intero periodo di diritto e ferme ai valori stabiliti, per tutti gli impianti che entrano in esercizio

entro il 31 dicembre 2012. Lo stesso vale per i coefficienti di moltiplicazione già previsti per gli

impianti superiori a 1 MW che entrano in esercizio entro il 31 dicembre 2012. Gli impianti che

entreranno in esercizio dopo il 31 dicembre 2012 con potenza fino a 5 MW elettrici (…)

potranno beneficiare di una nuova tariffa che verrà definita con uno specifico decreto. Oltre i 5

MW è previsto un incentivo assegnato tramite aste a ribasso gestite dal GSE. Per gli impianti di

potenza elettrica fino a 1 MW, di proprietà di aziende agricole o gestiti in connessione con

aziende agricole, agro‐alimentari, di allevamento e forestali, alimentati da biogas, biomasse e

bioliquidi sostenibili, è possibile cumulare le tariffe incentivanti con altri incentivi pubblici non

eccedenti il 40% dell’investimento.

Stessa opportunità ma senza limiti di potenza è consentita agli impianti cogenerativi e

trigenerativi alimentati da fonte solare, biomasse, biogas derivanti da prodotti agricoli, di

allevamento e forestali, inclusi i sottoprodotti , ottenuti nell’ambito di intese di filiera, contratti

quadro o filiere corte cioè ottenuti entro un raggio di 70 km dall’impianto che li utilizza per

produrre energia elettrica.

Finalmente anche l’Italia si allinea agli altri paesi del nord Europa in tema di biometano.

Entro 3 mesi dalla entrata in vigore del decreto, l’Autorità per l’energia elettrica e il gas

emanerà le specifiche tecniche del biometano.

È previsto un sistema di incentivi su tre diverse opzioni:

a. una tariffa incentivante se utilizzato per la produzione di energia elettrica in impianti di

cogenerazione ad alto rendimento;

b. mediante il rilascio di certificati di immissione al consumo di biocarburanti qualora il

biometano sia utilizzato nei trasporti;

c. mediante l’erogazione di uno specifico incentivo qualora il biometano venga immesso

nella rete del gas naturale. Un apposito decreto definirà durata ed entità

dell’incentivo.

Il biometano è riconosciuto a tutti gli effetti come un biocarburante e quindi utile per

coprire la quota obbligatoria di biocarburanti da miscelare nei carburanti fossili da conseguire

PAES – Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile del Comune di Rofrano pagina 23 di 85


entro il 2014 che è del 5%.

L’Art. 8 sulle “Disposizioni per la promozione dell’utilizzo del biometano” nel comma 1 si

sottolinea che, al fine di favorire l’utilizzo del biometano nei trasporti, le regioni prevedono

specifiche semplificazioni per il procedimento di autorizzazione alla realizzazione di nuovi

impianti di distribuzione di metano e di adeguamento di quelli esistenti ai fini della

distribuzione del metano; mentre, al comma 2 si annuncia che, al fine di incentivare l’utilizzo

del biometano nei trasporti, gli impianti di distribuzione di metano e le condotte di

allacciamento che li collegano alla rete esistente dei metanodotti sono dichiarati opere di

pubblica utilità e rivestono carattere di indifferibilità e di urgenza.

L’Art. 20, riguardo al “Collegamento degli impianti di produzione di biometano alla rete

del gas naturale”, al comma 1 dispone che entro tre mesi dalla data di entrata in vigore del

presente decreto, l'Autorità per l'energia elettrica e il gas emana specifiche direttive

relativamente alle condizioni tecniche ed economiche per l'erogazione del servizio di

connessione di impianti di produzione di biometano alle reti del gas naturale i cui gestori hanno

obbligo di connessione di terzi.

L'ultima novità prevista nel decreto riguarda il settore edilizio. Entro l'anno 2017 i nuovi

edifici e quelli oggetto di ristrutturazione, dovranno usare per l'acqua sanitaria, riscaldamento

ed impianti di raffreddamento almeno il 50% di energia rinnovabile.

Nello specifico vengono indicati i diversi passaggi che porteranno all'obbligo del 50%

entro il 2017:

per i progetti presentati dal 31.05.2012 al 31.12.2013 l'obbligo è del 20%;

per i progetti presentati dal 01.01.2014 al 31.12.2016 l'obbligo è del 35%;

per i progetti presentati dal 01.01.1017 l'obbligo è del 50%.

La sanzione prevista in caso di mancato rispetto di tali obblighi, sarà il diniego al rilascio

del titolo edilizio.

Aspetti non trascurabili vengono introdotti nell’ambito delle procedure attraverso la

“procedura abilitativa semplificata” (PAS) che va a sostituire la D.I.A. (Dichiarazione di Inizio

Attività) già prevista per talune tipologie di impianti nelle Linee Guida Nazionali. Tale procedura

abilitativa è una sorta di super DIA con cui, indicativamente, sembra che sia il comune e non più

il proponente ad assumersi l’onere di raccogliere eventuali atti di assenso necessari a corredare

la richiesta del titolo abilitativo. E’ demandato alle Regioni il compito di individuare formule con

cui prevenire effetti cumulativi ed elusioni in ordine ad un utilizzo improprio della PAS. Cosa che

ragionevolmente non avverrà mai o sarà del tutto superficiale con intuibili conseguenze.

Sempre nel campo delle procedure, per i procedimenti avviati dopo l’entrata in vigore del

Decreto, viene sancita la compressione a 3 mesi (erano 6 mesi) del tempo necessario a

pagina 24 di 85 PAES – Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile del Comune di Rofrano


completare il procedimento di Autorizzazione Unica con relative conferenze di servizio, al netto

dei tempi previsti della procedura di verifica/VIA.

Un aspetto che invece non è stato tenuto in debita considerazione è quello che riportano

l’Art. 31 e l’Art. 33 circa i trasferimenti tra Stati Membri e i Trasferimenti tra Enti Locali,

rispettivamente, come criteri per ripianare i debiti e i crediti tra i soggetti che devono

necessariamente ottemperare gli obblighi della Direttiva Europea 28/2009. Il recepimento di

questi meccanismi definisce il metodo che si dovrà adottare necessariamente per valutare gli

Enti Locali virtuosi da quelli non virtuosi. Con questi articoli si delinea quindi una sorta di

federalismo locale che funzioni attraverso lo strumento pianificatorio dei piani energetici locali

e lo strumento amministrativo dei bilanci energetici locali.

3.3.3. Burden Sharing

Le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano concorrono al raggiungimento

dell’obiettivo nazionale del 17% di energia da fonti rinnovabili sul Consumo Finale Lordo di

energia.

Il Decreto del 15 marzo 2012 “Definizione e qualificazione degli obiettivi regionali in

materia di fonti rinnovabili e definizione della modalità di gestione dei casi di mancato

raggiungimento degli obiettivi da parte delle regioni e delle provincie autonome” (c.d. Burden

Sharing), definisce tali obiettivi e le modalità di gestione nei casi di mancato raggiungimento

degli obiettivi. La metodologia, descritta nel decreto, prende in considerazione esclusivamente

le FER‐E (rinnovabili elettriche) e le FER‐C (rinnovabili calore), in quanto le importazioni

rinnovabili e le strategie sulle rinnovabili nei trasporti dipendono da strumenti nella

disponibilità dello Stato.

In Tabella sono riportati gli Obiettivi regionali al 2020 sui Consumi da fonti rinnovabili. Per

gli anni intermedi (2012,2014, 2016, 2018) sono state inoltre definite le traiettorie degli

obiettivi che prevedendo una crescita lineare. In caso di aggiornamento del Piano di Azione

Nazionale si aggiorneranno conseguentemente anche gli obiettivi regionali.

Il 31 dicembre 2016 è il termine ultimo per l’aggiornamento del Piano.

PAES – Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile del Comune di Rofrano pagina 25 di 85


Compiti e competenze della Regione

Al fine di raggiungere gli obiettivi intermedi e finali, la Regione deve integrare i propri

strumenti per il governo del territorio e per il sostegno all'innovazione nei settori produttivi con

specifiche disposizioni a favore dell'efficienza energetica e dell'uso delle fonti rinnovabili. Ecco il

range di compiti e competenze regionali previsti dal D.M. 15 marzo 2012:

Possibilità di stabilire limiti massimi per le singole fonti

Fermi restando gli obiettivi indicati nella prima tabella, la Regione può stabilire "i limiti

massimi alla produzione di energia per singola fonte rinnovabile in misura non

inferiore a 1,5 volte gli obiettivi previsti nei rispettivi strumenti di pianificazione

energetica per la medesima fonte". In pratica, fatto 100 l’obiettivo per una fonte, la

Regione potrà stabilire – per il proprio territorio – un limite massimo di produzione da

quella fonte non inferiore a 150.

Possibilità di sospensione dei procedimenti autorizzativi in corso

Considerato l'impatto sulle reti elettriche degli impianti di produzione a fonti

rinnovabili non programmabili, la Regione può anche "sospendere i procedimenti di

autorizzazione in corso su motivata segnalazione da parte dei gestori delle reti circa la

sussistenza di problemi di sicurezza per la continuità e la qualità delle forniture".

Il Gestore di rete deve corredare la segnalazione con una proposta degli interventi di

messa in sicurezza che si considerano necessari e propedeutici a consentire una

ulteriore installazione di impianti rinnovabili non programmabili in condizioni di

pagina 26 di 85 PAES – Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile del Comune di Rofrano


sicurezza. La sospensione può avere in ogni caso una durata massima di otto mesi.

Iniziative regionali per il contenimento dei consumi finali lordi

Il contenimento dei consumi finali lordi, nella misura prevista per la Regione, deve

essere perseguito prioritariamente con i seguenti strumenti:

sviluppo di modelli di intervento per l'efficienza energetica e le fonti rinnovabili su

scala distrettuale e territoriale;

integrazione della programmazione in materia di fonti rinnovabili e di efficienza

energetica con la programmazione di altri settori.

Per ottenere questi risultati, la Regione può:

indirizzare gli Enti locali nello svolgimento dei procedimenti di loro competenza,

relativi alla costruzione e all'esercizio degli impianti di produzione, secondo principi di

efficacia e di semplificazione amministrativa e applicando il modello dell'autorizzazione

unica per impianti ed opere di rete connesse;

incentivare la produzione di energia da fonti rinnovabili, nei limiti di cumulabilità fissati

dalle norme nazionali;

destinare specifici programmi di formazione, rivolti anche a gestori di utenze

pubbliche, progettisti, piccole e medie imprese;

promuovere la realizzazione di reti di teleriscaldamento per la valorizzazione del calore

e la riduzione delle sorgenti emissive, secondo criteri di efficienza realizzativa, anche

mediante specifiche previsioni nella pianificazione di livello regionale ed indirizzi per la

pianificazione di livello locale.

Nel perseguire questi risultati di contenimento dei consumi, la Regione deve

prioritariamente favorire le seguenti attività anche ai fini dell'accesso agli strumenti nazionali di

sostegno:

misure e interventi nei trasporti pubblici locali, negli edifici e nelle utenze delle Regioni

e delle Province autonome, nonché degli Enti locali;

misure e interventi di riduzione del traffico urbano;

interventi per la riduzione dei consumi di energia elettrica nell'illuminazione pubblica e

nel settore idrico;

diffusione degli strumenti del finanziamento tramite terzi e dei servizi energetici;

incentivazione dell'efficienza energetica, nei limiti di cumulabilità fissati dalle norme

nazionali.

PAES – Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile del Comune di Rofrano pagina 27 di 85


Intervento del Governo in caso di mancato conseguimento degli obiettivi

Nelle premesse al Decreto Burden Sharing viene ricordato che gli obiettivi nazionali sono

tarati su quelli previsti dal Piano di azione nazionale per lo sviluppo delle fonti rinnovabili

(2010), ma che essi “rappresentano obiettivi minimi, che potranno essere integrati ed anche

diversamente articolati nell'arco dei previsti aggiornamenti biennali, per tener conto del

maggior apporto di alcune fonti, di eventuali mutamenti tecnologici così come degli esiti del

monitoraggio”.

Inoltre, a decorrere dal 2013, il Ministero dello sviluppo economico dovrà provvedere,

“entro il 31 dicembre di ciascuno anno, alla verifica per ciascuna regione e provincia autonoma

della quota di consumo finale lordo coperto da fonti rinnovabili, riferita all’anno precedente”

(Dm 15 marzo 2012, art. 5 comma 1).

Il decreto valuta anche il caso di mancato conseguimento degli obiettivi da parte della

Regione. A decorrere dal 2017 (sulla base dei dati sugli obiettivi intermedi al 2016), in caso di

mancato conseguimento degli obiettivi, il Ministro dello sviluppo invita la Regione a presentare

entro due mesi osservazioni in merito.

Entro i successivi due mesi, qualora il Ministro dello sviluppo economico accerti che il

mancato conseguimento degli obiettivi è dovuto all'inerzia delle Amministrazioni preposte o

all'inefficacia delle misure adottate dalla Regione, propone al Presidente del Consiglio dei

Ministri di assegnare all'ente interessato un termine, non inferiore a sei mesi, per l'adozione dei

provvedimenti necessari.

Decorso inutilmente questo termine, il Consiglio dei Ministri, sentita la Regione

interessata, su proposta del Ministro dello sviluppo economico, adotta i provvedimenti

necessari oppure nomina un apposito commissario che, entro i successivi sei mesi, consegue la

quota di energia da fonti rinnovabili idonea a coprire il deficit riscontrato.

A tal fine, il commissario ricorre ai trasferimenti statistici con altre Regioni e anche con

enti territoriali interni ad un altro Stato membro e accordi con altri Stati membri.

3.3.4. Diposizioni contenute nelle Leggi finanziarie

Particolare attenzione meritano inoltre le leggi finanziarie che, per loro natura,

determinano la reale praticabilità delle azioni connesse alle politiche energetiche locali,

nazionali e comunitarie, da parte delle amministrazioni centrali e locali e da parte di privati ed

imprese.

Recentemente, con la Legge 13 dicembre 2010 n.220 (altresì nota come Legge di stabilità

2011), è stata prorogata al 31 dicembre 2011 la detrazione del 55% delle spese sostenute per la

riqualificazione energetica degli edifici, detraibile, però, in dieci anni anziché in cinque come da

pagina 28 di 85 PAES – Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile del Comune di Rofrano


precedente normativa. Tutti gli altri limiti di spesa, le percentuali di detrazione e gli interventi

ammessi rimangono invariati.

Per tutto il 2012 quindi, secondo quanto indicato dalla finanziaria 2010, saranno valide le

detrazioni Irpef del 36% sugli interventi di recupero del patrimonio edilizio sulle quali viene

prorogata (a tempo indefinito) l’IVA agevolata al 10%.

Particolarmente numerose e significative risultano invece le misure adottate nell’ambito

delle fonti energetiche rinnovabili e dell’efficienza energetica dalla Legge Finanziaria 2008

(Legge 24 dicembre 2007, n.244) e dal decreto legge ad essa collegato, che prorogavano a tutto

il 2010 gli incentivi già previsti dalla Finanziaria 2007 (legge 27 dicembre 2006 n. 296) e ne

introduceva di nuovi.

Venivano quindi prorogate tutte le agevolazioni relative all’efficienza energetica degli

edifici, ed in particolare:

detrazione fiscale del 55% delle spese sostenute per la riqualificazione globale degli

edifici, la riduzione delle dispersioni termiche, l’installlazione di pannelli solari termici e

di caldaie a condensazione e la costruzione di nuovi edifici ad altissima efficienza

energetica;

detrazione del 20% per l’acquisto di frigoriferi o congelatori ad alta efficienza e per

l’installlazione di motori elettrici ad alta efficienza;

detrazione del 36% per la sostituzione, nel settore commerciale, di apparecchi

illuminanti e lampade a incandescenza con altri ad alta efficienza e installlazione di

regolatori di flusso luminoso.

Inoltre si disponeva:

la possibilità per i Comuni di ridurre l’aliquota ICI sotto il 4 per mille in caso di

installlazione, a servizio di specifiche unità immobiliari, di impianti energetici realizzati

con fonti rinnovabili;

l’estensione della detrazione fiscale del 55% anche alla sostituzione di impianti di

climatizzazione invernale con pompe di calore ad alta efficienza e con impianti

geotermici a bassa entalpia;

la subordinazione del rilascio del permesso di costruire dal 2009 all’installlazione di

impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, alla certificazione

energetica dell'edificio e a caratteristiche strutturali dello stesso finalizzate al risparmio

idrico;

il divieto, a partire dal 2010, di commercializzazione di elettrodomestici appartenenti

alle classi energetiche inferiori alla A e di motori elettrici appartenenti alla classe 3. Dal

2011, inoltre, è vietata la commercializzazione delle lampadine a incandescenza e degli

elettrodomestici privi di interruttore dell'alimentazione dalla rete elettrica.

PAES – Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile del Comune di Rofrano pagina 29 di 85


Fatta esclusione per l’energia solare fotovoltaica, regolata dal D.M. 19 febbraio 2007, per

tutte le altre fonti rinnovabili la riforma prevede maggiore sicurezza per le incentivazioni, sia in

termini di tempestività del conseguimento delle stesse che in termini di garanzia attraverso il

meccanismo del “Conto Energia”. Vengono inoltre incrementate le tariffe attraverso una

rivalutazione dei “Certificati Verdi, variabile secondo la specifica fonte rinnovabile, sia

attraverso il prolungamento a 15 anni del periodo di attribuzione dei Certificati Verdi, che alla

fissazione, sempre a 15 anni, del periodo di attribuzione delle tariffe incentivanti per gli

impianti ammessi a godere del “Conto energia”.

L’art. 2, comma 173, della finanziaria 2008 stabilisce inoltre che, qualora il soggetto

responsabile dell’impianto fotovoltaico sia un Ente Locale, si applicano sempre le tariffe

incentivanti più alte, stabilite dal D.M. 19 febbraio 2007, anche per impianti eventualmente

collocati sul terreno.

3.4. Il contesto regionale e provinciale

Una volta analizzato il contesto europeo e nazionale, nella redazione del PAES del

Comune di Rofrano si è fatto riferimento ai diversi documenti d’indirizzo e alle iniziative

sviluppate a livello Regionale e Provinciale.

A livello regionale il principale documento riportante misure volte al raggiungimento degli

obiettivi fissati da Kyoto sono le “Linee di Indirizzo Strategico del Piano Energetico Ambientale

della Regione Campania” pubblicate sul B.U.R.C. n.43 del 28 Ottobre 2008, con il quale sono

state definite le linee di indirizzo della politica energetica della Campania.

Il sistema elettrico della Regione Campania vale per consumi il 5,63% di quello nazionale

(dati Terna 2010) ed ha un deficit di produzione che si attesta al 43,6% dell’energia richiesta.

Gli obiettivi regionali da conseguire entro il 2020 sono la copertura di una quota del

fabbisogno di energia elettrica da Fonti Energetiche Rinnovabili nonché una riduzione dei

consumi finali di energia con apposite politiche dal lato della domanda, attraverso una

razionalizzazione dei consumi nei settori domestico, industriale, terziario ed agricolo.

In tal senso, la Regione Campania ha messo in campo uno sforzo complessivo di

programmazione con l’attuazione del PASER (Piano d’Azione per lo Sviluppo Economico

Regionale), oltre che con l’attualizzazione delle prima menzionate “Linee di Indirizzo Strategico

del Piano Energetico Ambientale della Regione Campania”.

Tale programmazione nasce a valle di un percorso effettuato in Regione Campania a

partire dalle “Linee guida in materia di politica regionale e di sviluppo sostenibile nel settore

energetico” approvate con D.G.R. n.4818 del 25/10/2002 e dalla successiva ”Analisi del

pagina 30 di 85 PAES – Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile del Comune di Rofrano


fabbisogno di energia elettrica in Campania: bilancio di previsione e potenziamento del parco

termoelettrico regionale” che integrava le linee guida precedenti ed ha rivalutato le esigenze

relative sia ai nuovi impianti da fonti rinnovabili e cogenerazione, sia ai nuovi insediamenti

termoelettrici.

Ulteriori strumenti attuativi della programmazione energetica Regionale sono state nel

2006 le “Linee guida per lo svolgimento del procedimento unico relativo alla installlazione di

impianti per la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile”.

Il quadro normativo regionale in estrema sintesi è rappresentato dai seguenti decreti e

leggi regionali ed è riportato in modo completo in allegato:

D.G.R. 7 settembre 2001, n. 4066 “Trasferimento alle Province di funzioni

amministrative in materia di risparmio energetico”

D.G.R. 25 novembre 2002, n. 4818 “Linee guida in materia di politica regionale e di

sviluppo sostenibile nel settore energetico

D.G.R. 5 dicembre 2003, n. 3522 “Linee guida in materia di politica regionale e di

sviluppo sostenibile nel settore energetico – Integrazione”

D.G.R. 19 marzo 2004, n. 460 “Individuazione della struttura regionale competente per

l’autorizzazione alla costruzione e all’esercizio di impianti di produzione dell’energia

elettrica alimentata da fonti rinnovabili”

L.R. 30 gennaio 2008, n. 1 “Disposizioni per formazione del bilancio annuale e

pluriennale della Regione Campania” – Legge Finanziaria 2008

D.G.R. 18 marzo 2009, n. 475 “Proposta di Piano Energetico Ambientale Regionale

della Campania e avvio delle attività di consultazione, di valutazione ambientale

strategica e di stesura del Piano d'Azione per l'Energia e l'Ambiente”

D.G.R. 30 ottobre 2009, n. 1642 “Norme sul procedimento di autorizzazione unica di

impianti a fonti rinnovabili – Revoca D.gr. 500/2009”

D.D. 18 febbraio 2011, n. 50 “Criteri per l’applicazione delle Linee guida nazionali di

autorizzazione degli impianti a fonti rinnovabili”

D.D. 28 settembre 2011, n. 420 “Nuove indicazioni applicative delle Linee guida

nazionali e nuovo modulo di domanda di Autorizzazione Unica”

D.D. 26 ottobre 2011, n. 516 “Precisazioni e modifiche alla procedura di autorizzazione

di impianti a fonti rinnovabili”

L.R. 27 gennaio 2012, n. 1 “Finanziaria regionale 2012 – Stralcio – Promozione energia

rinnovabile e modifiche al Piano casa”.

In sintesi con le Linee di indirizzo al PEAR rimangono individuati i seguenti punti di

riferimento degli indirizzi regionali: la garanzia della sicurezza, la flessibilità e continuità degli

approvvigionamenti, il funzionamento unitario del mercato dell’energia, l’economicità

dell’energia e la qualificazione dei servizi attraverso la promozione delle fonti rinnovabili e del

PAES – Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile del Comune di Rofrano pagina 31 di 85


isparmio energetico, la valorizzazione delle risorse del territorio e il perseguimento

dell’efficienza degli usi finali dell’energia.

Tenuto conto degli scenari in atto e delle evoluzioni tendenziali dei prossimi anni le Linee

d’indirizzo, pur assumendo l’obiettivo strategico del pareggio tra consumi e produzione di

energia elettrica, intendono subordinare tale obiettivo alla contemporanea riduzione delle

emissioni di CO2 ed alla progressiva emancipazione dai combustibili fossili, attraverso la

diversificazione delle fonti di approvvigionamento e la stabilizzazione dei consumi derivante da

una razionalizzazione della domanda.

La Regione Campania considera la lotta ai cambiamenti climatici e l’introduzione di

politiche volte a "decarbonizzare" l'economia importanti opportunità in numerosi settori

tecnologici quali l'efficienza energetica e le energie rinnovabili, promuovendo un contenimento

della spesa relativa all’approvvigionamento energetico, una evoluzione del sistema economico

in un contesto ecologico e la creazione di comunità locali più sostenibili, ribaltando

l’impostazione consueta di piano settoriale e considerando il PEAR quale vero e proprio piano

industriale, strategico e trasversale, che promuova uno sviluppo locale sostenibile e duraturo in

grado di raccogliere la sfida verso e oltre Kyoto, conseguendo gli obiettivi prefissati a livello

comunitario e nazionale.

3.4.1. Applicazione del “burden sharing” al sistema energetico campano

Con il Decreto Burden Sharing, l'obiettivo nazionale del 17% è stato ripartito su base

regionale.

Gli obiettivi, intermedi e finali, assegnati alla Regione Campania in termini di incremento

della quota complessiva di energia (termica + elettrica) da fonti rinnovabili sul consumo finale

lordo sono riassunti nella tabella seguente:

Sviluppo regionale FER elettriche Campania al 2020

La tabella seguente riporta lo sviluppo dei consumi regionali da fonti rinnovabili elettriche

rispetto all'anno iniziale di riferimento.

pagina 32 di 85 PAES – Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile del Comune di Rofrano


Sviluppo regionale FER termiche Campania al 2020

La tabella seguente riporta lo sviluppo dei consumi regionali da fonti rinnovabili termiche

rispetto all'anno iniziale di riferimento.

Contenimento dei consumi finali lordi

La tabella seguente riporta la traiettoria al 2020 dei valori relativi al consumo finale lordo,

calcolato come somma dei contributi dei consumi elettrici e dei consumi non elettrici.

Il contenimento del consumo finale lordo non rappresenta un obiettivo vincolante per la

Regione. D'altra parte, però, è evidente che con una riduzione dei consumi finali, la Regione

potrà raggiungere con maggiore facilità gli obiettivi di incremento della quota complessiva di

energia (termica + elettrica) da fonti rinnovabili.

PAES – Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile del Comune di Rofrano pagina 33 di 85


3.4.2. Cultura e diffusione dell’energia solare in Campania

Con la promulgazione della L.R. n. 1 del 18 febbraio 2013, la Regione Campania individua

il sole come sua primaria fonte di energia per ogni sua attività, civile e produttiva.

La Regione Campania si propone i seguenti obiettivi biennali, quinquennali e decennali:

a. per il 2013, la copertura del dieci per cento dell’attuale consumo energetico con fonte

solare;

b. per il 2016, la copertura del trenta per cento dell’attuale consumo energetico con

fonte solare;

c. per il 2021, la copertura del sessanta per cento dell’attuale consumo energetico con

fonte solare.

Intendendo per consumo energetico, l’energia consumata in Campania da qualsiasi fonte.

Nel rispetto delle competenze Stato‐Regioni in materia di produzione, trasporto e

distribuzione dell’energia previste dalla Costituzione e dalle leggi statali, la Regione Campania, a

partire dal 2013, sceglie di coprire i propri fabbisogni energetici del Piano energetico regionale

con energia solare, rispetto agli impianti termoelettrici e da fonte fossile.

Pertanto, in coerenza con i sopra citati obiettivi, viene programmato un piano di

dismissione degli attuali impianti di produzione termoelettrica da fonte fossile e la riduzione

della importazione regionale di energia, mediante un piano di dismissione delle reti elettriche a

380 kV e a 220 kV.

La L.R. n. 01/2013 stabilisce, inoltre, che tutti gli edifici adibiti a pubblico servizio debbano

avere autosufficienza energetica da fonte solare entro il 2015, salvo particolari deroghe. Essa

dispone, infine, che tutti i comuni della Campania si dotano, entro centoventi giorni dalla data

di entrata in vigore della legge, dei Piani energetici solari (PESC) atti a definire gli obiettivi di

copertura di fabbisogno energetico da fonte solare che sono fissati dai singoli comuni e che non

devono essere inferiori agli obiettivi biennali, quinquennali e decennali prima citati. Nei PESC

sono definiti i possibili diversi tipi di solarizzazione delle singole aree del proprio territorio in

armonia con la piena tutela dei valori architettonici, archeologici, storici e culturali a mezzo del

parere vincolante delle Soprintendenze, nonché sono individuate le aree necessarie per gli

impianti solari di potenza necessaria e sufficiente all’intera copertura del fabbisogno energetico

del territorio del singolo comune.

Saranno, infine, i comuni, in forma singola o associata, a curare secondo le modalità delle

leggi nazionali vigenti, la distribuzione dell’energia elettrica prodotta da fonte solare e

dell’eventuale acqua calda del teleriscaldamento e dei servizi igienico sanitari.

pagina 34 di 85 PAES – Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile del Comune di Rofrano


3.5. L’impegno del Comune di Rofrano

Con l’adesione al Patto dei Sindaci, il Comune di Rofrano ha assunto l’impegno di ridurre

entro il 2020 di almeno il 20% le emissioni di CO2 rispetto all’anno base. Questo impegno deve

essere prima di tutto tradotto in termini quantitativi. A partire dai risultati del Bilancio di

Energia e CO2, è possibile calcolare il target minimo di emissioni al 2020 per il Comune di

Rofrano: come si vedrà in seguito, il target di piano, ossia il livello delle emissioni atteso a

seguito della completa attuazione delle azioni indicate nel PAES, andrà ben oltre questo

obiettivo minimo.

Per calcolare il target minimo di emissioni al 2020 è necessario fissare l’anno base e il

metodo di calcolo.

L’anno base adottato dal Patto dei Sindaci è il 1990, in linea con il sistema degli obiettivi

europei e internazionali. Le Linee guida del Patto consentono, tuttavia, di adottare un anno

diverso qualora la base statistica relativa al 1990 non risulti sufficientemente solida: in tal caso

è possibile adottare come anno base quello più prossimo al 1990 per il quale si dispone di dati

sufficienti. Per il Comune di Rofrano, su indicazione dell’Università di Salerno che ha curato la

predisposizione del Bilancio di Energia e CO2, come anno base è stato adottato il 1990, per il

quale si può contare su alcuni dati, importanti ai fini della elaborazione del bilancio,

indisponibili per gli anni precedenti.

Il Patto dei Sindaci lascia libero il Comune anche nella scelta di adottare un metodo di

calcolo del target basato sulle emissioni comunali totali oppure sulle emissioni procapite. Tale

scelta può determinare differenze rilevanti nei risultati finali solamente in caso di dinamiche

demografiche particolarmente spinte. Non risultando il Comune di Rofrano caratterizzato da

elevato tasso di crescita della Popolazione residente, si è optato per l’adozione del valore

totale.

Il Bilancio delle emissioni del Comune di Rofrano indica nel 1990 un valore di emissioni

totale pari a 7315 t CO2. Negli ultimi dieci anni le emissioni pro capite sono cresciute di circa il

10%. Pertanto, per rispettare l’impegno preso con la sottoscrizione del Patto dei Sindaci, il

Comune di Rofrano al 2020 dovrà raggiungere un valore di emissione complessivo pari o

inferiore a 5852 t CO2. Secondo una prima stima al 2011 le emissioni totali sono passate a circa

7086 t CO2, in diminuzione rispetto all’anno base di circa 229 t CO2. Occorre, pertanto, ridurre

entro il 2020 le emissioni annue di circa 1234 t CO2.

PAES – Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile del Comune di Rofrano pagina 35 di 85


4. Situazionee

attuale e e visionne

al 202 20

Una volta definiito

il quadro o degli obieettivi

e target,

nel PAES S viene desscritta

la tra ansizione

dal modello

energeticco

attuale a quello del 2020. Di se eguito, quindi,

si riportta

in modo sintetico s

una brevee

descrizionne

dell’attuale

modo di produrr re e consum mare energgia

nel Com mune di

Rofrano e, successivamente,

di quello q che ddovrà

esser re in futuro,

illustrandoo

gli impatt ti stimati

dell’attuazzione

del PAAES

in termini

di riduziione

delle emissioni e di i CO2, in maaniera

distin nta per i

diversi setttori

e per lee

tipologie di interventto.

In mezzo

una breve

descrizionne

del ruolo o che, in

questa transizione,

è chiamata a svolgere l’ ’Amministra azione com munale, distiinguendo

tr ra azioni

dirette e inndirette.

4.1. Consumi

enerrgetici

ed emissioni

di CO2 at ttuali

Di seeguito

si preesenta

una sintesi dei risultati de el Bilancio di d Energia e CO2, ripor rtato nel

capitolo 5 del presentte

documen nto.

Nel 22010

i consumi

energ getici finali (usi finali elettrici, te ermici e di combustibile

per i

trasporti) nnel

Comunee

di Rofrano

sono parii

a 19035 MWh, M con la a corrispondente

emis ssione in

atmosfera 7044 t COO2.

Il consum mo energettico

pro capite

è 11,1 1 MWh, a ffronte

di un

valore

medio nazionale

di 255

MWh e di i un valore medio prov vinciale di circa c il 17% MWh. Le emissioni e

di CO2 pro capite del 2009 sono state di 4,007

t CO2. Secondo

le co onclusioni ddel

BEI, il fatto

che i

consumi ennergetici

e le emissioni

di un abitaante

di Rofr rano siano inferiori i risppetto

a que elle di un

italiano meedio

dovutoo

principalm mente alla sccarsa

industrializzazion

ne del territtorio.

Analizzando

le emissioni totali

dovutte

alle attiv vità del terr ritorio dal 11990,

si nota

come

queste siano

ritornate

a valori pari p o leggeermente

inf feriori a quelle

del 19990.

Si tratta

di una

tendenza cche

non si ppuò

ascriver re alla solo decrescita demografic ca ma anchee

alla conco omitante

crisi econoomica

e finnanziaria.

Analizzando A o il dato pr ro capite, negli n ultimii

dieci anni

il dato

relativo ai consumi eenergetici

è aumentatto

di circa il 14% e quello q dellee

emissioni del 9%,

nonostantee

gli sforzi fatti a livello

nazionale

per aum mentare l’ef fficienza energetica

e l’utilizzo

delle fonti rinnovabili di energia e nonostante

il peso della

recente e crisi econoomica

e fina anziaria.

pagina 36 ddi

85

PAES

Piano d’Azione per

l’Energia So ostenibile deel

Comune di

Rofrano


t CO2

9. 000,00

8. 000,00

7. 000,00

6. 000,00

5. 000,00

4. 000,00

3. 000,00

2. 000,00

1. 000,00

Figura

3 Anndamento

1990‐2009 1 ddelle

emissioni

nel Com mune di Roffrano

per se ettori

Annalizzando

la situazione

di ciascunn

settore:




0,00

il settore residenziale

presentaa

un andamento

dell le emissionni

oscillante e, con unaa

sensibile ddiminuzione

e delle emisssioni

di CO2

nel venten nnio (‐16%) );

il settore produttivo o (secondaario

e terz ziario) presenta

un liivello

di emissioni

inn

aumento fino al 200 03 con un’innversione

di d tendenza solo dopo o questo anno:

in ognii

caso le emmissioni

del settore al 22010

sono +6% + di quelle

del 1990; ;

infine il seettore

dei tr rasporti nel 2010, nono ostante la diffusione d dii

veicoli più efficienti e

meno emmissivi,

incre ementa le proprie em missioni risp petto a queelle

del 1990

(+18%), ,

confermandosi

il sett tore con piùù

emissioni di CO2.

Il settore dellla

pubblica a amministrrazione

rimane

sostanzialmente

ssui

valori di

emissionee

di CO2 rregistrati

neel

1990.

L’ andamentoo

del mix en nergetico ccomunale

mostra m negli i anni un auumento

dell’incidenzaa

percenttuale

dell’elettricità

sui i consumi fiinali,

che to occa il 30% nel n 2010. Inn

tutto il per riodo 1990‐ ‐

2010 si osserva annche

un aum mento del contributo del gasolio o per autotrrazione,

che

oggi, conn

una perrcentuale

del

29%, si pone p sostannzialmente

alla pari con

l’elettricittà.

In quest to contestoo

le rinnoovabili

giocano

ancora

un ruoolo

margina ale, pari circa c al 2% % dei cons sumi finali, ,

principaalmente

dovvuto

a biom massa e solaare

termico. .

Peer

quanto riguarda

la produzione p di energia elettrica e loc cale, la prodduzione

ann nua stimataa

PAES – Piano d’Azione

per l’Energia

Sosttenibile

del Comune di Rofrano

Puubblica

Amministrazione

Trrasporto

Reesidenziale

Prroduttivo

pagina

37 di 855


dagli impianti fotovoltaici connessi in rete alla data di febbraio del 2013 è pari a 93,7 MWh,

corrispondente a circa lo 0,5% dei consumi energetici totali e a circa l’1,62% dei soli consumi

elettrici. Gli impianti censiti 8 sono:

Tabella II: Impianti fotovoltaici in esercizio alla data del 28 febbraio 2013

Territorio Indirizzo Potenza

Tipologia di

installazione

Rofrano Loc. San Menale, snc 3,00 Su Edificio

Rofrano Via Cetrangolo, snc 5,64 Su Edificio

Rofrano Via Marconi, 3 19,74 Su Edificio

Rofrano Via Ronsini, snc 5,04 Parzialmente Integrato

Rofrano Via Tosone, snc 2,94 Su Edificio

Rofrano Via Tosone, snc 2,94 Su Edificio

Rofrano Via Tosone, snc 2,94 Su Edificio

Rofrano Via ZAMILLA , 4 2,88 Su Edificio

Rofrano Via P. Scandizzo 4,3 Su Edificio

Rofrano Polaritto 20 Parzialmente Integrato

4.2. Il ruolo dell’Amministrazione comunale nella transizione verso un nuovo

modello energetico

L’Amministrazione comunale è il primo responsabile del PAES e del rispetto degli impegni

assunti con la sottoscrizione del Patto dei Sindaci. Nell’ambito della implementazione delle

azioni, tuttavia, il tipo di intervento svolto può essere molto differenziato. Nel presente

documento si individuano tre specifici ruoli dell’Amministrazione comunale:

1. “consumatore e produttore diretto”: vi rientrano ad esempio tutti gli interventi di

efficientamento del patrimonio edilizio comunale, o quelli sulle scuole o altre strutture

attraverso le quali l’Amministrazione fornisce servizi;

2. “pianificatore e regolatore”: include le azioni legate al ruolo “normativo”

dell’Amministrazione, che si concretizza ad esempio attraverso la redazione del

Regolamento edilizio o la pianificazione del sistema di raccolta e gestione dei rifiuti;

3. “promotore e incentivatore”: rientrano in questa categoria tutte le azioni attivare

dall’Amministrazione che possono avere ricadute più o meno indirette in termini di

riduzione delle emissioni di CO2, a cominciare dagli interventi di educazione e

sensibilizzazione per arrivare a incentivi, anche economici, diretti a sostenere

determinate azioni.

Nel piano sono stati quotati quindi non solo gli interventi diretti, come quelli sui consumi

8 http://atlasole.gse.it/atlasole/

pagina 38 di 85 PAES – Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile del Comune di Rofrano


energetici degli edifici pubblici, ma anche quelli indiretti, come gli atti della pianificazione

urbanistica o le azioni di incentivazione e facilitazione di interventi. Il raggiungimento

dell’obiettivo finale richiede il coinvolgimento, insieme a quello pubblico, anche del settore

privato. I maggiori potenziali di riduzione delle emissioni di CO2 sono attribuibili, infatti, proprio

ai livelli II e III, in cui il comune può svolgere essenzialmente un’azione indiretta favorendo

l’iniziativa privata.

4.3. Rofrano 2020: la transizione verso un futuro energetico sostenibile

Il compito di un Piano d’azione è quello di fornire indicazioni e strumenti per governare

un processo, intervenendo sulla sua evoluzione e modificandone il percorso rispetto a uno

scenario tendenziale, ossia quello ipotizzabile a condizione date (e in assenza delle misure di

Piano).

Il primo passo è, dunque, quello di definire lo scenario tendenziale delle emissioni di CO2

del Comune di Rofrano al 2020. A tal fine sono state effettuate una serie di ipotesi per il trend

demografico e le emissioni pro capite. Per quanto riguarda la Popolazione residente, il Comune

di Rofrano presenta tradizionalmente un trend decrescente. Si ipotizza che tale trend si

stabilizzi fino a portare al 2020 a una popolazione residente di 1673 unità, circa 37 residenti in

meno rispetto al 2010, in linea con le previsioni di sviluppo demografico del territorio (vedasi

fig. 1).

Le emissioni pro capite presentano un andamento in continua crescita negli ultimi 10

anni. Questa dinamica è fortemente influenzata dalla diminuzione della popolazione con un

tasso di decremento maggiore della percentuale di rallentamento nei consumi del settore

produttivo (primario, secondario e terziario) e del settore dei trasporti, dovuto alla crisi

economica.

Nella presente analisi si è fatto riferimento allo scenario nazionale Primes 2009, utilizzato

dall’Unione europea per la valutazione degli impegni comunitari sull’efficienza energetica,

assumendo che le emissioni procapite medie comunali nei prossimi anni non si discostino

sensibilmente dai valori 2010, con un valore al 2020 delle stesse superiore del 3% al valore

2010.

Nello scenario tendenziale così costruito le emissioni comunali aumenteranno nel

prossimo decennio, giungendo a circa 6950 t CO2 nel 2020, principalmente a causa della

stabilizzazione del processo demografico e dell’incremento del consumi procapite. L’attuazione

delle azioni descritte nel capitolo 6 del presente documento, consentiranno una riduzione delle

emissioni totali di 2235 t CO2 al 2020, portando le emissioni pro capite a 3,04 t CO2 e definendo

così il target di piano, pari a una riduzione delle emissioni su base 1990 del 30,55%. Questo

risultato sarà ottenuto principalmente attraverso azioni in parte già programmate da realizzarsi

PAES – Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile del Comune di Rofrano pagina 39 di 85


nel prossimmo

triennio.

t CO2

4,2

4,1

4

3,9

3,8

3,7

3,6

3,5

Fonte: Elaboraazioni

UNISA suu

dati ISPRA

Figura 4

Andamentto

storico e tendenziale

delle emissioni

pro capite c nel Coomune

di Rofrano R

Analizzando

la ripartizione e per categgoria

di intervento

(c cfr. cap. 6) ), il contrib buto più

significativvo

(89%) deeriverà

dasis stemi per laa

produzion ne locale di

energia ellettrica

e te ermica e

dalla produzione

locaale

di energ getica da fonti

rinnovabili,

il 7% da

interventti

di riqualif ficazione

energeticaa

sugli edificci

e sulle inf frastrutturee

ed il 4% dallo d gestion ne dei rifiutti.

Gli interv venti più

immediati sono principalment

te legati aalla

produz zione di energia e daa

fonti rin nnovabili

(fotovoltaico

e biomassa),

alla riq qualificazione

energeti ica del siste ema di illumminazione

st tradale e

al potenziaamento

dell

servizio di raccolta differenziata

a porta a po orta. A riguuardo

di tale e ultimo

aspetto occcorre

sotttolineare

ch he il Comuune

di Rof frano ha attivato

il sservizio

di raccolta

differenziaata

“porta a porta” nel 2004, raggiiungendo

risultati

di ec ccellenza in termini di gestione g

del servizioo.

Per il 20113

è previst ta la realizzazione

di un

nuovo centro

di racccolta

dei rif fiuti, che

certamente

rilancerà l’efficienza del servizioo

sull’intero o territorio comunale. c

pagina 40 ddi

85

2001

2002

2003

2004

2005

2006

2007

2008

2009

2010

2011

2012

2013

2014

2015

2016

2017

2018

2019

2020

Emissioni storiche s

Emissioni stimate

s

PAES

Piano d’Azione per

l’Energia So ostenibile deel

Comune di

Rofrano


Fonte: Elaborazioni UNISA

Figura 5 Ripartizione del target 2020 di riduzione delle emissioni di CO2 nel Comune di Rofrano

per categoria di intervento

Per quanto riguarda le tipologie degli interventi proposti, il 14% delle azioni sono di

utilizzo delle fonti rinnovabili di energia, il 76% alla valorizzazione energetica delle biomasse

forestali di cui Rofrano è ricchissima ed il restante 20% sono riconducibili al campo

dell’efficienza energetica, principalmente con interventi sugli edifici e sulle infrastrutture. Si

tenga anche presente che nel PAES sono contenute diverse azioni a cui non sono associati

impatti direttamente quantificabili in termini di riduzione delle emissioni di CO2 ma che, oltre

alla loro capacità di alimentare altre azioni, potranno presumibilmente incrementare il target di

piano.

4.4. Aspetti organizzativi e finanziari

Riqualificazione energetica del

sistema di illuminazione pubblica

Certificazione e riqualificazione

energetica degli edifici residenziali

esistenti

Installazione di impianti

fotovoltaici sugli edifici pubblici

Realizzazione di un impianto a

biomassa forestale

Riorganizzazione e potenziamento

del servizio di Raccolta

Differenziata (RD)

Installazione di una fontana ad uso

pubblico

Nel presente paragrafo si riporta una descrizione della struttura organizzativa e di

coordinamento, del processo di partecipazione attivato a supporto del piano, degli aspetti

legati al finanziamento delle azioni e al monitoraggio dello stato di attuazione. La struttura

PAES – Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile del Comune di Rofrano pagina 41 di 85


organizzativa rappresenta l’elemento di propulsione dell’intero processo, e richiede

l’individuazione, oltre che di un responsabile PAES, di ruoli e funzioni precise, con una

composizione tale da coprire tutte le principali aree interessante dalle attività di pianificazione.

L’altro elemento propulsivo del processo è costituito dalla spinta dal basso dei cittadini e dei

portatori di interesse locale (stakeholder): il documento deve illustrare il processo di

coinvolgimento attivato dall’Amministrazione e i risultati a cui esso ha portato, in termini di

proposte e adesione all’iniziativa. Il Patto richiede anche precise indicazioni circa le risorse

economiche coinvolte, con l’obiettivo di arrivare da un lato a quantificare le risorse necessarie

per l’implementazione delle azioni stesse e dall’altro a indicare i canali di finanziamento attivati

o potenzialmente attivabili. Infine vanno descritti gli strumenti previsti per la fase di attuazione

e monitoraggio del piano: accanto all’aggiornamento del bilancio energetico ed emissivo, va

definito un set di indicatori in grado di monitorare l’effettiva implementazione delle azioni

indicate nel piano.

L’adesione al Patto dei Sindaci è stata approvata con delibera n. 11 del 11.06.2011 del

Consiglio Comunale di Rofrano. A partire dal 2012, quindi, l’Amministrazione del Comune di

Rofrano si è impegnata a ridurre le emissioni di CO2 del 20% attraverso l’attuazione di un Piano

d’Azione per l’Energia Sostenibile, attivando un processo che durerà fino al 2020. Tale processo,

in prima approssimazione, può essere suddiviso in quattro fasi:

Fase I “Start Up”, che prevede la creazione di una Struttura Interna di Coordinamento

e l’attivazione di un processo partecipativo con il coinvolgimento di cittadini e

portatori di interesse (stakeholder)

Fase II “Pianificazione”, nella quale viene predisposto il Bilancio energetico/emissivo

del Comune, viene redatto il documento di Piano (PAES) e inoltrato all’Ufficio del Patto

dei Sindaci, anche attraverso la compiCamapaniane di appositi moduli

Fase III “Implementazione”, durante la quale vengono attuate le misure contenute nel

PAES

Fase IV “Monitoraggio e Reporting”, che prevede la verifica dei risultati raggiunti e la

rendicontazione all’Ufficio del Patto dei Sindaci.

pagina 42 di 85 PAES – Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile del Comune di Rofrano


FASE 1

FASE 2

FASE 3

FASE 4

Figura 6 Schema di processo dalla sottoscrizione del PdS alla implementazione del PAES

4.5. Struttura interna di coordinamento

Firma del Patto dei Sindaci

Creazione struttura di coordinamento

Coinvolgimento degli Stakeholders

Redazione del BEI e del PAES

Inoltro del PAES al PdS

Implementazione del PAES

Monitoraggio del PAES

Inoltro della relazione periodica al

‐30,55% CO2 al 2020

Per predisporre un Piano d’azione per l’energia sostenibile, nonché per seguirne

l’attuazione, è necessario adeguare l’organizzazione interna dell’Amministrazione comunale: la

redazione di un PAES, nonché la successiva realizzazione delle azioni in esso contenute,

richiedono infatti una azione armonica tra le diverse componenti dell’Amministrazione. A tale

scopo è stata istituita la Struttura interna di coordinamento del PAES di Rofrano, che vede la

partecipazione attiva dei responsabili di aree e dipartimenti chiave per la pianificazione

energetica. In particolare fanno parte della Struttura:

Sindaco: Toni VITERALE

Assessore/ViceSindaco: Michele PELLEGRINO

Responsabile Ufficio Tecnico: ing. Paolo FERRARO

Consulente scientifico: Lucio IPPOLITO

PAES – Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile del Comune di Rofrano pagina 43 di 85


Figura 7 Rappresenntazione

schematica

della

struttura

organizza ativa e di cooordinamen

nto del

PAES del CComune

di Rofrano R

In questa

primma

fase, la Struttura sarà coinv volta dirett tamente nella

redazione

del

documentoo

di Piano, con tutto ciò c che ne consegue ( accompagn namento neell’iter

autorizzativo

interno, geestione

del

processo partecipatiivo

etc.). Una U volta approvato a iil

PAES e inoltrato i

all’Ufficio del Patto dei Sinda aci, la stesssa

struttu ura divente erà il Sogggetto

responsabile

dell’attuazzione

del Piaano,

come indicato

tra le azioni.

4.6. Parttecipazionne

di cittad dini e porrtatori

di interesse

(stakeholdder)

La sttessa

Commmissione

Eu uropea asseegna

al percorso

part tecipato unn

ruolo imp portante

nell’intero processo ddi

predispos sizione e atttuazione

de el PAES. Il processo

di rredazione

del d Piano

potrà esseere

efficacemente

su upportato ddalla

collab borazione di coloro che detengono

le

competenzze

specifichhe

e i legam mi territoriaali

in un’ott tica di “ascolto”

reale e di collab borativo.

Obiettivi prioritari

dell

processo sono: s

pagina 44 ddi

85

CConsulennza

scien ntifica

Luciio

Ippolito o

AAssessore/ViceSindaco

Micheele

Pellegri ino

SINDAC CO

Anntonio

Vit terale

Struuttura

in nterna

di cooordina

amento

Resp.le

Ufficiio

Tecnic co

Paolo Ferrraro

PAES

Piano d’Azione per

l’Energia So ostenibile deel

Comune di

Rofrano


veicolare informazioni complete e comprensibili;

agevolare lo scambio di opinioni tra l’Amministrazione e gli attori che operano sul

territorio;

identificare proposte condivise per dare avvio alla fase attuativa del Piano, a partire

dalla consapevolezza che l’approccio di mitigazione del cambiamento climatico deve

essere il più possibile trasversale ed integrato.

In quest’ambito l’Amministrazione comunale ha organizzato direttamente o partecipato

ad alcune iniziative di comunicazione e di coinvolgimento attivo della Comunità locale, cosi

come previsto dalle linee guida europee.

Per quanto attiene le Fasi I e II, di “informazione ai cittadini e feedback”, il Comune ha

aperto nel proprio sito Comunale una pagina web dedicata al Patto dei Sindaci, contenente

informazioni generali sul Patto dei Sindaci e sui Piani d’azione, link utili con i fondamentali

documenti di riferimento, e un indirizzo e‐mail per una interazione propositiva.

Preliminarmente alla fase di consultazione, è stata effettuata una “mappatura degli

stakeholder” necessaria per poter coinvolgere in prima persona i soggetti che potrebbero

essere direttamente interessati alle azioni del Piano e intraprendere con loro attività di

confronto diretto nella stesura definitiva del Piano stesso. La mappa del Comune di Rofrano

include: Associazioni, quali Legambiente Campania Onlus, Anter, Get Cult Natura Rofrano;

l’Ente Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni; e le ditte Mondo Energia, DSE,

Consorzio Abn

Le modalità di coinvolgimento attivo e partecipato degli stakeholder previste nelle Fasi III

e IV, di “consultazione e interazione”, attengono ad una serie di incontri organizzati dal Comune

oppure nei quali il Comune ha partecipato.

4.7. Costi e strumenti di finanziamento

Gli investimenti che verranno attivati dall’implementazione delle misure contenute nel

PAES sono ingenti, circa 3,1 milioni di euro solo per le azioni già programmate e da attuarsi

entro il 2020, come indicato nelle singole schede d’azione.

Per quanto riguarda i finanziamenti delle iniziative, questi fanno riferimento a meccanismi

diversi, che vanno dall’accesso a fondi provinciali o regionali, come ad esempio nel caso di

alcuni interventi sull’illuminazione stradale, la mobilità o i rifiuti, all’utilizzo di sistemi di

incentivazione nazionali, come per gli impianti ad energia rinnovabile o l’efficientamento degli

edifici privati, fino ad arrivare a una copertura dei costi, totale o parziale, da parte

dell’Amministrazione stessa, spesso attraverso l’utilizzo di risorse interne, anche professionali.

PAES – Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile del Comune di Rofrano pagina 45 di 85


In linea generale, nella definizione delle azioni si è cercato quanto più possibile di limitare il

prelievo dalle casse comunali, sfruttando al massimo le opportunità derivanti da finanziamenti

sovra‐comunali, anche europei, e ricercando il massimo coinvolgimento del settore privato,

anche attraverso l’introduzione di premialità e piccoli incentivi.

Si segnala, infine, che il Comune intende promuovere la costituzione di una ESCO, a

prevalente partecipazione pubblica, nella prospettiva di concretizzare interventi ed

investimenti locali nel settore del risparmio energetico e della produzione di energia, nonché di

avanzare proposte progettuali e richieste di finanziamento all’U.E.

pagina 46 di 85 PAES – Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile del Comune di Rofrano


5.

Inventaario

dei consumi c energeti ici e delle e emissiooni

di CO

Il presente caapitolo

forn nisce la basee

analitica e quantitativ va del Pianoo,

illustrand do i risultatii

del Bilancio

di Energia

e CO2 predispostoo

dall’Unive ersità di Salerno.

Nel ddocumento

di bilancio, ,

sulla baase

dei risultati

ottenu uti, sono staati

suggeriti

alcuni am mbiti di azione

che son no diventatii

parte inntegrante

ddella

strateg gia d’intervvento

prese entata nel Piano P e chee,

consegue entemente, ,

sono staati

esclusi ddal

presente e estratto. IIn

alcuni casi

i dati di consumo c ennergetico

ed

emissionii

riportatti

in altre paarti

del docu umento (anche

quelli in

allegato) possono diffferire

legge ermente daa

quelli presentati

di

seguito, in n quanto il bbilancio

è stato s redatto

con mesi di anticipo o rispetto all

PAES e, quindi, facendo

riferim mento a unaa

base infor rmativa non n sempre coompleta.

5.1. MMetodologgia

d’inven ntario

5.1.1. Definizione,

obiettivi e problemi metodolog gici

Peer

realtà teerritoriali

circoscritte

e nel caso o del comu une di Rofrrano,

non esiste e “un” ”

bilancioo

di CO2, ovvero

non esiste

un meetodo

univo oco e adegu uatamente ggarantito

per

redigeree

un bilancio

di queesto

tipo, non al parri,

per intenderci,

di quanto avvviene

per il i territorioo

nazionaale.

Su scalaa

comunale e ad esemppio

ha semplicemente

e poco sensso

isolare il

sistema e

immaginare

di faree

una valuta azione dellee

emissioni effettivame ente e diretttamente

prodotte

nell

territoriio,

e su queeste

fare un

bilancio. Infatti, se pure p tecnicamente

un’operazione

e di questoo

tipo sarrebbe

inopppugnabile.

Per P valutaree

la CO2 di un dato ter rritorio ancche

come in ndicatore dii

sostenibbilità,

dovreemmo

meto odologicamente

preocc cuparci dell le responsabilità

delle emissioni e

non soloo

della loroo

causalità, e inoltre occcorre

analizzare

con chiarezza c coome

e dove e l’utente a

cui si riivolge

il bilancio

può interveniree

per miglio orare la situ uazione. Ci interessano

quindi lee

emissioni

che poteenzialmente

e possono essere

influe enzate dagli attori locali.

Inn

tale prosppettiva

ha poco p sensoo

un bilanci io che applica

in moddo

astratto il principioo

territoriialità

contabilizzando

tutte t le emmissioni

che nascono en ntro i proprri

confini in n modo chee

un comune

attraveersato

da un’autostrad

u da oppure da d rotte di linee di traasporto

aereo

sarebbee

gravatoo

per la proopria

porzione

di terrritorio

inte eressata da emissioni di CO2 di cui non è

assolutaamente

responsabile

e per le quali

non ha modo

di agire e in manieraa

diretta.

Inn

realtà esisstono

molti principi e metodi su cui basare un bilancioo

di CO2, ci iascuno deii

quali prresenta

vantaggi

e svan ntaggi: ad eesempio

si può p calcolar re il proprioo

bilancio pa artendo daii

dati di consumo dell’energia a finale (al

netto delle

perdite di trasforrmazione,

trasporto t e

produzione),

oppuure

si posso ono valutarre

i consum mi energetic ci in terminni

di energia

primaria, ,

PAES – Piano d’Azione

per l’Energia

Sosttenibile

del Comune di Rofrano

O2

pagina

47 di 855


oppure ancora si può effettuare il calcolo tenendo conto dei fattori LCA (Life Cycle Assessment)

dei prodotti energetici.

In tutti i casi tuttavia il problema metodologico principale è l’incapacità di poter chiudere

un territorio, come potrebbe essere un comune, e di considerarlo come sistema isolato. In un

territorio comunale, provinciale o regionale, quello che si produce e quello che si consuma

dipende fortemente dagli scambi con l’esterno ed è dunque una grave perdita di informazioni

omettere i consumi locali di cui un territorio è comunque responsabile, si tratta della cosiddetta

“energia grigia”, ovvero di quell’energia che è stata utilizzata in altri luoghi per produrre quel

determinato prodotto energetico e consentirne l’utilizzo finale.

5.1.2. Lo strumento ECORegion

Con le emissioni di CO2 al centro di una politica di sostenibilità del territorio diventano

cruciali uno strumento e una metodologia che permettono di redigere un bilancio di questo CO2

con metodi chiari e uniformi, costi contenuti e risultati paragonabili. ECORegion è nato su

impulso di comuni e cantoni svizzeri proprio per rispondere a queste esigenze. Si tratta di un

software online, che consente di calcolare con cadenza annuale il bilancio di CO2 e di consumi

energetici del proprio territorio e del proprio ente. Lo strumento è in pratica una macchina di

calcolo che utilizza per l’elaborazione sia dati di default (top‐down) desunti dal modello

nazionale, che dati propri locali (bottom‐up) calcolati o reperiti in proprio dagli utenti. Con

questo metodo si realizza uno strumento flessibile che approssima e integra i dati mancanti e

che in definitiva permette di conoscere e monitorare l’andamento delle emissioni di CO2 dovute

ai consumi energetici del territorio di riferimento. I consumi e le relative emissioni sono

suddivisi in tre macro settori: “Economia”, “Residenziale”, “Settore pubblico” e per entrambi

ECORegion permette la ricostruzione della serie storica 1990‐2010, con la possibilità di costruire

scenari per gli anni futuri.

Il software consente poi l’archiviazione online e la distinzione della parte del bilancio

calcolata con dati locali da quella elaborata sulla base di indicatori. I risultati possono essere

calcolati come totali o parziali attivando un gran numero di filtri, possono essere rappresentati

in numerosi modi come tabelle o grafici e importati sul proprio calcolatore per gli usi più vari.

Per la redazione di un bilancio di CO2 comunale occorre tenere in debita considerazione

l’effettiva reperibilità dei dati necessari a implementare il bilancio. Non interessa creare un

bilancio una tantum, ma creare uno strumento utile anche al monitoraggio dei dati di bilancio

ed è quindi necessaria la caratteristica di replicabilità negli anni. I comuni molto spesso non

hanno una grande disponibilità di risorse da destinare alla redazione di un bilancio di questo

tipo, serve dunque una forma leggera, a basso costo, che coinvolga più che altro risorse interne

pagina 48 di 85 PAES – Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile del Comune di Rofrano


all’ente territoriale. Una parte consistente del futuro lavoro consisterà proprio nell’organizzare

la raccolta dei dati, di “istituzionalizzarla” in qualche misura, sulla base dell’esperienza fatta

negli ultimi mesi con l’elaborazione del bilancio di CO2 sotto mano. L’argomento sarà ripreso

nelle conclusioni a questo lavoro.

Inoltre il software permette di creare due differenti bilanci, il primo denominato “Bilancio

iniziale” viene calcolato semplicemente inserendo i dati dello storico sul numero di abitanti e

occupati per sezione economica. Si tratta di un primo bilancio di lavoro di tipo “top‐down”, utile

come base e guida per il lavoro successivo, che elabora le emissioni di CO2 locali sulla base dei

dati del modello nazionale, associando quindi ai dati locali di abitanti e occupati i dati e i fattori

nazionali di emissione.

Partendo da questo bilancio iniziale gli utenti possono sovrascrivere i dati top‐down con i

propri dati bottom‐up per gli anni che hanno a disposizione e quindi ridefinire e specificare

passo per passo il bilancio in modo che sia più aderente alla reale situazione territoriale.

Oltre ad abitanti e occupati, che definiscono il quadro socio‐economico, gli altri dati che

compongono gli input per definire il Bilancio di CO2 sono i consumi energetici dei vari settori e

per i differenti tipi di fonte utilizzata, e quelli riferiti ai volumi di traffico, che all’occorrenza,

vista l’impossibilità di reperire dati precisi a livello locale, si possono valutare tramite degli

indicatori come ad esempio il parco veicoli circolante.

In generale il software permette sempre di personalizzare i valori che compongono il

bilancio oppure, in assenza di fonti valide, di utilizzare quelli del modello Italia.

Anche in passato sono stati elaborati in Europa e in Italia bilanci di CO2 locali e territoriali.

Dalla metà degli anni novanta Regioni, Province e alcuni Comuni hanno cominciato a

quantificare le emissioni di CO2 nel proprio territorio e sono numerosi gli esempi di bilanci fatti

con grande scrupolo metodologico e una impegnativa raccolta dati. Il principale difetto tuttavia

è la loro non‐paragonabilità e replicabilità a causa di metodologie complesse e diverse tra loro.

ECORegion costituisce in tal senso un grande passo in avanti con una comune procedura per la

raccolta dei dati e una unica metodologia per il calcolo dei dati. Inoltre il software offre

l’opzione di costituire delle “comunità intenzionali”.

5.2. Il bilancio energetico e delle emissioni del territorio comunale

5.2.1. Consumi energetici ed emissioni di CO2 del Comune di Rofrano

I maggiori consumi di energia nel comprensorio di Rofrano sono dovuti al riscaldamento e

agli usi elettrici nel settore civile e ai carburanti per il trasporto.

Come si evince dai dati contenuti in questo bilancio e in particolare dall’analisi dei

PAES – Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile del Comune di Rofrano pagina 49 di 85


consumi energetici dal 1990 al 2010 del territorio comunale il consumo pro capite risulta

inferiore al valore medio nazionale. Nel 2010 (l’anno più recente con buona certezza di

attendibilità dei dati) infatti il consumo energetico pro capite di un abitante del Comune di

Rofrano per usi finali elettrici, termici e di trasporto è pari a circa 11 MWh/anno contro i circa

25 MWh/anno di un italiano medio.

Come conseguenza anche le emissioni pro capite di CO2 determinate dagli usi energetici

nel 2010 risultano essere al di sotto rispetto al dato del cittadino medio nazionale con 4,06

tonnellate/anno di CO2 per il cittadino di Rofrano medio.

Per quanto riguarda le emissioni totali dovute ai consumi energetici finali il dato totale

delle emissioni del territorio ammonta invece a 6164 tonnellate di CO2 annue.

Le emissioni globali a cui ci si riferisce, pur essendo calcolate a partire dai consumi

energetici finali, tengono anche conto dei cosiddetti fattori LCA (Life Cycle Assessment) che

fanno riferimento all’energia grigia indirettamente necessaria a monte degli utilizzi finali e che

si associano a ciascun prodotto energetico.

Fonte: Elaborazioni UNISA/ECORegion

Figura 8 Emissioni di CO2 nel Comune di Rofrano (con fattori LCA), 1990‐2010

Analizzando invece la suddivisione dei consumi nei vari settori della figura seguente è

possibile vedere il diverso peso del settore residenziale da quello dei settori primario,

secondario e terziario (raggruppati nella voce Economia) e da quello dei trasporti; quest’ultimo

pagina 50 di 85 PAES – Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile del Comune di Rofrano


appresenta certamente il settore del territorio comunale che è cresciuto maggiormente negli

ultimi anni, come del resto è accaduto anche nel resto del territorio nazionale italiano.

Di seguito si analizza nel dettaglio ogni singolo settore associando ai consumi energetici

anche il contributo di ciascuno in termini di emissioni di CO2.

Fonte: Elaborazioni UNISA/ECORegion

Figura 9 Consumi energetici finali nel Comune di Rofrano suddivisi per settori, 1990‐2010

5.2.2. Le emissioni di CO2 nel settore Trasporti

Il settore dei trasporti dimostra un pesante aumento delle emissioni dal 1990 in poi,

passando da 1787 tonnellate a 2583 tonnellate nel 2010. La crescita in termini assoluti deve

essere posta in relazione al crescente tasso di motorizzazione del territorio comunale.

Già questo primo dato spinge alla riflessione su come un futuro energetico sostenibile per

un territorio non possa prescindere dal mettere in campo azioni e misure diversificate per una

corretta e più razionale gestione della mobilità, incentivando l’utilizzo di mezzi collettivi e a

basso impatto ambientale e parallelamente disincentivando l’utilizzo del mezzo privato

motorizzato.

PAES – Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile del Comune di Rofrano pagina 51 di 85


Fonte: Elaborazioni UNISA/ECORegion

Figura 10 Emissioni di CO2 del territorio comunale dovute al settore dei trasporti per

carburante del Comune di Rofrano, 1990‐2010

Dai dati elaborati è possibile notare anche il grado di sostituzione dei carburanti utilizzati

per il trasporto su gomma che è avvenuto negli ultimi anni (in particolare dal 2000) tra benzina

e diesel, con quest’ultimo che ha ormai sostanzialmente raggiunto lo stesso grado di diffusione

della benzina, e con l’introduzione di mezzi con motorizzazione ibrida a gpl e a gas metano.

In termini di emissioni di anidride carbonica è facile evidenziare il ruolo preponderante

dell’auto e del trasporto merci su gomma. In questo caso il dato del comune di Rofrano si

discosta dalla media nazionale, al settore dei trasporti infatti si possono attribuire circa 1,49

tonnellate/abitante di CO2, mentre la media nazionale è di 2,43 tonnellate/abitante.

pagina 52 di 85 PAES – Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile del Comune di Rofrano


Fonte: Elaborazioni UNISA/ECORegion

Figura 11 Emissioni di CO2 e per categoria di veicolo nel settore trasporti del Comune di

Rofrano, 1990‐2010

La mobilità giornaliera che interessa il comune di Rofrano evidenzia il carattere di forte

dipendenza dalla vicina Salerno, ma anche la comunque consistente mobilità interna al comune

stesso. Dai dati ISTAT relativi al censimento del 2001 risulta che oltre il 72% di tutti gli

spostamenti giornalieri avviene infatti all’interno del territorio di Rofrano (390), mentre il

restante 28% (151) degli spostamenti giornalieri avviene fuori del comune e principalmente

verso i comuni del Vallo di Diano o Salerno.

Tabella III: Popolazione residente che si sposta giornalmente per luogo di

destinazione.

LUOGO DI DESTINAZIONE

COMUNE/PROVINCIA

NELLO STESSO COMUNE

DI DIMORA ABITUALE

FUORI DEL COMUNE TOTALE

Rofrano 390 151 541

Provincia di Salerno 297655 164146 461801

Fonte: ISTAT

L’area di Salerno rappresenta certamente un potente attrattore di mobilità esterna alla

città e resta il magnete di attrazione di tutti gli interessi, commerciali e direzionali, terziario

avanzato, istruzione superiore, cultura, etc. Gli spostamenti da e verso Rofrano avvengono

come facile immaginare soprattutto in auto.

Solo recentemente in Italia si è iniziato a invertire il trend che ha portato sempre di più a

favorire l’auto per gli spostamenti di ogni tipo. Prova ne sia l’alto valore del rapporto tra

PAES – Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile del Comune di Rofrano pagina 53 di 85


numero di veicoli circolanti e popolazione residente.

Tabella IV: Popolazione, autovetture e veicoli nel Comune di Rofrano al 2010

ANNO AUTO MOTOCICLI AUTOBUS TRASPORTI

MERCI

VEICOLI

SPECIALI

TRATTORI

E ALTRI

TOTALE AUTO/POP.

(x 1000)

POP./

AUTO

2004 615 35 16 95 4 0 765 307 2,62

2005 627 39 17 98 3 1 785 342 2,34

2006 639 47 17 100 4 1 808 355 2,23

2007 659 48 18 97 5 1 828 366 2,17

2008 671 50 12 102 7 1 843 376 2,12

2009 674 53 12 103 7 1 850 389 2,04

2010 689 52 8 112 7 2 870 403 1,97

Il tasso di motorizzazione del Comune di Rofrano risulta essere molto alto ma comunque

inferiore con altri comuni limitrofi della provincia di Salerno, con un valore percentuale del

rapporto autoveicoli su popolazione del 40% contro una media del distretto provinciale di

riferimento del 58,8 %.

Da questo settore, che pure ha visto, come detto, un significativo incremento delle

emissioni dal 1990 in poi, ci si attende una riduzione delle emissioni di CO2 attraverso

l’efficientamento del parco veicolare, con l’introduzione di nuovi standard più restrittivi per le

nuove auto, con la sostituzione del parco veicolare esistente più vecchio e da uno spostamento

dal traffico motorizzato individuale verso forme di mobilità a basso impatto ambientale (a piedi,

in bicicletta, con mezzo pubblico, car sharing, car pooling).

5.2.3. Le emissioni di CO2 nel settore Residenziale

Da un punto di vista energetico il settore residenziale vede una netta contrazione nei

propri consumi energetici, almeno per gli anni recenti di cui si dispongono dati e informazioni

precise, tali consumi sono dati dagli usi elettrici e ancor più termici all’interno degli edifici,

abitativi e non, del territorio comunale.

Analizzando la situazione di Rofrano per quanto riguarda gli edifici residenziali è possibile

osservare come nel decennio tra il 1991 e il 2001 sono stati realizzati circa 19 nuovi edifici, con

un trend che negli ultimi due decenni risulta in forte decrescita.

La sostanziale stabilità della popolazione residente per gli anni a venire, fermerà il

consumo del territorio dovuto a nuove edificazioni future, contenendo ed eventualmente

riducendo le emissioni di CO2 nel residenziale. Parallelamente si tratta di migliorare la

pagina 54 di 85 PAES – Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile del Comune di Rofrano


performance nell’esistente e di riutilizzare, ristrutturare e valorizzare il patrimonio edilizio e gli

spazi urbani già costruiti.

Per quanto riguarda i consumi energetici negli edifici il combustibile più utilizzato per gli

usi termici è il gpl, e gli impianti termici sono per la quasi totalità di tipo autonomo. Nello stesso

tempo molte altre abitazioni, in campagna, utilizzano per il riscaldamento la legna avendo

termocamino o stufe a pellet.

Fonte: ECORegion

Figura 12 Emissioni di CO2 nel settore residenziale (famiglie) per vettore nel Comune di

Rofrano, 1990‐2010 (t CO2)

Sempre secondo i dati del censimento del 2001 la superficie media di un’abitazione nel

comune di Rofrano è di 86,34 m 2 e si contano 937 abitazioni. Utilizzando quindi i dati di

consumo energetico e incrociandoli con la superficie delle abitazioni occupate da residenti e

non (dato rilevato nel censimento 2001) possiamo stimare anche il consumo energetico

unitario per metro quadro di abitazione e confrontarlo con i dati dei consumi energetici

nazionali.

Utilizzando come anno di confronto proprio il 2001, si ha che il consumo di energia finale

complessiva (energia elettrica e altri combustibili per uso calore) nel settore residenziale nel

PAES – Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile del Comune di Rofrano pagina 55 di 85


comune di Rofrano è pari a 146 kWh/m 2 contro un dato medio italiano pari a 127,0 kWh/m 2 .

Sia per i consumi elettrici che per gli altri combustibili l’indicatore del consumo per unità

di superficie è al di sopra della media nazionale, ma certamente la bassa densità abitativa e la

tipologia edilizia degli edifici degli anni ’70 e ’80 permettono notevoli potenziali di

efficientamento.

Nei prossimi anni ci si attende una forte contrazione nel numero di nuovi edifici, ragione

per cui un’azione di efficientamento dei consumi e delle relative emissioni deve concentrarsi in

particolar modo sul parco edilizio esistente anche storico. La bassa densità abitativa suggerisce

per altro soluzioni di risparmio che interessino in particolare la parte strutturale degli edifici con

interventi quali ad esempio la coibentazione esterna (interna per gli edifici storici), la

sostituzione degli infissi e delle caldaie obsolete, l’installlazione di pannelli solari termici con

sistemi di controllo che integrino correttamente l’eventuale presenza di altri impianti termici

come i termo camini e le termostufe. Inoltre occorre promuovere soluzioni di efficientamento

di coibentazione degli involucri, con particolare attenzione alle esigenze di raffrescamento del

periodo caldo, che nella zona della provincia di Salerno rappresenta un ulteriore problema visto

il repentino aumento dei consumi elettrici per il condizionamento estivo.

5.2.4. Le emissioni di CO2 nel settore Economia

Il settore Economia comprende i tre settori produttivi di agricoltura, industria e terziario.

Il settore economico riveste, come è facile immaginare, un ruolo significativo soprattutto

per i consumi elettrici territoriali. In particolare si osserva che i consumi dei Settori Secondario e

Terziario prevalgono – anche singoilarmente – sui corrisspondenti consumi del Settore

Primario, oggi in rapida contrazione.

Coerentemente con il quadro economico anche i consumi energetici e le relative

emissioni di CO2 rispecchiano la situazione descritta, caratterizzandosi ancora una volta in

maniera distinta dai dati nazionali con un consumo energetico totale procapite più basso.

Di seguito mostriamo gli andamenti dal 1990 al 2010 dei consumi energetici e delle

relative emissioni di CO2 per il settore economia nel Comune di Rofrano:

pagina 56 di 85 PAES – Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile del Comune di Rofrano


Fonte: Elaborazioni UNISA/ECORegion

Figura 13 Consumo energetico nel settore Economia per vettore energetico nel Comune di

Rofrano, 1990‐2010 (MWh)

PAES – Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile del Comune di Rofrano pagina 57 di 85


Fonte: Elaborazioni UNISA/ECORegion

Figura 14 Consumo energetico nel settore Economia per Settore nel Comune di Rofrano,

1990‐2010 (MWh)

pagina 58 di 85 PAES – Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile del Comune di Rofrano


Fonte: Elaborazioni UNISA/ECORegion

Figura 15 Emissioni di CO2 nel settore Economia per sub‐settore nel Comune di Rofrano,

1990‐2010 (t CO2)

Il settore economico, pur essendo di dimensioni ridotte nella piccola realtà di Rofrano,

riveste comunque un ruolo importante nei consumi del territorio. Attività industriali in primis,

ma anche servizio e commercio, rappresentano insieme le principali utenze energetiche e il

coinvolgimento di questi stakeholder all’interno della policy di riduzione delle emissioni di CO2 è

opportuna e certamente necessaria a raggiungere gli obbiettivi del Patto dei Sindaci.

In questo settore i consumi elettrici sono come detto in rapida ascesa e occorre quindi

attivarsi per incentivare e orientare le scelte tecnologiche in direzione di una più forte efficienza

energetica. Nel caso in particolare delle attività commerciali di servizio l’attenzione va posta

sull’efficientamento dell’Illuminazione (interna ed esterna), sistemi di controllo, pompe ed

inverter, sistemi di condizionamento efficienti. Queste sono tra le prime voci su cui incentrare

possibili azioni di efficientamento che peraltro costituirebbero anche un valore aggiunto in

termini economici liberando da una parte dei costi di gestione delle attività per la spesa energe

ica. Data la natura del settore questo tipo di interventi possono essere favoriti da parte

dell’amministrazione comunale tramite una ampia e diffusa informazione, incentivi economici,

e marketing delle migliori soluzioni.

PAES – Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile del Comune di Rofrano pagina 59 di 85


5.3. Il bilancio energetico e delle emissioni dell’Amministrazione comunale

In una prospettiva di riduzione delle emissioni di CO2 nel territorio di Rofrano i consumi

energetici dell’amministrazione comunale e le emissioni connesse rivestono un ruolo di

particolare rilevanza. L’ente gode di una alta visibilità e il suo comportamento “in casa” serve

come esempio e incide sulla sua credibilità nelle interazioni con altri soggetti. Allo stesso tempo

le spese energetiche rappresentano una voce consistente nel bilancio comunale e la loro

riduzione in tempi di fondi ristretti allarga gli spazi d’azione dell’amministrazione in altri campi.

Per l’elaborazione del bilancio di emissioni di gas di serra dell’amministrazione comunale

è stato necessario raccogliere i dati disponibili di consumi energetici attribuibili al comparto

immobiliare (principalmente edifici scolastici e uffici), alle infrastrutture di proprietà dell’ente e

all’illuminazione stradale e semaforica. Inoltre è stato necessario disporre dei dati di

rifornimento di carburante per autotrazione (autovetture di servizio), o quantomeno del

numero di veicoli di servizio e dei chilometri percorsi annualmente. Idealmente la raccolta dati

dovrebbe riguardare tutto il periodo compreso tra il 1990 e oggi, ma più realisticamente si

concentra sugli ultimi quattro o cinque anni.

I dati più interessanti sono certamente il consumo complessivo di elettricità dell’ente

(diversificato in consumo per edifici, per illuminazione stradale ed infrastrutture) e quello di

combustibile per il riscaldamento degli ambienti. Attraverso i fattori di conversione è possibile

risalire alle emissioni di gas di serra a partire dai consumi energetici e dai vettori energetici

utilizzati.

I dati relativi agli involucri edilizi (anno di costruzione, materiali utilizzati e caratteristiche

geometriche) sono stati rilevati a campione.

Per quanto riguarda il riscaldamento degli ambienti e dell’acqua sanitaria, il Comune di

Rofrano non ha fornito dati sui consumi né sulla tipologia e dimensione di caldaie utilizzate.

I consumi elettrici degli edifici e dell’illuminazione pubblica (strade, cimitero comunale e

giardino municipale) sono stati acquisiti attraverso il fornitore di energia elettrica.

La situazione complessiva di disponibilità di dati dell’ente Comune di Rofrano è

insoddisfacente. Anche nell’interesse di una coerente politica energetica e non per ultimo di un

contenimento dei costi energetici si consiglia di introdurre una routine di raccolta dati

all’interno dell’ente medesimo.

5.3.1. Elaborazione dati

Non avendo a disposizione dati sui consumi reali di energia termica ed elettrica per un

numero di anni da ritenersi sufficiente, i consumi degli edifici principali sono stati stimati a

partire dai valori medi del rapporto tra il consumo di combustibile o di elettricità (espresso in

pagina 60 di 85 PAES – Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile del Comune di Rofrano


kWh/anno) e la superficie utile dell’edificio (misurata in m 2 ) calcolato per i comuni delle zone

limitrofe.

L’indicatore che permette di stimare i consumi elettrici per l’illuminazione stradale è il

consumo specifico per chilometro illuminato (kWh/km), mentre per l’illuminazione del cimitero

si sono stimati i consumi a partire dai consumi per unità di superficie (kWh/m 2 ) dei comuni

della zona.

5.3.2. Emissioni di CO2 dell’Amministrazione comunale

Dall’analisi e dalla stima dei consumi energetici dell’ente è stato possibile determinare la

quota di emissioni di CO2 attribuibile al Comune. È facile immaginare che rispetto alle emissioni

dell’inter territorio si sta parlando di una quota minima, e tuttavia è stata già ricordata

l’importanza strategica del settore pubblico come guida e modello di altre azioni da parte dei

vari attori del territorio.

Le emissioni globali attribuibili all’ente, considerando l’anno 2010 che rappresenta quello

col maggior numero di dati a disposizione si attesta sulle 210,75 tonnellate annue di CO2,

ovvero circa il 3,4% delle emissioni di tutto il territorio. Non avendo poi a diposizione altri dati

dello storico dei consumi si è deciso di considerare un pari quantitativo di consumi elettrici e

termici anche per gli anni precedenti al 2009 e fino al 1990.

Fonte: Elaborazioni UNISA/ECORegion

Figura 16 Emissioni di CO2 per per vettore energetico nel Comune di Rofrano, 1990‐2010

(t CO2)

PAES – Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile del Comune di Rofrano pagina 61 di 85


QUESTA PAGINA È STATA LASCIATA INTENZIONALMENTE IN BIANCO

pagina 62 di 85 PAES – Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile del Comune di Rofrano


6.

QQuesto

ultimmo

capitolo del documeento

contiene

le 12 azi ioni di pianoo

del PAES di Rofrano, ,

attraverrso

le quali si intende perseguire p l’impegno sottoscritto s con il Pattoo

dei Sindac ci. Le azionii

sono prresentate

seeguendo

la struttura uutilizzata

ne ei moduli di trasmissionne

al Patto dei Sindacii

(templaate),

seconddo

le seguen nti categoriee:

1. . Edifici, atttrezzature/impianti

e inndustrie;

2. . Trasporti;

3. . Produzionne

locale di energia;

4. . Teleriscalddamento/te

eleraffrescaamento

e co ogenerazion ne;

5. . Pianificazione

territoriale;

6. . Appalti puubblici;

7. . Coinvolgimmento

di cit ttadini e portatori

di in nteresse;

8. . Gestione rrifiuti

e acque.

Naaturalmentte

è possib bile inserirre

ulteriori voci, nel caso si pprevedano

azioni nonn

direttammente

riconnducibili

alle e categorie indicate. L’ ’ultima voce,

relativa aalla

gestione

dei rifiutii

e del cicclo

idrico, è aggiuntiva rispetto alle

prime sette

voci, ob bbligatorie ssecondo

le Linee guidaa

europeee.

Oggni

azione viene assoc ciata a un ccodice

di id dentificazion ne e viene presentata attraversoo

una scheda

di sinteesi

che fornisce

le seguuenti

inform mazioni (se disponibili): d







Azioni ddi

piano

una brevee

descrizione e dell’azionne;

i tempi di realizzazion ne;

il soggettoo

responsab bile per l’atttuazione;

gli altri eventuali

atto ori coinvolti nell’attuaz zione;

gli investimmenti

richie esti e le lineee

di finanziamento

attivate

o attivvabili;

gli impattti

attesi in termini rissparmio

energetico

o produzione

di energ gia da fontii

rinnovabilli

e di riduzione

delle emissioni

di CO2.

Nella

tabella che segue e viene illusstrata

la lista

delle azi ioni di pianno

e gli imp patti attesi, ,

differennziati

tra 20013

e 2020 0 (questi uultimi

includ dono ovviamente

gli impatti al 2013). Nell

complessso

l’insiemme

delle azi ioni di pianno

dovrebbe

portare a una riduzzione

di 223 35 t CO2 all

2020, consentendoo

così di rid durre di piùù

del 30,55 5% le emiss sioni totali rispetto all’anno

basee

(1990).

CCome

anticipato

ogni scheda s ripoorta

una breve

descriz zione della metodologia

adottataa

per la sstima

degli impatti. In linea geneerale

in que esto frange ente valgonno

sempre le seguentii

PAES – Piano d’Azione

per l’Energia

Sosttenibile

del Comune di Rofrano

pagina

63 di 855


considerazioni:

la stima è sempre cautelativa, per rispondere alla natura dell’impegno preso (almeno il

20%);

in linea con il punto precedente, sono stati quantificati solo gli impatti diretti,

escludendo dal computo azioni come quelle connesse alla formazione e informazione,

alla pianificazione generale etc.;

i fattori di emissioni utilizzati nella valutazione degli impatti sono gli stessi utilizzati per

il Bilancio di Energia e CO2, e sono pertanto basati su analisi di ciclo di vita (LCA).

ID AZIONE

Abbattimento emissioni

(t CO2)

2013 2020

1.1

Riqualificazione energetica del sistema di illuminazione

pubblica

25 55

1.2

Certificazione e Audit energetico degli edifici

dell’Amministrazione comunale

n.q. n.q.

1.3

Certificazione e riqualificazione energetica degli edifici

residenziali esistenti

99

2.1 Installazione di impianti fotovoltaici sugli edifici pubblici 100 310

2.2 Realizzazione di un impianto a biomassa forestale 1696

3.1 Adeguamento del Regolamento Urbanistico Edilizio

Comunale

n.q. n.q.

3.2 Creazione del Soggetto Responsabile per l’Attuazione

del PAES

n.q. n.q.

4.1 Istituzione dello Sportello energia n.q. n.q.

4.2 Organizzazione di corsi di educazione e formazione n.q. n.q.

5.1 Promozione della prevenzione nella produzione di rifiuti n.q. n.q.

5.2 Riorganizzazione e potenziamento del servizio di

Raccolta Differenziata (RD)

n.q. 65

5.3 Installazione di una fontana ad uso pubblico 10

pagina 64 di 85 PAES – Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile del Comune di Rofrano


6.1. Edifici, attrezzature/impianti e Industrie

Per gli ovvi risvolti simbolici, essa rappresenta un’area di intervento strategica del PAES,

che porterà una riduzione delle emissioni pari a 154 t CO2. Nel 2010 l’insieme delle emissioni

comunali da edifici e infrastrutture residenziali e produttivi è stimato nel Bilancio di energia e

CO2 in circa 3811 t CO2 (cfr. capitolo 5): l’impatto atteso delle misure di piano è pari a circa il 4%

delle emissioni attuali.

A breve termine sono stati individuati una serie di interventi, già in parte attivati, per

ridurre le emissioni di CO2 dell’Amministrazione comunale. In particolare si è intervenuto

sull’illuminazione pubblica con la progressiva sostituzione dei punti luce con tecnologie più

efficienti (LED e SAP). Si tratta di interventi che, pur con un impatto limitato in valore assoluto,

consentono già a breve termine di ridurre notevolmente i consumi energetici e le emissioni di

energia elettrica dell’Amministrazione. Oltre a questi interventi, l’Amministrazione comunale

ha intrapreso un percorso durante la redazione del Bilancio di Energia e CO2 che dovrà

ulteriormente implementare per arrivare a disporre di un quadro conoscitivo dei propri

consumi energetici dettagliato e aggiornato, attraverso il quale poter monitorare nel tempo i

progressi.

A medio termine l’Amministrazione comunale interverrà sulle proprie emissioni di CO2

attraverso:

la completa riqualificazione del sistema di illuminazione pubblica;

la dotazione di Attestato di certificazione energetica per tutti gli edifici comunali;

l’effettuazione di Audit energetici su tutti gli edifici comunali;

la promozione di ulteriori interventi sui propri edifici, con l’obiettivo al 2020 di ridurre i

consumi e le emissioni di CO2 del 10% rispetto ai valori attuali.

Sempre a medio termine, l’Amministrazione intende attivare una serie di misure volte a

promuovere la riduzione dei consumi e delle emissioni di CO2 nel settore privato, e in

particolare nell’edilizia residenziale, nuova o esistente, e per gli edifici e gli impianti industriali e

commerciali. A differenza delle misure precedenti, in questo caso l’Amministrazione deve

svolgere principalmente il ruolo di “pianificatore e regolatore” o di “promotore e

incentivatore”. Trattandosi di azioni a medio termine, queste dovranno essere meglio

approfondite e specificate durante la stessa fase di attuazione del Piano, anche attraverso un

percorso partecipato con cittadini e attori locali. Le principali misure individuate in questa fase

riguardano:

l’adeguamento del Regolamento Urbanistico Edilizio Comunale , con l’introduzione di

standard energetici elevati;

l’individuazione di incentivi adeguati, che in linea di principio non potranno gravare

sulle casse comunali, ma potranno prevedere premialità ad esempio sottoforma di

PAES – Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile del Comune di Rofrano pagina 65 di 85


sgravi fiscali e bonus volumetrici per le nuove concessioni;

la promozione di campagne di sensibilizzazione, informazione e formazione, ma anche

di momenti di confronto con i soggetti interessati e gli operatori economici, a

cominciare dalle imprese commerciali e dagli Amministratori di condominio.

Complessivamente l’azione nel settore privato perseguirà i seguenti obiettivi:

garantire da subito elevati standard energetici per gli edifici di nuova costruzione,

applicando la normativa esistente, già molto avanzata e fornendo ulteriori incentivi per

i comportamenti più virtuosi, per raggiungere consumi per riscaldamento e acqua

calda sanitaria inferiori ai 90 kWh/m 2 ;

conseguire l’obiettivo indicato nel PAES della Provincia di Salerno per gli edifici

residenziali esistenti, pari alla “riqualificazione di almeno il 20% del patrimonio edilizio

residenziale, con un miglioramento medio delle performance energetiche del 40%”;

come per l’edilizia residenziale esistente, portare il Comune di Rofrano al

conseguimento del target del PAES provinciale anche per i settori produttivi, pari a

“una riduzione delle emissioni di CO2 al 2020 pari al 9,5% nel Terziario e al 30,8%

nell’Industria”.

ID AZIONE

1.1

1.2

1.3

Riqualificazione energetica del sistema di illuminazione

pubblica

Certificazione e Audit energetico degli edifici

dell’Amministrazione comunale

Certificazione e riqualificazione energetica degli edifici

residenziali esistenti

Abbattimento emissioni

(t CO2)

2013 2020

25 55

n.q. n.q.

pagina 66 di 85 PAES – Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile del Comune di Rofrano

99


1. Edifici, attrezzature/impianti e Industrie

1.1 Riqualificazione energetica del sistema di illuminazione

AZIONE 2013‐2016

pubblica

Descrizione dell’azione L’illuminazione pubblica è una delle prime voci in termini di

consumo energetico e di emissioni di CO2 per un’Amministrazione

locale.

L’azione proposta prevede la riqualificazione del sistema di

Illuminazione Pubblica attraverso la sostituzione progressiva delle

lampade esistenti con tecnologie ad alta efficienza (LED). Con

questi interventi a breve termine, il Comune di Rofrano supera

l’obiettivo provinciale di ridurre, al 2020, i consumi per

l’illuminazione stradale di almeno il 40% rispetto ai valori

attuali.

A medio termine l’Amministrazione procederà con la sotituzione

di tutti i punti luce ed alla realizzazione di sistemi di telegestione.

Soggetto responsabile Responsabile dell’azione: Amministrazione comunale –

e attori coinvolti Servizio tecnico manutentivo edilizia privata

Tempi di realizzazione, Tempi di realizzazione: entro il 2016 l’intero sistema di

investimenti e illuminazione stradale pubblica verrà reso efficiente.

finanziamenti L’intervento sarà attuato mediante meccanismo di Finanziamento

Tramite Terzi, per l’imporpo complessivo di € 350.000,00.

Impatti attesi La valutazione degli impatti è stata effettuata a partire da un

aggiornamento dei dati del BEI e facendo riferimento alle

indicazioni contenute nelle Linee Guida SEAP per la sostituzione

delle lampade e i fattori di emissione.

La sostituzione di lampade ai vapori di sodio con LED e con SAP più

efficienti consentirà un risparmio energetico annuo di circa 130

MWh (circa il 40% dei consumi attuali) con una corrispettiva

riduzione delle emissioni di CO2 di circa 55 t.

Monitoraggio Indicatori previsti per la fase di monitoraggio:

Quota di lampade sostitute con tecnologie efficienti (% del

totale)

Riduzione dei consumi elettrici (% rispetto a situazione ex‐ante)

Riduzione delle emissioni di CO2 (in t CO2)

PAES – Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile del Comune di Rofrano pagina 67 di 85


1. Edifici, attrezzature/impianti e Industrie

AZIONE 2020

1.2 Certificazione e Audit energetico degli edifici

dell’Amministrazione comunale

Descrizione dell’azione Il Comune di Rofrano quanto prima doterà di Attestato di

Certificazione Energetica tutti gli edifici di proprietà, esponendolo

in luogo visibile al pubblico come previsto dalla vigente normativa.

Oltre alla Certificazione energetica, che consente di quantificare le

prestazioni di un edificio in termini di consumi specifici (kWh per

unità di superficie o volume), il Comune di Rofrano eseguirà anche

una serie di Audit energetici degli edifici, attraverso i quali

individuare e quantificare le migliori opportunità di risparmio

energetico sotto il profilo costi‐benefici (art.2 del D.Lgs.

115/2008).

Entrambe queste azioni sono propedeutiche a ulteriori interventi

di riqualificazione energetica.

Soggetto responsabile Responsabile dell’azione: Amministrazione comunale – Servizio

e attori coinvolti tecnico.

Attori coinvolti: Amministrazione comunale, dipendenti pubblici,

società di auditing.

Tempi di realizzazione, Tempi di realizzazione: gli interventi verranno eseguiti entro il

investimenti e 2020, con Investimenti attivati e finanziamenti: per questi

finanziamenti interventi l’Amministrazione comunale prevede forme di

Impatti attesi

finanziamento legate alle forniture dei servizi energetici.

Iniziative di questo tipo non hanno impatti diretti quantificabili in

termini di riduzione dei consumi energetici e delle emissioni di

CO2.

Risparmio energetico annuo atteso (energia finale): n.q.

Riduzione delle emissioni annue: n.q.

Monitoraggio Indicatori previsti per la fase di monitoraggio:

quota di edifici degli edifici pubblici comunali con Attestato

di Certificazione Energetica (valori assoluti e % del patrimonio

edilizio)

numero di Audit energetici eseguiti su edifici pubblici comunali

(valori assoluti)

pagina 68 di 85 PAES – Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile del Comune di Rofrano


1. Edifici, attrezzature/impianti e Industrie

AZIONE 2020

1.3 Certificazione e riqualificazione energetica degli edifici

residenziali esistenti

Descrizione dell’azione Nel territorio di Rofrano al 2010 circa il 21% dei consumi finali di

energia ed il 20% delle emissioni di CO2 sono riconducibili agli

edifici residenziali. È pertanto obbligatorio in un SEAP prevedere

interventi in questo ambito.

L’Amministrazione può intervenire in questo settore attraverso tre

modalità: individuando e integrando sistemi di incentivazione,

promuovendo gli interventi di efficienza presso specifici gruppi

di interesse, controllando l’applicazione della normativa vigente

(a cominciare dal rispetto degli standard fissati D.Lgs 192/2005 e

s.m.i. nel caso di ristrutturazioni rilevanti).

Come illustrato, la Certificazione energetica è un primo passo

verso un processo di riqualificazione dello stock edilizio. Il primo

obiettivo della presente azione è quello di promuovere tale pratica

tra i cittadini, anche tenendo conto che gli edifici esistenti sono già

oggi obbligatoriamente soggetti a certificazione energetica, sia in

caso di ristrutturazione “importante” (ristrutturazione integrale

con superficie utile superiore a 1.000 m2 secondo il DLgs

192/2005 e s.m.i.), sia in caso di compravendita.

Oltre alla Certificazione, l’Amministrazione comunale favorirà

azioni concrete di riqualificazione energetica degli edifici

residenziali. Il Regolamento Edilizio Comunale è uno degli

strumenti principali di intervento in questo settore per la nuova

edificazione. Oltre a questo l’Amministrazione lavorerà su vari

fronti, tra cui: l’introduzione di agevolazioni; il supporto tecnico e

amministrativo; la diffusione delle buone pratiche; il

coinvolgimento dei soggetti interessati. Gli interventi che

verranno stimolati sono molteplici: isolamento termico

dell’involucro edilizio, doppi vetri, sostituzione caldaie,

contabilizzazione calore

ambienti, illuminazione.

e termoregolazione, climatizzazione

Soggetto responsabile

Il Comune di Rofrano prevede al 2020 la riqualificazione di almeno

il 20% del patrimonio edilizio residenziale, con un miglioramento

medio delle performance energetiche del 25%.

Responsabile dell’azione: Amministrazione comunale –

e attori coinvolti Servizio tecnico manutentivo edilizia privata.

Attori coinvolti: Amministrazione comunale, cittadinanza,

Tempi di realizzazione,

Operatori del settore edile.

Tempi di realizzazione: si tratta di un’azione con ricadute a medio

investimenti e termine, e con obiettivo finale al 2020.

PAES – Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile del Comune di Rofrano pagina 69 di 85


finanziamenti Investimenti attivati e finanziamenti: attualmente non è possibile

quantificare i costi di questi interventi; i principali strumenti di

incentivazione in questo settore sono individuati a scala

nazionale, dalle detrazioni fiscali del 55%, ai bandi per la

concessione di contributi, fino, in taluni casi, ai Certificati Bianchi.

Impatti attesi Per la stima degli impatti ci si è basati sui dati del Bilancio di

Energia e CO2 aggiornati al 2010. La riduzione del 25% dei consumi

energetici, e delle emissioni connesse di CO2 calcolate sulla

base del mix energetico indicato nel BEI, è stata applicata al 20%

del patrimonio edilizio esistente.

Risparmio energetico annuo atteso (energia finale): 343 MWh

Riduzione delle emissioni annue: 99 t CO2

Monitoraggio Indicatori previsti per la fase di monitoraggio:

Abitazioni con Attestato di Certificazione Energetica (valore

assoluto e % del patrimonio residenziale totale)

Numero di interventi in detrazione fiscale del 55% (valore

assoluto)

pagina 70 di 85 PAES – Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile del Comune di Rofrano


6.2. Produzione locale di energia

Come è noto, aumentare la produzione di energia da fonti rinnovabili e l’efficienza

energetica, riduce la dipendenza dai combustibili fossili e le emissioni di CO2. L’Italia ha un

enorme potenziale in questo campo: al 2020 è previsto che almeno il 17% della domanda

nazionale di energia sia soddisfatto da fonti rinnovabili.

Il Comune di Rofrano ha individuato una serie di azioni in questo campo, principalmente

relative allo sviluppo di impianti solari termici e fotovoltaici sugli edifici e le infrastrutture.

Queste azioni porteranno al 2020 a una riduzione delle emissioni di circa 2.006 t CO2, pari al

89% dell’obiettivo di piano.

Il potenziale indicato deve essere considerato provvisorio, non essendo state prese in

considerazione altre fonti, dall’idroelettrico alla geotermia. Per poter stimare il potenziale di

sviluppo di queste fonti nel Comune di Rofrano, e individuare una serie di interventi collegati, è

necessario disporre di un quadro attendibile della disponibilità effettiva delle risorse locali,

delle caratteristiche infrastrutturali e insediative che possano favorirne lo sviluppo, delle

eventuali iniziative già attive sul territorio che possano fare da catalizzatore per ulteriori

interventi. Per questo nelle schede viene in più punti richiamato un Audit energetico territoriale

che l’Amministrazione si impegna ad effettua a breve termine.

A breve termine l’Amministrazione comunale ha previsto una serie di impianti, in parte

già realizzati, per un totale di 100 kWp di fotovoltaico, che produrranno l’energia elettrica in

grado di soddisfare gran parte del fabbisogno elettrico dell’Amministrazione, anche grazie alla

riduzione dei consumi, conseguente all’implementazione delle azioni descritte in precedenza.

Inoltre il Comune di Rofrano ha programmato la cessione del diritto di superficie relativamente

alle coperture di tutti gli edifici pubblici per l’installazione da parte di soggetti privati di impianti

solari (fotovoltaici e termici), per complessivi 500 kW di potenza.

A medio termine, l’Amministrazione metterà in atto una serie di iniziative volte a

promuovere lo sviluppo delle fonti rinnovabili nel settore privato, perseguendo i seguenti

obiettivi:

per le nuove abitazioni residenziali e per gli edifici sottoposti a ristrutturazioni rilevanti,

garantire i valori di copertura del fabbisogno energetico con le rinnovabili secondo gli

standard fissati dal D.Lgs 28/2011 che prevedono, tra l’altro, che dal 2017 almeno il

50% del consumo per riscaldamento, raffrescamento e acqua calda sanitaria derivi da

fonti rinnovabili;

per le abitazioni residenziali esistenti, raggiungere una media di 300 kWh procapite da

solare termico, in linea on l’obiettivo del Piano d’azione nazionale per le rinnovabili del

2010, e di 84 Wp procapite di fotovoltaico;

nel settore commerciale e industriale, promuovere la diffusione del fotovoltaico fino a

PAES – Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile del Comune di Rofrano pagina 71 di 85


coprire almeno il 20% della superficie degli edifici commerciali censiti sul territorio.

Per raggiungere gli obiettivi indicati, sono state individuate una serie di azioni prioritarie,

tra cui:

la realizzazione dell’Audit energetico territoriale, come già anticipato;

l’aggiornamento del Regolamento Urbanistico Edilizio Comunale, descritto in dettaglio

nella scheda 5.1;

l’attivazione di campagne di sensibilizzazione e informazione presso cittadini e

operatori economici;

la fornitura di un supporto tecnico‐amministrativo, anche attraverso l’organizzazione

di specifici corsi di formazione per addetti ai lavori e l’attivazione dello sportello

energia;

l’individuazione di meccanismi di incentivazione, in grado di premiare comportamenti

virtuosi senza gravare sulle casse comunali e sui cittadini.

ID AZIONE

Abbattimento emissioni

(t CO2)

2013 2020

2.1 Installazione di impianti fotovoltaici sugli edifici pubblici 100 310

2.2 Realizzazione di un impianto a biomassa forestale 1696

pagina 72 di 85 PAES – Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile del Comune di Rofrano


2. Produzione locale di energia

AZIONE 2015 2.1 Installazione di impianti fotovoltaici sugli edifici pubblici

Descrizione dell’azione L’Amministrazione comunale di Rofrano ha attivato alcune

iniziative per promuovere lo sviluppo della produzione di

elettricità da tecnologia fotovoltaica. Entro il 2013 verranno

realizzati impianti fotovoltaici su edifici comunali e su pensiline di

parcheggio, per una potenza complessiva installata di 100 kW.

A medio termine il Comune di Rofrano ha programmato la

cessione del diritto di superficie relativamente alle coperture di

tutti gli edifici pubblici per l’installazione da parte di soggetti

privati di impianti solari (fotovoltaici e termici), per complessivi

500 kW di potenza.

L’Amministrazione comunale si impegna in questo modo

direttamente nella diffusione del fotovoltaico sui propri

edifici, svolgendo il ruolo di “consumatore e produttore

diretto”.

Soggetto responsabile

e attori coinvolti

Tempi di realizzazione,

investimenti e

finanziamenti

Responsabile dell’azione: Amministrazione comunale –

Servizio tecnico manutentivo edilizia privata.

Attori coinvolti: Amministrazione comunale, dirigenti scolastici,

dipendenti pubblici, imprese locali, cittadinanza ed associazioni.

Tempi di realizzazione: si tratta di un’azione con ricadute a medio

termine, e con obiettivo finale al 2015.

Investimenti attivati e finanziamenti: il costo complessivo

dell’intervento è pari a circa € 1.000.000,00.

I meccanismi d’incentivazione del fotovoltaico sono stati

recentemente rivisti dal DM 5 luglio 2012, pubblicato sulla

Gazzetta Ufficiale n. 159 del 10 luglio 2012, cosiddetto Quinto

Conto Energia, ed esistono una serie di agevolazioni per gli

impianti realizzati su edifici e aree delle Amministrazioni pubbliche

(con tariffe maggiorate).

Impatti attesi Si stima una produzione annua di energia elettrica complessiva

pari a 810 MWh per 310 t di CO2 non emessa in atmosfera.

La stima degli impatti è stata effettuata a partire dai fattori di

emissione del Bilancio di Energia e CO2.

Produzione di energia da fonti rinnovabili: 810 MWh

Riduzione delle emissioni annue: 310 t CO2

Monitoraggio Indicatori previsti per la fase di monitoraggio:

Potenza installata di fotovoltaico (kWp)

Quota del consumo di energia elettrica dell’Amministrazione

comunale coperto da rinnovabili (%)

PAES – Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile del Comune di Rofrano pagina 73 di 85


2. Produzione locale di energia

AZIONE 2015 2.2 Realizzazione di un impianto a biomassa forestale

Descrizione dell’azione La valorizzazione energetica della biomassa da filiera agro‐

forestale può presentare potenziali elevati sia per la produzione di

calore sia per la produzione elettrica, preferibilmente associata al

recupero del calore (cogenerazione).

Il Comune di Rofrano è caratterizzato da una superficie boschiva

pari a 2.192,53 ettari.

Tale rilevante presenza di risorsa vegetale consente di realizzare un

impianto di cogenerazione a biomassa da 500 kW. L’impianto verrà

alimentato da circa 8.000 t/anno provenienti sia dal taglio dei

boschi (potature) e dalle piantagioni della zona (scarti agricoli) nel

territorio comunale, sia dai prodotti di colture a ciclo breve.

Soggetto responsabile

e attori coinvolti

Tempi di realizzazione,

investimenti e

finanziamenti

Responsabile dell’azione: Amministrazione comunale – Servizio

tecnico manutentivo edilizia privata.

Attori coinvolti: imprese locali, cittadinanza ed associazioni.

Tempi di realizzazione: si tratta di un’azione con ricadute a medio

termine, e con obiettivo finale al 2015.

Investimenti attivati e finanziamenti: il costo complessivo

dell’intervento è pari a circa € 1.700.000,00.

Impatti attesi Per l’impianto da 500 kW sono previste 8.040 ore/anno di

funzionamento. La produzione annua prevista per l’impianto è di

4.020 MWh, per una riduzione delle emissioni di CO2 pari a

1.696 t.

Produzione di energia elettrica: 4.020 MWh

Recupero di energia termica: 69 MWh

Riduzione delle emissioni annue: 1.696 t CO2 (produzione

elettrica) oltre alla riduzione per recupero calore.

Monitoraggio Indicatori previsti per la fase di monitoraggio:

Produzione di energia elettrica e termica (MWh)

pagina 74 di 85 PAES – Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile del Comune di Rofrano


6.3. Pianificazione territoriale

Una corretta pianificazione territoriale rappresenta un presupposto necessario allo

sviluppo di politiche virtuose in materia di energia. In questo ambito rientrano una serie di

azioni che in genere non hanno impatti direttamente quantificabili, ma che consentono la

realizzazione di molte delle azione descritte in questo piano.

In questo ambito l’Amministrazione comunale ha individuato i seguenti settori prioritari

di azione:

costruire un quadro regolatorio coerente ed aggiornato per il settore dell’edilizia,

attraverso la pubblicazione di un nuovo Regolamento Edilizio Comunale che includa

criteri e standard avanzati per l’energia sostenibile;

promuovere un percorso di integrazione delle politiche settoriali, armonizzando

l’azione dei diversi settori dell’Amministrazione e valutando costantemente i possibili

impatti sugli obiettivi del PAES di piani e programmi apparentemente distanti;

garantire la realizzazione delle azioni di piano, attribuendo da subito responsabilità in

questo senso e individuando un soggetto unico che deve vigilare e rendicontare sugli

effettivi progressi compiuti.

Le azioni indicate non esauriscono, ovviamente, lo spettro dei possibili strumenti di

pianificazione territoriale che possono contribuire al raggiungimento degli obiettivi in materia

di energia sostenibile. Nel corso della fase di attuazione del PAES, l’Amministrazione comunale

naturalmente valuterà la possibilità di integrare tali azioni, ad esempio dotandosi di un Piano

Urbano di Mobilità o individuando delle figure di Energy o Mobility manager.

ID AZIONE

3.1

3.2

Adeguamento del Regolamento Urbanistico Edilizio

Comunale

Creazione del Soggetto Responsabile per l Attuazione

del PAES

Abbattimento emissioni

(t CO2)

2013 2020

n.q. n.q.

n.q. n.q.

PAES – Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile del Comune di Rofrano pagina 75 di 85


3. Pianificazione territoriale

AZIONE 2013

3.1 Adeguamento del Regolamento Urbanistico Edilizio

Comunale

Descrizione dell’azione L’adeguamento del Regolamento Urbanistico Edilizio Comunale

(RUEC) agli obiettivi di sostenibilità energetica, anche attraverso

l’introduzione di standard minimi per abitazioni nuove o soggette

a ristrutturazione, ha impatti rilevanti in termini di riduzione di

emissioni di CO2. Le recenti normative nazionali prevedono

obblighi in materia di interventi integrati di efficientamento e

promozione delle fonti rinnovabili in edilizia, che vanno acquisite

nel RUEC. L’Amministrazione comunale, come “pianificatore e

regolatore”, si impegna a ad aggiornare il RUEC introducendo i più

recenti standard di efficienza energetica e fonti rinnovabili indicati

dalla normativa nazionale (a cominciare da quelli contenuti

nell’Allegato 3 del DLgs 28/2011). Inoltre, anche sulla base di

recenti analisi e studi (tra cui il “Rapporto del 2010 “Regolamenti

Edilizi Comunali” dell’Osservatorio Nazionale Regolamenti Edilizi

per il Risparmio Energetico), l’Amministrazione comunale valuterà

la possibilità di introdurre ulteriori criteri di sostenibilità, non solo

energetica. In particolare il nuovo RUEC conterrà indicazioni volte

a promuovere interventi sul patrimonio edilizio esistente, ad

esempio estendendo l’obbligo relativo alla classe energetica anche

per ristrutturazioni parziali, o attraverso l’introduzione di

Soggetto responsabile

premialità per ristrutturazioni che migliorino le performance

energetiche. Una particolare attenzione, infine, verrà data al tema

dei controlli e delle sanzioni, condizione necessaria a garantire

l’operatività dello strumento.

Responsabile dell’azione: Amministrazione comunale – Servizio

e attori coinvolti tecnico.

Attori coinvolti: Cittadini, operatori economici del settore edile.

Tempi di realizzazione, Tempi di realizzazione: si tratta di un’azione con obiettivo finale al

investimenti e 2013.

finanziamenti Investimenti attivati e finanziamenti: l’azione rientra nelle

responsabilità dell’Amministrazione comunale e si basa sulla

disponibilità di risorse interne.

Impatti attesi Iniziative di questo tipo non hanno impatti diretti quantificabili in

termini di riduzione dei consumi energetici e delle emissioni di

gas‐serra. La loro importanza risiede nella capacità di alimentare le

altre azioni di Piano.

Risparmio energetico annuo atteso (energia finale): n.q.

Riduzione delle emissioni annue: n.q.

Monitoraggio Indicatori previsti per la fase di monitoraggio:

Approvazione del RUEC

pagina 76 di 85 PAES – Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile del Comune di Rofrano


3. Pianificazione territoriale

AZIONE 2013

3.2 Creazione del Soggetto Responsabile per l Attuazione del

PAES

Descrizione dell’azione Il processo iniziato con la redazione del documento di Piano, il

PAES, prosegue fino alla piena attuazione delle azioni contenute

nel piano fino al 2020. Una volta redatto, un Piano ha bisogno di

un soggetto interno all’Amministrazione che ne promuova

l’attuazione. Inoltre, le linee guida europee prevedono una

rendicontazione periodica dei risultati raggiunti e un’attività di

verifica costante che prevede anche di intervenire nuovamente sul

piano per correggerlo e migliorarlo.

In questo ambito l’Amministrazione comunale identifica

provvisoriamente nella stessa Struttura interna di coordinamento

che ne ha curato la redazione il Soggetto Responsabile per

l’Attuazione del PAES, col compito di:

Soggetto responsabile

e attori coinvolti

Tempi di realizzazione,

investimenti e

finanziamenti

approvare della lista degli indicatori, di cui nel documento di

Piano si presenta una prima proposta, e provvedere al

monitoraggio periodico del PAES;

operare attivamente affinché le azioni di Piano vengano

portate a termine, informando tempestivamente la Giunta

comunale e il Sindaco qualora si riscontrassero ritardi o

incongruenze nell’azione dell’Amministrazione comunale;

svolgere le funzioni di coordinamento necessarie a integrare le

varie aree dell’Amministrazione comunale.

Responsabile dell’azione: Amministrazione comunale – Sindaco.

Attori coinvolti: Amministrazione comunale, dipendenti

pubblici.

Tempi di realizzazione: si tratta di un’azione con obiettivo finale al

2013.

Investimenti attivati e finanziamenti: l’azione rientra nelle

responsabilità dell’Amministrazione comunale e si basa sulla

disponibilità di risorse interne.

Impatti attesi Iniziative di questo tipo non hanno impatti diretti quantificabili in

termini di riduzione dei consumi energetici e delle emissioni di

gas‐serra.

Risparmio energetico annuo atteso (energia finale): n.q.

Riduzione delle emissioni annue: n.q.

Monitoraggio Indicatori previsti per la fase di monitoraggio:

Identificazione del Soggetto Responsabile

PAES – Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile del Comune di Rofrano pagina 77 di 85


6.4. Coinvolgimento dei cittadini e dei soggetti interessati

Gli obiettivi indicati nel PAES non possono essere raggiunti se non con il pieno

coinvolgimento della comunità locale. Ciò risulta evidente osservando la ripartizione degli

impatti delle azioni, e verificando che la gran parte della riduzione delle emissioni di CO2

prevista al 2020 è a carico di cittadini privati o imprese. Anche in questo caso si tratta di azioni

che non hanno un impatto direttamente quantificabile, ma sono necessarie a garantire lo

svolgimento della maggior parte delle azioni contenute nel Piano.

L’azione dell’Amministrazione comunale in questo ambito si svolge attraverso tre linee di

intervento principali:

l’istituzione di uno Sportello energia, attraverso il quale si instaura un contatto diretto

tra Amministrazione e cittadini e stakeholder sul territorio, garantendo a questi ultimi

un supporto tecnico‐amministrativo adeguato;

l’organizzazione di campagne di sensibilizzazione, che aiutino a promuovere sul

territorio una cultura del cambiamento orientata ai principi della sostenibilità

energetica, ma anche sociale ed economica;

l’organizzazione di corsi di educazione e formazione, in grado di preparare i ragazzi e i

professionisti del Comune di Rofrano agli interventi di innovazione richiesti dal Piano,

favorendo in questo modo anche le ricadute locali in termini economici e

occupazionali.

ID AZIONE

Abbattimento emissioni

(t CO2)

2013 2020

4.1 Istituzione dello Sportello energia n.q. n.q.

4.2 Organizzazione di corsi di educazione e formazione n.q. n.q.

pagina 78 di 85 PAES – Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile del Comune di Rofrano


4. Coinvolgimento dei cittadini e dei soggetti interessati

AZIONE 2013 4.1 Istituzione dello Sportello energia

Descrizione dell’azione Uno dei primi interventi dell’Amministrazione comunale nel

ruolo di “promotore e incentivatore” è quello di aprire un canale

di comunicazione diretto con i cittadini e i portatori di interesse

locali.

In questo ambito il Comune di Rofrano istituirà entro il 2013 uno

Sportello Energia, con il compito di fornire informazioni circa: la

normativa vigente in materia di fonti rinnovabili ed efficienza

energetica; le attività promosse dall’Amministrazione comunale,

ivi inclusi eventuali bandi di finanziamento; i contributi economici

(incentivi, detrazioni fiscali, prestiti agevolati etc.) previsti a

scala provinciale, regionale e nazionale; le migliori tecnologie

disponibili per l’efficienza energetica e la produzione di energia da

fonti rinnovabili.

Il progetto prevede la creazione di uno specifico sportello presso

gli uffici comunali, aperto al pubblico almeno una volta al mese, e

di un portale web dedicato con uno sportello virtuale sempre

accessibile. Durante la fase di avviamento del progetto è prevista

la realizzazione di una campagna informativa al pubblico

(brochures, cartellonistica etc.), inclusi due incontri pubblici di

presentazione dell’iniziativa.

Soggetto responsabile

e attori coinvolti

Tempi di realizzazione,

investimenti e

finanziamenti

Responsabile dell’azione: Amministrazione comunale – Servizio

Tecnico manutentivo edilizia privata

Attori coinvolti: Amministrazione comunale, cittadinanza e

stakeholder.

Tempi di realizzazione: si tratta di un’azione con obiettivo finale al

2013.

Investimenti attivati e finanziamenti: l’azione rientra nelle

responsabilità dell’Amministrazione comunale e si basa sulla

disponibilità di risorse interne.

Impatti attesi Iniziative di questo tipo non hanno impatti diretti quantificabili in

termini di riduzione dei consumi energetici e delle emissioni di

gas‐serra.

Risparmio energetico annuo atteso (energia finale): n.q.

Riduzione delle emissioni annue: n.q.

Monitoraggio Indicatori previsti per la fase di monitoraggio:

Numero di contatti con lo sportello (valore assoluto)

PAES – Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile del Comune di Rofrano pagina 79 di 85


4. Coinvolgimento dei cittadini e dei soggetti interessati

AZIONE 2013 4.2 Organizzazione di corsi di educazione e formazione

Descrizione dell’azione La creazione di una economia e di una società a basse emissioni di

CO2 richiede lo sviluppo di un “ambiente culturale” favorevole al

cambiamento.

Adeguare i percorsi educativi e formativi agli obiettivi connessi con

la transizione verso un modello energetico sostenibile può

produrre benefici inaspettati già sul breve periodo e accrescere il

consenso locale su iniziative come quelle del Patto dei Sindaci,

favorendone la riuscita. Parallelamente è necessario intervenire

anche sulla formazione professionale, per creare sul territorio le

competenze necessarie a soddisfare la domanda di nuovi

interventi in materia di energia sostenibile.

A breve termine l’Amministrazione ricercherà risorse e

partner per organizzare sul territorio comunale percorsi formativi

per gli addetti ai lavori, dai costruttori edili agli installatori, dagli

Architetti e Geometri agli Amministratori di condominio. Questi

corsi dovranno fornire agli utenti non solo competenze relative

alle nuove tecnologie nel campo dell’efficienza energetica e delle

fonti rinnovabili, ma anche informazioni circa gli obblighi e le

opportunità economiche esistenti, sia a scala nazionale che a

scala comunale.

Soggetto responsabile Responsabile dell’azione: Amministrazione comunale – Sindaco.

e attori coinvolti Attori coinvolti: Amministrazione comunale, scuole,

Tempi di realizzazione,

operatori del settore dell’efficienza energetica e delle fonti

rinnovabili.

Tempi di realizzazione: si tratta di un’azione con obiettivo finale al

investimenti e 2013.

finanziamenti Investimenti attivati e finanziamenti: allo stato attuale non è

possibile una quantificazione precisa dei costi della presente

azioni; l’Amministrazione comunale si riserva la possibilità di

accedere a finanziamenti per coprire i costi.

Impatti attesi Iniziative di questo tipo non hanno impatti diretti quantificabili in

termini di riduzione dei consumi energetici e delle emissioni di

gas‐serra.

Risparmio energetico annuo atteso (energia finale): n.q.

Riduzione delle emissioni annue: n.q.

Monitoraggio Indicatori previsti per la fase di monitoraggio:

Numero di partecipanti agli incontri (valore assoluto)

pagina 80 di 85 PAES – Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile del Comune di Rofrano


6.5. Gestione rifiuti e acque

Gli abitanti del Comune di Rofrano producono ogni anno circa 344 t di Rifiuti Urbani. Una

politica integrata su tutto il ciclo del rifiuto consente di ridurre gli impatti ambientali

complessivi, incluse le emissioni di CO2. Le azioni individuate in questa linea di intervento

consentiranno già al 2015 un abbattimento delle emissioni di CO2 di 65 t. In primo luogo

l’Amministrazione comunale sta perseguendo l’obiettivo di costruire un ciclo integrato dei

rifiuti che va dalla prevenzione, alla gestione della raccolta fino al trattamento e smaltimento

finale attraverso procedure idonee. Al centro di questo ciclo sta il potenziamento del sistema di

raccolta del Rifiuto urbano efficiente, che dal valore attuale pari al 65,82% potrà raggiungere

entro il 2015 l’80% di Raccolta differenziata. Oltre a questo l’Amministrazione intende

intervenire a monte, riducendo la produzione di rifiuti attraverso campagne di sensibilizzazione

e informazione, ma anche tramite accordi con le catene di distribuzione e l’istituzione di

incentivi per i comportamenti virtuosi. In questo ambito, il Comune di Rofrano ha

recentemente programmato la realizzazione di un impianto di erogazione di acqua potabile

trattata, con la conseguente riduzione del consumo di bottiglie di plastica.

ID AZIONE

Abbattimento emissioni

(t CO2)

2013 2020

5.1 Promozione della prevenzione nella produzione di rifiuti n.q. n.q.

5.2

Riorganizzazione e potenziamento del servizio di

Raccolta Differenziata (RD)

n.q. 65

5.3 Installazione di una fontana ad uso pubblico 10

PAES – Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile del Comune di Rofrano pagina 81 di 85


5. Gestione rifiuti e acque

AZIONE 2020 5.1 Promozione della prevenzione nella produzione di rifiuti

Descrizione dell’azione L’elevato consumo di materia è uno dei principali fattori di

insostenibilità dell’attuale modello di produzione e consumo dei

paesi industrializzati, ed ha un impatto diretto e significativo

anche in termini di emissioni di CO2. La produzione di rifiuti

rispecchia in parte questo fenomeno, oltre a essere un indicatore

dell’inefficienza del ciclo produttivo. La Direttiva europea sui rifiuti

(2008/98 CE, recepita in Italia con il D.Lgs 205/2010) rende

obbligatori a livello regionale specifici programmi di prevenzione

della produzione di rifiuti.

Il Comune di Rofrano già da alcuni anni ha avviato una campagna

di promozione per il compostaggio domestico. Nei prossimi anni,

l’Amministrazione comunale, nel ruolo di “pianificatore e

regolatore”, elaborerà un piano di prevenzione della produzione di

rifiuti e riorganizzerà il servizio di raccolta in modo da promuovere

la riduzione a monte del RU. Inoltre, il Comune di Rofrano fungerà

da “promotore e incentivatore” attraverso: la realizzazione di

campagne di sensibilizzazione e informazione; l’organizzazione di

tavoli di concertazione e accordi di programma con gli attori

chiave, a cominciare dalle grandi catene di distribuzione;

l’individuazione di misure premiali e incentivi per i comportamenti

virtuosi.

Soggetto responsabile

e attori coinvolti

Tempi di realizzazione,

investimenti e

finanziamenti

Responsabile dell’azione: Amministrazione comunale – Settore

tecnico.

Attori coinvolti: Amministrazione comunale, operatori

del settore del commercio/distribuzione, cittadini e

stakeholder.

Tempi di realizzazione: si tratta di un’azione con obiettivo finale al

2020.

Investimenti attivati e finanziamenti: allo stato attuale non è

possibile una quantificazione precisa dei costi della presente

azioni; l’Amministrazione comunale si riserva la possibilità di

accedere a finanziamenti per coprire i costi.

Impatti attesi In assenza di un piano di prevenzione dettagliato, con stime

quantitative differenziate per categoria merceologica, non è

possibile valutare gli impatti.

Risparmio energetico annuo atteso (energia finale): n.q.

Riduzione delle emissioni annue: n.q.

Monitoraggio Indicatori previsti per la fase di monitoraggio:

Quantitativo di rifiuti evitati (peso/volume per frazione

merceologica)

pagina 82 di 85 PAES – Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile del Comune di Rofrano


5. Gestione rifiuti e acque

AZIONE 2016

5.2 Riorganizzazione e potenziamento del servizio di Raccolta

Differenziata (RD)

Descrizione dell’azione La Raccolta differenziata (RD) è il primo strumento che

un’Amministrazione comunale deve rendere operativo per avviare

un corretto sistema di gestione dei rifiuti. La RD consente in primo

luogo di rispettare le priorità in materia di politica dei rifiuti, e che

vedono subito dopo la prevenzione il riutilizzo e il recupero di

materia come obiettivi primari. Questi da soli permettono di

ottenere un risparmio energetico e quindi una riduzione delle

emissioni di CO2 a carico del sistema produttivo, diminuendo il

flusso di materiali “vergini” in ingresso.

Attualmente nel Comune di Rofrano la raccolta differenziata

avviene attraverso il servizio di raccolta porta a porta con

percentuale del 65,82% (dati Regione Campania, 2011).

Nel medio termine, il servizio di raccolta differenziata sarà

potenziato nell’ambito di un progetto redatto dal Servizio Tecnico

comunale, con l’obiettivo di raggiungere l’80% al 2016.

Soggetto responsabile Responsabile dell’azione: Amministrazione comunale – Settore

e attori coinvolti tecnico.

Attori coinvolti: Amministrazione comunale, operatori

del settore del commercio/distribuzione, cittadini e

stakeholder.

Tempi di realizzazione, Tempi di realizzazione: si tratta di un’azione con obiettivo finale al

investimenti e 2016.

finanziamenti Investimenti attivati e finanziamenti: allo stato attuale non è

possibile una quantificazione precisa dei costi della presente

azioni; l’Amministrazione comunale si riserva la possibilità di

accedere a finanziamenti per coprire i costi.

Impatti attesi La Raccolta differenziata dei RU rappresenta un presupposto

imprescindibile per la creazione di un ciclo virtuoso di gestione del

rifiuto, consentendo di impostare azioni di recupero energetico sul

rifiuto differenziato. È possibile quotare gli impatti della RD in un

PAES attraverso l’analisi di ciclo di vita (Life Cycle Analysis – LCA)

relativa ai risparmi in termini di emissioni di CO2 derivanti dal

recupero dei materiali raccolti in modo differenziato e dal

compostaggio della frazione umida. La presente valutazione è stata

ottenuta a partire dai parametri pubblicati nel rapporto

dell’Agenzia Europea dell’Ambiente “Projections of Municipal

Waste Management and Greenhouse Gases” (ETC/SPC working

paper ‐ 4/2011).

Con il conseguimento dell’80% di RD al 2016, dal recupero e

PAES – Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile del Comune di Rofrano pagina 83 di 85


iciclaggio di circa 250 t di materia (nella ipotesi cautelativa che

perdite, impurità o altre tipologie minori di materiali, non incluse

nell’Analisi dell’Agenzia, contino complessivamente per il 10% della

RD) si otterrà un vantaggio netto in termini di emissioni pari a quasi

65 t CO2 eq.

Risparmio energetico annuo atteso (energia finale): n.q.

Riduzione delle emissioni annue: 65 t CO2 eq.

Monitoraggio Indicatori previsti per la fase di monitoraggio:

Quota di Raccolta differenziata di RU (%)

Quantità di materiali avviati al recupero/riciclaggio (t per

frazione merceologica)

pagina 84 di 85 PAES – Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile del Comune di Rofrano


5. Gestione rifiuti e acque

AZIONE 2020 5.3 Installazione di una fontana ad uso pubblico

Descrizione dell’azione Negli ultimi anni diversi comuni hanno installato nel proprio

territorio strutture (“case dell’acqua”, “fontanelli”, “chioschi”) che

erogano acqua potabile, anche refrigerata e gassata. Le

Soggetto responsabile

"fontanelle" permettono la diminuzione della produzione, del

trasporto e dello smaltimento di bottiglie di plastica e, quindi, di

emissioni di CO2. Sono strutture dotate di sistemi di affinazione

organolettica, in grado quindi di migliorare sapore e odore e di

dare così un valore aggiunto all’acqua distribuita tramite la

rete di acquedotto. Anche il Comune di Rofrano ha intrapreso

una politica di diffusione dell’utilizzo dell’acqua del rubinetto e di

conseguente riduzione del consumo di bottiglie di plastica. Entro il

2015 sarà formalizzato contratto di convenzione con un idoneo

soggetto privato da individuarsi a mezzo di selezione pubblica, per

l’installazione a Rofrano di almeno un impianto di erogazione di

acqua potabile trattata. La fontana in un anno consentirà di non

inviare a recupero e smaltimento almeno 200 mila bottiglie di

plastica, con conseguente riduzione delle emissioni di CO2.

Responsabile dell’azione: Amministrazione comunale – Settore

e attori coinvolti tecnico.

Attori coinvolti: Amministrazione comunale, operatori

del settore del commercio/distribuzione, cittadini e

stakeholder.

Tempi di realizzazione, Tempi di realizzazione: la fontana sarà installata entro il 2015.

investimenti e Investimenti attivati e finanziamenti: il costo stimato per la

finanziamenti fontana è di € 24.000 in 3 anni, a cui si aggiunge il costo della

manutenzione stimato in € 500/anno; verranno sostenuti in parte

dall’Amministrazione stessa.

Impatti attesi Per quanto riguarda l’installazione della fontana ad uso pubblico,

la riduzione delle emissioni è stata calcolata stimando che la

fontana eroghi circa 300.000 litri di acqua all’anno ed evitando

così lo smaltimento di circa 200 mila bottiglie di plastica. La

valutazione è stata ottenuta partendo dai parametri pubblicati nel

rapporto dell’Agenzia Europea Ambiente “Projections of Municipal

Waste Management and Greenhouse Gases” (ETC/SPC working

paper ‐ 4/2011).

Risparmio energetico annuo atteso (energia finale): n.q.

Riduzione delle emissioni annue: 10 t CO2 eq.

Monitoraggio Indicatori previsti per la fase di monitoraggio:

Acqua erogata (litri/anno)

PAES – Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile del Comune di Rofrano pagina 85 di 85

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