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Cima del Monte Siserno (790 m) - Foto di Pietro Salomone

MONTE SISERNO NEL VERSANTE CECCANESE

Aspetti NAturAlistici

Pietro Salomone - Paolo Fusacchia

Federico Maria Tardella - Giovanni Carotti

A cura di Ettore Orsomando e Pasquale Pesce

CECCANO 2009

Il presente depliant, che trae origine dalle numerose

e appassionate ricerche degli autori sulla

terra del Siserno, articolato in brevi note e immagini

fotografiche, vuole essere un mezzo efficace

di conoscenza di alcuni essenziali valori naturalistici

diretto al pubblico ceccanese e in particolare

al mondo della scuola. Nel contempo, il depliant,

vuole anche essere uno strumento mirato al rispetto

e alla salvaguardia di questi preziosi elementi

naturali, patrimonio irrinunciabile per la vita e la

biodiversità della terra ceccanese. L’invito pertanto,

oltre alla diretta conoscenza dei valori naturali

presentati, è anche quello a non ritenersi sufficientemente

paghi della loro presenza, ma spronare a

continuare la ricerca delle nascoste componenti viventi

che contraddistinguono gli habitat dell’antica

terra di Ceccano le quali, ne siamo certi, esistono

ancora data la notevole eterogeneità ambientale.

Conoscere la Natura mossi da una passione

pura, ‘sinonimo’ di amore, valore inestimabile e

condizione essenziale per la conoscenza, renderà

coscienti che anche noi siamo parte della rete della

vita e farà emergere quell’atteggiamento etico,

fonte di ispirazione e guida delle nostre azioni. Ciò

permetterà una corretta e armonica interazione con

il mondo circostante, anziché costituire una disastrosa

interferenza, come finora si è rivelata la civiltà

umana, correndo solo dietro a profitti immediati,

dimenticandosi di quel senso del limite presente in

tutti gli organismi viventi.

Il concetto che il nostro è un unico mondo dove

tutto è interconnesso, è magistralmente sintetizzato

da Francis Thompson (1859-1907) nella frase ‘Tutte

le cose vicine o lontane segretamente sono legate le

une alle altre e non si può toccare un fiore senza

disturbare una stella’.

Ettore Orsomando e Pasquale Pesce


Monte

Siserno H A B I TAT E PA E S AG G I di Pietro Salomone

GEOGRAFIA. Il complesso del Monte Siserno (790 m) rappresenta

l’ultima diramazione verso est della catena pre-appenninica

laziale dei Monti Lepini che si estendono per circa 800

Kmq all’interno delle province di Roma, Frosinone e Latina. La dorsale

del Siserno segue la direzione Nord-Ovest Sud-Est, tipica della

catena appenninica, e si innalza tra la valle del Fiume Sacco e

la valle del Fiume Amaseno. È contraddistinta da una morfologia

morbida e arrotondata, con pendii acclivi e cime tozze in rapida

successione che, da Ovest verso Est, sono indicate con i toponimi

di Scappelletto, punta dell’Orticello, Monte Siserno (790 m), punta

La Lenza (775 m), Monte San Pietro (612 m) e Monte Fossa del Monaco,

a cui si aggiunge monte Campo Lupino (791 m). Ricade nei

territori comunali di Giuliano di Roma, Santo Stefano, Castro dei

Volsci e Ceccano. Nel comune ceccanese si estende per 650 ettari,

di cui l’88% ricoperto da un fitto bosco, il 2% da formazioni dominate

dal tagliamani (Ampelodesmos mauritanicus) e il restante 10%

da pascoli aridi cacuminali. GEOLOGIA. Data la geologia del suolo

di tipo calcareo che contraddistingue la catena dei Lepini, le forme

carsiche sotterranee, quali grotte e pozzi di varia natura come inghiottitoi,

voragini e abissi non sono certo infrequenti. Il Siserno, in

particolare, custodisce al suo interno una cavità naturale conosciuta

con il nome di Pozzo l’Arcaro, o anche come Grotta di Colle Alto,

nota da tempo immemorabile non soltanto alla popolazione locale,

ma anche a speleologi e studiosi della fauna troglobia e troglofila.

Per la sua relativa facilità di accesso la grotta è stata probabilmente

visitata anche nel passato, ma le prime esplorazioni ufficiali

risalgono ai primi anni ’50, grazie alle quali fu scoperto il piccolo

Coleottero endemico del Pozzo l’Arcaro: Bathysciola sisernica.

CLIMA. Per l’orografia dei Lepini molto complessa e diversificata

lungo tutto il massiccio, molteplici sono i fattori che influenzano in

maniera sostanziale il clima e, di conseguenza, anche l’ambiente.

L’estensione territoriale, la vicinanza al mare, la natura del substrato,

il variare delle esposizioni e l’altitudine sono elementi determinanti

nel generare situazioni microclimatiche che condizionano lo

sviluppo della vegetazione. Il Siserno ricade nei piani bioclimatici

collinare inferiore e superiore (versante settentrionale) e mesomediterraneo

inferiore (versante meridionale). IDROGRAFIA. Lungo

tutta la dorsale della montagna, nonostante il sistema di impluvi che

evidenzia la percolazione dell’acqua, mancano dei veri e propri corsi

d’acqua apprezzabili a causa dello sviluppato sistema carsico che

capta le precipitazioni meteoriche convogliandole nella estesa rete

sotterranea che finisce per alimentare, soprattutto lungo la fascia

pedemontana, risorgive di una certa importanza, come la Fontana

del Gatto nel territorio ceccanese. Il ruolo del Siserno come bacino

di raccolta delle acque piovane, che restituisce sotto forma di acqua

potabile, è di importanza fondamentale per un territorio come

quello ceccanese soggetto a periodi di aridità estiva. NATURA 2000.

Il valore naturalistico dei Monti Lepini e del Monte Siserno è stato

riconosciuto dalla Comunità Europea con la designazione di una

ZPS (Zona di Protezione Speciale) estesa 45.699 ettari nell’ambito

del progetto Rete Ecologica “Natura 2000”. Tale riconoscimento si

basa sulla presenza di specie ornitiche, soprattutto rapaci, elencati

nella direttiva “Uccelli” 79/409/CEE. A rimarcare quanto ancora la

montagna ceccanese celi nei suoi boschi e spazi aperti, questa breve

ricerca ha permesso di rilevare anche la presenza di altre specie

animali e di habitat contemplati nella direttiva “Habitat” 92/43/CEE

per la tutela degli habitat naturali e seminaturali, della flora e della

fauna selvatiche in Europa.

Pascoli aridi aperti e cespugliosi della cima del Monte Siserno

con un albero di roverella (Quercus pubescens s.l.).

Fitto e folto bosco cacuminale di leccio (Quercus ilex subsp. ilex)

del Monte Siserno con la cima del Monte Gemma (1457 m).

Gariga del Monte Siserno caratterizzata dall’Ampelodesmos mauritanicus,

graminacea cespugliosa localmente nota come “stramma”.

Massi ricoperti di muschi del Vallone di S. Ermete, uno dei maggiori

impluvi delle pendici ombrose del Monte Siserno.

Un raggio di sole proveniente dall’ingresso alto illumina le pareti

di Pozzo L’Arcaro e crea suggestivi giochi di luce.

Radura con affioramenti di rocce calcaree ricoperta da cespi

di “stramma” (Ampelodesmos mauritanicus).

Crinale ricoperto da pascoli aridi rocciosi che interrompono

i boschi di leccio (Quercus ilex subsp. ilex).

Fitto bosco di leccio (Quercus ilex subsp. ilex) misto con caducifoglie

del versante occidentale del Monte Siserno.

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A S P E T T I V E G E TA Z I O NA L I E F L O R I S T I C I

Monte

Siserno

La vegetazione che contraddistingue il versante ceccanese del

Monte Siserno (790 m) appare come un fitto ed intricato mosaico

di formazioni forestali che lo ricoprono quasi per intero, lasciando

poco spazio a radure e pascoli. Considerata l’uniformità del macroclima

e del substrato geologico, la varietà e la distribuzione delle fitocenosi

sembrano essere influenzate soprattutto da fattori topografici,

quali altitudine, morfologia del rilievo, acclività ed esposizione e

da condizioni microclimatiche e pedologiche locali che determinano

anche la presenza di specie significative per la flora vascolare del

Siserno, tra cui la selaginella denticolata (Selaginella denticulata).

La formazione forestale più diffusa è il bosco di leccio (Quercus

ilex subsp. ilex) misto con caducifoglie, tra cui l’orniello (Fraxinus

ornus), sui cui tronchi e rami si abbarbica lo stracciabraghe

(Smilax aspera). Lungo la fascia pedemontana si sviluppa il bosco

di roverella (Quercus pubescens s.l.) con specie termofile quali

carpino orientale (Carpinus orientalis), terebinto (Pistacia terebinthus)

e acero minore (Acer monspessulanum). Nei settori

sommitali, limitatamente alla parte orientale del rilievo, si sviluppa

invece il bosco di carpino nero (Ostrya carpinifolia) con orniello

(Fraxinus ornus). In particolari condizioni pedomorfologiche è presente,

su piccole superfici, il bosco di cerro (Quercus cerris) con

carpino nero (Ostrya carpinifolia) in cui si rinviene, tra le altre specie,

l’agrifoglio (Ilex aquifolium). Nel sottobosco in condizioni di

particolare ombreggiamento ed umidità del terreno, trovano il loro

habitat d’elezione le vistose felci lingua cervina (Phyllitis scolopendrium)

e polipodio meridionale (Polypodium cambricum).

I boschi sono interrotti, lungo i versanti, da radure ricoperte da formazioni

erbacee termo-xerofile a dominanza di tagliamani (Ampelodesmos

mauritanicus), mentre nei settori sommitali del rilievo,

caratterizzati da estesi affioramenti rocciosi, sono diffusi pascoli aridi

a cotico erboso aperto. Questo ambiente ospita numerose specie

dotate di adattamenti all’aridità del substrato, tra cui spicca la calcatreppola

ametistina (Eryngium amethystinum), e si caratterizza

per la presenza di numerose specie di orchidee, tra cui l’orchidea

italica (Orchis italica) e la rara ofride fior di bombo (Ophrys

bombyliflora). I pascoli sono colonizzati a nuclei da bassi arbusti

quali lentisco (Pistacia lentiscus), euforbia spinosa (Euphorbia

spinosa subsp. spinosa), olivastro (Olea europaea subsp. oleaster)

e ranno spinello (Rhamnus saxatilis subsp. infectoria).

Carpino orientale - Carpinus orientalis

Foglie con infruttescenza formata da brattee giallo-verdognole,

triangolari-ovate, a margine dentato.

Selaginella denticolata - Selaginella denticulata

Piccola e poco appariscente felce dal portamento prostrato

ritenuta specie relitta dell’Era Terziaria. s

Leccio - Quercus ilex subsp. ilex

Rametto con foglie semplici, coriacee, sempreverdi e ghiande (frutti)

ricoperte per metà dalla cupola.

Carpino nero - Ostrya carpinifolia

Foglie semplici a margine doppiamente seghettato con infruttescenza

a brattee embricate e saldate tra loro.

di Federico maria tardella, Pietro Salomone e Paolo FuSacchia

Lingua cervina - Phyllitis scolopendrium

Felce con fronde lunghe dai 30 ai 40 cm, lucenti sulla pagina

superiore, che si sviluppano a partire dall’autunno.

Roverella - Quercus pubescens s.l.

Rami con foglie semplici a lobi arrotondati non molto incisi

e ghiande (frutti) non completamente sviluppate.

Orniello - Fraxinus ornus

Infiorescenze terminali a pannocchia, odorose ed erette,

che si sviluppano contemporaneamente alle foglie.

Polipodio meridionale - Polypodium cambricum

Felce con segmenti delle fronde sempre più corti man mano

che si avvicinano all’apice.

Albero di Giuda - Cercis siliquastrum

Fiori papilionacei vistosi, riuniti a grappoli, con corolla

roseo-violacea e foglie arrotondate-cuoriformi.

Acero minore - Acer monspessulanum

Si distingue per le piccole foglie semplici trilobate e per i frutti

(disamare) con due ali quasi parallele.

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Monte

Siserno

A S P E T T I V E G E TA Z I O NA L I E F L O R I S T I C I

Cerro - Quercus cerris

Rami con foglie a lamina divisa in lobi diseguali e frutti (ghiande)

con cupola ricoperta da squame ricciute.

Ramno spinello - Rhamnus saxatilis subsp. infectoria

Specie arbustiva caducifoglia, alta fino a 1,5 metri, con frutti (drupe)

ovoidi che diventano neri a maturità.

Stracciabraghe - Smilax aspera

Liana sempreverde dalle foglie coriacee ornate di piccole spine

al margine e dai frutti (bacche) globosi e rossi.

Agrifoglio - Ilex aquifolium

Rametti completamente rivestiti da foglie molto coriacee e fascetti

di frutti (drupe) maturi subsferici di color rosso vivo.

Terebinto - Pistacia terebinthus

Arbusto o piccolo alberello, con le foglie alterne imparipennate,

i frutti (drupe) immaturi rossi e una galla.

Giglio di San Giovanni - Lilium bulbiferum subsp. croceum

Pianta perenne alta fino a 80 cm con fiori grandi, molto vistosi

e tepali punteggiati di rosso-scuro.

di Federico maria tardella, Pietro Salomone e Paolo FuSacchia

Euforbia spinosa - Euphorbia spinosa subsp. spinosa

Specie cespugliosa con rami vecchi legnoso-spinosi, latice bianco

irritante e velenoso e fiori giallastri.

Lentisco - Pistacia lentiscus

Arbusto o piccolo alberello, con le foglie paripennate e i frutti

(drupe) con un solo seme, quasi neri alla maturità.

Ofride fior di bombo - Ophrys bombyliflora

Piccola e poco appariscente orchidea che fiorisce da marzo

a maggio nei prati, garighe e radure dei boschi.

Calcatreppola ametistina - Eryngium amethystinum

Specie con il nome derivato dal colore blu-ametista

dell’infiorescenza a capolini ovoidi spinescenti.

Olivastro - Olea europea subsp. oleaster

Rametti giovani spontanei induriti e spinescenti, con foglie piccole,

ovali e orbicolari, lucide sulla pagina superiore.

Orchidea italica - Orchis italica

La forma fiorale del labello imita il corpo di un uomo con il sesso,

per cui è nota anche come “uomo nudo”.

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Monte

Siserno

pendii acclivi e fittamente boscosi del versante ceccanese del

I Monte Siserno (790 m) ospitano una fauna sia di vertebrati che

di invertebrati molto ricca e diversificata. L’avifauna, in particolare,

si distingue per la presenza di uccelli abitatori del bosco, delle zone

aperte dell’area cacuminale e della fascia ecotonale. La presenza di

predatori primari, tra cui lo sparviere (Accipiter nisus), rapace

diurno legato all’ambiente boschivo e abilissimo cacciatore specializzato

in uccelli come fringuelli, cince, merli, ghiandaie e saltuariamente

colombacci, è un’ottima indicatrice della diversità biologica

del Siserno, in quanto essi rappresentano il più alto anello della

catena alimentare. Nelle cavità di vecchi alberi nidifica il comune

picchio verde (Picus viridis), la cui fonte di cibo è costituita prevalentemente

da formiche che non esita a cacciare scavando i formicai

fino in profondità. I pascoli rocciosi cacuminali rivestono un

ruolo importantissimo per il transito e la sosta di numerose specie

di uccelli migratori, transito obbligato tra il mare e la dorsale appenninica.

Questo habitat è impreziosito notevolmente della presenza

del calandro (Anthus campestris), raro uccello migratore

la cui alimentazione comprende semi e piccoli insetti di ogni sorta.

La fascia ecotonale cacuminale annovera numerosi passeriformi tra

cui l’averla piccola (Lanius collurio), specie insettivora in declino

quasi ovunque. Mammiferi come la volpe (Vulpes vulpes) e il

tasso (Meles meles) sono presenti su tutto il territorio così come la

donnola (Mustela nivalis) e la faina (Martes foina), mentre la

diffusione lungo l’area sommitale di pozzi e cisterne realizzati in pietra

garantisce l’esistenza di diverse specie di anfibi tra cui il tritone

crestato (Triturus carnifex) ed il tritone italico (Triturus italicus),

specie endemica dell’Italia centro-meridionale, delle Marche

centrali e del Lazio meridionale fino alla Calabria meridionale. La

fauna si arricchisce del colubro liscio (Coronella austriaca) che

trova nel sassoso ambiente cacuminale il suo habitat ideale. Assai

più ricca e diversificata, ma in larga parte ancora poco studiata, è la

comunità degli invertebrati. La piccola farfalla Lycaena thersamon,

rara e localizzata, con poche colonie in tutta l’Italia centro-settentrionale,

si insedia negli ambienti prativi aridi del Siserno. Meritevole di

segnalazione è Euplagia quadripunctaria, falena presente stabilmente

sul Siserno e inclusa nell’allegato II della Direttiva “Habitat”

92/43 CEE, in cui viene indicata come specie prioritaria meritevole

di particolare attenzione.

Sparviere - Accipiter nisus

Rapace diurno frequentatore del bosco dalle abitudini elusive

e cacciatore formidabile di piccoli uccelli.

A S P E T T I FAU N I S T I C I

Euplagia quadripunctaria

Si rinviene nel bosco più spesso in valli strette e delimitate

da rilievi con pendii scoscesi. l

Volpe - Vulpes vulpes

Mammifero ampiamente diffuso su tutto il territorio

e dalle abitudini alimentari onnivore.

Picchio verde - Picus viridis

Frequenta soprattutto le quote medio-alte al margine dei boschi

che sceglie per la nidificazione.

di Paolo FuSacchia e Pietro Salomone

Lycaena thersamon

Frequentemente la presenza di una colonia può essere rivelata

dalla comparsa di soli uno o due individui. s

Colubro liscio - Coronella austriaca

Serpente innocuo e non velenoso. Abita i terreni in prevalenza

rocciosi con cespugli sparsi. Molto elusivo. l

Averla piccola - Lanius collurio

Passeriforme estivo e nidificante localizzato in aree cespugliate

alle quote più elevate del Siserno. n

Lucanus tetraodon

Coleottero dotato di robuste mandibole appartenente alla

famiglia dei lucanidi; allo stadio larvale si nutre di legno morto.

Tritone crestato italiano - Triturus carnifex

Anfibio Urodelo, frequenta le cisterne d’acqua disseminate

nell’area cacuminale del complesso del Siserno. l

Calandro - Anthus campestris

Passeriforme estivo e nidificante con presenza rara e localizzata

lungo il crinale roccioso. n

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ASPETTI FAUNISTICI: POZZO L’ ARCARO

Monte

Siserno

Alle pendici nord-orientali del Monte Siserno (790 m) si apre la

grotta di Pozzo l’Arcaro. Il fondo di questa cavità, conosciuta

da moltissimo tempo, risulta noto sin dal 1952. Inoltre, nei primi

anni ’90, la grotta è stata oggetto di ulteriori esplorazioni che hanno

portato alla scoperta di nuovi rami e hanno aumentato il suo sviluppo

planimetrico a circa 340 metri. Le grotte possono sembrare

un ambiente inospitale per la vita, ma in realtà sono solo uno dei

tanti habitat presenti sulla terra dove essa è possibile. Da questo

punto di vista Pozzo l’Arcaro non fa eccezione. Tale cavità, infatti,

è ben nota tra gli zoologi per il suo ricco popolamento animale,

soprattutto invertebrati, tra cui si annoverano due specie di insetti

endemici. Per endemismo si intende un organismo che si rinviene

soltanto in un’area ben definita più o meno estesa; ciò significa

che Bathysciola sisernica e Duvalius cerrutii vivono solo ed

esclusivamente all’interno di questa cavità sotterranea. Le due specie

appartengono all’ordine dei Coleotteri e, rispettivamente, alle

famiglie Cholevidae e Carabidae. Entrambi questi insetti si possono

definire troglobi poiché mostrano il più alto grado di adattamento

all’ambiente cavernicolo, dove si svolge tutto il loro ciclo vitale.

Bathysciola sisernica si rinviene abbondante, insieme a Bathysciola

georgii, nel deposito di materiale organico presente alla base del

pozzo di accesso; questi Coleotteri, infatti, si nutrono di sostanza

organica in decomposizione, contribuendo così al suo riciclo. Tale

deposito è costituito principalmente da guano di pipistrelli e resti

animali e vegetali che cadono nella grotta dai suoi ingressi superiori.

Anche Duvalius cerrutii vive nel riempimento di massi, argilla e

materia organica che si trova all’interno della grotta, ma a differenza

degli altri due è carnivoro e si ciba dei piccoli invertebrati che trova

all’interno del cumulo di detriti organici. Sin dall’epoca della sua

scoperta ne sono stati trovati pochissimi esemplari. All’interno della

grotta vivono almeno tre specie di pipistrelli: il ferro di cavallo

maggiore (Rhinolophus ferrumequinum), il ferro di cavallo

minore (Rhinolophus hipposideros) ed il vespertilio maggiore

(Myotis myotis). La presenza di questi innocui e utilissimi Mammiferi

che si cibano unicamente di insetti, molti dei quali dannosi

alle coltivazioni, è molto importante. Tutte le specie europee di

Chirotteri sono protette dalla Direttiva “Habitat” 92/43/CEE e risultano

minacciate di estinzione a causa dell’abuso di pesticidi e per il

disturbo antropico nei loro rifugi.

Meta sp.

Questi Aracnidi costruiscono la loro tela per catturare gli

Artropodi che camminano sulle pareti della grotta.

Oxychilus draparnaudi

Mollusco che si nutre di insetti morti e Lepidotteri vivi

che svernano sulle pareti delle grotte.

Mycetophilidae sp.

Gli adulti di questi Ditteri prediligono luoghi umidi e ombrosi,

le larve si nutrono soprattutto di funghi.

Nesticus eremita

Aracnide che si ritrova frequentemente sulle pareti rocciose

all’interno delle grotte italiane.

di Giovanni carotti

Dolichopoda geniculata subsp. geniculata

Ortottero delle cavità sotterranee. Di notte lo si può trovare

nei boschi circostanti.

Limonia nubeculosa

Dittero comunissimo nelle grotte dove d’estate se ne possono

osservare migliaia di individui.

Ixodes vespertilionis

Zecca parassita di Chirotteri. Secondo alcuni autori si tratta

di una specie esclusivamente cavernicola.

Bathysciola sisernica

Specie troglobia endemica del Monte Siserno. Si rinviene

solo all’interno di Pozzo l’Arcaro. s

Micropterna fissa

I Tricotteri, acquatici allo stadio larvale, da adulti si ritrovano

nelle grotte dove si accoppiano

Vespertilio maggiore - Myotis myotis

Si nutre principalmente di insetti come i Coleotteri carabidi

catturati al suolo. l

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RefeRenze fotogRafiche

RiquadRi di copeRtina

Pietro Salomone - Ingresso Pozzo l’Arcaro; Paolo Fusacchia - Saltimpalo (Saxicola torquata),

gigaro a foglie sottili (Biarum tenuifolium), poiana (Buteo buteo) in volo; Raniero Panfili - Hemaris fuciformis

habitat e paesaggi

Paolo Fusacchia, tranne pascoli aridi con roverella (Quercus pubescens s.l.), fosso S. Ermete, lecceta cacuminale

con Monte Gemma di Pietro Salomone, Pozzo l’Arcaro di Giovanni Carotti

aspetti Vegetazionali e floRistici

Paolo Fusacchia, tranne Ostrya carpinifolia, Phyllitis scolopendrium, Polipodium cambricum, Smilax aspera,

Olea europaea subsp. oleaster di Pietro Salomone, Quercus pubescens s.l., Eryngium amethystinum di Silvia Marinsalti,

Quercus cerris di Ettore Orsomando

aspetti faunistici

Paolo Fusacchia, tranne Euplagia quadripunctaria, Lucanus tetraodon di Pietro Salomone, Lycaena thersamon di Raniero Panfili

aspetti faunistici: pozzo l’aRcaRo

Giovanni Carotti

Simbologia

Specie o habitat protetti: l Direttiva “Habitat” 92/43 CEE; n Direttiva “Uccelli” 79/409 CEE.

s Specie significative per il Monte Siserno

bibliogRafia essenziale

Cerruti M., Patrizi S., 1952 - Diagnosi preliminare di due nuove specie di Bathysciinae cavernicole del Lazio (Coleoptera Catopidae). Boll.

Soc. Ent. Ital., 82: 92-93.

FuSaCChia P., PeSCe P., 2002 - Territorio Vivente - Ambiente Flora e Fauna. “Progetto Natura” Città di Ceccano. Amministrazione Comunale

di Ceccano (Fr).

PeSCe P. (a cura di), 2006 - Bosco Faito, conoscerlo con un colpo d’occhio, dialogo con il “Vecchio Faggio”. Centro Studi Tolerus - Ambiente e

Territorio, Ceccano (Fr).

Sbordoni V., di doMeniCo n., 1967 - Una nuova specie cavernicola di Duvalius dell’Appennino centrale (Coleoptera, Carabidae). Fragmenta

Entomologica. Volume V fascicolo 2: 165-180.

i fondi del Centro Studi Tolerus

il patrocinio e il contributo

del Consiglio Regionale del Lazio

depliant stampato con

il contributo della Banca

del Credito Cooperativo

di Roma - Sede di Ceccano

© edizione dicembRe 2009

Vietata qualsiasi forma di riproduzione senza autorizzazione scritta del dott. Pietro Salomone

(E-mail: info@tolerus.it - pietrosalomone@libero.it)

centRo studi toleRus - ambiente e teRRitoRio

Via Stazione, 4 - 03023 Ceccano (Frosinone)

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impaginazione e stampa

Tipografia S. Giuseppe srl - Pollenza (Macerata)

Versante sud-occidentale del Monte Siserno (790 m) visto dal Monte Calciano - Foto Pietro Salomone

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