DI STEFAno – FILoSoFI E GIuRISTI SoCIALI - Sindacato Libero ...

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40 LIno DI STEFAno FILoSoFI E GIuRISTI SoCIALI

riva manchevole sul piano spirituale teso, com’era, a privilegiare

le esclusive finalità di mero stampo materialistico.

Sicché, ad un certo punto, l’autore della fondamentale opera

Il moderno capitalismo (1908) venne a trovarsi sotto il

fuoco incrociato dei socialisti, che lo accusavano di esagerato

nazionalismo, e dei nazionalisti, che gli rinfacciavano

il tiepido amor di patria.

Il motivo era semplice. Mentre, infatti, agli inizi dell’attività

letteraria allo studioso tedesco era parso di rinvenire,

nella visione marxistica, le coordinate necessarie che ne

giustificavano i presupposti economico-speculativi, nelle

opere più mature, al contrario per l’esattezza Socialismo

tedesco allo stesso economista era sembrato di individuare

nella dottrina socialista solo gretti elementi utilitaristici.

Laddove, per Sombart, il socialismo germanico doveva non

solo capovolgere la vecchia scala di valori incentrata su

pure categorie economiche instaurandone una nuova basata

sui principi di santità, di spiritualità, di eroicità etc., ma

abbandonare, altresì, ogni pretesa naturalistica a vantaggio

di un nuovo ordine sociale volto ad assicurare migliori condizioni

di vita all’intera collettività.

Il sociologo tedesco aveva già passato in rassegna, nel

volume II Borghese (1913), la fase della cosiddetta economia

precapitalistica riconoscendo in essa, da una parte, la

genesi della mentalità borghese e, dall’altra, le autentiche

basi di una vera e sana economia considerato che l ’ uomo di

tale fase, scrive Sombart, “è l’uomo naturale, l’uomo come

Dio lo ha creato (...), l’uomo misura di tutte le cose”. Il fondatore

della sociologia economica, comunque, non riuscì

ad intravvedere con esattezza solo i limiti del collettivismo,

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