DI STEFAno – FILoSoFI E GIuRISTI SoCIALI - Sindacato Libero ...

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46 LIno DI STEFAno FILoSoFI E GIuRISTI SoCIALI

guenze, sul piano strettamente economico del volontarismo

e dell’individualismo misesiani? Le seguenti e vale a dire,

per un verso, che, essendo l’uomo libero, «lo strumento

concettuale dell’economia di mercato è il calcolo economico,

la cui nozione fondamentale è quella di capitale e di

correlativo reddito» e, per l’altro, che «capitalisti, imprenditori

e proprietari terrieri possono preservare e incrementare

la loro ricchezza soltanto ottemperando nel modo migliore

agli ordini dei consumatori». Stabilito che il capitalismo

è quel sistema di organizzazione sociale basato sulla

proprietà privata e sul possesso dei mezzi di produzione,

l’autore afferma, senza mezzi termini, che l’unico scopo

degli imprenditori consiste nel realizzare profitti anche se,

più avanti, si affretta ad aggiungere, quasi per edulcorare la

pillola, che «i veri sovrani del sistema capitalistico dell’economia

di mercato sono i consumatori». Chiamati, quest’ultimi,

anche popolo sovrano anche se, poi, tutto ruota

attorno al capitalista, vero ed autentico regista, del fatto

economico perché investito della funzione categorica di

«speculatore» e di egoista.

Molto spesso, il von Mises è di una spietatezza estrema

sia perché, per lui, chi critica la logica del profitto è un

moralista e un predicatore tedioso, sia perché, egli afferma

con forza, «i libri contabili e i bilanci sono la coscienza

dell’impresa». Chiarito, ancora, che l’unica legge dell’impresa

è la realizzazione del maggior profitto possibile e

che, di conseguenza, «negli affari l’unica cosa che conta»

è il «successo», il von Mises conclude notando che il sistema

capitalistico è superiore alle altre teorie perché rende

possibile l’attuazione di «un metodo di calcolo e stima

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