Ultima edizione di InfoPlus - Pensionskasse

pensionskasse.credit.suisse.com

Ultima edizione di InfoPlus - Pensionskasse

Prix Chronos Due generazioni

discutono di letteratura. Pagina 14

Hotel Fidazerhof Piacere per corpo,

mente e palato a Flims. Pagina 10

Servizio d’assicurazioni Intervista al

consulente clientela Reiner Riedel. Pagina 18

Info

Plus

La rivista per i pensionati del

Credit Suisse

Numero 13 dicembre 2012

«In me arde il

fuoco del teatro»

Jörg Schneider intervistato da Gabriela Meile pagina 6


CON UN MICROCREDITO

MARGARET

È DIVENTATA IMPRENDITRICE

Una buona dose di coraggio, tanto duro lavoro e un prestito di Opportunity International hanno

permesso a Margaret Wangui di aprire Mama Oscar’s Café e ricavarne una florida attività. Oggi

Margaret è un’imprenditrice di successo, è riuscita a trasformare il suo mondo e ad assicurare un

futuro migliore alla sua famiglia.

Attraverso canali di distribuzione innovativi come phone banking e mobile banking, tre milioni di

imprenditori hanno accesso ai prodotti di risparmio, prestito e assicurazione di Opportunity. I nostri

clienti utilizzano questi efficaci strumenti finanziari per costruirsi un futuro solido e spezzare il ciclo

della povertà. Volete diventare nostri partner e dare una chance a donne come Margaret?

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Questo annuncio è stato realizzato grazie al sostegno del Credit Suisse.


FOTOGRAFIA TITOLO FOTO: PHILIPP ROHNER; QUESTA PAGINA: PHILIPP ROHNER, ROBERT AEBLI, FIDAZERHOF

6 «IN ME ARDE IL

FUOCO DEL TEATRO»

Nell’intervista con Gabriela

Meile, Jörg Schneider

parla della sua carriera,

dell’amore e del perché a

77 anni non pensa ancora

a ritirarsi.

Sommario

4 10

4 IL FASCINO DEI

FRANCOBOLLI

Werner Wüthrich parla

della sua passione e

del perché i francobolli

Courvoisier sono i più

belli.

10 CORPO, MENTE E

PALATO

Lasciarsi viziare all’hotel

Fidazerhof di Flims.

13 CHICCHE

Qualcosa di divertente,

bello, pratico.

14 SCAMBIO TRA

GENERAZIONI

Nell’ambito del Prix

Chronos vecchi e

giovani parlano di

letteratura.

16 GODERSI VIAGGI,

SAPORI E PAESAGGI

18 SERVIZIO

D’ASSICURAZIONI

Intervista a Reiner Riedel.

20 LA MICROFINANZA

AL CREDIT SUISSE

Più di un investimento

sociale.

22 NUOVE E VECCHIE

CONOSCENZE

Diverse notizie

23 VOLONTARIATO

Contribuite anche voi!

24 DAL SEME DI CA-

CAO ALLA PRALINA

Una visita alla fabbrica

di cioccolato Aeschbach

di Root.

27 AGENDA

Care lettrici, cari lettori

Solo chi parla per esperienza

può essere autentico.

Per noi è dunque naturale

selezionare e testare personalmente

le offerte che

vi proponiamo nel settore dei viaggi, della

salute o della formazione. A ottobre, ad

esempio, ho fatto visita alla Fondazione

St.Jakob, che offre a oltre 400 disabili posti

di lavoro e di formazione. Dare una mano al

St.Jakob Beck è una delle due attività di

volontariato per tutti coloro che desiderano

impegnarsi nel sociale.

Con umorismo, fascino e autenticità convince

anche Jörg Schneider da oltre 50

anni, sul palcoscenico così come nella vita

privata. Nell’intervista l’attore spiega per

quale motivo sceglierebbe ancora la stessa

professione. Altrettanto autentici e personali

sono i nostri proli di e collaboratori

del Credit Suisse che coltivano un hobby

speciale. Se anche voi volete presentare

il vostro hobby, non esitate a contattarci.

Voi e i vostri interessi siete chiaramente in

primo piano.

In questo senso vi auguro una piacevole lettura,

festività serene e un 2013 all’insegna

della buona salute.

Daniel Schweizer

Responsabile del Servizio di assistenza

ai pensionati

SIGLA EDITORIALE

SOMMARIO INFOPLUS 3

EDITORIALE

Editore: Credit Suisse AG, Retired Staff Management

(servizio di assistenza ai pensionati)

pensionierte.csg@credit-suisse.com

Responsabile: Daniel Schweizer,

daniel.schweizer@credit-suisse.com,

Tel. 044 333 28 94

Contatto in caso di domande: Monika Federer,

monika.federer@credit-suisse.com, tel. 044 333 77 61

Redazione: Regula Brechbühl (caporedattrice, concetto e

direzione di progetto), regula.brechbuehl@credit-suisse.

com, Nicola Mohler, nicola.b.mohler@credit-suisse.com

Collaboratori di questo numero:

Nicola Mohler, Schirin Razavi, Maria Ryser

Layout e composizione:

Ael Springer Schweiz AG, Corporate Media

Fotograa: cfr. crediti fotograci

Traduzioni: Credit Suisse Language Services

Revisione di testi e stampa: galledia ag, Flawil


La mia passione per i francobolli

comincia con una scatola di vecchie

lettere d’amore che i miei genitori

mi hanno consegnato quando

avevo otto anni. Naturalmente non

ho ricevuto le lettere stesse, che

si erano scambiati durante la seconda

guerra mondiale, bensì solo le

buste affrancate. La maggior parte

dei francobolli mostrava donne in

costume tipico, un soggetto molto

amato negli anni quaranta. Mi sorprendevo

che in uno spazio tanto

minuscolo si potessero realizzare

immagini tanto belle, e da bambino

sognavo un giorno di diventare

graco.

Ma la mia vera passione per i

francobolli è nata solo quando

avevo tredici anni e frequentavo la

scuola secondaria. In quel periodo

era scoppiata nella mia classe una

vera e propria febbre da collezionismo.

Scambiavamo alacremente

francobolli e per me era il massimo

quando a Natale ricevevo in regalo

un pacchetto con un centinaio di

francobolli con l’album per raccoglierli.

Ma mi sono accorto presto

che in questi pacchetti da grandi

magazzini mancavano i pezzi veramente

belli come ad esempio la casa

engadinese della serie

GRANDE

ARTE

IN MINI

FORMATO

IL 21 MAGGIO 2001 È STATA UNA GIOR-

NATA NERA PER WERNER WÜTHRICH.

QUEL GIORNO, INFATTI, LA RINOMATA

STAMPERIA DI FRANCOBOLLI HÉLIO

COURVOISIER SA DI LA CHAUX-DE-

FONDS HA DOVUTO CHIUDERE PER

SEMPRE I BATTENTI. IL FILATELICO PAR-

LA DELLA SUA PASSIONE DI COLLEZIO-

NISTA E SPIEGA PERCHÉ I FRANCOBOLLI

COURVOISIER SONO SEMPLICEMENTE

INEGUAGLIABILI.

Pro Patria. A quel punto si poteva

solo andare da Zumstein, storico

rivenditore bernese di francobolli

nonché mio piccolo paradiso. Mi

ricordo ancora esattamente dei

pavimenti di legno che scricchiolavano

e dell’odore della carta. Là

mi sono reso anche conto che i più

bei francobolli provenivano sempre

dalla stamperia Courvoisier.

Per potermi permettere gli ambiti

oggetti sbrigavo le commissioni

per un’anziana signora, lavoravo

durante le vacanze in una fattoria e

risparmiavo ogni centesimo. Meglio

i francobolli dei lecca lecca, era

questo il mio credo.

Attualmente la mia collezione

Courvoisier comprende circa 2000

francobolli. Gli album sono ordinati

alfabeticamente per paesi, e per

far questo mi attengo alla graa

tedesca, scrivendo ad esempio

Kolumbien (Colombia) con la K

anziché con la C. Ma solo dopo il

pensionamento ho cominciato a

specializzarmi su Courvoisier. Finalmente

avevo tempo a sufcienza

per questo impegnativo hobby. Il

computer, inoltre, con piattaforme

come eBay ha semplicato

notevolmente la

ricerca globale. Prima ero

FOTOGRAFIA: ROBERT AEBLI


«Un francobollo Courvoisier si riconosce

subito per le minuscole bre di

seta, solitamente rosse o blu, sul retro

del francobollo stesso.»

obbligato a ricorrere a commercianti,

borse, riviste specializzate e mercatini

delle pulci.

LA QUALITÀ DI COURVOISIER

A dare l’avvio alla mia collezione speciale,

nel 2002, è stato Gilbert Hutin,

e direttore di Courvoisier, che gen-

Questa meravigliosa serie di navi Courvoi sier a

fatto stampare nel 1969 per la Jugoslavia.

tilmente mi ha fatto pervenire la lista

mondiale dei clienti. La seconda pietra

miliare è stata posta nel 2007, quando

ho reperito il catalogo di un’asta che

conteneva molti dei francobolli cercati,

in parte addirittura con le illustrazioni.

La lista dei clienti e il catalogo sono

divenuti la mia Bibbia personale. Da

allora svolgo ricerche meticolose. Per

far questo serve una buona dose di

tenacia, precisione, curiosità e a volte

anche semplicemente un pizzico di

fortuna.

Come per il blocco di lusso per il 50°

compleanno del sultano del Brunei,

di cui sono stati prodotti solo mille

esemplari. Quando tre anni fa mi ci

sono imbattuto casualmente su eBay,

mi sono subito fatto avanti aggiudicandomelo

a un prezzo d’occasione. È

divertente. Anche se adesso non metto

in primo piano il valore materiale. Mi

entusiasmo soprattutto per la nobile

arte della stampa di francobolli. Questo

ci riporta a Courvoisier, per me la Rolls

Royce tra le stamperie di valori bollati.

Guardi questo meraviglioso francobollo

della serie dedicata alle navi per la

Jugoslavia. Le delicate ombreggiature

delle vele e delle nuvole, il mare verde

smeraldo, le bandiere al vento. Questa

è grande arte in mini formato! Per questo

motivo prediligo i francobolli non

timbrati. Mi fanno orrore i timbri untuosi

che distruggono il soggetto.

Courvoisier ha lavorato spesso con

rinomati artisti come la svizzera Anne

Marie Trechslin, che per San Marino ha

concepito ad esempio meravigliosi soggetti

di uccelli e frutta o la fantastica

serie delle rose per la Confederazione.

L’unico difetto dei francobolli elvetici

è quello di essere sempre così piccoli.

In questo caso, infatti, la qualità della

stampa è meno valorizzata che nei

francobolli più grandi che più spesso si

incontrano all’estero. Non ho idea del

perché sia così. Forse perché non si

debba stare per ore a leccare la colla …

Un’altra caratteristica che contraddistingue

Courvoisier è la dentellatura

HOBBY INFOPLUS 5

completamente pulita. Si lavorava davvero con

la massima cura. I dipendenti indossavano cuf-

e di plastica in testa e coperture in plastica per

le scarpe, afnché né un capello né un granello

di polvere rovinassero il prodotto. Il controllo

qualità era così accurato che perno i coriandoli,

vale a dire lo scarto prodotto al momento

della dentellatura, venivano raccolti e pesati. I

severi controlli impedivano che fossero commessi

abusi, com’era avvenuto ad esempio in

Germania dopo la guerra, quando i dipendenti

sottraevano fogli di francobolli stampati male, le

cosiddette maculature, e li rivendevano.

Oltre che dalla stampa e dalla dentellatura, un

francobollo Courvoisier si riconosce subito anche

per le minuscole bre di seta, solitamente

rosse o blu, intessute nella carta sul retro.

MANCATO APPREZZAMENTO

Ad oggi mi accorgo che manca un degno riconoscimento

di Courvoisier. Non esiste niente,

fatta eccezione per un angolino nella biblioteca

della città di La Chau-de-Fonds. Anche l’eco

della chiusura della ditta è stata molto contenuta.

Per questo di mia iniziativa ho fatto stampare

un libro fotograco che mostra i più bei

francobolli della mia collezione, con un’introduzione

che illustra tra l’altro la storia dell’azienda

e la procedura di stampa di Courvoisier. Era un

progetto che mi stava molto a cuore.

La collezione non è ancora conclusa. Una

serie che seguo da tempo è stata realizzata da

Courvoisier per le Isole Comore. Essa mostra

tra l’altro una pianta di vaniglia e una noce

moscata. Forse ha un suggerimento? Tutte le

strade portano a Roma. Come vede, non getto

la spugna. TESTO: MARIA RYSER

DALLE ÅLAND ALLO ZAMBIA

La fama della Hélio Courvoisier SA va ben oltre i

conni elvetici: dal 1931 al 2001 la famosa

stamperia di La Chau-de-Fonds ha fornito i suoi

preziosi francobolli a 114 amministrazioni postali

su tutti e cinque i continenti.

Vorreste saperne di più sul mondo di Courvoisier

o avete domande concrete sui francobolli

Courvoisier? Werner Wüthrich sarà lieto di

rispondere alle vostre curiosità.

Potrete ricevere il libro fotograco di Werner

Wüthrich con una selezione dei più bei francobolli

Courvoisier e interessanti informazioni al prezzo di

CHF 37.- incluse spese di spedizione e tasse

postali.

Per domande o ordinazioni siete pregati di

rivolgervi a: wern.wuethrich@gmail.com


6 INTERVISTA INFOPLUS

DA OLTRE 50 ANNI JÖRG

SCHNEIDER FA RIDERE IL

SUO PUBBLICO. GLI ADULTI

CON LE SUE PIÈCES, I BAMBI-

NI CON LE CASSETTE DI

KASPERLI. IL 77ENNE NON

PENSA ANCORA A SMETTERE.

FINTANTOCHÉ RIESCE A

RIEMPIRE LA SALA E NESSU-

NO LO DEVE AIUTARE A

SALIRE SUL PALCO INTENDE

INFATTI CONTINUARE A

INTRATTENERE I SUOI FAN.

InfoPlus: Signor Schneider, il prossimo

febbraio compirà 78 anni. E

ancora continua a tradurre pezzi che

poi presenta regolarmente sul palco.

Da dove trae la forza per farlo?

Jörg Schneider: Recito con passione e

percepisco la gioia del mio pubblico. Le

risate e gli applausi mi motivano.

Altri sognano solo di andare in pensione

a 65 anni e di potersi godere la

vita …

Ma io mi godo la vita, eccome! Faccio

quello che mi piace. Certo, non trascuro

di riposarmi di tanto in tanto. Di lunedì

e martedì, ad esempio, non mi esibisco

più. E in estate mi concedo una pausa

di tre-quattro mesi.

Che cosa fa allora?

Ha prestato la sua voce a Kasperli. Ma non per

questo Jörg Schneider vuole essere il «Kasper»,

ovvero il giullare per antonomasia.

FOTOGRAFIA: PHILLIP ROHNER


«IN ME ARDE

Mia moglie Romy e io amiamo partire per

viaggetti di due-tre giorni. Ci piace pernottare in

begli hotel con una buona cucina.

Una volta ha detto che anche a lei sarebbe

piaciuto cucinare. È lei che nel tempo libero

si occupa del menù?

Prima io e Romy ci alternavamo. Ma ora lei è

reduce da tre operazioni alla schiena, l’ultima

delle quali è degenerata in una brutta infezione:

la massiccia cura antibiotica a cui si è dovuta

sottoporre ha danneggiato irrimediabilmente

suoi organi dell’equilibrio. Quindi adesso sono

io che cucino per entrambi. Lavorare in cucina

è un ottimo rimedio contro lo stress. È diventato

tutto così tremendamente frenetico. Prima la

vita era più tranquilla.

Cos’altro è cambiato?

Quando ho cominciato a recitare oltre cinquant’anni

fa, c’era più gente che andava

a teatro. Oggi ci si può intrattenere in casa

propria guardando la televisione.

Le dispiace?

Sì e no. L’atmosfera del teatro a me piace

di più. Ho bisogno del contatto diretto con il

pubblico. Ma televisione e cinema offrono buoni

cachet agli attori e rappresentano al momento

l’unica possibilità di diventare famosi.

I produttori cinematograci svizzeri non l’hanno

tenuta in grande considerazione. È una

cosa che la rende triste?

Triste no. Forse un po’ deluso. A volte mi irrita.

Ma non si può avere tutto dalla vita.

Sogna il grande ruolo al cinema?

Sarebbe bello ricevere un’offerta del genere.

INTERVISTA INFOPLUS 7

IL FUOCO

DEL TEATRO»

a perso l’occasione di affermarsi nel settore cinematograco?

Forse sono stato troppo poco ambizioso. Sgomitare e pianicare la mia carriera

non sono nelle mie corde. Inoltre ho sempre avuto abbastanza da fare. Ho

successo.

Tra l’altro con le sue cassette di Kasperli, che i bambini ascoltano da generazioni.

Ne sono orgoglioso. Lo sottolineo continuamente: ho prestato la mia voce a Kasperli.

Ma non per questo sono il «Kasper», ovvero il giullare per antonomasia.

Lei è inoltre noto per le

sue gag. Ma può senz’altro

svolgere anche ruoli

seri.

Certo. Ho interpretato ad

esempio Vladimir nella

famosa pièce teatrale di

Samuel Beckett «Aspettando

Godot». Ma la gente mi

conosce soprattutto in ruoli

comici. Quando mi vedono,

vogliono ridere.

Il suo nuovo pezzo «Letschti Liebi», con cui è adesso in tournée, è tuttavia più

serio dei precedenti.

Negli ultimi anni ho sempre presentato pezzi che avevano anche un lato profondo.

«Letschti Liebi» non è certo una storiella leggera, al contrario: la storia è seria, ma

viene alleggerita con elementi divertenti.

Il pubblico può dunque continuare a divertirsi?

Certamente. E il pezzo ha un grande fascino.

«Mi piace comunicare,

essere al centro

dell’attenzione. Forse

perché sono sempre

stato piccolo

e rotondetto.»

Una volta ha detto che un buon attore deve essere egoista. In che senso?

Nella scelta dei pezzi che traduco sono egoista: guardo innanzitutto che ci sia un

ruolo che mi è congeniale.

E nella vita privata?

Sul piano privato sono piuttosto accomodante. Sono una persona che ha bisogno

di armonia. Non mi piacciono i litigi. Preferisco cedere, per amore della pace.


8 INTERVISTA INFOPLUS

Vuole piacere a tutti?

Naturalmente voglio essere amato. Ma non a tutti i costi. A volte

voglio semplicemente starmene in pace.

Le capita spesso di essere fermato per strada?

Molte persone non esitano a darmi una pacca sulla spalla, come se

fossi un vecchio amico.

Un comportamento del genere la disturba o la lusinga?

Devo ammettere che sono anche un pò orgoglioso di aver raggiunto

questa popolarità. Sono sicuramente un po’ vanitoso. Se qualcuno

vuole un autografo, sono lieto di concederglielo. Ogni tanto, però,

sono costretto a mettere un freno.

Quando?

Una volta dei perfetti sconosciuti

si sono seduti a tavola con me e

Romy al ristorante.

Come reagisce in queste situazioni?

Cerco di lanciare segnali senza parole.

Ma a volte le persone proprio

non si accorgono di disturbare.

Allora dico chiaramente, con tono

formale: «Ascoltate, ho risposto alle

vostre domande. Adesso per favore

non prendetevela a male, ma vorrei

restare solo con mia moglie.»

Un giorno i suoi fan potranno sperare

in una sua autobiograa?

Non sono così importante. Già due

volte ho riutato offerte del genere.

Sebbene l’attore popolare sia noto soprattutto per le sue

gag, gli piace interpretare anche ruoli seri.

E comunque, che titolo darebbe

alla storia della sua vita se un giorno

la scrivesse?

Oh, un titolo? Forse potrebbe essere «Trallalero trallalà», in perfetto

stile Kasperli.

Proprio quello?

Sì, proprio quello! Anche se, come detto, non voglio fare la parte del

giullare, Kasperli è stato il mio successo più popolare.

È diventato ricco grazie a lui?

No. E cosa signica poi ricco? Cosa signica benestante? Di certo

non mi annovero tra i ricchi. Ma mi va bene così. Non ho problemi

nanziari, e non devo mai preoccuparmi di come arrivare alla ne del

mese.

Quindi il denaro rende felici?

Con il denaro almeno è possibile essere infelici

in modo più piacevole. Seriamente: chi ha

abbastanza denaro, in effetti nella vita quotidiana

ha meno preoccupazioni. Ma felicità è una

parola grossa. Di solito questo sentimento dura

solo un momento.

In quali momenti è felice?

Da quando Romy ha problemi di equilibrio, per

me è un momento di felicità ogni volta che

torna a casa sana da un’uscita.

Dove andate di solito?

Ad esempio a teatro o al circo.

Mi piace stare accanto a

Romy. Senza di lei non sarei

arrivato dove sono.

In che senso?

Mi ha supportato innite

volte, facendomi sempre

sentire la sua presenza.

Ad esempio in che modo?

Per esempio al momento di

prendere decisioni. Quando

avevo già abbastanza

successo nel nostro paese

mi è stata offerta l’opportunità

di esibirmi allo Städtische

Bühne di Heidelberg.

Ho pensato a quello che

avrebbe signicato: ricominciare

da zero, nessuno là mi

conosceva.

E sua moglie Romy ha dissipato i suoi dubbi?

Esatto. Mi ha detto: «Se avrai successo in

Germania, gioirò con te. In caso contrario farò

lo stesso. Ma un giorno non dovrai rimpiangere

di aver perso l’occasione.» Ho quindi deciso di

tentare, e sono stato scritturato.

E il suo coraggio è stato premiato. Guardando

indietro, farebbe qualcosa di diverso nella

sua vita?

Non credo. In ogni caso sposerei la stessa

donna e farei nuovamente l’attore.

FOTOGRAFIA: JÖRG SCHNEIDER


FOTOGRAFIA: SIGI BUCHER/JÖRG SCHNEIDER

Jörg Schneider con

sua moglie Romy.

I due sono sposati

da 50 anni.

«Spero che qualcuno mi dica quando non è più

il caso che mi esibisca. Probabilmente sarà Romy

ad assumersi questo compito.»

Parla del suo lavoro con grande entusiasmo.

In me arde ancora il fuoco del teatro.

Come lo mantiene ancora acceso?

Questo non lo so. Arde in me da quando ero bambino.

Per quale motivo ha bisogno del palcoscenico?

Mi piace comunicare, essere al centro dell’attenzione. Forse perché

sono sempre stato piccolo e rotondetto.

Quindi lei ha una «dipendenza da palcoscenico»?

Forse si tratta di una sorta di dipendenza, sì. E non so con quanta forza

si manifesterà l’astinenza quando non sarò più sul palcoscenico.

La sua vita dopo il teatro le fa paura?

Sono ancora in forma. Ma a 100 anni non voglio in nessun caso essere

aiutato a salire sul palcoscenico da giovani e graziose ragazze. Spero

che qualcuno mi dica quando non è più il caso che mi esibisca. Probabilmente

sarà Romy ad assumersi questo compito.

E cosa farà poi?

Mia moglie dice che non posso stare senza fare niente. E ha ragione.

Se il mio cervello sarà ancora in grado di funzionare potrei ad esempio

scrivere. Ammesso che ne abbia voglia. Sicuramente resterò fedele al

teatro. Come spettatore.

QUESTA INTERVISTA È UN ESTRATTO DEI COLLOQUI CHE GABRIELA MEILE HA

CONDOTTO CON JÖRG SCHNEIDER PER SCHWEIZER FAMILIE.

NUOVA TOURNÉ CON LA PIÈCE

TEATRALE «LETSCHTI LIEBI»

L’ultima comedia con Jörg Schneider è una storia

d’amore piena d’umore e di soprese, ma anche di

profondità et di leggera tristezza.

La rappresentazioni avranno luogo dal 22 novembre

2012 al 24 marzo 2013. Programma di tournée

e biglietti su www.witka.ch

Jörg Schneider è nato il 7 febbraio 1935 a

Zurigo. Dopo il suo tirocinio commerciale, nel

1955 ha fondato il cabaret «güsi». Otto anni più

tardi è diventato famoso in tutta la Svizzera

interpretando l’uccellino Hügü nella prima serie tv

elvetica «Polizischt Wäckerli». Da allora gira la

Svizzera con diverse pièces. Al momento lo si può

ammirare in «Letschti Liebi».

www.joergschneider.ch


10 SANITÀ INFOPLUS

PIACERE PER

IL CORPO, LA MENTE

E IL PALATO

WELLNESS, CIBO PRELIBATO, UN GRANDE COM-

PRENSORIO SCIISTICO NELLE VICINANZE. MA

L’HOTEL FIDAZERHOF OFFRE ANCHE MOLTO DI

PIÙ: LA CONTITOLARE ANTONIA SCHÄRLI, SPE-

CIALISTA IN MEDICINA NATURALE E AYURVEDICA,

VI DIRIGE UN CENTRO SALUTE.

Già da maggio 1993

Antonia Schärli e

Roland Häiger

guidano insieme

l’hotel di Flims –

con un’offerta che

va continuamente

ampliandosi.

Signora Schärli, sciatori ed escursionisti,

clienti che si sottopongono a trattamenti wellness

e ayurvedici nel centro salute. Questo

mix si addice a un hotel?

In ogni caso, ogni ospite può decidere in piena

autonomia a cosa desidera dedicarsi mentre si

trova qui. Noi vogliamo semplicemente offrire a

tutti un sistema olistico: la possibilità di dormire

in un ambiente progettato secondo un’architettura

biologica, afnché il corpo si possa davvero

ben riposare, un’alimentazione assolutamente

genuina, una routine quotidiana strutturata e un

clima di benessere.

Nel suo hotel si può dunque essere al tempo

stesso ospite e paziente?

Sì, oppure solo l’uno o l’altro. In inverno abbiamo

molti ospiti stranieri, che viaggiano indivi -

dualmente e pernottano con la formula della

mezza pensione, mentre nella stagione inter-

media abbiamo soprattutto ospiti che si sottopongono

a trattamenti ayurvedici. Ma le due

cose non si escludono a vicenda. Disponiamo

inoltre di una speciale sala da pranzo per chi

segue una cura Panchakarma

(cfr. riquadro) – un trattamento

di puricazione – e consumano

quindi pasti su misura. Anche

molte persone del luogo, inoltre,

ricorrono al mio aiuto.

Come può una disciplina

indiana vecchia di 5000 anni

funzionare in un hotel dei

Grigioni?

Traducendola in modo consono

alle nostre latitudini.

L’indiano ha una costituzione

diversa, il clima è molto più

dolce, ad esempio la tolleranza alle spezie è decisamente

più elevata. Nell’alimentazione così

come nelle cure teniamo conto delle condizioni

climatiche locali, quindi riscaldare in inverno e

rinfrescare in estate. Con le spezie, le erbe,

la verdura e la frutta ci orientiamo in base alle

regione e alla stagione.

Come spiega brevemente ai suoi ospiti che

cos’è l’ayurveda (cfr. riquadro)?

Si tratta di una scuola di medicina olistica

originaria dell’India che tiene conto non solo

dell’aspetto sico, bensì anche di quello psichico

e degli inussi esercitati dall’ambiente.

Le persone vengono classicate secondo tre

costituzioni base - i dosha - a ciascuna della

quali appartengono determinate caratteristiche

che deniscono la tipologia individuale.

E qual è in tutto questo il suo compito come

medico ayurvedico?

Analizzo dove esistono sintomi di malattia,

quindi dove qualcosa non è più in equilibrio.

Accompagno i pazienti con la relativa terapia

per ritrovare l’armonia. Per me il mio compito

consiste nell’aiutare chi mi sta davanti a raggiungere

una migliore qualità della vita.

Quali metodi ha a disposizione per farlo?

Dietetica, idroterapia come docciature a getto

continuo, massaggi ayurvedici con erbe, terapia

umorale detossinante, integratori alimentari,

toterapia, massaggi classici come riessologia

plantare e naturalmente colloqui.

Per quale motivo è diventata medico ayurvedico?

Per me è stato determinante il fatto che

nell’ayurveda viene presa in considerazione

la persona nel suo complesso, con tutti gli

elementi che la compongono – psiche, corpo,

spirito e mente. Nessuna componente viene

trascurata, l’intera persona viene considerata

come un sistema complesso.

Chi ricorre al suo aiuto?

FOTOGRAFIA: FIDAZERHOF


Grazie alle grandi nestre panoramiche, luce e sole entrano

in abbondanza nelle stanze, come qui nello studio.

Tutte le persone che desiderano fare un

trattamento Panchakarma e coloro che

consapevolmente vogliono cambiare qualcosa

nell’alimentazione, nello stile di vita,

o che presentano sintomi di malattia.

L’ayurveda va bene per tutti in qualsiasi

momento della vita?

Sì. Sicuramente non sempre è indicata

per prima cosa un trattamento puricante

nel senso classico del termine, bensì

piuttosto una cura rinforzante.

Perché si sente di raccomandare l’ayurveda

alle persone anziane?

OFFERTA SPECIALE PER INFOPLUS

Concedetevi una breve vacanza all’hotel

Fidazerhof di Flims Laa Falera. Godetevi il

meraviglioso mondo della montagna, il

panorama dalla terrazza, il cibo prelibato e le

nostre offerte wellness.

Offerta:

5 notti in una tranquilla camera doppia,

progettata secondo principi elettrobiologici,

colazione a buffet con specialità regionali

(anche senza glutine), tè pomeridiano, cena

con 5 portate a scelta

Drink di benvenuto, accappatoio e acqua

Valser in camera, buffet per il tè, libero utilizzo

Con l’ayurveda è possibile beneciare di

una lunga vita sul piano sico e mentale.

Promuove un perfezionamento continuo

e può impedire che determinati sintomi

compaiano in vecchiaia, perché si sono

adottate per tempo misure preventive.

Aiuta a mantenere la gioia di invecchiare,

perché si resta agili.

Dall’ayurveda posso dunque attendermi

un maggior benessere?

Sì, nel senso di armonia tra corpo, mente

e spirito.

Qual è per lei l’aspetto più importante

della spa dell’hotel Fidazerhof con sauna

nlandese, cabina a infrarossi, bagno turco,

1 dosha-test, 1 consulenza ayurvedica

(ca. 1 ora) con Antonia Schärli

1 docciatura a getto continuo

1 massaggio abhyanga individuale

1 bagno terapeutico

Validi

10 marzo 2013 – 15 marzo 2013

17 marzo 2013 – 23 marzo 2013

24 marzo 2013 – 29 marzo 2013

31 marzo 2013 – 05 aprile 2013

07 aprile 2013 – 12 aprile 2013

SANITÀ INFOPLUS 11

«Con l’ayurveda è

possibile beneficiare di

una lunga vita sul piano

fisico e mentale.»

Antonia Schärli

quando parla per la prima volta con una

persona con la sua storia?

La mia totale presenza, per poter comprendere

e riconoscere al meglio chi ho

davanti.

Come devo immaginarmi una prima

consulenza?

Per prima cosa faccio un’anamnesi,

esaminando attentamente la persona

da capo ai piedi alla ricerca di eventuali

disarmonie. Mi faccio così un quadro della

condizione sica e psichica, avvalendomi

anche della diagnosi del polso, della

misurazione della pressione sanguigna

Prezzo:

Camera doppia «Pinut» (comfort)

CHF 920.00 per persona e soggiorno

Camera doppia «Belmont» (delue)

CHF 1050.00 per persona e soggiorno

Supplemento camera singola: da CHF

250.00 a 500.00 a seconda della categoria

della camera

Per maggiori informazioni:

www.dazerhof.ch oppure 081 920 90 19


12 SANITÀ INFOPLUS

Uno dei tanti trattamenti

ayurvedici rilassanti:

lo Shirodhara,

la colata di olio sulla

fronte.

RIQUADRO INFORMATIVO AYURVEDA

L’ayurveda è un sistema tradizionale della

medicina indiana che comprende l’insegnamento

per una vita sana e lunga. L’idea di

base si fonda su tre «forze regolatrici», i

cosiddetti dosha: Vata (principio del movimento),

Pitta (principio della trasformazione) e

Kapha (principio della sostanza). La costituzione

individuale di ogni persona, data n dalla

nascita, si basa su una particolare combinazione

dei tre dosha. Questo mi non cambia, ma

può essere inuenzato da elementi esterni

come il modo di vivere. Quando si distrugge

l’equilibrio tra i dosha nascono le malattie.

L’obiettivo del trattamento ayurvedico è una

completa riconversione a livello di corpo,

mente e spirito, non una rapida eliminazione

dei disturbi. L’alimentazione gioca in questo

senso un ruolo determinante. In generale vale

il principio secondo il quale la terza fase della

vita è inuenzata fortemente dalle caratteristiche

del tipo Vata. L’ayurveda, grazie al suo

approccio a più livelli che coinvolge stile di vita,

terapia e il trattamento puricante Panchakarma,

consente di mantenere e stabilizzare la

salute anche in vecchiaia. Con una cura del

Panchakarma è possibile eliminare dall’organismo

le scorie e le tossine mediante l’impiego

di oli all’interno e all’esterno del corpo. Nello

specico, il corpo viene oliato mediante

massaggi, mentre la somministrazione

all’interno si effettua mediante assunzione di

ghee (burro fuso e chiaricato). Un’adeguata

alimentazione ayurvedica supporta le diverse

fasi del processo. Una cura del genere dura

ragionevolmente almeno 12 giorni.

ed eventualmente di campioni di urina.

Successivamente mi dedico alla valutazione,

per dare una struttura a questa

visione d’insieme e mettere a punto un

piano di azione.

Quali possono essere le cause di

eventuali disturbi della salute, vale a

dire delle disarmonie?

Un’alimentazione non adeguata, effetti

nocivi prodotti dall’ambiente, fattori di

stress come rapporti affettivi, lavoro,

famiglia, una routine quotidiana errata.

Ammettiamo che mi rivolga a lei ad

esempio dopo un’operazione all’anca

o se soffro di disturbi cardiaci. Cosa

può fare? Come procede?

In linea di massima comincio sempre

con l’anamnesi, ricerco le cause. Proprio

per i pazienti in riabilitazione si deve

tenere conto dei farmaci assunti, con

particolare attenzione alle terapie che

non sono più necessarie e possono

essere sospese. Poi integro anche

l’aspetto psichico, approfondendo insieme

al paziente mediante questionari

e colloqui in che modo il suo comportamento

può supportare il processo di

guarigione.

Può essere dunque che dietro a

disturbi di tipo sico vi siano anche

disarmonie psichiche?

Il grado di interazione e complessità è

molto elevato. Non si può separare un

aspetto dall’altro.

E in questo caso offre il suo aiuto

anche con colloqui?

Sì, per me è molto importante poter

offrire un’assistenza e un accompagnamento

molto intensi, soprattutto

quando il trattamento fa emergere

tematiche importanti per il paziente.

Per questo sono raggiungibile 24 ore

su 24.

La si può chiamare anche nel cuore

della notte? Per avere una disponibilità

del genere serve davvero molta

passione …

(ride) Sì, sono vere tutte e due le cose.

Quali problemi hanno principalmente

le persone anziane che si rivolgono

a lei?

Soffrono soprattutto di disturbi come

artrosi, artrite, reumatismi, gotta,

ipertensione, colesterolo alto, disturbi

cardiocircolatori, malattie delle vie

respiratorie o da raffreddamento,

problemi gastrointestinali.

E qualche giorno qui da lei può

aiutare?

Sì, certamente, ma la vera domanda

è quanto il paziente sia in grado di

mantenere una certa disciplina una

volta tornato a casa. Spesso è necessario

cambiare abitudini, soprattutto in

fatto di alimentazione. Le possibilità di

migliorare qualcosa sono sicuramente

notevoli, se c’è la disponibilità a cambiare,

ad adottare un atteggiamento più

rilassato.

Quindi senza questa disponibilità è

tutto inutile?

Allora, se si è già in equilibrio, non

è che ci sia molto da cambiare. Ma

quando il problema è creare questo

equilibrio, il cambiamento è necessario

e imprescindibile. E si riesce a

realizzarlo.

Riesce a osservare questo cambiamento

anche se gli ospiti restano

solo qualche giorno?

Sì, ed è bello che la maggior parte dei

pazienti decidano di tornare. Continuo

poi a seguire molti di loro anche per

telefono e per lungo tempo ancora.

Con loro riesco così a decidere dove

c’è ancora qualcosa da fare e dove

magari posso intervenire ancora io.

In conclusione: può raccontarci un

esempio positivo recente?

Sì, proprio in questo periodo ho in

cura una signora la cui artrosi è stata

provocata da una caduta da cavallo 28

anni fa e negli ultimi anni si è aggravata.

In questo caso, un’analisi dei

minerali presenti nel capello ci è stata

di grande aiuto; stiamo ora applicando

una strategia sistematica che prevede

disacidicazione mediante idroterapia,

alimentazione e massaggio ayurvedico

con fagottini alle erbe per il calore

profondo delle articolazioni. Già da due

mesi, la paziente è in grado di camminare

no alle quattro del pomeriggio

senza disturbi. Chiaramente l’artrosi

non può essere risolta, ma con l’atteggiamento

e il trattamento giusti è

possibile ridurre i disturbi.

TESTO: REGULA BRECHBÜHL


CHICCHE

MEGLIO DEL PUNCH

No, lo sciroppo non è solo per bambini. E poi: no, lo sciroppo

non si gusta solo freddo. È delizioso anche caldo,

soprattutto in inverno. In particolare le varietà «Besser

als Punsch» (meglio del punch), «schwarzer Holunder»

(sambuco nero) e «Ingwer Apfel» (zenzero e mela) di

«Le Sirupier de Berne» riescono a creare un’atmosfera

tipicamente natalizia. Il consiglio personale del Sirupier:

sciroppo di sambuco nero con vino rosso.

Tutte le varietà e i punti vendita di «Le Sirupier de Berne»:

www.sirupier.ch.

CHE LUCE SIA!

Sono semplicemente fantastiche le

candele Lotus, in cui la cera si deposita

ai margini a formare un ore di loto.

Si possono trovare nei mercatini di

Natale oppure all’indirizzo www.lotus

kerzen.ch. A partire da 28.50 franchi

TRALLALERO TRALLALÀ

Il Kasperli vi aspetta con nuove avventure.

Possiamo quindi dire di nuovo: «Sedetevi

e ascoltate!» E visto che è così bello, perché

non farlo proprio insieme ai nipotini?

D Goldelia isch verschwunde / S Nünnelprinzässli

und de Zaubersand, Kasperli.

Disponibile come CD, MC e download.

EAN: 7619949815250

L’ALLUMINIO

CON L’ALLUMINIO,

IL CAFFÈ CON IL CAFFÈ

Ecco un oggettino che farà ancora più felici gli

amanti del caffè che hanno a cuore l’ambiente. Ora

con Outpresso le capsule del caffè potranno essere

smaltite correttamente anche a casa propria. L’apparecchio

pensato per il riciclo separa infatti interamente

l’alluminio dai fondi di caffè.

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CHICCHE INFOPLUS 13

PER CHI AMA ANDAR

PER OSTERIE

Quartieri e villaggi non potrebbero

esistere senza osterie. Queste

meritano perciò un omaggio:

«Cervelat und Tafelspitz: Einfach

gut essen – 88 stimmungsvolle Dorfund

Quartierbeizen in der Schweiz»

(Cervelat e Tafelspitz: all’insegna

del mangiar bene – 88 osterie di

villaggio e di quartiere ricche di

atmosfera in Svizzera) di Martin Jenni

ISBN-10:3-03800-602-5


14 PRIX CHRONOS INFOPLUS

IL PREMIO LETTERARIO

INTERGENERAZIONALE

OGNI ANNO IL PRIX CHRONOS PROPONE

LA SCELTA TRA CINQUE LIBRI SUL TEMA DEI

«RAPPORTI INTERGENERAZIONALI». ANZIANI

E GIOVANI NE DISCUTONO E SCELGONO IL

LORO FAVORITO. IL LIBRO VINCITORE DEL

2013 SARÀ PREMIATO LA PROSSIMA PRIMA-

VERA. PARTECIPARE È ANCORA POSSIBILE.

Non capita tutti i giorni che bambini e anziani leggano

e giudichino gli stessi libri, in qualche caso ne discutano

anche insieme e conferiscano un premio letterario

assegnato dal pubblico. Chronos, dio del tempo, ha

prestato il nome al premio letterario intergenerazionale

di Pro Senectute. Al Pri Chronos la tematica del tempo

viene affrontata su più livelli: come momento che anziani

e giovani trascorrono insieme leggendo, così come

periodo che nel corso della vita è già trascorso o resta

ancora da vivere.

«Attraverso la lettura comune vogliamo promuovere il

dialogo e la comprensione tra le generazioni», spiega

Isabelle Schmid, assistente per informazioni e documentazione

presso Pro Senectute. Ed ecco come funziona il

premio letterario: a partire da agosto, seguendo il ritmo

dell’anno scolastico, i lettori interessati possono scegliere

tra cinque libri designati dall’Istituto svizzero media e

ragazzi, che hanno come tema principale il rapporto tra

le generazioni. Tuttavia le gure di giovani e anziani non

devono necessariamente essere persone; può trattarsi

anche di animali e creature fantastiche. Si può decidere

di entrare in qualsiasi momento, partecipare alla lettura e

scegliere il proprio libro preferito con l’aiuto di un modulo

per la votazione. Il libro vincitore viene premiato ogni

anno in primavera nell’ambito di un evento, che per il

2013 si terrà a Berna.

PAROLE CHE RESTANO

I partecipanti possono scegliere in che modo effettuare

la lettura: da soli a casa o come classe scolastica,

come nonna con il nipote o come circolo di lettura di

età mista, come biblioteca o casa di riposo – si può

partecipare singolarmente e in gruppi. «Non sono integrata

in un gruppo sso e leggo da sola. Ma tra le mie

conoscenze c’è qualcuno che partecipa e quando ci

incontriamo, a volte parliamo dei libri in lizza», racconta

Antje Lördemann, 72 anni, di Urdorf. L’appassionata

lettrice partecipa al Pri Chronos già per la settima

Quale libro mi piace

di più? Al Pri Chronos

i lettori siedono nella

giuria.

volta. Nello scambio con i bambini le è rimasto impresso

soprattutto un incontro. «Qualche anno fa ho parlato

con un ragazzo proveniente da una famiglia di emigrati.

Improvvisamente, nel bel mezzo del discorso, mi ha

guardato con grande serietà e mi ha detto: ‹Sono felice

«Attraverso la lettura comune vogliamo promuovere

il dialogo e la comprensione tra le generazioni.»

che ci siano le persone anziane, altrimenti al mondo

ci sarebbero ancora più guerre.› Questo mi ha toccato

profondamente.»

UN’ALTRA PROSPETTIVA – UN’ALTRA OPINIONE

I libri aprono nuove prospettive – ancor di più nello

scambio con un’altra generazione. Bambini e anziani,

infatti, leggono con occhi e interessi diversi. «I bambini

amano i nonni esuberanti e le storie avventurose.

Gli anziani invece prediligono tematiche più profonde,

ad esempio la demenza o la guerra», spiega Isabelle

Schmid. Nel dialogo tra giovani e anziani il punto di vista

infantile assicura continue sorprese. «Durante la consegna

del premio di quest’anno ho chiesto a una bambina

se le fosse piaciuto ‹Samsons Reise› (Il viaggio di

Sansone) di Annette Mierswa, libro vincitore del 2012,

e questa mi ha risposto: ‹Non tanto, perché il cane è

morto›. Una motivazione del genere non me la sarei mai

FOTOGRAFIA: PRIX CHRONOS


aspettata, anche se posso comprenderla bene», ricorda sorridendo

Antje Lördemann.

Ma le opinioni possono divergere anche tra coetanei, ad esempio

sul libro «Goodbye, Uroma!» (Arrivederci bisnonna!) di Eli

Rygg, nominato per il Pri Chronos 2013. In questa storia l’ostinata

bisnonna si è messa in testa di morire in un determinato

momento. «Le reazioni dei miei conoscenti sono state estremamente

diverse», conferma Antje Lördemann. «Mentre alcuni

sono stati lieti che fosse stato infranto un tabù e hanno ritenuto

importante parlare con i bambini della morte ‹pianicata›, altri

hanno ritenuto il tema eccessivamente provocatorio e delicato e

lo hanno riutato categoricamente.»

VOCI ENTUSIASTE

C’è tempo no a febbraio per partecipare al Pri Chronos 2013.

«Non è necessario aver letto tutti e cinque i libri nominati, anche

se naturalmente è auspicabile. Ma bisognerebbe leggerne

almeno due», spiega Isabelle Schmid. Antje Lördemann si sente

di rassicurare tutti coloro che hanno ancora dubbi circa il tempo

richiesto per la lettura: «L’impegno è facilmente calcolabile.

Solitamente è sufciente una sera per leggere un libro. A questo

si aggiungono le particolari cautele con cui sono strutturati i libri:

carattere e interlinea sono più grandi che nei libri tradizionali.

Questo aiuta molto.»

Gli ultimi dati mostrano che il Pri Chronos è sempre più amato.

Nel 2012, nella Svizzera tedesca, Pro Senectute è riuscita infatti

a mobilitare 800 lettori e oltre 40 biblioteche. L’entusiasmo per

il premio letterario emerge però anche nei numerosi

feedback. Mentre gli anziani lodano con

parole concrete lo scambio intergenerazionale,

i bambini sono autori di frasi meravigliose come

«Si nota che giovani e anziani possono trarre

vantaggio gli uni dagli altri» oppure «È una

manifestazione da Oscar». C’è da augurarsi

che il Pri Chronos possa continuare a esistere

ancora per molto tempo, oppure, per dirla con

le belle parole di un bambino: «Speriamo che

il Pri Chronos ci sia ancora tra cinquant’anni.

Così potrò ritornare nella categoria senior.»

TESTO: MARIA RYSER

PRIX CHRONOS INFOPLUS 15

PARTECIPATE ADESSO ALLA LETTURA E ALLA DISCUSSIONE

Chi desidera adesso partecipare al Pri Chronos, all’indirizzo www.

pri-chronos.ch può cercare la biblioteca più vicina, prendere in

prestito i libri e cominciare la lettura. I moduli per l’iscrizione sono

disponibili online. Il termine d’invio del tagliando per la votazione è la

ne di febbraio 2013.

Maggiori informazioni sul Pri Chronos sono disponibili al

sito www.pri-chronos.ch oppure presso la biblioteca

di Pro Senectute Svizzera: telefono 044 283 89 81,

e-mail: pri.chronos@pro-senectute.ch.

PRIX CHRONOS 2013 – I CINQUE LIBRI NOMINATI IN BREVE

In «Oma, die Miethaie und ich» (Nonna, lo squalo e io) di Tanya

Lieske, Salila scopre che sua nonna, una donna in gamba che

riesce a riparare tutto, ha un segreto che rischia di diventare

troppo grande per lei. Eli Rygg descrive in «Goodbye Uroma!»

(Arrivederci bisnonna!) i dialoghi tra Mikael e la sua bisnonna, che si

prepara alla morte. Con «Frieda aus der Flasche» (Frieda nella

bottiglia) Ulrike Rylance ha inventato la storia di uno spirito di 200

anni che vive in una bottiglia e che stravolge le vacanze in spiaggia

di Franzi. Il libro di Nina Weger «Helden wie Opa und ich» (Eroi

come il nonno e io) descrive il cambio generazionale in una dinastia

di produttori di praline, una famiglia in cui nessuno dice cosa pensa

davvero. In «Ich, Jonas, genannt Pille, und die Sache mit der Liebe»

(Io, Jonas, detto Pille, e la questione dell’amore) di Brigitte Werner,

Pille soffre per la separazione dei suoi genitori. Il nonno deve

andare in casa anziani, e Pille è anche innamorato. Per fortuna

nella sua testa risuona la voce della nonna che gli insegna:

Pille, sii te stesso!


16 VIAGGIARE INFOPLUS

CHÂTEAU ANDRÉ ZILTENER, BORGOGNA

PIACERE GIALLO CHIARO

In questo tardo pomeriggio di

venerdì il piacere risplende di un

colore giallo chiaro e ha un lieve

sapore di pesca. Sediamo sull’immensa

terrazza della nostra stanza d’albergo

nello Château André Ziltener e beviamo

del Burgunder bianco. Saint-Romain,

annata 2010. Sorseggiamo il nostro vino

bianco e lasciamo che lo sguardo spazi

sopra i tetti di Chambolle-Musigny. Tra

i comignoli innite le di viti si spingono

no all’orizzonte. Ciò che cresce qui è

prezioso: sugli 85 ettari di vigneti di

Winzerdorf, piccolo villaggio della Borgogna,

crescono 24 Premier Crus e

due Grand Crus.

Nel viaggio di andata abbiamo fatto una

sosta a La Chau-de-Fonds per gettare

uno sguardo all’ultima costruzione di Le

Corbusier nella sua città natale, la Villa

Turque. Impresa non facile, dato che

l’edicio si nasconde dietro mattoni a

vista giallo senape e alti muri; una costruzione

in cemento armato per una casa di

Lusso allo stato puro: colazione nel caldo sole sulla terrazza della propria camera.

DA REGULA BRECHBÜHL

VIAGGIAR

abitazione – una soluzione azzardata per

il 1916.

A due ore abbondanti d’auto ancora più

a ovest, ad Arc-et-Senans vicino a Besançon,

anche un altro architetto ha scritto

la storia dell’architettura quasi 150 anni

prima di Le Corbusier. Nella Salina Reale

Claude-Nicolas Ledou ha costruito un

modello della sua città ideale. Undici edici

di un bianco splendente destinati agli

operai si raggruppano in un semicerchio

intorno all’imponente casa del direttore,

che con le sue sei colonne ricorda un

tempio greco. I lavoratori delle saline,

secondo l’utopia di Ledou, dovevano qui

essere protetti da tutte le «tentazioni e

da tutti i desideri che abbreviano la vita di

coloro che vi sono esposti».

Noi, invece, vogliamo assolutamente

esporci alle tentazioni, prendiamo l’autostrada

e nel tardo pomeriggio svoltiamo

nel cortile dello Château André Ziltener.

La casa padronale dei primi anni del 18°

secolo appartiene dal 1991 alla famiglia

Ziltener, commercianti di vini di Basilea

Campagna. Ci sono voluti due anni di

costosi restauri, racconta la receptionist,

prima che l’hotel 4 stelle con 10 camere

e suite per ospiti e amanti del vino

provenienti da tutto il mondo potesse

essere riaperto. Oggi la facciata risplende

di un fresco bianco, i saloni con le grandi

nestre al primo piano sono luminosi, eleganti

ma comodi. Chi a differenza di noi

non dispone di un’ampia suite arredata

con gusto con la grande terrazza beve il

suo aperitivo nel parco. Nello Château

André Ziltener non esiste un ristorante. E

così, dopo l’aperitivo, andiamo a passeggiare

per il villaggio romanticamente addormentato.

Il ristorante «Le Chambolle»

offre un caldo benvenuto e una semplice

e genuina cucina della Borgogna. Ci sono

lumache, jambon persillé, coq au vin o

bœuf bourguignon, una sorta di stufato –

e naturalmente una ricca carta dei vini.

DAI CARCIOFI AL FORMAGGIO

CAPRINO

Sabato è giorno di mercato a Beaune,

dove si può acquistare un’innita

selezione di prelibatezze: piccoli formaggi

caprini secchi, carcio freschi, salsiccia di

cervo con semi di nocchio, moutarde de

Beaune – la più famosa in Francia dopo

quella di Dijon e Meau. A pochi passi

dal mercato sorge la principale attrazione

turistica di Beaune: l’Hôtel-Dieu. Per

oltre 500 anni, no al 1971, sotto al sorprendente

tetto colorato, sono stati curati

malati. Il museo ospitato nel sontuoso

edicio gotico offre un’immagine fedele,

a tratti raccapricciante, della medicina

all’inizio dell’età moderna. In realtà la

sosta a Beaune dovrebbe essere breve.

Ma visto che è così bello indugiare negli

stretti vicoli, nei tanti piccoli negozi, negli

affascinanti caffè e nei molti ristoranti,

decidiamo di trascorrervi con gran piacere

l’intera giornata.

Questa calda domenica si apre con una

meravigliosa colazione servita in modo

FOTOGRAFIA: REGULA BRECHBÜHL


E ASSAPORARE

FOTOGRAFIA: SCHWEIZER HEIMATSCHUTZ, WALTER REICHMUTH

incantevole sulla terrazza della nostra

stanza. Qui, su una delle comode sedie a

sdraio, potremmo goderci il sole e la pace

ancora per molto tempo, ma la nostalgia

di casa si fa sentire. In quasi quattro ore

di autostrada saremmo di nuovo a Zurigo

passando da Basilea. Ma dopo che

abbiamo cominciato il ne settimana con

una delle prime opere di Le Corbusier,

vogliamo concluderlo con la sua opera

della maturità in assoluto più famosa.

Notre-Dame-du-Haut de Ronchamps si

trova a un’ora scarsa di strada da Belfort,

in una radura con vista sulla cima del

Giura e sui Vosgi. Nel santuario di Le

Corbusier degli anni cinquanta il cemento

non è più nascosto. Il tetto in cemento

si piega come un enorme tricorno

sulla bianchissima navata della chiesa,

che ricorda una scultura. Nonostante i

molti pellegrini che vi giungono per motivi

religiosi o architettonici, lo spazio interno

con le sue nestre di diversa grandezza

emana pace e solennità.

Più tardi, di nuovo sull’autostrada svizzera,

il piacere volge al termine. Il suo sapore,

però, è chiuso nel bagagliaio e continuerà

sicuramente a evocare bellissimi ricordi: sei

deliziose bottiglie di Saint-Romain.

Per maggiori informazioni:

www.chateau-ziltener.com

www.restaurant-lechambolle.com

www.ot-beaune.fr

VIAGGIARE E ASSAPORARE

BENVENUTI A CASA!

Chi si reca da Ursula e Walter Reichmuth-Würsch

ad Alpthal non solo

si sente a casa, lo è veramente. La

pensione Alpschloss zum Pfauen, infatti,

evoca in molti nostalgiche memorie. Al

fuoco del camino e a lume di candela

viene servita una rafnata cucina casalinga

in un ambiente intimo. L’atmosfera

unica e il delizioso vino invitano – parliamo

per esperienza personale – a trascorrere

una o più notti in una delle camere, tutte

arredate in modo diverso e realizzate

artigianalmente. Riassumendo: per coloro

che per un giorno desiderano lasciarsi

alle spalle la realtà di sempre, una visita

all’Alpschloss è irrinunciabile!

Informazioni: www.alpschloss.ch

La passeggiata proposta è descritta

nella pubblicazione «Die schönsten

Spaziergänge der Schweiz. Unterwegs

mit dem Schweizer Heimatschutz» (I

percorsi a piedi più belli della Svizzera. In

giro con Heimatschutz Svizzera).

BÉMONT-ROND-BUISSON NE

LA SIBERIA DELLA SVIZZERA

Il secondo più grande lago di Neuchâtel,

il Lac des Taillères, si trova nella Vallée

de la Brévine, vicino al conne con la

Francia. Mentre la sua sponda meridionale

– lungo la quale passeggiamo provenendo

da Bémont – sale ripida verso il Jurakamm,

la sponda settentrionale è relativamente

pianeggiante. Sparse in questa pianura si

trovano alcune case di contadini, chiamate

Taillères. La peculiarità di questo lago è di

non avere né afuenti né emissari. Viene

alimentato unicamente da acqua piovana,

piccoli rigagnoli e isolate sorgenti nel lago

stesso. Nel linguaggio popolare la Vallée de

la Brévine è chiamata anche «La Siberia della

Svizzera». Dato che il lago raggiunge una

profondità massima di appena sette metri,

gela rapidamente. Un paradiso per gli amanti

del pattinaggio sul ghiaccio! Per tutto l’anno,

tuttavia, ci attende una vista meravigliosa,

quando nelle giornate di sole l’acqua chiara si

VIAGGIARE INFOPLUS 17

trasforma in uno specchio scintillante e crea

un gioco di colori che da sempre la pittura

cerca di imitare. E perché, una volta a La

Brévine, non dedicare una visita alla chiesa

del 17esimo secolo recentemente rinnovata?

Come arrivare

Fermata del bus Bémont, sur-le-Pont

direzione Les Taillères sponda meridionale

fermata del bus Les Taillères/

Rond Buisson, Bout du Lac bus per La

Brévine. Questo percorso dura circa un’ora e

mezza e non presenta gradini e scalinate. La

passeggiata proposta è descritta nella pubblicazione

«Die schönsten Spaziergänge der

Schweiz. Unterwegs mit dem Schweizer Heimatschutz»

(I percorsi a piedi più belli della

Svizzera. In giro con Heimatschutz Svizzera).

L’opuscolo con 33 percorsi per passeggiate

in ogni parte della Svizzera può essere ordinato

all’indirizzo www.heimatschutz.ch.

Uno sguardo all’accogliente sala da pranzo.


18 CREDIT SUISSE INTERNO INFOPLUS

«PARLIAMO CON

PERSONE,

NON CON CASI»

IL CREDIT SUISSE OFFRE AI

SUOI COLLABORATORI, ATTIVI

E IN PENSIONE, UN SERVIZIO

D’ASSICURAZIONI DI PRIM’OR-

DINE. PARLIAMO CON REINER

RIEDEL, DA MOLTI ANNI CON-

SULENTE CLIENTELA, DI

RIBASSI SPECIALI, TRATTATIVE

DI SUCCESSO E DI CIÒ CHE

DOVRESTE ASSOLUTAMENTE

SAPERE DOPO IL PENSIONA-

MENTO IN TEMA DI ASSICURA-

ZIONI.

InfoPlus: Signor Riedel, presto festeggerà

i suoi dieci anni nel Servizio

d’Assicurazioni del Credit

Suisse Group. Cosa esattamente

offre questo servizio?

Reiner Riedel: Il panorama assi-

curativo della Svizzera con le sue

diverse regole è estremamente

complesso e per molti è una vera

e propria giungla. Offriamo a tutti

i collaboratori del Credit Suisse,

sia attivi che in pensione, la nostra

consulenza per tutte le questioni assicurative,

dalle assicurazioni di cose no alle

assicurazioni di persone e malattie.

Questioni di che tipo?

Da una parte si tratta di domande di carattere

generale sulla situazione assicurativa:

In che misura sono ben assicurato?

Esistono soluzioni migliori? Dove e come

potrei risparmiare sui premi? Ma dall’altra

ci arrivano anche quesiti molto concreti e

immediati. Nel settore delle assicurazioni

di cose ad esempio: Conviene cambiare

assicurazione quando si acquista una

nuova auto?

Come si può contattare questo servizio?

Telefonicamente o via e-mail. Se ci contattate

telefonicamente dovreste tenere a

portata di mano il numero di personale di

sette cifre che trovate sul conteggio della

rendita.

Per le assicurazioni di cose il Credit

Suisse collabora con AXA Winterthur e

Allianz Suisse. Che cosa signica per il

cliente?

I clienti beneciano di allettanti ribassi sui

«Il panorama assicurativo

della Svizzera con le sue

diverse regole è estremamente

complesso e per molti

è una vera e propria giungla.»

premi, che possono a volte arrivare no al

25 per cento. Molti non lo sanno.

E se non si volesse cambiare la propria

assicurazione?

Sono sempre i clienti a decidere. In caso

di necessità siamo lieti di illustrare le opportunità

di risparmio e di offrire eventualmente

argomentazioni per una procua

base di trattativa.

Può spiegarci meglio?

Le mie esperienze come consulente

clientela mostrano che molti stipulano le

proprie assicurazioni di cose tramite persone

della loro cerchia di conoscenze. Per

questo spesso non si pensa a cambiare

assicurazione. Nella fase della trattativa,

vale però la pena di menzionare il ribasso

offerto dal datore di lavoro. Spesso il

risultato è superiore alle aspettative.

In effetti, è un buon consiglio. Ne ha

altri da darci?

Consigliamo sempre di stipulare assicurazioni

con durate il più brevi possibile, in

modo da restare essibili per una eventuale

correzione di rotta. A ogni cambio di

veicolo, inoltre, si ha sempre la possibilità

di passare a un’altra assicu-

razione. È quindi il momento

ideale per mettere a confronto

le diverse assicurazioni ed eventualmente

optare per un cambio.

Per quanto riguarda le casse

malati collaborate strettamente

con Swica e Sanitas. Dopo

il pensionamento un cambio

è ancora possibile senza

problemi?

Per l’assicurazione di base l’età non

conta, per le assicurazioni complementari

invece sì. Il limite di età è di 60 anni alla

Sanitas, di 65 presso la Swica.

Dopo il pensionamento si continua a

essere assicurati contro gli infortuni

attraverso il proprio datore di lavoro?

Dopo il pensionamento l’assicurazione

contro gli infortuni è garantita dalla cassa

malati. Se eravate già assicurati con il

contratto collettivo del CS, il cambio viene


FOTOGRAFIA: ROBERT AEBLI

«Consigliamo sempre di stipulare assicurazioni con durate il più brevi possibile,

in modo da restare essibili per un eventuale cambio di rotta.»

effettuato automaticamente. In caso

contrario, dipende da voi. Un’importante

indicazione in questo senso: se oltre

all’assicurazione obbligatoria contro gli

infortuni avete stipulato tramite il CS

anche l’assicurazione complementare

contro gli infortuni nel reparto semiprivato

o privato, dovete noticare

eventuali infortuni sia a noi che alla

cassa malati.

Siamo sinceri: in Svizzera non tendiamo

a essere sovrassicurati?

La parola assicurazione contiene

in fondo il concetto di sicurezza. Il

bisogno di sicurezza varia da persona

a persona. Da esperto dico sempre: è

bene essere assicurati correttamente,

ma è meglio essere assicurati correttamente

a condizioni vantaggiose. Il

meglio del meglio è quando entrambe

le condizioni sono soddisfatte e si

riesce a non averne bisogno. Allora sì

che si vive tranquilli e in pace.

Posso domandarle in che misura lei

stesso è ben assicurato?

Sono assicurato molto bene, quasi

troppo (ride). Apprezzo questa sicurezza,

anche se naturalmente non ci

si può cautelare contro ogni rischio.

Forse è anche una questione genetica,

visto che già mio nonno lavorava come

agente generale presso una compagnia

di assicurazioni.

Una risposta sincera …

Molti, quando si parla di assicurazioni,

pensano subito a un mucchio di scartofe.

È chiaro, ci sono anche moduli

da compilare, ma noi mettiamo sempre

la persona in primo piano. Parliamo

con persone, non con casi.

Un’ultima domanda: a quale assicurazione

non rinuncerebbe mai?

Senza dubbio all’assicurazione di

responsabilità civile privata. Se provoco

un danno – magari sono al museo e

faccio cadere per sbaglio un prezioso

reperto-, sono io che devo risponderne,

e questo potrebbe costarmi molto

caro. MARIA RYSER

CS INTERN INFOPLUS 19

CONSULENZA PROFESSIONALE

E GRATUITA

Non vi sentite molto a vostro agio in tema

di assicurazioni?

Vi interessa vericare quanto sono

adeguate le vostre assicurazioni?

Siete interessati a possibilità di risparmio

e a proposte di miglioramento?

Il Servizio d’Assicurazioni è a disposizione

gratuitamente di tutti i collaboratori del

Credit Suisse in pensione.

Potete contattarci telefonicamente in

orario d’ufcio al numero 0800 800 955

via fa 044 333 88 99 oppure

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Per ulteriori informazioni vi invitiamo a

consultare il nostro sito web:

www.credit-suisse.com/assicurazioni


20 MICROFINANZA INFOPLUS

Bancomat mobili consentono

ai microimprenditori di svolgere

in modo rapido e semplice le

proprie operazioni bancarie.

PIÙ DI UN

INVESTIMENTO SOCIALE

LA DOMANDA DI PRODOTTI E Ancora oggi si stima che

SERVIZI CHE COMBINANO ASPETTI due terzi della popolazione

ECONOMICI, ECOLOGICI E SOCIA- mondiale non abbiano alcun

LI CRESCE COSTANTEMENTE. LA accesso al sistema nanziario

MICROFINANZA OFFRE INTERES- formale, non disponendo né

di un reddito regolare né delle

SANTI POSSIBILITÀ IN TAL SENSO.

necessarie garanzie. L’idea

IL CREDIT SUISSE HA RICONOSdi

base della micronanza è

CIUTO PER TEMPO IL POTENZIALE

quella di permettere a persone

DEL SETTORE, IN CUI SI IMPEGNA

svantaggiate, in particolare in

GIÀ DA DIECI ANNI.

paesi in via di sviluppo, di avere

accesso ai servizi nanziari e di creare così

un collegamento tra il vertice e la base della

piramide dei redditi. Ricevendo un microcredito

le persone sono in grado di avviare una loro

piccola attività – ad esempio una panetteria o

un’ofcina meccanica – e di guadagnarsi così

da vivere.

«Siamo stati un gruppo relativamente piccolo

a riconoscere per tempo il potenziale della

micronanza e a portare avanti l’argomento

all’interno della banca. Per quanto oggi il con-

cetto possa apparire semplice e plausibile, dieci

anni fa un impegno in questo settore veniva

considerato ancora qualcosa di esotico», ricorda

Otti Bisang, collaboratore del Credit Suisse

adesso in pensione. L’ingegnere diplomato al

Politecnico federale è stato tra i pionieri della

micronanza nella banca e nella sua allora

funzione di delegato per l’ambiente si è battuto

per la concessione di piccoli crediti nei paesi

in via di sviluppo. In collaborazione con partner

esperti e specializzati il tema è stato perfezionato

e poi realizzato. «Abbiamo partecipato ad

esempio alla fondazione della responsAbility

Social Investments AG – uno dei principali

gestori patrimoniali al mondo nel settore della

micronanza», aggiunge Bisang. Oggi, a circa

dieci anni di distanza, il Credit Suisse riunisce

iniziative, esperti e risorse da tutti i settori della

banca per creare un valore aggiunto duraturo

per clienti, istituti di micronanza e microimprenditori.

FOTOGRAFIA: BERNARD VAN DIERENDONCK


«Chi investe ad esempio 300 000 dollari in un fondo

di microfinanza garantisce la sussistenza a 3000

persone, che corrispondono a un intero villaggio.»

TRASMETTERE LE ESPERIENZE

RACCOLTE IN DIECI ANNI

All’inizio tra i nanziatori nel settore della

micronanza c’erano soprattutto investitori

pubblici. Di recente, tuttavia, sta crescendo

l’interesse degli operatori privati

per le possibilità d’investimento sostenibili,

che vanno oltre il mero utile nanziario

e tengono conto anche di aspetti sociali

ed ecologici. «Nel frattempo un numero

maggiore di persone ha sviluppato una

consapevolezza più profonda delle tematiche

sociali ed ecologiche, e non è più

interessata solo al rendimento nanziario:

chi investe ad esempio 300 000 dollari

in un fondo di micronanza garantisce la

sussistenza a 3000 persone, che corrispondono

a un intero villaggio. Il miglior

modo per aiutare gli altri ad aiutare se

stessi», spiega Bisang.

Per arricchire l’impegno di micronanza

di un ulteriore aspetto, nel 2008 il Credit

Suisse ha lanciato un’iniziativa in collaborazione

con organizzazioni specializzate:

«Nell’ambito della Micronance

Capacity Building Initiative noi istituti di

micronanza (IMF), oltre a offrire il nostro

sostegno economico, trasmettiamo anche

le nostre conoscenze specialistiche del

settore nanziario. Per collaboratori qualicati

in tal senso, ad esempio, esiste tra

l’altro la possibilità di essere impiegati per

diversi mesi negli IMF per poter mettere

qui a disposizione la propria esperienza su

tematiche quali procedure di valutazione

del credito, tutela dei consumatori e conduzione

d’impresa», spiega Laura Hemrika,

responsabile dell’iniziativa. Un’opzione

per l’allora pioniere della micronanza?

«Un’offerta per i collaboratori del Credit

Suisse in pensione è ancora in costruzione.

Ma non appena ci sarà qualcosa

di concreto, sarò lieto di partecipare»,

afferma Bisang, e aggiunge sorridendo:

«Ammesso che trovi il tempo. Da quando

sono in quiescenza non ne ho più tanto a

disposizione.»

Dell’iniziativa di micronanza beneciano

in ultima analisi soprattutto i debitori, a

cui nel medio termine viene offerta una

più ampia gamma di servizi e – grazie alla

formazione professionale dei collaboratori

– un servizio qualitativamente migliore

e più completo. Il Credit Suisse sostiene

ad esempio il progetto «portafoglio

elettronico» di Opportunity International.

Questo consente ai microimprenditori di

svolgere in modo rapido e semplice le

proprie operazioni bancarie tramite bancomat

mobili, telefoni cellulari e utilizzando

l’autenticazione biometrica – un ulteriore

importante passo verso la semplicazione

delle transazioni nanziarie e il coinvolgimento

di regioni isolate nelle dinamiche

economiche.

RICONOSCIMENTI E PROSPETTIVE

L’aspetto straordinario dell’approccio di

micronanza del Credit Suisse consiste

tra l’altro nel fatto che tutte le divisioni

operative sono coinvolte, la banca pratica

una ricerca specica del settore e cura

uno stretto contatto con le istituzioni

partner. Per questo approccio globale

a giugno 2012 il Credit Suisse è stato

premiato dal Financial Times e dalla Banca

mondiale nell’ambito dei Sustainable

Finance Awards nella categoria «Sustainable

Global Bank of the Year».

E quali sono le sde attuali? «Il settore

della micronanza può essere sostenibile

solo se cresce in modo organico senza

trascurare i valori etici dell’idea originaria.

Non può essere gonato articialmente.

Soprattutto la concessione di credito

richiede molta prudenza e un’accurata

regolamentazione, altrimenti c’è il rischio

che si verichi ad esempio un indebitamento

eccessivo dei debitori, se questi

ricorrono magari a diversi crediti contemporaneamente

e non riescono più

a sostenerli», riassume Otti Bisang.

MICROFINANZA INFOPLUS 21

I microcrediti aiutano le persone nei paesi in via di

sviluppo ad avviare una loro piccola attività.

Per il futuro Marion Struber, del Research

Institute del Credit Suisse, vede nelle

reti che sono venute a crearsi potenziale

anche per portare avanti progetti in materia

di assistenza sanitaria ed energie rinnovabili.

Per lei è inoltre chiaro che «prima

o poi la micronanza cesserà di esistere

come settore vero e proprio, e diventerà

piuttosto un segmento di clientela all’interno

di una piazza nanziaria regolamentata».

Il potenziale non è dunque ancora

del tutto sfruttato, ma resta ancora molto

da fare. TESTO: MARIA RYSER

10 ANNI DI IMPEGNO PER LA MICROFINANZA

La micronanza si propone di creare un collegamento tra il vertice e la base della piramide

dei redditi. In qualità di fornitore di servizi nanziari attivo a livello mondiale, il Credit Suisse

sostiene la crescita economica e la trasformazione sociale nei paesi emergenti e in via di

sviluppo. Insieme a partner di provata esperienza la banca si impegna da oltre dieci anni nel

settore della micronanza. Questo impegno ha consentito a circa 1,9 milioni di persone

svantaggiate di avere accesso a servizi nanziari (dato aggiornato a ne 2011).

Ulteriori informazioni sono disponibili all’indirizzo: credit-suisse.com/mikronanz


22 NUOVE E VECCHIE CONOSCENZE INFOPLUS

NUOVE E

VECCHIE CONOSCENZE

UN SEGNO DI APPREZZAMENTO

Gli eventi per pensionati del Credit

Suisse sono molto amati. Ogni anno

vi partecipano circa 2000 persone,

suddivise su 11 eventi regionali. Alcune di

loro per molti anni non si sono perse un

singolo incontro. Cosa rende questa offerta

tanto allettante? Lo abbiamo chiesto

all’incontro che si è svolto al ristorante

Seegarten di Münchenstein alla ne di

ottobre.

Al primo posto per molti c’è l’apprezzamento:

«Alcuni di noi hanno lavorato 40

anni per il Credit Suisse. È bello sentire

che la mia banca si occupa ancora di noi

dopo così tanti anni. Per me gli eventi

sono un segno di apprezzamento».

Altri si interessano principalmente alle

Nel 2003 Marc Jenni e Daniel

Siegfrid hanno fondato

l’organizzazione umanitaria

Child’s Dream Foundation con

sede principale a Chiang Mai,

in Thailandia. Il lavoro di Child’s

Dream è orientato principalmente

all’infrastruttura formativa, quindi

alla costruzione di alloggi e

scuole, e consente la fornitura di

materiale didattico a oltre 55 000

bambini nella regione del

Mekong. In questo progetto

rientra anche la maggior parte

delle scuole medie superiori nei

campi profughi al conne

birmano. Al momento si tratta di

12 scuole con circa 1200 allievi.

Incontri per i pensionati: informazioni dal mondo nanziario

e il miglior intrattenimento in un unico evento.

novità del mondo nanziario: «La banca

di oggi è cambiata profondamente. I

miei colleghi si attendono ancora da me

che possa dare loro informazioni sugli

ultimi sviluppi sui mercati nanziari». Tutti

apprezzano poi il buon cibo e la possibilità

Un altro programma sostiene

inoltre 115 studenti del Myanmar

e del Laos con borse di studio in

università di Thailandia e Laos.

Per mantenere in piedi e

potenziare i programmi di aiuto,

Child’s Dream ha bisogno di

donazioni, che al momento

arrivano da tutto il mondo: «Siamo

felici che anche i donatori abbiano

raccolto il nostro appello a ‹darsi

da fare›. All’inizio il 90 per cento

delle donazioni proveniva dalla

Svizzera, adesso il 50 per cento

arriva da paesi come Singapore,

Giappone e Hong Kong. Da anni

il Credit Suisse ci sostiene con

generosi contributi e senza il suo

aiuto non avremmo potuto dar vita

al programma di borse di studio»,

afferma con soddisfazione Daniel

Siegfried. Ma anche piccole

donazioni possono essere di grande

aiuto: dieci franchi nanziano

ad esempio l’acquisto di 60

mattoni per la costruzione di una

scuola, 50 franchi consentono di

comprare due uniformi scolastiche

complete o 500 matite. A chi

desidera saperne di più sul lavoro

di Child’s Dream consigliamo

caldamente la visione del

documentario «Child’s Dream –

Zwei Banker auf Sinnsuche». Il

lmato sarà trasmesso domenica

30 dicembre 2012 su SF1 nella

di parlare con vecchie conoscenze. «Si

ha semplicemente la sensazione di fare

ancora parte dell’azienda». Quest’anno a

Münchenstein il divertimento è stato assicurato

anche dal quartetto vocale «The

Duchettes», con canzoni degli swinging

sities come ad esempio «Mr. Postman»

o «Lollipop». In denitiva, dunque, gli

incontri per pensionati offrono al tempo

stesso le informazioni più aggiornate dal

mondo del Credit Suisse, la possibilità di

chiacchierare in modo informale con e

collaboratori e il miglior intrattenimento.

Saremo lieti di potervi accogliere personalmente

anche in futuro e continueremo

a fare del nostro meglio per voi.

TESTO: MARIA RYSER

CHILD’S DREAM – UN’ORGANIZZAZIONE DI PUBBLICA UTILITÀ A FAVORE DEI BAMBINI

Daniel Siegfried (a sinistra) e Marc

Jenni, i fondatori di Child’s Dream.

trasmissione HORIZONTE

nonché mercoledì 2 gennaio

2013 sempre su SF1 nella

trasmissione DOK. Maggiori

informazioni su Child’s Dream

sono disponibili all’indirizzo:

www.childsdream.org

TESTO: MARIA RYSER

FOTOGRAFIA: CHILD’S DREAM , DANIEL SCHWEIZER


FOTOGRAFIA: CREDIT SUISSE

DATECI UNA MANO

REGALATE INDIPEN-

DENZA E SOLIDARIETÀ

Vorreste impegnarvi per la comunità?

Amate i contatti umani e avete una

buona dose di pazienza? Allora diventate

autista volontario presso la Croce

Rossa Svizzera del cantone di Zurigo.

Con la vostra auto andrete a prendere

a casa persone anziane e malate, le accompagnerete

con puntualità nel luogo

desiderato, ad esempio dal medico, e

le ricondurrete poi a casa. Sarete voi a

decidere quanti viaggi svolgere ogni settimana

oppure ogni mese, anche se una

determinata regolarità è molto apprezzata.

A copertura delle spese sostenute

riceverete un’indennità chilometrica e

durante i viaggi di cui vi farete carico

sarete coperti inoltre tramite la CRS da

un’assicurazione RC e casco totale.

Per maggiori informazioni visitare

il sito internet: www.srk-zuerich.ch,

mentre per iscrivervi contattate il servizio

di assistenza ai pensionati del Credit

Suisse al numero: +41 44 333 28 94.

Il servizio di autista volontario favorisce la mobilità.

ST.JAKOB BECK – OFFRITE IL

VOSTRO AIUTO PER UN GIORNO

No, non è San Nicolao che a Natale prepara per voi i

deliziosi tartu al cioccolato. Sono le solerti mani della

fondazione St.Jakob che anno dopo anno producono

63 000 tartu per i collaboratori del Credit Suisse in pensione.

La fondazione offre a oltre 400 disabili posti di lavoro e di

formazione e fornisce così un impegno straordinario per la

nostra società. Vorreste sperimentare una volta in prima

persona come nascono i tanti dolci sogni? Abbiamo riservato

per voi dieci posti per una giornata di volontariato martedì 12

febbraio 2013 dalle 7.00 alle 14.00 circa. Inviateci una breve

e-mail con i vostri dati di contatto e l’oggetto «St.Jakob» al

seguente indirizzo: pensionierte.csg@credit-suisse.com

Il termine ultimo d’invio è il 20 gennaio 2013. I posti saranno

assegnati in base alla data di registrazione. Aspettiamo

con piacere la vostra iscrizione.

VOLONTARIATO INFOPLUS 23

La fondazione

St.Jakob offre a oltre

400 disabili posti di

lavoro e di formazione.


Chi a questa vista non

vorrebbe allungare

subito una mano? Il

cioccolato nissimo di

Aeschbach.

DAL SEME DI CACAO

CHI NON CONOSCE I GRANDI Avrete certamente già venduto

TALLERI D’ORO DI CIOCCOLATO? del cioccolato Aeschbach. O

LA DITTA DELLA SVIZZERA INTERNA siete forse riusciti a non farvi

CHE LO PRODUCE, LA AESCHBACH coinvolgere, a scuola, nella

CHOCOLATIER, È PERÒ NOTA DA raccolta di fondi realizzata

TEMPO ANCHE PER MOLTI ALTRI

attraverso la vendita dei «talleri

d’oro»? E quasi sicuramente

DEI SUOI APPREZZATI PRODOTTI.

una volta o l’altra vi è capi-

NEL NUOVO STABILIMENTO DI PROtato

di gustare il cioccolato

DUZIONE I VISITATORI POSSONO

Aeschbach, magari senza

NON SOLO GUSTARE IL CIOCCOLAsaperlo.

Perché il produttore

TO, BENSÌ ANCHE SPERIMENTARNE

delle più prelibate specialità

LA LAVORAZIONE: CHOCODROMO, di cioccolato realizza non solo

È QUESTO IL NOME DEL PROGET- cioccolato a scopo promo-

TO DI AESCHBACH CHE MOSTRA zionale come ad esempio i

AI VISITATORI IL PERCORSO DAL famosi talleri d’oro giganti,

SEME DI CACAO ALLA PRALINA. bensì rifornisce anche pasticcerie,

panetterie e confetterie

in tutta la Svizzera. Il produttore vende le sue

specialità anche nei propri negozi. Fino a poco

tempo fa Aeschbach realizzava i suoi pregiati

prodotti nello stabilimento di Cham, che esisteva

ormai da decenni. Da ottobre 2012 la storia

di successo viene portata avanti a Root.

CONIGLIETTI DI PASQUA ANCHE A

NATALE SE IL CLIENTE LO RICHIEDE

La porta sul capannone di produzione si

spalanca, e ci troviamo davanti al sogno di

ogni bambino: cisterne alte svariati metri in cui

lunghi bracci metallici mescolano cioccolato

liquido come in enormi tazze da tè – verrebbe

quasi voglia di fare un tuffo in quella sostanza

vischiosa. «Questi contenitori possono accogliere

diverse tonnellate di cioccolato», spiega Markus

Aeschbach, titolare e direttore dell’impresa

di famiglia Aeschbach Chocolatier. «In base ai

desideri dei clienti lavoriamo cioccolato bianco,

nero, marrone o anche biologico. Questo viene

fornito già allo stato uido e viene qui mantenuto

alla perfetta temperatura.» Le rumorose

macchine dissipano velocemente le fantasie, si

prosegue nel posto di lavoro a anco, dove un

impianto già un po’ vetusto produce un grande

tappeto di cioccolato da cui vengono ricavati

i sopraccitati talleri. La macchina addetta a

questo compito proviene in origine da Berna,

dall’azienda Schokolade Tobler. «La maggior

parte delle macchine qui hanno 50 o addirittura

60 anni, ma funzionano molto bene, e dato

che la nostra produzione non richiede molta

tecnologia, non c’è motivo di sostituirle», spiega

Aeschbach.

La visita conduce poi ai locali in cui si svolge ad

esempio la «produzione dei San Nicolao». Collaboratori

appositamente formati «truccano» le

sagome dei personaggi, dipingendo con mano

tranquilla ed esperta dettagli come ad esempio

FOTOGRAFIA: RAUL SURACE


ALLA PRALINA

gli occhi. Inne l’impianto versa il cioccolato liquido negli stampi.

L’intera produzione può essere modicata e ricongurata nel giro

di mezzora. Se ad esempio nel periodo prenatalizio un cliente

desidera 150 conigli pasquali, Aeschbach può fornirglieli nell’arco

di pochi giorni. «Questo mi tra produzione semiindustriale e

lavoro artigianale è una sda quotidiana, che però ci distingue

come azienda e rappresenta un unicum sul mercato. Manteniamo

dunque la essibilità e l’artigianalità di un conseur, raggiungendo

però la quantità e la velocità di una fabbrica», spiega il

direttore. Apre poi la porta su una stanza in cui mi farei rinchiudere

senza problemi per un giorno intero: scaffali pieni da cima a

fondo di praline e tartu già pronti. Cioccolato a perdita d’occhio!

Ma il sollievo si avvicina: si possono infatti gustare le praline

uscite fresche fresche dalla macchina. Afnché questo dolce

peccato possa essere completato, i conseur devono mettersi

UNA (SEDUCENTE) VISITA AL DOLCE PECCATO

Vorreste sapere come il cioccolato viene lavorato,

prodotto e confezionato? In esclusiva per i lettori

di InfoPlus l’azienda Aeschbach Chocolatier offre

una visita al CChocoDromo

di Root. Durante

questa visita

un membro del consiglio

direttivo vi accompagnerà attraverso le

diverse ffasi

produttive e risponderà

alle vo vostre domande. A seguire

Aes Aeschbach Chocolatier vi offrirà

ne

nel ChocoCafé interno all’azienda

caffè, dolci e naturalmente

anche le nissime specialità

di cioccolato.

Il lavoro artigianale

è in primo piano:

i collaboratori aggiungono

a mano

dettagli a ogni pezzo

di cioccolato.

Dove:

Aeschbach Chocolatier AG

ChocoDromo 1a

Hochschwerzlen

6037 Root

Quando:

Giovedì 7 marzo 2013

dalle 14 alle 16

Mercoledì 13 marzo 2013

dalle 14 alle 16

(a seconda del numero dei

partecipanti)

AESCHBACH CHOCOLATIER INFOPLUS 25

all’opera: seguendo le ricette di Aeschbach

mescolano ripieni per praline e tartu che

saranno poi versati nelle cavità degli stessi.

Alcuni vengono poi personalizzati, ad esempio

apponendovi piccoli stemmi cantonali.

«Realizziamo moltissimi prodotti per scopi promozionali,

ad esempio loghi o give-away, come

per questo rivenditore di pneumatici che ci ha

richiesto una ruota di cioccolato. Confezioniamo

tutto in base ai desideri del cliente», spiega

Aeschbach, e ci conduce in una stanza in cui

si accumula materiale decorativo come carta

lucida in dozzine di colori diversi.

CHOCODROMO:

DOVE NASCE E VIVE IL CIOCCOLATO

«Nello stabilimento di Cham la nostra attività

era ripartita su diversi piani. Mio padre era

entrato in questo edicio nel 1978, e allora rea -

lizzava solo prodotti niti come praline e tartu.»

Continua l’imprenditore: «Ho acquisito l’attività

nel 2003 e ho capito che l’intera produzione e

il suo iter andavano riorganizzati e che questi

locali non consentivano più un percorso produttivo

ottimale.» Nel 2010 ha così cominciato a

cercare il terreno per una nuova sede e lo ha

trovato a Root, nel cantone di Lucerna, facil-

mente raggiungibile con i mezzi pubblici e in auto.

Una buona raggiungibilità è molto importante,

perché qui a Root sorge non solo la produzione

ottimizzata, bensì un intero mondo di esperienze

per il pubblico interessato. Il ChocoDromo

mostra l’affascinante percorso dal seme di

cacao ai prodotti di cioccolato niti, e non solo

sulla carta, bensì anche dal vivo: i visitatori possono

così passeggiare per una galleria dotata di

interessanti informazioni sulle singole fasi della

Iscrizione:

Inviateci una e-mail con i

vostri dati di contatto e

l’oggetto Aeschbach al

seguente indirizzo:

pensionierte.csg@credit-

suisse.com.

Il termine ultimo di invio è il

14 febbraio 2013.


26 AESCHBACH CHOCOLATIER INFOPLUS

Lo stabilimento nuovo di Root.

lavorazione osservando liberamente la produzione che

si svolge sotto di loro. La possibilità di seguire in modo

così dettagliato la nascita delle diverse specialità di

cioccolato in questa varietà è unica in Svizzera. Vengono

inoltre offerti anche eventi a richiesta; dalla festa

di compleanno di un bambino all’occasione di produrre

da soli il proprio coniglietto di Pasqua, tutto è possibile.

Aeschbach: «Il nuovo edicio è però concepito anche

in modo tale da poter trasformare i locali a seconda del

tema, della stagione e del gruppo. Qui disponiamo di

«Dietro ai nostri prodotti vi sono

da sempre freschezza, ricette

uniche, lavoro artigianale

e i migliori ingredienti.»

installazioni e locali per seminari da mettere a disposizione

di aziende e privati, e l’intero edicio può addirittura

essere afttato per un evento.»

È disponibile anche un catering, oltre alla caffetteria interna

all’azienda con un pregiato take-away. La gestione

eventi è messa a dura prova, visto che sono più di 50 000

i visitatori attesi ogni anno, ma potrebbero diventare

anche il doppio. «La grande sda è stata dunque rappresentata

da una pianicazione che potesse reggere a un

eventuale assalto di visitatori», ricorda Aeschbach. «Ci

siamo preparati ad affrontare questa eventualità: in caso

di necessità costruiremo altri due piani. Contiamo inoltre

sulla essibilità dei nostri dipendenti.» Gli oltre 50 collaboratori,

alcuni di loro di vecchia data, continuano tutti a

operare anche nella nuova sede. La prevista attività su

sette giorni crea persino nuovi posti di lavoro.

CRESCITA GRAZIE ALLA PASSIONE E ALLA

RICCHEZZA DI IDEE

«Dietro ai nostri prodotti vi sono da sempre freschezza,

ricette uniche, lavoro artigianale e i migliori ingredienti.

Ma con il ChocoDromo volevo andare oltre, mostrando

il nostro marchio e consentendo al pubblico di viverlo

in prima persona.» Non è una crescita a ogni costo

quella che vuole Aeschbach, ma una crescita alimentata

da passione, idee innovative e qualità. E questo suo

atteggiamento è stato accolto con grande favore dalla

SVC SA, che con il suo investimento ha reso possibile

l’ulteriore fase di crescita. «Grazie alla SVC SA abbiamo

preservato la nostra liquidità e con questa la capacità di

azione operativa e nanziaria, e ciò è stato determinante

per noi come impresa.» Finora Aeschbach ha trovato la

collaborazione ottima, improntata a una mentalità di tipo

imprenditoriale e a un minor formalismo rispetto a quanto

solitamente ci si aspetterebbe. «In fase di progettazione

si è ragionato mettendosi sul piano delle imprese,

tenendo conto non solo delle nude cifre, bensì anche di

fattori soft come spirito imprenditoriale e essibilità. E

l’esperienza della SVC SA con le più disparate aziende

è tornata utile anche a me e mi ha permesso di restare

pragmatico e sereno.» Nel frattempo siamo giunti nel

magazzino della ditta: anche se la tentazione di portarsi

via mezzo negozio non può essere ovviamente soddisfatta,

le molte specialità da degustare sono comunque

una bella consolazione. E davvero, un ulteriore assaggio

lo dimostra: dentro a questo cioccolato devono esserci

davvero tanta dedizione e passione.

TESTO: REGULA BRECHBÜHL


AGENDA

L’agenda fornisce una panoramica

degli incontri dei pensionati che si

tengono regolarmente, degli eventi

speciali e delle grandi manifestazioni

annuali.

Aarau

Persona di contatto:

Heidy Hauri, Reutlingerstrasse 12,

5000 Aarau, tel. 062 824 05 01

Berna

Incontro mensile e CS:

Ristorante Côté Sud, galleria stazione di

Berna (scala mobile in alto), ogni ultimo

giovedì del mese dalle ore 10.00

Persona di contatto:

Elisabeth Vakhshoori, tel. 031 972 50 34

Incontro mensile e BPS (bowling e jass):

Ristorante Jardin, Berna, ogni primo martedì

del mese dalle ore 14.30

Persona di contatto:

Bruno Cassani, tel. 031 971 11 25

Losanna

Pranzo e incontro ogni secondo

giovedì del mese. Si svolgono

regolarmente escursioni.

Persona di contatto:

Raymonde Ganty, tel. 021 791 49 63

Lucerna, Obwaldo e

Nidwaldo

Incontro mensile e attività come da programma

(viene inviato nella regione).

Locale abituale Ristorante Weinhof, Weystrasse

12, Lucerna (ogni primo lunedì

del mese dalle ore 14.00)

Persona di contatto: Elisabeth Schilling,

tel. 041 850 48 50 oppure via e-mail:

schillingelisabeth@hotmail.com

AGENDA INFOPLUS 27

2013

Sciaffusa

Incontro mensile come da programma

annuale. Persona di contatto: Urs Mühlebach,

Hofackerstrasse 5, 8200 Sciaffusa

Tel. 052 625 64 81 oppure via e-mail:

urs.muehlebach@bluewin.ch

Soletta

Incontro mensile:

Hotel Astoria, Soletta, ogni primo mercoledì

del mese dalle ore 9.00.

I prossimi incontri avranno luogo nelle

seguenti date:

9 gennaio 2013,

6 febbraio 2013 con successiva

degustazione del treberwurst a Ligerz,

6 marzo 2013,

3 aprile 2013,

8 maggio 2013,

5 giugno 2013,

3 luglio 2013

Persona di contatto per tutti gli eventi

della regione Soletta:

Hans Weichlinger, Hofuren 226, 4574

Nennigkofen, tel. 032 623 63 35,

cell. 079 481 08 07 oppure via e-mail:

hans.weichlinger@bluewin.ch

San Gallo

Incontro mensile: Ristorante Riethüsli,

San Gallo, ogni secondo mercoledì del

mese dalle ore 14.00 (bus 5 dalla stazione

centrale no al capolinea Riethüsli)

Ticino

Offerte diverse deIl Gruppo di Animazione

dei Pensionati del Credit Suisse Ticino

Informazioni, programma ed iscrizione:

info@gapticino.ch o www.gapticino.ch

Winterthur

Incontro mensile e BPS:

Ristorante Freieck, Tösstalstrasse 287,

Winterthur, ogni ultimo lunedì del mese

dalle ore 14.00

Incontro e Credito Svizzero/CS, come da

programma separato. Persone di contatto

per e Credito Svizzero/CS:

Kurt Fuchs, Winterhur,

tel. 052 212 46 62,

Rolf Röthlisberger, Henggart,

tel. 052 316 12 45

Zurigo

Gruppo e Credito Svizzero Rathausplatz,

incontro ogni primo giovedì del mese

alle ore 11.30, Ristorante Elefant,

Zentrum Witikon, Witikonerstrasse 279,

8053 Zürich

Gruppo e Credito Svizzero Aeroporto

Giovedì 18 aprile 2013 incontro informale

alle ore 11.00, Ristorante Sportanlage

Guggach, Käferholzstrasse 40,

8057 Zurigo.

Persona di contatto: Kurt Schär, e-mail

schaer-jaeggi@bluewin.ch

Incontro mensile e BPS:

Ristorante Sportanlage Guggach,

Käferholzstrasse 40, 8057 Zurigo,

ogni primo lunedì del mese dalle ore

14.00 no e incluso lunedì 6 maggio

2013. Attenzione: da lunedì 3 giugno

2013 nuovo nel «Glockenhof» (Glogge-Egge),

Sihlstrasse 31, 8001 Zürich,

dalle ore 14.00

Incontro mensile e Banca Leu:

Ristorante Werdguet, Morgartenstrasse

30, 8004 Zurigo, ogni primo mercoledì

del mese dalle ore 14.00

Le manifestazioni di rilievo possono essere comunicate alla redazione. Considerato lo spazio limitato a disposizione, non tutti gli eventi e gli incontri potranno

essere presi in considerazione.


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possono costituire una sottofondazione –

attuazione professionale e sul lungo periodo

della volontà dei fondatori – infrastruttura

gratuita e molto di più

Fondazione di pubblica utilità EMPIRIS, Schanzeneggstrasse 3, CH-8070 Zürich, +41 44 332 05 01

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