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WiMAX, una proposta per l'accesso Broadband ... - Claudio Cancelli

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1. Introduzione<br />

GIOVANNI GASBARRONE<br />

FEDERICO MARIA RENON<br />

DANIELE ROFFINELLA<br />

MARCO SPINI<br />

MAURIZIO VALVO<br />

<strong>WiMAX</strong>,<br />

<strong>una</strong> <strong>proposta</strong> <strong>per</strong> l’accesso<br />

<strong>Broadband</strong> Wireless<br />

Un “club privato” internazionale, nato nel “lontano”<br />

2001, il cui numero di membri passa da 10<br />

nel 2003 ad oltre 200 a fine 2004 ed oltre 350 nel<br />

2005 [1]; un leader mondiale dei semiconduttori<br />

che fa <strong>una</strong> scommessa strategica su <strong>una</strong> tecnologia<br />

che dovrebbe <strong>per</strong>mettergli di affermarsi in uno<br />

dei settori più dinamici e remunerativi delle TLC [2];<br />

svariate decine di convegni in tutto il mondo, di<br />

studi di analisti specializzati [3], siti web dedicati,<br />

centinaia di articoli (su riviste tecniche ma anche<br />

sui quotidiani), migliaia di citazioni; <strong>una</strong> decina di<br />

aziende “piccole”, e fino a ieri quasi sconosciute,<br />

che conquistano un importante spazio di mercato<br />

e l’interesse dei key player di settore proponendo<br />

prodotti proprietari ma collocati su <strong>una</strong> roadmap<br />

che promette di far nascere prodotti “intero<strong>per</strong>a-<br />

STANDARD<br />

Questo articolo si propone di contribuire a fare chiarezza sulle caratteristiche<br />

e sullo stato di maturità raggiunto dalla tecnologia <strong>WiMAX</strong>, sulla reale<br />

“co<strong>per</strong>tura” degli standard, sui campi di applicazione <strong>per</strong> i quali i sistemi<br />

<strong>WiMAX</strong> potranno realisticamente essere considerati. Le informazioni e le<br />

valutazioni riportate si basano su lavori di ricerca ed analisi condotte da<br />

Telecom Italia, utilizzando anche RFI (Request For Information) verso i<br />

costruttori e la partecipazione al <strong>WiMAX</strong> Forum.<br />

Un futuro articolo riporterà le risultanze delle s<strong>per</strong>imentazioni tecniche<br />

attualmente in fase di avvio da parte di Telecom Italia, e le valutazioni tecnico/economiche<br />

relative ai possibili scenari di applicabilità.<br />

bili”; <strong>una</strong> spinta di “interessi forti” che induce le<br />

autorità di regolamentazione internazionali e nazionali<br />

ad intraprendere azioni <strong>per</strong> allocare [4] porzioni<br />

di risorse (spettro elettromagnetico) <strong>per</strong> l’uso di<br />

<strong>una</strong> tecnologia <strong>per</strong> certi aspetti “disruptive”; molte<br />

decine di s<strong>per</strong>imentazioni pianificate in diverse<br />

regioni del mondo. Tutto questo, ed altro ancora, è<br />

il <strong>WiMAX</strong> (Worldwide Intero<strong>per</strong>ability for Microwave<br />

Access), un “brand” accortamente scelto dal<br />

<strong>WiMAX</strong> Forum [5] <strong>per</strong> evocare un “WiFi massimizzato”,<br />

ed indicare <strong>una</strong> “standards-based technology<br />

enabling the delivery of last mile wireless<br />

broadband access, providing fixed, nomadic, portable<br />

and, eventually, mobile wireless broadband<br />

connectivity without the need for direct line-ofsight<br />

with a base station”. In effetti, articoli e convegni<br />

sono prodighi di descrizioni, tabelle, confronti,<br />

in cui le prestazioni attese, in termini di<br />

NOTIZIARIO TECNICO TELECOM ITALIA › Anno 14 n. 2 - Dicembre 2005 69


GASBARRONE › RENON › ROFFINELLA › SPINI › VALVO• <strong>WiMAX</strong>, <strong>una</strong> <strong>proposta</strong> <strong>per</strong> l’accesso <strong>Broadband</strong> Wireless<br />

capacità, co<strong>per</strong>tura, supporto applicazioni, economicità,<br />

…, della tecnologia <strong>WiMAX</strong> non possono<br />

lasciare indifferenti. Come succede spesso, i valori<br />

indicati sono dei “massimi” teorici tipicamente non<br />

raggiungibili, o almeno non ottenibili <strong>per</strong> tutti i<br />

parametri contemporaneamente: ad esempio, il<br />

massimo bit rate non può essere assicurato alla<br />

massima distanza, <strong>per</strong> il massimo numero d’utenti<br />

e con gli apparati più economici. Questo articolo si<br />

propone di contribuire a fare chiarezza sulle caratteristiche,<br />

sui campi di applicazione e sullo stato di<br />

maturità raggiunto dalla tecnologia <strong>WiMAX</strong>.<br />

2. L’accesso <strong>Broadband</strong> Wireless<br />

2.1 Caratterizzazione dei contesti applicativi<br />

Il BWA (<strong>Broadband</strong> Wireless Access) è uno dei<br />

settori delle TLC più interessanti e maggiormente<br />

in evoluzione sia dal punto di vista del mercato, sia<br />

<strong>per</strong> quanto attiene all’innovazione tecnologica; tale<br />

considerazione è ancora più vera con l’avvento di<br />

scenari di convergenza fisso-mobile e voce-dati<br />

[6]. In realtà il termine BWA può essere usato <strong>per</strong><br />

designare segmenti di mercato, contesti applicativi<br />

e aree tecnologiche anche molto diverse ed eterogenee.<br />

Fra le svariate possibilità, quattro scenari<br />

(figura 1), data la loro generalità, sono oggetto di<br />

particolare interesse e valutazioni [7]:<br />

A Connettività broadband <strong>per</strong> utenti “fissi” in<br />

ambienti home/office.<br />

Questo scenario è quello in cui l’equivalente<br />

“soluzione wired” è tipicamente<br />

l’xDSL; in presenza di<br />

<strong>una</strong> domanda di servizi ed<br />

applicazioni a larga banda,<br />

<strong>una</strong> possibile opzione è l’utilizzo<br />

di <strong>una</strong> connessione<br />

BWA verso il luogo (abitazione,<br />

oppure ufficio, o<br />

negozio, …) al quale, <strong>per</strong><br />

qualche ragione (tecnica,<br />

economica, regolatoria,<br />

competitiva, …), risulti problematico<br />

o di poco interesse<br />

portare connettività<br />

broadband mediante <strong>una</strong><br />

linea fissa. Qui l’end-point è<br />

l’abitazione (o l’ufficio…),<br />

con tutte le implicazioni che<br />

ne derivano: il “contratto” è<br />

assimilabile a quelli tipici <strong>per</strong><br />

utenza residenziale (o <strong>per</strong><br />

PMI). La BWA Subscriber<br />

Station potrà tipicamente<br />

utilizzare un’antenna<br />

“esterna” (con migliori prestazioni<br />

radio); all’interno<br />

dell’abitazione/ufficio ci<br />

potranno essere svariate<br />

soluzioni, adatte alle situazioni<br />

specifiche, <strong>per</strong> <strong>per</strong>met-<br />

70 NOTIZIARIO TECNICO TELECOM ITALIA › Anno 14 n. 2 - Dicembre 2005<br />

tere la connessione dei terminali d’utente come<br />

PC, notebook, palmari, cordless, ... . Ad esempio,<br />

si potranno utilizzare interfacce Ethernet, reti private<br />

WiFi, ecc, mentre telefoni POTS potrebbero<br />

venir connessi direttamente, o mediante adattatori<br />

IAD (Integrated Access Device ).<br />

B Connettività broadband <strong>per</strong> utenti “nomadici” in<br />

ambienti home/office/outdoor.<br />

In questo scenario l’end-point è il terminale,<br />

che la <strong>per</strong>sona può portare con se, in ambienti<br />

indoor (home/office) oppure outdoor. Il terminale è<br />

quindi dotato di <strong>una</strong> propria unità di comunicazione<br />

wireless broadband. La caratteristica di<br />

“nomadicità” implica che il terminale può connettersi<br />

alla rete quando è “fermo” in qualunque<br />

luogo, purché sotto “co<strong>per</strong>tura” radio, mentre<br />

quando il terminale è in movimento la comunicazione<br />

non viene assicurata. Non sono <strong>per</strong>tanto<br />

necessari meccanismi <strong>per</strong> l’hand-over; un caso<br />

significativamente più complesso (in termini d’impatti<br />

in rete) si avrebbe in presenza di un requisito<br />

di “mantenimento della sessione”, che consentirebbe<br />

di non disattivare/riattivare le procedure di<br />

connessione ogni volta che il terminale viene spostato<br />

di ambiente.<br />

C Backhauling di sistemi d’accesso.<br />

Rientrano in questo scenario tutte quelle situazioni,<br />

anche piuttosto diverse e specifiche, in cui le<br />

tecnologie BWA sono utilizzate non a livello di<br />

interfaccia utente-rete, ma <strong>per</strong> portare connettività<br />

a larga banda verso apparati d’accesso appartenenti<br />

essi stessi alla “rete”. Un esempio tipico è il<br />

FIGURA 1› Quattro scenari applicativi <strong>per</strong> l’accesso broadband wireless.


ackhauling di hot spot WiFi: il WiFi trova interessanti<br />

campi d’applicazione, ma a volte è problematico<br />

(o non conveniente) utilizzare linee fisse <strong>per</strong><br />

rilegare l’access point WiFi al resto della rete dell’o<strong>per</strong>atore,<br />

e diventa interessante considerare<br />

l’uso di tecnologie BWA. Un altro caso può essere<br />

rappresentato dall’esigenza di connettere stazioni<br />

radio base di sistemi radiomobili (in alternativa ad<br />

es. all’utilizzo di un CDN). I requisiti derivanti da<br />

questo scenario sulle soluzioni tecniche sono<br />

soprattutto in termini di capacità complessiva del<br />

link radio (tipicamente maggiore rispetto agli altri<br />

scenari), la sua “affidabilità, la robustezza ai<br />

disturbi, … .<br />

D. Connettività broadband <strong>per</strong> utenti “mobili”.<br />

Questo è lo scenario che presenta le maggiori<br />

criticità tecniche: i terminali devono essere connessi<br />

a larga banda anche in condizione di mobilità<br />

veicolare. I requisiti sono assimilabili a quelli che<br />

valgono <strong>per</strong> le reti cellulari tradizionali, con il vincolo<br />

aggiuntivo della “larga banda”.<br />

I quattro scenari si differenziano significativamente<br />

in termini di requisiti; <strong>per</strong> <strong>una</strong> loro corretta<br />

caratterizzazione vanno in particolare considerati<br />

alcuni “parametri chiave”, richiamati brevemente<br />

nel seguito:<br />

• La “capacità <strong>per</strong> end-point”, vale a dire il bit<br />

rate aggregato (medio e di picco, con associata<br />

QoS), all’interfaccia radio verso la singola<br />

Subscriber Station (nello scenario A), verso il<br />

singolo Terminale (negli scenari B e D), o verso<br />

la singola Backhaul Station (scenario C).<br />

• La “capacità <strong>per</strong> settore di base station”. Un<br />

“settore” è l’area geografica tipicamente<br />

co<strong>per</strong>ta (servita) da un’antenna; in corrispondenza<br />

di <strong>una</strong> certa installazione è possibile utilizzare<br />

configurazioni tali <strong>per</strong> cui la co<strong>per</strong>tura<br />

radio della zona circostante è suddivisa in uno<br />

o più “settori”. Tipicamente, la “capacità <strong>per</strong><br />

settore” (in bit/secondo) corrisponde al valor<br />

massimo aggregato dei flussi delle comunicazioni<br />

contemporanee attive in quel settore. Un<br />

altro parametro importante è il “raggio di co<strong>per</strong>tura”,<br />

cioè la distanza massima fra l’end point e<br />

la Base Station.<br />

• L’ “ambito geografico” entro il quale il terminale<br />

con accesso wireless rimane confinato quando<br />

accede ai servizi TLC. Vanno considerati<br />

ambiti “domestico”, “office-room”, “office-building”,<br />

“campus”, e “wide area” (in cui il terminale<br />

ottiene un accesso wireless in aree geografiche<br />

estese a tutta <strong>una</strong> città o regione).<br />

• Il “tipo di mobilità” del terminale.<br />

Distingueremo fra “accessi wireless fissi”, in<br />

cui il terminale rimane tipicamente fermo in<br />

uno specifico ambiente; “portabilità”, quando<br />

il terminale può ottenere connessioni wireless<br />

in diversi luoghi, ma non viene garantita la<br />

continuità di sessione; “nomadismo continuo”,<br />

intendendo la possibilità di mantenere<br />

la continuità di sessione mentre il terminale si<br />

sposta in luoghi diversi, ma senza garantire<br />

GASBARRONE › RENON › ROFFINELLA › SPINI › VALVO• <strong>WiMAX</strong>, <strong>una</strong> <strong>proposta</strong> <strong>per</strong> l’accesso <strong>Broadband</strong> Wireless<br />

assenza di interruzioni nei flussi (discontinuità<br />

ad es. nella voce e nel video); “mobilità”, continuità<br />

della sessione e dei flussi, come nelle<br />

reti cellulari (con ulteriori distinzioni a<br />

seconda della velocità di spostamento del<br />

terminale).<br />

È importante tener conto che i diversi parametri<br />

non sono “indipendenti”, ma fortemente correlati,<br />

ad esempio un’alta “capacità <strong>per</strong> end point”<br />

potrà essere assicurata solo entro “raggi di co<strong>per</strong>tura”<br />

ridotti, mentre la capacità <strong>per</strong> end-point<br />

dipende, fra l’altro, dal numero di end-point contemporaneamente<br />

attivi nello stesso settore.<br />

Inoltre queste grandezze dipendono a loro volta<br />

da svariati fattori, fra cui:<br />

• la larghezza di banda (Hz) disponibile nella<br />

banda di lavoro;<br />

• la canalizzazione adottata; le tecniche di modulazione<br />

e di codifica;<br />

• le caratteristiche dei ricetrasmettitori radio (in<br />

particolare la potenza) e delle antenne (in particolare<br />

la collocazione indoor o outdoor dell’antenna<br />

all’end-point);<br />

• la condizione di “visibilità ottica” LOS (Line Of<br />

Sight) o “non visibilità” (Non LOS) fra le<br />

antenne della Base Station e dell’end-point; le<br />

caratteristiche (statistiche) di propagazione<br />

radio (dipendenti a loro volta dalla natura del<br />

terreno, delle costruzioni, della vegetazione,<br />

del clima ...);<br />

• le eventuali interferenze con settori adiacenti e<br />

fra i terminali stessi, nonché le loro posizioni<br />

reciproche, … .<br />

Tale complessità rende, nei casi pratici, necessario<br />

adottare adeguati (e complessi) metodi e<br />

strumenti di dimensionamento e di progettazione<br />

delle co<strong>per</strong>ture radio, <strong>per</strong> cui va tenuto presente<br />

che confronti “teorici” fra diverse tecnologie BWA,<br />

in situazioni “ideali”, possono avere un valore puramente<br />

indicativo.<br />

2.2 L’accesso <strong>Broadband</strong> Wireless: un pò di storia<br />

Il panorama delle soluzioni e delle tecnologie<br />

che sono state proposte <strong>per</strong> rispondere ai bisogni<br />

di connettività wireless a larga banda è quanto mai<br />

ricco e variegato. Esistono sia soluzioni proprietarie<br />

sia standard, alcune consolidate, molte obsolete,<br />

altre in fase di sviluppo; alcune tecnologie<br />

possono essere considerate di nicchia, mentre<br />

altre traguardano mercati potenzialmente molto<br />

vasti. Allo scopo di collocare correttamente il<br />

<strong>WiMAX</strong> nell’ambito delle soluzioni BWA, sono qui<br />

richiamati alcuni esempi rilevanti di tecnologie<br />

BWA, rimandando alla letteratura <strong>per</strong> disamine<br />

approfondite delle diverse soluzioni [8]. Non<br />

saranno qui considerate soluzioni concepite <strong>per</strong><br />

applicazioni in aree “locali” LAN (Local Area<br />

Network) (come il WiFi) o “<strong>per</strong>sonali” PAN<br />

(Personal Area Network) come il BlueTooth: anche<br />

se si tratta certamente di soluzioni wireless <strong>per</strong><br />

l’accesso broadband, le limitazioni sul “raggio di<br />

co<strong>per</strong>tura” le pongono fuori dal contesto analizzato<br />

in questo articolo.<br />

NOTIZIARIO TECNICO TELECOM ITALIA › Anno 14 n. 2 - Dicembre 2005 71


GASBARRONE › RENON › ROFFINELLA › SPINI › VALVO• <strong>WiMAX</strong>, <strong>una</strong> <strong>proposta</strong> <strong>per</strong> l’accesso <strong>Broadband</strong> Wireless<br />

Un fattore importante da considerare <strong>per</strong> orientarsi<br />

fra le svariate proposte di soluzioni BWA, è la<br />

porzione dello spettro elettromagnetico utilizzata<br />

dalle specifiche soluzioni, con gli associati aspetti<br />

sia tecnologici che regolatori. Dal punto di vista<br />

tecnico la zona di spettro usata <strong>per</strong> “la portante”<br />

(che tipicamente può posizionarsi da pochi GHz a<br />

poche decine di GHz) condiziona, in particolare, le<br />

caratteristiche di propagazione radioelettrica; semplificando<br />

moltissimo, si può assumere che con<br />

frequenze più alte è possibile disporre di più banda<br />

(e quindi più capacità), ma diventa più critico assicurare<br />

la connessione radio fra antenne che non<br />

siano fra loro in linea di vista ottica (la co<strong>per</strong>tura<br />

indoor diventa di fatto impraticabile a partire dai 5<br />

GHz); si devono utilizzare quindi settori con raggi<br />

di co<strong>per</strong>tura minori o prevedere solo installazioni<br />

esterne in LOS, e ciò comporta costi infrastrutturali<br />

più alti. Gli aspetti regolatori sono altrettanto<br />

importanti, in quanto sono tipicamente gli enti<br />

regolatori nazionali che (tenendo conto di quanto<br />

definito dagli enti di regolamentazione internazionali)<br />

riservano le diverse porzioni di spettro <strong>per</strong> usi<br />

specifici, <strong>per</strong>mettendo usi “liberi” di alcuni segmenti,<br />

e cedendo licenze <strong>per</strong> l’uso di altri. In generale<br />

è evidente che l’utilizzo di porzioni di spettro<br />

non licenziate risulta incompatibile con l’offerta di<br />

servizi con un livello minimo “garantito” di qualità,<br />

a causa delle possibili interferenze fra sistemi<br />

diversi attivi in <strong>una</strong> stessa zona geografica, a meno<br />

che i raggi di co<strong>per</strong>tura siano estremamente limitati<br />

(tipicamente poche decine di metri).<br />

Con qualche approssimazione, si può affermare<br />

che i sistemi BWA non hanno avuto sinora uno sviluppo<br />

di business particolarmente rilevante. Nel<br />

1998 gli Stati Uniti hanno messo in vendita licenze<br />

<strong>per</strong> un totale di 1300 MHz di banda (molto maggiore<br />

del totale della banda usata <strong>per</strong> la radio diffusione<br />

AM/FM, la diffusione TV VHF/UHF, e la<br />

telefonia cellulare presi insieme), nelle porzioni di<br />

spettro fra 27.5 GHz e 31.3 GHz. Le licenze erano<br />

destinate all’offerta di servizi LMDS (Local<br />

Multipoint Distribution Service), comprendenti sia<br />

servizi televisivi sia telefonici sia dati ad alta velocità,<br />

ponendosi come alternativa a soluzioni wired<br />

<strong>per</strong> portare la larga banda ad utenza residenziale e<br />

business. Per quanto riguarda le antenne della<br />

base station e degli end-point, il sistema consente<br />

configurazioni sia punto-punto (PTP) che puntomultipunto<br />

(PMP), su distanze che possono arrivare<br />

ad alcuni chilometri; tuttavia, in conseguenza<br />

della zona (alta) di spettro utilizzata, può o<strong>per</strong>are<br />

sono in condizioni di linea di vista fra le antenne,<br />

ed è sensibile alle <strong>per</strong>turbazioni atmosferiche, alla<br />

pioggia, alla presenza di alberi. Nel resto del<br />

mondo il termine LMDS non è usato frequentemente,<br />

ma sono state generalmente riservate porzioni<br />

di spettro <strong>per</strong> servizi analoghi (ad esempio,<br />

intorno ai 24 GHz in Germania, ai 28 GHz in Italia,<br />

ai 22 GHz e 28 GHz in Corea e Giappone, ai 40<br />

GHz in altri Paesi). Gli scenari di utilizzo rientrano<br />

nelle tipologie A) e C) descritte sopra (ad esempio<br />

in Italia i sistemi a 28 GHz vengono usati principalmente<br />

<strong>per</strong> connettere le base station delle reti<br />

72 NOTIZIARIO TECNICO TELECOM ITALIA › Anno 14 n. 2 - Dicembre 2005<br />

radiomobili). I costi delle licenze ed i costi degli<br />

apparati, nonché il vincolo della linea di vista e la<br />

mancanza di uno standard che <strong>per</strong>mettesse l’intero<strong>per</strong>abilità<br />

tra apparati di costruttori diversi, non<br />

hanno sinora consentito uno sviluppo di mercato<br />

significativo <strong>per</strong> l’LMDS e i sistemi similari.<br />

Anche in zone più basse dello spettro sono<br />

state allocate porzioni <strong>per</strong> applicazioni BWA. Ad<br />

es. negli USA le frequenze da 2,5 a 2,7GHz erano<br />

state riservate <strong>per</strong> il MMDS (Multi-Channel Multi-<br />

Point Distribution Service). L’ MMDS è stato concepito<br />

originariamente <strong>per</strong> la distribuzione unidirezionale<br />

di canali televisivi, come un’alternativa alla<br />

distribuzione TV via cavo; successivamente la<br />

FCC USA ha modificato il piano di allocazione<br />

delle frequenze, <strong>per</strong> consentire applicazioni bidirezionali<br />

voce, dati e video (tuttavia tale porzione<br />

spettrale è ancora “in coabitazione” con un’altra<br />

tipologia di applicazioni, l’ITFS (Instructional<br />

Television Fixed Service), e la situazione sta<br />

ancora evolvendo. O<strong>per</strong>ando su frequenze più<br />

basse, i sistemi MMDS sono, rispetto a quelli<br />

LMDS, meno sensibili alla pioggia, alla nebbia, agli<br />

alberi, possono coprire distanze maggiori (anche<br />

qualche decina di chilometri), e le tecnologie radio<br />

da impiegare possono essere meno costose. I<br />

contesti applicativi più tipici ricadono nello<br />

Scenario A). D’altra parte le ampiezze di banda<br />

disponibili sono inferiori (ad es. meno di 200 MHz<br />

nella porzione di spettro centrata su 2,6 GHz), e,<br />

solitamente, <strong>per</strong>mane il vincolo della collocazione<br />

in linea di vista fra le antenne. Anche <strong>per</strong> l’MMDS,<br />

o <strong>per</strong> sistemi o<strong>per</strong>anti, in altri paesi, su zone di<br />

spettro vicine (ad esempio il 3,5 GHz), non si è sviluppato<br />

uno standard, e non si sono sviluppati<br />

mercati significativi.<br />

Nel Marzo del 1999, <strong>per</strong> sop<strong>per</strong>ire alla mancanza<br />

di uno standard <strong>per</strong> l’LMDS, e con l’obiettivo<br />

di creare le basi <strong>per</strong> lo sviluppo del mercato<br />

del BWA, l’IEEE 802 Standard Committee crea il<br />

Working Group IEEE 802.16 “on <strong>Broadband</strong><br />

Wireless Access Standards” [9]. L’ obiettivo del<br />

nuovo WG era “to develop standards and recommended<br />

practices to support the development and<br />

deployment of fixed broadband wireless access<br />

systems”, con focalizzazione precisamente sulla<br />

banda 28-31 GHz allocata dalla FCC. Da allora il<br />

WG ha svolto un notevole lavoro, cambiando in<br />

realtà il proprio target in funzione del mutamento<br />

progressivo delle <strong>per</strong>cezioni delle potenzialità del<br />

mercato, e sviluppando specifiche <strong>per</strong> sistemi<br />

molto diversi fra loro, come sarà illustrato nel<br />

paragrafo successivo. Una caratteristica tecnologica<br />

distintiva dei sistemi studiati dal WG IEEE<br />

802.16 è l’adozione, <strong>per</strong> la trasmissione radio, di<br />

modulazioni di tipo OFDM (Orthogonal Frequency<br />

Division Multiplexing). L’idea fondamentale<br />

dell’OFDM (si veda il riquadro di approfondimento<br />

“La tecnica OFDM”) consiste nello scomporre il<br />

flusso dei dati da trasmettere in più sotto-flussi<br />

trasmessi in parallelo mediante un insieme di portanti<br />

con spaziatura in frequenza tale da non avere<br />

interferenza mutua tra i flussi (ortogonalità tra le<br />

portanti, multiplex a divisione di frequenza).


LA TECNICA OFDM<br />

Nei sistemi di telecomunicazioni digitali<br />

ad elevato bit rate uno dei maggiori<br />

problemi è costituito da canali di<br />

trasmissione che presentano <strong>una</strong><br />

risposta in frequenza ampiamente<br />

variabile all’interno della banda relativamente<br />

larga del segnale. I sistemi di<br />

modulazione basati sulla multiplazione<br />

a divisione di frequenza ortogonale<br />

OFDM (Orthogonal Frequency<br />

Division Multiplexing) forniscono <strong>una</strong><br />

efficace soluzione a questo problema.<br />

Essi suddividono il flusso informativo<br />

(R bit/s) in N flussi da trasmettere in<br />

parallelo, modulando (con <strong>una</strong> tecnica<br />

di modulazione tradizionale) altrettante<br />

sottoportanti equispaziate in<br />

frequenza con spaziatura ∆f (multiplex<br />

a divisione di frequenza). La relazione<br />

di ortogonalità (figura A) tra le sottoportanti,<br />

ottenuta imponendo<br />

che la durata Ts =<br />

N/R dei simboli trasmessi<br />

sulle sottoportanti sia<br />

legata alla spaziatura in<br />

frequenza delle sottoportanti<br />

dalla relazione<br />

∆f=1/Ts, consente di annullare<br />

(in teoria) l’interferenza<br />

mutua tra i diversi<br />

flussi ISI (Interferenza<br />

InterSimbolica) all’atto<br />

della demodulazione del<br />

segnale ricevuto. L’unità<br />

ricevente elabora separatamente<br />

i segnali associati<br />

a ciasc<strong>una</strong> sottoportante<br />

<strong>per</strong> ricostruire poi l’intera<br />

sequenza dei dati della<br />

sorgente.<br />

In presenza di canali di trasmissione<br />

molto distorcenti,<br />

se si trasmette l’intero flusso R<br />

su un’unica portante occupando <strong>una</strong><br />

banda B, si determinano forti interferenze<br />

e distorsioni ed è quindi necessaria<br />

<strong>una</strong> complessa equalizzazione di<br />

canale. Trasmettendo invece gli N<br />

flussi ciascuno a velocità R/N in N<br />

sottobande di larghezza ∆f=B/N, in<br />

prima approssimazione la funzione di<br />

trasferimento di canale <strong>per</strong> ciasc<strong>una</strong><br />

sottobanda può essere considerata<br />

non distorcente (se ∆f è sufficiente-<br />

mente piccola,<br />

ovvero se N è<br />

grande) e quindi la<br />

funzione di equalizzazione<br />

risulta non<br />

necessaria o<br />

comunque molto<br />

semplificata.<br />

Un tipico canale<br />

distorcente sul collegamento<br />

radio si<br />

ha in presenza di<br />

“cammini multipli”<br />

dovuti a riflessioni<br />

delle onde radio,<br />

che determinano in<br />

ricezione “echi”<br />

ritardati tra loro nel<br />

tempo. In questo<br />

caso la durata del<br />

simbolo OFDM<br />

(blocco di N simboli<br />

d’informazione)<br />

dovrà essere scelta<br />

GASBARRONE › RENON › ROFFINELLA › SPINI › VALVO• <strong>WiMAX</strong>, <strong>una</strong> <strong>proposta</strong> <strong>per</strong> l’accesso <strong>Broadband</strong> Wireless<br />

G (f)<br />

1.2<br />

molto maggiore del massimo ritardo<br />

relativo tra gli echi (τ, delay-spread).<br />

In queste condizioni inoltre, <strong>per</strong> man-<br />

Guard Interval = τ<br />

Symbol Period = Ts<br />

Time<br />

FFT<br />

FFT = Fast Fourier Transform<br />

tenere l’ortogonalità delle sottoportanti<br />

(quindi l’assenza di interferenza<br />

intersimbolica tra successivi simboli<br />

OFDM) e facilitare la sincronizzazione<br />

di simbolo al ricevitore, si inserisce<br />

tra un simbolo ed il successivo un<br />

intervallo di guardia nel quale si trasmette<br />

un’estensione ciclica del simbolo<br />

OFDM stesso (cyclic prefix), di<br />

durata almeno uguale a τ. Una rappresentazione<br />

tempo-frequenza del<br />

segnale OFDM è riportata in figura B.<br />

1<br />

0.8<br />

0.6<br />

0.4<br />

0.2<br />

0<br />

-0.2<br />

f T<br />

-0.4<br />

-2 -1 0 1 2 3 4 5<br />

Grazie alla particolare spaziatura di frequenza adottata<br />

(ortogonalità), i massimi di ciasc<strong>una</strong> sottoportante corrispondono<br />

a zeri di tutte le altre, agevolando i processi<br />

di riconoscimento del segnale al ricevitore.<br />

FIGURA A› Esempio di segnale OFDM in frequenza con 4 sottoportanti<br />

(www.elet.polimi.it/upload/tartara/Sistemicomunicazione/ofdm.pdf).<br />

• •<br />

FIGURA B› Rappresentazione tempo-frequenza del segnale OFDM.<br />

Si osservi che la frazione di tempo<br />

allocato <strong>per</strong> eliminare l’effetto di<br />

delay-spread (τ/Ts) è più piccola di<br />

Channel Bandwidth = B<br />

N Sub-carriers<br />

(www.alcatel.com/com/en/appcontent/apl/A0506-4G_Mobile-EN_tcm172-262201635.pdf)<br />

• •<br />

Frequency<br />

un fattore pari a N rispetto ad un<br />

sistema con modulazione a portante<br />

singola tradizionale. Questo <strong>per</strong>ché<br />

la durata del simbolo OFDM (Ts) è N<br />

volte maggiore rispetto alla durata<br />

del simbolo di un sistema a portante<br />

singola, a parità di rate R; quindi l’efficienza<br />

di trasmissione di un sistema<br />

OFDM è maggiore rispetto a quella<br />

ottenibile con un sistema a portante<br />

singola in presenza di cammini multipli.<br />

È interessante rilevare che con la<br />

NOTIZIARIO TECNICO TELECOM ITALIA › Anno 14 n. 2 - Dicembre 2005 73


GASBARRONE › RENON › ROFFINELLA › SPINI › VALVO• <strong>WiMAX</strong>, <strong>una</strong> <strong>proposta</strong> <strong>per</strong> l’accesso <strong>Broadband</strong> Wireless<br />

tecnica OFDM, in linea di principio,<br />

ciasc<strong>una</strong> sottoportante può essere<br />

modulata in modo diverso, utilizzando<br />

<strong>una</strong> modulazione numerica a<br />

più livelli (<strong>per</strong> esempio di tipo QAM<br />

se di ampiezza o QPSK se di fase): le<br />

sottoportanti soggette a maggior<br />

disturbo possono essere modulate<br />

utilizzando schemi particolarmente<br />

robusti (come, ad esempio, QPSK),<br />

mentre quelle meno esposte possono<br />

essere modulate con schemi più efficienti<br />

spettralmente (come ad esempio<br />

64 QAM).<br />

Un vantaggio essenziale dell’OFDM,<br />

come dimostrato da S.B. Weistein e<br />

P.M. Ebert nel 1971 [17], è che il<br />

segnale può essere costruito utilizzando<br />

l’o<strong>per</strong>azione di IFFT (Inverse<br />

Fast Fourier Transform) in trasmissione<br />

e di FFT in ricezione, o<strong>per</strong>azioni<br />

che possono oggi essere realizzate<br />

praticamente con economiche<br />

tecniche digitali DSP (Digital Signal<br />

Processing). L’FFT è caratterizzata<br />

dal parametro N, che nella pratica<br />

viene fatto coincidere con il numero<br />

di sottoportanti utilizzato <strong>per</strong> la trasmissione.<br />

All’aumentare del numero<br />

N di sottoportanti impiegate, si<br />

riduce la spaziatura in frequenza fra<br />

sottoportanti, e lo spettro complessivo<br />

del segnale risultante è più<br />

“compatto” (maggior efficienza).<br />

D’altra parte, se N aumenta, diminuisce<br />

anche il data rate con cui viene<br />

modulata ogni sottoportante, diminuendo<br />

di conseguenza l’occupazione<br />

di banda di ogn<strong>una</strong> di esse, ma<br />

aumenta la complessità computazionale<br />

delle o<strong>per</strong>azioni di FFT e IFFT<br />

(secondo <strong>una</strong> legge di tipo N log 2 N).<br />

Valori pratici usati sono ad esempio<br />

N=256, N=1024, N=2048.<br />

• L’ OFDMA<br />

L’OFDM, vantaggioso in particolare sui canali di<br />

trasmissione molto distorcenti, è <strong>una</strong> tecnica conosciuta<br />

fin dagli anni Cinquanta, ma è diventata<br />

popolare solo dopo il 2000, quando sono comparsi<br />

sul mercato microprocessori di costo contenuto<br />

capaci di eseguire le complesse e numerose o<strong>per</strong>azioni<br />

che tale tecnica richiede. Sono state in<br />

seguito proposte alcune varianti dell’OFDM, e,<br />

come vedremo, questo è uno degli ostacoli all’affermazione<br />

nel mercato di <strong>una</strong> soluzione “unica”<br />

<strong>per</strong> il BWA.<br />

Il panorama delle possibili soluzioni <strong>per</strong> il BWA<br />

comprende numerosi altri sistemi, alcuni molto<br />

interessanti. In particolare, l’evoluzione dei sistemi<br />

radiomobili ha portato alla definizione di tecniche<br />

capaci di fornire accessi wireless a bit rate cre-<br />

74 NOTIZIARIO TECNICO TELECOM ITALIA › Anno 14 n. 2 - Dicembre 2005<br />

La tecnica OFDM può essere utilizzata<br />

sia come semplice tecnica di<br />

modulazione, sia come tecnica di<br />

accesso multiplo a divisione di frequenza<br />

OFDMA (Orthogonal<br />

Frequency Division Multiple Access),<br />

anche in combinazione con altre tecniche<br />

d’accesso, quali TDMA (Time<br />

Division Multiple Access) e CDMA<br />

(Code Division Multiple Access).<br />

Secondo la tecnica OFDMA, un<br />

numero elevato di sottoportanti (fino a<br />

2048) viene ripartito tra un numero più<br />

ristretto di sottocanali, come avviene<br />

con la tecnica del sub-channeling.<br />

Ciascun sottocanale utilizza quindi un<br />

sottoinsieme delle portanti disponibili<br />

e diversi sottocanali possono essere<br />

utilizzati allo stesso tempo da differenti<br />

terminali; la tecnica è applicabile<br />

sia in downlink che in uplink, sebbene<br />

l’uso più frequente sia certamente in<br />

uplink a causa della minore capacità<br />

trasmissiva richiesta.<br />

L’uso di tale tecnica aggiunge quindi<br />

un ulteriore grado di flessibilità nella<br />

distribuzione di risorse tra i diversi<br />

terminali; basti pensare che, nello<br />

stesso istante, è possibile trasmettere<br />

canali con modulazione, codifica e<br />

ampiezza diversi e adattati alle particolari<br />

condizioni di propagazione esistenti<br />

tra la stazione base e ciascun<br />

terminale. Permangono anche in questo<br />

caso i vantaggi <strong>per</strong> la tecnica del<br />

sub-channeling, in particolare la possibilità<br />

di aumentare il guadagno di<br />

sistema, a parità di potenza trasmessa,<br />

al prezzo di <strong>una</strong> minore<br />

capacità <strong>per</strong> singolo collegamento. Si<br />

osservi che le sottoportanti che costituiscono<br />

ciascun sottocanale vengono<br />

normalmente distanziate in<br />

modo da cadere in zone diverse dello<br />

spettro del canale e minimizzare <strong>per</strong>ciò<br />

l’effetto di distorsioni localizzate<br />

dello spettro.<br />

• Varianti dell’OFDM<br />

Fra le numerose varianti dell’OFDM,<br />

vanno citate in particolare lo<br />

Scalable-OFDMA (S-OFDMA) ed il<br />

Flash-OFDM. Nell’S-OFDMA, viene<br />

mantenuto costante lo spazio fra le<br />

sottoportanti al variare della banda<br />

del canale (che ad es. negli standard<br />

IEEE 802.16, può assumere valori fra<br />

1,25 MHz e 20 MHz) variando il parametro<br />

N della FFT (e di conseguenza il<br />

numero di sottoportanti utilizzate).<br />

Questa tecnica consente <strong>una</strong> ottimizzazione<br />

delle prestazioni, in particolare<br />

in applicazioni di mobilità. La tecnica<br />

Flash-OFDM consiste invece in<br />

<strong>una</strong> combinazione della tecnica<br />

OFDM con la tecnica Frequency<br />

Hopping Spread Spectrum (FH-SS): le<br />

sottoportanti utilizzate da ciascun<br />

sottocanale non sono fisse, ma assegnate<br />

simbolo <strong>per</strong> simbolo secondo<br />

uno schema pseudo-casuale tra tutte<br />

quelle che costituiscono l’intero<br />

canale. Sottocanali diversi utilizzano<br />

sequenze pseudo-casuali differenti in<br />

modo da realizzare un accesso di tipo<br />

a divisione di codice (CDMA) sull’insieme<br />

delle sottoportanti OFDM. Ciò<br />

consente di ottenere alcuni benefici,<br />

quali quelli derivanti dalla diversità di<br />

frequenza e dalla distribuzione delle<br />

interferenze tra tutti i sottocanali<br />

(ogni sottocanale infatti non è vincolato<br />

a un determinato insieme di sottoportanti,<br />

ma le usa tutte in un certo<br />

intervallo di tempo).<br />

scenti; fra tutti vanno ricordati HSDPA (High Speed<br />

Downlink Packet Access) e il correlato HSUPA, un<br />

upgrade dell’interfaccia radio dell’UMTS concepita<br />

<strong>per</strong> supportare servizi packet-based a larga banda<br />

multimediali [10]. Questi sistemi, essendo capaci di<br />

supportare la mobilità piena dei terminali, sono<br />

idonei <strong>per</strong> lo Scenario “D”. La specifica focalizzazione<br />

sulla mobilità è anche la caratteristica distintiva<br />

del WG IEEE 802.20 “Mobile <strong>Broadband</strong><br />

Wireless Access (MBWA)”, istituito nel dicembre<br />

2002 dall’IEEE Standards Board [11]. A differenza<br />

del WG 802.16, il MBWA ha incontrato limitati consensi<br />

e notevoli difficoltà; ciononostante esistono<br />

sistemi proprietari, non distanti da quanto allo studio<br />

nell’802.20, che hanno trovato un proprio spazio<br />

nel mercato.


3. Standard e<br />

Regolamentazione<br />

I gruppi di lavoro che,<br />

nell’ambito di enti di normativa<br />

o nell’ambito di organizzazioni<br />

industriali, o<strong>per</strong>ano<br />

<strong>per</strong> lo sviluppo dei sistemi di<br />

accesso wireless a larga<br />

banda sono molteplici. Tra<br />

questi i più importanti sono<br />

l’IEEE 802.16, il <strong>WiMAX</strong><br />

Forum e l’ETSI BRAN, oltre<br />

ai quali vanno considerati<br />

alcuni altri gruppi, elencati<br />

nella tabella 1, che lavorano<br />

su tematiche connesse, cioè<br />

i gruppi IEEE 802.18,<br />

802.19, 802.20 e 802.21.<br />

L’IEEE 802.18 si occupa<br />

del monitoraggio della normativa<br />

internazionale e della<br />

regolamentazione dell’uso<br />

dello spettro radio, e coordina<br />

l’attività dei diversi<br />

Gruppi IEEE rispetto agli altri<br />

Organismi di standardizzazione<br />

internazionali e regionali.<br />

Gruppo IEEE<br />

802.11 WLAN<br />

802.15 WPAN - Bluetooth<br />

802.16 WMAN<br />

802.18 Radio Regulatory<br />

TAG<br />

802.19 Coexistence TAG<br />

802.20 Wireless Mobility<br />

(MBWA)<br />

802.21 Handover/<br />

Intero<strong>per</strong>ability<br />

802.22 Cognitive Wireless<br />

Regional Network<br />

IEEE<br />

ITU<br />

MBWA<br />

WLAN<br />

WPAN<br />

L’IEEE 802.19 esamina gli aspetti legati alla<br />

compatibilità tra gli standard in via di definizione in<br />

ambito IEEE 802; al momento sta preparando <strong>una</strong><br />

norma relativa ai criteri <strong>per</strong> valutare la coesistenza<br />

di sistemi che utilizzano le stesse bande di frequenza.<br />

Questi due Gruppi trattano argomenti tipicamente<br />

affrontati da organismi preposti alla regolamentazione<br />

dello spettro radio (quali l’ITU-R a<br />

livello internazionale, i Gruppi CEPT a livello<br />

Europeo e l’FCC negli Stati Uniti), Enti che pubblicano<br />

le normative trasformate poi in Leggi<br />

Nazionali, mentre i Gruppi IEEE possono definire<br />

linee guida, ma non hanno titolo <strong>per</strong> definire la<br />

regolamentazione dello spettro radio.<br />

L’IEEE 802.20 MBWA (Mobile <strong>Broadband</strong><br />

Wireless Access) si propone di sviluppare uno<br />

standard a livello fisico e MAC (Medium Access<br />

Control) di un’interfaccia in aria da impiegare con i<br />

sistemi mobili o<strong>per</strong>anti nelle bande di frequenza<br />

sotto i 3,5 GHz. La normalizzazione è ottimizzata<br />

<strong>per</strong> il trasporto di dati IP con bit rate di picco <strong>per</strong><br />

utente fino a 1 Mbit/s e <strong>per</strong> diverse classi di mobilità<br />

veicolare fino a velocità di 250 km/h.<br />

Il Gruppo prevede l’approvazione della norma<br />

<strong>per</strong> la fine del 2006, ma le attività stanno procedendo<br />

a rilento, ed il livello di consenso raccolto<br />

non pare al momento confrontabile con quello<br />

dell’IEEE 802.16. Gli studi sono stati finora indirizzati<br />

alla definizione del modello del canale radio,<br />

alla scelta del modello di traffico e alla scelta della<br />

tecnologia da adottare.<br />

Un altro Gruppo che ha lo scopo di definire<br />

meccanismi <strong>per</strong> il supporto della mobilità, è l’IEEE<br />

802.21. Esso <strong>per</strong>segue l’obiettivo di standardizzare<br />

funzioni denominate MIHF (Media Independent<br />

Handover Function), necessarie <strong>per</strong> passare da <strong>una</strong><br />

=<br />

=<br />

=<br />

=<br />

=<br />

GASBARRONE › RENON › ROFFINELLA › SPINI › VALVO• <strong>WiMAX</strong>, <strong>una</strong> <strong>proposta</strong> <strong>per</strong> l’accesso <strong>Broadband</strong> Wireless<br />

Responsabilità<br />

Sviluppo di standard <strong>per</strong> i sistemi radio <strong>per</strong> reti locali<br />

Sviluppo di standard <strong>per</strong> sistemi <strong>per</strong> comunicazioni <strong>per</strong>sonali a corto raggio<br />

Definizione di sistemi radio a larga banda <strong>per</strong> aree metropolitane<br />

Monitoraggio degli aspetti di regolamentazione dell’uso dello spettro<br />

radio in ambito ITU, Nord Americano (FCC, NTIA), Europeo (CEPT, ETSI)<br />

e Giapponese (ARIB)<br />

Sviluppo e analisi delle problematiche di coerenza tra le norme in corso<br />

di definizione in ambito IEEE 802 e la compatibilità con le norme<br />

esistenti e con quelli in via di definizione presso altri Enti di<br />

standardizzazione<br />

Sviluppo di uno standard che definisca il livello fisico e il livello MAC<br />

(Medium Access Control) di un sistema mobile a larga banda<br />

Definizione delle norme <strong>per</strong> abilitare l’handover e l’intero<strong>per</strong>abilità tra<br />

reti eterogenee incluse sia le reti realizzate in accordo con le norme<br />

IEEE 802 sia con quelle non IEEE 802<br />

Sviluppo di un nuovo standard <strong>per</strong> le Cognitive Wireless Regional Area<br />

Networks destinato a o<strong>per</strong>are senza licenza radio, in modo<br />

non-interferente nei canali televisivi non utilizzati<br />

Institute of Electrical and Electronics Engineers<br />

International Telecommunication Union<br />

Mobile <strong>Broadband</strong> Wireless Access<br />

Wireless LAN<br />

Wireless Personal Area Network<br />

TABELLA 1› Gruppi di standardizzazione <strong>per</strong> i sistemi radio del IEEE.<br />

rete a un’altra senza caduta delle comunicazioni<br />

(handover tra reti eterogenee). I sistemi considerati<br />

sono quelli wired con interfaccia Ethernet, i sistemi<br />

IEEE 802.11, 802.15, 802.16 e, in prospettiva, i<br />

sistemi IEEE 802.20, e le reti mobili definite dai<br />

Gruppi 3GPP e 3GPP2. L’MIHF utilizza le informazioni<br />

presenti a livello del protocollo LLC (Link<br />

Layer Control) e scambia informazioni con i due<br />

livelli inferiori - MAC e fisico - degli standard IEEE<br />

802 <strong>per</strong> determinare quando è necessario eseguire<br />

la procedura di handover (figura 2). Analogamente<br />

(figura 3) <strong>per</strong> i sistemi cellulari la funzione MIHF si<br />

va ad aggiungere alle funzionalità già presenti.<br />

3.1 Il Gruppo di standardizzazione IEEE 802.16<br />

In ambito IEEE le specifiche tecniche dei<br />

sistemi BWA sono definite nel Working Group IEEE<br />

802.16 “WirelessMAN Standard for Wireless<br />

Metropolitan Area Networks”. Il Gruppo, nell’ottobre<br />

2004 ha approvato lo standard IEEE 802.16-<br />

2004 [12] che aggiorna e completa <strong>una</strong> serie di<br />

standard prodotti negli anni precedenti:<br />

• IEEE Standard 802.16-2001, la prima versione<br />

delle specifiche del sistema;<br />

• IEEE Standard 802.16a-2003 emendamento<br />

della versione 2001 con l’inserimento dei<br />

sistemi che o<strong>per</strong>ano nelle bande di frequenza<br />

da 2 a 11 GHz;<br />

• IEEE Standard 802.16c-2002 ulteriore modifica<br />

della versione 2001 con inclusione dei sistemi<br />

che o<strong>per</strong>ano nelle bande di frequenza da 10 a<br />

66 GHz;<br />

• IEEE Draft P802.16d aggiornamento delle versioni<br />

802.16 2001 e 802.16°, con aggiunta dei<br />

profili dei sistemi o<strong>per</strong>anti nella banda di frequenza<br />

2-11 GHz.<br />

NOTIZIARIO TECNICO TELECOM ITALIA › Anno 14 n. 2 - Dicembre 2005 75


GASBARRONE › RENON › ROFFINELLA › SPINI › VALVO• <strong>WiMAX</strong>, <strong>una</strong> <strong>proposta</strong> <strong>per</strong> l’accesso <strong>Broadband</strong> Wireless<br />

Data Mgmt L3 App<br />

LLC<br />

Function<br />

MAC Function (802.xx)<br />

MIH Signaling<br />

MIH Function MIH Function<br />

MAC<br />

PHY Function (802.xx)<br />

802.yy<br />

Al momento il gruppo sta lavorando alla estensione<br />

IEEE 802.16e [13] <strong>per</strong> il supporto della mobilità;<br />

l’approvazione è avvenuta a dicembre 2005.<br />

L’attività di standardizzazione del sistema IEEE<br />

802.16-2004 si è svolta in collaborazione con il<br />

gruppo ETSI BRAN, descritto nel seguito. Inoltre si<br />

deve ricordare che il sistema IEEE 802.16 è anche<br />

impropriamente conosciuto con il nome di sistema<br />

<strong>WiMAX</strong>, in quanto adottato come riferimento dal<br />

<strong>WiMAX</strong> Forum. Le caratteristiche tecniche del<br />

sistema IEEE 802.16 sono descritte nel paragrafo 4.<br />

3.2 Il Gruppo di standardizzazione ETSI BRAN<br />

Il Gruppo ETSI BRAN (<strong>Broadband</strong> Radio Access<br />

Network), che ha iniziato la sua attività nel 1998, è<br />

responsabile della standardizzazione delle norme<br />

relative ai sistemi radio a larga banda incluse<br />

quelle sugli aspetti regolatori, i protocolli di basso<br />

livello (fisico, MAC, DLC), l’architettura e le interfacce<br />

di rete.<br />

76 NOTIZIARIO TECNICO TELECOM ITALIA › Anno 14 n. 2 - Dicembre 2005<br />

PHY<br />

802.yy<br />

PHY<br />

Mgmt<br />

L3 App<br />

Il Gruppo ha definito le<br />

seguenti norme:<br />

• Hi<strong>per</strong>LAN/2 (High<br />

Performance Local Area<br />

Network): Sistema WLAN;<br />

• Hi<strong>per</strong>MAN (High<br />

Performance Metropolitan<br />

Area Network): Sistema ad<br />

alta capacità o<strong>per</strong>ante nelle<br />

bande di frequenza sotto gli<br />

11 GHz;<br />

• Hi<strong>per</strong>ACCESS (High<br />

Performance Access<br />

L3 App<br />

Network): Sistema ad alta<br />

capacità o<strong>per</strong>ante nelle<br />

bande di frequenza maggiori<br />

di 11 GHz.<br />

Le normative Hi<strong>per</strong>MAN<br />

e Hi<strong>per</strong>ACCESS, e quelle<br />

IEEE 802.16-2004, sono tra<br />

loro molto simili, come indicato<br />

nella tabella 2. Le differenze<br />

tra di esse sono principalmente<br />

dovute al fatto<br />

che gli standard europei<br />

generalmente includono un<br />

numero minore di opzioni<br />

rispetto a quelle previste<br />

negli standard IEEE 802.16,<br />

soprattutto se non compatibili<br />

con alcune precedenti<br />

norme europee. La differenza<br />

fondamentale <strong>per</strong>ò<br />

riguarda la versione IEEE<br />

802.16e, in quanto in ETSI il<br />

gruppo BRAN non può definire<br />

standard di sistemi che<br />

supportano la mobilità<br />

(competenza del 3GPP). A<br />

questo punto le strade tra i<br />

due gruppi si dividono,<br />

anche se vi è il tentativo di<br />

includere almeno le specifiche<br />

di livello fisico del sistema 16e, quali la modulazione<br />

OFDMA, negli standard BRAN. D’altra parte<br />

LLC Function<br />

MAC<br />

MAC Functions (802.xx)<br />

PHY Functions (802.xx)<br />

Station Functional Entity Network Functional Entity<br />

MAC = Medium Access Control<br />

MIH = Media Independent Handhover<br />

LLC = Logical Link Control<br />

FIGURA 2› Modello di riferimento IEEE 802.21 <strong>per</strong> l’handover tra sistemi IEEE 802.<br />

Data Mgmt L3 App<br />

Mgmt<br />

MIH Signaling<br />

MIH Function MIH Function<br />

802.yy<br />

Cellular Subsystem Function Cellular Subsystem Function<br />

Station Functional Entity Network Functional Entity<br />

MIH = Media Independent Handhover<br />

FIGURA 3› Modello di riferimento <strong>per</strong> l’handover tra sistemi IEEE 802 e reti cellulari.<br />

IEEE 802.16 ETSI<br />

Wireless MAN-SC Hi<strong>per</strong>ACCESS<br />

Wireless MAN-SCa<br />

Wireless MAN-OFDM Hi<strong>per</strong>MAN<br />

Wireless MAN-OFDMA<br />

Wireless HUMAN<br />

ETSI<br />

HUMAN<br />

IEEE<br />

MAN<br />

OFDM<br />

OFDMA<br />

SC, SCa<br />

=<br />

=<br />

=<br />

=<br />

=<br />

=<br />

=<br />

Bande di frequenza impiegabili<br />

10-66 GHz<br />


va ricordato che la regolamentazione Europea sull’uso<br />

dello spettro radio, prodotta dalla CEPT, fa<br />

sempre e solo riferimento alle normative ETSI.<br />

Le caratteristiche tecniche del sistema ETSI<br />

BRAN in confronto con lo standard IEEE 802.16<br />

sono riportate nel paragrafo 4.<br />

3.3 Il forum <strong>WiMAX</strong><br />

Fondato nel giugno del 2001, il “Worldwide<br />

Intero<strong>per</strong>ability for Microwave Access (<strong>WiMAX</strong>)<br />

Forum” è un’organizzazione no profit che comprende<br />

oltre 350 società interessate allo sviluppo<br />

ed all’utilizzo di apparati e reti wireless a banda<br />

larga. Il Forum ha l’obiettivo di promuovere il marchio<br />

<strong>WiMAX</strong> e di certificare e garantire l’intero<strong>per</strong>abilità<br />

dei sistemi basati sugli standard IEEE 802.16<br />

e ETSI HIPERMAN.<br />

Il Forum è organizzato nei principali seguenti<br />

sottogruppi:<br />

• Service Provider Working Group (SPWG): ha lo<br />

scopo di stabilire <strong>una</strong> piattaforma <strong>per</strong> i Service<br />

Provider. Inoltre ha la responsabilità di definire i<br />

requisiti <strong>per</strong> l’architettura di rete dietro il<br />

sistema IEEE 802.16, i modelli di business <strong>per</strong> i<br />

prodotti certificati <strong>WiMAX</strong> Forum e le funzionalità<br />

<strong>per</strong> i futuri sistemi IEEE802.16.<br />

• Network Working Group (NWG): ha lo scopo di<br />

creare le specifiche di rete <strong>per</strong> il sistema<br />

<strong>WiMAX</strong> fisso, nomadico e mobile, in aggiunta a<br />

quanto è definito dallo standard IEEE 802.16. Il<br />

gruppo definisce le specifiche di Stage 2 e<br />

Stage 3, basate sui requisiti prodotti dal<br />

gruppo Service Provider Working Group. Il<br />

NWG ha quindi lo scopo di definire l’architettura<br />

di rete Core <strong>per</strong> la soluzione stand-alone,<br />

di interlavoro con i sistemi definiti dal 3GPP,<br />

3GPP2 e TISPAN.<br />

• Regulatory Working Group (RWG): ha lo scopo<br />

di monitorare e coordinare le azioni dei partecipanti<br />

da/verso gli enti di regolamentazione<br />

regionali, quali l’ITU, la CEPT, il FCC, l’ETSI,<br />

l’ANSI ed altri, al fine di assicurare un’armonizzazione<br />

delle regolamentazioni inerenti il<br />

sistema <strong>WiMAX</strong>. Inoltre ha lo scopo di agire al<br />

fine di abilitare il roaming globale <strong>per</strong> gli apparati<br />

<strong>WiMAX</strong> nomadici e mobili, e di supportare<br />

l’evoluzione fisso-mobile.<br />

• Sub 11 GHz Technical Working Group (TWG): ha<br />

lo scopo di sviluppare le specifiche di conformità<br />

e di intero<strong>per</strong>abilità (test list, test suite,<br />

radio conformance test), di definire i requisiti di<br />

rete e delle applicazioni <strong>per</strong> i futuri servizi ed<br />

intero<strong>per</strong>abilità.<br />

• Application Working Group (AWG): ha lo scopo<br />

di caratterizzare e dimostrare soluzioni best<br />

practice di applicazioni e di effettuare confronti<br />

con le tecnologie alternative al fine di evidenziare<br />

le capacità del sistema <strong>WiMAX</strong>.<br />

• Marketing Working Group (MWG): ha lo scopo<br />

di pubblicizzare e diffondere la conoscenza del<br />

sistema <strong>WiMAX</strong>. Si tratta del gruppo che<br />

“vende” il marchio <strong>WiMAX</strong>.<br />

• Certification Working Group (CWG): ha lo scopo<br />

GASBARRONE › RENON › ROFFINELLA › SPINI › VALVO• <strong>WiMAX</strong>, <strong>una</strong> <strong>proposta</strong> <strong>per</strong> l’accesso <strong>Broadband</strong> Wireless<br />

di valutare le opzioni di test, raccomandare i<br />

Testing Lab da selezionare e gestire le relazioni<br />

con essi, gestire il programma di certificazione<br />

del <strong>WiMAX</strong> Forum, recepire i documenti prodotti<br />

dal Technical Group.<br />

Il processo di definizione degli standard può<br />

essere schematizzato come segue:<br />

• Il gruppo SWG definisce i requisiti <strong>per</strong> il sistema<br />

(Stage 1);<br />

• Il gruppo Regulatory si interfaccia verso gli altri<br />

enti di regolamentazione al fine di portare la<br />

visione <strong>WiMAX</strong> e di agire <strong>per</strong> influenzare le<br />

scelte legate alla regolamentazione dello spettro<br />

radio;<br />

• I gruppi TWG e CWG coo<strong>per</strong>ano <strong>per</strong> la definizione<br />

dei parametri da includere nei profili e <strong>per</strong><br />

l’affinamento delle specifiche IEEE802.16 al fine<br />

di migliorarne le prestazioni, <strong>per</strong> esempio scegliendo<br />

tra i parametri opzionali alcuni valori e<br />

definendo alcuni di essi obbligatori <strong>per</strong> uno<br />

specifico profilo;<br />

• Il gruppo Network definisce le architetture ed i<br />

protocolli del sistema (Stage 2 e Stage 3).<br />

Il <strong>WiMAX</strong> Forum ha sviluppato un proprio programma<br />

di testing e certificazione che, dalla<br />

seconda metà del 2005, si avvale dei laboratori<br />

Cetecom a Malaga (Spagna), prescelti come primi<br />

laboratori ufficiali di certificazione.<br />

Fixed<br />

Nomadic<br />

Portable<br />

Simple<br />

Mobility<br />

Full<br />

Mobility<br />

Standalone<br />

WiMAx<br />

PWLAN<br />

WISP<br />

MSO/<br />

Cable<br />

DSL 3GPP 3GPP2 NGN<br />

Obiettivi della Release-1<br />

Obiettivi fuori della Release-1<br />

• Interlavoro non garantito fra <strong>WiMAX</strong> standalone e altre reti<br />

3GPP<br />

3GPP2<br />

DSL<br />

MSO<br />

NGN<br />

PWLAN<br />

WISP<br />

=<br />

=<br />

=<br />

=<br />

=<br />

=<br />

=<br />

Third Generation Partnership Project<br />

Third Generation Partnership Project 2<br />

Digital Subscriber Line<br />

Mobile Service O<strong>per</strong>ator<br />

New Generation Network<br />

Public WLAN<br />

Wireless Internet Service Provider<br />

FIGURA 4› Scopo della Release 1.0 di <strong>WiMAX</strong>.<br />

Il <strong>WiMAX</strong> Forum al momento prevede di produrre<br />

2 versioni successive delle specifiche. Lo<br />

scopo della Release 1.0 (figura 4), <strong>per</strong> la quale l’ultimazione<br />

dello Stage 3 è prevista entro il primo trimestre<br />

2006, è la definizione di <strong>una</strong> architettura di<br />

rete <strong>WiMAX</strong> <strong>per</strong> un sistema a standard IEEE<br />

802.16-2004, idoneo <strong>per</strong> la successiva sostituzione<br />

con il sistema IEEE 802.16e, il supporto di servizi<br />

fissi e nomadici e l’interlavoro con altre reti. Il<br />

sistema <strong>WiMAX</strong> Rel.1.0 <strong>per</strong>metterebbe di realizzare<br />

i seguenti scenari di rete:<br />

NOTIZIARIO TECNICO TELECOM ITALIA › Anno 14 n. 2 - Dicembre 2005 77


GASBARRONE › RENON › ROFFINELLA › SPINI › VALVO• <strong>WiMAX</strong>, <strong>una</strong> <strong>proposta</strong> <strong>per</strong> l’accesso <strong>Broadband</strong> Wireless<br />

• <strong>WiMAX</strong> IEEE 802.16-2004 stand-alone senza<br />

Core network (ovvero comprendente il solo<br />

sistema radio), con:<br />

- Accesso “fisso” (xDSL-like, WLAN-like)<br />

- Nomadicità (WLAN-like)<br />

• <strong>WiMAX</strong> IEEE 802.16-2004 stand-alone con Core<br />

network <strong>WiMAX</strong>:<br />

- Accesso “fisso” (xDSL-like, WLAN-like)<br />

- Nomadicità (WLAN-like)<br />

- Mobilità limitata (< 90 Km/h) <strong>per</strong> mezzo di<br />

Mobile IP<br />

• <strong>WiMAX</strong> IEEE 802.16-2004 con Core network<br />

3GPP<br />

- Integrazione con rete mobile con supporto<br />

alla Nomadicità (riuso soluzione 3GPP <strong>per</strong><br />

interlavoro WLAN con rete mobile).<br />

I contenuti della Release 2.0 non sono ancora<br />

definiti chiaramente: genericamente si prevede che<br />

tale versione conterrà ciò che non potrà essere<br />

incluso nella Release 1.0<br />

3.4 Regolamentazione dello spettro radio<br />

Per quanto riguarda le bande di frequenza di<br />

interesse <strong>per</strong> i sistemi <strong>WiMAX</strong> la situazione è in<br />

evoluzione. Il sistema <strong>WiMAX</strong> a standard IEEE<br />

802.16-2004 può lavorare nella bande di frequenza<br />

tra 2 GHz e 11 GHz, ma l’interesse è principalmente<br />

<strong>per</strong> le bande 3,5 GHz e 5,8 GHz, mentre<br />

<strong>per</strong> quanto riguarda il sistema mobile IEEE<br />

802.16e, l’interesse sembra essere verso le bande<br />

assegnate o candidate <strong>per</strong> l’evoluzione dei sistemi<br />

IMT-2000, ovvero 3G e su<strong>per</strong> 3G.<br />

La banda dei 3,5 GHz è stata assegnata da<br />

tempo, in Europa ed in gran parte del resto del<br />

mondo, ai sistemi radio fissi. In Italia, il Piano<br />

Nazionale delle Frequenze datato luglio 2005 mantiene<br />

l’assegnazione della banda di frequenze 3,4-<br />

3,6 GHz <strong>per</strong> servizi fissi, e l’Ente gestore è il<br />

Ministero della Difesa. Per <strong>per</strong>mettere la conduzione<br />

di s<strong>per</strong>imentazioni tecniche del sistema<br />

<strong>WiMAX</strong>, il Ministero delle Comunicazioni ha ottenuto,<br />

in alcune aree del territorio nazionale, la concessione<br />

temporanea di alcuni canali radio. A termine<br />

delle s<strong>per</strong>imentazioni, il processo che<br />

potrebbe portare all’utilizzo della banda <strong>per</strong> scopi<br />

commerciali deve tipicamente prevedere <strong>una</strong><br />

Consultazione pubblica <strong>per</strong> la raccolta delle indicazioni<br />

da parte dei soggetti interessati, la definizione<br />

della regolamentazione <strong>per</strong> l’uso dello spettro recependo<br />

le direttive europee, la fissazione dei criteri<br />

di assegnazione delle frequenze ed infine l’ottenimento<br />

della cessione in via definitiva della banda<br />

da parte del Ministero della Difesa. La situazione<br />

altrove è più semplice: ad esempio in Francia ed in<br />

Austria è già prevista la concessione di licenze <strong>per</strong><br />

utilizzi commerciali.<br />

Il Gruppo di standardizzazione europeo <strong>per</strong> la<br />

regolamentazione dello spettro radio ERO (European<br />

Radiocommunications Office) è l’ufficio <strong>per</strong>manente<br />

di supporto dell’Electronic Communications<br />

Committe (ECC) del gruppo CEPT (European<br />

Conference of Postal and Telecommunications<br />

Administrations). ECC unisce le Autorità <strong>per</strong> la rego-<br />

78 NOTIZIARIO TECNICO TELECOM ITALIA › Anno 14 n. 2 - Dicembre 2005<br />

lamentazione dei 46 Paesi membri del CEPT, tra cui<br />

l’Italia. Il gruppo CEPT ha il mandato di definire, fra le<br />

altre, le Raccomandazioni e le Decisioni riguardanti<br />

l’uso dello spettro radio (regole di utilizzo, metodi di<br />

assegnazione, definizione degli standard a cui<br />

devono sottostare i sistemi radio <strong>per</strong> poter essere<br />

usati nella banda di frequenza in oggetto) che sono<br />

poi recepite dalle Direttive della Comunità Europea e<br />

dalle normative nazionali.<br />

Al momento della stesura dell’articolo è in corso<br />

di approvazione pubblica la nuova versione della<br />

ECC Recommendation (04)05 “Guidelines for accomodation<br />

and assignment of Multipoint Fixed wireless<br />

system in frequency bands 3.4-3.6 GHz and<br />

3.6-3.8 GHz”.<br />

I punti principali della raccomandazione sono l’indicazione<br />

di criteri di assegnazione di blocchi di frequenza<br />

contigui di almeno 28 MHz <strong>per</strong> o<strong>per</strong>atore, la<br />

definizione di alcuni criteri <strong>per</strong> la coesistenza di<br />

sistemi Time Division Duplex (TDD) e Frequency<br />

Division Duplex (FDD), e soprattutto la limitazione<br />

della potenza in termini di EIRP a +23 dBW/MHz <strong>per</strong><br />

la stazione Master, a +20 dBW/MHz <strong>per</strong> la stazione<br />

<strong>per</strong>iferica esterna e a +12 dBW/MHz <strong>per</strong> la stazione<br />

indoor. Comunque, la potenza massima all’ingresso<br />

dell’antenna non può su<strong>per</strong>are i 13 dBW.<br />

È importante rilevare che <strong>per</strong> il sistema <strong>WiMAX</strong><br />

mobile, come <strong>per</strong> ogni altro sistema che offra mobilità,<br />

le bande possibili sono quelle assegnate ai servizi<br />

mobili, vale a dire ai sistemi definiti, <strong>per</strong> esempio,<br />

come IMT-2000 da parte dell’ITU-R. La tecnologia<br />

IEEE 802.16e non è al momento riconosciuta<br />

come sistema IMT-2000; <strong>per</strong>tanto, <strong>per</strong> poter essere<br />

utilizzata commercialmente, è necessaria <strong>una</strong> modifica<br />

dell’attuale quadro normativo/regolamentare.<br />

Le possibilità in corso di discussione presso i vari<br />

enti di standardizzazione internazionale sono:<br />

• riconoscimento di IEEE 802.16e come sistema<br />

IMT-2000; in tal caso anche la nuova tecnologia<br />

potrebbe essere utilizzata nelle bande oggi<br />

assegnate ai sistemi mobili;<br />

• definizione delle bande di frequenze <strong>per</strong> i<br />

sistemi mobili come “tecnologicamente neutrali”,<br />

il che comporterebbe che l’o<strong>per</strong>atore<br />

possa scegliere quale tecnologia utilizzare, indipendentemente<br />

dalla conformità ad uno specifico<br />

standard;<br />

• confluenza o armonizzazione del sistema IEEE<br />

802.16e con le specifiche in corso di discussione<br />

in 3GPP relativamente ai sistemi mobili di prossima<br />

generazione Long Term Evolution (LTE).<br />

Al momento non si è avuta ness<strong>una</strong> decisione<br />

finale, anche se vi sono forti ostacoli a modificare il<br />

presente status quo.<br />

4. Tecnologia<br />

4.1 Caratteristiche principali del sistema IEEE<br />

802.16/ETSI BRAN<br />

La tabella 3 riporta le caratteristiche principali<br />

dei sistemi definiti dagli standard IEEE 802.16 ed<br />

ETSI BRAN. Questi standard definiscono al


Sistema<br />

Wireless MAN-SC<br />

Hi<strong>per</strong>ACCESS<br />

Wireless MAN-SCa<br />

Wireless MAN-OFDM<br />

Hi<strong>per</strong>-MAN<br />

Tecniche di<br />

duplexing<br />

TDD/FDD<br />

TDD/FDD/<br />

H-FDD<br />

TDD/FDD<br />

Wireless MAN-OFDMA TDD/FDD<br />

Wireless HUMAN-OFDM<br />

Wireless HUMAN-OFDMA TDD/FDD<br />

Modulazioni Larghezza di<br />

canale<br />

[MHZ]<br />

BPSK<br />

4-QAM<br />

16-QAM<br />

64-QAM<br />

BPSK<br />

4-QAM<br />

16-QAM<br />

64-QAM<br />

256-QAM<br />

BPSK<br />

4-QAM<br />

16-QAM<br />

64-QAM<br />

BPSK<br />

4-QAM<br />

16-QAM<br />

64-QAM<br />

BPSK<br />

4-QAM<br />

16-QAM<br />

64-QAM<br />

25; 28<br />

3,5; 7; 10;<br />

20<br />

1,75; 3,5;<br />

7; 3; 5,5<br />

1,25; 3,5;<br />

7; 14; 28<br />

10; 20<br />

Bit rate<br />

<strong>per</strong> canale<br />

(*) [MHZ]<br />

momento cinque diversi sistemi, tra loro incompatibili.<br />

Per ogni sistema, inoltre, alcune caratteristiche<br />

principali (in particolare la tecnica di duplexing, la<br />

modulazione, la canalizzazione, la tecnica di trasporto)<br />

possono variare, introducendo quindi un<br />

certo numero di profili di sistema. Si descrivono di<br />

seguito le principali caratteristiche tecniche dei<br />

sistemi radio IEEE 802.16 ed ETSI BRAN.<br />

La tecnica di duplexing definisce come avviene<br />

la trasmissione nei due versi downlink (da stazione<br />

base a terminale) e uplink (da terminale a stazione<br />

base). In sistemi che funzionano secondo la tecnica<br />

TDD vengono allocate porzioni di tempo differenti<br />

<strong>per</strong> la trasmissione nei due versi sullo<br />

stesso canale radio. In sistemi che funzionano<br />

secondo la tecnica FDD viene invece allocato un<br />

canale radio <strong>per</strong> la trasmissione downlink e un differente<br />

canale radio <strong>per</strong> la trasmissione uplink.<br />

Con la tecnica FDD la stazione base e i terminali<br />

possono quindi ricevere e trasmettere contemporaneamente<br />

(modalità full-duplex); tuttavia le stazioni<br />

terminali possono, in alternativa, funzionare<br />

in modalità half-duplex <strong>per</strong> <strong>una</strong> minore complessità<br />

(<strong>per</strong> esempio, le parti di elaborazione digitale<br />

del segnale possono essere condivise tra trasmettitore<br />

e ricevitore). Si noti che, mentre alcuni dei<br />

profili <strong>WiMAX</strong> prevedono entrambe le tecniche di<br />

duplexing, la coesistenza di sistemi TDD e FDD in<br />

canali adiacenti è da evitare; senza entrare nel<br />

dettaglio dell’analisi della pianificazione radio<br />

basata sull’eliminazione di interferenze, è infatti<br />

necessario predisporre un opportuno intervallo di<br />

guardia tra sistemi che lavorano secondo le due<br />

modalità.<br />

GASBARRONE › RENON › ROFFINELLA › SPINI › VALVO• <strong>WiMAX</strong>, <strong>una</strong> <strong>proposta</strong> <strong>per</strong> l’accesso <strong>Broadband</strong> Wireless<br />

32-132<br />

32-132<br />

1-26<br />

1-76<br />

8-74<br />

Tecnologia di<br />

trasporto<br />

<strong>per</strong>messa<br />

ATM<br />

(obbligatoria)<br />

IP (obbligatoria)<br />

ATM<br />

(obbligatoria)<br />

IP (obbligatoria)<br />

ATM (opzionale)<br />

IP (obbligatoria)<br />

ATM (opzionale)<br />

IP (obbligatoria)<br />

ATM (opzionale)<br />

IP (obbligatoria)<br />

* La velocità di cifra di ogni singolo canale indicate sono valutate con la modulazione a minor numero<br />

di livelli nel caso di canale a larghezza minima, e con quella a maggior numero di livelli<br />

<strong>per</strong> <strong>una</strong> larghezza di canale massima.<br />

ATM = Asynchronous Transfer Mode OFDM = Orthogonal Frequency Division<br />

BPSK = Binary Phase Shift Keying<br />

Multiplexing<br />

FDD = Frequency Division Duplexing OFDMA = Orthogonal Frequency Division<br />

H-FDD = Half Duplex-FDD<br />

Multiple Access<br />

HUMAN = High speed Unlicensed MAN QAM = Quadrature Amplitude Modulation<br />

MAN = Metropolitan Area Network<br />

SC = Single Carrier<br />

TDD = Time Division Duplexing<br />

TABELLA 3› Caratteristiche principali dei sistemi a standard IEEE 802.16/ETSI BRAN.<br />

L’uso di antenne direttive,<br />

caratterizzate da un elevato guadagno,<br />

consente in genere di<br />

migliorare le prestazioni di un<br />

sistema radio sia <strong>per</strong> effetto di <strong>una</strong><br />

maggior potenza del segnale utile<br />

ricevuto, sia <strong>per</strong> la maggior attenuazione<br />

che incontrano i segnali<br />

interferenti (dovuti a riflessioni nell’ambiente<br />

di propagazione o ad<br />

altri sistemi o<strong>per</strong>anti nelle vicinanze).<br />

I sistemi di antenna adattativi<br />

AAS (Adaptive Antenna<br />

Systems) consentono di modificare<br />

elettronicamente la direzione<br />

di massimo guadagno dell’antenna<br />

in modo da indirizzare il<br />

lobo principale nella direzione<br />

voluta, quella cioè verso cui si<br />

intende trasmettere o da cui si<br />

vuole ricevere. Inoltre sistemi più<br />

avanzati, da utilizzare presso le<br />

stazioni base, possono generare<br />

più lobi e indirizzarli in direzioni<br />

diverse <strong>per</strong> consentire la ricezione/trasmissionecontemporanea<br />

da/verso differenti terminali<br />

d’utente, minimizzando al tempo<br />

stesso i segnali interferenti.<br />

Meccanismi di diversità in tra-<br />

smissione e in ricezione possono essere utilizzati<br />

<strong>per</strong> aumentare l’affidabilità e le prestazioni del collegamento<br />

radio in presenza di canali con interferenza<br />

causata da riflessioni multiple (multipath),<br />

come generalmente avviene in assenza di visibilità<br />

diretta tra stazione base e terminale. In trasmissione<br />

lo standard IEEE 802.16-2004 prevede come<br />

opzionale un meccanismo STC (Space Time<br />

Coding), che consiste nell’emissione di segnali<br />

opport<strong>una</strong>mente codificati da parte di più antenne<br />

trasmittenti in modo che la loro ricezione combinata<br />

attraverso <strong>una</strong> o più antenne riceventi dia un<br />

vantaggio rispetto ai sistemi tradizionali con singola<br />

antenna.<br />

In ricezione, i sistemi con diversità combinano<br />

opport<strong>una</strong>mente i segnali provenienti da più<br />

antenne riceventi (adeguatamente distanziate) in<br />

modo da minimizzare l’effetto della propagazione<br />

multipath (si veda il riquadro “Antenne MIMO”).<br />

Una delle caratteristiche principali dei sistemi<br />

<strong>WiMAX</strong> è la possibilità di funzionare in condizioni<br />

di NLOS grazie soprattutto all’uso della tecnica<br />

OFDM (Orthogonal Frequency Division<br />

Multiplexing) (si veda il riquadro omonimo).<br />

Gli errori di decodifica introdotti dalla presenza<br />

di sottoportanti eccessivamente attenuate possono<br />

essere eliminati utilizzando <strong>una</strong> codifica a<br />

correzione di errore (FEC) e un meccanismo di<br />

ARQ (Automatic Repeat reQuest). Quest’ultimo fa<br />

sì che sequenze ricevute con errori non correggibili<br />

vengano ritrasmesse utilizzando <strong>una</strong> modulazione<br />

più robusta, evitando quindi l’intervento di<br />

meccanismi di ritrasmissione ai livelli su<strong>per</strong>iori<br />

(TCP), in genere molto più lenti.<br />

NOTIZIARIO TECNICO TELECOM ITALIA › Anno 14 n. 2 - Dicembre 2005 79


GASBARRONE › RENON › ROFFINELLA › SPINI › VALVO• <strong>WiMAX</strong>, <strong>una</strong> <strong>proposta</strong> <strong>per</strong> l’accesso <strong>Broadband</strong> Wireless<br />

Modulazione<br />

BPSK<br />

QPSK<br />

QPSK<br />

16 QAM<br />

16 QAM<br />

64 QAM<br />

64 QAM<br />

Rate di codifica SNR (dB)<br />

1/2 6.4<br />

1/2<br />

9.4<br />

3/4<br />

11.2<br />

1/2<br />

16.4<br />

3/4<br />

18.2<br />

2/3<br />

22.7<br />

3/4<br />

24.7<br />

BPSK = Binary Phase Shift Keing<br />

QAM = Quadrature Amplitude Modulation<br />

QPSK = Quadrature Phase Shift Keying<br />

SNR = Signal to Noise Ratio<br />

TABELLA 4› Rapporto segnale/rumore richiesto in funzione di modulazione<br />

e rate di codifica [12, Table 266].<br />

Caratteristica comune a tutti i sistemi normalizzati<br />

è la modulazione adattativa, cioè la capacità di<br />

selezionare istante <strong>per</strong> istante la modulazione con<br />

il maggior numero di bit <strong>per</strong> simbolo, compatibilmente<br />

con le condizioni di propagazione radioelettrica<br />

e di interferenza sul collegamento tra stazione<br />

base e terminale. La modulazione adattativa consente<br />

di ottenere <strong>una</strong> maggior capacità trasmissiva<br />

in presenza di elevati rapporti S/N e <strong>una</strong> comunicazione<br />

comunque affidabile, anche se con ridotta<br />

capacità, quando il rapporto S/N è basso. La<br />

tabella 4 riporta alcuni schemi di modulazione e<br />

codifica utilizzabili in funzione del rapporto S/N. La<br />

modulazione con il maggior numero di simboli (64-<br />

QAM), che richiede <strong>per</strong>ciò un rapporto S/N mag-<br />

Capacità lorda<br />

<strong>per</strong> canale 3.5<br />

MHz [Mbit/s]<br />

Capacità netta<br />

<strong>per</strong> canale 3.5<br />

MHz [Mbit/s]<br />

Capacità lorda<br />

<strong>per</strong> canale 7<br />

MHz [Mbit/s]<br />

5.8 5.8 4.7 4.7 11.6 11.6 9.3 9.3 16-QAM 1/2 1/2<br />

8.7 8.7 7 7 17.4 17.4 14.0 14.0 16-QAM 3/4 3/4<br />

11.6 9.3 23.2 18.6 64-QAM 2/3<br />

13.2 10.5 26.2 21.0 64-QAM 3/4<br />

giore a parità di BER, potrà essere utilizzata <strong>per</strong><br />

connessioni con terminali d’utente prossimi al trasmettitore,<br />

mentre ai bordi dell’area co<strong>per</strong>ta da <strong>una</strong><br />

stazione radio dovrà essere utilizzata la modulazione<br />

più robusta, quella cioè con un numero<br />

minore di simboli e con un codice più ridondante<br />

(BPSK con FEC code rate di un mezzo).<br />

La modulazione con un più alto numero di livelli<br />

<strong>per</strong>mette di trasmettere un numero maggiore di bit<br />

<strong>per</strong> ogni simbolo; si passa infatti da 1 bit <strong>per</strong> sim-<br />

80 NOTIZIARIO TECNICO TELECOM ITALIA › Anno 14 n. 2 - Dicembre 2005<br />

Capacità netta<br />

<strong>per</strong> canale 7<br />

MHz [Mbit/s] Modulazione Rate<br />

di codifica<br />

1.5 1.2 2.9 2.3 BPSK 1/2<br />

2.9 2.3 5.8 4.6 QPSK 1/2<br />

4.4 3.5 8.7 7.0 QPSK 3/4<br />

nota: i valori indicati possono variare in funzione di alcuni parametri del livello MAC radio<br />

(<strong>per</strong> es. lunghezza di trama, del tempo di guardia, ...).<br />

Fonte: Siemens solution for <strong>WiMAX</strong> <strong>Broadband</strong> Access Technology,<br />

http://www.grnet.gr/content/calendar/Siemens.pdf<br />

TABELLA 5› Capacità massima teorica lorda <strong>per</strong> canali radio da 3,5 e 7 MHz [12, Table B.29].<br />

BPSK<br />

SNR = 6 dB<br />

QPSK<br />

SNR = 9 dB<br />

16 QAM<br />

SNR = 16 dB<br />

64 QAM<br />

SNR = 22 dB<br />

BPSK = Binary Phase Shift Keying<br />

QAM = Quadrature Amplitude Modulation<br />

SNR = Signal to Noise Ratio<br />

Fonte: "<strong>WiMAX</strong>'s technology for LOS and NLOS environments",<br />

<strong>WiMAX</strong> Forum Whitepa<strong>per</strong>,<br />

http://www.wimaxforum.org/news/downloads/<strong>WiMAX</strong>NLOS<br />

general-versionaug04.pdf<br />

FIGURA 5› Raggio di co<strong>per</strong>tura in funzione dello schema di modulazione<br />

adottato.<br />

bolo con la modulazione BPSK a 6 bit <strong>per</strong> simbolo<br />

con la modulazione 64-QAM. A parità di simboli<br />

trasmessi nell’unità di tempo (symbol rate), la<br />

modulazione con un numero maggiore di simboli<br />

<strong>per</strong>mette <strong>una</strong> maggiore velocità di cifra (bit rate) e<br />

quindi un più efficiente utilizzo della banda disponibile.<br />

La modulazione adattativa conduce quindi a<br />

<strong>una</strong> co<strong>per</strong>tura a “cipolla” (figura 5), in cui il bit rate<br />

disponibile <strong>per</strong> utente decresce all’aumentare della<br />

distanza del terminale dalla stazione radio base (un<br />

utente prossimo alla stazione radio base dispone<br />

di un bit rate sei volte maggiore di un utente a<br />

bordo cella).<br />

La modulazione e il rate di<br />

codifica possono differire tra i due<br />

versi di trasmissione downlink e<br />

uplink, <strong>per</strong> esempio <strong>per</strong> <strong>una</strong><br />

diversa potenza dei trasmettitori<br />

e/o <strong>una</strong> differente sensibilità dei<br />

ricevitori di stazione base e terminale,<br />

e possono inoltre, su ciascun<br />

collegamento stazione base / terminale,<br />

variare nel tempo in funzione<br />

delle condizioni istantanee<br />

del canale radio.<br />

La capacità dei sistemi <strong>WiMAX</strong><br />

dipende dall’ampiezza del canale<br />

radio, dal tipo di modulazione e<br />

dalla codifica; a titolo di esempio,<br />

<strong>per</strong> canali da 3,5 e 7 MHz 1 i valori<br />

di capacità lorda massima teoricamente<br />

ottenibile sono riportati<br />

in tabella 5. Se <strong>per</strong>ò si tiene<br />

conto dei diversi overhead pre-<br />

senti nella trama, dei tempi di guardia, dei preamboli,<br />

ecc… la banda disponibile a livello ad es. di<br />

interfaccia Ethernet d’utente si riduce (valori netti<br />

in tabella 5). Gli utenti che comunicano dal bordo<br />

della cella dispongono solo di circa 2 Mbit/s mentre,<br />

quando la modulazione 64-QAM è prevista dai<br />

(1)<br />

Lo standard 802.16-2004 prevede larghezze di canale tra<br />

1,25 e 20 MHz.


sistemi, gli utenti più prossimi alla stazione radio<br />

base dispongono di <strong>una</strong> capacità massima di 21<br />

Mbit/s, <strong>per</strong> un canale radio di 7 MHz. Va <strong>per</strong>ò evidenziato<br />

che si tratta di banda condivisa tra gli<br />

utenti di uno stesso settore che utilizzano contemporaneamente<br />

il canale radio. Si noti anche che la<br />

presenza di terminali funzionanti con modulazioni a<br />

ridotto numero di livelli comporta <strong>una</strong> riduzione<br />

della capacità del settore rispetto ai valori massimi<br />

indicati nella tabella in quanto, richiedendo un<br />

maggior tempo di trasmissione <strong>per</strong> trasmettere la<br />

stessa quantità di informazione rispetto a terminali<br />

che usano modulazioni con più elevato numero di<br />

livelli, sottraggono risorse radio a questi ultimi 2 .<br />

Inoltre il throughput <strong>per</strong>cepito dall’utente può differire<br />

da quello medio (capacità totale netta/numero<br />

di utenti attivi) <strong>per</strong> effetto dei profili di traffico generati<br />

dai singoli utenti (dipendenti dai servizi utilizzati<br />

- su alcuni è sicuramente applicabile un fattore di<br />

guadagno da multiplexing statistico), della distribuzione<br />

degli utenti nel settore radio (proporzione di<br />

utenti che utilizzano le varie modulazioni), delle<br />

prestazioni del collegamento radio (errori causano<br />

ritrasmissioni e quindi riduzione del throughput). Si<br />

noti infine che le prestazioni di un sistema <strong>WiMAX</strong><br />

dipendono fortemente da quanto le condizioni di<br />

propagazione si discostano da quelle di LOS. In<br />

particolare decadono molto rapidamente nel passaggio<br />

dalla propagazione in spazio libero (outdoor)<br />

a quella all’interno di edifici (indoor). Nel<br />

primo caso si possono raggiungere distanze anche<br />

di alcune decine di chilometri in aree<br />

suburbane/rurali, in buone condizioni di propagazione<br />

e con antenne molto direttive, nel secondo le<br />

distanze si potrebbero ridurre al massimo a poche<br />

centinaia di metri in aree urbane dense.<br />

Un meccanismo di sub-channeling può essere<br />

utilizzato <strong>per</strong> evitare che <strong>una</strong> potenza trasmessa<br />

dal terminale ridotta, rispetto a quella trasmessa<br />

dalla stazione base (<strong>per</strong> contenerne il costo o <strong>per</strong><br />

rispettare i limiti normativi) limiti eccessivamente la<br />

portata del sistema. La sotto-canalizzazione consiste<br />

nell’utilizzare solo un sottoinsieme delle portanti<br />

OFDM disponibili concentrando quindi su di<br />

esse, a parità di potenza totale trasmessa, <strong>una</strong><br />

maggiore energia. Per contro, questo riduce la<br />

capacità trasmissiva, in quanto viene utilizzato un<br />

minor numero di portanti <strong>per</strong> trasferire l’informazione.<br />

La tabella 6 riporta la capacità ottenibile <strong>per</strong><br />

settore <strong>per</strong> un canale radio di 3,5 MHz di ampiezza<br />

con due differenti modulazioni (QPSK e 64QAM) al<br />

variare del numero di sottocanali utilizzati.<br />

Un algoritmo di controllo automatico di potenza<br />

fa in modo che la potenza ricevuta dalla stazione<br />

base si mantenga su un livello pressoché costante<br />

ed uguale <strong>per</strong> tutti i terminali. Ciò è ottenuto attraverso<br />

un meccanismo di misura della potenza e di<br />

(2)<br />

A titolo di esempio, un settore radio in cui il 50% dei terminali<br />

utilizza la modulazione 64-QAM 3/4 e il restante 50% utilizza<br />

la modulazione QPSK 1/2 avrebbe <strong>una</strong> capacità totale<br />

netta pari all’incirca a 12,8 Mbit/s <strong>per</strong> canalizzazione 7 MHz<br />

o 6,4 Mbit/s <strong>per</strong> canalizzazione 3,5 MHz.<br />

GASBARRONE › RENON › ROFFINELLA › SPINI › VALVO• <strong>WiMAX</strong>, <strong>una</strong> <strong>proposta</strong> <strong>per</strong> l’accesso <strong>Broadband</strong> Wireless<br />

segnalazione sotto il controllo della stazione base<br />

stessa. In questo modo i terminali trasmettono alla<br />

minima potenza necessaria <strong>per</strong> <strong>una</strong> corretta rivelazione<br />

del segnale da parte della stazione base,<br />

riducendo il consumo (fattore determinante soprattutto<br />

<strong>per</strong> terminali mobili) e le interferenze tra settori<br />

radio o<strong>per</strong>anti alla stessa frequenza.<br />

I sistemi basati sullo standard IEEE 802.16 utilizzano<br />

meccanismi di crittografia e autenticazione<br />

<strong>per</strong> preservare la sicurezza delle comunicazioni. In<br />

particolare, i pacchetti che trasportano i dati d’utente<br />

e le informazioni di controllo e gestione della<br />

rete sono crittografati utilizzando l’algoritmo DES-<br />

CBC (Digital Encryption Standard - Cypher Block<br />

Chaining). Inoltre, il protocollo PKM (Private Key<br />

Management) è utilizzato <strong>per</strong> le procedure di<br />

autenticazione e di trasferimento delle chiavi di<br />

crittografia tra stazione base e terminali; l’autenticazione<br />

avviene secondo un modello basato sull’uso<br />

di certificati digitali X.509 e di crittografia a<br />

chiave pubblica RSA.<br />

I sistemi <strong>WiMAX</strong> effettuano la schedulazione del<br />

traffico sulla tratta uplink, di tipo TDMA, in base ad<br />

un meccanismo di grant/request con un controllo<br />

centralizzato nella stazione base. Ciò consente di<br />

fornire qualità del servizio differenziata a diversi<br />

flussi di traffico, di ottenere <strong>una</strong> elevata efficienza<br />

trasmissiva, e inoltre offre la possibilità di controllare<br />

i ritardi. In particolare, sono definite quattro<br />

differenti classi di servizio:<br />

• Unsolicited Grant Service (UGS), <strong>per</strong> servizi real<br />

time caratterizzati da pacchetti di lunghezza<br />

fissa a cadenza <strong>per</strong>iodica (<strong>per</strong> esempio circuiti<br />

affittati E1, flussi VoIP senza soppressione dei<br />

silenzi);<br />

• Real Time Polling Service (rtPS), <strong>per</strong> servizi real<br />

time caratterizzati da pacchetti di lunghezza e<br />

<strong>per</strong>iodicità variabile (<strong>per</strong> esempio i servizi<br />

video);<br />

• Non Real Time Polling Service (nrtPS), <strong>per</strong> servizi<br />

tolleranti ai ritardi, ma con banda minima<br />

garantita;<br />

• Best Effort (BE), <strong>per</strong> servizi senza esigenze di<br />

banda minima garantita e di ritardo limitato.<br />

Numero di<br />

sottocanali<br />

1/1<br />

1/2<br />

1/4<br />

1/8<br />

1/16<br />

Capacità con<br />

modulazione<br />

QPSK FEC 1/2<br />

[Mbit/s]<br />

2.8<br />

1.4<br />

0.7<br />

0.3<br />

0.2<br />

FEC = Forward Error Corection<br />

QAM = Quadrature Amplitude Modulation<br />

QPSK = Quadrature Phase Shift Keying<br />

Capacità con<br />

modulazione<br />

64-QAM FEC 3/4<br />

[Mbit/s]<br />

12.7<br />

6.3<br />

3.2<br />

1.6<br />

0.8<br />

TABELLA 6› Effetto del sub-channeling sulla capacità, <strong>per</strong> un canale<br />

da 3,5 MHz.<br />

NOTIZIARIO TECNICO TELECOM ITALIA › Anno 14 n. 2 - Dicembre 2005 81


GASBARRONE › RENON › ROFFINELLA › SPINI › VALVO• <strong>WiMAX</strong>, <strong>una</strong> <strong>proposta</strong> <strong>per</strong> l’accesso <strong>Broadband</strong> Wireless<br />

4.2 Profili di sistema <strong>WiMAX</strong><br />

Da quanto in precedenza esposto, si deduce che<br />

gli standard consentono un insieme assai vasto di<br />

opzioni differenti. La conformità di un sistema alle<br />

norme IEEE 802.16 e/o ETSI BRAN non garantisce<br />

quindi che due sistemi prodotti da costruttori differenti<br />

siano intero<strong>per</strong>abili. Ad esempio, un sistema<br />

TDD non può intero<strong>per</strong>are con uno FDD. Uno degli<br />

obiettivi principali del <strong>WiMAX</strong> Forum è precisamente<br />

la definizione di un numero limitato di profili di<br />

sistema, necessari a garantire l’intero<strong>per</strong>abilità.<br />

I primi dodici profili <strong>WiMAX</strong> individuati dal<br />

Forum riguardano i sistemi indicati in tabella 7; si<br />

tratta di sistemi che prevedono l’impiego<br />

dell’OFDM a 256 sottoportanti (FFT a 256 punti),<br />

accesso TDMA, tecniche di duplexing sia TDD sia<br />

FDD, banda di frequenza di 3,5 GHz e 5 GHz.<br />

4.3 Architettura di rete <strong>WiMAX</strong><br />

Mentre gli standard IEEE 802.16 ed ETSI BRAN<br />

sono focalizzati sui livelli di interfaccia radio, il<br />

<strong>WiMAX</strong> Forum si propone di specificare l’architettura<br />

di rete complessiva <strong>WiMAX</strong>, ed aspetti funzionali<br />

e di interlavoro. Le attività sono in corso ed<br />

esistono delle versioni draft delle specifiche [14].<br />

L’architettura <strong>WiMAX</strong> è basata sui seguenti<br />

principi:<br />

• Supporto di servizi di massa a larga banda fissi,<br />

nomadici e mobili a velocità veicolare;<br />

• Adozione di un approccio di rete “All-IP”;<br />

• Adozione degli standard IEEE 802.16/ETSI<br />

BRAN e IETF, integrati ove necessario;<br />

• Idoneità a deployment sia limitati sia su larga<br />

scala, ad ambienti dal rurale all’urbano denso, a<br />

bande di frequenza licenziate e non, a strutture<br />

di rete gerarchiche o mesh.<br />

La versione attuale dell’architettura <strong>WiMAX</strong><br />

Forum è basata su un Convergence Sublayer<br />

SS/<br />

MSS<br />

R2 Visited NSP Home NSP<br />

R2<br />

R1 R3<br />

ASN<br />

R4<br />

Another ASN<br />

NAP<br />

ASN = Access Service Network<br />

CSN = Connectivity Service Network<br />

MSS = Mobile Subscriber Station<br />

NSP = Network Service Provider<br />

SS = Subscriber Station<br />

82 NOTIZIARIO TECNICO TELECOM ITALIA › Anno 14 n. 2 - Dicembre 2005<br />

ss<br />

CSN<br />

ASP Network or<br />

Internet<br />

FIGURA 6› Network Reference Model definito dal <strong>WiMAX</strong> Forum.<br />

R5<br />

Bande di<br />

frequenza [GHz]<br />

3,4 - 3,6<br />

3,6 - 3,8<br />

5,4 - 5,7<br />

5,7 - 5,8<br />

Duplexing Canalizzazione<br />

[MHz]<br />

TDD<br />

FDD<br />

TDD<br />

FDD<br />

TDD<br />

FDD<br />

TDD<br />

FDD<br />

FDD =<br />

TDD = Frequency Division Duplexing<br />

Time Division Duplexing<br />

3,5<br />

7<br />

3,5<br />

7<br />

3,5<br />

7<br />

3,5<br />

7<br />

5<br />

10<br />

TABELLA 7› Profili di sistema <strong>WiMAX</strong> Forum <strong>per</strong> i servizi fissi/nomadici.<br />

Ethernet / IEEE 802.1Q (VLAN). L’architettura di<br />

rete <strong>WiMAX</strong> Forum abilita la possibilità di handover<br />

a velocità limitata (


cesso DSL, normalmente<br />

basato sui modelli PPPoE o<br />

IPoE, un accesso <strong>WiMAX</strong><br />

fisso con sola funzionalità di<br />

bridging Ethernet, come<br />

mostrato in figura 7.<br />

Per l’interlavoro con il<br />

3GPP, il <strong>WiMAX</strong> Forum ha<br />

deciso di basarsi sulle specifiche<br />

3GPP di interlavoro<br />

delle WLAN con la rete<br />

mobile, sostituendo quanto<br />

definito <strong>per</strong> le WLAN con un<br />

generico Wireless Access<br />

Network che includa sia le<br />

WLAN sia il <strong>WiMAX</strong>. Nella<br />

figura 8 è riportata l’architettura<br />

di interlavoro, in cui le<br />

interfaccia Wu, Wa, Wb, Wp,<br />

Wi sono definite dal 3GPP,<br />

così come il WAG (Wireless<br />

Access Gateway) che realizza<br />

funzioni di controllo del<br />

servizio ed il PDG (Packet<br />

Data Gateway) che realizza<br />

funzioni di controllo ed<br />

accesso ai servizi, assegnamento<br />

indirizzo IP, accounting,<br />

... .<br />

SS/<br />

MSS<br />

3GPP<br />

ASN<br />

CSN<br />

IWU<br />

MSS<br />

<strong>WiMAX</strong> Access Network<br />

Another <strong>WiMAX</strong><br />

ASN<br />

R4<br />

R1<br />

<strong>WiMAX</strong><br />

ASN<br />

R3<br />

=<br />

=<br />

=<br />

=<br />

=<br />

PPPoETH<br />

5. I Player: costruttori, network & service provider,<br />

trial nel mondo<br />

Oggi tutto il mondo delle TLC sta prestando<br />

attenzione al <strong>WiMAX</strong>: molti attori sentono semplicemente<br />

l’esigenza di conoscere meglio la nuova<br />

tecnologia, <strong>per</strong> poter valutare se e come posizionarla<br />

nelle proprie strategie; altri attori, in partico-<br />

Wu<br />

IPoETH<br />

ASP<br />

BRAS<br />

BS<br />

DSLAM<br />

NSP<br />

SS<br />

TE<br />

=<br />

=<br />

=<br />

=<br />

=<br />

=<br />

=<br />

TE<br />

TE<br />

IP<br />

PPP<br />

PPPoE<br />

ETH<br />

PHY<br />

IP<br />

ETH<br />

PHY<br />

T<br />

CPN<br />

T<br />

CPN<br />

GASBARRONE › RENON › ROFFINELLA › SPINI › VALVO• <strong>WiMAX</strong>, <strong>una</strong> <strong>proposta</strong> <strong>per</strong> l’accesso <strong>Broadband</strong> Wireless<br />

SS<br />

Modem<br />

ETH<br />

PHY<br />

ETH<br />

PHY<br />

<strong>WiMAX</strong><br />

802.16-2004<br />

ETH<br />

802.16<br />

ETH<br />

802.16<br />

DSL<br />

DSLAM<br />

ETH<br />

802.16<br />

ETH<br />

802.16<br />

BS<br />

Access Network<br />

ETH<br />

PHY<br />

ETH<br />

PHY<br />

Access Service Provider<br />

<strong>Broadband</strong> Remote Access Server<br />

Base Station<br />

Digital Subscriber Line Access Multiplexer<br />

Network Service Provider<br />

Subscriber Station<br />

Terminal Equipment<br />

V<br />

IP<br />

PPP<br />

PPPoE<br />

ETH<br />

PHY<br />

IP<br />

ETH<br />

PHY<br />

BRAS<br />

FIGURA 7› Integrazione di accessi <strong>WiMAX</strong> <strong>per</strong> servizi fissi in architetture DSL.<br />

<strong>WiMAX</strong><br />

CSN<br />

IWU<br />

Third Generation Partenership Project<br />

Access Service Network<br />

Connectivity Service Network<br />

InterWorking Unit<br />

Mobile Subscriber Station<br />

FIGURA 8› Architettura di interlavoro <strong>WiMAX</strong> e 3GPP.<br />

Wa<br />

Wn<br />

PDG<br />

PS<br />

SS<br />

WAG<br />

=<br />

=<br />

=<br />

=<br />

3GPP Home Network<br />

3GPP AAA<br />

server<br />

Internet<br />

R4 Wi<br />

WAG PDG<br />

Packet Data Gateway<br />

Packet Switching<br />

Subscriber Station<br />

Wireless Access Gateway<br />

Packet data<br />

network<br />

(3GPP PS,<br />

Internet)<br />

IP<br />

LNK<br />

PHY<br />

IP<br />

LNK<br />

PHY<br />

ASP<br />

NSP<br />

IP<br />

LNK<br />

PHY<br />

IP<br />

LNK<br />

PHY<br />

lare alcuni costruttori,<br />

hanno già scommesso sul<br />

<strong>WiMAX</strong>, e si stanno impegnando<br />

<strong>per</strong> fargli raggiungere<br />

un sufficiente grado di<br />

maturità, tecnica e commerciale.<br />

Fra tutti si distingue lo<br />

sforzo di Intel, che si è<br />

posta l’ambizioso obiettivo<br />

di ri<strong>per</strong>correre con il <strong>WiMAX</strong><br />

quanto sta facendo con il<br />

WiFi: incorporarlo nei<br />

sistemi (PC ma non solo)<br />

che utilizzeranno le future<br />

versioni della tecnologia<br />

Intel Centrino. Intel sta investendo<br />

sia nello sviluppo<br />

dei chip-set, sia nei contributi<br />

tecnici ed organizzativi<br />

al <strong>WiMAX</strong> Forum, sia in <strong>una</strong><br />

ben orchestrata o<strong>per</strong>azione<br />

di marketing a livello internazionale.<br />

Intel ha stipulato<br />

accordi di fornitura con<br />

alcuni dei più attivi costruttori<br />

di apparati BWA<br />

(Alvarion, A<strong>per</strong>to, Airspan, …), ed ha accordi di<br />

sviluppo congiunto con alcuni leader internazionali<br />

di apparati TLC (Alcatel, ZTE, Nokia, …). D’altra<br />

parte Intel non è la sola a scommettere sui chip<br />

<strong>WiMAX</strong>: oltre 50 sono i costruttori di chip che partecipano<br />

al <strong>WiMAX</strong> Forum, ed alcuni stanno già<br />

sviluppando i propri componenti (ad esempio,<br />

Fujitsu, Wavesat, Sequans, picoChip, …).<br />

NOTIZIARIO TECNICO TELECOM ITALIA › Anno 14 n. 2 - Dicembre 2005 83


GASBARRONE › RENON › ROFFINELLA › SPINI › VALVO• <strong>WiMAX</strong>, <strong>una</strong> <strong>proposta</strong> <strong>per</strong> l’accesso <strong>Broadband</strong> Wireless<br />

Antenne MIMO<br />

(Multiple In Multiple Out)<br />

L’impiego di antenne MIMO sta suscitando<br />

interesse crescente <strong>per</strong>ché,<br />

con un costo ridotto, esse migliorano<br />

sensibilmente le prestazioni dei terminali<br />

di utente. Con esse, infatti, è possibile<br />

aumentare il volume di traffico<br />

(throughput) a parità di BER (Bit Error<br />

Rate) o, viceversa, migliorare il BER<br />

<strong>per</strong> un dato throughput senza incrementare<br />

la banda assegnata a <strong>una</strong><br />

stazione radio base ma solo raddoppiando<br />

o triplicando il numero di<br />

dispositivi che comunicano contemporaneamente<br />

con un Access Point.<br />

Nel sistema MIMO si effettua la trasmissione<br />

del segnale, suddiviso in<br />

più flussi, da antenne differenti ma<br />

impegnando sempre la stessa banda<br />

(figura A). Le antenne MIMO, quindi,<br />

dividono il flusso dei dati (stream) in<br />

più sub-flussi ciascuno dei quali è<br />

modulato e trasmesso, simultaneamente<br />

agli altri sub-flussi, con <strong>una</strong><br />

separazione nello spazio, ma nella<br />

stessa banda di frequenza, utilizzando<br />

a questo scopo <strong>una</strong> seconda o <strong>una</strong><br />

terza catena circuitale uguale e paral-<br />

Fra i costruttori di sistemi, molto attivi sono<br />

quelli che, sopravvissuti alle delusioni avute con le<br />

precedenti tecnologie BWA, vedono il <strong>WiMAX</strong><br />

come un’opportunità, grazie alla standardizzazione,<br />

agli investimenti dei chip-maker, ed all’interesse<br />

suscitato a livello mondiale. Si tratta tipicamente<br />

di aziende medio/piccole (anche start-up)<br />

specializzate nel broadband wireless (ed in particolare<br />

nell’OFDM e nelle sue varianti), che sviluppano<br />

apparati di diverse caratteristiche, e mirati a<br />

diverse nicchie di mercato, ma accom<strong>una</strong>te nel<br />

dichiarare di <strong>per</strong>seguire la certificazione del <strong>WiMAX</strong><br />

Forum (anche se non mancano coloro che seguono<br />

strade alternative, come Flarion, che propone un<br />

proprio prodotto <strong>per</strong> il brodband wireless mobile).<br />

L’elenco di queste aziende (che comprende ad<br />

esempio, Alvarion, Airspan, A<strong>per</strong>to, Cambridge,<br />

Navini, NexNet, Proxim, Redline, SRTelecom,<br />

WiLAN, …) è lungo ed in evoluzione; un buon<br />

osservatorio aggiornato è all’interno della lista dei<br />

membri del <strong>WiMAX</strong> Forum.<br />

Tiepidi inizialmente (con qualche eccezione),<br />

ora anche i maggiori costruttori di apparati TLC<br />

stanno prestando attenzione al <strong>WiMAX</strong>; molti<br />

84 NOTIZIARIO TECNICO TELECOM ITALIA › Anno 14 n. 2 - Dicembre 2005<br />

lela alla prima. In ricezione i singoli<br />

sub-flussi dati (compresi i segnali<br />

riflessi o comunque distorti <strong>per</strong> la presenza<br />

di cammini multipli dovuti alla<br />

variazione dell’indice di rifrazione dell’atmosfera)<br />

sono ricevuti ciascuno da<br />

un’antenna differente, separata sempre<br />

nello spazio dalle altre. I segnali<br />

sono poi elaborati singolarmente -<br />

utilizzando un numero di catene in<br />

ricezione pari a quelle predisposte in<br />

trasmissione - con un particolare<br />

algoritmo (MIMO) che riconosce i dati<br />

trasmessi. Il ricevitore, quindi, combina<br />

i differenti sub-flussi ed effettua<br />

<strong>una</strong> correzione, eventualmente dialogando<br />

con il trasmettitore (mediante<br />

un protocollo di handshaking), e ricostruisce<br />

così il flusso originario. In<br />

genere le vie previste <strong>per</strong> i sub-flussi<br />

oggi impiegate sia in trasmissione sia<br />

in ricezione, sono, come si è detto,<br />

due o, eccezionalmente, tre, e in questo<br />

modo, il throughput si raddoppia o<br />

si triplica. L’impiego dei sistemi MIMO<br />

(che dovrebbero prevedere antenne<br />

array su ogni catena in uscita) è considerato<br />

non solo <strong>per</strong> <strong>WiMAX</strong>, ma<br />

anche con i futuri sistemi WiFi IEEE<br />

802.11n, e con i sistemi radio-mobili<br />

di nuova generazione.<br />

Questa complessità aggiuntiva <strong>per</strong>mette<br />

al sistema di essere più robusto<br />

0010110 •Codifica<br />

•Pesatura/ 0010110<br />

•Modulazione<br />

•Pesatura/<br />

mappatura<br />

N TXers M RXers<br />

FIGURA A› Architettura di un sistema radio dotato di antenne MIMO.<br />

mappatura<br />

•Demodulazione<br />

•Decodifica<br />

in presenza di propagazione con cammini<br />

multipli con differenti variazioni<br />

del ritardo (delay spread) e di differenti<br />

velocità di trasmissione, situazioni<br />

che tipicamente si verificano in<br />

ambiente urbano specie nel caso di<br />

un terminale in movimento.<br />

(come Alcatel, Marconi/Ericsson, Lucent, Siemens)<br />

hanno intanto stipulato accordi di OEM con<br />

costruttori minori specializzati (o acquisito partecipazioni<br />

societarie dirette), alcuni (come la stessa<br />

Siemens, Huawei, ZTE) hanno deciso di sviluppare<br />

<strong>una</strong> propria linea di prodotti, in qualche caso (<strong>per</strong><br />

esempio, Motorola) stanno facendo evolvere precedenti<br />

prodotti proprietari. Non vanno poi trascurati<br />

i costruttori (come Samsung, LG) che sviluppano<br />

sistemi WiBro. WiBro è un set di specifiche,<br />

sviluppato da o<strong>per</strong>atori e costruttori coreani, compatibile<br />

con l’IEEE802.16e, e candidato ad essere<br />

uno dei profili del <strong>WiMAX</strong> “nomadico/mobile”. Una<br />

s<strong>per</strong>imentazione Telecom Italia di apparati WiBro è<br />

prevista in occasione delle Olimpiadi Invernali 2006<br />

in Piemonte.<br />

Fra le vicende che vanno seguite <strong>per</strong> interpretare<br />

l’evoluzione del BWA, un posto di rilievo<br />

spetta a quelle relative alla proprietà intellettuale.<br />

Come già ricordato, l’OFDM e le sue varianti sembrano<br />

rappresentare la tecnologia essenziale sia<br />

<strong>per</strong> il <strong>WiMAX</strong>, sia <strong>per</strong> i sistemi proprietari alternativi<br />

(come il Flarion), sia <strong>per</strong> l’evoluzione delle reti radio<br />

mobili (“quarta generazione - 4G”). Ora il controllo


Aree geografiche<br />

Mercato<br />

Soluzione<br />

d’accesso<br />

Spettro<br />

Servizio fisso o nomadico<br />

Players<br />

Modello di<br />

business<br />

ADSL<br />

CDN<br />

CPE<br />

DSL<br />

ISP<br />

=<br />

=<br />

=<br />

=<br />

=<br />

Aree urbane<br />

Hot Zone<br />

Hot-zones e reti<br />

municipali wireless<br />

Piccoli e grandi centri abitati<br />

Municipalità, residenziale/SOHO<br />

Accesso WiFi e WiMax<br />

<strong>per</strong> backhauling<br />

Non licenziato<br />

Servizio fisso e nomadico<br />

TelCo, Enti pubblici, WISP<br />

Reti minicipali wireless<br />

Offerta wholesale a ISP,<br />

servizi al cittadino<br />

Asymmetric Digital Subscriber Line<br />

Collegamenti Diretti Nazionali<br />

Customer Premises Equipment<br />

Digital Subscriber Line<br />

Internet Service Provider<br />

dei brevetti relativi all’OFDM (i data base specializzati<br />

ne annoverano alcune migliaia) appare più<br />

distribuito rispetto a quanto si è verificato <strong>per</strong> il<br />

CDMA (<strong>una</strong> tecnologia essenziale <strong>per</strong> i sistemi<br />

radiomobili tradizionali), e ciò potrebbe comportare,<br />

attraverso l’applicazione di modalità di “scambio<br />

incrociato” di diritti essenziali, un positivo effetto di<br />

limitata incidenza sui costi degli apparati; d’altra<br />

parte, anche in considerazione del significativo<br />

ruolo giocato nel BWA da aziende medio/piccole,<br />

processi di acquisizione societari potrebbero determinare<br />

il formarsi di concentrazioni importanti, in<br />

particolare nel segmento nomadico/mobile [15].<br />

Per quanto riguarda gli attori (WISP, O<strong>per</strong>atori,<br />

enti pubblici) che forniscono a vario titolo servizi ai<br />

clienti finali, diversi sono i modelli di business considerati;<br />

le tre principali aree di applicazione<br />

(tabella 8) sono: Hot Zone (pubblico e privato),<br />

Wireless WAN (collegamenti PTP e PMP), Wireless<br />

DSL (non consideriamo qui le applicazioni “mobili”,<br />

<strong>per</strong> le quali gli scenari non sono sufficientemente<br />

definiti).<br />

Esempi paradigmatici di modelli di business<br />

possono essere considerati l’offerta di Libera (UK)<br />

<strong>per</strong> un target business, e l’offerta di Altitude in<br />

Francia <strong>per</strong> il segmento consumer.<br />

Libera (UK) è un OLO che offre servizi di<br />

accesso fisso broadband wireless ed è posizionato<br />

sul segmento SME della piccola e media impresa.<br />

Attualmente l’offerta di Libera è presente in Bristol<br />

con <strong>una</strong> soluzione A<strong>per</strong>to Network pre-<strong>WiMAX</strong><br />

nella banda licenziata dei 5,8 GHz. Libera dichiara<br />

di prevedere a fine 2008 la co<strong>per</strong>tura di 50 cittadine<br />

nel Regno Unito con l’acquisizione di 10.000<br />

clienti business. L’offerta attuale prevede velocità<br />

di connessione da 2 a 50 Mbit/s in competizione<br />

con l’offerta SDSL di connettività di BT alle<br />

imprese. Anche se l’offerta parla di QoS garantita e<br />

GASBARRONE › RENON › ROFFINELLA › SPINI › VALVO• <strong>WiMAX</strong>, <strong>una</strong> <strong>proposta</strong> <strong>per</strong> l’accesso <strong>Broadband</strong> Wireless<br />

OLO<br />

P2P<br />

PMP<br />

SOHO<br />

WISP<br />

TABELLA 8› Integrazione di accessi <strong>WiMAX</strong> <strong>per</strong> servizi fissi in architetture DSL.<br />

Applicazioni<br />

Wireless DSL<br />

Accesso broadband<br />

in aree rurali<br />

Aree rurali o<br />

non servite da ADSL<br />

Residenziale/SOHO<br />

WiMax CPE in accesso<br />

Licenziato<br />

Servizio fisso<br />

OLO, WISP, TelCo<br />

Mercato “sussidiato”<br />

<strong>per</strong> il digital divide<br />

= Other Licensed O<strong>per</strong>ator<br />

= Point to Point<br />

= Point to Multi Point<br />

= Small Office Home Office<br />

= Wireless Internet Service Provider<br />

Connettività<br />

Wireless P2P/PMP<br />

Accesso CDN-like<br />

Aree metropolitane e rurali<br />

Business<br />

WiMax CPE in accesso<br />

Licenziato<br />

Servizio fisso<br />

TelCo, OLO<br />

Offerte di connettività<br />

ai clienti business<br />

maggiore banda rispetto all’analoga offerta BT, il<br />

prezzo appare la leva principale dell’ offerta<br />

(tabella 9).<br />

Segmento mercato<br />

Servizi offerti<br />

Lancio del servizio<br />

Capacità di banda fornita<br />

Disponibilità del servizio<br />

Pricing dell’offerta<br />

connettività di Libera<br />

Pricing offerta di riferimento<br />

di BT: connessione SDSL<br />

SDSL = Symmetric Digital Subscriber Line<br />

SME = Small Medium Enterprise<br />

SOHO = Small Office Home Office<br />

SOHO e SME<br />

Connettività e accesso veloce<br />

a Internet<br />

Febbraio 2005<br />

simmetrica (SDSL-like) da<br />

2 a 50 Mbit/s<br />

Bristol (UK)<br />

Accesso 2 Mbit/s: £300 canone mensile<br />

£495 <strong>per</strong> l’installazione<br />

Accesso 2 Mbit/s: £345 canone mensile<br />

£595 <strong>per</strong> l’installazione<br />

TABELLA 9› Principali caratteristiche del servizio commerciale di Libera.<br />

Altitude Telecom o<strong>per</strong>a in Francia come unico<br />

o<strong>per</strong>atore WLL con <strong>una</strong> licenza nazionale a 3,5 GHz.<br />

Altitude, inizialmente posizionata sul segmento SME,<br />

grazie anche ai fondi pubblici ha esteso l’offerta a<br />

larga banda wireless nelle aree rurali al segmento<br />

residenziale e della pubblica amministrazione locale.<br />

Altitude Telecom è già attiva in alcune regioni come<br />

la Vendée (co<strong>per</strong>ta al 100% con sistemi pre-<strong>WiMAX</strong>),<br />

Orne e Calvados, <strong>per</strong> le quali ha concluso un<br />

accordo con Alvarion (fornitura di 200 base stations<br />

BreezeMAX e 10000 antenne outdoor <strong>per</strong> sedi dei<br />

clienti). Altitude Telecom posiziona il suo servizio<br />

“pre-<strong>WiMAX</strong>” come <strong>una</strong> alternativa al servizio di con-<br />

NOTIZIARIO TECNICO TELECOM ITALIA › Anno 14 n. 2 - Dicembre 2005 85


GASBARRONE › RENON › ROFFINELLA › SPINI › VALVO• <strong>WiMAX</strong>, <strong>una</strong> <strong>proposta</strong> <strong>per</strong> l’accesso <strong>Broadband</strong> Wireless<br />

Capacità di accesso<br />

Canone mensile<br />

Soluzione CPE<br />

CPE = Customer Premises Equipment<br />

nettività DSL, utilizzando l’acronimo WDSL,<br />

“Wireless DSL” (tabella 10). Altitude Telecom, che<br />

aveva annunciato ad Aprile 2005 di avere 350 clienti<br />

pre-<strong>WiMAX</strong>, prevede di migrare in modo graduale<br />

verso CPE indoor <strong>WiMAX</strong> (antenna interna, modalità<br />

autoinstallante). Il modello di business prevede<br />

anche il lancio di servizi VoIP su <strong>WiMAX</strong> sia <strong>per</strong> il<br />

segmento business che residenziale, stimando in<br />

particolare <strong>una</strong> riduzione di circa il 50% del costo<br />

delle fatture <strong>per</strong> il segmento business.<br />

In Austria l’asta <strong>per</strong> la banda a 3,5 GHz è stata<br />

effettuata nell’ottobre 2004. Le frequenze assegnate<br />

prevedono un piano di roll-out <strong>per</strong> ogni<br />

regione con <strong>una</strong> penale fino ad un milione di euro<br />

<strong>per</strong> il mancato raggiungimento dei livelli di co<strong>per</strong>tura<br />

concordati. All’asta hanno partecipato:<br />

Telekom Austria (incumbent<br />

rete fissa), UPC Telekabel (il<br />

maggiore o<strong>per</strong>atore del<br />

cavo), <strong>WiMAX</strong> Telecom (un<br />

newcomer), Teleport (un<br />

local player). Gli annunci dei<br />

piani di investimento da<br />

parte degli o<strong>per</strong>atori portano<br />

ad individuare diverse strategie<br />

di roll-out del servizio.<br />

<strong>WiMAX</strong> Telecom ha annunciato<br />

di volere effettuare un<br />

deployment da metà 2005 a<br />

livello nazionale. UPC ha<br />

annunciato che <strong>WiMAX</strong> sarà<br />

utilizzato in “white spots”,<br />

dove non esiste ancora<br />

alc<strong>una</strong> infrastruttura in cavo<br />

o accesso ADSL.<br />

Telekom Austria segue<br />

invece <strong>una</strong> strategia di sviluppo<br />

del servizio mirata alle<br />

principali aree urbane dove<br />

si concentra la popolazione<br />

in Austria; a tale scopo<br />

Telekom, che prevede di<br />

avvalersi di più fornitori, ha<br />

acquisito all’asta 5 bande di<br />

frequenze nel campo del 3,5<br />

GHz, <strong>una</strong> <strong>per</strong> ogni regione in<br />

cui è stata divisa l’Austria<br />

dal regolatore.<br />

In Francia la regolamentazione<br />

prevede le seguenti<br />

1 Mbit/s<br />

• Solo accesso dati 1 Mbit/s data<br />

- 39 euro/mese<br />

• Offerta “Double play”: accesso 1 Mbit/s<br />

+ VoIP - 45 euro/mese<br />

Antenna Outdoor installata da partner<br />

Altitude, e CPE indoor<br />

TABELLA 10› Schema dell’offerta Altitude Telecom <strong>per</strong> la clientela<br />

residenziale.<br />

AP<br />

BAS<br />

BS<br />

CPE<br />

DSLAM<br />

WiFi<br />

86 NOTIZIARIO TECNICO TELECOM ITALIA › Anno 14 n. 2 - Dicembre 2005<br />

=<br />

=<br />

=<br />

=<br />

=<br />

=<br />

<strong>WiMAX</strong><br />

CPE<br />

10/100 BaseT<br />

<strong>WiMAX</strong><br />

CPE<br />

bande <strong>per</strong> il wireless:<br />

• 2,4 GHz (non licenziata) <strong>per</strong> applicazioni<br />

WLAN;<br />

• 3,5 GHz (licenziata) <strong>per</strong> applicazioni WLL;<br />

• 3,7 GHz è in corso d’esame da parte del regolatore;<br />

• 5,150 - 5,350 GHz esclusivamente <strong>per</strong> accesso<br />

WLAN indoor.<br />

Il già citato o<strong>per</strong>atore Altitude ha ottenuto,<br />

prima della consultazione pubblica <strong>WiMAX</strong> di ART,<br />

<strong>una</strong> licenza nazionale (15 MHz duplex), e già offre<br />

servizi BWA con sistemi pre-<strong>WiMAX</strong>. ART ha promosso<br />

<strong>una</strong> s<strong>per</strong>imentazione nella banda di frequenza<br />

3,5 GHz, rendendo disponibile più spettro<br />

di quanto previsto in un primo momento: 30 MHz<br />

in 3,4-3,6 GHz ed ulteriori 30 MHz nella banda 3,6-<br />

3,8 GHz. Le frequenze disponibili sono messe all’asta<br />

su base regionale o nazionale. France Telecom<br />

ha condotto <strong>una</strong> s<strong>per</strong>imentazione in tre cittadine<br />

(Amilly, Lehon, La Salvetat) testando apparati di tre<br />

diversi fornitori. Il trial in Lehon (A<strong>per</strong>to) è già stato<br />

avviato a fine dello scorso anno e riguarda l’utilizzo<br />

di <strong>WiMAX</strong> come backhauling di hot-spot WiFi; in<br />

Amilly (Redline Communications) sono state collegate<br />

12 utenze enterprise mentre a Le Salvetat<br />

(Alvarion) la s<strong>per</strong>imentazione interessa 32 utenze<br />

residenziali. Il servizio offerto a pagamento è analogo<br />

all’accesso ADSL. Si prevede nel corso della<br />

s<strong>per</strong>imentazione (figura 9) un upgrade in tutte le<br />

località a 4 Mbit/s.<br />

3,5 GHz<br />

<strong>WiMAX</strong><br />

BS<br />

WiFi AP<br />

10/100 BaseT<br />

Access Point<br />

<strong>Broadband</strong> Access Server<br />

Base Station<br />

Customer Premises Equipment<br />

Digital Subscriber Line Access Multiplexer<br />

Wireless Fidelity<br />

10/100 BaseT<br />

2,4 GHz<br />

FIGURA 9› Schema di FT R&D della s<strong>per</strong>imentazione <strong>WiMAX</strong>.<br />

Access<br />

concentrator<br />

<strong>WiMAX</strong><br />

CPE<br />

STM1<br />

or<br />

IMA/n°E1<br />

10/100 BaseT<br />

Backbone<br />

BAS<br />

DSLAM<br />

STM1


In Inghilterra la maggior parte dello spettro<br />

risulta già allocato e nella banda 3,4-3,5 GHz esistono<br />

già o<strong>per</strong>atori a livello nazionale:<br />

• 2,4 GHz non licenziata WiFi;<br />

• 3,4 GHz licenza nazionale assegnata all’o<strong>per</strong>atore<br />

PCCW;<br />

• 3,5 GHz licenza nazionale assegnata all’o<strong>per</strong>atore<br />

Pipex;<br />

• 5,8 GHz non licenziata WiFi - 802.11a;<br />

• 10 GHz varie licenze locali.<br />

Ofcom sta considerando, come candidate <strong>per</strong><br />

le licenze <strong>WiMAX</strong>, le bande 2,010-2,025 GHz,<br />

2,500-2,690 GHz, 3,6-4,2 GHz. La banda 5,8 GHz<br />

può essere utilizzata solo <strong>per</strong> collegamenti PTP,<br />

senza protezione <strong>per</strong> i disturbi e quindi senza<br />

SLA. Anche in UK gli o<strong>per</strong>atori si dividono tra<br />

quelli che hanno come target il mercato delle aree<br />

rurali non servite dal BB - come stanno facendo<br />

Telabria e in qualche misura BT con il suo recente<br />

trial pilota in aree rurali della Scozia, Galles e<br />

Irlanda del Nord - e quelli come Libera che punta<br />

al segmento business (con l’obiettivo di coprire il<br />

75% dei clienti business in Inghilterra <strong>per</strong> la fine<br />

del 2006), con un’offerta di capacità a basso<br />

costo alternativa ai circuiti affittati. Entrambi i<br />

modelli di business possono utilizzare apparati in<br />

banda non licenziata: in aree rurali grazie alla<br />

scarsa interferenza e congestione nella pianificazione<br />

delle frequenze, mentre nel caso business<br />

grazie alla possibilità di installare antenne esterne<br />

<strong>per</strong> ottenere il LOS (Line Of Sight). Per le aree<br />

urbane o suburbane le bande licenziate sono fondamentali<br />

a fronte dei rischi d’interferenza, e <strong>per</strong>tanto<br />

cresce l’interesse <strong>per</strong> le bande assegnate in<br />

licenza nella banda 3,4-3,5 GHz. Pipex detiene la<br />

licenza nazionale nello spettro dei 3,5 GHz, ma ha<br />

ancora utilizzato poco questo asset, lasciando<br />

all’o<strong>per</strong>atore PCCW (partecipata di UK<br />

<strong>Broadband</strong>) il ruolo di o<strong>per</strong>atore di riferimento <strong>per</strong><br />

i servizi broadband wireless licenziati con la sua<br />

banda 3,4 GHz posseduta a livello nazionale. Il<br />

panorama si completa con l’offerta di altri servizi<br />

simili in differenti bande di frequenza <strong>per</strong> il segmento<br />

business e SOHO, dove o<strong>per</strong>ano altri<br />

players che utilizzano spettro non licenziato a 5<br />

GHz come Telabria che ha iniziato a sviluppare la<br />

sua rete <strong>WiMAX</strong> <strong>per</strong> la fornitura di servizi dati e<br />

fonia <strong>per</strong> i segmenti residenziali e business nella<br />

regione del South East England.<br />

In Spagna assistiamo alla crescita di interesse<br />

sul BB wireless: Iberbanda, <strong>una</strong> startup nata nel<br />

2000 <strong>per</strong> fornire capacità a larga banda nelle<br />

aree rurali, o<strong>per</strong>a con <strong>una</strong> licenza nazionale che<br />

utilizza sistemi radio a 3,5 GHz, con canali simmetrici<br />

20 + 20 MHz , 3,440-3,460 GHz e 3,540-<br />

3,560 GHz. In passato (2000 - 2003) ha utilizzato<br />

sistemi LMDS 3,5 GHz con un target di mercato<br />

business con <strong>una</strong> offerta dati e fonia. Con la<br />

disponibilità di prodotti pre-<strong>WiMAX</strong>, Iberbanda<br />

cambia strategia e dal 2004 oltre alle aree rurali<br />

inizia a fornire servizio nelle aree non co<strong>per</strong>te dall’accesso<br />

ADSL. Il deployment con sistemi<br />

pre<strong>WiMAX</strong> copre il 25% del territorio spagnolo<br />

(Andalucía, Murcia, Cataluña), e si inizia a pianifi-<br />

GASBARRONE › RENON › ROFFINELLA › SPINI › VALVO• <strong>WiMAX</strong>, <strong>una</strong> <strong>proposta</strong> <strong>per</strong> l’accesso <strong>Broadband</strong> Wireless<br />

care la co<strong>per</strong>tura nelle aree urbane considerate<br />

maggiormente remunerative. L’obiettivo è raggiungere<br />

<strong>per</strong> il 2006 il 68% della popolazione spagnola.<br />

In Giappone YOZAN, un o<strong>per</strong>atore attivo nell’area<br />

metropolitana di Tokyo, ha raggiunto un<br />

accordo con Airspan <strong>per</strong> la fornitura di BS e CPE<br />

<strong>per</strong> <strong>una</strong> cifra che si aggira attorno ai 12 milioni di<br />

dollari; Yozan prevede di sviluppare <strong>una</strong> rete<br />

<strong>WiMAX</strong> nell’intera città di Tokyo utilizzando circa<br />

600 stazioni base <strong>per</strong> la fornitura di connettività<br />

IP e di servizi voce, video e dati a larga banda. Il<br />

deployment dovrebbe essere caratterizzato da<br />

<strong>una</strong> canalizzazione a 10 MHz con BS che forniscono<br />

circa 30 Mbit/s su un raggio di 500 metri. Il<br />

lancio del servizio commerciale è previsto <strong>per</strong><br />

dicembre 2005, con offerta di dati e VoIP. Nel<br />

futuro il servizio dovrebbe estendersi ad includere<br />

video e aree suburbane. L’o<strong>per</strong>atore è inoltre in<br />

fase di negoziazione con il regolatore <strong>per</strong> ottenere<br />

la possibilità di estendere in seguito il servizio in<br />

mobilità.<br />

In Corea Il MIC (Ministry of Information and<br />

Communication) ha assegnato tre licenze <strong>per</strong> il<br />

WiBro a Korea Telecom, SK Telecom e Hanaro<br />

Telecom (successivamente ritirato), l’inizio del<br />

servizio commerciale è previsto <strong>per</strong> metà 2006; il<br />

costo del servizio (1 Mbit/s) sarà di circa 30 dollari<br />

al mese.<br />

Nel nord America si evidenzia un crescente<br />

interesse verso il <strong>WiMAX</strong>. La crescita delle piccole<br />

e medie imprese che o<strong>per</strong>ano come fornitori<br />

di tecnologia o WISP BWA è stimolata dalla presenza<br />

di nicchie di mercato in ambito urbano,<br />

dove si riscontra un certo interesse <strong>per</strong> l’offerta<br />

di reti alternative che possano fornire sia un<br />

back-up alle imprese (diversità nell’accesso) che<br />

un accesso a basso costo <strong>per</strong> servizi di pubblica<br />

utilità e di su<strong>per</strong>amento del digital divide, anche<br />

<strong>per</strong> l’accesso delle fasce più deboli della popolazione.<br />

I grandi o<strong>per</strong>atori hanno invece avviato<br />

alcuni trials in aree in cui il livello di penetrazione<br />

della larga banda è scarso o dove il livello di<br />

competizione non è elevato e quindi si possono<br />

raggiungere delle posizioni dominanti nel mercato.<br />

Questi o<strong>per</strong>atori, fra cui Nextel, QWest,<br />

Covad, BellSouth, AT&T, Verizon, Sprint, hanno<br />

attivato o prevedono s<strong>per</strong>imentazioni nelle bande<br />

2,5 GHz e 5,8 GHz. In particolare Verizon ha<br />

creato <strong>una</strong> controllata Verizon Avenue che ha<br />

come mission l’offerta di soluzioni BWA. Dal<br />

punto di vista tecnologico, si individua <strong>una</strong> forte<br />

direttrice di sviluppo verso il <strong>WiMAX</strong> in tutte le<br />

sue declinazioni fisso e nomadico, che può trovare<br />

applicazione sia <strong>per</strong> l’accesso, sia <strong>per</strong> il<br />

backhauling a seconda dei contesti. In contemporanea<br />

assistiamo al fenomeno del proliferare<br />

delle cosiddette reti wireless cittadine che, grazie<br />

alla soluzione WiFi Mesh, offrono <strong>una</strong> co<strong>per</strong>tura<br />

metropolitana ponendosi come evoluzione del<br />

modello WiFi hot-spot.<br />

In Italia il Ministero delle Comunicazioni ha<br />

promosso, con il supporto della Fondazione Ugo<br />

Bordoni, <strong>una</strong> s<strong>per</strong>imentazione tecnica [16] con<br />

NOTIZIARIO TECNICO TELECOM ITALIA › Anno 14 n. 2 - Dicembre 2005 87


GASBARRONE › RENON › ROFFINELLA › SPINI › VALVO• <strong>WiMAX</strong>, <strong>una</strong> <strong>proposta</strong> <strong>per</strong> l’accesso <strong>Broadband</strong> Wireless<br />

l’obiettivo di indagare sulle effettive potenzialità<br />

ed i limiti della tecnologia WiMax. La s<strong>per</strong>imentazione,<br />

che prevede l’utilizzo di specifiche porzioni<br />

della banda 3,5 GHz (normalmente utilizzata dal<br />

Ministero della Difesa), contempla al momento<br />

oltre 50 siti di prove tecniche, con apparati di svariati<br />

costruttori, e con la partecipazione di diversi<br />

soggetti, fra cui Telecom Italia.<br />

6. Conclusioni<br />

L’accesso broadband wireless è destinato a<br />

giocare un ruolo crescente nelle reti TLC, a causa<br />

dell’evoluzione della domanda del mercato verso<br />

la larga banda e verso l’ubiquità nell’accesso ai<br />

servizi. Svariati fattori rendono non ovvie le scelte<br />

che dovranno essere fatte dai fornitori di reti e<br />

servizi TLC: lo scenario regolatorio, il formarsi,<br />

attorno a specifici standard, di aree di consenso<br />

sufficientemente ampie da rendere economicamente<br />

praticabile la diffusione di apparati di rete<br />

adeguati e di terminali intero<strong>per</strong>abili, la capacità<br />

dei nuovi servizi di soddisfare i reali bisogni dei<br />

diversi segmenti dei clienti finali.<br />

Molti sono gli aspetti su cui è necessario<br />

accrescere il livello di conoscenza e di maturazione,<br />

al fine di evitare errori di valutazione anche<br />

grossolani.<br />

Sul piano dell’evoluzione delle tecnologie il<br />

settore del BWA è chiaramente in movimento, e, a<br />

fronte di obiettivi molto ambiziosi, è ragionevole<br />

aspettarsi che, <strong>per</strong> quanto riguarda le applicazioni<br />

“fisse”, nel 2006 sarà possibile verificare sul<br />

campo le caratteristiche dei primi sistemi “certificati”,<br />

mentre <strong>per</strong> le applicazioni “mobili” sarà<br />

necessario più tempo <strong>per</strong> poter disporre di elementi<br />

di valutazione oggettivi sulle reali potenzialità<br />

delle soluzioni attualmente in fase di definizione<br />

in particolare nei gruppi IEEE 802 e nel<br />

<strong>WiMAX</strong> Forum. D’altra parte va tenuto presente<br />

che alcuni o<strong>per</strong>atori e costruttori coreani si sono<br />

mossi in anticipo rispetto alla definizione degli<br />

standard con l’obiettivo di offrire già dal 2006 servizi<br />

mobili broadband, con <strong>una</strong> soluzione, il<br />

WiBro, recentemente <strong>proposta</strong> come uno dei possibili<br />

profili mobili <strong>WiMAX</strong>.<br />

Complessivamente, le dimensioni dei business<br />

associati al settore rendono opportuno, <strong>per</strong> i key<br />

player, un attento monitoraggio dei passi di consolidamento<br />

delle opzioni tecnologiche, tenendo<br />

anche conto che lo scenario nel quale le valutazioni<br />

devono essere collocate è quello della convergenza<br />

fisso-mobile, nel quale si giocherà la<br />

competizione nei prossimi anni.<br />

88 NOTIZIARIO TECNICO TELECOM ITALIA › Anno 14 n. 2 - Dicembre 2005<br />

— BIBLIOGRAFIA<br />

[1] http://www.wimaxforum.org/news/press_releases/<br />

<strong>WiMAX</strong>_Plenary_and_Summit_Release_Final_2_.pdf<br />

[2] http://www.intel.com/netcomms/technologies/wimax/<br />

[3] http://www.<strong>WiMAX</strong>trends.com/resources.htm<br />

[4] http://www.wimaxforum.org/news/downloads/<strong>WiMAX</strong>_<br />

Forum_Regulatory_Whitepa<strong>per</strong>_v08092004.pdf<br />

[5] www.<strong>WiMAX</strong>forum.org<br />

[6] D. Ceccarelli, G. Cecconi, A. Ciarniello, S. Marino, D.<br />

Roffinella, P. Senesi: “Convergenza fisso-mobile: architetture<br />

e tecnologie”, Notiziario Tecnico, Anno 14 n° 1,<br />

Giugno 2005<br />

[7] http://www.wimaxforum.org/news/downloads/<strong>WiMAX</strong>-<br />

The_Business_Case-Rev3.pdf<br />

[8] http://www.broadband-wireless.org/home.htm<br />

[9] http://www.ieee802.org/16<br />

[10] C. Guerrini, A. Pace: “HSDPA: la nuova generazione<br />

dell’UMTS”, Notiziario Tecnico, Anno 13 n° 1,<br />

Giugno 2004<br />

[11] http://www.ieee802.org/20/<br />

[12] IEEE Std 802.16-2004, “IEEE Std for Local and<br />

Metropolitan Area Networks - Part 16: Air Interface for<br />

Fixed <strong>Broadband</strong> Wireless Access Systems {Revision of<br />

IEEE Std 802.16 (including IEEE Std 802.16-2001,<br />

IEEE Std 802.16c-2002, and IEEE Std 802.16a-<br />

2003)}”, 01/10/04<br />

[13] IEEE Std 802.16e-2005, “Amendment to IEEE<br />

Standard for Local and Metropolitan Area Networks -<br />

Part 16: Air Interface for Fixed <strong>Broadband</strong> Wireless<br />

Access Systems- Physical and Medium Access Control<br />

Layers for Combined Fixed and Mobile O<strong>per</strong>ation in<br />

Licensed Bands”<br />

[14] <strong>WiMAX</strong> End-to-End Network Systems Architecture -<br />

Stage 2: Architecture Tenets, Reference Model and<br />

Reference Points, draft del 15.09.2005<br />

[15] http://www.dailywireless.org/modules.php?name=<br />

News&file=article&sid=4532<br />

[16] http://wimax.fub.it/<br />

[17] S.B. Weinstein, P.M. Ebert, “Data Trasmission by<br />

Frequency-Division Multiplexing using the Discrete<br />

Fourier Trasform”, IEEE Transaction on<br />

Communication Technology, Vol. COM-19, n° 5,<br />

ottobre 1971, pp. 628-663.


— ABBREVIAZIONI<br />

AAA Authentication, Authorization, and<br />

Accounting<br />

AAS Adaptive Antenna Systems<br />

ANSI American National Standards Institute<br />

ARQ Automatic Repeat reQuest<br />

ASN Access Service Network<br />

ATM Asynchronous Transfer Mode<br />

BE Best Effort<br />

BER Bit Error Rate<br />

BPSK BiPhase Shift Keying<br />

BRAN <strong>Broadband</strong> Radio Access Networks<br />

BRAS <strong>Broadband</strong> Remote Access Server<br />

BWA <strong>Broadband</strong> Wireless Access<br />

CDMA Code Division Multiple Access<br />

CDN Circuito Diretto Numerico<br />

CEPT European Conference of Postal and<br />

Telecommunications Administrations<br />

CPE Customer Premises Equipment<br />

CSN Connectivity Service Network<br />

DES-CBC Digital Encryption Standard-Cypher Block<br />

Chaining<br />

DLC Data Link Control<br />

DSL Digital Subscriber Line<br />

ECC Electronic Communications Committee<br />

EIRP Effective Isotropic Radiated Power<br />

ERO European Radiocommunications Office<br />

ETH Ethernet<br />

ETSI European Telecommunications<br />

Standardization Institute<br />

FCC Federal Communications Commission<br />

FDD Frequency Division Duplex<br />

FEC Forward Error Correction<br />

FFT Fast Fourier Transform<br />

3GPP 3rd Generation Partnership Project<br />

HSDPA High-Speed Downlink Packet Access<br />

HSUPA High-Speed Uplink Packet Access<br />

IAD Integrated Access Device<br />

IEEE Institute of Electrical and Electronics<br />

Engineers<br />

IETF Internet Engineering Task Force<br />

IMT International Mobile Telecommunications<br />

IPoE Internet Protocol over Ethernet<br />

ITFS Instructional Television Fixed Service<br />

ITU-R International Telecommunication Union -<br />

Radiocommunication Sector<br />

IWU InterWorking Unit<br />

LLC Logical Link Control<br />

LMDS Local Multipoint Distribution Service<br />

LOS Line Of Sight<br />

LTE Long Term Evolution<br />

MAC Medium Access Control<br />

MAN Metropolitan Area Network<br />

MBWA Mobile <strong>Broadband</strong> Wireless Access<br />

MIHF Media Independent Handover Function<br />

MIMO Multiple In Multiple Out<br />

GASBARRONE › RENON › ROFFINELLA › SPINI › VALVO• <strong>WiMAX</strong>, <strong>una</strong> <strong>proposta</strong> <strong>per</strong> l’accesso <strong>Broadband</strong> Wireless<br />

MMDS Multi-Channel Multi-Point Distribution<br />

Service<br />

MSS Mobile Subscriber Station<br />

NAP Network Access Provider<br />

NRTPS Non Real Time Polling Service<br />

NSP Network Service Provider<br />

OFCOM Office of Communications<br />

OFDM Orthogonal Frequency Division Multiplexing<br />

OFDMA Orthogonal Frequency Division Multiple<br />

Access<br />

OLO Other Licenced O<strong>per</strong>ator<br />

PAN Personal Area Network<br />

PHY Physical<br />

PDG Packet Data Gateway<br />

PKM Private Key Management<br />

PMI Piccola Media Impresa<br />

PMP Point To MultiPoint<br />

POTS Plain Old Telephone Service<br />

PPPoE Point-to-Point Protocol over Ethernet<br />

PTP Point To Point<br />

QAM Quadrature Amplitude Modulation<br />

QoS Quality of Service<br />

QPSK Quadrature Phase Shift Keying<br />

RFI Request For Information<br />

rtPS Real Time Polling Service<br />

SLA Service Level Agreement<br />

SME Small Medium Enterprise<br />

S/N Signal/Noise<br />

SC Single Carrier<br />

SNR Signal to Noise Ratio<br />

SPAN Services and Protocols for Advanced<br />

Networks<br />

SS Subscriber Station<br />

STC Space Time Coding<br />

TCP Transmission Control Protocol<br />

TDD Time Division Duplex<br />

TDMA Time Division Multiple Access<br />

THIPON Telecommunications and Internet Protocol<br />

Harmonization over Networks<br />

TISPAN TIPHON + SPAN<br />

TLC TeLeComunicazioni<br />

UGS Unsolicited Grant Service<br />

UMTS Universal Mobile Telecomunications System<br />

VLAN Virtual Local Area Network<br />

VoIP Voice Over Internet Protocol<br />

WAG Wireless Access Gateway<br />

WG Working Group<br />

WiBro Wireless <strong>Broadband</strong><br />

WiFi Wireless Fidelity<br />

<strong>WiMAX</strong> Worldwide Intero<strong>per</strong>ability for Microwave<br />

Access<br />

Wireless-HUMAN Wirelees High-Speed Unlicensed<br />

Metropolitan Area Network<br />

WISP Wireless Internet Service Provider<br />

WLAN Wireless LAN<br />

WLL Wireless Local Loop<br />

NOTIZIARIO TECNICO TELECOM ITALIA › Anno 14 n. 2 - Dicembre 2005 89


GASBARRONE › RENON › ROFFINELLA › SPINI › VALVO• <strong>WiMAX</strong>, <strong>una</strong> <strong>proposta</strong> <strong>per</strong> l’accesso <strong>Broadband</strong> Wireless<br />

Giovanni Gasbarrone si è laureato a<br />

pieni voti in Ingegneria Elettronica presso<br />

l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”<br />

ed ha partecipato al corso di specializzazione<br />

in telecomunicazione presso la SSGRR (oggi<br />

TILS). Ha iniziato la sua attività in SIP (oggi<br />

Telecom Italia) nel 1985 nella direzione<br />

“Ricerca e Sviluppo” occupandosi degli<br />

sviluppi innovativi nelle reti dati e VAS. È stato<br />

membro di diversi comitati tecnici e<br />

presidente del MOU tra i gestori europei sulle reti dati a<br />

pacchetto. Nel 1990 frequenta presso la Bocconi SDA i corsi<br />

aziendali di Marketing e Pianificazione Strategica, o<strong>per</strong>a quindi<br />

nella funzione di Marketing Strategico dove si occupa delle<br />

strategie sui servizi di rete intelligente e radiomobile. Nella<br />

Divisione Business dal 1993, è prima responsabile dei servizi<br />

commerciali OSS e, successivamente, nella progettazione, cura<br />

lo sviluppo di soluzioni innovative <strong>per</strong> il segmento clienti<br />

corporate. Nel 1999 è coordinatore del progetto di convergenza<br />

fisso-mobile in Telekom Austria. Nel 2000 partecipa alle attività<br />

del Wireless Research Forum <strong>per</strong> gli aspetti architetturali dei<br />

servizi e i nuovi modelli d business. Dal 2001 o<strong>per</strong>a nel Marketing<br />

della Divisione Fonia Business e dal 2002 nel Marketing<br />

Strategico e Innovazione di Wireline dove si occupa dei servizi di<br />

“broadband wireless access” (WiFi mesh, <strong>WiMAX</strong>) e dei servizi di<br />

convergenza fisso-mobile (FMC).<br />

Federico Maria Renon si è laureato in<br />

Ingegneria Elettronica a Pavia nel 1986. Dopo<br />

<strong>una</strong> breve es<strong>per</strong>ienza di lavoro in Aeritalia (ora<br />

Alenia Spazio) come responsabile dello<br />

sviluppo di sistemi di controllo <strong>per</strong> il satellite<br />

scientifico SAX, nel 1990 è passato al settore<br />

delle telecomunicazioni presso lo CSELT (ora<br />

TILAB). Ha lavorato nel campo delle reti dati<br />

ad alte prestazioni (reti metropolitane a<br />

standard SMDS/DQDB, reti geografiche ATM<br />

e IP), contribuendo sia alla normativa internazionale in ambito<br />

IEEE, ETSI e ITU, sia allo sviluppo e realizzazione di reti e servizi<br />

su scala nazionale ed internazionale (Pilota ATM europeo ed<br />

italiano, reti ATMosfera e Interbusiness). È stato responsabile<br />

della ricerca <strong>per</strong> l’innovazione di rete sul “Networking”,<br />

indirizzando le attività di studio, sviluppo, valutazione e validazione<br />

di soluzioni innovative di rete e servizio in ambito wireline e<br />

wireless: MPLS e GMPLS, VPN IP, autenticazione e profilatura<br />

utente, integrazione multiservizio voce/video/dati su IP con<br />

controllo della qualità di servizio (QoS) differenziata, distribuzione<br />

di contenuti e Content Networking, reti broadband wireless. Da<br />

dicembre 2005 è responsabile, in ambito della funzione<br />

Purchasing Telecom Italia, del settore degli Acquisti Tecnologici<br />

Innovativi <strong>per</strong> Accesso e Trasporto.<br />

Daniele Roffinella si è laureato con<br />

lode in Ingegneria Elettronica presso il<br />

Politecnico di Torino nel 1982, e dallo stesso<br />

anno o<strong>per</strong>a nei laboratori di Ricerca e<br />

Sviluppo di Telecom Italia. Dopo aver guidato<br />

numerosi Progetti, anche di coo<strong>per</strong>azione e di<br />

normativa internazionale, nel settore delle reti<br />

locali, delle reti metropolitane a larga banda e<br />

dell’ATM, ha assunto la responsabilità di <strong>una</strong><br />

Linea di Ricerca impegnata nelle specifiche<br />

dei sistemi di commutazione e dei servizi POTS ed ISDN. Dal<br />

1994 al 2001 è stato il responsabile, in TILAB, della Linea di<br />

Ricerca avente mandato sulla Rete Intelligente e sulle piattaforme<br />

innovative di Controllo e Creazione Servizi (fra cui piattaforme SIPbased)<br />

<strong>per</strong> reti fisse e <strong>per</strong> reti mobili. Dopo un’es<strong>per</strong>ienza in<br />

ambito Business Innovation, dal 2004 si occupa di sistemistica<br />

ed architetture <strong>per</strong> la convergenza fisso-mobile. Svolge il ruolo di<br />

Technical Contact Telecom Italia nel <strong>WiMAX</strong> Forum.<br />

90 NOTIZIARIO TECNICO TELECOM ITALIA › Anno 14 n. 2 - Dicembre 2005<br />

Marco Spini si è laureato in Ingegneria<br />

Elettronica nel 1991 presso il Politecnico di<br />

Torino. Dal 1991 al ottobre 2005 ha lavorato<br />

presso TILAB, ora in Telecom Italia nell’area<br />

Innovation & Engineering Services. Il principali<br />

interessi sono nel campo delle architetture e<br />

sistemi di trasmissione radio, in particolare<br />

negli ultimi anni si è occupato dei sistemi<br />

radiomobili, di evoluzione di rete, delle WLAN<br />

e della loro integrazione con le reti<br />

radiomobile. Sino dal 1991 è stato attivamente coinvolto nei<br />

gruppi internazionali di standardizzazione, tra i quali come<br />

Segretario del ETSI/TM4 e Chairman del ITU-T SG9 Working<br />

Party 9A, e dal 2001 ha partecipato ai gruppi 3GPP e, dal 2005,<br />

al <strong>WiMAX</strong>Forum. È autore di numerosi articoli tecnici pubblicati su<br />

riviste internazionali ed in conferenze.<br />

Maurizio Valvo si è laureato con lode in<br />

Ingegneria Elettronica, specializzazione<br />

Telecomunicazioni, presso l’Università<br />

Federico II di Napoli, nel 1991. Nello stesso<br />

anno è entrato in CSELT (ora TILAB) dove si è<br />

occupato inizialmente di sistemi Passive<br />

Optical Network (PON), basati su tecnologia<br />

ATM, in progetti di ricerca internazionali. Ha<br />

proseguito la sua attività nell’ambito della<br />

ricerca su sistemi di accesso innovativi (PON,<br />

xDSL, GBE) in tecnologia IP, occupandosi anche di sistemi Free<br />

Space Optics e Fixed Wireless Access e di integrazione delle reti<br />

d’accesso broadband in architetture di rete triple-play con<br />

supporto della qualità del servizio (QoS). Ha contribuito<br />

attivamente ai lavori del gruppo Full Service Access Network<br />

(FSAN) <strong>per</strong> la definizione delle specifiche IPTV, recepite dalla<br />

Raccomandazione ITU-T H.610. È attualmente responsabile del<br />

laboratorio di ricerca “Sistemi <strong>per</strong> reti di accesso a larga banda” e<br />

del progetto “Fixed Wireless Access”, rivolto allo studio e alla<br />

s<strong>per</strong>imentazione di soluzioni 802.16-2004/<strong>WiMAX</strong>.

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