I Processi Politici di Barletta - Biblioteca del Consiglio Regionale ...

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I Processi Politici di Barletta - Biblioteca del Consiglio Regionale ...

I Processi Politici di Barletta

negli

anni

C. DellisantÍ = Barletta

Prem. Stab. Tipografico

1848=1849=l 850 ::

racsolti ed annotati

da Benedetto Paolillo


ALLA VENERATA IVIEMÓRIA I

DI MIO PADRE E DI MIO FIGLIO

CHE ENTRAMBI IL NOME D'IGN AZIO

ORTARONO IN VITA

QUESTI RICORDI

DI AF'il;rllHlruRo


,"?99999?999999999 ffi

A CHI LtrGGtr

Fu cos;tante mio propòruiment? ,fu,

ricerche rti ?to-

tizie e docurnenti, ch,e lotesse?/o interessare Più da ai'

cino Ia nostra città, ferrnarudo,mi su guelli . rrteftenti

Ia storia coroternpora,tnea, i cwi doli rnegl'io determinas-

sero i guattro interessantd periodi del nostro Risor-

girnento.

Paourclti di essi rw. f* data l'opporlunità eto puóblicare;

altri, che ho fra le mani, Ii pubblich,erò fra

non rnolto, col f.rze di ricon,dartí ai iresenti, 1)erchè guas'i

futti gti scrittoii di cose patrie trascuî,arolto f&tti storici

di tale importanz&.

il LorrREDo, ruella slta, magistrale opera sulla

Storia di Barletta, %e ,fu cerdno bensì., %& ",fuS7taolrnente,

rnentre guei rricorrli, passati, ?er così. dire, sotto i nostri

occ/ti, rneritauarul a,aere maggiori dettagli 7vs,lle

Ioro molteplici cit,costoroze clae li precedettero e li sus-

seguirofrto.


Sul periodo del rfgg,,tarato pieru9 /i dfficoltà,

raccolgo tuttora notizie, roaistorudo roegli Arch,iui di

Stato, e irt. gwalche ó'uona cron&ca c{ella nostra Pror,,íncia;

e se rní sarà possióile pr.orruetto di pubbticare

?/na dettagliata rta,?/?/a,zione.

Swlle uicerude del tSzo-2r, essendo'rni riwscito ?neruo

dfficoltoso zl rinaenirneruto di notízie, ?ybhlicai la rnia

operetto,: La Setta dei Carbonari di Barleqta.

Qwelle det ú 48 le pubótico ' ac{esso, rnccolte nei

Processi Politici di qwell'arono, dai qomli si può rileao,î/e

il moz,irnen,to collett'iuo della z,ito cittadina, it ri-

sueglio delle sopite sperareze, le aspit,azioni del nostro

popoto in. fatti di lióertà, fenoru,e%i ttr,tti ch,e preludia-

ao,no alle finolità di ?,tna, ffulza (Jnila, (anto Più c\e

it fetidico grido della ,ircossa,, f* a,î0n?,tnziato dolla

aenerando uoQe di un. Porotef.ce, ed u Lwi s'innrrlzarono

prec[ e beneclizioni da twtto wn popolo grorno ed oppra sa.

Mn pwre gaesto uolta il poteru,te genio del rnale

soprffice e sfficò le ridestate sperarîze, e i destirui

della Patr.ia r.ícadc{ero rcella Più

odzoso delle reazioroi.

Ancora ,ína aolta si passalru??.o tristi aroni i7z gwello

scitr,gur.ato decennio, ch,e a& dal t849 al t85g/ decerunio

pieno di toegwizie e di delitti d' ogni sorta, che lanto

depresse e funestò gli anirni dette popotazzoni itnliaree.

/lh /r, f,nalnaerute

urutalÒa raouella. spwntò do,lla

estrentct Sicitia; - il Gero'io uerudicatore deil' ftaha si

7

ric{estò iro t:wtto ta 1îe'rezz& det sucî,o dritto,' 0d aleg-

gz'ando sulle alfuonte popolaziorui ci ,iotzò l'anelata tibertà.

Le rnen'torie cke stanno tra t'l úSg e tg óo, le

l/ct'ccolsi iru taruti articolt. separati, ch,e puóòticai swl

g'iornale locule Il Fieramosca , nit. rourneri datt'S al

zo, a,wao fV, rgro. '

t/i ko così. espostz' í rniei proponiment.i; ae li pre-

seruto rlei risultati ch.e *aeglio rni solto riusciti coruse-

gwire, clae se non corapleti ne/la loro irutegr-ità, tuttauolta

(z qa(alche cosa, serairolavao. Alutt,o f,dwcia, ch,e il fwtwro

storico cittadino, se' lo credeo-à, ?oh,à g.ioua?,sene dazt-

ua'ntaggio, troz,ondo in gu,alc/ae .wzodo la aia spianato;

e clae se a, Più

array'ie ricerch,e rìuolgerà le inclagini,

potrà rneglio proseguire ne/|ard?,to c&narvdino che lo

condu'rrà a//a rrzeta di cornpletare la nostr.& istoria !


-

RII{GR AZIAMEI\TO

...

Debóp alla sguisita corte:sia delt'àsirnio dottor Sa-

:

uerio Daconto di Giouirr.ctzzo, il possesso di questi im-

,'portanti .docurraenti), che ip fe, più anrai, malgrado : :

/-

.1

futicose ,ricerch,e, rcon riusìryi a frocxtra,rrni. Douera ,

,

6a?nente iI gentite donato,re.

.)

,' ì

Earletta, M"ggl" rgrf.

.r

BgNnDETTo peolrr.,l,o.

Ì

I

,)


COME FU ANNUI\ZIATA A BARLETTA

LA C0STITLJZI0NE DEL ú48 -- :-

-

s

(Dal giornale L'Omnibu.s di Napoli , Í9 febbraio detto anno).

Barletta: Quando giunse la vettura della posta'da

Napoli, e il corriere annunziò la decre tata Costitu-

- ziooe, la piazza di Barletta, famosa per italico fatto,

che vale gloria, in meno che il dico fu piena di gente

di ogni condizione che si abbracciava fraternamente

piangendo di tenerezza. Un ,grido generale si elevò :

aiua Pio IX, uiua il Re, uiaa l'Italia, uiaa Io Costi-

tuzione..L.ggendo che il buon re ri , era insignito

dei color r nazionali, tutti -si ornarono il petto. Té-

rnendqsi qualche disturbo da parte dei maligni, come

in altri rincontri è accaduto, le autorità ordinarono

:

una gu ardia di sicure slcurezza, zza, che in men di un'ora fu

- formata, e che dignitosamente serbò e serba tuttavia

la pubblica tranguillita.


I'2

- -

B.ella e ricordevole fu la sera. del 3 I geqqaio per

tutti i barlettani ! Non vi fu pompa in teatro, ffia la

vera gioia, Ia vera allegria del cuore , La musica

cantata in tale serata non la ricordo, perche dal levare

della tela le grida ,Cegli evviva soffiocarono il

canto degli attori. Solo si fe' sile nzío al duetto': in

ftalia anch,'io sort ruato, rualedetto clti l'oltraggia / tanto

italianamente espresso dat'maestro Pacini; e percio

credo che ,si.'' cantasse La,^Fidanzata- Cors&.

CompaÍve improvvisamente in platea il tricolore;

oh spettacolo di .sincera commozione: tutti lo vene-

ravaoo; tutti lo baciavano: di mano in mano passo

dalla platea ai palchi i un grido di applausi, un inno

del cuore mi assordi, mi rapi ! La mattina seguente

si raccolsero forti somme di danaro per distribuirsi

. a . I ri. I a I a

ai poveri, inabili al lavoro, ed ai bisognosi ritirati.

-

IL 15 MAGGIO 1848

ANTEFATTO.

u Appena nel regno si sparse la nuova degli

avvenimenti della Capitale del r 5 maggio r 848, l.

Calabrie erj il Cilerrto insorsero armata mano. In

Cata nzaro fu stabilito un comitato di sicure zza, cop

a capo il barone Marsico, Intendente della Provincia:

in Cose nr^ fu creato un governo provvisorio, di cui

-fecero parte il colonnello Spioa, comandante le armi

della provincia ed il Pianell che comandava un bat.

taglione di cacciatori ; ed a Filadelfia infine si formò

un campo di B mila uomini, per vendicare i fratelli

trucidati nelle' case, per le vie F sulle barricate di

Irlapoli.

In Puglia, a I ecce, si proclamo il governo provvisorio;

Molfetta si misd. in armi sotto la direzione

di Giovanni Cozzoli: le associazioni politiche di Ruvo

-

,t#

.:

..

i


l14

e di Andria si diedero ad operare alacremente: a

Monopoli si formo il disegno di proclamare il governo

provvisorio, "quirri convenendo . gran numero

di liberali di nostra provincia, con 1o intento di accordarsi

su cio che bisognava operare, in vista della

pericolante liberta.

B:lri, Trani, Altamura ed altri centri importanti

si agitavano egualmente, nè a Barletta il fermento

fu minore, stanteche si discuteva bensi sr.rl d" fare,

.:

ma si stimava attendere le decisioni di altre citta,

specie Bari , a fine di promuovere un' azione collettiva.

A rompere gli indugi, nel vegnente luglio, come

appresso si dirà, nel Circolo politico, che teneva le

sue adu nanze nella chiesa di S. Andrea, fu proposta

la proclama zione di un governo provvisorio e la

spedizione di gente arrnata cla mandarsi in soccorso

delle Calabrie insorte. Ma si I'una che l'altra pro-

posta non ebbero seguito, come provarono gli avvenimenti

che susseguirono e che spiegarono le ra'

gioni di quelle perplessita !

Ed ora, che fu il I 5

maggio I Come e perche

avvenne? Da chi provo cata quella sciagura nazio-

nale ? Per quanto ci sara possibile cercheremo di

indagarne le cause, riassumendole brevemente.

Scrittori, cronisti e fin la stampa di quel tempo,

forse perche scrissero sotto la impressio ne del ter-

rI

j- 15 --

ribile momento, tìon ci fornirono un cotributo esatto

di quei fatti, SU cui si fosse potuto venire a conclusioni

serie, che dovevano e potevano interessare la storia!

E si ebbe che, divagando in conpetture strane

e partigiane, riversavano la colpa ora sui personaggi

che vi figurarono nella tragica sceo3, ora sulla scal-

trezza del principe regrante.

Certo. e che le riforme ottenute nell'alta e media

Italia negli anni '46 e '4T non valsero a commuo-

vere I'animo di Ferdinando II, nè quello dei ministri

del suo governo: e di concerto, è lecito dirlo, atte-

sero che la tempesta si dileguasse, se nza accorgersi

che venivano investiti furiosanlente ! ,

Messi alle strette, e non volendo essere travolti

dall'impeto della bufera, il giorno r6 gennaio r 848,

cornpar\rero sul (( Giornale Ufficiale delle due Sicilie >

gli schemi- delle prime riforme, consistenti in una serie

di decreti intorno alla stampa, alla Consulta di

Stato e alla particolare amrninistrazione della Sicilia,

già insorta sin dal r z cletto mese. .

Questo movimento rifornrista non soddisfece i popoli

del reame, i quali stanchi e insospettiti chiedevano

ben altro che quelle larve di riforme, ma una

larga costituzione addirittura ! Poveri illusi ! dimenti-

carono gli antecedenti fedifraghi di quella dinastia,

domandandosi se era possibile, che un nipote

.non


di Ferdinando IV, poteva spontaneamente largire

una Costituzione -tante volte giurata e spergiurata

dai suoi reali antenati I

A quel tempo non tutti i Carbonari del '2a e 'zr

erano scesi nella tomba: i sopravviventi ?mmonivano

con ogni mezzo la nazione di stare guardinga, e a

non fidarsi deile blandiz;ie ferdinandee: pensasse che

lo spergiuro e il tradinrento, erano le armi ones,te di

quella casa regnante ! ! !

Se non che gli eventi incalzando, il zg gennaio

di quell'anno, furono promulgate le basi di uno Sta.

,tuto, che re e ministri promettevano completare e

pubblicare nel termine di dodici giorni.

Si compose cosi il primo mi'nistero costitorionale,

sotto la preside nza,del duca di 'serracapriola -col por'

,tafogli degli esteri,l "-,Francesco Paql o Bozzelli agli

.interni.

Chi fosse questo. Boz zelli, su cui si fbcero ca,Cere

rilita, ,che ebbero a verificarsi in

c[uell'anno rnemorando, campo d'insidie, tradimenti

e.sciagurel.-Èciòche"diremo.brevemente

,,Rezzelli era un sincerissimo liberale: prese paqte

,ai movirnenti, politici del .ieo e '2r:,seampato al iGà-

. pestro subi 'la carcere e I'esilio per r T anni : e sol


I8 -

censurato clalla sana parte del partito liberale, Presso

cui cadde in sospétto perdendo cti popolarita. Solo

Ferdinando lo incitava 'a proseguire rul falso cammino,

lieto in cuor suo, che la zizzania che spargeva

doveva fra non molto produrre i suoi malefici

ffutti ! ;

La legge elettorale per le elezioni dei depu.tati,

non venne a tempo, e quando giulte era informe

e dissolutrice: I'altra .sulla Guardia nazionale non fu

meglio concepita: di qui malcontento e diffide nze generali.

Di guisache il ministero cliffidando delle esi- '

genze delle popol azioni si mostro i*prevideqte in-

:ìe: e il re incoraggiava Rozzelh a

preseguire; e Bozzel!í vi si prestava inconsciamente,

guidato da un mal genio che il traeva a ruina !

Aggiungansi gli errori commgssi dal governo sulla

scottante. verte ftza siciliana', e gli. altri sulla prolun'

gata convocazione dei collegi elettorali e si avra il

quadro desolante, in cui, autore principale di tante

------ In tanto rimescolio di simulate tendenze, il mini-

stero del 29 gennaio, si dimetteva ignobilmente,

dando luogo ad u n rimpasto che prese nolne dalla

datairrchefucostituito,i16marzo|Lapresidenza

':, fu data al princip" di Cariati, Bozzelli si fece restare

rutorità !

àl suo posto, serbando la sua apparente í

19-

Tra i nuovi ministri vi fu Aurelio Saliceti, i cui

intenti sinceramente liberali, ven nero apertamente

ostacolati clal re; an zi fu detto che al libero linguaggio

di quel ministro, Ferdinando I I lo redarguisse

aspramente , a segro, che indi a poco, costretto a

dimettersi, dovette allontanarsi da Napoli, per tema

di guai maggiori ! Non si mancò di dire, che quelle

dimissioni fossero artificiosan'rente date, corl il pre-

stabilito disegno di semprepitr ostacolare I'incipiente

a.

vita costiluzíonale !

E continuando nei simulati disegni liberticidi, e

v

sopratutto su quello della l,erte nza sicilian?, oramai

divenuta inconciliabile, anche questo ministero, dopo

ventisette giorni di vita, cadde sotto la Reale pre-

pote nza,.. Ciò avvenne il 3 aprile r B4B, giorno in

cui fu conlposto altro ministero sotto Ia presicl enza

di Carlo 'froja, uno dei più insigni storici clei nostri

tempi, àmantissirno delle patrie liberta !

Egli pubblico un programma degno di essere

ricordato ;

' i pu nti cardinali furono : partecipazio ne

alla guerra di Lombardia; il vessillo tricolore ban -

diera dello Stato, orga nizzazione delle provincie, riforma

della legge elettorale, nomina clei Pari riser-

bata al re, facolta conferita alla Camera dei d"putati

di suolgere e rnodr,f.care lo Statuto ! Questo sempre

il pu nto culminante della discordia !


42o-

Re Ferdinandg continqava a lasciar fare: sfruttato

e allontanato Rozzelli prima, Saliceti poi, ora

veniva la volta degli altri ! Cosi compromettendo sem-

aa

pre )re r I mlg mrsliori u(omini del partito liberale, facevali

desigRare alla pubblica riprovazione inetti e turbolenti,

percio indegni ed incapaci di regger_e un governo

costituzionale !

Il quindici aprile furono convocati i collegi elettorali,

i deputati eletti in massima parte, rappresentavanb

le opinioni, i desideri e le- esigenze della

Nazione. La Camera fu iconvocata pel 15 maggio.

A misura che sÍ avvicinava il giorno destinato

per I'apertura del Parlamento, grovi sospetti di tradimenti

rumoreggiavano tra le rnoltitudini della copitale.

In seguito fu dimostrato, che i cortegiani

della reggia, gli austro-spagnuoli, i reazionari di ogni

ri,sma, avevano ricevuti la'iniqua parola d'ordi!" gh'è

a:anziche

dirla, preferiamo rimanerla nella penn" i

Frattanto giung'evano in )rlapoli i deputati delle

' za essere | ' ' Jella imrninente

provlncre, no-n senza essere preventtl (

spaventosa crisi che sovrastarra; nessuno credendola

cosi prossima. Si continuava a spargere la voce

che I'occasione di un conflitto parlamentare sarebbe

surto sulla quistionè del giuramento, tantopiu che

il rninistero, nel pubblicare' il programma della $olenne

cerimonia, aveva detto che i deputati dov€-

vano prestare giuramento al

nu'lla piu !

Nè fu fatta alcuna menzione

sa nel manifesto del 3 aprile,

2l

I'assemblea elettiva il dritto di saolgere e rnodifuare

la Costituzione.

I

Da ciò divergenze.di parere e contrasti continui

ebbero luogo tra i deputati, prima della loro legale

i-

,'

re e' allo Statuto, e

della clausola espres-

,r. .l .

Ta quale conferiva al-.

riuniotr€, dando colpa al ministero, rite'nuto causa di

si funesto incidente e verso cui le odiosita diveni-

vano ogni giorno più latenti e manifeste.

trn tanto rirnescolio di sospetti, paure e titub anze,

venne I'infausta giornata del r 5 maggio. I deputati

furono convocati in una sala di lVlonteoliveto, ove

l'ambiente era già saturo di elettricita, '

rertasi la seduta, la formola'del giuramento,

il tema dell'agitatissima discussione, che

durò parecchie ore, fu a grande magg ioranza re-

spinta ! Non per questo la Camera ne ristette ; anzi

rivolgendosi al ministero lo esortava a' trovare un

rnorlus uiuendi, perchè il dissidio venisse appianato

con le prerogative dei d.putati e del re.

La notizia di quella scissura tumultuosa, si sparse

rapidamente per tutta Napoli, quando a uri tratto

a

si seppe dagli stessi deput?ti, che lungo la via Toledo

erano state erette le barricate. Questa nottzia


22

prOfondamente l'assemblea, i cui membri,

a

certo, non intesero spingere le cose a quegli estremi.

Det fulmineo divisamento che si credette preso, p€r

difeldere le prqrogative costit uzionali, i narratori

contemporanei, non ci dettero sufficienti ragioni ne

dissero che quei segnale di guerra civile, fu tutta

1

opera della reazione se$ente in Corte, la quale da

tempo con malefici artifici era venuta insinuandosi

tra Ie fila dei liberali,'incitandoli a reagire in quel

modo; e a tutti 'fàcendo intravedere che le insidie

e i tradimenti si orclivano irr clanno della Costit uzíon'e !

I liberali all'amo, ed il cozzo fatale

"UUoccarono

non potett'essere Piu evitato !

uditi i primi colpi di moschetro, che partirono dalla

barricatà di S. Ferdinando 'oi.ino alla reggia. Fu'

truppa e il

.la

popolo la mischia fu orrenda. Furono sgui nzagliati

' ' '' 1 reggrmenti svizzeri ' che combattettr ero con ferocia

singolare, e non bastando. i fuochi delle fucilerie si

adopero la mitraglia. I castelli 1n

n alzarono bandiera

rossa, segnale dí guerra, e cannóneggiaqdo I'jnfelice

e bella l\apoli, accrebbero il terrore e lo spavento

'd^ raggiungere il parossismo. I ministri fuggirono

atterriti dalle loró sedi, i deputati sgombrarono I'aula

non potendq resistere alla formidabile irru zisne della

-* 23

briaca soldatesca. In quei tragici momenti, fu detto,

.hg dall'angolo norcl di castel nuovo, Ferdinando II

assistesse alla _ strage con felina compiace nza... .specie

quando i tiri delle artiglierie colpivano direttamente

il palazzo del Parlamentó !

Annottava: e la guerra fraticida rlon ancora ac-

cennava. a finire : ma Ferdinando in quell'ora tre-

menda faceva teleg rafare alle pote nze: estere che

l'ordine regnava a Napoli !

Dopo la sanguinosa giornata, si passò una notte

di angoscie tremende, f indomani fy sciolta la Camera,

sospesa la Costit uziooe , convocato il nuovo

Parlamento pel r o luglio, ffia dopo due mesi fu prorogata

al 3o novembre, e poi, ancora al r" febbraio tB49.

Della qual cosa furono oltremodo inclignati i de-

putati, rna il re con decreto del r 2 nrarzo di quest'ul-

timo anno, scioglieva definitivamente il Pailamenuo !

Qui poniamo termine al truce racconto: alla storia

il compito di . registrare la verità di quegli ec-

cidî I i\oi iàprendiamo a parlare dei processi politici

svoltisi nella nostra Barle tt:a, conseguenza di quei

fatti delittuosi, la cui eco funesta si ripercosse per

tutte le altre città del reame.

Questo il 15 maggio 1848.


-*: 25. *

PKROCESSO r.

I

a

Intitolazione delt'Archiaìo di Stalo ?er Ia Prouincia di Bari, Fescrcor-o

I.

Bafletta, numero r 3 del Registro dei misfatti.

f). Giuseppe Campanile fu Ant., di anni 57, Capitano diLazzaretto

4 di Barletta, imputato di discorso letto in una pub_blica adunanza,

'

tendente a provocare i sudditi a-


2,6

( promesso del t B zo, che te n ne testa al partito

< ava nzato fino a procurarsi pubblici insulti. Segre-

) fu de-

cisa la spedizione in Bari, presso quel Comitato cen-

trale, di un d.putato che fu il Cirillo: )

La perquisizione domiciliaria al Gervasio fu eseguita

il r 3 marzo dal Giudice regio D. Raffaele VIar-

zolla con ristrltato negativo. Il primo interrogatorio

dei testi s'inizió il r 8 detto tnarzo, Giudice Raffaele

Marzolla; essi deposero sulle già note circos tanze,

ma senza caricare le tinte. Il reato fu cosi classicato

dal detto Giudice a r4 aprile r B5o. ( Discorso letto

in pubblica adu nanza, tendente a provocare i sud-


28

diti ad armarsi, contro I'Autorita Reale, se nza che

:a

^one abbia avuto effetto'; articoli I 40 e

la provo( f,bta avuto €fletto;

123 leggi penali, € manda al Procuratore Generale

in Trani. euesti chiede alla Gran corte, che si spe-

dísca mand ato di arresto contro il Campanile, in

data g maggio r 85o. La corte riunitasi il r 3 detto,

prèsidente Bianchi, iVlonticelli e Capacchioni giudici,

Morelli procuratore Generale > poiche dal processo

non risulta traccia del fatto, all'unaninrita ordina re-

spingersi gli ami al Giudice Inquisitore per ulteriori

;ioni. Ît Marzolla, a cui tornò la pratica il

r5 giu$no, interrogo nuovi testi. Il Procuratore Ge-

nerale ai r 3 luglio, in base alle nuove testimonian ze ,

riuscite senza effetto, chiedeva alla Gran Corte ( che

piaccia spiegarsi le provvidenze riserbate >. E la

Gran .Corte riunitasi ai r 5 di luglio, ordina rnao'

darsi gli atti all'Archivio, e , cosi il processo rimase

sosPeso.

29

PTROOESSO TT.

Fescro I. - PnocBsso II. 12, Í85o-r85r, fol. 26, n.o 2, Barletta.

Incartamento sul conto di D. Raffaele Lacerenza di Barletta.

FATTO.

La sqra del zS ottobre tl4g'verso le ore 4 e 'f ;

di notte (circa le 2 3), il dottore Raffaele Lacer enza

di Antonio, di anni 3or cla Barletta, uscendo dal teatro,

nel ritirarsi alla sua dimora, passava davanti la

casa dell' Ispettote di Poli zia sita in via S. Giacoffio,

accompagnato da altre cinque persone, non identi-

ficate, e guardando lo stemma reale , alzò la voce,

dicendo: Qu,onto sei f..., tw, lo sternma, e chi te Io fr

tenere ! Dette parole furono sentite da un tale Giu-

seppe Zicolella intimatore di polizia, che di li passava

per' aaro. -

l

L'Ispettore D. Leopoldo l{otarianni, cui il mattino

seguente fu denunciato il fatto, fece rapporto

al Direttore del Ministero dell'Interno, ramo Polizia,

dal quale veniva I'ordine di arresto irnmediato, che

fu eseguito'il 23 novembre r 8 49. Denunciato quindi

al Giudice regio Circondariale, f). Gioacchino Pro-


3o

logo, questi nello stesso giorpo 2 3, sottoponeva lo

a

imputato ad interrogatorio che riusci negativo. Il La-

cerenza, che come si è detto, Venne arrestato la sera

del 2 3, mentre stava in teatro, il giorno seguente

avan zava domanda di libertà provvisoria; il Giudice

delibero soprassedere, riserbandosi di provvedere

quanclo gli sarebbe stato rimesso f incartamento clallo

Ispettore di Polízia; intanto cosi fubricava il reato.

( Discorso pubblico cc'n cui si è avuto in mira di

spargere il rnalcontento contro il Rèal Governo. I

La polizia intanto dichiarava il Lacere nza di pessima

gondotta politica, per I'associazione continua con gli

i*putati per -gli allarmi del z, 3 e 4 febbraio r84g,

la relazione con f). Carlantonio Gallo, per cui soffri

gli arresti d'ordine del Generale Cav. Colonna' comandante

territoriale'

, , Ma il povero clottore notl stanco, non domo,

ai zB novembre avanza nuova domanda 'di liberta

provvlsona; ' e questa

volta veniva esaudito. I nfatti

con ordi nanza del 29, il Giudice accoglie la do.manda,

ordinando I'esca rcerazione sotto cauzione di,. f)ucati

50. Intanto con quella scarsa pruova il processo non

camrninavar per cui il Giudice ,Distrettuale Marzolla,

ai 2S giugno r 85o chiedeva all'Ispettore di Polizia

a.

del l)istretto nuove e convincenti prLlove e te.stimo-

nia nze a carico del Lacer enza per potere proseguire

3r

il processo . L' Ispettore anche lui, poveretto, non sa

che pesci pigliare, e ripresenta lo Zicolella e altri

quattro testi : De Divitiis, Sacco, Loúero e Musti.

Zicolella è inteso il r 3 febbraio: depone sulle nore

circos tanze, gli altri quattro non san no nulla del

fatto, neo hanno inteso nulla. Insomma il processo

imbastito dalla poli zia, sull'accusa del Zicolella, che

in quel tempo trovavasi sospqso dall'impiego, e forse

voleva riottenerlo con u n bel tratto cli zelo, cadde

perchè nato' morto. Ben se ne accorse il Procu ratore

Generale, che il 2 3 febbraio r 8 5 o, emetteva

requisitoria chiedente la sospensione del processo

a

per insufficienza d'indizii; e la Gran-'Corte riunitasi

il 2 S detto, provvedeva .unlformemente, ordinando

inviarsi gli atti all'Archivio,

' Ma nei riguardi del povero Lace renza è proprio

il caso di esclamare :


32 ,*

€ da alcuni militi, si recava in casa del L,acerenza,

verso le ore due altimeridianer per eseguirvi una

perquisiziofie. La casa clel Lacer enza scapolo ed

esercente la Medicina e la Chirurgia, Si componeva,

come appare dal verbale, ,Ci due stanze ed una cucina,

uo piccolo quartino dunque. Quivi, dopo avere

t'tto rovistato, si sequestrarono 2 5 lettere tta italiane,

ingtresi e francefl; un optlscolo o ponph'let po'

litico, intitolato : Testamento olog'r,"ft d'i trro?îcesco '5ìduer,io

it can rettiere (ri alludeva al faurigerato Del

Carretto), stampato, €d una satira in versi, intitolata

: (Jno paro/a in conf,denza,, manoscritta. (r)

Era stato I'Aiossa, Intendente di Bari' come ab-

biamo sopra accennato , a dare disposizioni per la

visita domiciliare e I'arresto, come appare infatti da

(r) Il testarnento olografo col motto : Render sogliorto gli aomini

irnmsrtati le gran uiriìt, ecl ancora i grandi delitti. Eccone un

iiassunto trovato nell' incartamento processuale. Cor4incia I'anonimo

autore col supporre essere noto nel reame delle due Sicilie il nonre

,di Francesco saverio il carrettiere, perchè mai anima più scellerata

di lui apparve in forma umana. Sotto il suo Ministero di Polizia

seppe essere despota é tiranno, ,facendosi sgabello di satelliti e-gendarmi.

Ma abbandonato dalla fortuna e manifestandcisi i suoi segreti,

era tempo di far noto il suo testarnento ; col quaie lega ir prezzo dei'

suoi 'beni ai poveri, in compenso di due terzi delle rendite ttsurpate

sui condannati di rremiti, sotto conclizione di pagare al gioielliere

di chiaia le gioie che di sua spontanea volontà gti furono rubate :

con dichiar azione che dacche fu eletto capitano per salir sublime sa-

33

una lettera di guesti, in clata '26 gennaio r B5o, al

Sottointendente di Barletta, chiedente un riassunto

o 'gli originali delle lettere sequestrate.

s'imbasti il processo sotto la rubrica per .< cor-'

rispo ndenza politica > .

Il Giudice lV'[arzolla intanto, con ordi nanza clel

30 gennaio r B5o, chiamava a tradurre le lettere

scritte in straniero idioma D. Cristoforo Lauria, napoletano

residente in Barle tta. euesti compiva appuntino

il proprio doyere, e dal testo clelle varie

traciuzioni si ricavò.... null", Frano delle lettere pri -

vate di -amici i nglesi e fran cesi, poiche è be ne ri -

cordare colne il Lacer enza avesse prima di questi

fatti, esercitata con molto onore I'arte salutare in . .

I nghilterra. Ma il povero dottore languiva in un

lno al pensiero Pap:

palardo, 'Insonti, Bandidra, ecc. -Indi lega a Passaro, suo amico,- i[

cerotto dei mustacchi ed a Winspeare.i due denti rimastigli, coi

quali giurò vendetta di lui per essersi opposto al suo volere di far

sttozzare nel 1845 un numero di terlizzesi ; all'iniquo vecchietto di

Campobasso il brachiere con fibia d'oro, a Panicocolo la parrucca :

nulla a I). Angelo S. Nicola, e forse che i diavoli negassero I'aclito,

per timore che usurpasse la potestà anche a Plutone, sebbené co*

l'aiuto di Morbil[+, Campobasso, Cristoforo e Panicocolo sperasse

rittscirvi, pure essi cliavoli assentito in tutte le sue ope razioni, dona

loro I'aninta ed il corpo; e se di cio non fossero contenti donera

anche le anime dei suddetti, che come in vita, sararlqo in morte,

strumerrti del suo volere, Firmato ; t{n arrabbiato !


- 34 -;-

carcere, dal quale il .r 2 luglio, doBo la chiusura

dell' istruttoria, co n u n esposto al Procuratore Ge-

nerale chiedeva la escarc eraziooe , appoggiandosi al

fatto che nelle carte sequèstrategli non si erano

rinvenuti elementi di reato: Ed i,nfatti il Giudi.llnquisitore,

nell'accompagnare i documenti alla Pro'

cura Generale, dava parere favorevole all accusato,

in quantoche,. cosi ragionava il Mazzolla, i due opu'

scoli sequestratigli, se hanno il carattere di opuscoli

{a . . f '

porrtrcr, non di meno manca la prova che il Lace-

renza li abbia dirrulgati, il che puniscono le leggi,

menti.' n.rn abbiamq nel'.Codice arti'colo che ci au-

torizzi apro'cedere contro'.chi semplicemente detiene

t

cotali scritti.

'

^/-i . ^ 1----l:-.

La Gran Lorte, nunitasi "il l3 luglio, su uniforme

richiesta dgl Procuratore Generale, ordinava il La-

,enisse posto in liberta, mandando gli atti

'all'Archivio.

I.

Fascrcor.o I. - Pnocnsso

35

i

PROCESSO TII.

20 l{.o -rze del registro dei delitti.

. Barletta.

Attentato avente per oggetto di cambiare il Governo. - z, EcCitamento

di guerra civile tra gli abitanti di una stessa' popolazione,

e tentativo diretto ad organizzare bande per dividere

proprietà di rlrìa (Jniversità di cittadini. - ,3. Tentativo di vio-

lenza per costringere gi'incaricati di una pubblica amministra-

zione a non fare atti clipendenti dal loro ufficio. - 4. Discorso

pubblico, col quaie si è avuto in mira di spargere il malcontento

contro il Real Governo. Avvenuto in Barletta ai 2, 3 e 4 febbraio

1849:

IMPUTA'TI:

Giuseppe Rossi fu Gerolamo, da ,Napoli, dimorante

in Barletta - D. Gabriele Leone di Fran-

cesco Saverio, di ann i ,7, impiegato comunale

Domenico Davirto fu Raffaele, di anni ,7, fochista

D. Giovanni De Monte, proprietario D. Tommaso

Sarcioà, avvocato Ruggiero ScaraDO, ne-

goziante cli cuoiami -+ Ignazío Stella D. Raffaele

Salminci f). Francesco Leoncavallo - D. Vincenzo

Del Sorcio D. Gioacchino Ortona Rug-

giero Alloggio, agente teatrale - D. Antonino Cam-

panile L- I). Ignazio Scarano, impiegato comup2ls -


36

D. Francesco Gervasio, nego ziante-orefice - ftaffaele

Straniqri D. Andrea Galante

Leoncavallo f). Giuseppe di Lecce - Carlo Davino

- Pietratrtonio Davinobrese

Rirggiero Stellatella . I-uigi Montenegro,

appaltatore -: D. Raffaele dottor Lacer enza rne-

$ico - D. R*ggiero Di Monte, propri"t"rio :f).

Paolo Affaitati, proprietario ^ D. Giuseppe Campanile

- Michele De Nittis, scribente D. Gabriele

Tato, i-piegato D. Salvatore Qe Carli,

avvocato D: ,Annibale Salmincir proprietario -

Vito Cianciaruso D. Francesco Lanza Angelo

Castaglraro di Francesco D. Giuseppe De Carli,

avvocato

Icxnzto PnolrlLo--fu -Gennaro, negozianls (r) Rug

glero Davioo, fuochista Giuliano, Giarnm aria,

R,rggiero e Fr:derico fratelii C"ppabiancar proprietarí

Luigi Chia razzo, se nsale di grano - Ruggiero

Chiaf azzo, sensale di gràno -. Giambattista

Stella D. Tommaso Salminci D. Giuseppe

Musti fu O ronzio, proprietaris' - Giubeppe T.rpputi.

Tutti di Barletta.

(t) Padre dell'autore di. questo lavoro.

37

F"ATTO.

Verso il caclere del giorno 4 febbruio rl4g, la

compagnia di Guardia Nazionale, comandata dal

capitano D, Giuseppe Musti fu Oro nzio, preceduta

da due trombe, moveva dalla suà sede verso il posto

di servizio, dal Palazzo comunale alla pubblica ii^rr^

di Barletta. Allungando volutamentè il cammino col

passare da strade che non erano le solite, rn? piu

frequentate da gente, con grida cli evviva e lo squillare

delle t{ombe si traeva dietro molta massa di

popolo sino al posro di Gtrardia. Qqivi soldati e

popolo, vieppiu numerosi, incitati, emettevano grida:

Viaa la Costituzione, uiua Ia ,Frarccia, .uiua Ia Sicilia,

z,iua Rrgg'iero settùno, aiaa /a lióer.ta. Al chiasso,

alle grida, accorse I'altro capitano della Guarclia lr[a-

zionale D. Gaetano Pappalettere, il quale s'indusse

a provare che cessasse il tumultg, per cu i si f.g"

Iargo fin vicino al Corpo di Guarclia, ma quivi molti

gli si serrarono attorno, e fra questi D. -Gabriele

Leoo€, il quale col cappello in mano voleva obbligare

il Pappalettere a ripetere gti evviva suddetti,

It[egandosi costui fu investito dalle voci di abóasso,

aòbasso, fwort Io spiorue, Si dovette reputare per for-

tunato se pote cavarsela fuggendo, senz'alcgn altro


'-38

guaio che i fischi. e le grida. Si vuole che venisse

-

anche il sottointendente cav. coppola a far da pa'

ciere, ffia con^ lo stesso lieto successo di fischi e d'insulti.

È questo inrrero punto alquanto oscuro nel

'n

; il Sottointendente tron fu invitato a deporre,

nè in alcuno dei suoi rapporti parla di fischi

e d'insulti ricevuti, e se non tle fece parola noi

siamo indotti a credere che veramente.toccò la sua

parte, essendovi chi riporta il fatto per averlo Pre'

sen ziato. Che diamine ! non è piacevole per una

autorita confessare modestarnente di averne toccate !'.

Intanto la climos trazíane sen z'alcuno che la di-

rigesse, diventava piu disordinata, ed ogni storto

aa

caprlcclo del primo arrivato \"eniva, appena proPgsto,

eseguito.

Cosl ftt che, Carlo Davino e il stro figliuolo Do-

menico ed altri ancora, dopo avere eccitate le bra-

mosie e gli odii

terre. comunali (t.),

del popolo contro i possessori cli

guiclando un branco di dimostranti,

( r) Nel 1847 , venuto a Barletta Ferdinando II , promise la di-

visione delle terre demaniali ai barlettani ; promessa che non venne

attuata da parte delle competenti autorità. Di qui l'eccitamento dei

Davino erd altri, i q.r^li credevano in quei moclo conseguire f intento.

Fu solo ai 20 aprile del rg5o, che una ordinanza dell'Inte'dente di

Bari, barone l,uigi Aiossa stabiliva, sotto. date condizioni, la ripartizione

delle terre divisibili, a cui dggiungevansi le altre delle Mez-

zq.îee arenal| dette di S. Ruggiero, S. Nicola e Mercauti'

-:39

si recarono prima sotto il palazzo del Sottointen-

I

dente ad urlare,

"phiedendo la divisione delle terre

suddette, divisione in veri.tà già promessa mà giammai

inlziata, e poscia sotto il palazzo dei fratelli De

Martino, i quali abitavano clirimpetto al Sottointen-

dente, ed erano reputati possessori appunto di quelle

terre co n troverse. --

Questi i fatti nella loro genuinita; si tentò poi

diluir l'accusa, per farci entrare altri casi di reato

e maggior numero di accusati ; si clisse, per esempio,

che si tentò d'inrpedire la parte nza della leva

dei soldati del r B 48, e di opporre ostacoli alle opera.

aaaaa.a

ztont antrninisrtative perche non si sorteggiasse quella

del r84g. VIa tutto cio, pe r quanto si arrabbattasse

il Giudice Istruttore Gavanclari per trovare prove e

indi zri, non fu mai potuto accertare; sicchè, come ve-

clremo, la Gran Corte stessa cassò dalle imputazioni.

Quello che appaÈe certo è che quella dirnos trazione

non fu improvvisata di punto in bianco, o

almeno se lo fu, certo gli animi vi erano già pre-

parati ; infatti alcuni testimoni affermarono che an-

che nelle sere del 2 e 3 febbraio, al montare della

Gr,rardia Nazionale, Si era radunata della gente ed

erano state emesse quelle tali grida, poi tutto era

finito presto, ffientre nella sera del 4, la cosa si

era subito fa:tta piu seria.


40

Che 'fecero le autorita ? -

Passato il primo sgomento, trec giorni clopo, ai

7 febbraio, si muove il Giudice regio circondariale

D. Gioacchino Prologo, e con una lettera al Sottoiltendente,

chiedeva gli elementi necessarî per init

ziare il procedimento penale. I a risposta del Sot-

tointendente Coppola porta la data del 23 (occorsero

quindici giorni per accertare i fatti), e in essa spe-

disce al" Giudice rggio I'elenco cleg| imputati, eccitandolo

acl iniziare subito il processo. Eccitarnento

inutile in verità, perche nello stesso giorn o z J, il

Giudice che non vedeva l'ora di far da sè, chriedeva

al Sindaco di tsarietta, D. Dornenico trlefante' una

nota di cittadini probi ed ttaccati trooo, aLitanti al

.attaccafi .al "i

vióino al Corpo cli Guardia, perchè*avessero poi potuto

depore quali testitnoni. Il giorno seguente, 24,

interroga i primi tesri, i fratelli De Martino fra gli

altri. Molti affermaro no i fatti da noi già davanti

esposti, ma per averne ntito fa,r menzione dalla

voce pubblica; pochi si dicono testimoni di v'ista.

Il 2 S, clopo esple tata la prima prova, il Giudice

Prologo spedisQe il su.o primo rapporto in Trani al

procuratore Generale; continua pero ad interrogare

testimoni il zg, 26, 2T e zB febbraio, nel quale u[timo

giorno viene in Barletta il Gavandari cotì le

funzioni di Giudice Istruttore, ed assurneva 1'ulteriore

4r

istruzione del processo e tanto comunica con lettera

in pari dat'a z8 febbraio al Giudice Prologo. Anche

nello stesso giorno faceva citare nuovi testimoni per

essere intesi in Trani nel suo gabinetto, più diri-

geva all' Ispettore di Pclizia ena lettera chiedente

rapporto particolareggiato sui fatti occorsi e se gli

poteva fornire nuovi nomi di testimoni. Il r o tnarzo

interroga altri testi. In pari data chiede al Sottointendente

nomi di altri testimoni e i notamenti degli

ufficíàli, bassi ufficiali ecl individui di questa disciolta

Guardia l{azionale (poiche pare che dopo gli avvenuti

chiassi, per misura preca uzionale fosse stata

disciolta), i quali nelle sere dei 2, 3 e 4 febbraio

montavano la guardia al posto nazionale, e in esso

potettero trovarsi, onde deporre sugli avvenimenti

occorsl,

Al z dî maÍzo, I'infaticabile Gavandari interroga

nuovi testí, cosi il giorno 3, in questo stesso di, con

ordine trasmesso alla gendarmeria da questa im-

"

mediatamente eseguito, veniva,no arrestati e tradotti

nelle carceri di Trani, non prima di eqsere interrogati

dal Giudice Istruttore, gf impurari Giuseppe

Rossi e D. Gabriele Leone. Questi arresti si eseguivano

d'ordi,n" del Generale Colonna comandante

territoriale. Davino Domenico veniva arrestato il J,

e irrterrogato il +.


42-

Giuseppe Rossi clepose di avere inteso il suono

delle trombe e di aver visto sfilare, dinanzi la bottega,

nella quale lavorav?, la Guardia Nazionale, dalla

quale partivano pure delle grida di : Viaa Ia Costi'

twzionel Non sa altro, e non si mosse dal suo posto,

non abbandono il lavoro per seguire la Guardia"

D. Gabriele Leone non nega di essersi trovato

in mezzo alla dirnostrazione al Posto Nazionale, affimise

che al Capitano Pappalettere fosse stato intimato

di gridare : Viaa la Costitwzione / al che questi,

schermendosi, rispondeva, crollando le spalle, 'Finirà!

,Finit,à ! e che percio gli fu griclato, abÓasso ! Nega

poi ogni a'ltro addebito.

' Domenico. Davioo, interrogato, come dicemmo, il

, affermo che se si fece un giro piu lungo

ili::ol;T';:nhre ra il;i; " se si recero

precedere dal suono clelle trombe, ftr solo per ani-

I

mare il servi zio, che da alquanti giorni si era rila-

.Í..

sciato, e che si gridava: Viua il Re / Viua Ia Cos(i'

twzione ! Tiaa la Gward'ia -Mazionale !

Il T Ínarzo il Gavandari chiedeva i documenti

di rito per gl'imputati.

L'interrogatorio dei

le lunghe; furono infatti

e 2Z marzo; poi il Jo

rnagglo.

testimoni si protrasse per

alcuni interrogati il 9, il z3

aprile e il 2, 4, 7., g e tQ

43-_

Agli B giugno it Procuratore Generale Giov'anni

Chiaia emetteva la sua requi;ito ria; in questa, premesso

un breve sunto dei ,fatti, cosi conclude: ( At-

( teso che dalle, prove raccolte non risulta che il


LA GRAN CORTE:

Bianchi, Presidente; Fato, Presidente di Gran

Corte Criminale, destinato a seivire questo Collegio;

De Marinis, Vice-presidente; Chiaia, Procuratore Ge-

nerale, il quale, dopo letta la sua reqllisitoria, si è

appartato, ài z6 giugno . r B 49:


ALL

44

I

UNANIMITA

Orclio?, che per i reati: eccitamento di guerra

civile fra gli abitanti cli una stessa popol atlone ;

tentativo diretto acl organ izzare bande per dividere

propfieta di una U niversità di cittadini ; tentativo

di viole nz? per costringere gl'incaricati di una pubblica

amministra zione a non fare atti dipendenti dal

loro uffrcio, si conserv-ino gli attí all'archivio, e ritenuto

il solo reatr: di discorsi tenuti in pubblico,

che hanno direttamente provocato'gli abitanti di Barletta

a cambiare la forma di go\reroo, senza effetto;

Ordina: I o per siffatto reato, siano dichiarati in

reale stato di arresto i tre detenuti Rossi Giuseppe,

Leone Gabriele e Davino f)omenico, e che si spe-

disca mandato di arresto contro Giovanni I)e Monte,

Giuseppe Musti E Angelo Castagnaro ; 2o Che si

conservioo, agli archivi, fino a sopravvegn enza di

nuovi lumi, gli atti carico di Francesco Leonca-

vallo, Igna zio Scaraoo, Luigi Montenegro' Ruggiero

De Monte, Paolo Affaituti, Giuseppe Carnpanile,

Salvatore de Carli, Giuliano, Giammaria, Rtggiero

e Federico fratelli Cappabianca, Rrggiero Chiar azzo;^

'Tommaso salnrinci ; 3u Dichi ara non esservi luogo

a procedimento penale contro Raffaele Salminci, Vin-

cenzo Leoncavallo, Giuseppe Di Lecce, Francesco

4i

Calabrese, Ruggi"ro Stellatella, Raffaele Lacer enza,

Michele De Devitiis, Gabriele Tatò, Annibale Sal-

minci, Vito CianciaruSo, Francesco Lanza, e per essi

gli attî vadano in archivio; 4o E per tutti i rimarrenti

imputati riserba le sue clelibe razioni in qualun-

que stato del giudizio a carico degl' imputati presenti.

E cosi, meno pei sei elencati al nurnero t o, si

chiudeva il processo. .

In pari data z6 giugno il Presidente della Grun'

Corte emetteva il decreto di arresto contro Giovanni

De Monte, Giuseppe Musti e Angelo Castagnaro.

I1 giorno seguente 27, pero, i tre imputati, con

loro ista nza, chiedono separatamente alla Gran Corte

un salvacondotto onde potersi presentare innanzi la

Giustizia per discolparsi della imput azione che dicono

calunniosa, e nel tempo stesso avanzano do-

manda di rirnanère a dispo3izione della Gran Corte

sotto un modo esterno di custodia,

La Gran Corte, con decreto di pari data, aceor-

dava, a tutti e tre i richiedentir eus,ttro giorni di

salvacondotto pe.r presentarsi nelle prigioni centrali

di Trani. Il Castagnaro, però, I'istesso giorno zT, ve-

niva arrestato verso le ore r + ( r o a. m.) nella sua

abitazione ad onta clel salvacondotto; esso era am-

malato dei postemi di Lrna sofferta bronchite e di

idrocele, consegue nza di una petecchiale progressiva.


*46

Protestó, con un secondo esposto' alla Gran Corte,

in data zB detto mese, 'contro il suo arresto ille-

gale, comecche favorito dall'accordato salvacondotto,

.friese , .àfrzi, che questo gli fosse prolungato essendo

ancora gravemente infermo e bisognoso di opera-

zione all'iclrocele.

La Gran , Corte, in pari data , a maggiora nza di

voti, ordinava il rilascio in liberta del Castagnaro'

ma non accordava nessuna proroga al salvacondotto-

Ma:per mezzo dell'avv. Luigi Minervini il giorno 30

tornava a pregare per una nueva dilazione, adclu -

cendo le sue condizioni di salute, e d allegando a

conforto un certificato medico, e la Gran Corte con-

cesse altri 4 giorni.

A sua volta Giova'nni Dè Monte chiede una

proroga per malattia accompagnando al . suo esposto

un certificato medico, ed anche a questi la Corte

accorda + giorni ancora.

Ai 4 di luglio il Castagnaro chiede ancora una

fr.r i solitì motivi 'tnitasi

prorb ga per i soliti motivi; ma rit la Gran

.Corte ai 6 di detto. mese, conformemente alla ri-

chiesta clel Pubblico Ministero, rigetta la domanda,

perche Ie constava non essere piir il Castagnaro veramente

infermo.

Intanto D. Giuseppe Musti e Giovanni De Monte,

al quale ultirno era già scaduto il salvacondotto fin

dal 4 luglio, Si resero latitanti ; rarningaro no per

alquanti giorni nelle campagne finche, ai. g di luglio,

furono sorpresi ed arrestati in una pagliaia

della masseria detta Casabiaruca, nel territorio di

Cerignola

Ritorniamolorn un poco indietro per accennare

ai tre detenuti Davioo, Rossi e Leone. Questi in

data zB giugno avanzavano un esposto alla Gran

Corte, per mano del loro avvocato difensore D. Luigi

Minervini ; in quell'esposto i tre imputati dopo aver

ricordato che già da quattro mesi dura la loro pri-

gionia, da prima cioe che a loro carico fosse conr.pilato

il processo; dopo aver protestato la loro in-

noce nza, avendo la Gran Corte legali zzato il loro

arre.sto, elevaoo, contro il disposto rinvio al gir.r dizio,

I'incompete nza della Gran Corte a giudicarli, pgiche

il Pubblico Ministero ha creduto eccepire I'articolo

r 40 delle leggi penali, il quale, appunro, parla

di discorsi tengti- in pubblico, ecc:, ma le voci non

sono da confondersi coi d iscorsi ; voci poi ed evviva

non locuzioni, da non confondersi coi reati di

cospirazione giusta I'articolo r 40. Voci simili, e d.etto

nell'esposto, hanno echeggiate ed echeggiano an -

cora in tutto il regno, voci inconsulte cli giovinastri

eccitati pel rnomento. Dop.l essersi indugiato a ciò

dirnostqare piu ampiamente, chiedoncl che piaccia


48

alla Gran Corte cli' dichiarare la compete nza corre-

zionale, rinvianclo a piede libero gli arestati al Giudice

competente, giusto I'art. I 42, leggi penali.

Ai Z di luglio, pef mano dello stesso avvocato,

anche il Castagnaro, detenutQ, produsse la stessa

ecceziorre d'incompete nza come i tr3 di sopra. Il

Procuratore Generale, ai g luglio, veduto il processo

a cariqo di Davino Domenico, Rossi Giuseppe, Leone

Gabriele ed altri, imputati, ecc.; veduta la domanda

clei sopra nominati Davino e compagni del z8 gitr-

gno ; visti gli articoli r 4c, I 42, ,r +3 leggi penali,

conformemente all'art , r 42 leggi penali ;

CHIEDE:

Dichiararsi la cornpete nza corre zionale e di rinviare

gl'imputati sotto lo stesso modo di custodia

al Giudice Circondarial-. di Barle tta.

Ai r o suddetto mese il vice-Presidente della

Gran Corte, Vincenzo de Marinis, assistito dal Cancelliere

sostituto Scarpetta, interroga i tre ultinri

arrestati, È intesor pe r primo, Giuseppe Musti fu

Oro nzío, di anni 47 , che si protesta innocente: le

grida, egli dice, furono emesse da ragazzi e giovinastri,

i quali, dopo aver toccato qualche scappellotto,

si allontatìarotlo; al Corpo di Guardia nof vi

fu altro; venne il Sottc-rintenclente e tutto trovQ tran-

49

quillo. Il giro non si allu ngo nell'andare al posto

cli Guardia, rna si batterqno le - solite strade, vi fu-

ron?. 1. trombe perche i tamburi erano a Canosa,.

Si era di carnevale, tempo di chiassi e pazzie,

il . \rino ' a vil prezzo, un grano la carafa, guindi

molti giovani erano alticci e facili ad emeftere grida,

le quali, dql resto, furono di : Viaa il Re / Viua la

Costt,tuzione /

Fu interrogato, pel secondo, Giovanni de Monte

fu Ruggiero, di ann í 4r, il quale, anch'esso, clichiaro

calunniosa I'irnputazione. Ammise le grida di : Viaa

it Re/ Viua la Costituziàae/ [liua I'ffuha'! madovuti

a giqvinastri che disperse davanti al Corpo di -Guar'

dia. Tali grida si ripetettero all'arrivo del Pappa'

lettere, ed egli, che trovavasi allora nel Corpo di

Guardia, uscito fuori, vide di che si trattava e torno

a disperdere i gridatori.

Nel dopo pra1r,o, poi,mentre trovavasi nella

propria ' abitazione, fu invitato ad accorrere correre armato al

.

sotto il palazzo dél Sottointendente, perchè vi'si

enrettevano grida, chiedendo la divisione delle terre

cornunali. A.qorse e con le buone gli riusci ,s'edare

il tumulto: non sa altro. Adduce a testi in sua di-

:,

fesa D. Giuseppe de l,,eotre , f). Saverjo Esperti,

D. Mariaqo, D. Vincen zo, D. Giuseppe e D. Fer-

dinartclo Cafiero,

,


5o

Infine fu inteso Castagnaro Angelo fu France-

sco, di an n i 43 t addusse, su per giu, le stesse di-

scolpe d"l precedente, insistenclo nell'affermare non

iptendersi di politica, e non essersi mai mischiato

in alcun disòorso o fatto che vi abbia attin enza..

Piir tardi, nello steSso giorno I o luglio, s! riu-

niva la Gran Corte, composta di tsianchi, Fresidente;

Fato, presidente di Gran Corte, destinato a servire

nel presenté processo ; De Marinis, vice'Presidente,

Lietc, I\Iininni, gitrdi.i i Giovanni Chiaia, Procuratore

Generale, e Scarpetta, Cqncelliere; la quale Gran

Corte, uclito il rapporto del vice-Presidente de Marirris,

Commissario della causa a carico di D. Gabriele

Leooe, Rossi Gir-rsepd, Davino Dornertico,

Castagnaro Arr-gelo, De Monte Giovanni e D. Giu

seppe Musti, imputati, ecc. Visti gli atti, vista la

requisitoria del Procuratore Generale; visti gl'interrogatorii

clegli i-putati, tlusti, De N4onte e Casta-

gnaro ; udito qsso Pubblico Ministero, che oralmente

chiede sospendersi la delibe razione sulla sua requi-

-'

sitoria, sino a .che sieno intesi . i nuovi testi, special-

mentg indicati dall' imputato De Monte;

t.

ALL'urvervrMtrA

-

trd uniformemente alle

nistero, riserba deliberare

richieste del Pubblico Misulla

compete nza ed or-

;I

dina chg il Giudice Is'truttore del distretto, con sol-

lecitudine, interroghi i nuovi testimoni indicaqi dal-

I'imputato Giovanni De Monte,

Nello stesso giorno pur'anche (ri aveva fretta) il

Giuclipe Istruttore, che è il solito Gavandari, riceve

I'incarico della nuova istruttoria, ecl emulando in

preste zza la Gran Corte, rî&nda, 1à per là, al Giu- .

dice regio di Barle tta, I'ordine di far citare i nuovi

testimoni. La citazione è fatta ai r2, ed in ta,l giorno

cominciano in na nzi a Prologo gl' interrogatorì ; i testi

non sanno nuil* di preciso, pur dichi arando lodevole

la condotta clel De Mqnte.

Ai r 2 stesso rnese i detenuti Giuseppe Musti e

compagni, il De Monte compreso, chie.devatro, co-n

un loro esposto, alla Gran Corte, che venisse risolta

la eccezione d' incompe tenza sollev ata il zB giugno ;

ma la loro clomanda non veniva accolta, perche tro-

vavasi ordinato il prosieguo cl' istr uzione, e la pro-

cessura già inviata al Giudice Istruttore ' di Trani.

Ai r B, pero, riunivasi la Gran Coi-te, la quale. a

rapporto del vice-Presidente de NIarinis, de.legaro

nella causa; r'ista la deliberazion e z6 giugno corrente

an no ; vista la dimanda di Dirvino, Rossi e

/\

Uastagnaro, con che si eleva la i ncompete nza; vista

la requisitoria al riguardo 'dei g luglio del Pubblico

Ministero ; vista la del iberazioue clella Gran


52 --

corte del r o corrente ; visto. 1'eseguito prosegtri-

mento e la requisitoria gon

stero ha chiesto che la Gran

rserbate provviden ze; sentito

il quale ha sostenuto- la stla

ALL,4. MAGGICIpAXZ6 DJ QUAT-pRO SOPRA UN VOTO:

it fatto attribuito a Rossi, Davino, Leone, Musti,

castagnaro e De IVIonte, uo delitto previsto dal-

-lecrcri

oenali di cor clel Regio Gíu-

I'art. r+2 leggi gen1li di competenza

dice di Barle tta, cui 'si mandino i cletenuti, sotto il

moclo di, custod ia, ed il processo per l'analogo pró-

cedimento. Lo stesso Giudice pronunziera per

lure '- o I t .

ruttr gr rmputati pei quali la Gran corte riserbo le

sue delibera zioni, e cioe: Saverio Mastrolilli, An- '

)

drea Galante, Tommaso Salminci, Tommaso Sarcirla,

:

i

cui il Pubblico Mtnr-

Corte spieghi le ri-

il Pubblico Ministero,

:.

sudcletta requisitoria;

rdo' Gioacchino

Ruggiero scaraoo, vince nzo del Sor

Ortooa, \uggiero Alloggio,' Antonino C"Ppanile,

Francesco " Gervasio, Raffaele stranieri, carlo, Do-

rnenico e Pietrantonio Davino padre e figli, Igna ?ío

Stella, Ign azio Paolillt' Ruggiero Davitro, Luigi

Chia ra'zzo, Giovanni Stella, Giuseppe Tupputi' -

sballoffiari cgsi i poveri impurari da un giudice

all'altro, furono' dunque inviati al giudi zio del Prologo

in Barletta; a lui si rivolgono il zt, Per ,mezzo

53

clel patrocinatore Minervini, Giuseppe Musti ed Angelo

Gastagltaro, chiedendo la liberta provvisoria;

il Prologo. non trova a deliberare perchè i detenuti

stanno ancora nel carcere di Trani : ma giunti.

nelle ore pomeridiane di quel giorno i sei arrestati

a Barletta, concede a tutti la chiesta libertà dietró

cauzione di duqati 5 " per ciascuno.

Passo cosi un po' dí tempo, quasi due mesi,

senza che gli accusati fossero chiamati, quando fi-

'nalmente ai I3 settembre, il Giudice regio Circon-

dariale, D. Gioacchino Prologo, spedi per mezzo del'

I'usciere Schenober le cedole ai z6 accusati per la

pubblica discussione del processo, intimando tutti i

testimoni per I'udi enza del siovedi mattirra 27 dello

stesso mese. Gf imputati, a mezzo dei ,propri avvocati,

difensori D. Luigi Minervini e Giuseppe Fràn-

cesco di Re nzq depositarono ai 25, clue giorni prima

dell'udi enza, presso la Cancelleria del Regio Giu-

dicato, le varie posizion i a loro discolPa, indicando,

pel proprir: discarico, numerosi testimoni. Il giorno

appresso , 26, it Gi'udice Regio, sempre d, mezzo

clell'usciere D. Carlo , Sche.nobgr, fece citare iurii i

testi indotti a discarico, oh9 erano, nientemeno, r44,

per l'udie nza delll indomani e per le ore 14.

L' indomani s'iniziò il pubblico dibattimento: al'

I'ora prestabilita si presenlarono, all'udienza, tutti gli


-î- 54

i.putati, meno D. Gioacchino Ortooa, il quale,

come in questa, cosi in tutte le altre udie nze, fu

sempre contumace. Assunse la fun zíone di Pubblico

Ministero D. Sa;ur'roo ,De Bìtonto ; degli imputati

D. Giuseppe Mu.sti e D. vin cenzo del Sordo f,rono

assistiti e difesi dall'avvocato D.' Giuseppe di

Re nzo: D. Antonino Campanile dal proprio padre

D. Giuseppe, e tutti gli altri dal Minervini.

Dopo I'appello degf imputati, presa nota dell'as.'

senza dell'Ortoo?, é stabilito di procedere contro

di lui in contunracia, fu data lettura clell'atro di ac-

cusa, della delibe razione della Gran Corte, da noi

già riportata, degli interrogatori subiti precedentemente

dagli imputati, delle note dei testi a carico

e discarico.

Arrivati a questo punto i diferrsori chiesero ,Ci

parlare elevando parecchi incidenti e primo eccepirono

ia presc rizione del reato, ragionando cosi :

Il reato è avvenuto il 4 febbraio cli quest'anoo, vi

fu poi procedinrento penale, ffi& questo non fu sostenúto

dal Giudice che solo ne aveva la compe-

tenza ed il diritto ; e la compete nza dell'attuale Giudice

fu solo riconosciuta ai r B luglio scorso, per

cui tutta la processura sinora formatasi fu illegale,

e conle tale deve cadere nel nulla ; ora il Giudice

Corre zionale citò gl' imputati il r 8 corrente, sette

55 ))

mesi dopo commesso il reato, il qtrale, seconclo le

leggi, si prescrive clopo solo tre mesi ; in forza dun-

que della legge gl'inrputati der,'orro andare prosciolti

da ogni im putazione.

Protestarono poi gli avvocati, in linea secondaria,

contro I'intrusione nella causa, in qualita di testi-

nroni, di molti individui di cattiva fama, ognuno dei

quali aveva parecchi carichi penali sulla cosci etrza.

Il Giudice rigetto tutte queste eccezioni con decreto

letto all'udi enza ecl ordinò proseguirsi il di-

battimento .

Cornincio cosi la sfil a.ta clei testi di accusa, che

furono circa u na ventina; dopo I' interrogatorio cli

buon numero di essi, il Giudice, per I'ora ava nzata,

sospese I'udie nza rimandanclo il proseguimento al

['ottobre.

Nella seconda giornata d'udie nza che s'inizió alla

solita ora, gl' imputati, i testimoni, gli avvocati tutti

si trovarono al proprio posto.

Durante la prima parte dell'udienza, continuan-

closi I'escussione dei testimoni a carico, si ebbe un

incidente : alcuni testimoni che in periodo istruttorio

avevano caricato le tinte ai dan ni di qualche im.

putato, in pubblica udi enza si disdissero ;- cio se poteva'tornare

utile per i poveri imputati, non piacque

al Giudice, il quale clopo averli tartassati, cer-


56

a

cando di far loro dire qttello che non avevano ln

animo, ritenendoli mendaci e reticenti, li fèg. arre-

stare, te'nendoli ad esperimento nel carcere

S'incomincio, guindi, I'interrogatorio dei testi a

discarico, e dopo averne irtteso buon nunlero, si

sospese I'udi enza per I'ora tarcla,- rimandandola al

giorno 9, prer I'ora rnedesima.

Alla terza udie nza sfilarono numerosi altri testia

a. I r- F

moni, poi, verso la fine, fatti richiamare i testimoni

reticenti ed in istato di arresto, si procede a varî

confronti, nei guali vi furono molte corì tradizioni,

(r) Oltre questo incidente, ve ne fu un_ altro, che, p€r la sua

cinica comicità, vale Ia pena riferirlo. I)urante I'escussione dei testimoni

a carico, reclutati dalta polizia, fuv vene uno tra essi , cle-

rrominato l|,[angiauient ; il quale, àd arte, ntostràitosi restìo nel ri- .

sporìclere alle .interro gazioni del Giudice, disse ,Ci non potere parlare,

peiche tutta la Nazione voleva ucciderlo; e per Nazioue, ii

malvagio, voleva intendere'la GuarcJia Nazionale. I1 Giudice com-

l)rcilclcn.-lo I'insicliosa trovata, I'obbligo a vedere, s€ tra i presenti'

riconoscesse qualcuno dei supposti uccisori. Man,gittznent, volgendosi,

fissò gli sguardi su mio padre,. €d esclamò : tJue sti b turo di guelli !

tJna iiarita generale accolse I'insidiclsa accusa, e rnio padre, passati

i pritni mornenti di turbamento, motteggiando I'abbiettq spione, gli

rivolse it volgare amnlolrimento :

F'aci 'à rnorte d.i ti cane

e le r\ate .si 1-rrolungarono tra gli astauti.

( t).

j7

nuove* versioni dei fatti, si ripeterono le vecchie

accuse o si tornarono smentirle, fabbricandone

delle altre, per cui il Prologo li rimanclo in prigiooe,

deferendoli "l Procuratore Generale in Trani,

per ulteriori provvedimenti.

Sospesa I'udien zà, fu rimandata al 5 novernbre;

ma in questo giorno non vi fu nulla, essendosi chiesto

e ottenuto u tl rinvio al 20 dello stesso mese'

per essere infermo 1'avvocato di Re nzo, I'at'vocato

Mirrervini in \apoli, tra[tenuto da altri doveri proftssionali

presso quella Corte.

Si venne cosi alla q.uinta udi enza che veramente

sarebbe la qu arta, non tenendo conto della precedente

e che fu l'ultima.

Intesi gli ultimi testimoni fu invitato il Pubblico

l\Iinistero ,D . Sauino De B,itorzto, a fare la sua requisitoria,

e questi, e logu,eruternerzte, se ne sbrigo in

due parole , rinoette rer{osr?oe alla Giustiz ia / Qtindi i

difensori incominciarono le loro arringhe, alla fine

delle qr-rali il Giudice sospese 1'udie nza, ritiranclosi

in Camera di Consiglio per cleliberare.

Riapertasi I'udi enza, dopo utì'attesa non brevel

ne lieta per i poveri impu tati, il Prologo lesse la

seguente sentenza, che noi integralmente riportiamo;


iri

s

58

T.ERDINANDO II

PER LA GRA ZIA DI D T O

Re DEI, Rncxo DELLtr DUE SIctt.tE .E Dr GBnusALEr\{Mtr

GneN Pnrxcrpn EnrrDrr.ARro Dr Toscnxa

Ducn DI Pannte, PtacENZA E Cas'rno, ecc. 'ecc.

Noi, Gioacchino Prologo, Giudice del Circondario

di Barletta, assistiti clal Cancelliere D. Ottavio Spera,

e con I'intervento' del signor Primp. trletto f), Sa-

aireo De BitonÍo incaricato delle fun zioni di PuÒólt'co

Jtr(irzt's tero

Nella causA correzionale a carico di Rossi Giu-

seppe, I)avino Domenico fu Raffaele, D. Gabriele

Leore , D. Giuseppe Musti, Angelo Castagnaro,

Giovanni De Monte, D. Saverio Mastrolilli, D. Andrea

Galante, D. Tommaso Salminci, D. Tommaso

Sarcina, Ruggiero Scaraoo, D. Vincenzo Del Sordo,

D. Gioacchino Ortooa, D. Antonino Carnpanile,

Ruggiero Alloggio, D. Francesco Gervasio, Raffaele

Stranieri, Carlo Davioo, Domenico Davino di

Carlo, Pietrantonio Davino di Carlo, Ig nazto Stella,

Ignazio Paolillo, Rrggiero Davioo, Luigi Chiarazzo,

Giovanni Stella, Giuseppe 'f'upputi.

udito gl'imputati e i rispettivi difensori, abbiamo

elevato la seguente quistione : ( Corusla che i sun-

-- 59

nominati abbi?no com messo il delitto di cliscorso

tenuto in pubblico, che ha direttanlente provocato

gli abitanti di Barle tta, a cambiare la forma di governo

se nza effetto ?

Considerando desumersi dal processo scritto, non

che clalle deposizioni giurate da testimoni a carico,

già intesi in discussione pubbllca....

Dichiariarno: consta che D. Gabriele l-,eoDe ,

D. Saverio Mastrolilli, D. Andrea Galante, D. Tom-

maso S"lminci, Domenico Davino fu Raffaele e Gitr-

seppe Rossi abbiano conìmesso il reato di cui la

prese n te causa

,Non corusta che I). f'ommaso Sarcioa, Ruggiero

Sc;ararro, D. Vincenzo Del Sordo, D. Gioacchino

Ortooa, Ruggiero Alloggio, D. Antonino Campa-

nile, D. Francesco Gervasio, Raffaele Stranieri, Carlo

Davino ed i costui figli Donrenico e Pietrantonio,

Ignazio Stella, Icue uo PnoLIt.L(t, R,rggiero Davioo,

Luigi Chiarazzo, Giovanni- Stella, Giuseppe Ttpputi,

D. Giuseppe. lVlusti ed Angelo Castagnaro,

abbiano conlmesso il reato suddetto (t).

(r) E va bene : non costb per f). Tomrnaso Salminci e g-li altri

seguenti che comnlettessero il reato ioro imputato, nla si orclirrò

che Sli atti loro rigtrardanti fossero conservati in archivio sitto alla

sopravvenienza di nuovi lumi ! non solo : Iìla si orditrò ptlre che i


6o

Circa la pena: Consiclerando che il delitto in

ispecie, è preveduto dall'art, r42 delle leggi penali :

visti gli articoli 26, 3I, 34 e 5I leggi penali, con-

danniamo essi D. Gabriele Leoo€, D. Saverio Mastrolilli,

D. Andrea Galante, D. Tommaso Salminci.

Domenico Davino fu Raflaele e Giuseppe Rossi a

thrn areroi di prigioroia 'ciascuoo, non che a, dare ,sicurtà

di lora buona condotta per tre anni e cia-

scuno- colla malleveria di ducati cento, e nel solido

al rifacimento delle rspese del giuclizio anticipate dal

Real 'fesoro, liquidAte in ducati S+ e grana Bo.

Ordiniamo, infioe, di conservare gli atti. in archivio

a riguardo degli altri prevenuti sino alla so-

pravvenienza di nuovi" lumi.

Dovett'essere una ben triste sorpresa per I\'Iastrolilli,

Galante e Salminci fino allora lasciati tranquilli,

il.vedersi compresi fra i condannati al carcere ;

loro nomi fossero trascritti iu apposito registro di polizia, con le

seguenti indicazroni : cito quelle riguardanti mio padre.

c Ignazio Paolillo fu Gennaro, nativo di Barletta, di condizione

mercante ai mercerie, di anni 32, coniugato con figli; è uomo pe-

ricctlosissimo, capace a sollevare il popolo contro I'Autorità Reale

e cambiarne la fornra di governo : perciò si segni nel ,libro nero,

dichiarandolo attendióile potitico,'sottoponendolo alla sorveglianza

speciale, con divieto di concedergli passaporti per uso del -suo commercio,

nei reali domìnî del Regno D , Et qu,i potest capere, capiat !!!

* 6l -:-

.a

i quali n se ne stavatro, ma ricorrevano tutti in

appello avverso la sente nza cQÍrez,ionale.

Il 2 3 D. Tommaso Salminci e D. Andrea Galante,

chiedendo un modo esteriore di custodia; il

z S il Giudice Prologo ernana un'orcli nanza, coll cui

stabilisce che rinrangano a piedi liberi, dietro cau-

zlone cli ducati 5o, con la gara nzia dei rispettivi

fratelli degli appellanti, quali consegnatari per il

primo D. Vincenzo Salminci, e pel secondo D. Fran-

cesco Galante.

INello stesso giorno 25, dichiaravano appellarsi

D. Saverio Vlastrolilli, chiedenclo anch'esso di continuare

a godere della libe rta provvisoria : il Gid

dice, conìe per i duq primi, accoglie la richiesta,

con la medesima cauzione di ducati. 5o, e con la

garan zia del dottor fisico D. Benianrino Curci di

Angelo.

Infine, anche aí 2 5, Davino; Rossi e Leone si

appellano, chiedendo un modo esteriore di custodia,

ed anche per questi fu 'accolta la richiesta del Giudice,

dietro sola cauzione di denaro.

nervini.

Assisteva i sei appgllanti I'avvocato I uigi Mi-

L' appello doveva discutersi inna nzi alla Gran '

Corte Criminale ; il 29 dicembre il Procttratore G.:

nerale Veduti gli atti a ca_rico dgi sei condan nati


6z

appellanti ; veduta la sente nza; lerto l'rppello pro,

dotto, chiecle che sia discusso, intese le parti.

Ai r B gennaio r B5o un decreto clel Presiclente

di Gran Corte, f). Angelo Fato, ordinava citarsi i

sei appeilanti davanti la Gran Corte Criminale di

t-T'l a . .

Trani, pel mattino del 5 febbraio prossimo veniente,

con la con tinuazione, per assistere alla discussione

dell'appello.

Il zB gennaio il Minervini presenta-i motivi di

appello,-che furono r 3, principali tra essi; la pre-

scrizione, I'aver giudicato su deposti di festimoni

mendaci e perciò in istato d'arresto, aver negato

. dei confronti richiesti nell'interesse dei giudicabili,

il non aver dato in ultirno la parola agl'imputati.

Il giorno avanti di decidersi I'appello,' cioe il

4 febbraio, il Minervini trovavasi in Bari, dalla quale

citta non poteva muoversi sen za il permesso del

- Sottointendente, che, naturalmente, glielo negava

(trovavasi a confine ?), non potendo, guindi, assistere

..1.1 ..A.Ar.i

i sei appellanti inna nzi la Gran Corte, chiedeva, al

Presidente di essa, con un suo esposto, un diffe-

rimento.

Tl' t I'udi enza della Gran Corte, e in

rt 5 st apre I uctl enza

,

essa il Presidente. Bianchi, emette un decreto in

merito all' ista nza Minervini' con il q.iale : poiche

aaa

rnotivi addotti per ottenere un differimento,non

, Camera di Consiglio, dove visti gli atti e la sen-

sono legali rigetta I' ista n?a medesima, potendo il

N{inèruint, farsi ..r,appresentare da altro procuratore,

ed ordina s'inizi la discussione dell'appello.

Ma subito dopo si presenta all'udi enza I'avvocato

D. Raffaele Casitro, dichiarando assumere egli

'/

la difesa di D. Gabriele Leone e socîr p€r cui il

presidente - differisce la causa al 6 febbraio, giorno

successivo.

Ed infatti riunitasi in tal di nuovamente la Gran

Corte, íl Pubbligo Ministero chiedeva dichiararsi

decaduto I'appello del Mastrolillir p€r non giustificata

cauzion e e rigettarsi quella degli altri.

La Gran Corte sentito il difensore, ritiravasi in

tenza impugnati; visti i motivi di appello

: At,t,'uNeurutri,'

Conforrnemente alla requisitoria del Pubblicoa

Minístero : -

Dichiara D. Saverio Mastrolilli decaduto dal-

I'appello, e rigetta I'appello prodotto dai signori

D. Gabriele Leotre, D. Andrea Galante, D. Torn-

maso Salnrinci, Domenico Davino e Giuseppe Rossi;

ordina che , Ia sen tenza impugnata si esegua in tutte

le sue parti, e conclanna gli appellanti alle speÈe.'

L'ultimo atto di questa triste odissea di guai è


appresentato dal ricorso inna nzi alla Corte Suprema

di Giust;izia, presentato il 6 marzo dall'avv. Miner-

a a ' r i lr

vini, per I'an nullamento della decisione della Gran

Corte Ctiminale di Trani, in grado di appello il

6 febbraio.

I motivi prodotti per il nuovo ricorso furono, su

per giu, gii stessi presentati inn anzi alla Gran Corte.

Il ricorso {, giuclicato il r o maggio r B 5 o. [,a

Corte Suprerna di Giustizia, Canlera Crit":nale, era

composta del cav. De Luca, fu n zionante da Presi-

denté ; Laudati, comm. Sarlo, Croce, Rosati, Ma-

gliani, ca.v. Perillo, Spaccapietra e Gigli, consiglieri ;

Gallotti, avvocato generale; Scarpe tta, Cancelliere ;

relatore il Coàsigliere Rosati.

La Corte Suprerna, tal fu il suo giudicato, attesoche'

non regge alcuno ciegli acldotti assunti ;

veduto 'l'art, 32 S legge di procedura 'penale :

Rigetta il ricorso, ordina I'ese cuzictne della sen-

tenza impugnata, e conclanna i ricorenti solidal-

mente alle spese,

Agli B e g luglio r85o, furono arrestati, i sei

condannati e rinchiusi nel carcere di Trani.

Questi i famosi processi irnpastiti dalla polizia, che ad ogrri

costo voleva che vi fossero dei rei di Stato, arrche nelle piùr innocrle

nranifes taziotti popolari ; processi cli tale fatto, che non lrartuo riscort-

:- 6tt

tro negli annali della Magistratura! Giudici corrotti, pronti a curvare

la schiena ad ogni atto d'ingiustizia, si trovarono a portata di mano

in quei tempi calami[osi, e' sel1z'alcuna dignità, perdendo. ogni vestigia

di pudore, non trovando colpa negli accusati, pensarono che

il semplice grido di : Viz,a la Costiluzione ! fosse ritenuto come di -

scorso sovversivo tenuto in pubblico tendente a cambiare la' forma

di governo e di ribellione contro I'Atuorità Reale!

Ma non solamente a Barletta avvennero questi rnostrurosi pro-

cessi r ítr tutte le più cospicue città del reame vc ne furono dei simili,

e dalle colluvie voluminose degli atti processuali, mandati alla

direzione generale della polizia in Napoli, Se lle perpetrarono altri,

in cinra ai quali qtrello ctell' Urùtà' fta'lía,nta .l

La storia, inorridita, registrò tutte tluelle malvagità I


APPENDIEE

LA Rtr AZIONtr BORBONICA DOPO IL r 848


.

_t

Copia dal volume dglle Deliberazioni del Decurionato di Barletta,

' r9So, N.o 96.'- Supplica cli cittadini barlettani e f)ecurionato,

. all'Augusto loro Re Ferdinando II.

L'anno r B5o, il giorno 2a giugno, in 'Barletta.

trl Decurionato ,Ci Barle tta, rappresentante il Co-

mune ed i voti di ciascun cittadino, rammentando

che I'Augusto e Venerato Monarca delle Due Sicilie,

Ferdinando II, si è sempre d.gnato versare

su questa fedelissima citta i tratti della sua alta

clem enza, reputa stretto dovere umiliarsi ai piedi

delllAugusta e Sacra Persona del suo Re e Sua

reale Dinastia i sinceri omaggi di sudditanza, fedelta

inalterabile erl attaccamento; e comeche per

effemo delle politiche vicissitudini, gli abitanti .di

questa citta trovansi di avere umiliata alla Sacra

Persona del Re, Nostro Signore, le piu fervidi preci,

perche egli assuma la primiera pien ezza dei suoi

poterí, esercitando il solito paternale reggimento,

pe1 effetto del quale contento e florido ha reso per


7o

tanti an ni questo , I{eanre, ecl ha f ornrato la, felicita

clei suoi suclcliti ; cosi, a dimostrare pir-r solennemente

i voti dei cittadini Barlettani, il Decurionato, rin -

graziando preliminarmente il Real Governo, tànto

pqr la epigrafe scomparsa sul giornale ufficiale, che

per la restituita antica forma del giuranlento, uoendo

le slre suppliche a quelle cli tutti gli abitanti, nomina

una Depu tazione composta dei sig.nori Marchese

D. Raff,aele Bonelli, cav. D. Giovanni Esperti, e

colonnello D. Michele De Nittis, la quale esponga

personalmente al vivo della voce ai piedi del Trono

i voti u nànimi di questa citta di sopra espressati,

ed implorino sulla stessa citta, dalla Sovrana cle-

me nza, i tratti sempre benevoli e generosi del paterno

cuore del nostro Sovrano, che renderanno

sempre piu lodato, benedetto e glorioso fra i Re

il religigsissimo Ferdinando II. Cosi conchilrso, ecc.

Firmati: il Sindaco: Antonino Damato; il Decu-

rione-Segretariq : Giorgio Guerra; i Decurioni : Mi-

chele Larovere fu Francesco, Giuseppe Spera, Giu-

seppe Milcovich, G. Cafiero, G. Barracchia, Ferdinando

Cafiero, Michele Izzi, Giorgio Esperti, Pa-

ta-

,

squale Fusco, O razio Centaro, Gaetano I'"ppalettere,

Andrea Musti, Fedele Centaro, Antonino Rossi, Vin-

cenzo Damato, . Spiridione Ricatti, Francesco Saverio

De Leooe , Pasqùale Marchese.

7r

N. ro1.

. Raffaele llonelli per presentare 1o indirizzo al Re (l). G. ).

t,'anno r 85o, il giorno 30 del mese di giugoo,

irt continuazione: Il signor .sindaco Presidente- ha

esposto che il Marchese D. Raffaele Bonelli non ha

potuto accettare lo incarico afficlatogli da questo Decurionato

co n delibe razione del 20 giugno ultinro

N.o 96, per cui era mestieri nominare altro soggetto

in unione del Colonnello D. Michele De Nittis e

clel cavalier D. Giovanni Esperti .

Il Decurionato, inteso il signor Sindaco ;

Visto il foglio del Marchese Bonelli del I o volgente

mese (t) ;

Considerando essere icloneo per la missione, cli

cui è oggetto la clelibe razíone del 20 giugno I{.o 96,

il Mnggiore del Genio D. F-rancesco Sponsilli ;

Alla unanimita surroga, in luogo del Vlarchese

f). Raffaele Bonelli, il tlaggiore del Genio D. Fran-

(t) Il marchese Borrelli si rifiutò di far parte di questa cleptitazione,

perchè uomo d'intemerata coscien za, non si sentiva far suo,

I'atto clel I)ecurionato barlettano, col cluale si costringeva il Re a

strlrprinrere la Costitu zione giuratat. Consigliare uuo spergiuro non

era possitlile in rluell'animat religiosarnente onesta.


il

li

{

k

72

cesco Sporrsilli, a cui sarà rimessa copia della cen-

nata deli berazione 4"i 20 giugno ultimo l{.o 96.

Cosi conchiuso, letto ed approvato.

Firmati-: Il Sindaco: A. Damato; il Decurione--

Segretario: Giorgio Guerra; i Decurioni: G. Cafiero,

G. Barracchia, V. Damato, M. Larovere, G. P"ppalettere,

A. Musti, Giorgio Esperti, Pa-squale Mar-

chese, G. Milcovich, A. Rossi, O razio Centaro,

G. Spera, Fedele Centaro, Pasquale Fusco.

CONTII{UA

LA REAZIONE BORBOIIICA

Sottointendenti dal 1848 al

1859 del Distretto di Barletta.

Conte Michele Amari r B 46- 4T ; Barone Francesco

Paolo Coppola rB4B-5t; De Felice I85r-52;

Cav. Giuseppe S.anfelice r 85 z ; Cav. 'Nicola M. Santoro,

settembre I B Sz-59 ; De Bellis I 85 9-6o.

D. Nicola Maria Santoro venne in Barletta come

Sottointendente verso la rnetà del r B 5 z, fine settembre,

quando piu infieriva la reazione borbonica,

e ando via nella fine di seftembre r 859, essendo

stato nominato, con decreto del . 29 agosto I 8 5 9,

direttore provinciale dei dazi diretti del Demanio

di 2u classe, clella provincia cti Acluila, col mensile,

di duclti 9or p&ri a lire SBz,5o.

Nei- sette anni circa ehe governò il Distretto si

distinse pef le sue prepo tenze, per gli arbitrî e per

le ferocl persecuzioni contro i liberali, che euafifi:

cavali col titolo : nemici del Re, IJasta l"ggere i suoi


74

cliscorsi, che si trovano nel volu Ine : t/iscc//tr,tzea,

esistente nella nostra Biblioteca comunale < Sabino

Loffredo > per intuire che uomo fosse ! trortunata-

I

mente si mise in contrasto con I'Arcivescovo di

Trani e Nazareth, D. Giuseppe De Bianchi-Dottula,

il quale molte volte gir-rnse a mitigare le cose, ffiediante

le sue relazioni, le ingiusti zie ed i soprusi.

Si tremarra (alla lettera) di lui, come di un despota

efferato, e fu fortu na che per rapporti si giu nlg a

vedercelo tolto nel settembre del ,r 859, perchè nella

fine di quell'anno e nei primi sei mesi del r 86o,

ci avrebbe moltiplicate le sue persecuzioni e forsé

rovinate molte famiglie. Il T settembre r B6o,' entrata

di Garibalcli a Napoli, un suo ritratto trovato

nella Sotio Prefettura, fu ridotto a brandelli dalla

gente che da su 'quei balconi acclamava all'ltalia,

a Garibaldi e a Vittorio Emanuele.

Fin qui F'. S. Vista cli Barletta; sentiarno ora

il De Cesare nella sua opera . la Firue d'rr,ra reg'îto,

volume 2u, edrzione III, pag . r z6 e seguenti :

Quello stesso an n o r B 5 6, per effetto clelle rinascenti

spera nze italiche clopo il Congresso di Parigi,

fu uno dei piu memorabili per persecuzionì

politiche, e si chiuse con gl'infiniti arresti per il

. tentato regicidio (Agesilao Milano) degli B dicembre,

A Trani, nella notte del z6 agosto (dovreb-

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b'essere clel r 8 S Z) fúrono arrestati fr:oclorico e

Carlo Soria, e Giuseppe Insanglrine: e due giorni

dopo Rafraele Trerotoli e Lorenzs Festa-Campanile,

avvocati di chiaro nor4e, tranne I'Insanguine che

era prete e professore cli matematiclre. Vennero tradotti

al Castello, e si temevano altri arresti, perche

era giunto un Comnrissario di poli zia da Bari.

Si scrisse immediatamente in Napoli all'Antonacci,

amico degli arrestati, e che per la sua intimita col

conte cli Siracusa (ptincipe Leopoldo, fratello c1i Ferdinando

II) poteva spendere I'opera sua a favore

di essi. Si ricorse al b,uon Arcivescovo De Bianchi,

clre trovavasi pure a Napoli, e a Roberto Del Ralzo,

Conservatore delle Ipoteche ; si disse che si trat-

ta va delle solite a,rti di denu nzianti, mossi da ini-

mi cizia o da invidia di professione , e se ne accen-

navano i nomi, ch'erano di quelli pi" legati al Sot-

tointendente - Santoro. Teoclorico Soria pi.r compro-

messo perche cognato a Giuseppe Pisanelli, esule

in Piemonte. I-'Antonacci si adoperò efficacemente

a favore degli arrestati , i quali, pe r volo n ta cliretta

clel Re, furono rimessi in liberta, clopo circa un nìese

cli prigionia. Fortuna volle che in quei giorni si

trovasse a Napoli I'Arcivescovo De Rianchi, che, con

apostolica efficacia, si adopero direttamente presso

il Sovrano, onde av\renne che tornando egli a Trani


, .-- 76 -.

ebbe u na caratteristica dim ostraz.ione dalla cittadi-

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nanza, ecc. ecc.

(D" questo fatto cominciarono i dissidi

toro e I'Arcivescovo di Trani).

tra San-

Dopo I'avvenuta - escar cerazione dei suddetti,

.l'Antonacci da Napoli aveva lasciato sperare il tra--

mutamento del temuto odiato Sottintendente, ffia

la Spera nza ando. d'elusa. Questo Santoro era di

Foggia ed è morto vecchio da pochi anni ( r go9).

Eccessivo g volgare, imaniava dalla voglia di essere

promosso Intenclente. Am ava la musica, a prefe.

,.nr^, il Barbiere di Siuigtia: olbligava, quindi, la

Commissione teatralè a fare eseguire ogni anno

questa opera nel teatro di Barle tta. Pubblico anche

un opuscolo illustrativo del Circonclario da lui am

ministrato, obbligando i Sindaci a curarne la ven-

dita ! Non era un ignorante e nelte persecu zioni,

veramente folli dei liberali ( egli trovò, 'sia detto

q"t la verità, non pochi complici nella classe igno.

bile dei . denun zianti )> . Gli arresti di Trani furono

ordinati in seguito a non ignote denunzie corne

quelle di Spi nazzola !

FINB.

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