I giorni della Puglia Rossa - Biblioteca del Consiglio Regionale ...

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I giorni della Puglia Rossa - Biblioteca del Consiglio Regionale ...

assai più evidente ove si Proceda

a unJ rielab orazione dei dati in

medie decennali che, se fanno

scomparire le varLazioni annuali

e raciifi.cano gli accidenti, si rilevano

assai idonee a cogliere i

movimenti di insieme.

Infine, notevoli sono le concordanze

nel quarantennio 1561-1600

fra le u mete > trapanesi e t Ptezzi

det grano in Toscana Prodotti dal

Parenti e dal Fanfani e ri'elaborati

recentemente dalla scuola economica

milanece (cfr. Il moYimento

dei prezzi in Toscana dal 1520

al 1620, a cura di A. Agnati, in

.. Giornale degli economisti e annali

di economia ,r, genn.-febbr.

L967): sincrono il movimento a'

scend"ente tra il 1561 e il 1590, pift

marcata I'imPennata dei PtezzL

dell'ultimo decennio in Toscana

che non sul mercato siciliarlo,

coincid.ente, infine, la flessione dei

prezzi nel decennio l6lL-I620 '

Il confronto tra le < mete >> trapanesi

e taluni risultati già acquiiiti

per altri mercati (gli esempi

potrebbero essere owiamente

moitiplicati) non solo vale a sot-

'tolineare I'attendibilità dei dati

prodotti da1 Cancila, ma vale aliresì

a cancellare, se non tutti,

almeno qualche dubbio che, Per

scrupolo e onestà di storico, è co-

stretto a Porsi Carmelo Trasselli

nella presentazione dell'op era, vale

a dire fino a che Punto la vita

economica traPanese, ricostruita

coll tanta fattca, è anche La vita

economica di altre città. Indubbiamente

le indagini sulla produttività

delle saline sull'attività delle

tonnare vanno moltiPlicate, come

pure il problema det Potere d'aquisto

dei salari e non solo Per

Ia Sicilia presenta mo'lte incognite,

che allo stato attuale delle

conosc errze non possono essere risolte.

Ma d'altro canto s'e i ptezzi,

che ci hanno offerto I'occasione

di confrontare I'andamento del

mercato traPanese con quello di

altri mercati, Possono suggerire

qualcosa in Più, che non gli and.amenti

ciclici, proprio come suggeriva

lo stesso Trasselli in un'acuta

indagine sui calrnieri paler-

mitani, orbene proprio sulla sco'rta

dei prezzv Possiamo ben dire

che il Cancilla non ha ricostruito

le vicende economiche di un'isola

d"i umanità, sibbene di una comunità

legata Per tanti frli a un

sistema economico che s'enza dubbio

travalica i limiti angusti del-

I'economia cittadina e si dilata in

un'area che lto'I1 è solo italiana'

LORENZO PALUMBO

INEDITI

I GIORNI DELLA PUGLIA ROSSA

(Le lotte contadine e il movimento

socialista in Puglia dal 1'919 al 1,921)

di Nicola Marrone e Vito Signorile

,< IJno spettecolo che ha l'unica pretesa di voler essere un momento

di partecipazione alla soluzione dei problemi di ,una società,

che non v-uo\e più il teatro come digestitto e alla qua"le non basta

oiìL it divertimento offerto dalle cialtronerie degli artisti ".

' E questo I'esplicito ambito ideo.logico in cui hanno inteso muoversi

sín dall'iniiio i giovani del Centro Studi Gruppo Abeliano di

Bari, che fa capo appunto ai due autori di questo testo e che difattí

ha cominciato Ia propria attività sviluppando temi teatrali ettidentemente

collegati alla rivoluZione culturaîe scoppiata nel mondo occi'

dentale a caiallo -fra gti anni sessanta e settanta, soprattutto ad

opera dei giovani e de\ movimanto studentesco, oltre che delle attanguardie

letterarie, teatrali, cinematografiche eccetera sorte più successivamente

che contemporaneamente alle agitaZioni e alla conte'

stazione studentesca, in particolare americana e francese'

Questo processo - potitico, culturale, sociale - colse molti giovraú

impegiati in operazioni culturali n borghesi ,: Ia politica come

dibattito ed esercizio culturale, il giornalismo come fatto tecnico,

il teatro come dizione e padronanza della scena.'. Dopo il maggio

francese o, piì,t precisamente, dopo tutto ciò che esso ha direttatnente

o inîirettamente significato per le strutture mentali di operatori

ctLlturali, di utenti di servizi culturali e di poîitici, questi giovani

- ma. non solo essi, naturalmente - hanno cercato spontanearnertte,

spesso anche inconsapevolmente, realtà e prospettive che comsenîissero

un " impegno >> autentico, sistematico, E questo spazio,

tltrando Íxon er& - e spesso non era - a disposizione, per una molte-

1,L7


plice serie di ragioni, essi harmo cer'cato di crearselo. Di qui, ve\Ieitarismi,

discorsi culturali sani ma non solidi, e anche cose egregie.

Questo " I giorni della Puglia rossa >> è certamente un testo egregío.

Risultato di un lavoro di équipe (secondo Ia pratica del Gruppo

Abeliano), datato agosto 1971, giù messo in scena com notevole successo

di pubblico e di critica, ancora inedito, iI testo costituisce una

ricerca di temi e ttalori culturalí e politici tipíci della realtà meridionale

e al contempo un tentativo di analisi dei fatti e della storia

politica pugliese, attraverso iI recupero e Ia descrizione dei primi

momenti di "

impegno " realizzatisi a Foggía e a Bari ad opera di

proletari che pagarono con la propria pelle; attraverso documertti,

espressioni genuine di cultura popolare e produzione Ie'tteraria originaîe

dell'epoca.

L'epoca è quelIa dell'occupazione delle terre, del sorgere delle

organizzazioni rosse, del\a barbara esplosione del fascismo. I personaggi

sono i primi sindacalisti, D'i Vagno, Di Vittorio, i fascisti,

" pirip,icchio >>, i contadi,ni con la rabbia e la paura in corpo, i padroni,

gli scioperanti, la polizía, la chiesa, iI prete, Ie dor*te, i maledetti

borghesi. Le scene: la piazza de| paese, la festa patronale, Ia processione,

iî comizio, il salotto bo'rghese, chiacchíere e canzonette,


PROLOGO *

UN Rrronr: Molti pensano che i'l teatro sia un modo di evadsne dalla

r,ealtà, molti ,s,i aspettano da uno ,spettacolo qualche ora di divertimento,

belle scene, costosi costurn-i, personaggi 'commoventi,

,molti vengono a teatro per dimentlcare, chi i guai della prop,ria

farniglia, chi i problemi della 'società nella quale vive e lavo'ra,

Ecco perché chi ha il problema di dover trovare un lavoro giorno

per giorno, o chi lavora nelle fab'briche o in campa,gna dalla mattina

alla sera, non viene mai a teatro.

E che ci verrebbe a fare? a dimenticare che la ,mattina deve cercarsi

un lavoro oche deve alzarsi alle quattro per andare in campagna

o in fabb'rica?

Molti p,ensano invece, che un tealro, che parli dei problemi della

società, ,cioè un teatro politico, sia ,una cosa p,oco interessante,

o addirittura noiosa e preferiscono andare a vedere un qualsiasi

film d'awentura.

Ma crè teatro politico e teatro potritico corne cè politica e politica

e una politica giusta, sociale ,o culturale che sia, non p,uò che

essere al servizio dei lavoratori.

Konstantin Stanislavski, maestro del teatro borghese, utilizzando

* Documenti ed opere storiche consultate:

Istituto Centrale di Statisti,ca.

Cen'simento I dicembre 1921, XIV, Puglia.

Ar.cnlivio centrale dello Stato (A.C.S.).

Associazioni cat. (192I) b. 75 fasc. Bari.

.Àssociazioni cat. (192I) b. 78 B. fasc. Foggia.

Ordine pubblico cat. (I92I) b. 56 B, 59 A, ó0 A.

Fasc. agitazioni lavoratori, sottofas'c. BA, FG, LE.

Ordine N,uovo, 2l agosto 1920.

Battaglie Sindacali, fi febbraio 1922.

Il Soviet, 8 maggio I9l9 - 6 luglio 1919.

Avanti!, 3 luglio 1919.

La Bandiera Ros'sa, 12 apnle 1914.

Resoconto stenografioo del processo a Errico Malatesta 27, 28, 28,

luglio l92I - tribunale di Milano pp.24l.

Il Corriere delle Puglie (varie edizioni).

La Gazzetta del Sud (varie edizioni).

La Puglia Ros,sa (varie edizioni).

< Dopoguerra e Fascisrno in Puglia n ,simona Cola,rizi - Laterza, Bart'

" Autodifese davanti ai tribunali >, Edizioni Ava,nti! - Milano, Roma.

120

rla teoria " delle virtir e dei v'izi " che og3ri uorno po'ssiede; res,e un

gran servigio al teatro dei padroni; nessun personaggio è cornpletarnente

buono o ,cattivo, qllesta è la sua regola e per cinquant'anni

a teatro si è app,licata questa regola. I disonesti, i ladrli, i

giudici di parte, i ministri ,corrotti, gli oppressori, gli sfruttatori,

hanno ,avuto le parti p,iù irnportanti negli spettacoli teatrali, perché

nei I'oro personaggi, più straordinaria, piir awincente era tra

scop'erta della benevolenza, del disinter,es,se, insomma del lato

buono.

Ma in tal modo le pers,one più sompùici, i poveri, i lavoratori,

,i quali non potevano che mostrare |aspetto più miserevole e spes-

,so cattivo della loro personalità, hanno a poco a poco perso ogni

i'nteresse per il teatro, riservato ormai a pochi, frutto di una cultura

discrirninante, voluta da una politica reazionarta.

Poco importa ciò che una 'certa arte può dare a mille o centomila

persone, in una società che ne conta ,diverse c,entinaia di mi'lioni,

ha detto Lenin; ,dunque è necessario parlare a tutti e parlar chiaro...

rna lo spettacolo deve cominciare...

(Si apre í1 sipario - piazza di paese durante la festa patronale)

Questo spettacolo vuole offrire con ,molta se'mplicità, un esempio

di impegno urnano, per una società migliore che condanni ferrnamente

l,e ingiustizie, le guerre gli sfnrtta,rnenti, e che realizzi

l'uguaglianza dr tutti gli uo'rnini.

Uno spettacolo che ha l'unica p'retesa di voler essere ,un momento

di partecip,azione alla soluzione dei problemi di una società che

non vuole più il teatro corne digestivo 'e alla quale non basta piùr

il divertim,ento offerto dalle cialtronerie degli artisti.

(Mentre la scena si anima appare uno strillone)

SCENA PRIMA

SrRrrroNs: Il corriere delle Puglie!, la ,gazzetta!, la Puglia rossa!...

Arr.estati in ,massa i contadini che avevano o'ccupato le terre! Ingaggiati,

a b,asso Wezzo,lavorato'ri da altre zone!...

(Passa una processione - arriva Piripicchio)

PrRrprccsro: Signore e'signori, uscite,e sendite, che vi deve raccondare

una storia bella assai; giovinotti e ,signorine, dottori ,e profes,sori,

awocate, 'mbriache e cecate, p,rivete e monache, salumijere, viccijere,

uomini e galantuommini, fernare, chicchije'le e bregatijere,

L21,


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co,m,merciande, lavorande e bregande...

storia 'de la mazze vij'a ,cantà!...

(La gente fa circolo intorno a Piripicchio che canta)

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venite tutti quà, che

Trallalallà trallalallà

chsmbà manartedde te fasce tremà

Mbernberembè mbe,mbe'rernbè

chernbà mazzarniedde oci ffasce a vedè

E tiretulì e tiretulà

la mazze t'e fasce ila tigre ballà

Prepinghe e pnepanghe

chembà mazzartedde e ddà îan ze stanghe

E chi,ggherichì e chiggherichì

chembà mazzamedde ve fas,ce uarì

sta j'inda 'nu ,circh equestre nu ,cane ca pare co'm'a

nu cristiane; tra parole ng'è ammanghe, ca plu reste sone e cande:

fasoe u,muerte, la signure ch'u rnendagghie e le fiure, u' 'mbriache,

u nemmatier€, va a cascette ch'u 'checchiere, s'ott'al'llecchi'e d'u

pat'rune jave app,lause e migliune.

Trallalallà tral'lalallà

chembà mazzariúde te frasce tremà

Mbemberembè.....,ecc. e'cc.

Sta 'na ,sign' ammajestrate, a vedè rieste' ,ngandate

fasce u scicche, u mamrrna,mì, fas,ce u ladre a majestrÌ

porte u ,sciasse e l'occhialine, spagno'letta e bastongine,

beve ,n ,miere ind'a la ,cioddue, ppò s'ammene roddua ,roddue

a 'nu speochie se miresce, jialze u murs'se e te 'ngirriesce.

Mbemberembè,mbembenembé

chembà rnazzariedde oci ffasce a vedè

E tiretulì e tiretulà..... ,eoc.....

Sta 'na tigre ind'a la gagge,,mamm'a mè quand'è salvagge

u patrune ch'u sekriate rnu chenigghie nge ha pertate

nge ave arperte ppò la vocche, e nge u ha'm,enate 'mrnooche

chedde jind'a 'nu menute, pedde e tutte u ha'ngnettute

doppe 'r.r lupe s'ha'bbrazzate e s'ha fatle 'ma ballate.

E tiretulì e tinetulà

la mazze te fasce la tigre ballà

Prepi,nghe e prepanghe.....'ecc.....

Vo,cche apierte 'nu lione sci'o,che co'm'a hu uagnone

jind'o cier,che jesse e rt['as,e, ch'u partntrne ,se v'a vase

zombe ,sope a 'nu ,cavadde, al,legre nge dà n'a p'4'64s

se v'a lecòhe 'nu gattudde, scioche atturne a hu pe'rciudde

u ,patrune, che l,a rnazze,'mmocche nge ha ficcate ú vr'azze.

Prepinge e prepanghe

p'repinghe e,prepanghe

chemrbà mazariedde a ddà non ze stanghe

La tigre, tr lione, ,ch'u ciuoce s'abbrazze

aoquanne u patrune nge mo'stre la mazze!

Stonn'e ppò tre ,socialiste, vrazze'rnbiette e jeochie a Cr,iste

Mus,soline, u domatore, nge ave'apierte a tutte u core

e nge ha ditte: sime frate, non nge volene ÍÍraz:zare

bel,le belle, s'èrtzo. uà, nu le ,oose l'am'aggistà

Ma ci site vastasiedde, pigghie ',mbrime u 'mazzariedde!

E chiggherichì e chiggherichì

chembà mazzariedde v'ha fatte uarì!

E churgghnrrucù e chugghurucù

ce dritte cami'ne uadagne di ochiù!

Traltralallà.....,occ. ecc.....

Storia'me non'è ochiù, as,site le ternise

ca lmo me ne'ja 'scì!

CoutanrNo: Non ,sei già pagato per tre fesserie che dici?!...

Prnptccsto: Ci jiè 'state a tte lulù, te siende de fotte... sti cazze de

comuni'ste... a ',rrombe la 'cape a ,le 'orestiane ,oa fat'ighene... lo,re

non volene fa'tegà... e no'n fascene fadegà mang'all'alde!

(Piripicchio esce, la luce si abbassa, in scena dei contadini che si recano ai

campi; uno di essi canta, un altro dice aI pubblico la situazione contadina

in Puglia)

ConreltNo: All,a fine del primo conflito mondiale, tra Puglia, paese'prettamente

agricolo, contava 2.300.000 abitanti di cui 1.800.000, pari

a circa l'800/0, privi di qualsiasi istr'uzione. Le terre coltivabili

,erano divise'in vastissime p'ropnietà latifondistiche appartenenti

a un ristr''etto numero di proprietari.

I braccianti e gli avventizi, clrre ,erano piir di 830.000, trovavano

,lavoro p,er,centocinquanta giornate ,in un anno, gli abituali 'e non

più di ottarrta giornate 'lfanno gli oocasionali.

Le condizioni di vita dei braocianti pugli,esi, erano disumane,

l'asp'inazione ad un lavoro continuativo, ,costituiva per ,essi una

questione di importanza vitale.

Ai contadiniche avevano partecipato alla prima guerra mondiale

erano state p,rornesse le terre, dopo ,la fine vittornio,sa ,della rguerrai

le promesse non furo,no mantenute e gli ex soldati avevano deciso

di occupare le terre.

StRrLroxE: ll corriere derlle Puglie!, la gazzettal,la Puglia rossa! Il

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prirno maggio festeggiato in tutta la Puglia!, I lavo'rato'ri si sono

àstenuti in rnassa dal travoro! La camera sindacale del lavoro di

Cerignola ha sup,erato i dodicimila iscritti! Il corriere delle

Puglie!...

SCENA SECONDA

(salotto borghese; alcune coppie ballano al suono-di un grammofono, il prolessore

e it "dottóre, appartiti, commentano gli ultimi eventi)

Pnornssone: Eh, ,caro mio, che ternpi! non'si capisce piir niente! ai

'miei tempi questi giovi'nastri ,che 'cantano bandiera ro'ssa, che

parla'no dell'a,rno're libero, del divorzio, 'che vogliono lavorare

sempre msno...

Dorrone: Profes,sore, secondo me, no'n vuole,lavorare pir) nessuno...

PnoressoRE: Ai miei tempi, sarobb'ero finiti tutti in galera e poi mandati

a zarry/are sotto sorveglianza, altro che! questi parlano di lottare

uniti per arrivare al socialismo, capisce? socialisrno!

Dotrons: Mha! io di questo socialis,mo non ho mai capito un accidente.

Pnorsssonn: Ehl perbacco! allora lei non sa che il socialismo libe-

'rerà i ,lavoratori da fatiche e respon'sabilità, che saremo tutti

ugtuali e ,che ,con le ,innovazioni di questo ,socialismo tutto sarà

trasformato in rnodo tale da miglior-are le'condizioni sia dei lavoratori

che dei prod,uttori! Ah! Ah!...

Dorronn: Caspita! e di queste cose parlano quei quattro straccioni?

e chri glíe le dice?

Pnorpssone: Come non 'lo sa? Il nostro awocato, il nostro don Chi-

,sciotte...

Dortonr: Secondo rne il suo gioco è troppo pericoloso'..

PnorsssoRE: Pericoloso sì, acce,ndere gli animi a quattro cafoni che

non,capis,cono niente... se gli dovesse 'capitare qualcos'a se lo sarà

meritato.

Dotronr: Ma mi pare che, ai contadini sia,stata prom'essa la terra, 'sui

campi di battaglia.

PnorsssonE: Caro dottore, biso,gnava ,pur trovare la'maniera di risollevare

il ,rnorale alle truppe dopo Caporetto,'e una proÍnessa non

,oosta poi tanto, anche perché, diciamocelo pure'caro do'ttore' un

co,ntadino resta pur sempf€ un ,contadino. Ognuno al suo posto

le pare, eh?!

Dorronr: Eh!

Pnorpssons: Eh! Penché, ,caro dotto're,'se ognuno 'non'sa stare al proprio

posto, dove andrem'mo a'finire, gif o'ggi non siamo pjir sicuri

ài tti*ttt"; prima l'o sciopero del pane, poi 1o s'ciop'ero dei treni'

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,s,ciopero nelle fabbriche del nord e chi ci rimette è la nostra

economia.

Non si può continuare di'questo passo.

Dorronp: In effetti io penso che...

(Vengono interrotti da una signora che, sollecitata dagli amici cerca di recitore

ia po2sia del randello)

SrcNona: Caro randello, come sei bello, ti voglio bene corne a un fnatello.

Sei un modello vai a penneltro, ad ognicosa poni suggello.

As'ciutto,'snello, privo d',orpello, con te'mi ssnto Guglielmo Tello.

Più di Rudello nel suo cas'tetrlo, rmi sento forte col rnio randello.

Sia b,rutto o bello, solo con quello, vinco e ,stravinco qualsiasi

duello. Se c'è un tranello non m'arrovello purché al mio fianco

ci sia il tarello,

Pel'miserello che a,me fa appello, Ia spunto 'sempre col mio 'randello.

Se un garzoncello fa il cattivello pos,so cambiargli sino il

cervello. Quando con quello fo il mulinello faoci'o'spirare un tal

venticello sì pazze'rello che rlui bel betrlo, tutto travolge 'corne un

fuscello. Caro randello umile'e bello, forse non costi un soldarello

ma vali certo pirì dell'ostello che dà ristoro al poverello.

Grande fratello per te eocello, ti terrò meco fino all'avel'lo.

A te, novello, sano flagello, tutti dovete far di cappello.

(Applausi, risate)

DorroRE: Divertente, vero professore? Stavo

effetti p'er risolvere que'sta situazione 'ci

gliata a tutte queste teste calde.

PnopBSSoRE: Eh sì, ,pio caro, in'mormenti come questo,

li'smo ci vuole, c'è bisogno di un governo fo,rte.

Questi chiedono di lavorare di meno, è as'surdo, se non si lavora

non si pro'duce, se non si produce non si possono poi pretendere

i miglioramenti. Abbiamo sciup,ato enorrn-_i ricchezze in questa

gu€rfa e ora dobb,iamo rocuperare e perciò dobbiamo rlavorare

di piir tutti, dieci, dodici ore al giorno e'senza chiedere aumenti,

senza fare ,scioperi inutili, senza rompere le scatole'

( Bttio ) .

(I)tt bracciante di.ce al pubblico alcune brutture fasciste)

proprio dicendo che in

vorrebbe una bella 'stri-

altro che so'c'ia-

Bnaccrlltrs: A Minervino i fascisti han'no incendiato la Ca'rnera del

Lavoro ed hanno amrnazzato una donna s'parando all'irnpazzata

per le vie del'paese. A Bari i fascisti hanno occ'upato il teatro Piccinni

per impedire all'on. Bombaoci di aprire,i lavori del congresso

125


;

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(Buio).

provinciale della Federterra. Hanno respinto con la forza i lavoratori

fuori del teatro. Il partito socialista ha dichiarato lo scio-

,pero generale contro le violenze fasciste e per ,denunciare l'ambiguo

contegno dell'autorità di P.S. che ha favorito i fascisti. A

Canosa i fascisti hanno 'assalito il circolo giovanile comunista e

la ,cooperativa di oonsu,mo ,sociaLlista, e poi hanno i,ncendiato la

camera del lavoro.

A Barletta lg s,quadre fasciste ,sono riuscite a malrnenare l'onorevole

socialista Arturo Vella,che alla st'azio'ne cercava di farsi largo

tr,ala folla di carabinieriche ,doveva proteggerlo. P'oi si so,no scatenati

per la città, hanno saccheggiato e incendiato: la sede della

lega contadina, il cireolo m,utilati e invalidi 'di 'guerra, la cooperativa

Rinascente, ,il circolo ferrovia,rio, e hanno tentato I'assalto

al municipio 'seinza riuscirvi. A Noci una squadra di fascisti a

cavallo ha assalito il Municipio e sono riusciti a is'sare ,sul balcone

il tricolore.

SCENA TERZA

(Aula di un tribunale, luce su Malatesta)

Mnrlrrsra: Signori giurati,,secondo me, questo è un pocesso che non

si doveva fare. Io vi dirò cose che riguardano me piìr special-

,mente, quantun'que nella complessità della situazione la ,mia persoina

non ha che una infiluenza minima. Ma natur:alrnente, quÌ si

tratta di rne, se devo .o non devo andare in galera, e quindi io

divento la persona principal'e.

Quando torrnai dall'esilio, dovunque io andassi Ie persone mri aocoglievano

plaudendo al grido di viva la Rivoluzione, viva il Socialisrno

ed altre ,ancora meno o'rtodos,se ,che non ripeterò per non

dare un dispiacene arl P,M.; I'o non s,ono un varnesio, so che non

ho nessuna qualità eccellente e che d'altronúe le circo'stanze 'della

mia vita non mi hanno dato nemmerto I'occasione di poter fare

una di quelle cose ctre,creumo la popolarità. Dunque perché tmtto

questo ,entusiasmo, tutto questo ,chiasso? Il mio arrivo era una

oocasione, un prretesto, se voi volete, per sfogare l'ani,ma ,pqpo-

,lare: ,era i'l vapore che arrivato ad una ,certa tensio,ne fischia e

stride da tutte le valvole, prirna che la caldaia scoppi. E voi, in

questa situazione, venite a dire a ,rrre che rprovoco: ma è come se

quando soffia la tempesta, voi accusate quatrcuno di pnovocada

ool 's,uo soffio. Voi sapete qual'era la situazione 'i'n Italia. Chi è che

non q:edeva aLla rivo,luzione? I proletari la desideravano ardente'mente

,e la vedevano venire. La borghesia era pavida e ras'se-

grrata. Il governo non esisteva. È vero qtlesto o norn è vero? Lei,

signor P.M. non lo può dine ma lo pensa. La rivoluzione non erur

ancora im atto, ,ma era certamente imminente, si credeva imrniurente.

E poi c'era anche Ia condizione economica o'biettiva. I padroni

non facevano lavorare perché'non avevuuro piir fiducia, perché

tsmevano l'esp'ropriazione e non riuscivano a farsi obbedine

dagli operai.

La produzione scarseggiava ed i bisogni aurnentavano perché il

popolo si era abituato ad un tenore di vita ,superiore e dom,andava

sempne nuovi miglioramenti. Potete voi irnmaginare, o trovare

nella storia una sit'uazione piir rivoluzionaria di quella che

p,nesentava I'Italia un arÌno fa? Eppure con trutto questo la rivoluzione

non avvenne. Si arrivò all'apice dell'agitazione, al pnrrr^to

oulminante della parabola, Ioccupaziote 'deltre terre e delle fabb,riche,

e poi tutto fallì. Non è quì il caso di studiare le ragioni

per oui la rivo,luzione rnon si feoe e di tralrre tre conseguenze, basta

constatare questo: ,la rivoluzione nqn si fece. Ora, tutti sanno che

qu,ando ,sono'suc€ess€ cose simili, qu'ando si è tentata una rivol'uzio,ne

e poi 'la rivoluzione non è scoppiata, i governi hanmo fatto

delle reazioni terribiùi che ,so,no sempre ,tornate a loro danno. Infatti

se voi volete arrestare tutti colorro che hanno pens'ato di fare

la rivoluzione, dove li mettereste? E quando questi 'torneranno

Iibeni non ve li sarete fatti piir nemi'ci di prima? Vedete? Dunque,

co{me vi dioevo,'questo processo non si ,doveva fare, e non rsareb'be

,stato fatto se non fosse che ,la pol'izia vuo,le'sempire qualche 'soddiisfazione:

finché,c'è l'organo è natura;le che,questlorrgano cerchi di

funzicrnare. Allora hanno fatto qualche proces'so e il piir importante

vogli,ono farlo a noi. Ora, perche Îra í tanti che hanno pensato

alla rivoluzio'ne si sceglieva prop'rio noi? I;a ragio'ne è s'emplice,

signori gfu-rrati. Gli è che gli effi,meri governi che reggono

le cose d'Italia hanno bisogno di reggerrsi, hanno b'isogno di rnaggioranze

pa,lamentari. Nori non abbia,mo alc,u:n rallpresentante e

quindi ci si poteva colpire senza pericolo di fastidi parla'mentari.

Ecco perché siarno stati scelti noi. E scelti 'corne? Un questone

fantasioso, il quale si è fatto la specialità di scoprire comploúti

e quando non ne può scoprire perché non ci sorto,li inventa, a'nchitettò

tutto un processo,contro di noi: aospiratori,'sowetrsivi, nivoluzionari

ecc., ùnsomma uno ili quei p,rocessi infami che l'Austria

e i Borboni sapwano far.e oosì bene. Hanno detto che io provocavo

la rivoluzione: non è vero, rlo nego 'as'solutamente. Badate,

non voglio che mi si intenda rnale. Io sono rivoluzion'a'rio, lo 'sono

nel ,senrso pnoprio della parola in quanto cred.o che bisogna trasformare

radicalmcn-te llorganismo sociale, e lo sono an'che nel

'senso storico, nel senso popolar,e, in quanto credo che fino a che

t27


(Buio).

ci saran1o costituzioni che hanno bisogno dei carabinieri per reggersi

non si potrà trasfo,r'mare la s,ocietà ,serLza veni're ad un 'oon-

Flitto doloroio quanto voi volete' ma prurtroppo necessario' Io

non ho provocató la rivoluzione perché no'n ce n'era bisogno. Ma

i,o debbó protesta,re contro un'altra acousa che piglia la forma,

l; fig"r" Àorale di una calunnia: l'accusa di provocare l'odio di

clasie. Ora, signori,gi;urati, dirvi che io ,ammetto ,la lotta di'classe,

è ,co,me dlrvi che iJ ammetto il terr,emoto 'o I'aurora boreale. È

trn fenomeno che c'è, un fenorneno utile, necessario. Finché ci

saranno delle cl,assi dominanti e delle classi 'sÎruttate ed oppresse

è naturale, nel,la misura in ,cui le classi oppresse prendono coscienza

deí ,loro diritti, è nattlrale, dico, che la lo'tta di classe esista.

E ,se aocusate noi di qrn-tri,buire allo svil'uppo di questa trotta,

quanti insieme a noi doweste accusare'

f ,maestri di scuola che insegnano ai ragazzi a leggere e a scrivere,

li g""er*- "à alla lotta di cÉsse perché l'uorno istruito non 'si fa

opp"imou tanto facilrnente come I'tlomo ignorante. I rnedici

.Èè funoo'comprende'ne all'operaio i malanni derivanti dallo sfruttarnento

lo 'mettono in lotta 'contro la società per ottenere conairi*ri,migliori

di vita e.di lavoro. Ma questo non è odio, signori

giurati, ,to--i ,ton odiamo nessuno, l1odio qer noi è.'la pii bassa

óel]re passioni urrr-ane. Questa, irlece, è la lotta di classe, la lotta

di tutio il proletariato contro tutti gli sfruttatori'

SCENA QUARTA

(Luce in una sala da barba; il barbiere e don Vincenzo)

BansreRE: Don Vincenzo, buongiorno! Aocomodatevi!

Vrucrr.lzo: Buondì.

BensreRE: Barba e capelli, o s'olo la barba?

VrpcpNzo: Solo i *pà,ti, iasqu,alino, ,Solo i capelli. (legge il giornale)

Benerene: Benissimó, "oio "up"lti..... Eh, gran Lnutto afiare' vero' don

vincenzo? Questi socialisti che vogliono fare la rivoluzione con i

contadini.. '.. Pazn!.,.,. Scioperano ud oltran'a, occupano le terre'

s,ono tutti uniti, eh *to àoo Vi,ncenzo, questi gli'etro fanno così

ai signo'ri...

VTNcBNZ9: Pensa a tagliare i capelli, Pasquale!

BansrERE: Così dicono ,lo'ro... Ma secondo rne questi

fannulloni, più non l'avorano e più non voglio'no

sono tutti dei

lavorare.

Vr*""*io, wtO'undiur"o ,d'aocordo. Óuesta è ltverità. Non vogliolro

lavorare ,e se ne abusan'o che nessuno gli rornpe la testa'

r28

BannrERE: Si 'sta perdendo iI

pari ,a pari... Per quanto

mi sembrà.,.

VrNcpNZo: Bé...!?

senso del ,rispetto... Vo,gliono parlare da

il fatto 'che dobb,iamo ess,ere tutti uguali

Bannrnnp: Oh, don Vincenzo, non voglio dire che ,sia giusto, per carità,

ognuno 'al ,suo posto, dove andremmo a finire, non si capirlebbe

piÌr niente, e poi nessuno zapperebbe più la lerra, nes,suno

fa'rebbe I'operaio o I'inferrniore ,o lo sytazzino... E il soildato? Se

eravarno tutti u,guali, ci pen'sate le difiicoltà per decidere chi doveva

anda're a'mori'r'e sul Piave?... scusate il tenmine don Vincenzo,

ma sarebbe ,stato un casino, altrrr che la Vittoria!

vTNCBNZO: Bé, nOn eSageriamo, i,n u,na naztone,come dico io non ci

'sarebbero disor.dini, e tutti quanti sarebbero ongogliosi fi offrire

tutto alla patrra, anche la vita.

BansrERE: Eh, ci cr"edo,,ca,ro don Vincenzo, ci credo... del resto prendiarno

voi e,me, non porssiarno mrai rnstterci a para'gone.., voi cottG

scete alrneno sette lingue, ed io urra di piìr... non tra p,osso mai

s,apere con i miei cinque anni di scuola, due la prima, due la

seconda, ed uno la terza, con i miei otto figli e ,oon il mio lavoro...

E poi voi avete trn sasoo di soldi e io, s,cusate il terrmine, ho al

rmas,simo un sacco di peli.

VrNceNzo: Cerca di sb,rigarti che non ho tempo da perdere.

BRnsrrne: Ai vostri ordini don Vincenzo, ancoÍa un momento e ho

finito... 'comunque, don Virrc,enzo, to non mi preoocupo rno,Ito...

s'econdo rne il Governo li mette subito a posto tutti questi rossri.'.

e anche voi non vi dovet'e preoocupare perché voi siete... non per

dirre, 'dorn Vi'ncerizo (don VincenZo esc€ senza salutare) ma voi

siete... hu ,strunz vestute a ffeste!

(Buio).

(Luce' su un bracciante che dice al pubblico alcune brutture fasciste, mentre

al.cune donne, una delle quali canta, stendono dei panni lungo tutta la scena)

BnlccrRNrn: A Sannicandro i fascisti h,anno assalito fa sede del oi,rcolo

anarchico 'Francis'co Ferrer' e quello socialista ' I1 Riscatto'

e ,quasi tutte le abitazioni pnivate di ,anarchici ,e ,s'ocial'isti' A

San S,evero i p,roprietani dei mulini hanno chiesto I'aumerr-to

delle ore lavorative da otto a dieci, con lo 'stesso salario. I lavo-

'ratori hanno s'cioperato e ùe squadr,e fas,ciste hanno assalito il

'corteo. È ,stato a,rrestato il rsegretario della camera del lavoro

insieme ad alcuni as'sessori ,co'rnunali socialisti ,e rmolti operai.

Poi i fascisti hanno attaccato il Munici,pio. ,Ci sorno stati molti

feriti ed un rnorto: un fas,cista venuto da Cerignola, sono stati

129


7

arrestati immediatamente tutti i responsabili delle ot'ganizzazioni

sirndacali,e socialiste.

(Arrivano aîtri braccianti con Di Vittotio; riunione sindacale)

SCENA QUINTA

Dr Vrmomo: Quale rappresentante della carnera 'del lavoro di Ceri-

gno,la, vorrei ,leggervi ùb,rdine del ,giorno votato all"r.rrranimità il

primo febbraio s,corso: In se'guito al,le numerose aggressioni arrmaie

dei fascisti che apportano morte, lutto e 'dolore nel p,roletarialo,

constatato che le autorità politiche, |a,r'ma dei carabinieri

e la magistratura, hanno fatto pendere ogni grustizia nel popo'lo

e direttamente o indirettarnente spalleggraflo il fascismo; dopo

aver ponderata,mente considerato il pensiero iql stridente contraddtione

con la pratica dei deputati massirnalisti e di q'r'relli

d,ella circoscrizione di nari in sp,ecial modo; la c dL di ceri:gnola

eleva le sue ,prnoteste maggiori ,contro quei dirigent4 del part-ito

,socialisla, chè, dichiaranàòsi democratici, non vogliono cotnfessare

la propria inettitudine a portare sollievo alle terne invas'e

da,l fascis,mó e preferiscono iglrorare le vittime, il diso'nore e i

sacrifici dei compagni martoriati dalla reazione; Mentne prega

tutti i compagni di solidarizzare contro i crimini fascisti, i{rvita

tutti i falsú ,democrati,ci,che ci governano,'a vivere l'u,miliante vita

della schiavitù fascista per vedere se sapranno, dopo, esattamente

rnisurare la loro attuale viltà'

socreusra: Qnale segretario della federazione giovanile socia,lista

pugliese ed in rapp,resentanza di tutti i sooialisti pugliesi, sottopongo

a questa àisernrblea il mani sto da noi ,sottoscritto: In

itali", le fórze della reazione, della borghesia capitalista formate

dagli opportunisti di destra e dri sinistra, tentano di rinsaldarre

la catena della schiavitù,economica e politica al ploletariato tutto;

sabotando ogni movimento di,ri'scors'sa e continuando co'n le spudoratezze

della giustizia che tutela solo gli interessi dei padroni.

Il tranello etrettóra,le p€sa ,co'rrl€ una cappa di p'iombo sul capo

delle masse lavoratriii, ormai stufe di piornesse e dis,corsi, che

finis,cono nel vuoto, gli interessi di questi sciagurati opportunisti,

,mirano sotro al ,salvataggio della borghesia capitalistica, tlnica

,responsabile della gtuoi Per questo e altre rnolteplici ragioni,

s,iarno con gli oppreisi, per la conquista ,rivoluzio,naria del potere'

Munarons: Io... volevo dire... 'na cose asselute... cari combagtti, J1 ui"

du socialisme, jé ttoste assaj, e certe rnomende te vene voglle oe

'scettà tutte cose allanie e'de levarte 'd'o munne"' e chis'se mo-

130

rnggde sò acqu,anne te srbattene jind.e abbuene abbuene... percé

sab,bene ca sì,combagne... aoquanne ,sÌ cos,trette a ffadegà dudece,

t'ridece o're arla dì e tiene le picceninne pelle e iosse percé,mangene

'na volde 'alla dì... acquame adà carnbà che la pàu'ra 'rgrudd"

percé da 'nu momende au 'tralde rmannene ,le fasaiste a ,,ccast e te

rornb,ene tutte aose... e ti pigghiene a 'rÍ..rnrrazzate ,a 'tte e alla fem-

'mene... acquanne 'm'rnenze alla strrade adda scì scanzanne sc€rfrzanrte

chedda ,mala ggende, ca sennò te pigghiene a'mmazzate e

pò te fascene pure arrestà dalle carabinjere ca do,nne sembe r.ascione

allore...

u sottos,critte fasce u mur.atore da vind'anne e jé fi'gghie de socia-

Iiste... e tene sej figghie pelle e iosse ,ca chiangene e volene u

''ppane... e acquanne la fertune 'uaochernbagne, fatiche dudece

iore alla dì... e jè state sbattute tré volde in galere ab'buene abbuene...

e jé state pigghiate a scha-ffe e s,chetate 'mbacce ',nnanze

alla migghiere senza peté fà nudde... e jé state ,costrefte a 'wedé

acquume 'ae strazz,avene le vestite da 'nguedde alla megghiere e

ge davene rnazzate e ge s,chetavene lmba'cce,senza peté fa nudde...

però u sottoscritte non sfava aocise... u s,ottoscritte non oerche

pi,età e non cerche m'anghe ,gestizzie... perché ila gestizne non ge

stà... u sottostritte vole asselute cornbatte, percé le fi.gghie non

avonna seffrì ciò che ha patute u uattane... ewiva o soòiaHsme!

Dr Vrrronro: Questi sono i mazzieri, oompagri, io Ii ho visti nel polverone

della strada che scappavano, avaÍrzavaÍrq si fe'rm'avano,

scaricavano le rivoltelle a caso. Tre volte da vie diverse, i ma*

zieri hanno,ripetuto [a s,cenata, interrornpendomi dur.ante il cornizro,

's per tre volte la folla decimata dalla paura si è raocolta e

rifatta silenzi,osa. Il comizio si è tenuto. Questo ,importava, che

awenisse per da,re ,una lezione alla mala vita. La loro forza è

irl terrore, il panico della fiolla, e questo è prodotto dalla irnpunità

dei rnazzier-t. se esiste un codi,ce penatre ed un d,iritto di legittima

difesa, oome rnai questa gsnte buona e semptrice, ,o,nesta e

forte, è incapace di organizzare una energic,a difesà oontru poche

dozzine di farabutti che vivono alle spalle dei signorir tJ foila

fugg. per.ché sache avrà sempre la peggio, non dài mazzieri, ma

dalla polizia. Nel,la città di cerignola so,no annullate tutte le libertà

civili e famigliari. No,n solamente la ,camera del lavol'o e la

sezione sociali'sta non p,ossono applicare al,euna attività, ma

nos-tri compa,gni orgarnr-zatori non possono circolare per le vie

della città senza,essere bastornatii a sàngue, insultati, spùtacchiati.

Quando un nost'ro cornpagno sparò un colpo di rivoliella acntro

gli assalitori, solo allor"a la pubblica 'sicalezza si fsce viva anrestando

parecchi nostri compagni. I fascisti con un tr"uoco vilissimo

che però ha dato loro buonú risultati, provocavano inci-

131


(Buio).

denti, facevano accoÍ:nere i carabinieri e questi poi rimanevano

a co,mbattere ,contro i lavoratori, rnentre i fascisti 'si nascondeoui

carabinieri norr dai fascisti Sono stati s.co,nfitti i lavo-

"u*. rratori di ceri,gnola ,che hanno avuto dodici rnorti, duecento foriti

e circa duecento arrestati. Per 'qr'lest'o io chi'sdo che si'a pr'9c11mato

Io sciopeio generale in tntla la Pugtria' previi accordi di

tutti gli orgaiismi-,sindacali e politici che 'sono sutrla di'rettiva

deila íotta ài olu.u", p,er protestare corntr.o il contegno s'facciatarnente

partigi; delie autor^ità politiche in favore dei briganti

del fasóismo pagati dagli agrari, che tengono sotto il piÌt cinico

e crudele teriore, tutto il proletariato pugliese'

SCENA SESTA

(Luce su un cortile' Le donne siedono sull'uscio di casa)

MRnu: Ahaa!

Coucnrra: Ohoo!

Lucra: Ehee!

Mlnra: Avete fatto buon ptanzo' oggi, do'nna Concetta?

Coucprra: Ehm! Ri'ngraz'iàdo il Si'gn'ore; u'n p'ri'mo un secondo 'e la

fr.utta.

Manra: Io ho f,atto due cime di rape stufate, e Pasqualino ha portato

I* fresche e un pò di pro'sciutto cnudo'

^orrur"lle

Gnazmrte: Noi abbiamo mangiato un antipasto di 'p'omodori

e rne-

Ianzane sott'olio oon proiciutto e formaggio, poi nagir_,con [a

'carne, patat'ine fritte, i'nrtta, dolce e cafié"' Ohoo!"' Andiamo a

rmessa,ìat... "he non prendiamo in giro nessuno!

Manra: Mio m'arito, da quando va al'la Camer'a del Lavoro"'

CONCEITR: Non me ,ne parlate, ,donna Maria, il mio sono due giorni

,che non torna a'casa...

Lucra: Gli scioperi ci rmancavallo.'.

( Buio)

SCENA SETTIMA

( Luce sull'altare)

PnerE: I Cristiani e i Beni de1 Mond.o.

Libro Sesto, versetto dircianllove...

(,Segue Ia lettura del Passo)...

r32

San Matteo, Parte Secon da,

...in piedi, preghia,mo per i nostri valorosi so,ldati che hanno dato

la loro vita alla patria, nel norne del padre, del figlio e dello spirito

santo: Signore Iddio che hai voluto distinta in molti popoli

la umana famiglia, ,da te ,cneata ,e redenta , 'guar'da benigno a coloro

che hanno lasciato i lo,ro cari per servire in armi I'Italia. Aiutali,

o Signore, affinché, forti della tua fede, affro,ntino fatiche

e pericoli in generosa fraternità drintenti, offrendo alla Patria

pro'nta o'b,bedienza e s,ereno sacrificio. Fa che sentano ogni gior-

,no, nella vo,ce del dovere che li guida, l'eco della tua vooe, fa che

i soldati d'Italia sia,no ,d'ese,mprio a t'utti nel,la fedeltà alla Chiesa

e ai,suoi ,comandam,enti nella'osservanza delle Pat'rie Leggi, nella

,consap'evole disciplina verso I'auto,rità costituita. Amen. Un'ulti-

,ma raccomandazione, le votazioni sono prossúme, non lasciatevi

affascinare dalle parole del d'iavolo, offrite il vostro voto corì

giudizio e ricordate che il Signore è onniscente ed onnipresente e

vi vede s,empre e comunq{.re... Andate, il Signo're ,sia con vori...

CoNcerte: Pad're, ho bisogno del vost,ro consiglio, non ce la faccio

più...

PnsrE: Stai ca],ma figliola, a tutto c'è un ri'medio, raccontami tutto...

ConcBrre: Padre, si tratta di mio m'arito...

Pnerp: ...Vai avanti, figliola, vai avanti.

CoNcerrl: Ho cinque bambini...

Pnern: Bene! Bene! e allora?...

CoNcetra: Mio marito sta diventando un fannullone, gli hanno montato

la testa, Padre, non è colpa'sua, sono Ie cattive cornpagnie,

lo hanno ,convinto a sciop'erare, ,e il pane scarseggia, i ba,mbini

hanno fame, non ce la faccio più Padre, tritighiamo tutti i santi

giorni, lui dice che ,1o fa per i nost'ri figli.

Pnrrs: Bella faccia to'sta, figlíola!

Cot{csrre: Oh, Pad'r"e, consigliatemi voi, io non so più ,cosa fare...

Pnnre: Vodi, figliola,,spes'so una rnoglie dimentica di essere una do,nna

e fa morlto male perché in'circostanze si'rn*ili è proprio la rrnogliedonna

che riesce nella sua 'opefla di convirncirnento... Hai oapito

figliola? Vedrai che il Si,gnore tii darà la giusta ispirazione... Il

Signore ti aocompagni...

( Bttío)

SCENA OTTAVA

M;ll.lrnsra: Prima di continuare i,l di;battito, voglio fare trna dichiarazione:

ieni sera ,al momento di lasciare la gabb,ia, qualcuno si

accostò a rne e rni disse: < Voi vi difendete a vuoto, voi vi difen-

133


dete contro,l'accusa alr,parenternente ufficiale che si fa contno di voi,

ma ,in realtà, ,se voi sùete,condannato, non lo sarete a causa dei

vostri discorsi o ,dei vostri scritti, i quali, in fondo, sono perfettamente

innoqui. Se voi sarete ,co rdannato, lo sar"ete pelché incombe

sull'anîmo dei vostri giudici la ,memo,ria della strage,del

Diana >. E questo stesso Concetto, più ,meno

,o

chiaramente, I'ho

*su

letto anche qualche giornale. Ma chi è 'che ha ,comrnesso il

delitto del Dianà?! So b-ene ,che'appena oornmesso quel delitto,

gli awersari ne approfittarono per distmr-ggere 11 redazione del

ilio giorttule e 1a .àd" d"ll'nnione ,sindacale. Ora io mi sforzo di

(Buío).

"rruré gitlsto e ,non rispondo mai ag-li eocessi c9n gli eocessi;

sop,rattutto non rispondò mai alle calt-rnnie .on 'le caLrnnie. La

bomba al ,cinerna Diana non può essere che l'opera di un matto,

[na se mai per un'ip,otesi, ipotesi che respingo assolutamennte, perché

mi ripr.r'gna pèo.ut= óh. .ttt grup?o- di uo'mini possa f'are

,co,sci,(jtr..tsmente una strage simile, quel fatto fosse stato opera

ragionata e co,sciente, a[óra mi domando chi è il partito che po;

tesrse avere intoresse per quel delitto. A chi giova la strage del

Diana? A parte 'le povère vittirne e le loro desolate famiglie, non

poteva nuo,c.ere che a no,i, corne p,artito e come uonr*ini. S'e la stra-

'g" aa Diana è stata commessa da gente cosciente, essa non può

,Er.*" che l'opela dei nostri ne**iòi. Molta gente attrib'uisce a

noi gli attentaii di questo genere perché noi lottiamo contro questo

sistenr-a, e molti p*t.uio che le nostre idee fanno di 'noi de'i

violenti. sfido io! se o'gni atto di violenza i giornali lo attribuisrcotto

a noi, è naturale-che i violenti piglino il n'ostro nome! Si-

Egrori giurati, se io non rni pt€oacupassi- che della mia 'causa' i'o

àoweiidesiderare la condanna, rrt:ra condanna feroce, per la pro-

paganda che questa con'danna fa'rebbe' fo sono bensì un uomo

ài f"d", -u noÀ s,ono un eroe! Ve lo dissi ieri e ve lo ripeto oe.qi:

condannatemi, se volete' ma non caltrnniateci nsmmeno nell'intimo

della vos,tra coscienza. Oommettereste una cattiva azronet'

SCENA NONA

(Luce su un cantíere durante uno scìopero)

(Mentre î,Ln d.elegato det padrone affigge î,Ln cartello)

OpsRAro: Che cosa c'è scritto 'lì sopra?

Dnteclro: ., Prirna di riprendere il lavoro, i dipenderrti di questa impresa,

sono tenuti à sottoscrivere 1a 'seg'ente dichiarazion'e: pn-

134

mo, riconosco eque e legittirne e 'corne tali aocetto, le ta,riffe fissate

dalla direzione; secondo, mi impegno, per l'awenire, a non

partecipare a qualsivoglia manifestazione promossa dalla aarnera

di lavoro; la firma si mette in direzione... chi non rr,uorle firmare

può tornare a ,casa. Miche'le Capurso e Nicola Lavermicocca,

sono Licenziats, a parti,ie da o'ggi, per aver mancato di rispetto e

rivolto ingiurie al titolare dell'impr,esa.

II Oprnero: Non trase nis,citrno!

Openlro: E ch,idde che ionne trasute appri,me?...

III Oppnero: Crumire!... cnurnire!... e figghie de...

CRpunso: Pe'ffavore... pe'ffavone! ... non sirrne perdenne la cape! 'ddo

stonrne le ca,rabinjere!... i padroni sono d'accor"do e 'nnu ge'sciame

rngule iune ,c'u ualde... rsiarno divisi...

Llvenurcocce: E che cos'è una novità?

Clpunso: No... no;... però per vincere bisogna ess,ene tutti un'iti.

Llwnurcocce: Ma no.n ,era rnai successo che fossi,rno così tanti tutti

da una p,a,rte... ,se ti viene meno la fede allo'ra tonnaterre a casa,

dal rnornento che sei stato lircenziato...

Clpunso: Pure tr.r si 'state licenztrale, ,co,lTtm'a mme..,qui la rnaggio,n

parte sta scioperando per difendere a me ,e a te... io li ri,ngnazio

tutti quaur-ti... ma qua abbiamo i fuci'li pruntati, îj sta reE)onzabilità

non me la pigghjeche...

Lavrnurcocca: Quindici giorni fra aI\a'camera 'del lavoro si f,u tutti

d'accordo a corninciare lo sciopero, e tutti sapevarno i sacrifici

a cui,andavarno incontro... mi,s,eria per,rniseria, si disse, provia'mo'ci,

abbiamo salari di fame, non'se ne può piir, se guada'gneremo qualco,sa

sarà trna pnirna vittoria.

È ver-o o no? E,che bisognava'resistere trn giorno più dei p'adroni

non fu solo Di Vittorio a dirlo, ma tutti quanti sia,mo. Anren'dersi

p'roprio oggi, è uno sproposito... i sotrdi della s'ott'oscrizione s'tanno

'perarnivare e Di Vittonio ci ha assicurato che tutti gli is'critti

a'ltra camera del lavoro so'no pronti a darci lma mano. Si tratta

di resistere ancora un p,ooo... è difficile tro so, ma se come dice

Capu'rso, voi non tornate a lavorat'e solo per solidarietà verso

di noi, anche io vi ringrazTo rna non pos'so aocettare irl vostro

sacrificio; chi vuole, non abbia scrupoli: metta la firma e finiamo

la festa...

Oppnaro: Mò si fernute?

Llr,nnvrrcoccA: No, voglio dire un'altra cos'a: non dovete saorificarvi

se ritenete che il vostro sacnificio non porterà a niente, io, e voi

potete darmi dello zuccone o del|incosciente, i'o rimango convinto

che non metter€ quella firma è ,nel nostro interes.se.

(Entra don Vito).

DoN Vrro: Allora... si può sapere ahe cosa avet'e in mente?... eh? sco-

13s


Ínodare la questura, mettere in subbuglio il paese e intanto i

lavori stannó h che aspettano, eh? e la fame aumenta, eh?". non

crediate che vi parlo èosì penché ho intenzione di calar le braghe,

vo,glio sotro ìo,nos,cere le vostre intenzioni. Vuoi spùegarmele

iu Cap'r-rso che sei il più 'anziano? eh?

Cepunso: Non sono stato licenziato io?

DON Vrro: Potevi venire in ufiicio e avremmo sistem,ato tutto.

Clpunso: Questo non 'c'è scritto 'sul cartello!

DoN Vrro: Ti risulta che quando qualcuno mi ha chiesto un favore

io I'ho las'ciato rnorir di fame? eh?

Lllunrurcoccl: Non vi s'embra di deviare, don Vito?

DOX VrrO: Senti, Laverrnicooca, io non devio, io ho semp're segUito

una linea, siete voialtri che 'avete 'sco,rfinato. Io vi pago!

CRpUnsO: Questa è un'altra gene,razio'ne, don Vito, sono finiti i tempi

,in cui gli imprenditori ,mandavano i caporali_ ad ingaggiarci e

noialtri-si stava in plazza ad aspettare, corne le puttane! Allora

c'era ,seÍlpre chi si àffriva pelmèno, ,ci rubavamo la fatica l'uno

con l'altrà! I tempi sono carnbiati, do,n Vito, voi avete studiato,

possib,ile che ,non 1o caPite?

DoN-Vrro: Io ho,capito che piùr vi si,da e piir volete prendervi, senza

Iavorare, io vi pago, io vi do i so,ldi per lavorare... 'e allora regolatevi,

perohé dal-leccese e dal brindisino, dove non c'è o I'AmefiCa,,

,che aVete q,Ui, sOno pronti a veni'r'e a ,centinaia e non fanno

tutte le questioni che fate voi, vogliono lavor"are e- basta' Voglio

sapere ora uno per uno qual'è la vo,stra ultima decisione.'. tu?

Opurulo: 'Jj stogge 'nzi'erne all'adde.

Dou Vrro: Ó"eltiitt" hanno già messo la firma e stanno lavorando?

OpsRAto: Gli altri, noi'.. chidde che starne lddo'

Don Vrro: Tu?

(Rivolgendosi ad un altro operaio)

II OpBnnro: Co,me'lui.

DoN Vrro: Non sei,in grado di dane una tua opi,nione? sei una pecora

forse?... 'guarda 'me, non 'guardare 'altrove.

II Oppnaro: 'Ij non firrneche!

DoN Vrto: E tu?

(Rivolgendosi ad un altro operaio)

III Opsnaro: Io non firrno!

L4wntrrcoccl: Pe'nché non gliele fate farle al delegato queste figune,

don Vito, voi fate'ceuttivo sangue e ci perdete in prestigio'

DON Vrro: Senti l-,avermi,cooea, vi'éni "on me, voglio parlarti a qtat'

t'o,cchi...

t36

Y-

Lal'Enrvrrcocce: Potete parlare davanti a tutti,,io non ho ,ssgreti.

Dom Vrro: Se il delegato non ti ha costretto a sloggiare, è perché

gliel'ho chiesto io! Spero che questo tu l'abbia capito... non ti

fidi?...

Llvrnurtcocce: Io di voi mi fido, è dei vostri interessi che ho paura.

DoN Vrro: I miei interessi vi hanno sempre dato da mangiare...

Lewnrvrrcoccl: Po,co se no, non ci troveremmo in queste co,ndizioni!

Dom Vrro: Sei un ,irricono's'cente... e ,una caro'gna!

(Esce)

Det,eclro: A rcci aspettate a 'trasi, ce non trasite pesc p'e 'wu ijé!

LavenNtcocce: Basta con le pnovocazioni, lecchino!

Dprecaro: Delinquente!

Grr arrnr: Ladri! Crumiri!

(Gli operai cerc&no di colpire iI delegato che estrae una rivoltella e spara).

(Buio).

SCENA DECIMA

(Aula di tribunale)

Vocn: Sappiamo che svolgete p'ropaganda socialista! perché!?

Iivrputatl: Perché i miei bambini mancano del pane; io e mio marito

non s,iarno fascisti e questo è suffic'iente a non farci trovar.e lavoro.

Voce: Voi avete di,chiarato nelf interrro,gatorio, di essere socialista;

lo 'riconfermate oggi?

Inrputara: Sì. Un operaio ,non può essere altrimenti.

Vocr: E non avete pensato che svolgendo attività politica venivate

a maJrcare al vostro dovere di madre in quanto ciò co'rnp,o,rtava

per voi il trascurare e l'abb'andono dei vostri figli?

Iuputate: Proponendomi di aiutare le lotte p,roletarie contro il fascismo,

assolvevo anche il mio dovere di madre poiché l'opera 'di

un rivoluzionario tende a dare con la ,rivoluzione proletaria,

il maggior benes'sere ai lavoratori, una maggio're s'tcurezza ai

figli dei lavoratori che oggi crep'ano di fame.

Vocs: Chi sono gli elementiche voi avete awicinato nel vostro lavoro?

Iupurlta: Gli elementi comp,onenti le,masse lavoratrici. I-a mia funzione

non è quella di specificare chi f,ra questi.

VocE: Sapevate che con la vorstra azlome compivate un atto crirnino,so

corntro gli interessi della vostra patria?

Intputa:re: L'op,era di un socialista non è contro i lavoratori, bensì

è contro chi sfrutta questi ultimi. Sapevo e so che la mia attività

contribuiva a spezzare il regime di oppr,essione e di fame che il

fascismo esercita contro i contadini, i piccoli esercenti, gli operai,

i lavoratori...

137


Vocn: Basta! Si'ete una criminale! Vi impedisco di parlare!

(Buio).

SCENA UNDICESIMA

(Luce su tre fascisti che discutotto animatamente)

I rasclstl: Camer,ati, i'l gioco si fa sempre più duro, e noi non po'ssiamo

cullar-ci.

II raSCrSra: La ,situazione non cambierà 'mai in nostro favore se

restiamo con le rnani in mano.

III rascrsre: Ne ho pieni i co,glio,ni di questo Di Vagno "4" hu rllardire

di rinfacciarci ogni nostf.a azione,e ,di accusarci pubblicamente,

specialm'ente ora che è stato eletto deputato.

Pnrivró: Se lo lasciamo fare è capace di ,convincere tutti questi cafoni

e di m,etterceli tutti contro.

Tenzo: E non è il solo, quel Di Vittorio è ancora peggio. Queltro non

perde tempo, " *"-*"tto è sicur.o di averli convinti che se li trascirra

dietro in un corteo o in uno sciopero. È un provocatore dei

più penicorlosi, un'sowersivo nato.

SEcoNlo: Non ci'resta che una soluzione.

TsRzo: Non abbiamo propni'o nes'sun'altra possi'bilità'

Pnnvro: E questi stroni dùono che la nostra è una politica di violenza'

Tpnzo: Solo quando è necess'ario.

Pnruo: Ahl ma non ci mettiamo rnicn a p'ia'ngore!

SBcoNoo: Ci ,mancherebbe altro.

Pnnvro: Dobbiamo dirnostrare a tutti chi siamo noi'

SecoÌ.Ino: Nel nome della patria.

Tenzo: Quei due se ne Pentiranno'

Pnravro: Lo hanno voluto loro.

SBcoNoo: Tntti e due?

Tenzo: A questo punto non possiam,o farci venire gli scrupoli.

Srconno: Però... ii p,o'polo ha rumoreggiato, potrebbe non es5gre completamente'dfaccoÍdo...

pnrrfor Il popolo è quello che è e ascolta solo la vooe del manganello.

I.l popolo! Qtresti cafo'ni analfabeti...

Srcorioà, 'Ma c'à qualcu,no in alto che è sensibile a certe m'anifestazioni

popol,ari e non dirnentúcherei la Chiesa che sui marrtiri ci ha

sempre fatto'una grossa'speculazío'ne.

Tenzo: Óuesto è vero, porca puttana, doibbia'mo fare attenzisne.

Srcouoo: Scegliamo il più pericolo's'o.

Pnurno: Di Vittoriot quéllo è semp"" pronto a fate la rivoluzione'

Tnnzo: In questi uttirni tempi si è avvicinato ai comunist'i che sono i

più bastardi di tutti.

138

Pnnvro: Voglio'no organizzare rla'r'ivoluzione armata, vogliono il potere

nelle loro mani!

Tenzo: Allora non ci scappa di sicuro, o gli spariamo noi o gli spara

la polizia.

Pnnvro: Quell'altro ci sta ,sp'r.rttanando dovunque, non p'assa giorno

che qualche giornale non pubblichi un articolo pieno di odio verso

di 'noi, e alla,camera ogni o,ccasione è buqna per lanciare aocuse

velenose contro i fascisti.

TBnzo: Questo non può continuare a restare impunito.

SecoNoo: La sua'presenza è un'offesa alla patria e al fas'cismo.

Pntrvro: La ,sua morrte sarà un esempio.

Tsnzo: E vendetta sarà fatta!

Pnrtro: Nel norne della patria...

Sncouoo: E nel norne di Dio!

(Buio).

SCENA DODICESIMA

(Ultimo comizio dell'on. Di Vagno a Mola di Bari)

Dr VacNo: Cittadini di Mola, l'atmosfera di minaocia e 'di inti,midazione

che si è costituita nel nost'ro paese e della quale non ho bisogno

di portare prove perché ques:ta atmosfera voi contadini, voi

braocianti, voi manovatri, la subite tutti i giorni s'ulla vostra pelle,

tende a schiaociare e ad estinguer"e ogni senso di libertà individuale

e di giustizla! Il ,rapporto stabilitosi tra autorità e cittadino

non è un rapporto di interdipendente collaborazione ma di

sudditanza. Io ho serrtito imperi'oso il dovere di infrangere questo

cerohio di violenza e di awilimento che ci viene imposto; di

in'frangerlo p,er tentare di diss'ipare la ,minaccia p'aurosa che inoombe

grave sulla co,s,cienza di tuni gli italiani: il fascisrno! Io

avr'ei,potuto, di fronte al pericolo che incombe min'aocioso su chi

professa idee socialiste, rim'a,nere in disparte dalla lotta att'iva,

ed appagarmi di quella intirna indipendenza ,di pensiero che nessuna

forza rnateriale può soffocare mai tranquillo per quella autonomia

cons,entitam'i dalla modesta attività profes,sionale; ma avrei

fatto torto a me stes,so. Ben s'apevo che condizione prima della

mia libertà, è l',esistenza di una società libera; che o'gni pensiero

è ben sterile e vano quando rirnanga inespress'o senza attuarsi

in una azione corrispondente, ed io sarei stato indegno della caus'a

alla quale m,i sono votato, se avessi rinunciato a combattere perr

la liberazione dall'umiliante predominio della forza, non sol'o per

me, ma per quanti pur esse,ndo,mi uguali, piegano a quella costretti

dalla inesorabile dipendenza deltre loro risorse economi-

r39


che. È la folla degli umili che ha dato tanta parte di se alla p'attia,

alle bom,barde, ai gas asfis'sianti della guerra' dj una guenra com-

Uuttntu per di,fendire solo gli inte'r,essi dei padroni che non esitano

,a ri,correre ,aue armi, per difend,ene i loro disegni capitali-

uii"i, '*"hu p'erché, cari 'compagni, i corpl che- si '1as'ciano 's'Lli

di baúaglia non sono ceÍ'to i tror"o, e i mil.io,ni che si con-

,suimano ""*ii per una 'guerra li 'recu'perano 'sfruttando i prolet'ari- e

facendo,lfmorire d"ífatica o viverè dist*tit Gli'stes'si pa'drnrni che

oggi non es'itano a pagar,e i mazzlertt fascisti p,er provocanre fis'ordíÀ'i

q,uindi giustificare agli oochi della,pubblica opinione l'idiota

bestia,liià " delÉ polizia. Ma stranarnente chi viene colpito è sermpne

il piìr debole il più povero: br,accianti, operai, muratori, 'sono

quelli:che maggio"-"riu trasgredisaono le leggi, sono i violenti

ibanditi; ma quando la disciplina viene intesa ,e imposta 'come

schiavitù da s'uLire passivamente, la le'gge s'i tramuta in arbitrio

e allor.a trasgredirlu tott è solo ,lecito ,ma dovero,so! I co'ntadini

che hanno oócupato 1e terre sono stati uc,cisi, rrr-almenati a 'sangue,

,a,nrestati ,in ,massa ,come ,ciriminali, e queste bruttune, queste

íioí"rrr" non hanno che un'unica origi'ne: il fasoismo dei padroni'

So che le mie idee sono le stesse di mille altri gener"osi cornb'attgnti,

nemici del traffico di benernerenze,'di ingiustizie e di abusi

caraiteristici dei periodi piir bui del'la storia dell'uomo' I1 fasci'

sco può ,colpire, perseguitar"e, disperdere, ma non potrà mai aver

ragióne delia loro opposizione, perché non si p'r.rò estirp'are,un

isiinto m,orale. Sono -certo che libertà e giustizia, in'corruttibili

valori ,civili, ambita meta dei lavo'rato'ri, daranno- la neces'saria

frirza a tutto il prroletariato per la liberazione. Nella fede di queste

idee noi ci riconos,ciam,o, nel ,di'sprezzo di queste idee 'riconosci,arno

il fasoismo. contro [e no,str"e perso{ne esso ha bastone e

manette, contro la nostra fede non ha nulla. È una strada difficile

e pericolosa, ,ma ogni uorno che abbia un minimo di coscien-

,a, ogii uorno desideròso di vedere realizzar'e quelle prerogative

ohe àiano alla sua perso,na la dignità dell'uomo, non può che

accettare di perrcorrerla fino in fo'ndo in disprezzo di o'gni,rischio

di ogni pericàlo. Larna,r,ctadei,lavo,ratori è,la marcia del destino:

indó,reàab,ile ,e vittorio,sa. Avanti ,compa,gni, ed in alto tut'te le

bandiere!

(Spari. Di Vagno cade. Confusione generaîe' Le lucì si attenuano)

EPILOGO

UN lrrOnn: Guerre, disastri, deportazioni, quesrte sono state le vittorie

del fascisrno, di quello itàliano u"orfi-tto da,1 popolo della Resi-

140

(Buio)

stenza, e di quello di altri paesi che ancora lo s,urbiscono. Il popolo

italiano lo ha subito per vent'anni segnati 'd,alle croci dei

martiri: Di Vagno, Matteotti, Gramsci. Le lono ídee har'-no dato

la forza ed il coiraggio ai lavorato'ri italiani per battere gli oppressori,

ed essi continttarìo, oggi, ad essere al fia'nco di chi lotta per

Itidea socialista. Turati scris'se im memoria di Peppino di Vagno:

Medioval fu'ror di fazioni schiantò barb'aramente lîndornita 'sua

giovinezza.Il martirio fa s,aora quest'ara. Vive egli nel nimpianto

p*rrnr",dei buoni di tutte tre fedi. Ma tornerà,'un giorno, quando

la giustizia pia del lavoro per ,la quale visse sofferse 'rnorì avrà

ricónciliato per sempire le genti della stessa terta, le genti di

tutte'le terne, nel Socialisrmo.

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