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rotary2090.info

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La lettera del

Governatore

Seminario

Distrettuale

Rotary

Foundation

RYLA: la sfida

sta nella

negoziazione

Speciale

Forum

Albania: il

Primo Ministro

riceve il

Governatore

Anno XIV

Novembre 2008

n° 113

Rotary

Foundation

www.rotary2090.info


Periodico mensile fondato da Ennio Vincenti

- Autorizz. Tribunale di Teramo n. 364 del

27/10/1994 - Stampa Grafiche Millefiorini

S.N.C. Zona Industriale, 06046 Norcia -

Editore Rotary International Distretto 2090

rappresentante pro tempore, il Governatore

2008 - 2009 Giorgio Splendiani - Via

Cimino, 3 - 67100 L’Aquila - Direttore

responsabile Mauro Bignami - Redazione:

Via Cimino, 3 - 67100 L’Aquila -

Pubblicazione non in vendita ma distribuita

ai soci dei Rotary Club del Distretto 2090 -

Poste Italiane Spa - spedizione in

abbonamento postale - D.L. 353/2003 (Conv.

in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1 - comma 1

commerciale Business Ascoli Piceno.

La riproduzione degli articoli, anche parziale,

è permessa citando la fonte. Gli articoli

pubblicati rispecchiano soltanto il pensiero

degli autori e non comportano responsabilità

della direzione.

COMITATO DI REDAZIONE DEL

GIORNALE DISTRETTUALE

Presidente onorario

Ennio Vincenti

Presidente

Giorgio Splendiani

Direttore Responsabile

Mauro Bignami

Componenti

Ferruccio Squarcia, Mario Struzzi, Angelo

Buonumori, Luigi Marra, Bruno Massucci,

Demetrio Moretti, Urbano Urbinati, Lucio

Valentini, Berardo Zocaro

Redazione operativa:

Casella Postale 233 Ancona Centro

60123 Ancona

e-mail: segreteria@studiobignami.it

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Mobile 368 3325275

Numero chiuso in redazione il 15/10/08

SOMMARIO

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Lettera del Governatore

Letra e Guvernatorit

Prossimamente

Visite del Governatore

Seminario Distrettuale Rotary

Foundation

DAL DISTRETTO

Ryla: la sfida sta nella negoziazione

(Mauro Bignami)

SPECIALE FORUM ANZIANI

L’Effettivo per un Rotary migliore

(Mauro Bignami)

Statistiche o presenze impegnate?

(Mario Giannola)

Espansione e sviluppo nel Distretto 2090

(Giorgio Rossi)

Il lungo tramonto: un momento luminoso

(Mauro Bignami)

DALL’ALBANIA

Albania: il Primo Ministro Berisha riceve

il Governatore Splendiani

(Demetrio Moretti)

Shqiperi: Kryeministri Berisha takon

Guvernatorit Splendiani (Demetrio Moretti)

Macerata scorta Splendiani in Albania

(Mario Belloni)

L’opinione

Elogio del buonsenso (Urbano Urbinati)

Rotary

C’era una volta l’ICR (Antonio Serafini)

Premio Internazionale Galileo Galilei dei

Rotary Club italiani (MaBig)

PER CHI DESIDERA COLLABORARE

La nuova veste della rivista e il desiderio di renderla

sempre più bella e fruibile, ci suggeriscono di

indicare alcune norme redazionali:

• I contributi editoriali alla rivista, sempre

graditi, dovranno essere scritti in testo word

e inviati via e-mail al seguente indirizzo:

segreteria@studiobignami.it

• Per poter dare spazio al maggior numero di

interventi, salvo autorizzazione della redazione,

i contributi relativi all'attività dei Club, non

dovranno superare la mezza cartella, pari a

750 battute, spazi compresi.

• Gli altri interventi vanno misurati a cartelle,

ossia a fogli di testo word da 1.500 battute,

spazi compresi (titoli esclusi).

La lunghezza dell'articolo va sempre concordata

con la redazione la quale, per esigenze di spazio,

una volta ricevuto il pezzo, può chiedere di ridurlo

o sintetizzarlo.

La redazione è autorizzata a correggere il contributo

inviato e, per esigenze di tempo o spazio,

Novembre 2008 - n° 113

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Presidente Internazionale P 2009 - 2010

Dibattiti

Amicizia e produttività del Club

(Roberto Ristori)

Dissonanze

Ma che mestiere fai? (Mauro Bignami)

Fellowship

Provaci ancora Gabriele!

Pensieri

L’importanza dello stare insieme

(Maurizio Maurizi)

DAI CLUB

Il progetto del parco urbano “Gli Angeli”

(Pio De Giuli)

L’usura, un male difficile da estirpare

(Luigi Lazzaro)

C’est la famiglia l’important...

(Nicola Di Francesco)

Rassegna musicale di giovani artisti ortonesi

Amelia, Narni, Orvieto, Spoleto, Terni e

Todi: Interclub con l’OCSE

(Igea Frezza Federici)

Ragazzi senz’alcol: il club di Tolentino

sostiene l’iniziativa (Carla Passacantando)

Civitanova Marche spegne 30 candeline

Osimo: Forma alata per i rotariani

scomparsi

Territorio

Umbria: misteri e sortilegi (Igea Frezza

Federici)

Rotaract

L’attività riparte bene (Daniela Crocetti)

Primo viaggio distrettuale: destinazione

Barcellona (M. V. Mancini e A. Nini)

può altresì non pubblicare i pezzi ricevuti, anche

se concordati nella lunghezza e nei tempi.

• Le eventuali foto accompagnatorie saranno

pubblicate a insindacabile giudizio della

redazione.

Consigliamo di evitare fotografie in cui

appaiono piatti, bottiglie e bicchieri o persone

a tavola.

Una fotonotizia (foto con due/tre righe di

testo) è egualmente gradita e, spesso, fa più

effetto di un articoletto.

• Le fotografie devono rispettare standard di

pubblicabilità minimi, corrispondenti a una

dimensione non inferiore a cm 15 (la base) e

una definizione di 300 Dpi/pollice. I file vanno

inviati in formato Jpg e, se non espressamente

concordato, non devono oltrepassare le

dimensioni indicate. Nel caso di immagini

particolarmente pesanti, si prega di contattare

Angelo Buonumori per ottenere le disposizioni

di invio tramite FTP.


C

ari amici,

continuano i miei appuntamenti

con i Club e gli incontri con

rotariani sempre attivi ed entusiasti.

Conservo ancora molto vivo il ricordo

delle visite ai Club albanesi, ogni

volta capaci di suscitare la commozione

e le intense emozioni che spero,

ora, di trasmettervi per intero.

Mi hanno accompagnato, oltre al

PDG Giorgio Rossi e il DDG Mario

Struzzi, numerosi rotariani del Club

di Macerata, che si sono piacevolmente

ritrovati con soci di diversa

nazionalità e religione, legati però

da un unico ideale rotariano.

L'incontro più esaltante è stato quello

con le autorità, dalle quali ho ricevuto

apprezzamenti per i service svolti

dal Rotary.

L'ambasciatore italiano dr. Saba

D'Elia, insieme all'addetto culturale

prof. Adriano Ciani, ha accompagnato

la delegazione del Rotary dal Primo

Ministro Sali Berisha, che ha

avuto parole non di circostanza, ma

di vero consenso e di lode per il

lavoro svolto dal Rotary in Albania.

In particolare, ha encomiato il progetto

della creazione di una Banca

della pelle e il proseguimento del

trattamento in ospedali italiani di

bambini affetti da cardiopatie. Il

Primo Ministro ha voluto dare notevole

risalto a questo incontro, che è

stato trasmesso dal telegiornale della

televisione nazionale e messo sul sito

ufficiale del Consiglio dei Ministri

del Governo Albanese.

LETTERA DEL GOVERNATORE

LETRA E GUVERNATORIT

Giorgio Splendiani

Siamo stati inoltre ricevuti dal ministro

della Sanità prof.ssa Anila Godo,

che si è compiaciuta per il progetto

Cuore per l'Albania, dal vice ministro

dei Lavori pubblici Stavri Ristani,

che ha ringraziato per la realizzazione

dell'acquedotto di Durazzo e, infine,

dal vice ministro degli Interni Genti

Strazimiri, che ha avuto parole entusiastiche

e di stima non solo per le

cure mediche praticate all'agente di

Polizia ferito nell'esplosione della

polveriera vicino a Tirana, ma anche

per il grande calore umano con cui

è stato accolto in Italia.

In 15 anni il supporto ai Club albanesi

è stato continuo e costante da

parte di tutti i governatori e gli assistenti

che si sono succeduti e ciò ha

permesso ai Club di crescere e di

realizzare numerosi service, oltre a

quelli che ho appena ricordato.

Vi faccio partecipi di queste notizie

perché da esse dobbiamo trarre un

insegnamento essenziale: quando si

opera per il bene si è apprezzati e,

di conseguenza, si può gioire per la

soddisfazione dei successi ottenuti.

Il lungo tramonto, magnifico Forum

tenutosi a Campobasso il 5 ottobre,

ha messo a fuoco i problemi emergenti

della terza età, dando suggerimenti

pratici su come agire efficacemente

per sostenere chi ha terminato

il proprio ciclo lavorativo e necessita

di una solidarietà che non lo faccia

sentire emarginato, ma solo diversamente

giovane.

Tutti i Club dovranno impegnarsi in

favore degli anziani mettendo diret-

NOVEMBRE NENTOR

tamente a disposizione le professionalità

dei propri soci o creando callcenter

oppure istituendo organizzazioni

specifiche quali, per esempio,

le Università per Anziani già attive

in molte città.

Volendo ottenere dei successi è necessario

individuare prioritariamente

le necessità delle comunità locali che

sono spesso sconosciute; sarà così

più facile rendersi veramente utili,

avere il supporto delle autorità e la

solidarietà della gente.

E' tempo ormai di valutare gli obiettivi

da raggiungere e portare avanti

il lavoro iniziato controllandone

l'effettiva realizzabilità ed efficacia.

Evitiamo auto-celebrazioni inutili o

programmazioni meramente teoriche,

riduciamo le spese superflue

concentrando l'utilizzo delle risorse

umane ed economiche in azioni vantaggiose

e traducibili in realtà.

Questo è il mese della Rotary Foundation:

domenica 16 novembre, in

occasione del Forum distrettuale di

Fano, valuteremo insieme come potenziare

e meglio utilizzare questa

nostra grande ed efficiente organizzazione.

Nella speranza di incontrarvi numerosi

per condividere la gioia di questo

prossimo incontro, invio i saluti più

cari

Giorgio

3


T

4

e dashur miq,

vazhdojne takimet e mija me

Klubet dhe me Rotarianet gjithmone

aktiv dhe entuziast.

Konservoj akoma shume te gjalle

kujtimin e vizitave te Klubeve

Shiptare, c'do here te afte per te

ngjallur mallengjim dhe emocione

te dendura qe shpresoj, tani, t'ju

transmetoj te gjitha.

Me kane shoqeruar, pervec PDG

Girogio Rossi e il DDG Mario Struzzi,

shume rotarian te Klubit te

Macerates, qe u gjinden me kenaqesi

me ortak te nje kombi dhe feje tjeter,

por te bashkuar nga nje i vetem ideal

rotarian.

Takimi me i kenaqeshem ka qene ai

me autoritetet, te cilat kane shprehur

kenaqesi per i Service te bere nga

Rotary.

Ambasadori italian Dr. Saba D'Elia,

sebashku me te ngarkuarin per

kulturen Prof. Adriano Ciani, kane

shoqeruar delegacionin e Rotarit tek

Kryeministri Sali Berisha, qe ka pasur

fjale jo te rrethanes, por te nje

konsensi te vertete duke shprehur

lavderimin per punen e bere nga

Rotary ne Shqiperi.

Ne te vecante, ka lavderuar projektin

e krijimit te nje Banca della Pelle

dhe vazhdimin e trajtimit ne spitalet

italiane te femijve kardiopatik.

Kryeministri ka pasur deshiren ti

jape rendesi te madhe ketij takimi,

qe eshte transmetuar nga televizioni

kombetar dhe vene ne sitin zyrtar te

Keshillit te Ministrave dhe te

Qeverise Shqiptare.

Na kane mirepritur me tej ministri

i Shendetesise Prof. Anila Godo, qe

ka shprehur kenaqesine per

projektin Cuore per L'Albania,

zevendes ministri i Puneve Publike

Stavri Ristani, qe ka falenderuar per

realizimin e ujesjellesit te Durresit

dhe, ne fund, nga zevendes ministri

i ministrise se Brendeshme Genti

Strazimiri, qe ka pasur fjale

entuziaste dhe shprehur stimen jo

vetem per per kurat mjeksore te

praktikuara per agjentin e plagosur

ne shperthimin e depos prane

Tiranes, por edhe per ngrohjen

njerzore me te cilen eshte mirepritur

ne Tirane.

Ne 15 vjet ndihma klubeve shqiptare

ka qene e vazhdueshme nga ana e

te gjithe Guvernatorve dhe

asistenteve te kaluar dhe kjo ka bere

te mundshme Klubeve te rriten dhe

realizojne Service te shumte, tutje

atyre qe sapo kujtova.

Ju bej pjesemarres te ketyre lajmeve

sepse nga keto duhet te nxjerrim nje

mesim esencial: kur punohet per te

miren ajo vleresohet dhe si pasoje

mund te gezohemi per sukseset e

arritura.

Il Lungo tramonto, i mrekullueshem

Forum i bere ne Campobasso me 5

tetor, ka vene ne shenje problemet

emergjente te moshes se trete, duke

dhene sugjerime praktike si duhet

te veprojme ne menyre te efekteshme

per te mbeshtetur ata qe kane

mbaruar ciklin punesor dhe kane

nevoje per solidaritet i cili mos ti

beje te ndihen te emargjinuar por

vetem te rinj ndryshe.

Te gjithe Klubet duhet te angazhohen

ne favor te te moshuarve duke vene

ne dispozicion direkt

profesionalitetin e ortakeve o duke

krijuar call center ose ndertuar

organizata te vecanta si, per shembull,

Universitet per te moshuarit,

aktualisht aktive ne shume qytete.

Duke deshiruar arritjen e sukseseve

eshte e nevojshme gjendja ne vend

te pare e nevojave te komuniteteve

lokale qe jane shume shpesh te

panjohura; do jete keshtu me e

thjeshte te jemi te dobitshem, dhe te

kemi suportin e autoriteteve dhe

solidaritetin e njerzeve.

Eshte koha tani per te vlersuar

objektivat qe duhet te arrihen dhe

cuar perpara punen e filluar duke

kontrolluar realizimin efektiv dhe

efektet.

Te evitojme auto-celebrime jo te

dobiteshem o programe teorike, te

ulim shpenzimet e teperta duke

koncentruar perdorimin e burimeve

njerzore dhe ekonomike ne aksione

te leverdueshme dhe qe perkthehen

ne realitet.

Ky eshte muaji i Rotarit Foundation:

te dilen 16 nentor, me rastin e

Forumit te distriktit te Fanos, do

vlersojme sebashku si te bejme me

te fuqishme kete te tonen organizate

te madhe dhe efikatse.

Me shprese qe t'ju takoj te shumte

per te bashkendare gezimin e ketij

takimi te ardhshem, dergoj

pershendetjen me te ngrohta

Giorgio

(E perkthyer nga Dott. Roaldo Lukaj)


PROSSIMAMENTE

FORUM E MANIFESTAZIONI NAZIONALI E INTERNAZIONALI 2008/2009

16 Novembre

24-29 Novembre

15 Marzo 2009

19 Aprile 2009

9-10 Maggio 2009

28-31 Maggio 2009

30 Maggio 2009

13-14 Giugno 2009

21 Giugno 2009

21-24 Giugno 2009

Fano (PU)

Ancona

Pescara

Termoli

Pescasseroli (AQ)

Arcevia (AN)

L’Aquila

L’Aquila

Birmingham

VISITE DEL GOVERNATORE AI CLUB

Novembre 2008

Seminario Rotary Foundation

24° Ryla - “La negoziazione”

SIPE

XXXII Premio D’Andrea

Assemblea distrettuale

4 San Benedetto del Tronto e San Benedetto del Tronto Nord

6 Sulmona

7 Campobasso

8 Ortona

9 Larino

10 Atessa Media Val di Sangro

12 Trasimeno e Perugia Est

13 Foligno

14 Todi

15 Fano

17 Spoleto

11° Raduno Nazionale dei Cavalieri Rotariani

XVI Premio di scultura E. Mannucci

Congresso Distrettuale

Torneo di Golf per rotariani

100ª Convention del Rotary International

18 Ascoli Piceno

21 Vasto

22 Lanciano

29 Amelia Narni

30 Terni

Dicembre 2008

13 Assisi

16 Perugia

18 Norcia

20 Orvieto

21 Città Di Castello

info: www.rotary.org


Rotary Foundation

SEMINARIO

DISTRETTUALE

Fano 16 Novembre 2008

7


Mauro Bignami

RYLA: LA SFIDA STA NELLA NEGOZIAZIONE

A

nche il RYLA di quest'anno, il 24º,

si terrà ad Ancona, dal 24 al 29

novembre e avrà come tema la negoziazione.

Un argomento intrigante e affascinante

perché, ogni giorno, ci capita di

negoziare, anche quando non ce ne accorgiamo.

Del resto, vivere assieme agli altri

ci porta non solo al confronto, ma anche a

una mediazione, per cui la negoziazione è

un'attività fondamentale e allo stesso tempo

stimolante, per raggiungere risultati e obiettivi

in tutti i campi della

vita, dal lavoro alla vita

personale e sociale.

Nel privato, con il proprio

marito o moglie, per quale

spettacolo andare a vedere

o quale abitazione acquistare;

con i figli, per stabilire

l'ora del rientro dalla discoteca;

con la suocera per

delineare il reciproco spazio

vitale. Nella professione,

per elaborare un'offerta di

lavoro; con un cliente, per

appianare una disputa o per

definire un contratto; per

trovare una soluzione

all'allocazione di un budget

tra diverse funzioni e posizioni

della propria organizzazione.

In una trattativa sindacale o in

un rapporto interculturale (si pensi

all'incontro tra diverse religioni al Forum

sulla Perdonanza) o, più semplicemente,

nel rapporto tra colleghi.

Purtroppo, secondo alcune statistiche recenti,

circa il 70% delle negoziazioni si

conclude con un accordo meno che soddisfacente

di quello che si sarebbe potuto

raggiungere e ciò è determinato da una

preparazione insufficiente e dagli errori

commessi dai negoziatori. Qual è la causa?

Molto spesso è legata al fatto che i negoziatori

pensano che negoziare sia un modo

per vincere e, quindi, fanno di tutto per

giocare una gara competitiva, in cui le parti

si fanno la guerra attraverso un continuo

gioco di attacco e di difesa e la questione

viene posta con i termini vincere o perdere.

Invece, negoziare non è un modo per vincere

o per perdere, ma per creare valore,

trasformando differenze in opportunità,

controparti in interlocutori, clienti e fornitori

in partner. Il fine della negoziazione è infatti

quello di raggiungere un accordo di reci-

proca soddisfazione tra le parti, tramite

un'integrazione delle differenze poste sul

tappeto, abbandonando l'approccio della

distribuzione della torta in favore di una torta

più grande e superando anche l'approccio

dell'asserzione (dei propri interessi) in favore

dell'empatia, ossia della comprensione di

quelli degli altri. Attenzione, ho scritto

accordo, non compromesso che, di norma, è

una soluzione difficilmente soddisfacente,

in particolare nel lungo periodo.

Pertanto, la negoziazione potrebbe essere

definita come un sistema per prendere

decisioni il quale si concretizza in un pro-

cesso che, se ha successo, sfocia in una

decisione congiunta, presa da più persone

contemporaneamente.

Si intuisce pertanto come oggi, in ogni

ambiente lavorativo, i negoziatori abili siano

sempre molto richiesti e riuscire a concludere

un accordo difficile possa essere uno

degli aspetti soddisfacenti del proprio lavoro,

anche dal punto di vista economico.

Dunque, concorderete che la negoziazione

è uno strumento fondamentale, quindi

conoscerne le tecniche è

importante.

Chi avrà la fortuna di frequentare

il 24º RYLA avrà

l'opportunità di acquisire

conoscenze e metodi per

instaurare relazioni positive

ed efficaci con tutti gli interlocutori

coinvolti nella

negoziazione, preparare e

condurre negoziazioni di

successo e, inoltre, aumentare

la propria capacità

persuasiva per migliorare

la resistenza psicologica

nella negoziazione e riconoscere

le tecniche di negoziazione

utilizzate dagli

interlocutori.

Questo e tanto altro ancora

è nel programma dettagliato inviato a tutti

i presidenti, segretari di Club e assistenti

dal PDG Roberto Barbieri, direttore esecutivo

del Comitato distrettuale per il RYLA:

se non l'avete ancora fatto, leggetelo con

attenzione.

Che dire di più?

Ah, sì: non perdete l'occasione di fare frequentare

il RYLA ai vostri figli, ai figli dei

vostri amici, agli amici dei vostri figli e,

perché no?, ai figli dei vostri nemici e ai

nemici dei vostri figli! Ve ne saranno tutti

grati.

Ci vediamo ad Ancona.

9


Mauro Bignami

L'Effettivo per un Rotary migliore

L

o sviluppo della compagine sociale

è essenziale per la continuità del

Rotary e porta a riflettere su diversi

problemi, quali la necessità di ringiovanimento,

di un maggiore ingresso di donne,

di apertura a nuove categorie, facendo però

in modo che l'assiduità e la partecipazione

siano elevate.

Questo perché l'assiduità alle riunioni è

fondamentale per il buon funzionamento e

la solidità del club. A prescindere da quanto

stabilito dallo statuto del Club, l'importanza

che viene data all'assiduità deriva specialmente

dalla considerazione che ogni socio

rappresenta un soggetto ben caratterizzato

professionalmente e umanamente e che, per

tale motivo, una sua assenza priva il Club

del vantaggio di un effettivo diversificato e

priva i soci della compagnia di un amico.

In sostanza, ciò che conta è la motivazione

di base del rotariano a essere tale e, con

questa, il suo senso di appartenenza al

Rotary, come responsabilità, come dovere

e come gioia.

I futuri rotariani dovranno essere persone di

alta qualificazione professionale, disposte

all'amicizia e alla tolleranza e possedere

specchiate e ineccepibili qualità etiche e morali.

L'aumento dell'effettivo e l'espansione significano

anche diffusione e pratica di tutti i sentimenti

impliciti nel concetto di amicizia che

è anche condivisione dei nostri ideali rotariani.

L'amicizia non è un sentimento difficile da

mantenere, come sosteneva Voltaire nel suo

Dictionnaire Philosophique, lo è solo se si

intende l'amicizia come la intendevano Cetego

e Mecenate, il primo complice di Catilina, il

secondo cortigiano di Augusto. La vera amicizia

è quella di Attico e di Cicerone. L'amicizia

implica anche un profondo senso di libertà,

una sincera e autentica apertura alla reciprocità

e permette di esprimere la propria identità

anche nella condivisione di importanti progetti

di vita. L'amicizia può essere un punto d'arrivo,

ma non è mai un'esperienza conclusa, è soprattutto

una fase della vita delle persone che

sanno riconoscere le tracce di tutte le esperienze

passate e farne un tesoro comune,

cercando le radici del proprio stare insieme.

10

SPECIALE FORUM ANZIANI

Di questo si è parlato con dovizia di argomentazioni

al Forum distrettuale Effettivo,

espansione, Alumni, tenutosi a Osimo il 21

settembre scorso e organizzato dal locale

Club. Aperto dai saluti di rito e coordinato

dal PDG Vincenzo Montalbano Caracci,

l'incontro ha visto sfilare sul palco numerosi

relatori: i PDG Mario Giannola e Giorgio

Ross; il past presidente del Club L'Aquila

Maurizio Fioravanti; il presidente della

Commissione distrettuale Alumni Federico

Barbieri e il presidente dell'associazione

distrettuale Alumni Francesco Ottaviano.

Infine, Marianna Ciccarone, che, quale partecipante

al GSE 2007-2008, ha testimoniato

la propria esperienza a questo programma

del Rotary.

In apertura, il governatore Giorgio Splendiani

si è retoricamente chiesto se i forum

sono troppi o se, invece, servono. «Vanno

fatti - si è risposto -, perché incontrarsi

rafforza la conoscenza e l'amicizia» e, soprattutto,

«perché le risorse finanziarie

derivanti dall'immissione di nuovi soci non

el febbraio scorso a Evanston, l'allora

presidente eletto D. K. Lee, nel raccomandare

il nostro massimo impegno,

disse che al termine del suo anno

2008/2009 desiderava raggiungere un aumento

dell'effettivo di circa 100 mila soci da

distribuirsi tra i 32.800 Club: in media 3

soci a Club.

Questa sorta di bilancio aziendale non ha

mai ispirato la strategia adottata dai nostri

Distretti e dai nostri Club, che vivono

l'aumento dell'Effettivo e dell'Espansione

come crescita virtuosa smarcata dalle campagne

di reclutamento, pur nel rispetto e osservanza

del Piano strategico che prevede lo

sviluppo dell'effettivo come colonna portante

della nostra struttura, con le conseguenti

ricadute sul Piano Direttivo Distrettuale e

componente di rilievo nel riconoscimento

della efficacia ed efficienza dei Club.

Il risultato è che la Zona 12 ha registrato

una costante crescita sull'ordine del 3-4%

servono se non ci sono quelle umane. In

effetti - ha proseguito il governatore -, non

abbiamo bisogno di tanti soci, ma di tanti

rotariani che siano disponibili al servizio e

alla propagazione della pace.» Lo sviluppo

della compagine sociale costituisce un impegno

difficile e delicato, per cui per conservare

e aumentare l'effettivo, per potere

mantenere efficiente il Rotary è necessario

reclutare e formare rotariani negli elevati

ideali dell'etica del servire, sin dall'inizio

pietra fondante del sodalizio. E a tale proposito

è necessario avere sempre in mente

il test delle quattro domande.» In effetti, «la

scelta di un nuovo socio oggi, è una scelta

e un investimento per il Rotary del domani»,

disse tempo fa Mario Giannola.

In chiusura di giornata, dopo una serie di

interventi dei presenti, il PDG Vincenzo

Montalbano Caracci ha rilevato una grande

corrispondenza negli argomenti portati dai

diversi oratori.

Mario Giannola - PDG Chairman Regional RI membership Z. 12

Statistiche o presenze impegnate?

N

annui senza brusche impennate o bruschi

precipizi grafici, mentre continuiamo a

perdere soci negli USA, America latina,

Canada e Australia. Sotto il profilo numerico

e statistico in Europa il Rotary non è in crisi

e nella Zona 12 si registra una decisa contro

tendenza.

Puntare a un aumento dell'Effettivo a tutti

i costi avendo come obiettivo la quantità,

non ha mai dato pratici e positivi risultati.

E' necessario ed essenziale, addirittura previsto

come colonna portante dal Piano strategico

del RI e di riflesso nel Piano direttivo

del Club e del Distretto ma anche come uno

dei sette elementi fondamentali del Piano

strategico, definitivamente approvato nel

Consiglio di Legislazione del 2007, dopo

essere transitato attraverso due Institute

(Maastrich e Lille) nei quali era stato testato.

Oggi il Piano strategico è legge e rappresenta

il futuro del Rotary: in sintesi si identifica

nella governance della nostra associazione:


1) completare il programma Polio;

2) individuare un nuovo programma globale

del Rotary International;

3) sostenere la Rotary Foundation;

4) mantenere e sviluppare l'effettivo;

5) individuare precisi obiettivi da parte dei

Club e perseguirli;

6) formare la leadership;

7) migliorare l'immagine pubblica del Rotary.

Il Piano strategico è particolarmente significativo:

- allorché esprime un concetto di particolare

valenza: tutela della qualità;

- allorché il Club si dichiara tutore della

qualità dei propri iscritti, ne diviene il

garante assumendone di conseguenza, la

responsabilità.

In quanto responsabile, dovrà rispondere in

termini di efficienza ed efficacia. Ne deriva

che il primo rimedio per mantenere e sviluppare

l'effettivo è la scelta oculata, attenta,

rigorosa del nuovo socio e della nuova socia

in termini di qualità, guardando non tanto

ai titoli, quanto ai comportamenti: e il primo

dei comportamenti rotariani è sicuramente

la disponibilità all'impegno.

A chi deve guardare il Rotary nella sua

strategia di crescita?

Innanzitutto alle possibili rotariane (non

quote rosa, mortificanti e discriminanti).

L'apertura del Rotary alle donne avrebbe

dovuto, e potuto, determinare un notevole

e qualificato incremento che non si è veri-

ficato anche per quelle resistenze ancora

largamente presenti in tanti Club.

Altrettanto meritevole della massima attenzione

in un programma di crescita

dell'effettivo, sono i giovani. Il Rotary sta

invecchiando, serenamente, tranquillamente,

ma sta invecchiando. In Europa, ad

esempio, la fascia d'età più presente nel

Rotary è quella che supera i 60 anni. A chi

pensare?

Agli Alumni, così chiamati gli ex borsisti,

che hanno goduto delle Borse di studio

degli Ambasciatori: un patrimonio umano

disperso, dimenticato, da recuperare perché

può costituire una risorsa straordinaria per

il Rotary del futuro, ma anche del presente.

Gli ex borsisti sono oltre 120.000 - meno

del 3% sono diventati rotariani.

Gli ex rotaractiani, da non ammettere nei

Club automaticamente (altra risoluzione

respinta); i partecipanti ai corsi RYLA; i

componenti dei Gruppi di studio dei GSE

che annualmente, grazie alla Fondazione

Rotary, godono di soggiorni di studio della

durata di un mese in paesi stranieri.

In conclusione, il Rotary, nel suo operare,

deve non solo comunicare, ma saper convincere

una società per affermare dei valori

ai quali la società medesima, se non sorda,

si mostra comunque indifferente.

Se il Rotary oggi incontra delle difficoltà

nello sviluppare e mantenere il proprio

effettivo; se il Rotary incontra delle difficoltà

Giorgio Rossi - PDG Coordinatore Alumni RI Z. 12 e 10B

Espansione e sviluppo nel Distretto 2090

I

l tema dell'Espansione e dello Sviluppo

riveste grande importanza per

il Rotary International, dato che

l'incremento del numero globale di soci è

proseguito quasi ininterrottamente dalla

nascita del Rotary fino al 1996, anno in cui

si sono avuti i primi segnali di rallentamento

dell'espansione. Tuttavia, i segnali di crisi

si sono manifestati in modo del tutto diverso

fra le varie aree del mondo rotariano. Ciò

significa che andranno ricercati i motivi

profondi e più o meno palesi del fenomeno

in relazione a ogni sua diversa particolare

connotazione.

Uno sguardo al Rotary in generale evidenzia

che il declino più rilevante si è verificato in

Australia, Giappone, USA, Canada, Sud

SPECIALE FORUM ANZIANI

America, dove le indagini effettuate indicano

che il problema più rilevante consiste nella

difficoltà di trattenere i nuovi soci che, per

motivi vari, danno vita a un consistente

fenomeno di esodo che merita di essere

approfondito.

Sicuramente il primo motivo di esodo va

ricercato nella non corretta scelta della persona

che, evidentemente, non è risultata in possesso

dei requisiti di base per divenire un

buon rotariano. Inoltre, la spinta ad andarsene

può derivare dalla delusione per non aver

trovato il coinvolgimento che si attendeva,

oltre che dall'atteggiamento dei soci di vecchia

data, talvolta poco aperti e colpevolmente

diffidenti verso l'introduzione di nuovi elementi

in un consolidato gruppo di amici.

nel vedere riconosciuti i propri valori; se il

Rotary oggi richiede un impegno sempre

maggiore e sempre più determinato, ciò

deriva non da una perdita del valore che il

Rotary esprime, ma dalla società con cui il

Rotary deve misurarsi e confrontarsi.

Ed ecco il postulato, ecco l'affermazione

con la quale sono tutt'altro che indulgente:

“La società è cambiata e il Rotary rappresenta

uno spaccato di questa società”.

Il Rotary è un'organizzazione mondiale di

persone di diverse estrazioni, cultura e

tradizioni in Paesi con realtà locali molto

differenti, ma che hanno in comune e ne

condividono identità, valori e obiettivi. I

valori e le identità che il Rotary esprime,

proprio perché ne costituiscono il fondamento,

sono irrinunciabili e non negoziabili.

L'etica, negli affari, nei comportamenti,

nelle diverse attività, è uno dei sette principi

fondanti contemplato dal Piano Strategico,

presente e futuro del Rotary International.

Capisco che il confronto è duro, impopolare,

fastidioso, ma questa è la sfida se vogliamo

che il Rotary mantenga intatta la propria

identità.

Guardo con simpatia a una società che si

uniformi ai principi del Rotary, piuttosto

che a un Rotary che scenda a compromessi

usando come comodo alibi la società che

cambia.

Quanto all'Italia, la situazione, in particolare,

quella del nostro Distretto, si caratterizza

per l'aspetto positivo che, anno dopo anno,

viene tuttora confermato. Questa considerazione

non può però esimerci dal sentirci

parte del problema generale, che dobbiamo

considerare come un preciso campanello

d'allarme, offrendo il nostro impegno per

una corretta e fattiva soluzione: ce lo chiede

il Rotary e non possiamo mancare di rispondere

all'appello.

Finora, in Italia il Rotary si è diffuso per lo

più nelle grandi e medie città, per cui forse

potrebbe essere opportuno rivolgere

l'attenzione verso quelle medio-piccole e i

loro territori; infatti, anche a seguito del

crescente processo di comunicazione e di

11


globalizzazione, si va registrando un fenomeno

di uscita dalle grandi concentrazioni

urbane a favore dei centri medio-piccoli,

nei quali sta aumentando la presenza di

persone e categorie sempre più preparate e

attente all'evoluzione intellettuale, sociale

ed economica. Ed è qui che, attraverso la

creazione di nuovi Club piuttosto che con

l'ampliamento di quelli esistenti, può essere

incrementata correttamente e proficuamente

la presenza rotariana.

Inoltre, opportuna e producente va considerata

l'ammissione di giovani: ce ne sono

ovunque, preparati, validi e disponibili. Sta

a noi cercarli oculatamente, curando poi

col massimo impegno il loro inserimento

attivo nel Club: correremo magari anche il

rischio di qualche delusione, ma il risultato

complessivo sarà comunque sicuramente

positivo. E' quanto, con grande prudenza,

si è cercato di realizzare nel nostro Distretto

e credo che ciò sia la strada più giusta per

rispondere correttamente alle istanze del

nostro Rotary.

Molti sono gli elementi da considerare per

dare vitalità e ulteriore motivazione alla

nostra appartenenza al Rotary, sia ai fini

dell'ingresso nell'associazione che del mantenimento

dei nuovi soci. Tra i più rilevanti,

ne elenco alcuni:

- evitare l'impoverimento delle riunioni

settimanali;

- alleggerire il peso economico

dell'appartenenza al Club;

- preparare adeguatamente i futuri presidenti;

- usare la massima oculatezza nelle

ammissioni;

- coinvolgere i soci, soprattutto i nuovi,

nelle attività del Club;

- condurre le riunioni entro orari definiti

e ragionevoli, con pasti brevi e sobri;

- curare l'amalgama tra soci nuovi e soci di

vecchia data;

- per il nuovo socio, richiamare la

responsabilità del socio presentatore;

- curare l'informazione per far conoscere il

Rotary all'esterno;

- organizzare nel Club una periodica

rassegna della stampa rotariana;

- realizzare progetti concreti che destino

l'interesse degli organi di informazione;

- creare attrazione con riunioni interessanti,

per esempio con temi legati al territorio;

- mantenere le riunioni con cadenza

settimanale.

12

SPECIALE FORUM ANZIANI

Ritenendo che il Club sia il mattone base

su cui è costruito tutto l'edificio del Rotary,

faccio ancora alcune considerazioni. La più

importante e significativa riguarda certamente

la formazione stessa del Club, che

passa ovviamente per il punto fondamentale

per tutta l'esistenza del Rotary: il socio, la

scelta del futuro socio. Il nodo risiede nella

scelta giusta per individuare persone che

siano sì ai massimi livelli nella propria

attività, ma soprattutto al vertice dell'onestà,

della serietà professionale e della stima

sociale, mostrando disponibilità a dedicare

una parte di sé al servizio così come noi lo

intendiamo. Solo così avremo amici che,

attraverso il Rotary, hanno il piacere di

ritrovarsi per confrontare idee, opinioni ed

esperienze, uniti nel comune proposito di

realizzare concretamente l'ideale del servire

che hanno sottoscritto.

Al riguardo, il Consiglio Centrale del Rotary

International sta promuovendo con forza

la ricerca e l'organizzazione degli Alumni

del Rotary. Si tratta di persone che hanno

fruito di borse di studio e supporti attraverso

la Fondazione Rotary che, in qualche modo,

sono state ambasciatori del Rotary avendo

testimoniato attraverso un'esperienza diretta

la propensione del Rotary ad aiutare gli altri

e, in modo particolare, i giovani. Gli Alumni

rappresentano quindi una risorsa finora

ampiamente sottoutilizzata ai fini di incrementare

in modo positivo e corretto

l'effettivo dei nostri Club.

Secondo un recente sondaggio, meno del

3% degli oltre 110.000 Alumni della Fondazione

e dei programmi del Rotary International

sono divenuti rotariani. Eppure

risulta che due terzi di loro sostengono di

essere interessati al Rotary, pronti a impegnarsi

in nome dei suoi ideali. Solo il 20%

dei Club propone Alumni per l'affiliazione,

ma immaginate quale impatto questi talentuosi

fruitori del programmi del Rotary

potrebbero avere sulla nostra fattiva presenza

nel mondo! Inoltre, quale migliore serbatoio

di giovani per rafforzare e rinnovare

i nostri Club?! Perciò, l'invito del Rotary a

ricercare con la massima attenzione gli

Alumni va tenuto ben presente e realizzato

con decisione.

Naturalmente, quello che ad ogni costo

andrà ricercato, senza eccezioni o deroghe,

soprattutto anche per conservare la nostra

fondamentale vis attrattiva, il nostro appeal,

peraltro ancora del tutto apprezzabile, sarà

il mantenimento elitario di un livello di

qualità imprescindibile per l'essenza stessa

del rotariano, altrimenti ci troveremo ad

avere l'espansione della mediocrità che sarà

nient'altro che una falsa crescita, divenendo

alla fine, in tutta franchezza, la strada verso

la tomba del Rotary. In qualche parte del

mondo ciò è avvenuto e ne abbiamo visto

le conseguenze.

Infine, sottopongo alla vostra attenzione

alcune brevi riflessioni sul nostro Rotary e

su noi stessi in quanto rotariani.

Una parola sintetizza il nostro essere Rotariani:

servizio. Riflettiamo sulle sue implicazioni

e cerchiamo di prendere coscienza

delle sue esigenze:

- servire invece di affermare il proprio

potere, esibire la propria ricchezza,

soddisfare la propria ambizione;

- servire con magnanimità e generosità,

com'è conveniente operare per una giusta

causa e un ideale sentito che si difende

non per dovere d'ufficio, ma per dedizione

convinta;

- servire per sottrarsi alla soggettività e

all'autosufficienza di una vita vissuta solo

per se stessi.

La vita umana non può essere vissuta che

in relazione con le altre vite. Nessuna può

autogiustificarsi. Tutte hanno bisogno delle

altre.

La volontà di servizio comincia dalla scoperta

della nostra solidarietà e dal desiderio

di avvicinarsi alla realtà dell'altro per offrire

qualcosa che manca. Tutto ciò comporta

un costo, materiale e morale, direttamente

personale: siamo disponibili a sostenerlo?

Cari amici, cerchiamo di essere sinceri

prendendo in mano la nostra coscienza,

perché dalla risposta a questa semplice

domanda dipende tutto il nostro essere

rotariani, tutto il nostro servizio e, in definitiva,

tutto il futuro stesso del nostro Rotary.


SPECIALE FORUM ANZIANI

Mauro Bignami

Il lungo tramonto: un momento luminoso

D

obbiamo prendere atto, e in questo

ambito il Forum di Campobasso è

risultato una tangibile dimostrazione

di grande attenzione e sensibilità nei

confronti del problema, che l'allungamento

della vita umana e l'aumento della popolazione

anziana nei paesi industrializzati è

un fenomeno di grande rilevanza clinica,

sociale, etica e non solo. Qual è infatti il

reale limite dell'età dell'uomo in un'epoca

in cui l'aspettativa di vita si va progressivamente

allungando? Come varia la qualità

della vita? Ma, soprattutto, che cos'è

l'invecchiamento?

A queste e a molte altre domande hanno

fornito i propri punti di vista Giovanni

Scapagnini, Gaetano Lombardi, Silvia Piccinini,

Amina Crisma, Erennio Ciotoli e

Giuseppe Azzarone, introdotti da Maurizio

Gasperi e coordinati da Antonio Pieretti.

E' certo che l'invecchiamento è una forma

di adattamento al trascorrere del tempo,

un processo dinamico individuale. E' un

complesso di mutamenti nella vita

dell'uomo che implica una progressiva usura

di organi e apparati con una relativa perdita

di funzionalità, un aumento di malattie

croniche correlate a una sempre minore

autosufficienza o disabilità.

La compromissione funzionale di un organo

può essere in relazione a una progressiva

perdita di unità morfofunzionali, come si

verifica, ad esempio, per il cervello e il rene,

o ad alterazioni biochimiche o a entrambe.

L'innesco e il mantenimento di queste alterazioni

dipendono da diversi fattori: dalla

modificazione delle abitudini alimentari a

quelle metaboliche, che investono il metabolismo

proteico, glucidico e lipidico (Erennio

Ciotoli).

Perché si invecchi e si muoia sono tuttora

domande senza risposta e la possibilità di

vivere in eterno e perennemente giovani è

niente più che un sogno segreto di ognuno

di noi. C'è la realtà dei processi dinamici

responsabili del processo di invecchiamento,

13


sostanzialmente riconducibili a tre grandi

categorie biologiche: genetica, biochimica

e fisiologica ma la vera età di una persona,

la sua età biologica, dipende da un mix

imprescindibile tra il suo patrimonio genetico

e la storia personale, fatta di abitudini

e casualità, senza tralasciare le grandi novità

proposte dalla medicina anti-aging, legate

alla possibilità di intervenire sul destino

del nostro invecchiamento (Giovanni Scapagnini).

Potremmo parlare di un lungo tramonto:

tema classico, filosofico più che medico e

fisiologico; tuttavia è pur sempre un mistero

che implica molti problemi sociali ed economici

e molto spesso l'emarginazione

dell'anziano, che dunque va aiutato. Comunque

si intenda il tramonto della vita,

occorre considerare i vari ostacoli e impedimenti

che rischiano di rendere difficile il

prolungarsi dell'esistenza e valutare se il

diritto abbia elaborato strumenti idonei per

favorire condizioni di vita quantomeno

dignitose e le condizioni di una buona

morte. E' una questione di innegabile rilevanza

bioetica oggi affrontata con maggiore

consapevolezza grazie alla straordinaria

evoluzione della scienza e alla crescente

richiesta di tutela di nuovi diritti, in particolare,

proprio quelli legati alla vita e alla

14

SPECIALE FORUM ANZIANI

corporeità (Silvia Piccinini).

Il governatore Giorgio Splendiani ha ribadito

l'importanza di mettere a fuoco i problemi

reali dell'umanità, tra i quali va posta

l'emarginazione legata all'invecchiamento

e la totale disponibilità del Rotary a dare

luce al tramonto con la volontà, da parte dei

propri soci, di promuovere interventi concreti

che rendano più felici gli anziani garantendo

una qualità della vita dignitosa e

appagante.

A questo punto una notazione personale.

Non avevo mai assistito prima a un forum

distrettuale che avesse un titolo lirico e

affascinante come quello di Campobasso:

Il lungo tramonto. E poi il sottotitolo: Dialogo

sul prolungamento della speranza di vita. Mi

ha sollecitato il ricordo del mito e dei suoi

simboli che, nell'antichità, erano chiamati

a illuminare dilemmi esistenziali, privati e

collettivi. E lo facevano spesso attraverso

saggi in forma di dialogo. Maurizio Gasperi

ha dato conferma di ciò nella sua introduzione

citando il Cato Maior, saggio in forma

di dialogo appunto, tra Catone il Maggiore

e due giovani romani, Lelio e Scipione, che

gli fanno visita a casa. In esso Cicerone ha

modo di spiegare la sua filosofia, controbattendo

le quattro cause per cui, allora, la

vecchiaia era ritenuta miseranda ed eviden-

ziando come essa invece possa essere una

fase felice della vita per gli uomini che hanno

saputo operare con saggezza e con giustizia.

Le cause (distoglie dalla vita attiva; indebolisce

il corpo; priva di tutti i piaceri; è poco

distante dalla morte) non sono dissimili da

quelle odierne e Cicerone-Cato Maior le

contesta tutte, fino all'ultima, «quella che

più delle altre forse angoscia e tormenta:

l'avvicinarsi della morte, che certo non può

essere lontana.» «Infelice il vecchio che nella

sua pur lunga vita non ha imparato a tenere

in dispregio la morte!» perché la vecchiaia

può essere vissuta con la stessa intensità

della giovinezza.

E certo avendo in mente Cicerone, ma non

solo, Antonio Pieretti ha sottolineato, concludendo

i lavori, che l'allungamento della

vita va affrontato come problema sociale e

poi soggettivo perché, se è imprescindibile

che la società si attivi affinché la qualità

della vita migliori e che non si distrugga

l'ambiente naturale dove la vita si deve

svolgere, è anche necessario per ognuno

farsi carico della propria salute, in quanto

essa non dipende solo dagli altri. Soprattutto,

bisogna vivere la vecchiaia senza esagerazioni,

mantenendo però un'ampia gamma

di interessi che ci sottraggano alla decadenza

dei tempi.


Demetrio Moretti

ALBANIA: IL

PRIMO MINISTRO

BERISHA RICEVE

IL GOVERNATORE

SPLENDIANI

H

a incontrato grande entusiasmo in

Albania il progetto che il Distretto

2090 del Rotary intende realizzare

per dare la possibilità di guarire a chi ha

riportato gravi ustioni o soffre di ulcere

cutanee. L'entusiasmo e la riconoscenza

sono arrivati soprattutto dal Primo Ministro

dell'Albania Sali Berisha, che ha ricevuto il

Governatore del Distretto Giorgio Splendiani.

E' la prima volta che un Capo di Governo

accoglie il Governatore del nostro Distretto

e questa volta Giorgio Splendiani è andato

oltre, riuscendo a incontrare a Tirana, per

discutere di altri progetti, anche il Ministro

della Sanità Anila Godo, il Vice Ministro

degli Interni Genti Strazimiri e il Vice Ministro

dei Lavori Pubblici Stavri Ristani.

Nell'incontro avuto con Berisha, Splendiani

era accompagnato dall'Am-basciatore italiano

in Albania Saba D'Elia, dall'addetto culturale

presso l'Ambasciata Adriano Ciani, dal Presidente

del Club Rotary di Tirana Adrian

Shehu e dall'Assistente del Governatore

Sphetim Leka, dal PDG Giorgio Rossi e dal

Governatore designato 2010-2011 Mario

Struzzi.

“Il Rotary fa molto, ma non fa conoscere

abbastanza quanto realizza”, ha affermato

il Premier albanese rivolgendosi a Splendiani,

anche perché negli ultimi tempi sono stati

diversi i progetti che hanno riguardato le

16

Dall’Albania

Il sito del Governo Albanese, riportante la notizia della visita del Governatore Splendiani

Siti i Qeverise Shqiptare, qe sjell lajmin e vizites te Guvernatorit Splendiani

Regioni italiane e l'Albania, riunite nel Distretto

2090 del Rotary.

Giorgio Splendiani è orgoglioso della collaborazione

avviata con l'Università Tor Vergata

di Roma e con la Regione Lazio, dove per

iniziativa del prof. Carlo Casciani è stato

creato un Centro per la coltivazione di tessuti

da cellule staminali. Il Premier Berisha è

stato entusiasta quando ha appreso che,

grazie al Rotary, il Centro per la coltivazione

delle cellule cutanee avrà una sede periferica

a Tirana. Come primo passo un chirurgo

plastico dell'Albania trascorrerà un periodo

di studi e formazione a Roma. Grazie alla

coltivazione di queste cellule, in Italia e in

Albania sarà possibile dare conforto a chi

ha riportato gravi ustioni oppure soffre di

Momenti della visita della delegazione rotariana

Momente te vizitese se delegacionit rotarian

ulcere cutanee.

Con il Ministro della Sanità Anila Godo, il

Governatore ha fatto il punto sulla vaccinazione

contro l'epatite B che il Rotary ha

eseguito in Albania, mentre dai Vice Ministri

degli Interni e dei Lavori Pubblici Splendiani

ha ricevuto il ringraziamento per l'assistenza

assicurata in Italia a un agente di polizia

albanese rimasto gravemente ferito

nell'esplosione avvenuta in una fabbrica di

munizioni in Albania e per la partecipazione

del Rotary alla realizzazione di un importante

acquedotto a Durazzo.

Durante la trasferta in Albania il Governatore

è stato accolto da dirigenti e soci dei Club

Rotary di Tirana, Durazzo e Korça, con i

quali ha trattato i programmi annuali.


Demetrio Moretti

SHQIPERI: KRYEMINISTRI BERISHA TAKON

GUVERNATORIN SPLENDIANI

K

Momenti della visita della delegazione rotariana

Momente te vizitese se delegacionit rotarian

a takuar entuziazem te madh ne

Shqiperi projekti qe Ditrikti 2090

i Rotarit ka synimin te ralizoje per

te dhene mundesine e sherimit atyre qe

kane pasur djegje te renda o qe vuajne nga

ulcera cutanea. Entuziasmi dhe mirenjohja

kane ardhur mbitegjithe nga Kryeministri

i Shqiperise Z. Sali Berisha, qe ka pritur

Guvernatorin e Distriktit Giorgio Splendiani.

Eshte hera e pare qe nje kryetar qeverije

mirepret Guvernatorin e Distriktit tone dhe

kesaj here Giorgio Splenadiani ka shkuar

me tej, duke arritur te takoje ne Tirane, per

te diskutuar projekte te tjera, edhe Ministrine

Shendetesise Anila Godo, Zevendes Ministrin

e Brendeshem Genti Strazimiri dhe

Zevendes Ministrin e Puneve Publike Stavri

Ristani. Ne takimin e patur me Berishen,

Splendiani u shoqerua nga Ambasadori

italian ne Shqiperi Saba D'Elia, nga i

ngarkuari per kulturen prane Ambasades

Adriano Ciani, nga Presidenti i Klubit Rotarian

te Tiranes Adrian Shehu dhe nga assistenti

i Guvernatorit Shpetim Leka, dal PDG

Giorgio Rossi dhe nga Guvernatori i dezinjuar

2010-2011 Mario Struzzi.

“Rotary ben shume por, nuk ben te njihen

mjaft ato qe realizon”, tha kryeministri

Shqiptar ne kete rast duke ju drejtuar Splendianit,

edhe pse ne kohet e fundit kane qene

te ndryshem projektet perkates krahinave

italiane dhe Shqiperise, te bashkuara ne

Distriktin 2090 te Rotarit.

Giorgio Splendiani eshte krenar per bashkepunimin

filluar midis Universitetit Tor Vergata

te Romes dhe Krahines Lazio, ku per

iniciative te Prof Carlo Casciani eshte krijuar

nje Qender per koltivimin e tesuteve nga

qelizat staminale. Kryeministri Berisha u

Mario Belloni - RC Macerata

MACERATA SCORTA SPLENDIANI IN ALBANIA

U

Dall’Albania

na folta delegazione di rotariani

maceratesi, guidati dal presidente

Michele Cialdella e accompagnati

dalla past president Anna Maria Offidani,

ai quali si sono aggiunti alcuni soci del Club

Alto Fermano-Sibillini, ha voluto scortare il

governatore Giorgio Splendiani nella sua

visita ai Club albanesi e vedere, in loco, lo

stato dei lavori della realizzazione del Matching

grant 'Lo sviluppo è donna', nato

nell'anno di presidenza di Anna Maria Offidani

e mirante alla promozione della microimprenditorialità

femminile dell'Albania.

Tale progetto, cui sono stati interessati, oltre

al Club di Tirana altri dodici Club, il Distretto

2090 e la Rotary Foundation, si

prefigge di fornire le opportune attrezzature

Trasferimento con gli accompagnatori albanesi

tregua entuziast kur mori vesh, qe falas

Rotarit, Qendra per koltivimin e qelizave

cutane do te kete nje seli periferike ne Tirane.

Si hap te pare nje kirurg plastik nga Shqiperia

do te kaloje nje periudhe studimi dhe

formimi ne Rome. Falas koltivimit te ketyre

qelizave ne Itali dhe Shqiperi do te jete e

mundeshme ti jepet ndihme atyre qe kane

djegje te renda ose vuajne nga ulcera cutanea.

Me Ministrin e Shendetesise Anila Godo,

Guvernatori beri piken mbi situaten e vaksinimt

kunder epatites B qe Rotary ka bere

ne Shqiperi, ndersa nga Zevendes Ministrat

e Brendeshem dhe te Puneve Publike Splendiani

pati falinderime per asistencen e dhene

ne Itali nje agjenti te policise shqiptare i

plagosur rende ne shperthimin ndodhur ne

nje fabrike municioni ne Shqiperi dhe per

per pjesmarrjen e Rotarit ne realizimine e

nje ujesjellsi te rendesishem ne Durres.

Gjate vizites ne Shqiperi Guvernatori u

mireprit nga dirigjente dhe ortak te Klubeve

Rotarian te Tiranes, Durresit dhe Korces,

me te cilet trajtoj programet e vitit.

(E perkthyer nga Dott. Roaldo Lukaj)

17


Dall’Albania

a quattro centri di produzione (macchine

per cucire, materiale tessile, ecc.), di allestire

una sala esposizioni e di acquistare un furgone

per il trasporto dei materiali.

A Tirana nella sede dell'organizzazione cooperante

SHIS, Ong albanese, i rotariani

maceratesi hanno incontrato gli operatori

locali che seguono il progetto e che hanno

mostrato alcuni degli articoli tessili che

saranno prodotti e commercializzati con il

finanziamento rotariano.

Particolarmente significativo è stato poi

l'incontro con la presidente della Fondazione

Rosafa, la cooperativa di donne albanesi cui

è destinato il progetto. Nel corso del colloquio

sono state evidenziate alcune emergenze

umanitarie che potranno essere oggetto

di un nuovo Matching grant.

Alcuni rotariani del Club di Tirana hanno

accompagnato il gruppo a visitare, nei dintorni

di Tirana, una delle quattro strutture

che ospiteranno le attrezzature acquistate

con i fondi messi a disposizione dal Rotary.

L'accoglienza e il supporto logistico offerti

dai rotariani albanesi a quelli maceratesi

sono stati efficaci e premurosi. In occasione

dei tre Interclub realizzati con i Club di

Durazzo, Korça e Tirana nelle loro sedi

l'accoglienza è stata affettuosa.

Al momento dei saluti, quando si sono

scambiate promesse di rivedersi, qualche

rude rotariano, sia albanese che italiano, è

sembrato commosso: segno che le relazioni

instaurate grazie al Rotary hanno un'anima

che travalica la concretezza del fare.

In partenza da Ancona

Con la presidente della Fondazione Rosafa

9


S

ul buonsenso sono vari e profondamente

diversi i pareri di pensatori

e scrittori che contano. Vale la pena

di ricordarne alcuni per indurre anche noi

a una riflessione che mi auguro non inutile.

Incomincerei da Dostoevskij, grande indagatore

dell'animo umano e scrittore da me

amatissimo, che nel suo

romanzo I demoni trova

modo di precisare che

“per essere veramente un

grand'uomo bisogna saper

resistere anche al

buonsenso”, affermazione

ardita ma pericolosa, utile

forse all'economia di un

racconto inteso a sottolineare

la grandezza nel

male. Diverso il parere di

un altro grande conoscitore

dei caratteri umani,

La Bruyère, che nel suo

capolavoro, Les caractères

appunto, afferma decisamente

che “ridere degli

uomini di buonsenso è

privilegio degli sciocchi”,

evidente risposta a chi

neanche troppo velatamente

insinua il sospetto

che il buonsenso sia in

fondo appannaggio di

uomini molto semplici e

forse un po' sempliciotti.

Sulla stessa linea si colloca

lo scrittore tedesco Lichtenberg,

che fu anche

scienziato, professore di

fisica all'Università di

Gottinga, il quale senza peli sulla lingua

afferma che “senza il buonsenso non c'è

vera virtù”. Anticonformista e nemico dei

luoghi comuni, Lichtenberg era però motivato

da un'intensa passione morale e civile.

Ma chi mi sembra più attento e sottile nella

sua indagine sociologica della realtà umana

(indagine che calza a meraviglia anche alla

società attuale), è il nostro Manzoni, scrittore

- guarda caso - ormai quasi dimenticato nei

Urbano Urbinati

L’OPINIONE

ELOGIO DEL BUONSENSO

programmi della nostra scuola, che in una

delle sue tante sentenze epigrammatiche a

commento dello sviluppo narrativo del suo

romanzo ebbe modo di osservare che “il

buon senso c'era; ma se ne stava nascosto,

per paura del senso comune”. Siamo al cap.

XXXII dei Promessi Sposi, a conclusione di

una penetrante analisi storica dell'immane

tragedia abbattutasi nel milanese: la peste.

Si sviluppò in quel periodo il fenomeno

degli untori o, meglio, la credenza popolare

che esistessero dei colpevoli nella diffusione

della funesta epidemia, gli untori appunto,

che diffondevano il morbo con polverine

velenose e unguenti pestiferi. E non era solo

una credenza popolare, ci credevano anche

settori dell'intellighentia (oggi diremmo), o

fingevano di crederci, il che aggravava la

situazione. Una vera e propria trahison des

clercs in anticipo sul capolavoro di Julien

Benda. Da par suo Manzoni spiega perché.

Si era dimenticato il buonsenso, celato sotto

la coltre del senso comune, inteso come il

condensato di opinioni e credenze così

capillarmente diffuse in

società, da togliere ogni

coraggio di opposizione

anche a chi fosse convinto

del contrario, spinto

da più ragionevoli deduzioni.

Il senso comune può

essere paragonato al

concetto di politicamente

corretto, pane quotidiano

di chi si occupa di politica.

Può accadere, e di

tutta evidenza accade, che

il senso comune politico

si scontri duramente con

il buonsenso dei singoli,

gl'impolitici, non sempre

disposti ad avallare luoghi

comuni e pregiudizi, sia

pure politicamente corretti.

Ho la sensazione che

esista, a volte, un politicamente

corretto anche nel

Rotary. Lo avverto nell'insistenza

di chi declama

ore rotundo i sacri principi

del servizio e del disinteresse

personale. Penso

sia meglio attuarli che

declamarli. E' più efficace

e sicuramente più elegante. Lo avverto anche

nella richiesta insistente di integrale applicazione

di regole e consuetudini che meriterebbero

ormai qualche aggiornamento.

Per non lasciare equivoci, penso, per esempio,

che insistere sulla regola stretta di

incontri settimanali sia consuetudine politicamente

corretta, ma appartenga al senso

comune rotariano, non al buonsenso dei

soci e, quindi, dei Club.

19


Antonino Serafini - PDG

C'ERA UNA VOLTA L'ICR

V

i era una realtà che dal nome suo

evocava un'alta missione: condurre

i rotariani attraverso le vie del sapere.

E, poiché le parole hanno sempre un

loro valore, il nome stesso ne indicava il

nobile fine: Istituto Culturale Rotariano (ICR).

Pur con ogni limite, come in ogni cosa

umana, esso adempiva all'assunto sotto la

guida di uomini saggi e interessati solo al

bene dell'Istituzione e del Rotary.

Vi fu così la stagione di Realtà Nuova e dei

Quaderni di Realtà Nuova, dove firme di

grande prestigio e altrettanto pregevole

spessore culturale offrivano i loro contributi

integrando la funzione di informazione,

pur essa importante, della rivista ufficiale.

Era il tempo in cui al vertice si succedevano

rotariani come Luigi Buzzi, Carlo Galamini,

Pier Luigi Bordiga e, fra i tanti, a vario titolo,

collaboravano Umberto Laffi, Aldo Ferretti,

Mario Bellucci, Alessandro Ubertone, per

citare solo i nomi a noi più noti, e senza

voler sminuire il valore degli altri.

Era il tempo in cui l'Istituto Culturale Rotariano

era l'orgoglio dei Distretti italiani i

quali in esso si sentivano rappresentati e

della cui attività erano partecipi.

Improvvide gestioni dove altri obiettivi

andavano a offuscare le linee guida che fino

ad allora avevano retto la struttura, si sono

andate avvicendando negli anni più recenti

fino agli esiti infausti a cui si è infine dovuto

soggiacere.

Alle tante cause del dissesto una è stata di

particolare gravità, se non altro per

l'inconsistenza delle motivazioni addotte:

la diserzione di alcuni Distretti che hanno

abbandonato l'Istituto mentre sarebbe stato

più dignitoso se avessero anzitutto riconosciuto

gli impropri comportamenti di qualche

uomo a loro vicino, adoperandosi per

emendarli e per correggere una rotta colpevolmente

deviata. Essi hanno preferito lasciare

la nave al suo destino, incuranti del

patrimonio di esperienza e di cultura che

andavano a distruggere.

Con il graduale declino e con la sostanziale

rinuncia, fra l'altro, a ogni ambizione di

promozione culturale, l'Istituto in sostanza

ha perso ogni sua ragion d'essere, limitandosi

alla stampa di un annuario (non sempre

attendibile) e commissionando a terzi una

rivista di opinabile levatura.

Agli uomini che negli ultimi anni si sono

avvicendati alla guida di quanto restava

dell'originale struttura, non è stato concesso

PREMIO INTERNAZIONALE GALILEO GALILEI

DEI ROTARY CLUB ITALIANI

I

l Premio Internazionale

Galileo Galilei

dei Rotary Club

italiani, giunto alla

47esima edizione, è

stato assegnato quest'anno

all'insigne storico del pensiero

italiano Michael J. Allen, Distinguished

Professor di Humanities alla UCLA di Los

Angeles e all'insigne geografo italiano Giacomo

Corna Pellegrini, Ordinario di Geografia

all'Università di Milano. La

premiazione, nell'aula magna

dell'Università di Pisa, è avvenuta l'11

ottobre.

Fin qui la notizia, ma cos'è il Premio Internazionale

Galileo Galilei dei Rotary Club

Italiani?

Ritenuto oggi tra gli eventi più prestigiosi

nel panorama culturale europeo, il Premio

Galileo Galilei nacque nel 1962 da una

felice intuizione di Tristano Bolelli (bolognese,

ordinario di glottologia all'Università

di Pisa, socio dell'Accademia dei Lincei e

dell'Institut de France, governatore del

Distretto 188 nel 1960-61 e nel 1961-62,

Director del RI nel 1965-1966 e vice presidente

nel 1966-1967), per assegnare un

riconoscimento a studiosi stranieri che si

di ridare slancio e nuova vita all'Istituto,

pur essendosi prodigati con zelo encomiabile

nell'affrontare le non lievi difficoltà e le più

disparate opposizioni.

A essi tuttavia va riconosciuto il merito di

aver conservata viva quella fiammella che,

evitando la perdita di ogni diritto con

l'azzeramento delle attività, avrebbe decretato

la definitiva estinzione dell'Istituto

Culturale Rotariano.

Oggi però se si vuole che ogni fatica non

sia stata vana e che l'impegno profuso non

sia stato solo accanimento terapeutico al

capezzale di un malato gravemente prostrato

dal male, si rende necessaria un'iniziativa

forte che rilanci l'Istituto riconsegnandolo

alla sua originaria missione di promotore

culturale e punto di riferimento del Rotary

italiano.

Dobbiamo perciò aver fiducia negli uomini

che hanno accettato il gravoso compito di

gestire quanto resta dell'ICR. A loro il nostro

augurio di successo nell'interesse del Rotary,

pur nella consapevolezza delle difficoltà cui

andranno incontro ma con uguale certezza

che sapranno affrontarle con saggezza e

determinazione.

siano occupati in modo eminente di argomenti

riguardanti la civiltà italiana. Nel

1981 il Premio Galilei divenne una Fondazione

sotto gli auspici dell'Università di

Pisa e l'anno successivo ottenne l'alto patronato

del Presidente della Repubblica.

Il Premio conta tra i suoi vincitori grandissimi

personaggi dell'alta cultura di tutto il

mondo.

Al Galilei non si concorre; la scelta è fatta

autonomamente da commissioni di insigni

studiosi italiani per la sezione che premia

studiosi stranieri che hanno dedicato la

loro esistenza allo studio e alla diffusione

della civiltà italiana e che hanno fatto

21


Premio Galilei Prof.

Michael J. B. Allen

Prof. Giacomo

Corna Pellegrini

dell'Italia quasi la loro

seconda patria. Per il

premio non viene

considerata un'opera

singola, ma tutta una

vita dedicata agli studi.

Il riconoscimento,

dedicato fino al 2005

solo a studiosi stranieri

che hanno dedicato la

loro attività scientifica

alla civiltà italiana, nel

2006 ha inaugurato

una seconda sezione

per premiare anche

uno scienziato italiano che abbia raggiunto

fama internazionale. In questa sezione il

premio è assegnato da una giuria di specialisti

stranieri.

Le due giurie cambiano ogni anno, in rapporto

alla disciplina da prendere in considerazione

e sono nominate entrambe dal

rettore dell'Università di Pisa.

La sezione che premia la valorizzazione

della cultura italiana all'estero a opera di

studiosi stranieri prevede dieci discipline:

Archeologia e Etruscologia, Storia della

letteratura italiana, Storia della scienza

italiana, Storia della lingua italiana, Storia

italiana, Storia dell'arte italiana, Storia della

musica italiana, Storia del pensiero italiano,

Storia del diritto italiano, Storia economica

italiana. Ogni disciplina viene premiata ogni

10 anni.

Il premio consisteva in origine in una statuetta

di Emilio Greco, oggi sostituita da

un'opera di altri importanti artisti

(quest'anno è di Giovanni Ferri) e in una

targa d'oro. Caratteristica del Premio Galilei

è il non chiedere denaro pubblico, ma

sostenersi con donazioni volontarie dei

governatori del Rotary, dei rotariani e di

privati.

(MaBig)

JOHN KENNY

PRESIDENTE

INTERNAZIONALE

P 2009-2010

J

ohn Kenny,

del Club di

Grangemouth

Central (Scozia)

sarà il Presidente

internazionale per

l'anno rotariano

2009-2010.

La convention si

svolgerà a Montreal,

Canada, dal 20 al 23

giugno 2010.

15


S

ono un socio di breve corso e da tale

modesto orizzonte offro alla riflessione

di tutti alcune considerazioni

che ho maturato - sia consentita l'inestetica

ma icastica definizione - da rotariano medio.

Quando ci occupiamo dell'efficienza dei

Club, facciamo riferimento alle varie e variegate

iniziative, all'operosità, all'impegno

di chi profonde con passione le proprie

energie. Tutti questi sono certamente ottimi

indici rivelatori della vitalità di un Club

ma, forse, ce n'è un altro - di cui però a mia

memoria non è stata mai fatta menzione -

che sarebbe certamente indicativo (e forse

meno soggettivo) per individuare l'efficacia

dell'attività dei singoli Club: che parte del

bilancio viene destinata in attività di servizio?

Sappiamo tutti che ogni organizzazione, sia

che voglia espandersi sia che voglia solo

sopravvivere, deve spendere a tale scopo

una parte delle proprie energie, siano esse

economiche o umane. Il punto è: quanta

parte di queste energie può essere spesa per

il funzionamento del Club e quanta parte,

Roberto Ristori - RC Perugia

DIBATTITI

AMICIZIA E PRODUTTIVITÀ DEL CLUB

invece, per le attività di servizio? Credo che

una riflessione su questa prospettiva possa

essere non solo di sprone per ciascuno di

noi, ma anche e soprattutto per l'insieme

dei Club, così portati a misurarsi in termini

di competitività virtuosa, per una migliore

gestione delle risorse.

Un'altra considerazione che ho maturato

riguarda la triade: amicizia - frequenza -

coinvolgimento.

In un Club che fa dell'amicizia finalizzata

al servizio verso gli altri la propria ragione

d'essere, non v'è dubbio che questa rappresenti

il primo ingrediente. E' esperienza

comune infatti che, se si è amici, ci si frequenta

volentieri e ci si coinvolge l'un l'altro

in ogni iniziativa. Non è un caso, quindi,

che l'ideale rotariano punti sull'amicizia

quale motore per una reciproca conoscenza,

finalizzata al servizio. L'esperienza data dalle

statistiche però ci riporta a un'altra meno

entusiasmante realtà. Le riunioni difficilmente

sono frequentate almeno dalla metà

dei soci, ugualmente dicasi per il coinvolgi-

mento nell'attività di gestione del Club,

dove molti latitano e molti ripetono. Ovviamente

io non ho ricette, ma credo che sia

opportuno interrogarsi tutti sul perché

questa ipotetica perfetta triade non si realizzi

con le ripercussioni che ciò inevitabilmente

ha in termini di coesione, efficacia, produttività

di ogni Club.

Io mi sto via via convincendo che, per

stabilire una vera amicizia rotariana, si debba

in primo luogo avere rapporti sinceramente

amichevoli, basati sulla reciproca fiducia e

ciò si realizza allorché si è davvero aperti

verso l'altro, anzi tutti gli altri e non si

coltivano all'interno del Club le preesistenti

relazioni amicali. A ciò va aggiunto che si

deve tutti condividere con passione sia chi

servire sia come servire. Per far ciò non solo

è essenziale un oculato reclutamento della

compagine sociale affinché ci sia una reale

omogeneità di valori e di sentire tra i componenti,

ma anche un'intensa attività propulsiva

e unificante da parte di chi, di volta

in volta, ha compiti di leadership.

23


U

na volta c'erano il maggiordomo, il

pasticcere, il pastore, il ragioniere,

il capo ufficio, l'ingegnere, la parrucchiera,

il commesso, il fabbro, il rappresentante

e via dicendo. Oggi, queste

professioni non sono scomparse, anche se

alcune sono sulla stessa strada

dell'Alita(g)lia, ma ad esse,

grazie alla globalizzazione,

all'imbarbarimento della lingua,

alla new economy e all'ignoranza,

se ne sono aggiunte di nuove.

Nel senso che alcune sono

veramente nate adesso, mentre

altre sono solo un camuffamento

delle vecchie, attuato

grazie a una traduzione, quasi

sempre in inglese, articolata e,

soprattutto, complicata da

spiegare, per essere credibile.

Esiste un test per sapere se una

professione è veramente nuova:

quando impiegate più di venti

minuti per spiegare a mamma

che cosa fate per vivere e, alla

fine, lei non ha capito. Né, per

illuminarla, potete mostrarle i

biglietti di visita sui quali, più

che parole, sono scritte circonlocuzioni

del tipo business

development manager social

networking local (di cui tralascio

la descrizione del ruolo).

Mi direte che, a volte, è avvenuto

il contrario. Giusto: le

eccezioni confermano la regola.

Si pensi ai due termini inglesi accettati e

compresi da tutti: hostess e steward; ebbene,

questi no, li abbiamo voluti italianizzare e

ora, con grande pace di Bruno Migliorini,

li abbiamo chiamati in modo neutro (lei e

lui) assistenti di volo.

Insomma, sembra che oggi sia indispensabile

esercitare una professione dal nome

criptico o impronunciabile che, tuttavia, fa

tendenza,

Penso malignamente che questo modo di

fare sia determinato da due scuole di pensiero,

negative ambedue. La prima è dettata

24

Mauro Bignami

DISSONANZE

MA CHE MESTIERE FAI?

dalle aziende e dalle società di ricerca di

personale: se mettono un annuncio sul

giornale per una qualifica di professionista

del web fashion ritengono di potere ricevere

molti curricula, in particolare di giovani,

perché il web è smanettato dai ragazzi assai

più di quanto non lo sia da noi e perché

fashion tutti oramai sanno che vuol dire

moda. Se invece scrivo venditore on line,

ossia commesso al computer, forse avrei meno

fortuna, pur se sempre di articoli di abbigliamento

si tratta di vendere.

La seconda è data dalla nostra grande smania

di vederci e farci credere diversi.

Mia madre andava dal parrucchiere; oggi

andrebbe dallo hair stylist. Vittorio Emanuele

III aveva le guardie del corpo; oggi avrebbe

le bodyguard: la sostanza è la stessa, ma la

forma cambia. In sostanza, sulla base del

nome, si sapeva che mestiere uno faceva:

il parrucchiere sistemava le capigliature

femminili; l'avvocato risolveva o creava

grane; l'ingegnere costruiva navi o ponti o

palazzi; il medico curava i malati e la segretaria

era stata assunta per dire tassativamente

a nostra suocera che eravamo

in riunione. Oggi non sempre

è così.

La mia maestra d'asilo, oggi è

una junior children community

controller (se è giovane, altrimenti

sarebbe senior); la segretaria

è una help desk assistant;

il progettista è, ma non sempre,

il project manager; il responsabile

manutenzione dello stabilimento

ora è un senior

maintenance advisor; il parking

keeper è colui che, a Roma,

quando arrivavo con la cinquecento

allo Studium Urbis,

mi diceva «dottò, la lasci qui

ché ppoi j'aa sposto io!»; il

bagnino è il lifeguard baywatcher,

anche se siete in riva

al Salinello, mentre il destination

manager non è, come potrebbe

sembrare, il direttore di

un'agenzia di viaggi, bensì colui

che “si occupa di valorizzare e

commercializzare contemporaneamente

gli aspetti paesaggistici,

culturali, gastronomici

e tradizionali di un determinato

territorio”. Vi salvo dal chiedervi

che cosa fanno il brand and communications

manager, il supply chain manager, il buying

manager e il facility manager tutti richiesti

da aziende in cui, spesso, l'inglese è solo

un'opinione. Per di più mal pronunciata.

A Napoli, nel 1961, fuori del negozio di un

fioraio, mi meravigliò un signore vestito di

nero, molto compunto e serioso, seduto su

uno gabello davanti a un tavolino su cui

era posato un cartello con questa scritta:

portatore di fiori al cimitero. Oggi forse leggeremmo

associate floral resources programmer.


PROVACI ANCORA GABRIELE!

24° Campionato mondiale di ciclismo rotariano

Per Gabriele Franciosi è il quinto Oro

N

Ho vinto ma siamo amici

ell'incantevole scenario del territorio

francese della Bretagna, nel dipartimento

della Mayenne, tra colline,

valli, fiumi e favolosi castelli, il 5-6-7 settembre

2008 si è svolta la 24ª edizione dei

Campionati del Mondo di ciclismo rotariano,

organizzata dal Rotary Club di Mayenne.

La gara ha visto trionfare per la quinta volta

Gabriele Franciosi del Club di Avezzano:

unico italiano, nella storia delle 24 edizioni

dei campionati del mondo della Fellowship

Cycling to Serve, a vincere la prestigiosa

medaglia d'Oro e a indossare la maglia

iridata dei campioni del mondo. In un

circuito di saliscendi di circa sei chilometri,

da ripetere 5 volte, il coriaceo ciclista marsicano,

all'ultimo giro, ha piantato tutti

presentandosi solitario al traguardo con 16

secondi di vantaggio sul secondo classificato

e 2 minuti sul terzo, conquistando così la

sua quinta medaglia d'oro degli over 65 alla

media di 33,33 chilometri ora (è da notare

che la categoria dai 45 ai 55 anni sullo

stesso circuito ha fatto registrare una media

di 33,44 chilometri ora). Alla suggestiva

cerimonia di premiazione, mentre il tricolore

italiano saliva sul pennone più alto del

podio, le note dell'Inno di Mameli risuonavano

forte e chiare, inorgogliendo tutti gli

italiani presenti che cantavano in coro Fratelli

d'Italia. L'entusiasmo per la vittoria

ottenuta da Franciosi è stato così coinvolgente

che, anche gli atleti stranieri hanno

cantato l'Inno nazionale italiano, dimostran-

do grande senso di sportività e unitarietà

rotariana. A livello distrettuale il pluricampione

del mondo Gabriele Franciosi è conosciuto

sia perché è stato presidente del

suo Club, assistente del governatore e presidente

del CIP Italia-Algeria. L'Italia ha

conquistato anche due medaglie di bronzo

con Ettore Giacobini negli under 45 e Giuseppe

Antonioli nella categoria da 45 a 55

anni, entrambi del Club di Orta San Giulio

della provincia di Novara. Alla gara hanno

partecipato anche Dario Lorenzini del Club

di Perugia e Giuseppe Gaddi del Club di

Napoli Est. Oltre all'aspetto agonistico,

l'avvenimento sportivo della Fellowship si

prefigge sempre l'obiettivo di raccogliere

fondi per iniziative di grande spessore umanitario.

Quest'anno i fondi raccolti, derivanti

da sponsorizzazioni e autotassazioni dei

concorrenti, sono stati devoluti a

un'associazione di Mayenne che supporta

la ricerca per combattere la mucoviscidosi,

una terribile malattia dovuta a secrezioni

ghiandolari particolarmente viscose e ad

alterazioni cistico-fibrotiche progressive che

soffocano il pancreas e i bronchi. Il premio

in danaro ricevuto da Franciosi per la sua

vittoria sarà rimesso interamente al suo

Club, come negli anni precedenti, per interventi

umanitari locali. Tanta è stata la

soddisfazione della squadra italiana; l'unico

rammarico è di aver visto pochi sostenitori

al seguito, a differenza dei molti rotariani

delle altre nazioni presenti alla manifestazione

e organizzati di tutto punto. Non sarà

che, in Italia, il ciclismo è considerato dal

Rotary uno sport non proprio di élite e

perciò non adeguatamente sostenuto come

invece avviene per altre Fellowship???. Sarebbe

bello un giorno poter organizzare una

manifestazione pluridisciplinare: ciclismo,

tennis, golf, vela, tiro al piattello, bocce e

via di seguito, tutto in una settimana, unendo

così le forze e raccogliere fondi necessari

a realizzare insieme il progetto di un grande

sogno rotariano. Nel 2007 il Club di Orta

San Giulio, del Distretto 2030, ha realizzato

il suo sogno costruendo un ospedale in

Burundi con i centotrentamila euro netti

ricavati dall'organizzazione della 23ª edizio-

ne dei campionati del mondo di ciclismo.

Il sasso è lanciato. Speriamo che la convinzione,

la determinazione e la concretezza,

unite a una buona capacità organizzativa

dei rotariani del Distretto 2090, possano

dare vita a questa folle idea.

L'esultanza

25


n un articolo di fondo de Il Corriere

I della Sera, Giuseppe De Rita, presidente

della Fondazione Censis,

ha scritto: “vivere accanto e non connettersi.

Questa verosimilmente è la base di

quel declino della convivenza collettiva

che a molti appare come una regressione

civile. Viviamo tutti come componenti

solitari di una società che ha perso luoghi,

occasioni e meccanismi d'integrazione.”

L'autore conclude con un'esortazione a

uscire allo scoperto per vivere il tempo

degli altri.

Avendo ancora nelle orecchie l'eco di quanto

ascoltato nell'Assemblea di Vasto e nel

Congresso di Norcia, ho ricollegato i fatti

perché in quei giorni abbiamo gettato le

basi per il nuovo anno rotariano che, a

grandi linee, da quanto si è già visto in

questi primi mesi, è una continuazione dei

precedenti. Come infatti ha ribadito il

Governatore Giorgio Splendiani, i programmi

che non si possono concludere nell'anno

debbono proseguire nel futuro anche perché,

conformemente ai dettami del RI,

stiamo attuando il piano direttivo di Club

messo in atto da Luciano Pierini nel

2006/2007 in ottemperanza al motto del

Presidente internazionale William B. Boyd

Apriamo la via e seguito da Massimo Massi

Benedetti, in ossequio al motto Il Rotary è

condivisione. Proprio in questa condivisione

abbiamo posto e dovremmo anche in futuro

porre la nostra attenzione, perché ci

ha consentito e ci consentirà di confrontarci

e di riflettere sul modo di vivere il nostro

associazionismo, una realtà che da oltre

cento anni è in grado di sollecitare

l'umanità a un'esistenza all'insegna

dell'amicizia, dell'onestà, del rigore, della

serietà, della concretezza e, soprattutto,

del servizio.

I rotariani, infatti, manifestano l'appartenenza

al sodalizio con un esempio di

vita eticamente irreprensibile nel rispetto

delle istituzioni e anche nel ruolo di ingegnosi

propositori per la soluzione di problemi

di importanza locale, nazionale e

internazionale, senza interessi personali

26

PENSIERI

Maurizio Maurizi - PDG

L'IMPORTANZA DELLO

STARE INSIEME

ma coniugando ai progetti la realizzazione

di interventi concreti e una grande apertura

di dialogo.

Abbiamo, invero, la certezza, per motivata

esperienza, che nella massima libertà si

può, dialogando, modificare l'essenza di

malintesi, dei dissidi e cercare il limite di

compatibilità nelle diversità, nel rispetto

delle idee e delle opinioni e comporre ogni

contrasto incontrandoci e confrontandoci

al di sopra di ogni differenza e modulando,

altresì, pretese, rivendicazioni e ambizioni.

E' questa un'interpretazione del modo di

essere che apre ai rapporti interpersonali,

agli incontri, ai sentimenti di amicizia da

cui scaturiscono soluzioni atte a cambiare

il cambiabile e guardare con fiducia al

domani. Lo stare insieme favorisce l'aprirsi

a prospettive nuove e poter modificare,

approfondendo le varie problematiche,

anche le proprie opinioni e di liberarci di

schemi rigidi che possono esasperare le

diversità di vedute. Nel vortice della vita

di ogni giorno, la ricerca dell'amicizia, e

quindi del condividere, si rivela ancor più

importante ed è avvertita non solo da noi

rotariani, ma da quanti anelano a facilitare

i rapporti umani e la convivenza. Ma occorre

crederci ed esser pronti a impegnarci

con tutte le nostre energie per porre l'uomo

e le sue aspettative al centro del nostro

agire. In altre parole, lo stare insieme, il

coinvolgimento, la capacità di condividere,

ha detto a Norcia Antonio Pieretti, sono

determinanti per credere e vivere

nell'amicizia, il vero motore della nostra

associazione che ci consente, come ha

scritto Giorgio Splendiani, di volare alto,

di realizzare il possibile e di programmare

profitti concreti che, protratti nel tempo,

serviranno a farci ricordare da coloro che

seguiranno.


Pio De Giuli - RC Assisi

IL PROGETTO DEL PARCO URBANO “GLI ANGELI”

I

n occasione della prima conviviale

tematica, successiva alla consueta

pausa estiva, Mauro Baglioni, segretario

del Club, valente e affermato ingegnere

specialista della gestione del territorio,

ha illustrato il suo progetto che si è

classificato primo assoluto nel

Concorso di Idee bandito dal Comune

di Assisi per valorizzare e ampliare

le infrastrutture esistenti mediante

individuazione di un'area posta a

ridosso del centro abitato di Santa

Maria degli Angeli (lato Assisi), da

destinare a parco urbano.

Il professionista, dopo aver proposto

la riqualificazione del parco fluviale

del Tescio e il collegamento tra gli

impianti sportivi già esistenti, ha

focalizzato la sua attenzione su una

superficie di circa 38.000 mq. che

ha immaginato destinata per il 74%

a verde naturale, per il 13% a lago artificiale

e per il 13% a spazi attrezzati per giochi,

relax e ristoro. Il lavoro, ispirato al rispetto

dell'ambiente e della natura com'è doveroso

nella terra francescana, ha tenuto presenti

le esigenze di miglioramento della qualità

l 18 settembre

scorso

il Rotary

Club Pescara ha

organizzato una

serata dedicata al

problema dell'usura

e alle difficili

ricette per guarire

Mons. Alberto D'Urso

uno dei mali più

subdoli della società. Ospite di alto profilo,

Monsignor Alberto D'Urso, Segretario nazionale

della Fondazione Antiusura e Pre-

della vita che caratterizzano le diverse età:

dagli spazi ludici per l'infanzia ai percorsiavventura

degli adolescenti, dalla viabilità

panoramica ai percorsi ciclo-pedonali protetti,

utili a correggere le dannose abitudini

di sedentarietà.

L'intero complesso è stato pensato non

solamente in funzione dei 26.000 abitanti

della città ma anche dei milioni di turisti

che, annualmente, accedono ad Assisi e

che meritano di trovare una proposta aggiuntiva

rispetto al richiamo della spiritua-

sidente fondatore dell'Associazione Antiusura

San Nicola e Santi Medici.

Monsignor D'Urso ha proposto ai rotariani

di Pescara e ai loro ospiti una riflessione

sui risultati della lotta allo strozzinaggio.

La fondazione opera nel campo del sostegno

alle vittime con iniziative di solidarietà, di

assistenza nei rapporti con le banche, di

beneficenza, ma anche con un'opera attenta

di promozione della cultura della legalità

in materia finanziaria.

Nel corso della discussione seguita alla

prolusione di Mons. D'Urso, è stata eviden-

lità dei santuari e dei monasteri.

Non poteva mancare una corretta analisi

dei costi, pari a un totale di 2.321.192

euro, graduabili in funzione di stralci funzionali

che potrebbero essere autorizzati in

base alle priorità riconosciute

dall'Amministrazione, con

l'avvertenza che “non si può fermare

il progresso; lo si deve governare in un

quadro di sviluppo sostenibile.”

Sull'argomento si è poi aperto un

serrato dibattito, moderato dal

presidente del Club Francesco

Rondoni, che ha visto schierato in

difesa dello status quo ante il consigliere

comunale Emiliano Zibetti il

quale, con accenti accorati, ha auspicato

che la zona in questione

possa rimanere “come ai tempi di San

Francesco”, con il fascino della

semplicità che, per Assisi, costituisce

elemento paradigmatico di identità. Sono

quindi intervenuti l'ex assessore Mario

Ferrini, il geometra Maurizio Busti, i professori

universitari Giampiero Bambagioni

e Francesco Frascarelli animando un incontro

di alto profilo.

Luigi Lazzaro - RC Pescara

L'USURA, UN MALE DIFFICILE DA ESTIRPARE

I

ziata, tra i tanti altri problemi, una delle

cause principali dell'indebitamento delle

famiglie e delle persone: il gioco d'azzardo

legale, quello gestito e agevolato dallo Stato

(gratta e vinci, lotterie, lotto, ecc.)

Vi sono infatti circa 30 milioni di italiani,

circa 15 milioni di famiglie, ciascuna delle

quali versa in media annualmente oltre

2.500 euro alle casse della gestione del

gioco d'azzardo gestito dallo Stato! Molte

di esse sono famiglie ai limiti dello stato di

povertà, in sofferenza, indebitate, facili

vittime, quindi, dell'usura.

27


Nicola Di Francesco - RC Jesi

C'EST LA FAMIGLIA L'IMPORTANT…

I

Villa Borgognoni

l 19 settembre, a villa Borgognoni

di Jesi, si sono riuniti per un incontro,

fortemente voluto dal presidente

Ricci, le e i consorti dei soci che,

grazie alla guida della dottoressa Giulia

i è conclusa la prima edizione della

rassegna musicale promossa dal

Rotary Club di Ortona, al fine di

dare l'opportunità a giovani ma validi musicisti

di potersi esibire. La rassegna, cui ha

assistito un numeroso pubblico, si è sviluppata

in quattro appuntamenti a ingresso

libero inseriti nel programma delle manifestazioni

estive del Comune di Ortona.

Nella serata del 24 luglio, si sono esibiti,

nel cortile di Palazzo Corvo di Ortona, in

un concerto di musiche da camera, la clavicembalista

Veruska Cupido e la giovane

e promettente violinista Francesca Fratino,

eseguendo musiche di Bach, Vivaldi, Scarlatti

e Corelli.

Nella serata del 19 agosto, si sono esibiti,

presso la Sala Eden di Ortona, il soprano

Valentina Paolini e il pianista Alberto Ortolano,

che hanno eseguito musiche della

tradizione napoletana, intervallate da brani

per solo piano e alcune romanze di Francesco

Paolo Tosti.

Nella serata dell'11 settembre, sempre presso

la Sala Eden, si sono esibiti due giovani

pianisti: Rita Rosano e Pierluigi De Aloysio,

che hanno eseguito un repertorio di pezzi

per pianoforte di autori classici (Bach, Liszt,

Schubert, Scarlatti).

28

Giulianelli, della Pinacoteca Civica, hanno

goduto di panorami inediti attraverso le

splendide sale della villa.

Nel corso della serata, promossa per sviluppare

amicizia e conoscenze reciproche,

Francesca Pappagallo ha illustrato le linee

guida delle iniziative che la Commissione

Famiglia intende sviluppare.

Quest'anno il programma rotariano del

Club ha nel maggiore coinvolgimento delle

famiglie uno dei suoi obiettivi più importanti.

E' infatti situazione ormai diffusa

nell'intero nostro Distretto, che la partecipazione

alle attività e la frequenza alla vita

sociale siano sempre più disertate dalle/dai

consorti dei soci. Lo stesso Governatore ha

RASSEGNA MUSICALE DI GIOVANI

ARTISTI ORTONESI

S

Infine, nella serata del 14 settembre, si è

esibita, unitamente al suo gruppo, la cantante

jazz Gabriella Profeta, che ha tenuto

un concerto in omaggio a Elis Regina Uragano

Elis interprete cardine della musica

popular brasileira. Attraverso la rilettura dei

più grandi successi (Nada serà como antes,

Aguas de março, Vera Cruz, ecc.) della cantante

prematuramente scomparsa all'eta di

nel suo programma annuale di promuovere

un'attenzione particolare verso questo problema.

La Commissione Famiglia del Rotary Club

di Jesi dovrà quindi tentare di rendere la

vita sociale più viva e compartecipata, in

primis attraverso la comprensione delle

cause di questa disaffezione. E' stato proposto

perciò un questionario anonimo per la

Famiglia, attraverso il quale desumere informazioni

sulla composizione dei nuclei

famigliari e sugli interessi dei suoi componenti.

Inoltre tre 'speciali' riunioni rotariane saranno

organizzate dalla Commissione e altre

attività saranno proposte nel corso dell'anno.

37 anni, l'artista ha fatto vivere al numeroso

pubblico presente un viaggio nella coinvolgente

cultura musicale brasiliana.

In apertura di tutte e quattro le serate il

Presidente del Rotary Club di Ortona, Carlo

Ortolano, ha ribadito i principi del Rotary

e tra questi la missione di valorizzare la

cultura, dando l'opportunità ai giovani

meritevoli di dimostrare le loro capacità.


Igea Frezza Federici - RC Amelia Narni

AMELIA NARNI, ORVIETO, SPOLETO, TERNI E TODI:

INTERCLUB CON L'OCSE

ichael Ryan,

direttore della

sezione

schemi e codici dell'OCSE,organizzazione

internazionale

istituita nel 1960,

con la convenzione

sull'Organizzazione per la cooperazione e

lo sviluppo economico è stato ospite del

Rotary Club Amelia-Narni ha tenuto una

conferenza sul tema della sicurezza nazionale

e internazionale e sul ruolo dell'OCSE.

Mister Ryan per la prima volta ha visitato

l'Umbria e ha ammirato il suggestivo paesaggio,

che gli ha fatto ricordare la sua

Irlanda.

Manlio Galliccia, presidente del Club, per

la particolare occasione, ha pensato un

inter-club, alla partecipazione, dunque, dei

Rotary Club di Orvieto, Spoleto, Terni e

Todi. Del resto, l'incontro con un personaggio

di così alto titolo non poteva non suscitare

un grande interesse.

L'OCSE sostituì l'OGCE, creata nel 1948,

per amministrare il cosiddetto piano Marshall,

per la ricostruzione post-bellica

dell'economia europea. Ne fanno parte

trenta paesi e mantiene contatti con altri

settanta paesi non membri, economie in

via di sviluppo e in transizione e con altre

organizzazioni internazionali. La sede è a

Parigi, la sua funzione è principalmente

quella di preparare il lavoro dell'organizzazione

viene svolto nei Comitati dai

delegati nazionali. Gli obiettivi dell'OCSE

tendono alla realizzazione di più alti livelli

di crescita economica alla luce del concetto

di sviluppo sostenibile, di occupazione, di

tenore di vita, favorendo gli investimenti e

la competitività, mantenendo la stabilità

finanziaria. Questi obiettivi vengono perse-

guiti attraverso varie attività tra cui: predisposizione

di intese con valore vincolante

e di convenzione, raccolta e riordinamento

di dati, elaborazione di studi nazionali e

comparativi esami-paese, secondo il metodo

del giudizio del peer-review, giudizi di pari.

Nel Rotary convivono la logica del sociale

e la teoria dell'azione, che entrano, a volte,

in sinergia producendo le buone pratiche,

le quali permettono di costruire nuove

certezze, di capire nuovi scenari e posizionarsi

nella nuova dimensione, nel cambiamento

del tempo.

Carla Passacantando

RAGAZZI SENZ'ALCOL: IL CLUB DI TOLENTINO

SOSTIENE L'INIZIATIVA

I

M

l Rotary di Tolentino affronta il tema

dell'alcol in difesa dei ragazzi sostenendo

una proposta di legge

contro l'alcolismo dei minori lanciata dal

club di Senigallia, presieduto da Vito Maria

Carfì. Il Rotary di Senigallia si sta mobilitando

affinché la proposta possa essere

vagliata nel corso della conferenza nazionale

sull'alcol organizzata dal ministro della

Sanità per il 20 ottobre. Si vuol spingere il

Parlamento a promulgare la legge che freni

l'accesso di giovani all'alcol e che limiti la

capacità delle organizzazioni commerciali

di attrarre questi ragazzi verso i prodotti

contenenti alcol, come è stato fatto in passato

nel resto del mondo. La proposta è

sostenuta anche dal club tolentinate, presieduto

da Francesco Losego, che nei giorni

scorsi ha affrontato la tematica con Vito

Maria Carfì. Sono tre i principi irrinunciabili

su cui fonda il provvedimento: chiunque

faccia bere un minore fino all'ebbrezza

commette un delitto; vietato vendere ai

minori di 18 anni prodotti alcolici negli

esercizi commerciali di ogni tipo, dagli

ipermercati ai chioschi, agli ambulanti, alle

pubbliche rivendite o circoli, anche privati;

vietato l'utilizzo del nome e del logotipo

di prodotti alcolici in qualsiasi forma di

comunicazione, TV, radio, cinema, stampa,

internet, a eccezione delle riviste specializzate

e delle manifestazioni di settore. Carfì,

nell'enunciare i principi si è molto soffermato

sulla pericolosità dell'alcol. “Il nostro

paese - ha detto - detiene il triste primato,

a livello mondiale, della più giovane iniziazione

all'alcol, all'età di 11 anni ben l'8,7%

dei nostri ragazzi e l'8,5% delle nostre

ragazze beve fuori casa o a casa. Le morti

29


legate all'alcol ogni anno in Italia sono circa

3.000, mentre gli stupefacenti provocano

circa 800 decessi all'anno”. A sostenere per

ora la proposta lanciata dai rotariani di

Senigallia, sono i Club di Tolentino, Sulmona,

Gualdo Tadino, Perugia, Fabriano, Pesaro,

Norcia, Osimo, Fano, Pescara. Il Club

di Senigallia attende l'adesione di tutti gli

altri Club del distretto.

In merito al Progetto, Carfì ha ricordato

che è stato creato uno spazio web dedicato

l Club di Civitanova Marche ha

compiuto trent'anni: «è un avvenimento

che ci riempie di orgoglio

e di piacere perché - ha detto la presidente

Maria Luciana Aralia - se facciamo un

bilancio dell'operatività del Club, dobbiamo

prendere atto del suo costante impegno

nel portare a termine con spirito di amicizia

e di servizio numerose iniziative di solidarietà

e di promozione culturale.»

La storia del Club, fondato il 16 giugno

1978, è stata ripercorsa succintamente da

due dei soci fondatori: Valentino Massarini

e Franco Brunori,

che hanno anche

ricordato quegli

amici «che non

sono più con noi,

ma che con le loro

scelte e con la loro

attività hanno

stabilito le basi del

sodalizio.»

A festeggiare

l'avvenimento

erano presenti

anche due soci

francesi del Club

contatto di Angers.

Le celebrazioni

per il trentennale

hanno avuto il

loro clou al Teatro

Annibal Caro di Civitanova Alta, con

l'esecuzione dei trascinanti Carmina Burana,

il più celebre lavoro di Carl Orff, risalente

al 1937. Perché un concerto? «Perché

la musica è un linguaggio universale che

alla proposta, in cui reperire tutte le informazioni

a riguardo e verificare a che punto

si è arrivati. Per fare in modo che lo spazio

sia trovato facilmente dai motori di ricerca

di internet occorre linkarlo il più possibile

in altri siti.

Gli indirizzi sono i seguenti: link al sito del

Club di Senigallia: http://www.rotaryclub

senigallia.it/; link diretto al progetto: http://www.rotaryclubsenigallia.it/progetti/rag

azzi-senzalcol/44-ragazzi-senzalcol.html

CIVITANOVA MARCHE SPEGNE 30 CANDELINE

I

30

supera ogni frontiera, ogni barriera e parla

direttamente al cuore degli uomini», ha

risposto la presidente presentando

l'iniziativa al folto pubblico di spettatori.

«Degli uomini di tutte le razze, le lingue,

le religioni. Perché dove c'è musica c'è

unione, compartecipazione, concordia.

Dove c'è musica c'è pace.»

L'interpretazione era affidata all'Ensemble

Strumentale del Piceno, al coro Ventidio

Basso di Ascoli Piceno e al Coro Polifonico

Città di Tolentino (Maestro del coro Aldo

Cicconofri) e ai solisti Romina Assenti

(soprano), Carlo Assogna (tenore) e Lucio

Mauti (baritono). Sul podio il direttore

d'orchestra e concertatore Alfredo Sorichetti,

segretario del Club di Civitanova.

Tratti da alcune poesie del XIII secolo

composte da

giovani studenti e

inserite in una

raccolta del monastero

di Benedicte

Beuren

(Baviera) nota

come Codex Latinus

4660, i

Carmina inneggiano

al vino,

all'amore, al buon

cibo e alle gioie

profane della vita

e, attraverso una musica ricca e dai ritmi

vigorosi, travestita da movenze arcaiche,

sono legati dal leitmotiv del tempo che

passa inesorabilmente. L'opera, strutturata

in un prologo e due parti, fa parte del


enerdì 18 luglio è stata una giornata

memorabile per il Club di Osimo,

che ha avuto non solo l'onore e il

piacere della visita del governatore Giorgio

Splendiani, accompagnato dalla moglie

Maria Sofia, ma che è stata anche, nel

pomeriggio, dopo l'incontro istituzionale

del governatore con il Consiglio direttivo

e con i presidenti di Commissione,

l'occasione per celebrare in modo estremamente

significativo i 50 anni di vita del

Club.

Giorgio Splendiani ha presenziato infatti

all'inaugurazione del monumento Forma

Alata, donato dal maestro Ulrico Montefiore

e dal Rotary Club alla città di Osimo.

L'artista autore dell'opera, Ulrico Montefiore,

osimano, pittore e scultore, ha insegnato

presso l'Accademia di belle arti di

Macerata e all'Accademia di Brera a Milano

ma ha operato soprattutto nel mondo anglosassone

e ha esposto le sue opere non

solo negli Stati Uniti d'America e in Gran

Bretagna ma anche in Francia, Germania,

Grecia e Australia. La città di Osimo custodisce

diverse sue opere pittoriche e pregevoli

vetrate istoriate, oggetto di una mostra

(Vetri & Vetrate) patrocinata dal Club e

visitata in anteprima dal Governatore.

Il monumento Forma Alata è dedicato alla

memoria dei rotariani scomparsi ed è stato

installato in una rotonda della città che il

trittico teatrale di Orff Trionfi, composto

in periodi diversi, comprende anche i

Catulli carmina e il Trionfo di Afrodite. Nel

prologo c'è l'invocazione alla Dea Fortuna

sotto cui sfilano diversi personaggi emblematici

dei vari destini individuali. Nella

prima parte si celebra la Veris laeta facies

ovvero il lieto aspetto della primavera.

Infine nella seconda, In taberna, si hanno

prevalentemente canti goliardici che inneggiano

all'amore che si concludono con

il coro di grazie alla fanciulla (Ave, formosissima).

Nel finale si ha la ripresa del coro

iniziale alla Fortuna.

Una serata quanto mai piacevole e i molti

spettatori attenti e compiaciuti, sono stati

premiati anche da un godibilissimo bis.

(MaBig)

OSIMO: FORMA ALATA PER I ROTARIANI SCOMPARSI

V

sindaco Dino Latini ha voluto intitolare

proprio al Rotary Club di Osimo come

segno di tangibile riconoscimento per le

innumerevoli importanti iniziative di cui

l'associazione si è fatta promotrice e ha

concretizzato in campo sociale, culturale

e umanitario nel corso dei tanti anni di

alacre e fattiva attività.

Nel corso della cerimonia il governatore

Carmina burana: la ruota della Fortuna

ha consegnato al presidente Mauro Tiriduzzi

l'attestato inviato da Evanston per i 50

anni di affiliazione del Club di Osimo al

Rotary International.

Nell'occasione, il sindaco ha anche annunciato

che, a breve, lo stradario della città

di Osimo potrebbe fregiarsi anche di un

toponimo intestato a Paul Harris, fondatore

del Rotary.

31


Igea Frezza Federici - RC Amelia Narni

TERRITORIO

Umbria: Misteri e sortilegi

a percezione in termini onirici e

L fiabeschi del mondo 'umbro' offre

una rifrazione del mondo reale, per

riuscire a capire la strana magia del passato.

Giulio Ossequente, una figura avvolta nel

mistero, IV - V secolo, che porta un nome

di penna, descrive miracoli, fenomeni sensazionali

con grande perizia.

Nel 186 a.C., narra il curioso cronista, in

Umbria fu scoperto un ermafrodito, di circa

dodici anni e per ordine degli aruspici venne

ucciso. Le donne, attraverso i parti mostruosi

di androgini o di bimbi malformati, erano

ritenute lo strumento di cui si servivano le

divinità per comunicare alla

collettività la propria collera.

Gli aruspici avevano il

compito di osservare le interiora

degli animali sacrificati

per trarne presagi.

A Norcia una donna partorì

due gemelli: una bambina

con tutte le membra sane e

un bambino con il ventre

aperto, che morì subito. A

Todi e ad Ameria (Amelia)

sembrò di vedere armi da

oriente e da occidente

combattere in cielo, ma

quelle dell'occidente parvero

soccombere, allora per il

responso degli aruspici, il

popolo portò offerte a Cerere

e a Proserpina, inoltre ventisette

fanciulle vergini

portarono doni cantando. La luna accompagnata

da una stella apparve in pieno

giorno, dall'ora terza fino alla settima.

A Norcia un santuario fu distrutto dal terremoto

e la statua di Giove si girò verso

sinistra, le statue degli dei cambiavano

spesso posizione, offrendo segnali da interpretare.

Nelle pratiche divinatorie romane

la sinistra era considerata positiva. Furono

innalzate statue in legno di cipresso a Giunone

Regina, nella cerimonia ventisette

vergini purificarono la città.

Spoleto fu colpita da un terremoto e molti

edifici crollarono, poi intorno alla città si

schiantò un globo infuocato e, subito dopo,

si sollevò da terra coprendo il sole e si mosse

verso oriente.

In tutta la regione sopravvivono frammenti

della vecchia ideologia magica e delle credenze

sulle arti diaboliche, ma vengono

indicati luoghi misteriosi, dove il diavolo

custodisce tesori nascosti, nelle chiese abbandonate

processioni notturne dei morti

si aggirano intorno agli altari, si narra di

frequenti incontri con le anime del Purgatorio,

che scontano sulla terra le loro pene,

che le fate scendono dai monti sibillini per

danzare, sono bellissime, ma hanno i piedi

di capra. Di notte, intorno ai casolari isolati,

si dice si avvicinino le streghe, per tentare

di entrare per fare malefici. Spesso la fantasia

popolare si è appropriata della vita e della

storia dei santi, intrecciando miti e leggende.

Si racconta che Crescenziano, un giovane

soldato romano vissuto sotto Diocleziano,

si fermò nella campagna della Val Tiberina,

presso Città di Castello, mentre un enorme

drago uccideva uomini ed animali. Il giovane

promise agli abitanti del luogo che avrebbe

ucciso il terribile drago, ma loro, in cambio,

avrebbero dovuto smettere di sacrificare

agli dei. E mantenne il suo impegno. Flacco,

prefetto di Etruria, venuto a conoscenza

dell'accaduto, chiamò Crescenziano e gli

ordinò di abiurare la sua religione. Lui rifiutò

e venne trascinato in un'impervia strada

decapitato a Pieve di Saddi. Il suo corpo fu

trasportato ad Urbino, mentre la testa è

tuttora conservata nella chiesa di Pieve

insieme ad un osso di eccezionale lunghezza

e di forma arrotondata, che si crede sia una

costola del drago. Crescenziano è un santo

martire e la devozione popolare ha attribuito

al suo cranio la proprietà taumaturgica di

guarire il mal di testa. Poco distante da

Umbertine c'è l'eremitaggio camaldolese di

Montecorona, fondato nel 1008 da San

Romualdo, attualmente abbandonato. La

gente del luogo dice di aver

visto più volte le bianche

ombre dei monaci sfilare in

una immaginaria processione,

reggendo ceri.

In una grotta, di un bosco

nei pressi di Assisi, due frati

minori, entrandoci per riposare,

trovarono,

nell'antro, il crudele Occhialone

(chiamato così,

poiché aveva un occhio solo

in mezzo alla fronte, come

Polifemo). I due frati, sebbene

spaventati, pensarono

di usare la scaltrezza, cercarono

di entrare in confidenza

con lui, lo indussero

a bere abbondantemente. Il

gigante si ubriacò e i due

frati, con un carbone ardente,

gli accecarono l'unico occhio, ma

Occhialone, nonostante cieco, li inseguì nel

bosco e sarebbe finita male per i fraticelli

se, per caso, non si fosse trovato a passare

il paladino Orlando, che, con l'invincibile

spada, uccise il gigante. Questa leggenda

ricorda alcune pagine delle 'Storie di Assisi

di P. Cristofani, dove si legge che Assisi,

occupata da gente longobarda terribile e

feroce, venne liberata da Orlando e Oliviero,

i due principali eroi della Chanson de Roland.

L'Umbria cela misteri e leggende, interessanti

da scoprire, anche attraverso lo studio degli

antichi autori.

33


Daniela Crocetti - RD Rotaract 2090

L'ATTIVITÀ RIPARTE BENE

on la ripresa

delle

attività

dopo la pausa

estiva, comunque

allietata da alcuni

appuntamenti

tradizionali proposti

ormai da

anni da alcuni

club e da nuove iniziative, l'impegno del

Distretto 2090 è tornato forte e ha vissuto

il suo momento cruciale nella II Assemblea

distrettuale, ospitata dal Club di Camerino.

Questo Club è stato riaperto nel 2007 e ha

dimostrato grande impegno nello scorso

anno sociale (insieme ai club di Jesi e Fabria-

34

no, riaperti nello stesso anno). Abbiamo

scommesso sui Club giovani assegnando

loro l'organizzazione di eventi distrettuali

importanti e con Camerino la scommessa è

da considerarsi assolutamente vinta. La presenza

di numerosi soci alla serata e soprattutto

ai lavori di assemblea nel pomeriggio,

ha dimostrato che anche l'esperimento di

spostare tali lavori dalla domenica al sabato

pomeriggio è pienamente riuscito, snellendo

l'evento e dando la possibilità a tutti di poter

partecipare, con l'impegno racchiuso in una

sola giornata e con un dispendio economico

minore. L'esecutivo distrettuale ha notato la

presenza e l'attenzione di soci nuovi, di molti

giovani, che saranno i dirigenti del domani.

L'assemblea ha visto la partecipazione del

Maria Vittoria Mancini (Commissione distrettuale

'Arte, sport cultura e viaggio distrettuale') e

Alessandro Nini (Delegato ERIC distrettuale)

PRIMO VIAGGIO DISTRETTUALE:

DESTINAZIONE BARCELLONA

S

C

coprire, condividere, conoscere e

divertirsi … Questo è lo spirito con

cui siamo partiti per il nostro primo

viaggio distrettuale. Un'idea che la nostra

RRD Daniela e noi abbiamo cominciato a

elaborare anche prima dell'inizio di questo

anno sociale rotaractiano, costruita con

pazienza, con costanza e che ha trovato

largo interesse in molti dei soci del Distretto

2090 e non solo. Le difficoltà

nell'organizzazione non ci hanno fermato

perché miravamo dritti al nostro obiettivo

e l'ospitalità dei Rotaractors spagnoli ci ha

motivato sempre più.

Siamo partiti per conoscere e per farci

conoscere, ma anche e sopratutto, per co-

noscerci e fare gruppo. E questo crediamo

sia stato il merito maggiore di questi giorni.

Ogni momento ci ha avvicinato sempre

più ed ognuno ha reso speciale l'attimo di

un altro. Un viaggio che ci ha visti entusiasti

e curiosi verso chi non conoscevamo, pronti

a condividere e ridere insieme, ammaliati

dai colori e dalle forme delle costruzioni

di Gaudì, dai suoni e dalle luci della notte!

Abbiamo poi provato cosa veramente significa

essere nella famiglia Rotaract: la cena

con gli spagnoli ci ha aperto gli occhi sulla

possibilità di avere amici in tutto il mondo,

tutti animati dallo stesso spirito di service

e dedizione.

E poi da bravi turisti: una foto alla Sagrada

Rotary di Camerino e di Carlo Alberto Nicolini,

delegato distrettuale Rotary per le

nuove generazioni. Abbiamo potuto ascoltare

i resoconti delle commissioni e in particolare

notare come i temi dell'anno siano partiti

bene. Nello specifico, i primi mesi dell'anno

sociale sono stati dedicati all'organizzazione

della giornata nazionale Rotaract senza barriere

del 12 ottobre, che ha visto impegnati

i Club di tutta Italia.

Il nostro Distretto, che conta ormai 36 club,

dopo la nascita di Novafeltria Alto Montefeltro,

ufficializzata nella cerimonia del 19

settembre scorso, sta dimostrando di avere

tutte le carte in regola per ottenere buoni

risultati sia nei service proposti dal Distretto

che in quelli creati nel proprio territorio.

Familia, un saluto ai fantasmagorici animali

di Parc Guell, una passeggiata nell'acquario,

la vista mozzafiato dalla cattedrale, la

Barceloneta (day and night), i sapori, i

colori, gli odori della Boucheria e … perché

no, un po' di sano shopping!

Certo è che la malinconia al momento del

rientro l'ha fatta da padrona! E allora

all'atterraggio, l'attesa dei bagagli è diventata

la scusa per le ultime foto, scambi di indirizzi

mail e numeri di telefono. Però il nostro non

era un saluto, bensì un arrivederci. E al prima

possibile! Siamo infatti già pronti per organizzare

una nuova partenza. Perché a noi il

Rotaract ci piace viverlo appieno e ci piace

scoprirne il vero senso. Un grazie a tutti!

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