DI STEFAno – FILoSoFI E GIuRISTI SoCIALI - Sindacato Libero ...

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90 LIno DI STEFAno FILoSoFI E GIuRISTI SoCIALI

donne si colma la misura della semplificazione, prodotta

dall’unità numerica, nel rapporto tra popolo e istituzioni

democratiche”. Anche il riscatto del negro viene fatto, opportunamente,

rientrare nel contesto di ciò che egli chiama

quasi un miracolo della consapevolezza del ‘popolo minore’

di comparire sul palcoscenico della storia dopo la dura

lotta combattuta per il raggiungimento dell’obbiettivo minimo

costituito dal godimento di alcuni diritti politici.

Ma l’estensore del libro in questione non si limita a discettare

soltanto intorno al ruolo del ‘popolo dei minori’ nel

senso citato, ma discute pure della funzione esercitata da

quest’ ultimo nei sistemi di altri storici e pensatori quali, ad

esempio, Michelet ed altri, scrittori compresi. Ciò perché

tanto gli sta a cuore e a ragione il principio di eguaglianza

e il destino della democrazia che, a suo dire, “ha cer cato

e trovato il suo protagonista nel grande numero”, visto e

considerato che l’istituto della democrazia nasce e si afferma

come logica conseguenza del crollo dei privilegi. Ribadito

vigorosamente che “il minore è dunque titolare di un diritto

di voto, rispetto a cui il limite di età va trattato con la

strategia della sostitutiva, regolandolo come un’infermità,

come un’inabilità di gran peso, ma non irreparabile”, il prof.

Mercadante si concentra, nell’ultima parte del suo lavoro,

sul pensiero di Rousseau e sugli ‘Standpunkte’ di alcuni

eminenti studiosi come Montesquieu ed altri.

E, in merito, non c’è dubbio che è il filosofo ginevrino

l’autore su cui si appuntano di più le attenzioni del nostro

filosofo del diritto. Il Rousseau, naturalmente, teorico della

‘volontà generale’ e del sistema rappresentativo; il Rousseau,

in definitiva, sostenitore del principio repubblicano

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