DI STEFAno – FILoSoFI E GIuRISTI SoCIALI - Sindacato Libero ...

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28 LIno DI STEFAno FILoSoFI E GIuRISTI SoCIALI

scrivere che, se in Italia si fosse paventata una vittoria socialista,

proprio quelli che allora si dimostravano fierissimi

avversari dei socialisti, sarebbero stati i primi ad appoggiare

i socialisti senz’alcuna riserva.

Le osservazioni paretiane sui limiti della borghesia dimostrano

ancora oggi tutta la loro attualità, solo se si pone

mente agli avvenimenti posteriori alla vita del sociologo, il

quale scrisse profeticamente che «dopo la vittoria, la nuova

aristocrazia farà forse qualche concessione di forma e di

parola ai nuovi proletari, cioè ai deboli, agli imprevedibili,

agli incapaci, ma in sostanza costoro porteranno probabilmente

un giogo più pesante di quello che reggono ora».

non occorrono commenti alle ultime asserzioni di Vilfredo

Pareto, perché i fatti hanno abbondantemente dimostrato

quanto sia stata e sia esatta la diagnosi. L’indegno

spettacolo offerto dalla stragrande maggioranza della borghesia

italiana odierna, la quale si vergogna di essere tale

per far piacere agli eventuali futuri padroni, resta la conferma

più lampante del declino di una classe sociale che ha

giocato un ruolo di primo piano, nel bene e nel male, nella

storia dei popoli civili di tutti i tempi.

Se Pareto oggi fosse vivo, griderebbe allo scandalo di

fronte alla commedia offerta dal borghese che si perita di

appartenere alla sua classe semplicemente per viltà e apprezzerebbe,

suo malgrado, l’atteggiamento di chi, al contrario,

è orgoglioso di diventare borghese sulla pelle del

presunto vero borghese.

Probabilmente vide giusto il sociologo quando scrisse

che i borghesi che «procacciano la propria rovina senza saperlo

sono semplicemente stolti».

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