Con la guerra all'Iraq è nato un secondo, potente esercito, quello dei ...

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Con la guerra all'Iraq è nato un secondo, potente esercito, quello dei ...

l’inchiesta

Il personale militare Usa è sottoposto al Codice

della Giustizia militare, ma questo non vale per gli

esterni, quelli che lavorano per il Pentagono come

civili. Nel 2000 il Congresso approvò la Legge di

Giurisdizione Militare Extraterritoriale (Meja) perché

i civili che lavorano al fianco o accompagnano le

forze armate possano essere processati. Ma la Meja

si può applicare solo agli impiegati civili che

hanno contratti col ministero della Difesa

e i crimini commessi all’estero meritano,

secondo la legge federale, sentenze leggerissime.

Attualmente si sta indagando su

ex militare diventato mercenario.

E’ morto in uno scontro con i

militari iracheni nella primavera

del 2004. Negli anni 80 era uno

specialista delle operazioni segrete

del governo sudafricano dell’apartheid.

Il “lavoro” di Branfield consisteva

nello spiare ed assassinare i

membri m del Congresso Naziona-

le Africano che risiedevano fuori

dal da Sudafrica. Richard Goldstone,

giudice gi della Corte Costituziona-

le del Sudafrica, dichiarò alla Cnn:

FUORILEGGE

Sul sito della Presidium, alla voce “chi siamo”,

c’ c’è scritto:

«La Presidium International Corporation è

uuna

società operante nei settori della sicurezza,

ddella

difesa, della protezione del business e della

ggestione

delle crisi in aree a medio e alto rischio. I

se servizi offerti in questi settori sono sviluppa-

ti

da uomini di provata esperienza che si

av avvalgono di tecnologie all’avanguardia

ccapaci

di risultati di altissimo livello.

LLa

consulenza è rivolta ai governi che

nnecessitano

di una rapida risoluzio-

nne

dei problemi di carattere militare,

ddi

difesa e sicurezza interna ed alle

az aziende mediante la fornitura di per-

so sonale specializzato fino al recupero di

ppersone

in difficoltà. (…) La Presidium

In International Corporation ha la sede nella

RRepubblica

delle Seychelles e mantiene uffici di

ra rappresentanza e filiali ad Hereford (Gb), Roma e

OOlbia

(Italia), Lagos ed Abuja (Nigeria)».

Più avanti viene specificata la “mission” della

alcuni prigionieri iracheni morti dopo essere stati

interrogati da contractors della Cia. Anche se riconosciuti

colpevoli, potrebbero rimanere impuniti:

lavoravano per la Cia, non per il Pentagono, come

richiede la Meja.

Ma allora sotto quale giurisdizione cadono questi

crimini? Il ministero della Difesa all’inizio dell’anno

ha proposto una nuova regolamentazione chiedendo

che i contractors del ministero stesso abbiano

l’obbligo di rispettare il Codice «quando questo sia

applicabile». Non è specificato in quali casi lo sia e

a chi spetta de- ciderlo. Il Pentagono ha già

risposto che non è suo compito stipulare

contratti nei quali si

“filtrino” i metodi

dei contractors.

«I mercenari lavorano per forze di

sicurezza che sono sinonimo di

assassinio e tortura». Una specialità,

quella di Gary Branfield, che

non appare nel curriculum in possesso

di Hart Gropup, la società

per cui lavorava.

Hart Gropup ebbe un contratto

dagli Usa per sorvegliare le

istallazioni energetiche irachene

e vigilare sulla ricostruzione della

rete elettrica. Titan Corporation,

invece, ha un contratto con gli Usa

Foto ricordo

di un gruppo

di aspiranti

contractors della

Blackwater;

in basso: un

contractor a

New Orleans,

in servizio

dopo l’uragano

Katrina; a destra:

foto ricordo

di un “soldato

di fortuna”; in

alto a sinistra:

un’auto distrutta

dai contractors a

Baghdad nel 2007

per fornire traduttori alla prigione

irachena di Abu Ghraib. L’indagine

su Abu Ghraib ha stabilito

che i contractors di Titan Corporation

hanno partecipato attivamente

agli abusi e alle torture. E’

curioso che i prigionieri di Abu

Ghraib, nell’unica azione legale

intentata contro Titan, abbiano

deciso di optare per una semplice

“class action”. Il processo va avanti

molto, molto lentamente.

M.P.

Presidium:

«(…) L’11 settembre 2001 ha diviso l’umanità

in due nuovi fronti. Il terrorismo ha dichiarato

guerra alla libertà. Il bene comune è

uno dei pilastri su cui bisogna lavorare affinché

il nostro mondo, ricco di contraddizioni,

possa progredire dando ai Paesi in via di

sviluppo quella possibilità di essere

protagonisti nel futuro. Una politica

di sviluppo, conforme alla visione

occidentale, passa attraverso la

consapevolezza che il concetto di

protezione è un elemento chiave

per la stessa sopravvivenza di tutto

ciò che tale politica rappresenta.

La Presidium lavora conformemente

al principio della protezione per lo

sviluppo nel nuovo millennio. Questa è la

nostra missione, sicuri di dare ai nostri clienti

anche l’ opportunità di essere protagonisti dello

sviluppo, in un futuro di benessere e libertà».

M. P.

A ttualmente

9

Giovedì 23 Aprile 2009

AFGHANISTAN

Obiettivo “zero morti”:

nessun contractor sarà Usa

in Afghanistan ci sono 36mila militari. A questi

se ne aggiungeranno altri 18mila che verranno smistati

nelle nuove basi in costruzione. Impossibile sapere quanto

costerà a quel punto la “missione”. Sicuramente molto di più dei 2

milioni di dollari sborsati fino ad oggi dai contribuenti statunitensi.

E non basta. Ai 54mila si aggiungerà un’“ondata civile” di centinaia

di tecnici statunitensi che si occuperanno dello sviluppo del paese al

fine di conquistare i cuori (e la cooperazione) degli afgani. Hanno

in animo di costruire una serie di infrastrutture (soprattutto strade

e scuole) e di creare un’alternativa o più alternative alla coltivazione

del papavero. C’è poi un altro progetto, ad uno stadio più che

avanzato, a cui lavora alacremente il Pentagono. Oltre all’ondata di

soldati e di civili, l’Afghanistan subirà un’ulteriore occupazione. Arriveranno

una marea di contractors che non entreranno a far parte

delle cifre ufficiali. La stessa cosa che è successa in Iraq, quando vi si

è rovesciato un vero e proprio esercito privato e segreto.

Oggi, in Afghanistan, di contractors ce ne sono già 71mila.

Aumenteranno a dismisura. Avranno, in un primo momento, il

compito di proteggere le basi e i convogli Usa. L’Iraq sembra non

aver insegnato nulla agli Usa. Molti e tremendi sono stati gli abusi

commessi dai mercenari. Violenze, stupri, sfruttamento, uccisioni.

Ma il capo del Pentagono continua a difenderli. Questo signore ha

appena inviato un’elegante lettera al Comitato dei servizi armati del

Senato in cui scrive: «Non abbiamo un servizio militare obbligatorio,

e non credo che i parenti dei senatori si presenteranno come

volontari a mettere il loro culo in prima linea; ci costerà un occhio

della testa trovare un po’ di avventurieri per proteggere l’esercito Usa

in quel paese inospitale».

C’è un aspetto inedito nella prossima ondata di mercenari che

invaderà l’Afghanistan. Nessuno di loro sarà statunitense. Per essere

esatti, dei 3.847 già pronti, stando all’Associated Press solo cinque

sono statunitensi. Sempre secondo l’Ap è il sintomo di un cambiamento

epocale: le guerre Usa arriveranno a coinvolgere sempre

meno i cittadini americani perché saranno gestite da eserciti privati

composti da stranieri. Le conseguenze saranno tutte vantaggiose:

l’impatto emotivo sulla popolazione sarà più blando perché nessuno

avrà familiari morti o feriti, la guerra apparrà più lontana ed estranea

e il pacifismo avrà meno ragioni di invadere le strade americane.

DynCorp ha una notevolissima presenza a Bagdad. E’ stata creata

alla fine degli anni 40 e ha avuto il suo boom quando Carter,

alla fine degli anni 70, dovette sostituire migliaia di uomini della

Cia che aveva licenziato. DynCorp ha una lunga storia e un intenso

passato. Ha gestito azioni segrete per conto della Cia in Colombia,

Perù, Kosovo, Albania e Afghanistan. Personale di DynCorp, sotto

contratto della polizia delle Nazioni Unite in Bosnia, è stato accusato

di traffico di prostitute, comprese bambine di dodici anni.

Quando alcuni vennero accusati di aver videoregistrato lo stupro

di una donna, un’impiegata, una certa Kathy Bolkovac, denunciò il

fatto. Venne immediatamente licenziata. DynCorp è uno dei primi

25 appaltatori del governo americano. Nel 2002 ha avuto proventi

per 2,3 miliardi di dollari. E’ lei che si occupa del servizio di sicurezza

del presidente afghano Hamid Karzai. E James Woolsey, il

potente ex direttore della Cia, è uno dei principali azionisti.

Dunque: DynCorp ha avuto nel 2006 quasi un milione di dollari

per addestrare la polizia afgana. Ha portato in Afghanistan una

montagna di istruttori statunitensi pagati fior di quattrini ma niente

affatto qualificati. Non avevano mai visto l’Afghanistan, nemmeno

su una cartina geografica. Hanno addestrato circa 70mila poliziotti:

meno della metà ha terminato il corso di otto settimane senza

alcun addestramento sul terreno. Esiste un rapporto statunitense,

uscito un po’ di tempo fa su alcuni giornali e poi scomparso nel

nulla, che li considera «incapaci di qualsiasi lavoro di routine per il

mantenimento dell’ordine». Ultimamente DynCorp ha ottenuto

un ulteriore contratto per la splendida cifra di 318 milioni di dollari:

continuerà ad addestrare le forze di polizia civile in Afghanistan.

M.P.

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