DI STEFAno – FILoSoFI E GIuRISTI SoCIALI - Sindacato Libero ...

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DI STEFAno – FILoSoFI E GIuRISTI SoCIALI - Sindacato Libero ...

CAPIToLo XIII VITToRIo FRoSInI 71

glieva l’eredità della dialettica gentiliana di volente e voluto,

ripensandola, in rapporto al diritto, attraverso il filtro

dell’“‘esperienza giuridica’ capograssiana e del tardo istituzionalismo

romaniano”. Frattanto, iniziò la carriera universitaria

del nostro filosofo del diritto a Catania, a Roma e

presso altri Atenei senza contare gli incarichi, in Italia e all’estero,

che fanno di Frosini uno dei migliori specialisti

nella sua disciplina. In seguito, apparvero numerosi saggi

come, ad esempio, ‘Teoremi e problemi di scienza giuridica’

(1971), ‘Il diritto nella società tecnologica’ (1981) e

‘L’uomo artificiale’ (1986). Di tale libro, Salvatore Valitutti

tracciò un quadro critico affermando in una lunga recensione

(‘II Tempo’ di Roma, 25.9.1986), che il contenuto è

l’“insieme dei risultati delle analisi effettuate da Frosini,

con impegno pari all’acume, sui problemi della responsabilità

morale, giuridica e politica, del flagello della diseducazione

civile, della genesi del terrorismo, del diffondersi della

droga, della nuova concezione dei diritti umani, del diritto

alla salute, dei nuovi diritti di libertà nascenti dall’informatica

e del diritto di vivere e di morire”.

Tornando al volume ‘L’idealismo giuridico italiano’,

Frosini asserisce che napoli “si può dire, a buon diritto, che

sia stata la patria dell’idealismo giuridico”. nato, a dire

dell’Autore, dalla critica al marxismo, l’idealismo giuridico

italiano trovò in Croce l’autore che agì su tale dottrina

come “una buona purga” e in Gentile lo studioso che ridusse

“la filosofia del diritto alla filosofia della morale”, sempre

per usare le parole di Frosini. Croce, al contrario, ridusse

il diritto all’economia attaccando il moralismo giuridico,

vale a dire, chiarisce Vittorio Frosini, “la mistificazione dei

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