DI STEFAno – FILoSoFI E GIuRISTI SoCIALI - Sindacato Libero ...

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CAPIToLo XII CARLo CoSTAMAGnA 67

si, dalla quale, in modo “sintetico deduttivo”, scaturisce

la scienza giuridica.

Solo così si può spiegare la sua idiosincrasia per la dottrina

attualistica che, diciamolo, in «Genesi e struttura della

società» ribadisce l’eticità dello stato corporativo nonché

la consequenziale superiorità dello Stato sulla nazione. Dimentica,

evidentemente, Carlo Costamagna che quasi sempre

sono le idee che muovono la realtà e non viceversa,

sebbene poi, il giurista non possa fare a meno di scrivere

che è «necessaria una energica opera di ortopedia intellettuale

per ridare una base stabile ai concetti scientifici ed

elaborare quei “concetti generali” di cui in definitiva nessuna

scienza può fare a meno».

Ma l’importanza del pensiero di Carlo Costamagna non

si esaurisce soltanto nell’ambito delle analisi della realtà

nella quale visse la parte più importante della sua esistenza,

bensì pure nel contesto dell’indagine della storia italiana

nel dopoguerra. Il giurista ligure, infatti, per un verso,

osteggiò strenuamente il «novus ordo» uscito fuori dalla

caduta del fascismo e dalla sconfitta individuando nel

partitismo e nella progressiva degradazione trasformistica

del costume politico i mali storici della democrazia parlamentare

, per un altro verso, seppe scorgere nell’assoluta

carenza del concetto di «bene comune», i gravi limiti della

nuova classe dirigente. La quale non riuscì nemmeno a superare,

se non mediante il peggiore dei compromessi, l’annoso

dilemma «monarchia-repubblica». Da qui la nascita

della repubblica con la «costituzione possibile», da cui la

«più disastrosa caduta del pensiero e del costume della stirpe».

Costamagna non mancò inoltre di rilevare le gravi re-

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