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«…SemPre orIenTATI verSo I BenI eTernI» - Webdiocesi

Insieme - Bollettino parrocchiale di Pagnacco | Direttore responsabile Grazia Fuccaro | Aut. trib n.14 del 01-04-2006 | Stampa: Tipografia Bassi | Grafica: Sonia Cuzzolin

l’editoriale

L

e feste pasquali, che ancora

una volta ci accingiamo

a rivivere, sono

per tutti un invito pressante

a “cercare e a rivolgere

il pensiero alle

cose di lassù, dove è Cristo,

assiso alla destra di

Dio”.

Non sarà facile, presi

come siamo “dalle cose

della terra” che rappresentano

per molti l’unico

orizzonte concreto, vero,

appetibile; non si tratta

certo di negarne la concretezza,

né di limitarci a

contrapporle a quelle del

cielo, ma di far nostra la

possibilità, espressa dalla

preghiera suggerita

dalla liturgia, di “vivere le

vicende di questo mondo,

sempre orientati verso i

beni eterni”.

Tra le vicende di questo

mondo, particolarmente

significative in questi

tempi, meritano di essere

ricordate le difficoltà

economiche di molti “piccoli

e deboli”, siano essi

piccole imprese, lavoratori

e lavoratrici o gente

emarginata e impoverita

aprile 2010

«…SemPre orIenTATI verSo I BenI eTernI»

da sempre… vittime dell’

avidità sfrenata e infame

di alcuni potenti, posti

spesso a capo di banche,

grandi imprese e gruppi

finanziari; come pure va

ricordata la crescente disaffezione

o sottovalutazione

del valore della vita,

quella nascente in particolare,

espressa da un

numero che non può non

fare impressione: quasi

tre milioni di aborti in

Europa; e non può essere

dimenticato il preoccupante

e continuo venir

meno di motivazioni che

rendano possibile il vivere

civile, quali le relazioni

stabili tra uomo e

donna; la solidarietà

come collante di ogni società

e un’etica condivisa

che sappia cogliere i valori

propri e inalienabili di

ogni persona umana.

continua a pag. 2 >

Giambattista Tiepolo

“Resurrezione”, pala d’altare

della Cappella del S.S. Sacramento

nella Cattedrale di Udine,

metà sec. XVIII.


2

Situazioni drammatiche, complesse,

diffuse, da vivere e da

orientare. Occasioni comunque

preziose per misurare il valore di

una Parola che viene a noi dal

Vangelo.

Una Parola che rappresenta un

modo nuovo di pensare e di agire,

per nulla invecchiato con il

tempo e in contrasto netto con

troppo diffuso buon senso comune

permeato di egoismo.

Una Parola che esige concretezza

anche da te, lettore o lettrice

di queste poche righe.

Se credi alla Parola del Vangelo,

fa in modo che la casa vuota sia

occupata da qualcuno; preoccupati

di un posto di lavoro in

più; investi i tuoi soldi in opere

Questa nostra parrocchia è in

attesa della nomina del

nuovo parroco e ciò fin

dagli ultimi mesi dell’anno

scorso.

Essa è pertanto concretamente

partecipe delle difficoltà e della

sollecitudine dell’Arcivescovo

impegnato ad assicurare a tutte

produttive; sostieni

con un prestito chi

ha urgente bisogno;adopera

il tuo

tempo gratuitamente

per opere

di valore

sociale o

caritativo;

prendi parte

attiva alle scelte

politiche o amministrative

con spirito

di servizio; non lasciare

che i problemi etici siano decisi

solo dagli altri; non delegare

l’educazione dei tuoi figli; in un

mondo di forti contrasti scegli vie

di pace cominciando dalla tua fa-

In ATTeSA DeL nuovo PArroCo

le comunità parrocchiali diocesane

la presenza di un sacerdote

che ricopra tale ruolo.

Tutti si augurano che questa attesa

sia breve.

E però anche il tempo dell’attesa

può essere vissuto in modo

fruttuoso.

> Può essere infatti un tempo

in cui riflettere sul valore e sull’urgenza

di una presenza sacerdotale

e occasione per

esprimere gratitudine a

chi, per tanti anni, è stato

nel paese punto di riferimento

e promotore

di vita cristiana.

> Può essere occasione

preziosa per

un’esperienza di gestione

della parrocchia,

condivisa tra

molti, che rafforzi il

senso di responsabilità.

Una responsabilità

crescente e diffusa, non

limitata al tempo del-

miglia; non diminuire te

stesso cercando soltanto

le cose di

quaggiù…

Proposte concrete,

accanto

ad altre possibili,

perché

l’augurio di

buona Pasqua

sia veramente

“buono”, almeno

per qualcuno. E se

farai l’esperienza che

“c’è più gioia nel dare

che nel ricevere”, sarà una buona

Pasqua anche per te.

Te la auguro di cuore!

mons. Igino Schiff

amministratore parrocchiale

l’emergenza, ma che diventi

modo normale di vivere da cristiani

mettendo le proprie capacità

a servizio di tutti.

> Può essere uno stimolo in più

che ci renda convinti del valore

delle “vocazioni” sacerdotali e

che si trasformi in preghiera e in

proposta concreta e convinta, a

giovani o meno giovani, perché

riflettano sulla possibilità di impegnarsi

in questa scelta di vita.

A quanti nel nostro paese stanno

già vivendo in questo modo il

tempo dell’attesa vada la gratitudine

di tutta la comunità cristiana

e in particolare ai Consigli

e ai gruppi parrocchiali, ai sacerdoti

disponibili, alle persone

presenti ed attive.

Coscienti che è proprio nel tempo

della difficoltà e della debolezza

che si manifesta la presenza

e la potenza di Dio.

mons. Igino Schiff


In occasione della S. Pasqua, vogliamo trascrivere questo stupendo testo turoldiano,

soprattutto per la sua carica di pace e di ottimismo, e di leggerezza. È tratto dal volume

«Le vie della pace» edito dal Comune di Sedegliano e dalla Provincia di udine,

a cura di nicolino Borgo, ed è posto in appendice all’omelia di P. Turoldo per la Pasqua

1977. Lo presentiamo senza commenti: si commenta da sé. Diciamo solo che ci

sembra un testo di altissima poesia, di freschissima ispirazione e di presa immediata.

PoeSIA Per LA PASQuA

David maria Turoldo

I.

Io vorrei donare una cosa al Signore,

ma non so che cosa.

Andrò in giro per le strade

zufolando, così,

fino a che gli altri dicono: è pazzo!

E mi fermerò sopratutto coi bambini

a giocare in periferia,

e poi lascerò un fiore

ad ogni finestra dei poveri

e saluterò chiunque incontrerò

sulla via

inchinandomi fino a terra.

E poi suonerò con le mie mani

le campane sulla torre

a più riprese

finché non sarò esausto.

E a chiunque venga

anche al ricco dirò:

siediti pure alla mia mensa,

(anche il ricco è un povero uomo).

E dirò a tutti.

avete visto il Signore?

Ma lo dirò in silenzio

e solo con un sorriso.

II

Io vorrei donare una cosa al Signore,

ma non so che cosa.

Tutto è un suo dono

eccetto il nostro peccato.

Ecco gli darò un’icona

dove lui bambino guarda

agli occhi di sua madre:

così dimenticherà ogni cosa.

Gli raccoglierò dal prato

una goccia di rugiada

- è già primavera

ancora primavera

una cosa insperata

non meritata

una cosa che non ha parole! -

e poi gli dirò d'indovinare

se sia una lacrima

o una perla di sole

o una goccia di rugiada.

E dirò alla gente:

avete visto il Signore?

Ma lo dirò in silenzio

e solo con un sorriso.

III

Io vorrei donare una cosa al Signore

ma non so che cosa.

Non credo più neppure alle lacrime,

e queste gioie sono tutte povere:

metterò un garofano rosso sul balcone

canterò una canzone

tutta per lui solo.

Andrò nel bosco questa notte

e abbraccerò gli alberi

e starò in ascolto dell’usignolo,

quell'usignolo che canta sempre solo

da mezzanotte all'alba.

E poi andrò a lavarmi nel fiume

e all'alba passerò sulle porte

di tutti i miei fratelli

e dirò a ogni casa: «pace!»

e poi cospargerò la terra

d’acqua benedetta in direzione

dei quattro punti dell'universo,

poi non lascerò mai morire

la lampada dell'altare

e ogni domenica mi vestirò di bianco.

IV

Io vorrei donare una cosa sola

al Signore,

ma non so che cosa.

E non piangerò più

non piangerò più inutilmente;

dirò solo: avete visto il Signore?

Ma lo dirò in silenzio

e solo con un sorriso,

poi non dirò più niente.

In occasione dei festeggiamenti di San Giorgio, patrono di Pagnacco

l’Amministrazione comunale offre alla popolazione

PADRE TUROLDO. FEDE E POESIA

Spettacolo-oratorio

22 APRILE

ore 20.30 - Sala Teatro dell’Oratorio

Per l’allestimento dello spettacolo che la Compagnia teatrale

Baraban ha portato in scena dal 1993 su diversi palcoscenici regionali,

nazionali ed internazionali, si è dovuto circoscrivere il

campo di osservazione ad alcune problematiche che stanno

alla base della vasta opera poetica del frate teologo. Spiega

l’ideatore dello spettacolo, Italo Tavoschi: “Abbiamo scelto di

trattare l’argomento Madre (associato spesso al concetto di

Madonna), l’argomento della Terra (cioè Friuli=radici=povertà),

l’argomento sofferenza (Malattia, Morte e denuncia dei Mali

dell’umanità in generale e di quelli della sua Chiesa) e, infine,

la problematica della ricerca di Dio”.


4

IL ProGeTTo BoLIvIA

ConTInuA

Il Mercoledì delle Ceneri ci siamo

portati a casa il tradizionale salvadanaio

di cartone dove riversare

la nostra solidarietà che

ancora una volta è stata richiesta,

dalla Caritas Parrocchiale e dal

Consiglio Pastorale, a sostegno

del nostro “Progetto Bolivia”.

Esso è ben illustrato nel cartellone

esposto in fondo alla chiesa e che

qui riproduciamo. Possiamo vedere

il percorso da noi fatto in un

arco di tempo che va dal 1997 al

2007 con tutte le realizzazioni che

la Provvidenza ci ha consentito di

portare a termine.

Senza tornare a tediarvi con la

storia dei nostri viaggi e delle

opere che siamo riusciti a portare

a termine lungo questi dieci anni,

con queste poche righe desideriamo

mettervi al corrente di ciò

che abbiamo intenzione di fare

quest’ anno, se riusciremo a mettere

da parte un discreto gruzzoletto.

Abbiamo osservato, negli anni,

che quel poco di medicina preventiva

rivolta in special modo ai

bambini, vien fatta di volta in volta

per strada; ed ora, avendo creato

dal nulla questo piccolo centro

studi dove ruotano a turno circa

settecento bambini e ragazzi, la situazione

sanitaria è divenuta insostenibile,

come si può capire. Ed

ecco che è nata in noi l’idea di costruire

un piccolo centro medico

che dovrà avere lo scopo di esercitare

un minimo di medicina preventiva

e di contenere un’ala di

Pronto Soccorso. Siamo in contatto

con le autorità competenti

per poter riuscire ad avere le necessarie

autorizzazioni in tempi

ragionevoli. Ciò vuol dire che il nostro

desiderio sarebbe quello di

poter partire alla fine del mese di

settembre per poter realizzare il

nostro progetto.

Noi, comunità di Pagnacco, di

Camporosso in Valcanale, di Paese

in provincia di Treviso,di Warnes e

di S. Cruz de la Sierra stiamo realizzando

quella solidarietà che sarebbe

più giusto definire “carità”

e’ l’impegno della

Quaresima di solidarietà 2010.

Per costruire un piccolo centro

medico con pronto soccorso

e medicina preventiva

maria e eliano Angeli

perché tutti ormai sappiamo che

“carità “ significa amore, per concludere

questa riflessione con la

frase rubata alla Caritas Parrocchiale.

Ed in particolare la nostra

solidarietà si rivolge alla povertà

dei bambini. Considerare la povertà

ponendosi dalla parte dei

bambini induce a ritenere prioritari

quegli obbiettivi che li interessano

direttamente, come ad


esempio la cura delle madri, l’impegno

educativo, l’accesso ai vaccini,

alle cure mediche e all’acqua

potabile, la salvaguardia dell’ambiente

e, soprattutto, l’impegno a

sostegno della famiglia.

E quest’anno è nostra intenzione

coinvolgere in questa avventura

una coppia di qui, di Pagnacco, di

cui attendiamo la conferma della

propria disponibilità.

E sulla base di tutte queste osservazioni

confidiamo nell’ospitalità

del vostro cuore nel collaborare

con noi alla realizzazione del nostro

prossimo progetto.

Oltre a riempire con le vostre offerte

i salvadanai che di solito riportiamo

in Chiesa nel pomeriggio

del Venerdì Santo, ci permettiamo

di ricordare che la Caritas parrocchiale

apre la domenica delle

LA rACCoLTA

DI InDumenTI uSATI

Sabato 17 aprile ritorna la tradizionale

raccolta di indumenti

usati organizzata dalla Caritas

Diocesana e a cui la parrocchia di

Pagnacco aderisce con entusiasmo.

L’iniziativa, ormai giunta alla 14ª

edizione, è un’occasione di incontro

e di aggregazione ed ha lo

scopo di:

> reperire fondi da utilizzare per

finanziare interventi a favore

dei più deboli e bisognosi

> diffondere il valore della solidarietà

e dell’attenzione verso i

più sfortunati, un migliore utilizzo

delle risorse ed il rispetto

per l'ambiente.

Il ricavato della raccolta di quest’anno

sarà destinato a sostenere

la realizzazione del Progetto “SU

MISURA PER NOI”, un laboratorio

di sartoria e tappezzeria, a Udine,

destinato al reinserimento sociale

di persone in difficoltà.

In questo momento di forte crisi

economica ed occupazionale le

persone svantaggiate, tra le quali

molte donne, sono ulteriormente

penalizzate nella possibilità di trovare

un lavoro e di riuscire poi a

mantenerlo. Il lavoro risulta essere

uno dei fattori fondamentali per il

mantenimento e/o raggiungimento

di un livello di vita dignitoso ed è

pertanto uno degli aspetti basilari

di cui tener conto per valutare il

grado di benessere su cui investire

per promuovere processi di inclusione.

La Caritas Diocesana, insieme alla

Congregazione delle Suore di San

Vincenzo, alla Cooperativa sociale

“Nascente” e ad altri Enti che si occupano

di accoglienza, ha pensato

di puntare su un settore che vede

ancora dei margini di sviluppo.

L’obiettivo è, creando un nuovo

ramo di attività all’interno della

Cooperativa “Nascente”, di riuscire

ad ampliare le opportunità che il

territorio offre alle persone in disagio,

perché possano sperimentarsi

in due tipi di lavoro adatti a sviluppare

la loro creatività ed il bagaglio

di competenze ed esperienze.

I beneficiari parteciperanno ai laboratori

di sartoria e tappezzeria e

verranno seguiti da educatori e volontari

con esperienza nel settore.

La formazione pratica li porterà a

lavorare nella cooperativa stessa o

in altre aziende e ditte del territorio,

con le quali si cercherà di costruire

una rete.

Palme, nella piazza del paese, il

“mercatino della solidarietà”

sempre a sostegno del progetto

Bolivia. Sulle bancarelle colorate

ci saranno dolci, marmellate, ricami,

decorazioni per la tavola di

Pasqua ed oggetti, tutti preparati

dalle mani abili e dal grande cuore

dei componenti la nostra comunità.

Un grazie anticipato e Buona

Pasqua.

Con la Caritas diocesana

svuotiamo i nostri armadi

a sostegno del progetto

“Su misura per noi”

NOTE ORGANIZZATIVE

Come nelle precedenti edizioni,

quanto raccolto nei sacchetti gialli

con i simboli della Caritas, che saranno

distribuiti in ogni famiglia alcuni

giorni prima del 17 aprile,verrà

ceduto ad una ditta specializzata,

che ne curerà la selezione, la lavorazione

e il successivo riutilizzo.

Come l’anno scorso i sacchetti

gialli dovranno essere lasciati

entro le 8.30 del 17 aprile nei punti

di raccolta organizzati lungo le vie

principali del paese. Sarà attivato

anche, nel piazzale antistante il

bocciodromo, un luogo attrezzato

dove le singole famiglie possono

portare direttamente il loro sacco

di… generosità entro le 11.

>Si raccolgono: abiti, maglieria,

biancheria, cappelli, coperte,

scarpe e borse, giocattoli e peluches

>Non si raccolgono: carta, metalli,

plastica, vetro, rifiuti e scarti

tessili perché non riutilizzabili


6

mI ASCoLTI o no?

nella novella di Oscar Wilde “Il

gigante egoista”, il protagonista

sperimenta la solitudine

interiore e il totale isolamento per

aver negato ai bambini di accedere

al suo parco dove erano soliti

incontrarsi per giocare. Solo

quando ascolta il canto melodioso

di un cardellino, il gigante

comprende il proprio egoismo e

inizia ad apprezzare la gioia dell’incontro,

la ricchezza del dialogo

autentico con quei bambini

che per primi gli offrono la loro

spontaneità.

La nostra società è caratterizzata

da un diffuso individualismo dove

tutti parlano, ma pochi sono disposti

ad ascoltare e dove le parole

fluiscono facilmente, però

faticano a depositarsi in tracce

profonde. Proprio questa dimensione

è responsabile di tante solitudini

emotive.

L’intervista

Dottoressa Snaidero, cosa significa

ascoltare?

Ascoltare è un atteggiamento

umano che presuppone l'intenzionalità

e che pone le persone in

contatto fra di loro. È necessario

distinguere l’udire inteso come

atto fisico e l’ascoltare che è appunto,

un'azione intellettuale ed

emotiva. La persona che ha intenzione

di ascoltare lo fa con coscienza,

opera una scelta: si

mette in ascolto.

La mancanza di ascolto da parte

degli altri cosa provoca in noi?

Ascoltare ed essere ascoltati per-

A questo proposito, abbiamo intervistato

la dottoressa Raffaella

Snaidero, psicologa psicoterapeuta,

formata alla Scuola Milanese

di Terapia Familiare. La

dottoressa opera presso una

struttura diurna e residenziale che

accoglie giovani adulti con disabilità

medio-grave. Per diversi

anni si è occupata dello "Sportello

di ascolto" dove ha

avuto la possibilità di

lavorare con gli insegnanti,

ma anche

con tante famiglie

e tanti ragazzi

nella

gestione di

problematiche

inerenti

alla scuola

e più in generale

di sit

u a z i o n i

mette la creazione di una relazione

particolare perché entrambe

le persone coinvolte ne

traggono benefici. La persona che

ascolta mette a frutto le sue capacità

empatiche e di accoglienza

e si sente gratificata, la persona

che si sente ascoltata si sente

anche capita e accolta. Quando

non ci sentiamo ascoltati, il sentimento

che possiamo percepire

con più facilità è quello dell'incomprensione:

“non ha capito

quello che intendevo”. È molto

frequente nelle dinamiche familiari

che ci si senta dire dai figli:

“non parlo tanto voi non mi ascol-

una riflessione

per vincere la sfida

educativa

Carla Guerra

legate alle varie fasi di crescita.

Come libera professionista si occupa

di terapia a coppie e famiglie

che vivono situazioni di disagio;

in particolare cura i percorsi di

mediazione per le famiglie che si

separano. Presso la Scuola materna

parrocchiale ha tenuto degli

incontri sul tema dell’ascolto

educativo.

tate”, è probabile che il messaggio

nascosto sia: non parlo perché

non mi sento capito. L’ascolto empatico,

quindi partecipato, fatto

con il cuore, porta con sè la sensazione

immediata di essere stati

capiti, questo apre le porte ad un

dialogo più profondo e sincero.

Quanto è importante l’atteggiamento

comunicativo?

Ecco, in sintesi, quattro passi da

percorrere per comunicare all’altro

che vogliamo ascoltarlo:

1. ascoltare il contenuto;

2. capire le finalità,magari facendo

domande quando alcuni


passaggi non ci sono chiari;

3. valutare la comunicazione non

verbale, il “come” qualcosa viene

detto attraverso il linguaggio del

corpo, il tono di voce;

4. ascoltare con partecipazione e

senza giudicare, cercando di mettersi

nei suoi panni.

Cosa significa “ascoltare in modo

attivo”?

Significa ascoltare con tutta la nostra

persona, utilizzando tutti i canali

di comunicazione disponibili:

occhi, orecchie, pelle... noi possiamo

ascoltare le parole che il

nostro interlocutore ci dice, guardare

gli occhi di chi ci sta di fronte

e trovare altre informazioni utili;

possiamo anche percepire quello

che la persona ci trasmette in termini

di sensazioni, a pelle. Tutto

ci può aiutare per essere attivamente

coinvolti nell’ascolto.

Ascolto, accettazione e accoglienza

sono interdipendenti?

Potrebbero essere le tappe di un

percorso: l’ascolto, o meglio la

voglia di ascoltare, ci mette nella

condizione di conoscere e quindi

accogliere la persona con tutte le

sue diversità, ricchezze e limiti,

solo dopo questa conoscenza

possiamo decidere di accettare o

meno alcune scelte, modi di vita,

opinioni della persona stessa.

Saper ascoltare è una delle competenze

sociali di base per la prevenzione

e la risoluzione dei

conflitti. In che modo si può sviluppare

in classe tale abilità?

La testimonianza degli adulti è

fondamentale: i ragazzi devono

poter vedere come si ascolta. Se

un insegnante si pone in atteggiamento

di ascolto “attivo” i ragazzi

lo notano, saranno più

disposti a dialogare, anche a di-

scutere, perché si sentiranno accolti

nonostante tutte le loro contraddizioni.

L’aspetto fondamentale credo stia

proprio in questa parola: accoglienza,

accoglienza intesa come

“sei importante perché sei così

come sei”. I ragazzi si dedicheranno

all’ascolto se saranno stati

ascoltati, se avranno sperimentato

la bellezza e l'importanza

dell’accoglienza.

Dietro la metafora letteraria di

Oscar Wilde risiedono, quindi, la

silente o a volte gridata domanda

educativa dei ragazzi di voler essere

ascoltati e la responsabilità

dell’adulto di rispondere nella

prassi attraverso l’individuazione

di forme e contenuti culturali di

spessore, in modo che i ragazzi

imparino a vivere il dialogo come

luogo d’incontro e di conoscenza.

Suggerimenti per chi desidera essere un buon ascoltatore

>Pre-condizione di un buon ascolto è la calma e la disponibilità

verso l’altro. Quanto più il clima sarà teso

o frettoloso, tanto maggiori saranno le possibilità di

distorsioni, di incomprensioni. E se ci saranno cose

da chiarire, situazioni su cui non si hanno punti di

vista vicini, molta energia sarà impiegata per “difendersi

da” e pochissima energia e concentrazione saranno

disponibili all’ascolto attento di quanto l'altro

sta dicendo. Se invece si sa dare tempo al tempo, le

conclusioni a cui si potrà arrivare saranno ponderate

e costituiranno un importante punto d’incontro.

>Non va sottovalutato che ognuno di noi vede quello

che riesce a cogliere dal proprio di vista. Questo è un

dato talmente evidente che non di rado viene messo

in secondo piano e si fa diventare oggettiva la propria

prospettiva. Ma per comprendere bene e per riuscire

a vedere il proprio punto di vista, si deve uscire

da se stessi per cambiare prospettiva. In questa

operazione ci aiuta proprio la persona che incontriamo

e che si relaziona muovendosi da un’angolatura

diversa.

>Di conseguenza diventa molto utile mettersi in contatto

con le ragioni dell’altro. Se si vuol comprendere

quanto un altro sta dicendo, si deve in qualche modo

presupporre che ha motivazioni ed esperienze che lo

hanno condotto ad assumere una certa posizione.

Indagare con libertà le ragioni dell’altro, chiedere

di essere aiutato a capire non è una perdita di tempo

o un rinunciare alla propria prospettiva. È invece un

modo per arricchirla e per metterla in dialogo.

>All’interno di questo quadro le emozioni e i sentimenti

occupano uno spazio altamente significativo.

Le emozioni sono degli strumenti conoscitivi fonda

mentali se si impara a comprendere il loro linguaggio.

Non informano su cosa si vede, ma su come si

guarda. Ascoltare le emozioni dell’altro è importante

tanto quanto ascoltarne le parole, anzi, in alcuni

casi perfino di più. Nelle relazioni interpersonali

gran parte dei problemi nascono proprio da incomprensioni

sul piano emozionale. Spazio espressivo

delle emozioni è il corpo. Cogliere le emozioni significa

cogliere quello che sta accadendo nella persona,

là dove la razionalità controlla e il corpo rivela.

>Aprire gli occhi sul mondo dell'altro e vederlo per

quello che è realmente e non nel vuoto in cui trovano

posto le proprie proiezioni, non è così semplice. Richiede

l’abilità di non essere centrati su se stessi. Un

buon ascoltatore è un esploratore di mondi possibili.

Potrà sembrare strano, ma i segnali più importanti

sono quelli che si presentano allo stato

cosciente come trascurabili o fastidiosi, marginali o

irritanti, perché incongruenti con le proprie certezze.

Sono questi “disagi” comunicativi che vanno ascoltati

e indagati con intelligenza.

7


8

CRONACA PARROCCHIALE A cura di Loretta Dolso

Avevamo chiuso la cronaca parrocchiale, sul Bollettino di Natale, con il saluto a don Ivan. Era una tappa importante.

In una bellissima giornata di metà novembre eravamo in tanti a prendere congedo dal nostro parroco. La settimana

successiva, in una giornata nebbiosa e decisamente autunnale, molti di noi lo avevano accompagnato alla sua nuova

Parrocchia: Codroipo. Ma il cammino della Comunità cristiana non si è interrotto, e la cronaca parrocchiale puntualmente

riprende, ricordando sinteticamente, in forma quasi didascalica, il percorso di fede dei cristiani di Pagnacco.

26 novembre 2009

SHEMÀ ISRAEL - PERCORSO BIBLICO DI

ASCOLTO DELLA PAROLA

“Ascolta Israele”, ci entrerà nelle

orecchie e nel cuore questo richiamo

all’ascolto.

È il primo di due incontri guidati

da Suor Stefania Sartor ed il

tema della serata “Maria, donna

dell’ascolto” è quanto mai appropriato

per introdurci nel bellissimo

tempo di Avvento.

27 novembre 2009

«DAL LIBRO DELLE FIABE ALLA TV BABY-

SITTER/BADANTE»

L’incontro si tiene in sala parrocchiale,

contando sulla presenza

di chi si occupa, in ruoli ed ambiti

diversi, dell’educazione dei bambini.

Relatore è il prof. Eugenio

Ambrosi.

28 novembre 2009

MATTINATA DI RITIRO SPIRITUALE, GUI-

DATO DA FRANCESCO COJANIZ.

Una mattinata di riflessione, lasciandosi

guidare dalla Parola e

regalandosi il tempo di approfondire

e di confrontarsi. Valori

aggiunti per questa giornata? La

proposta è del gruppo Caritas ed

è aperta a chiunque voglia riflet-

tere e pregare insieme; la guida

è affidata a Francesco Cojaniz

che tutti conosciamo; la sensazione

è quella di una bella esperienza

che diverse persone

chiedono di ripetere.

29 novembre 2009

MERCATO EQUO E SOLIDALE

Una proposta semplice, un banchetto

sul sagrato della chiesa

(questa volta all’interno causa

l’inclemenza del tempo) per proporre

i prodotti del Mercato equo

e solidale, richiamando una filosofia

di produzione e di commercio

alternativo rispetto a quello

cui siamo abituati. È anche l’occasione

per scoprire sapori

nuovi, per chiacchierare … La proposta

è dei ragazzi del nostro

oratorio.

29 novembre 2009

I NOSTRI RAGAZZI ALL’INCONTRO DIOCE-

SANO

… che si tiene nel duomo di

Udine. Sono coinvolti i ragazzi

dalla V elementare alla III media

ed una delle cose belle è il partecipare

assieme, ritrovandosi

nello stesso cammino di preghiera

e di fede con i coetanei di

tutta la Diocesi.

29 novembre 2009

8 dicembre 2009

INAUGURAZIONE E BENEDIZIONE DEI PRE-

SEPI DI MODOLETTO E DI MAROLINS

Ricordate? Ne avevamo già parlato

nell’ultimo bollettino, pre-

sentando gruppi di famiglie che

si mettono insieme per costruire

un presepe, vicini di casa ed

amici che s’incontrano per progettare,

realizzare e proporre

qualcosa di bello …È rendere visibile

quanto di positivo può

esprimere la nostra comunità.

10 dicembre 2009

“L’ASCOLTO EDUCATIVO NELLA COPPIA, IN

FAMIGLIA, CON I FIGLI”

La scuola dell’infanzia “Elena

Bettini” si apre ancora una volta

per un incontro che coinvolge

non solo i genitori dei bambini,

ma chiunque si lasci interrogare

e provocare dai temi della relazione,

dell’educazione, dei rapporti

interpersonali, con le

istituzioni, tra le generazioni.


13 dicembre 2009

FeSTA DI SAnTA LuCIA….

al Piccolo Cottolengo di Santa

Maria La Longa. È un appuntamento

che si ripete ogni anno,

ma che ogni anno ha un profumo

diverso. È un pomeriggio insieme,

con musica e giochi, per

colorare di allegria il pomeriggio

di una domenica di quasi inverno.

14 dicembre 2009

InConTro Con IL DoTT. PAoLo oLIvo,

PreSIDenTe DeL BAnCo ALImenTAre DI

uDIne.

Il dott. Olivo presenta ai giovani

la realtà del Banco Alimentare,

portandoli a riflettere sulla povertà

di tante, tantissime persone

e sull’aiuto concreto offerto da

un gruppo di volontari e da un’organizzazione

che sa raccogliere

con costanza e competenza prodotti

alimentari per poi distribuirli

attraverso organizzazioni,

istituti e associazioni alle persone

in difficoltà. Lo stile è quello

della vicinanza positiva, della

condivisione, della discrezione.

15 dicembre 2009

mISSuS eST….

Anche quest’anno le note dell’antico

canto riecheggiano lungo

le navate della nostra chiesa.

Sono celebrazioni suggestive ed

intense, che ci accompagnano

nel cammino verso Natale.

19 dicembre 2009

vIene PorTATA A PAGnACCo LA «LuCe

DeLLA PACe DI BeTLemme».

Anche questo è un appuntamento

consueto per la nostra comunità.

Il Gruppo Scout porta

anche nella nostra chiesa parrocchiale

la Luce della Pace, accesa

nella Grotta della Natività a Betlemme

e passata di mano in

mano per raggiungere tutte le

persone che la richiedono. Rimarrà

accesa in chiesa per tutto

il Tempo di Natale e le persone

potranno raccogliere questa luce

e portarla nelle loro famiglie.

20 dicembre 2009

SuonI e voCI DI nATALe

Un’occasione d’incontro importantissima,

un appuntamento curato

e proposto con passione dal

Coro Parrocchiale. Partecipano il

Coro dei Bimbi della scuola del-

l’infanzia “Elena Bettini”, la

Scuola di Musica di Pagnacco, il

Piccolo Coro Arcobaleno di

Branco e Tavagnacco, Il Quadro

Armonico e il Coro Parrocchiale di

Pagnacco.

Molte le persone presenti, che

hanno apprezzato il concerto e

applaudito l’impegno dei coristi,

dei maestri e di chi ha investito

tempo ed energie per una proposta,

ancora una volta di grande livello.

2 dicembre 2009

SAGGIo DI nATALe

dei bambini della Scuola Materna

Parrocchiale. Sempre di più si

sente che la scuola dell’infanzia

non è un istituto con un percorso

proprio, ma è un investimento

della comunità intera sul futuro

dei propri bambini, sul sostegno

alle famiglie, sul giocarsi insieme

nel progetto educativo.

27 dicembre 2009

AFFreSCo DeDICATo ALL’AnnunCIAzIone

In via Plaino, nel contesto di una

ristrutturazione, è stato inserito

un affresco dedicato all’Annunciazione.

Alla benedizione era

stata invitata tutta la comunità e

molte persone hanno accolto l’invito

sia come segno di amicizia

per la famiglia che come adesione

al progetto che prevede di

recuperare o di proporre immagini

votive nelle nostre strade e

nelle piazzette dei borghi. Significativa

la presenza delle autorità

e dei numerosi sacerdoti; molto

bella l’ancona.

9


10

Inizia il 2010

5 e 6 gennaio 2010

ePIFAnIA A PAGnACCo

Sono diventati appuntamenti importanti

per la comunità di Pagnacco

>La benedizione dell’acqua,

del sale e della frutta secondo il

rito aquileiese la sera della vigilia.

Molto bello vedere le persone

che entrano in chiesa con il cestino

sottobraccio e che portano

poi nelle proprie case, ma anche

in quelle dei vicini e degli amici,

quanto è stato benedetto dal sacerdote.

>La benedizione dei bambini al

pomeriggio dell’Epifania; è cogliere

la bellezza di una vita che

nasce, la potenzialità di chi ha il

futuro nelle mani e nel cuore, la

fragilità dei piccoli da custodire

con cura.

10 gennaio 2010

unA LoTTerIA un Po’ PArTICoLAre

Da qualche anno la Scuola Materna

Parrocchiale organizza una

lotteria, il cui ricavato serve a sostenere

l’attività didattica, coin-

volgendo nella distribuzione e

vendita dei biglietti bambini, genitori,

nonni e tante persone di

buona volontà. Il momento dell’estrazione

diventa allora un momento

di festa per tutti, perché

praticamente in ogni famiglia c’è

qualche biglietto, acquistato o

regalato che sia.

10 gennaio 2010

BeneDIzIone DI un’AnConA In vIA DeI

rIzzAnI

Appuntamento già annunciato

nel bollettino di Natale. In una

giornata di sole è stata benedetta

l’ancona dedicata alla

Beata Vergine Maria, voluta e costruita

con l’impegno di tutto il

borgo. Accanto all’ancona è stato

predisposto uno spazio per un

momento di sosta, d’incontro, di

preghiera.

14 gennaio 2010

Shemà ISrAeL

Riprendono, dopo il tempo di Natale,

gli incontri di approfondimento

biblico proposti alla

comunità. Suor Stefania Sartor,

che sta diventando una persona

di riferimento per le persone che

seguono gli incontri, tratta il

tema “Dio ascolta il grido del suo

popolo”, legando la sua riflessione

anche alla figura di San

Luigi Scrosoppi, un santo che ha

saputo cogliere le attese del suo

tempo.

21 gennaio 2010

InConTro PreSSo LA SCuoLA mATernA

Si susseguono gli incontri dedicati

al tema dell’ascolto educativo.

La dott.ssa Raffaella

Snaidero propone una conferenza

sul tema “Strategie creative

per affrontare i conflitti” nel

corso di una serata dedicata in

particolare ai genitori di bambini

e ragazzi, ma aperta a

quanti vogliono confrontarsi con

questi temi e si sentono comunque

coinvolti in un ambito educativo.

4 febbraio 2010

“ASCoLTATe e voI vIvreTe”

E’ questo il tema dell’incontro

della serie che ormai abbiamo

imparato a conoscere ed apprezzare:

Shemà Israel. Il ruolo di

guida nella riflessione e nella

preghiera viene affidato a Francesco

Cojaniz. Non sono molte le

persone che accolgono l’invito a

confrontarsi con le parole del

Vangelo di Matteo, ma sono sicuramente

convinte ed entusiaste

dell’esperienza che stanno

vivendo.

7 febbraio 2010

GIornATA Per LA vITA

A Pagnacco, durante la S. Messa

parrocchiale, viene celebrata la

Giornata per la Vita. Preparata

con cura dal gruppo di persone

che accompagnano i genitori

verso il battesimo dei loro figli,

ha coinvolto in modo particolare

le famiglie che hanno chiesto il

battesimo dei bambini negli ultimi

tre anni. Dopo la celebrazione

c’è stato un momento

d’incontro e di festa tutti insieme.


14 febbraio 2010

FeSTA DI CArnevALe

A Santa Maria La Longa, al Piccolo

Cottolengo: come sempre

non è una festa banale, le persone

che vi partecipano tornano

arricchite dagli incontri, dalle

amicizie che si rinnovano, dallo

scambio di serenità che si rinnova

ad ogni occasione di festa.

17 febbraio 2010

Le S. CenerI

Comincia la Quaresima e si rinnova

l’impegno alla sobrietà, alla

solidarietà, al silenzio, alla preghiera.

Viene ricordato l’impegno

di solidarietà assunto dalla

Parrocchia per sostenere un progetto

in Bolivia; la costruzione di

un dispensario a Santa Cruz

della Sierra.

Iniziano le Via Crucis, secondo lo

schema concordato: è bello e importante

che tante persone si impegnino

per preparare

celebrazioni intense da vivere e

da proporre con piena consapevolezza

del percorso di fede

della comunità.

Inizia un cammino verso Pasqua

Una suora «tascabile»

vale la pena di fermarsi un momento

per guardare il sorriso

di questa piccola suora. Suor

Antonina compie 89 anni, e già

questo è un traguardo importante.

Ma quello che è più importante è

lo stile di tutta una vita che è diventata

dono per tutte le persone

che l’hanno incontrata:

>lo stile della semplicità e della

serenità;

>lo stile della preghiera, della fiducia

piena in Dio e della devozione

a quella “madonnina” che è

riferimento per la sua congregazione

e immagine costante in tut-

che la comunità di Pagnacco è

chiamata a vivere in modo diverso

rispetto agli anni precedenti,

che non vuol dire

assolutamente “in tono dimesso”;

anzi ciascuno si sente

chiamato a mettere in gioco le

proprie capacità e la propria

gioia nel mettersi al servizio

della comunità.

27 e 28 febbraio 2010

GLI ArISToGATTI….

Approdano nella nostra Scuola

Materna, ma non solo .Un gruppo

di genitori ha iniziato, quasi per

gioco, a salire su un palco ed a

ti i giorni della sua vita;

>lo stile del saper gioire

delle piccole cose, cogliendo

l’immagine dell’eternità

in una quotidianità

vissuta con amore.

La possiamo incontrare alla

Scuola Materna tra i bambini

che tanto ama, alla

grotta della Madonna di Lourdes

nel giardino dell’asilo, al capezzale

degli ammalati che cerca per qualche

parola di conforto o per condividere

una preghiera, sulla strada

verso la Chiesa, presenza di-

provare a recitare …. Decisamente

si sono trovati bene, se

continuano a farlo ed a proporre

momenti di allegria ai bambini,

ma anche a chi continua ad essere

bambino nel cuore e persevera

nel credere alle favole.

27 febbraio 2010

Le PrIme ConFeSSIonI

I bambini che si preparano

alla Prima Comunione

in un momento

di preghiera molto intenso

si sono accostati

per la prima volta al

Sacramento della Riconciliazione

screta nel terzo banco a sinistra…

e possiamo cogliere l’occasione

per farle personalmente i nostri auguri,

per il compleanno ormai passato

ma anche per tutti i giorni a

venire.

11


SPECIALE Attività Pastorale

12

Speciale

PASTorALe: un CAnTIere

SemPre APerTo

Il tempo passa veloce scandito dai ritmi di una quotidianità nella quale è sempre difficile ritagliarsi un tempo per

ascoltare la voce che parla al nostro cuore. La Pasqua ormai prossima ci offre l’occasione dell’edizione primaverile

del Bollettino parrocchiale. un’occasione per guardarci un attimo indietro e condividere con le tante persone che per

mille motivi non hanno potuto parteciparvi direttamente le diverse proposte, attività ed occasioni di riflessione con

cui, nello scorrere dei giorni, abbiamo tentato di capire quale strada il Signore si aspetta che noi percorriamo. un’occasione

per cercare anche fra queste righe quella voce che, simile al gorgoglio sommesso dell’acqua che scorre in un

ruscelletto di campagna, può anche essere lontana o appena percettibile, sovrastata da mille altri suoni o rumori, ma

non tace mai. In questo spirito di ricerca ed ascolto, procede il cammino della nostra Parrocchia, nell’attesa, che si

prolunga, dell’arrivo di un nuovo Pastore, ma anche nella consapevolezza che il mutare dei tempi e delle situazioni ci

chiamerà ad immaginare e realizzare modi nuovi di essere Comunità Cristiana.

Claudio Fogale

In ASCoLTo DeLLA PAroLA DI DIo

Shemà ISrAeL

nell’anno pastorale in cui è

stato chiesto alla comunità

cristiana della diocesi di

approfondire il tema dell’ascolto,

il consiglio pastorale

della nostra parrocchia ha ritenuto

fondamentale offrire, a chi

ne sentisse l’esigenza, la possibilità

di affrontare questo tema

a partire dall’ascolto della Parola

di Dio. È stato così pensato

e costruito il percorso di Lectio

Divina Shemà Israel.

Shemà Israel (Ascolta, Israele –

Dt 6,4) è l’incipit della preghiera

per eccellenza di ogni buon

israelita all’inizio e alla fine della

giornata per fare memoria

del patto di alleanza con il Dio.

Queste parole sono consegnate

da Dio a Mosè sul monte Oreb

assieme a quelli che noi impropriamente

chiamiamo i dieci comandamenti.

Impropriamente,

perchè non si tratta semplicemente

di un codice morale di

comportamento, peraltro non

molto diverso da quello delle po-

Il percorso biblico

di ascolto

della parola


polazioni confinanti, ma rappresenta

il segno dell’Alleanza

che Dio fa con chi, non più schiavo

in Egitto, finalmente può essere

chiamato popolo e, solo in

quanto libero, può scegliere di

tener fede al suo patto con Dio:

riconoscerlo come tale e riconoscerne

l’unicità.

Il percorso, portato avanti a più

mani, è iniziato con la bellissima

rilettura presentata da don Ivan,

Francesco Cojaniz e Marco Ius,

del loro pellegrinaggio in Terra

Santa.

La serata è stata un’emozionante

susseguirsi di musica,

immagini, suoni, colori, aromi e

parole: il racconto di un percorso

non solo geografico, religioso

o culturale, ma un viaggio alla

riscoperta di quello che sta alla

base della nostra fede: il Dio di

Abramo, di Isacco, di Giacobbe,

il Dio che ci ha amato talmente

da donarci suo Figlio. Non quindi

una visita storico-archeologica

ma un fare memoria, un rileggere

la storia come Storia della

Salvezza e i luoghi come segno

concreto del passaggio di Gesù

come uomo tra gli uomini.

Ci ha accompagnato nei due incontri

successivi suor Stefania

Sartor, delle Suore della Divina

Provvidenza di san Luigi Scrosoppi,

che ci ha aiutato ad approfondire

l’esempio di Maria e

la vocazione di Mosè.

È stato particolarmente emozionante

sentire la parola di Dio

riletta al femminile, soprattutto

nella sottolineatura della grandezza

di una donna, Maria, semplice

figlia del suo popolo, rappresentante

di quella parte di

israeliti fedeli a Dio: il resto di

Israele di cui hanno parlato i profeti

e che è figura del popolo cristiano.

Con Maria, semplice donna di

una insignificante cittadina della

Galilea, terra di confine, lontana

dalla città santa di Gerusalemme,

abbiamo imparato

che ascolto della Parola signifi-

15 aprile 2010

(Francesco Cojaniz)

I PROSSIMI APPUNTAMENTI

> Trasfigurazione Lc 9, 28-36 >

(questi è il mio Figlio mio,

l’eletto; ascoltatelo)

ca silenzio, accoglienza, servizio

e fecondità.

Silenzio significa chiudere fuori

i rumori fisici e mentali per poter

ascoltare Dio, per accogliere

ciò che ci chiede; attraverso

il servizio, come Maria che si

reca dalla cugina Elisabetta,

questa accoglienza diventa concreta

e feconda. Il fare per un cristiano

non è autoreferenziale,

deve avere una direzione ed è

quindi strettamente legato all’ascolto.

Accogliere la Parola significa

infatti lasciare liberamente spazio

al nuovo di Dio, perchè la sua

parola, come dice Isaia, non ritorna

al Padre se non ha fecondato

il cuore delle persone a cui

è stata mandata.

Ma è sempre Dio che fa il primo

passo: ascolta il grido del suo

popolo, schiavo in Egitto e per liberarlo

manda Mosè. Come Maria,

anche Mosè viene scelto da

Dio per una missione, anche lui

si sente inadatto al ruolo richiesto,

ma si fida.

Con il popolo liberato, Dio stringe

un patto a cui rimane sempre

fedele, fino a mandare suo Figlio

per suggellare la Nuova Alleanza.

La storia del popolo di Israele,

come anche la nostra storia, è invece

costellata da infedeltà.

Con Francesco Cojaniz, che per

anni ci ha accompagnato in passato

nella conoscenza e nell’approfondimento

esegetico

dei vangeli, abbiamo imparato

che essere discepoli significa

edificare sulla roccia che è Cri-

Ascolto/meditazione

evangelizzazione

6 maggio 2010 > Salmo 45 (Ascolta figlia, >

Chiesa che ascolta

guarda, porgi l’orecchio)

sto: si possono compiere opere

buone ma quanto costruito non

resiste nelle avversità se alla

base, nel fondamento, non c’è

l’amore.

Nel periodo quaresimale il percorso

biblico ha avuto naturale

continuità negli esercizi spirituali

e negli appuntamenti settimanali

con la Via Crucis, attraverso

cui ogni gruppo parrocchiale

ha accompagnato la

comunità nell’ascolto teologico

del Nuovo di Dio.

Il percorso prosegue ora con le

ultime due tappe: sul monte

Tabor Dio ci presenta il Figlio

come Parola da ascoltare, come

Logos: uno squarcio di eternità

che deve però diventare una

concreta azione nel mondo. Infine

saremo interpellati sul nostro

essere comunità cristiana:

la bellissima sposa è figura della

Chiesa, chiamata a slegarsi

dai vincoli materiali per riconoscere

Dio come suo sposo.

In ogni incontro abbiamo sentito

che le domande con cui la Parola

ci interpella sono quelle

fondamentali per ogni credente:

Che cosa mi chiede Dio? Perchè

proprio io? Quale è il mio compito?

Quale è la mia missione?

L’invito è quindi anche per noi

quello del profeta Isaia: Ascoltate

e voi vivrete!

ornella Paolini

1


14

SPECIALE

eLemenTArI: CATeChISmo

CoInvoLGenDo Le FAmIGLIe

Gli incontri di Catechismo del

gruppo elementare, dalla prima

alla quarta classe, si svolgono

a rotazione nei pomeriggi di

lunedì e di sabato e sono frequentati

dalla totalità degli iscritti.

Le quattordici catechiste, che

operano nei rispettivi gruppi,

sono affiancate da cinque collaboratrici

volontarie che, con le attività

di canto e animazione, integrano

gioiosamente la programmazione

concordata.

Il volontariato, la formazione catechistica,

con la frequenza ai

corsi diocesani e la partecipazione

agli incontri parrocchiali,

sono i presupposti per acquisire

Lo PoSe

In un GIArDIno...

in un giardino…”

L’attività di catechismo e

pose

«Lo

animazione dei ragazzi

dai 10 ai 14 anni prosegue con

soddisfazione.

Alla ricerca della capacità di vedere

il “giardino” in cui Dio ci ha

posti, abbiamo affinato la capacità

di vedere gli altri, la natura, il mondo,

con occhi diversi, con gli occhi

del cuore e al di là delle apparenze.

La capacità di amare e di

lasciarsi amare è l’ulteriore passo

di questo cammino.

Le attività proseguono bene, i

ragazzi partecipano sempre numerosi

e il gruppo degli animatori

lavora in armonia, con qualche fatica

in più, necessaria in questo

periodo di attesa del nuovo parroco.

Anche ai genitori è stata fatta

la proposta di un percorso di

formazione parallelo a quello dei

ragazzi, strutturato in tre serate.

e migliorare la competenza

necessaria per trasmettere

i valori formativi e cristiani

ai bambini che le famiglie

ci hanno affidato.

Nel nostro operare, il contatto

con i genitori diventa

indispensabile perché, attraverso

gli incontri a loro

proposti, possiamo fare catechismo

“in comunione”.

L’educazione alla fede perciò non

è solo incontro di preghiera, ma

diventa momento educativo - sociale

che, attraverso il dialogo e la

gioia di stare assieme, continua

l’opera formativa e cristiana della

famiglia.

Inoltre, se sapremo dare il vero

Ci sono stati già due incontri con

la guida di Graziella e Daniele

Lovo, per anni co-direttori della

Pastorale Famigliare della Diocesi

di Udine, che hanno reso gli incontri

davvero preziosi.

Incontriamo difficoltà a coinvolgere

le famiglie i ragazzi in momenti

diversi da quello canonico

dell’incontro settimanale: per un

film in parrocchia, per partecipa-

senso, la domenica diventerà il

giorno di vera festa dei battezzati,

che scoprono e vivono insieme

il fondamentale momento liturgico

della S.Messa, crescendo

nei valori morali, religiosi ed educativi.

Giuliana maran

L’attività di catechismo

e animazione dei ragazzi

dai 10 ai 14 anni

re ad iniziative diocesane, per la

veglia in duomo dell’Arcivescovo.

Queste iniziative, che non sono

numerose comunque, sono una

grande occasione per i ragazzi, di

crescere nella consapevolezza di

essere parte di una comunità più

grande, di fare esperienze forti e

significative. I pochi che partecipano

ne sono testimoni.

marilena migliorati


ALLA SCoPerTA DeL monDo

eSPreSSIone DeLLA BeLLezzA DI DIo

Seguendo a grandi linee le tematiche

proposte dalla Diocesi,

prosegue con discreto

entusiasmo il lavoro dei gruppi

giovanili in parrocchia. Le attività,

incentrate sull’approfondimento

della visione del mondo

come massima espressione

della bellezza di Dio e dello stupore

che questa dovrebbe creare

specialmente nei giovani,

coinvolgono con incontri settimanali

circa una quarantina di

ragazzi dalla prima alla quarta

superiore.

I gruppi sono seguiti, come gli

anni scorsi, da una coppia di animatori

per classe e le riunioni

hanno una durata di circa un’ora

e si svolgono in ora serale durante

la settimana il mercoledì

per la prima, il lunedì per la seconda

e il giovedì per la terza. I

più grandi, già cresimati, si incontro

con cadenze meno rigorose

a seconda della disponibilità

di ragazzi e animatori. L’intento,

sviluppato in un programma

in continua evoluzione

negli anni, è quello di permettere

ai ragazzi un confronto su

tematiche a loro care, dalle relazioni

(d’amicizia e sentimentali)

alla famiglia, dalla scuola

alle prospettive per il loro futuro,

sia con coetanei che con

animatori, che spesso rappresentano

un punto di riferimento

importante nel loro delicato percorso

di crescita.

Il ruolo del gruppo degli animatori

viene arricchito dal tentativo

di proporre la parola di Dio

con metodi vicini ai ragazzi in

modo da stimolare la curiosità

ad approfondire il difficile rapporto

che a quell’età si vive con

Gesù e con la Chiesa.

Come ogni anno durante la quaresima

vengono invitati a riflet-

tere sul significato della passione

di Cristo e a sintetizzare il

lavoro fatto nella via Crucis presentata

all’intera comunità.

L’impegno quaresimale è anche

dedicato al servizio con i

mercatini delle Palme in cui tutti

i giovani sono invitati a collaborare

con la Caritas nella vendita

di dolci e piante i cui proventi

saranno destinati in beneficenza.

Parallelamente agli incontri

d’animazione, con il mese di

gennaio è iniziata anche l’attività

del gruppo Cresima che

coinvolge la seconda e la terza

superiore in un percorso d’approfondimento

della parola di

Dio che li porterà, dopo verifica

del cammino personale intrapreso,

al sacramento della confermazione

durante il prossimo

anno.

Tutte le attività giovanili continueranno

fino a maggio, mentre

per il periodo estivo è in fase di

organizzazione il consueto campo

scuola che quest’anno si terrà

a Forni Avoltri dal 24 al 31 lu-

il percorso

dei giovani dalla

I alla Iv superiore

glio e al quale saranno invitati

tutti i giovani dalla prima alla

quarta superiore.

Seguire i ragazzi durante gli

anni delicati delle superiori è un

impegno non da poco e il gruppo

degli animatori ogni anno cerca

con incontri puntuali di verifica

di proporre un percorso che

rispecchi al meglio le necessità

dei ragazzi.

Per garantire che le attività si sviluppino

sempre nel migliore dei

modi c’è la necessità di avere costantemente

un ricambio per

gli educatori che per impegni legati

alla famiglia o al lavoro

sono costretti a ridurre la disponibilità

nell’impegno futuro.

Per questo cerchiamo di sensibilizzare

costantemente la comunità

in modo da far emergere

nuove “personalità” che possano

rappresentare il futuro di

un gruppo che ormai da tredici

anni si occupa delle attività dei

giovani all’interno della parrocchia.

manuele Giacomini

1


16

SPECIALE

un ImPeGno Per renDere

SIGnIFICATIve Le CeLeBrAzIonI

In questo periodo di preparazione

alla Pasqua, gli appuntamenti

di meditazione e di

preghiera assumono un sapore

speciale: insegnano il gusto della

contemplazione e del silenzio per

comprendere la voce di Dio nella

quotidianità. Lasciarsi convertire

nel cuore è il cammino di una vita

e per arricchire tale viaggio diventa

preziosa la partecipazione

costante alla liturgia domenicale.

I silenzi, i canti, le parole, i gesti

ci introducono nel tempo dell’incontro

con la Parola, costituendo

un linguaggio simbolico da preparare

e curare.

L’impegno del gruppo liturgico

parrocchiale coadiuva il celebrante

nel rendere gli spazi ed i

tempi efficaci all’accoglienza del

messaggio evangelico, con interventi

per la valorizzazione dei

momenti di preghiera comunitaria,

con la preparazione degli

esercizi spirituali, con le celebrazioni

periodiche durante il tempo

ordinario, con la stesura delle

preghiere d’introduzione e dei fedeli,

con la recita delle lodi e dei

vespri, coordinando anche le mo-

dalità previste per uffici particolari:

recita del rosario e veglia per

i defunti. In tal modo si è cercato

di rispondere alle difficoltà conseguenti

per la mancanza di un

parroco stabile e questo non sarebbe

stato possibile senza il

contributo di persone, verso le

quali il gruppo liturgico è particolarmente

riconoscente, primi fra

tutti i sacerdoti che si sono resi

disponibili nella celebrazione

delle S. Messe, da don Francesco,

a don Simone, da don Paolo a

don Maurizio, che in queste domeniche

ci guida a scoprire la

profondità delle Scritture.

Grazie alla collaborazione attiva

del Consiglio Pastorale, della Caritas,

dei catechisti ed animatori,

del Coro e degli organisti, dei curatori

del decoro degli spazi liturgici

e dell’assemblea intera, tutti

contribuiscono a rendere significative

le celebrazioni ed esprimono

l’impegno della nostra

comunità ad accogliere il mistero,

soprattutto durante questo

periodo quaresimale, in cui la liturgia

esige sobrietà ed essenzialità

per esaltare la Parola e

L’impegno del Gruppo

Liturgico. La distribuzione

della comunione

agli ammalati

l’Eucaristia.

La comunità non vive senza Eucaristia

e l’Eucaristia è isolata senza

la comunità, entrambe sono due

verità che vivono l’una nell’altra;

importante resta quindi la preparazione

delle celebrazioni. In

questo primo periodo dell’anno

liturgico, il gruppo, che coordina

l’affidamento delle letture, mediante

l’importante intervento

dei rappresentanti incaricati, ha

constatato con soddisfazione e

gratitudine la disponibilità per le

letture evangeliche di molte persone

giovani ed adulte; per questo

motivo, verranno stabiliti

alcuni incontri specifici di formazione,

affinché la Parola sia letta

con preparazione spirituale ed efficacia

comunicativa.

Tra gli appuntamenti di preghiera

aperti a tutti e che il gruppo liturgico

vuole mantenere, si ricordano

la recita delle lodi mattutine

nel secondo sabato di ogni mese

e la cura nella distribuzione periodica

della comunione agli ammalati

ed agli infermi della

parrocchia, fatta dai Ministri Straordinari.

Se qualche famiglia desiderasse

questo servizio, non

esiti a contattare le Suore della

Scuola Materna o il direttore del

Consiglio Pastorale, Claudio Fogale.

Lungo il cammino di preparazione

alla Pasqua, che vedrà

nella Via Crucis di ogni venerdì

sera una tappa importante di riflessione,

il gruppo ha previsto

incontri di formazione, di revisione

e di preghiera, in riferimento

al tema pastorale

diocesano, matrice per attivare

gli interventi a contributo della

vita di fede della nostra comunità.

michela Giorgiutti


LA PArroCChIA

In CIFre

Il rendiconto economico dell’anno

appena concluso chiude

con un avanzo di esercizio di

Euro 1.685,00 quale differenza

fra entrate ordinarie e straordinarie

pari a Euro 181.891 e uscite ordinarie

e straordinarie pari a Euro

180.206 come appare nel rendiconto

economico suddiviso nelle

diverse voci .

Va evidenziata una netta riduzione

delle entrate per offerte durante

le celebrazioni e delle

offerte da enti e privati nell’or-

1

2

4

6

7

9

enTrATe

enTrATe orDInArIe

oFFerTe In ChIeSA

(durante le celebrazioni)

CAnDeLe voTIve

oFFerTe Per ServIzI

(battesimi, matrimoni, funerali…)

enTrATe Per ATTIvITA' PArroCChIALI

(oratorio,centri vacanze)

oFFerTe DA enTI e PrIvATI

(offerte in busta e tramite bollettino postale)

AFFITTI ATTIvI

ConTr. CenTrI GIov. e CenTrI vACAnze

(contr. Provinciali e Comunali)

enTrATe DIverSe

(int. attivi su c.c.b.rimborsi e varie)

ToTALe enTrATe orDInArIe

enTrATe STrAorDInArIe

*entrate straordinarie finalizzate

*contr.regionali (costr.campo polif.-rest.organo)

*contr.regionale(costr.oratorio)

ToTALe enTrATe STrAorDInArIe

dine di circa 10.000 euro. E questo

ci auguriamo sia il riflesso

evidente della crisi economica in

atto, che ha colpito ogni ceto sociale,

e non l’allontanamento dei

cittadini dalla diretta partecipazione

alla gestione della Parrocchia

stessa.

Indubbiamente non è venuta a

mancare la fattiva collaborazione

di decine e decine di persone che

si dedicano, da sempre, alle numerose

attività della Parrocchia:

dalla gestione dell’oratorio ai

renDIConTo eConomICo - Anno 2009

26.70

2.727

9.022

44. 40

1 .0 0

12. 0

.4

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1

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7

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10

uSCITe

uSCITe orDInArIe

ImPoSTe-TASSe e ASSICurAzIonI

SPeSe DI CuLTo

(candele,particole, arredo,fiori,libri…..)

SPeSe GeSTIonALI PArroCChIA

(luce,telefono,riscaldamento…)

SPeSe Per ATTIvITà PArroCChIALI

(oratorio, centri vacanze)

BoLLeTTIno PArroCChIALe

mAnuTenzIonI orDInArIe

ConTrIBuTo ATTIvITà DIoCeSAne

SPeSe vArIe

(pulizie, cancell. bollati e spese diverse)

InTereSSI Su muTuI

(interessi su mutui a lungo e breve term.)

ToTALe uSCITe orDInArIe

Il rendiconto economico 2009

risente della crisi economica

in atto. ma la generosità

dei parrocchiani non manca

uSCITe STrAorDInArIe

*uscite straordinarie finalizzate

*costr.campo polif.-restauro cassone org.

*manutenzioni straordinarie

ToTALe uSCITe STrAorDInArIe

roberto nardini

14.1 0

6.7 4

17.

9.0 9

6.

.642

2.

10.7 7

0.2

1 .

.004

. 00

. 44

46. 4

17


1

campi scuola, dalle pulizie alla

cura del giardino e non ultimo all’allestimento

dei fiori sull’altare.

Ma sicuramente anche gli aiuti finanziari

sono necessari per far

fronte alle spese di gestione e

mantenimento dell’intera struttura.

Anche quest’anno, grazie alla

enorme mole di lavoro svolta da

tutti, si sono potuti organizzare

un centro vacanze invernale e i

campi scuola estivi per bambini e

ragazzi.

un doveroso grazie a Pietro De

Corte. vorrei proprio conoscerlo!

entrare nel suo laboratorio e dirgli

“ma lo sai che senza il tuo organo sarei

rimasto ignorante?”. Senza quell’organo

che stiamo restaurando sarei rimasto

cieco e orbo; è grazie all’opera di restauro

che ho potuto aprire gli occhi e

scoprire ...

Come ogni anno si è organizzata

la festa delle famiglie e dei lustri

matrimoniali che sono stati caratterizzati

anche, purtroppo, dal saluto

al nostro amatissimo parroco

don Ivan Bettuzzi di cui non possiamo

dimenticare il carisma e la

voglia di fare che hanno segnato

il suo mandato a Pagnacco.

La continuità della sua opera si

sta vedendo anche in questo particolare

momento di transizione.

Tutte le attività stanno proseguendo

come da consuetudine

rITornA Lo STorICo Suono

DeLL’orGAno

Un passo indietro, stiamo portando

avanti il restauro dell’organo

e doverosamente devo

informare la comunità sullo stato

delle cose poiché abbiamo deciso

di ultimare l’opera. Ma mi sorge

un dubbio, quasi un rimorso:

“qualcuno ha chiesto agli organisti

cosa ne pensano?”.

GLI ORGAnISTI? ma chi sono?

Chi è meno partecipe si sarà accorto

che entrando in Chiesa c’è

una musica che accompagna i

momenti liturgici, spesso si sente

anche da fuori. Certo chi arriva

per tempo è fortunato, la sente

anche iniziare! Alcune volte succede

anche a me.

Parto presto da casa tutti i giorni

e ritorno al buio. Alcune volte

anche d’estate. La domenica partecipo

alla Messa delle otto e…

sento l’organo. Raramente mi accorgo

di chi lo suona poiché è nascosto

dietro alla colonna e

sovente continua a suonare, a

fine messa, mentre tutti usciamo.

Se manca, però, tutti si accorgono.

Grazie signor Pietro (De Corte), è

proprio grazie a te che ho rintracciato

questi “carbonari” che, imboscati,

da dietro la colonna

anche grazie a Mons.Schiff, nominato

dal Vescovo, Amministratore

Parrocchiale in attesa della assegnazione

di un nuovo Pastore.

Sono in corso di attuazione la ristrutturazione

dell’antico organo

e della balaustra che ci auguriamo,

entro l’estate trovino la

loro giusta collocazione all’interno

della nostra Chiesa.

Concludiamo questa relazione

con una speranza di poter continuare,

tutti insieme, a essere “Comunità

Cristiana”.

Il “nostro” gruppo di giovani

organisti valorizzeranno

al massimo lo strumento

restaurato dalla ditta zanin

di Paolo Pividori

svegliano i nostri timpani, picchiando

sui tasti, sparando aria

nelle canne dell’organo.

Sono rimasto colpito dalla loro

semplicità, dalla serenità, dalla

sincerità e dalla loro disponibilità.

Li ho rintracciati a casa, uno

per uno, a un orario che avrebbero

di diritto potuto anche mandarmi

a visitare Paesi esotici.

Sono un gruppo affiatato ove

fanno a gara a chi è più umile. In

un mondo di prevaricazione e sopraffazione,

con la loro sempli


cità, risultano alieni, anormali!

Matteo ha iniziato a 15 anni; da 21

anni suona l’organo della Chiesa

Parrocchiale ed è il “vecchio del

gruppo”: qualsiasi informazione

dev’essere chiesta a lui perché

“era prima”. Preso per sfinimento!

Non c’era più nessuno che

suonasse l’organo. Mi dice che

l’arrivo di Don Ivan ha creato lavoro

anche per gli accompagnatori

musicali delle liturgie.

Francesca ha iniziato con Don Giovanni

Pigani circa 13 anni fa. Si è

diplomata al conservatorio in organo

e composizione organistica.

È riconosciuta da tutti come

l’unica maestra, la più brava.

Agnese, diplomata in violoncello,

secondo strumento pianoforte.

Da 9 anni suona l’organo.

Alessio, suona da circa 10 anni. Ha

iniziato a Plaino, anche lui per sfinimento

poiché non c’era nessuno.

Ha fatto violino al

conservatorio e 1 anno di pianoforte

e dice di “suonare come

guida il trattore; a volte sbagli i

pedali del freno e dell’acceleratore”

Davide suona dal 1997. Ha iniziato

con Don Pigani. Per problemi legati

allo studio ha dovuto limitare,

per un periodo, il suo

servizio al solo sabato. Si definisce

il “sindacalista” del gruppo.

Per tutti è un impegno molto

serio, si sono organizzati in turni.

C’è sempre qualcuno disponibile

per accompagnare i momenti

della comunità. Altra lezione:

quando si parla di momenti della

comunità, per tutti, al primo

posto ci sono i funerali.

E per tutti il vecchio organo ha un

valore affettivo, è una cosa importante,

una cosa bellissima e

sarebbe un peccato non recuperarlo.

È un modo per ricordare chi

è già stato, chi s’è sacrificato. Il ricordo

di quelli che l’hanno suonato

e di quelli che l’hanno

ascoltato. Il ricordo di momenti

lieti e di momenti tristi della storia

della nostra comunità.

E per il futuro? indiscutibilmente,

per tutti, è che non diventi un

pezzo da museo ma che venga

mantenuto vivo: organizzando dei

concerti in collaborazione con

l’Associazione organisti, organizzando

saggi per gli allievi del

Conservatorio, organizzando concerti

con altri strumenti e altre

idee ancora.

IL RESTAURO è ora a buon punto.

La Ditta Francesco Zanin, a Codroipo,

sta ultimando il restauro

dello strumento. La ditta Lizzi

Renzo, a Artegna, è a buon punto

con la cassa e con la balaustra

della cantoria; è stata ultimata la

pulizia e sono a buon punto le integrazioni

dei pezzi mancanti. S’è

reso necessario il rifacimento di

alcuni fregi e decori (nastri, foglie,

frutti e volti di angeli) ed è

stata iniziata la doratura (e la successiva

brunitura) degli ornamenti.

Per quanto riguarda le opere in

Chiesa, sono stati appaltati i lavori

edili: inizieranno con le perforazioni

e il getto dei micropali

necessari al consolidamento del

terreno ove poserà la struttura.

Alla Ditta che fornirà il ferro della

struttura sono stati forniti i disegni

del manufatto. La Ditta Francesco

Zanin ha indicato un tempo

tecnico di circa un mese e mezzo

per il montaggio dell’organo a

partire dal momento in cui sarà

agibile il soppalco della cantoria.

Le forze in campo, tanto entusiasmo

e la disponibilità delle persone

meritano tutto l’appoggio

della comunità. I tempi non sono

dei migliori, questo è certo. I valori,

forti, tramandati dai nostri

progenitori che si palesano nel

quotidiano di tutti i collaboratori

meritano però un tangente sostegno.

Nelle possibilità di ciascuno,

mettiamo mano al portafogli e

facciamo in modo che il vecchio

organo, con l’armonia del suo

storico suono ci faccia emozionare

e ci faccia riscoprire quei valori

semplici ma solidi dei nostri

avi!

ALCUNE FASI

DEL RESTAURO

19


20

un’ALLeAnzA

Con LA FAmIGLIA

Il “gruppo Battesimi” nasce circa

8 anni fa per volontà di Don Ivan,

che sentiva forte l’esigenza di far

percepire in modo più evidente alle

famiglie che chiedevano il Battesimo

per i loro figli, l’importanza

della presenza e del sostegno della

comunità nel loro compito di educatori.

Anche per questo sacramento,

come per tutti gli altri, non

può trattarsi di un fatto privato,

quasi un contratto tra il parroco e

la famiglia richiedente, bensì di un

momento fortemente comunitario,

in cui la comunità non solo accoglie

i battezzandi, aprendo loro la porta

principale della Chiesa, ma si impegna

ad essere testimone della

Fede che professa e sostegno a

tutti coloro che in essa muovono i

primi passi. Si è formato così un

gruppetto di laici, quasi tutte coppie

sposate e con esperienza educativa,

col compito di farsi da

tramite tra le famiglie e la comunità

intera ed aiutare il parroco nella

preparazione dei genitori al battesimo

dei loro figli. I primi passi

sono stati molto timidi, anche per

l’esigenza dei membri del gruppo

di raggiungere un’adeguata formazione

prima di farsi carico di un

compito così importante. Così, per

un primo periodo, il contributo attivo

del gruppo si è limitato alla

preparazione di coppie singole, che

per qualche motivo non avevano

potuto partecipare agli incontri formativi

con gli altri genitori, o all’apporto

di riflessioni nate dalla

propria esperienza genitoriale o di

educatori. La formazione dei membri

del gruppo si è svolta principalmente

attraverso la partecipazione

agli incontri per i genitori stessi,

gestiti dal parroco, e attraverso alcuni

incontri specifici di approfondimento

di uno o più giorni. Alla

coesione del gruppo hanno inoltre

contribuito non poco le cene organizzate

a cadenze più o meno regolari,

che hanno favorito la

conoscenza e rafforzato la stima reciproca.

Ultimamente, avendo il

gruppo raggiunto una maggiore

autonomia nella gestione degli incontri

di preparazione per genitori

e nuovo vigore grazie all’ingresso

di due ulteriori famiglie, i tempi

sembravano maturi per pensare

anche ad un percorso post-battesimale,

che accompagnasse le famiglie

nel lungo periodo che

intercorre tra il Battesimo dei loro

figli e il successivo sacramento,

quello della Prima Comunione. Il

lavoro era solo appena abbozzato,

quando don Ivan è stato chiamato

a guidare la parrocchia di Codroipo.

Pur nella consapevolezza delle

maggiori difficoltà, dovute alla

mancanza di una guida come Don

Ivan e soprattutto alla mancanza di

una situazione stabile da cui partire,

il gruppo continua a lavorare,

informandosi e aggiornandosi, per

Il Sacramento

del Battesimo non è un

fatto privato. La comunità

testimone di accoglienza

di Cristina rotter

abbozzare le linee di un primo percorso.

Un primo passo è stato fatto

in occasione della giornata della

vita, il 7 febbraio scorso, con l’invito

alle famiglie dei battezzati

degli ultimi tre anni, ad essere presenti

alla messa comunitaria per

rendere grazie a Dio per i loro figli,

insieme alla comunità che li ha accolti

nel giorno del loro Battesimo.

Alla fine della celebrazione è stato

consegnato un piccolo segno: un libricino

di preghiere adatte ai bimbi

più piccoli, affinché le famiglie riscoprano

la bellezza della preghiera

coi loro figli e superino il

timore di parlar loro di Dio. In seguito

è stato vissuto un momento

conviviale di condivisione nella

sala dell’oratorio, durante il quale

le famiglie hanno avuto modo di

riallacciare i rapporti con le altre

coppie di genitori, conosciute durante

gli incontri preparatori, e con

i “catechisti” del battesimo. La risposta

entusiasta e la partecipazione

numerosa all’iniziativa hanno

dato al gruppo una carica nuova

per continuare a lavorare a questo

percorso tutto da inventare e tutto

da costruire.


monS. SCArBoLo,

IL PreTe DeL SorrISo

Èmancata una grande e bella figura

di sacerdote, ricca di una

fede in Cristo che ha voluto

portare nel mondo. Mons. Giuseppe

Scarbolo è morto domenica

21 febbraio a 95 anni alla Fraternità

sacerdotale di Udine, dove si

trovava da un paio d’anni, mantenendo

comunque tutta l’attività

che gli era possibile.

Nato il 5 gennaio 1915 a Rubignacco,

frazione di Cividale, fu ordinato

sacerdote nel 1937.

Cooperatore della Cattedrale per

11 anni, fino al 1948, poi impegnato

per 3 anni a Carlino, nella

Bassa friulana, fu quindi parroco

di Rizzolo di Reana, dal 1951 al

1960 e poi per 14 anni di Pagnacco.

A 59 anni, accogliendo l’appello

All’epoca c’era ancora il cappellano

che si occupava di

noi, che cercava di portarci

sulla retta via e di farci fare discorsi

seri quando noi avevamo

solo voglia di ridere e scherzare…

era il cappellano che provocava la

riflessione sul nostro credere, sul

nostro costruire il futuro, sul pensare

e proporre, sull’impegnarci...

Ma sullo sfondo c’era il parroco,

cui si doveva comunque fare riferimento,

cui spettava spesso l’ultima

parola.

Ma il parroco era don Giuseppe

Scarbolo ed accanto a lui un’altra

presenza discreta, quella di sua

sorella Wilma.

Ecco allora i ricordi, ripescati dall’album

di una fanciullezza e gio-

dell’allora arcivescovo, mons. Alfredo

Battisti, divenne missionario

fidei donum e per 20 anni

operò in Congo. Il ritorno in Friuli

risale al 1994, quando mons.

Scarbolo venne nominato canonico

onorario della Metropolitana

di Udine e prestò servizio pastorale

nella comunità udinese di

San Marco. E proprio nella parrocchia

udinese sono stati celebrati i

funerali di mons. Scarbolo dall’arcivescovo

di Udine, mons. Andrea

Bruno Mazzocato. Presente anche

una delegazione della nostra parrocchia

a cui don Giuseppe ha donato

tanto, come ci dicono queste

due testimonianze in cui si ritroveranno

i molti che lo hanno conosciuto

quando erano ragazzi o

giovani.

ventù che sembrano assumere il

color seppia delle vecchie foto

> Wilma che parlava quel friulano

con la “a”, tipico del civida-

La comunità di Pagnacco

ricorda il “suo” pastore dal

1960 al 197 . un prete che

ha segnato la vita di tanti

parrocchiani.

>nelle foto: qui sotto,

don Scarbolo presenta il teatro dell’asilo;

nelle pagine successive: inaugurazione dell’asilo

(1970) e la prima comunione del 1972

Il parroco di quando eravamo ragazzi...

lese da cui proveniva, che don Giuseppe

aveva saputo accantonare

per assumere le inflessioni della

lingua friulana parlata a Pagnacco

21


22

>i grandi cambiamenti legati al

Concilio, l’apparire di un altare

nuovo nel presbiterio e don Giuseppe

che finalmente celebra l’Eucaristia

guardando negli occhi i

suoi fedeli

>la tonaca nera che viene riposta

in un armadio per lasciare spazio

ai primi clergyman, indossati

con un po’ di fatica dopo tanti anni

in abito talare

>ma anche la sagra del mese di

agosto, con tutti noi arrampicati

sui tubi “innocenti” per la Pesca di

Beneficenza.. e la fresca limonata

preparata da Wilma nel bottiglione

di vetro da due litri

>e la gita che premiava chi aveva

Uno sguardo aperto

sulla società

va ricordata l’attenzione che l’Arciprete Scarbolo

don Giuseppe ha sempre avuto verso i

problemi della società in continua evoluzione.

Per questo, nel 1963, costituì anche a Pagnacco il

Circolo A.C.L.I. (Associazione Cristiana Lavoratori

Italiani) allo scopo di assistere e formare i giovani

che affrontavano il mondo del lavoro. Il Circolo divenne

subito consistente ed attivo, tanto che,

dopo qualche tempo, venne aperto, al piano terra

della “Casa della Gioventù”, il “Bar Acli”, punto

di aggregazione e di svago non solo per gli operai,

ma attrattiva per tutta la popolazione. Tale attività

durò alcuni anni, anche dopo la partenza di

don Giuseppe per la Missione in terra d’Africa.

lavorato per la sagra…

>anche chi aveva arrotolato migliaia

e migliaia di biglietti neri

con l’aiuto di un ferro da calza, al

bar dell’Acli (i biglietti rossi no,

quelli erano di competenza delle

suore perché di loro, proprio per la

loro vocazione, ci si poteva fidare)

> e magari al piano superiore

c’era un incontro del Consiglio Pastorale,

perché il Consiglio Pastorale

a Pagnacco c’era, e si riuniva,

e ne facevano parte anche tanti

giovani…

Ricordo anche

i momenti di

confidenza, i

colloqui prima

Luigia Freschi

del matrimonio, gli scambi di

sogni e di speranze con un parroco

che a me sembrava vecchissimo

e che stava studiando lo

swahili per andare a portare il

messaggio di Dio oltre l’orizzonte…

un parroco che parlava di

terre lontane e che sapeva sognare,

e quel saper sognare era

ciò che, allora come ora, ce lo faceva

sentire vicino.

Loretta Dolso e Adriano mizza


2 APrILe: PAGnACCo In FeSTA

Con IL Suo PATrono

San Giorgio martire

> ore 10.30, Chiesa Parrocchiale:

S.Messa solenne cantata nella memoria del S. Patrono

> ore 19.00, Chiesa Parrocchiale:

Vespri solenni di S. Giorgio e processione.

L’AGenDA Primavera Estate 2010

>28 marzo: Mercatino della solidarietà nella domenica delle Palme

>9-11 aprile: Pellegrinaggio parrocchiale a Torino e alla Sacra Sindone

>18 aprile: Battesimi comunitari

>2 maggio: Prime Comunioni

DATE DEI CAMPISCUOLA DELLA PARROCChIA E DEL GRUPPO SCOUT PAGnACCO 1

>24-31 luglio: Campo scuola giovani a Forni Avoltri

>27 luglio-8 agosto BRANCA E/G - Campo di Reparto

>1-8 agosto BRANCA L/C: Vacanze di Branco

>28 agosto-4 settembre: Campo scuola per i ragazzi delle medie a Lorenzago

>ancora da definire BRANCA R/S: Campo di Clan

“PICCOLO COTTOLEnGO”: uno spettacolo

per dire grazie dell’amicizia

Gli ospiti del “Piccolo Cottolengo” di Santa Maria La Longa saranno

presenti a Pagnacco per donare alla comunità uno spettacolo speciale.

E’ un grazie alla Parrocchia per l’amicizia che ha sempre dimostrato

nei loro confronti.

Appuntamento il

23 maggio alle ore 18 nella sala Teatro dell’Oratorio.

“LE 4 STAGIOnI”

Con questo spettacolo non solo si vuole rappresentare in modo figurativo

lo scorrere del tempo ed il continuo succedersi del ciclo della

natura ma soprattutto suscitare nello spettatore la consapevolezza

che affinché qualcosa possa iniziare qualcosa d’altro deve necessariamente

finire.

Ecco che il ritmo (l’alternanza) delle stagioni diventa metafora di vita.

GruPPo

DI reDAzIone

Angeli Eliano, Bernardis Dionilla,

Fuccaro Grazia (coordinatrice),

Gallo Annamaria, Guerra Carla,

Perissutti Daniela,

Pira Francesco, Zampa Flavia,

foto di Adriano Mizza

e Sergio Gerussi

2


Pasqua

CeLeBrAzIonI LITurGIChe

neLLA SeTTImAnA SAnTA

Domenica

2 marzo

Le Palme

Lunedì

martedì

mercoledì

martedì

0 marzo

TrIDuo

PASQuALe

GIoveDì

SAnTo

1 APrILe

Ore 10.30 - Piazzetta dell’Oratorio:

> Benedizione dell’ulivo, delle

palme e S. Messa solenne.

Ore 17.30

> Canto del Vespro

> visita e Comunione agli

anziani e agli ammalati.

Le famiglie prendano contatti

con la parrocchia: 0432 660078

Ore 20.00

> Celebrazione comunitaria

della confessione.

La Pasqua significa “passaggio” e celebra

il percorso doloroso di Gesù dall’ultima

cena alla resurrezione dalla morte.

un cristiano la celebra pienamente partecipando

ai riti dei tre giorni.

Ore 20.00

> Solenne S. Messa

“In coena Domini”

Lavanda dei piedi e memoria

dell’istituzione dell’Eucarestia.

Ore 21.00

> Ora santa di adorazione.

venerDì

SAnTo

2 APrILe

SABATo

SAnTo

APrILe

DomenICA

DI PASQuA

4 APrILe

LuneDì

DeLL’AnGeLo

APrILe

Ore 15.00

> Azione liturgica

“In passione Domini”

Ore 20.00

> Via Crucis. Si snoderà per le vie

del paese con partenza dalla

chiesa di Plaino e conclusione

a Pagnacco

(dalle ore 19.30 sarà attivato un servizio

bus-navetta con partenza dal parcheggio

antistante la canonica. In caso di pioggia

il rito si svolgerà nella chiesa di Pagnacco)

Ore 16.00-18.00

> Confessioni

Ore 21.00

> SOLENNE VEGLIA PASQUALE

Liturgia della luce; Liturgia della

Parola; Liturgia dell’acqua;

Liturgia dell’Eucarestia

È questa la grande Liturgia di

Pasqua e la più importante

Eucarestia dell’anno.

La Comunità tutta intera è

invitata a partecipare.

Ore 08.00

> S. Messa

Ore 10.30

> S. Messa solenne cantata

Ore 18.00

> Vespro Solenne e pellegrinaggio

al fonte Battesimale.

Ore 09.00

> S. Messa in Liola

Ore 10.30

> S. Messa in chiesa parrocchiale

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