DI STEFAno – FILoSoFI E GIuRISTI SoCIALI - Sindacato Libero ...

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88 LIno DI STEFAno FILoSoFI E GIuRISTI SoCIALI

siderato che giustamente, a nostro giudizio, Francesco

Mercadante opera una difesa sentita ed appassionata di ciò

che egli denomina, appunto, ‘popolo dei minori’. Categoria,

per cosi dire, esclusa, per secoli, dalla gestione del potere

anche questa volta nell’accezione migliore del vocabolo

ma pure e soprattutto da quella facoltà fondamentale

che risponde al nome di ‘diritto di voto’.

Diritto che, unitamente agli altri come, ad esempio, per

dirla con Locke, diritto alla vita, alla libertà e alla proprietà

privata rende l’individuo veramente uomo visto, inoltre, che

tale principio è sancito dalla nostra Costituzione quale “dovere

civico” (art. 48) e considerato, infine, come osserva l’Autore,

che “il voto a suffragio universale non è certo un successo

economico. Costringe però la classe abbiente a trattare con

la nullatenenza”. Lo studioso siciliano parte da lontano nelle

sue analisi intorno alla problematica che gli sta a cuore e, in

particolare, dalla situazione socio-politico-economica determinatasi

in Francia per effetto di questa radicale Rivoluzione

e successiva a tale imponente rivolgimento delle istituzioni.

Sovvertimento, politico e sociale concepito, beninteso,

nei suoi indubbi meriti e nei suoi terribili difetti sfociati,

com’è noto, nelle mostruosità e nella tirannide degli anni

1793-’94. La condizione economica e politica della Francia

uscita fuori della Restaurazione e successiva al secondo

Impero, viene dall’Autore scandagliata nei minimi particolari

e sempre col conforto di pensatori del calibro di Hegel,

Marx, Engels ed altri. Le tematiche di fondo restano, giustamente,

sempre le stesse date le coordinate meditative entro

le quali Francesco Mercadante si muove e che rispondono

al nome di suffragio, popolo, sovranità, nazione etc.