DI STEFAno – FILoSoFI E GIuRISTI SoCIALI - Sindacato Libero ...

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DI STEFAno – FILoSoFI E GIuRISTI SoCIALI - Sindacato Libero ...

CAPITOLO I

KARL MARX

«Je ne suis pas marxiste» disse una volta Marx (1818-

1883) rivolto a coloro i quali consideravano il suo messaggio

come un «dogma» indiscutibile e come un verbo esaustivo

di ogni aspetto del reale. Se già da vivo il filosofo tedesco

aveva individuato a quali conseguenze deteriori poteva

portare, come portò, svisata, la propria dottrina,ciò significa

che, evidentemente, non si sbagliava allorché si

schermiva dall’accusa di essere «marxista», intendendo per

«marxista» non tanto la ripulsa di una paternità che senza

alcuna ombra di dubbio gli appartiene, quanto il rifiuto legittimo

di quello sviamento insito, in fondo, in ogni sistema

di pensiero che presuma di essere tale.

L’esordio del pensatore ed agitatore tedesco era stato,

dal punto di vista speculativo, dei più felici in quanto egli

affascinato dall’hegelismo e da quanto di meglio aveva

teorizzato, nelle parti più vive del sistema, il filosofo di

Stoccarda aveva abbandonato gli studi di diritto ai quali

era stato avviato dal padre per quelli di filosofia prima a

Bonn e dopo a Berlino, centro europeo del pensiero di Georg

Wilhelm Friederich Hegel.

Laureatosi in filosofia a Jena nel 1841 con una tesi significativamente

intitolata «Differenza tra la filosofia della

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