DI STEFAno – FILoSoFI E GIuRISTI SoCIALI - Sindacato Libero ...

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CAPIToLo V MAX WEBER 31

A tali criteri scientifici si mantiene fedele il sociologo di

Erfurt il quale ne dà un saggio magistrale nell’opera L’etica

protestante e lo spirito del capitalismo in cui, come riconosce

Ernst Troeltsch, «Max Weber studiando il grande

problema fondamentale dell’odierna storia economica,

quello cioè che concerne l’essenza e l’origine del capitalismo,

pose il problema delle premesse spirituali, etiche, filosofiche,

del sistema medesimo».

ora, è vero che il sociologo tedesco fa leva sul concetto

di ‘razionalizzazione’ della civiltà occidentale quale espressione

massima di manifestazioni di significato universale,

ma è altrettanto vero che egli non si perita di aggiungere, più

avanti, che «in tutte le civiltà vi sono state ‘razionalizzazioni’

di carattere molto diverso, delle differenti attività umane».

Differenti attività sociali le quali riconoscono la portata

considerevole dell’operare umano in direzione della libera

connessione dei fenomeni della storia.

Ciò giustifica, da una parte, la ripulsa del sociologo tedesco

di qualsiasi impostazione di tipo meccanicistico,

quale il marxismo ancorato al dogmatico presupposto che

«le forze istintive sono quelle proprie, le sole vere ed anzi

in ultima istanza sempre decisive» e, dall’altra, il rifiuto

weberiano della cosiddetta storia ‘universale’ vista come

dottrina incentrata sull’opposizione che i fenomeni storicosociali,

retti da leggi immutabili, rappresentano il risultato

finale di valori predeterminati.

Fisso nella certezza che il determinismo causale non è

autorizzato ad emettere sentenze circa la ineluttabilità dei

fatti sociali e convinto che la sociologia quale scienza particolare

ma non tanto particolare da non cogliere le con-

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