I Processi Politici di Barletta - Biblioteca del Consiglio Regionale ...

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Protestó, con un secondo esposto' alla Gran Corte,

in data zB detto mese, 'contro il suo arresto ille-

gale, comecche favorito dall'accordato salvacondotto,

.friese , .àfrzi, che questo gli fosse prolungato essendo

ancora gravemente infermo e bisognoso di opera-

zione all'iclrocele.

La Gran , Corte, in pari data , a maggiora nza di

voti, ordinava il rilascio in liberta del Castagnaro'

ma non accordava nessuna proroga al salvacondotto-

Ma:per mezzo dell'avv. Luigi Minervini il giorno 30

tornava a pregare per una nueva dilazione, adclu -

cendo le sue condizioni di salute, e d allegando a

conforto un certificato medico, e la Gran Corte con-

cesse altri 4 giorni.

A sua volta Giova'nni Dè Monte chiede una

proroga per malattia accompagnando al . suo esposto

un certificato medico, ed anche a questi la Corte

accorda + giorni ancora.

Ai 4 di luglio il Castagnaro chiede ancora una

fr.r i solitì motivi 'tnitasi

prorb ga per i soliti motivi; ma rit la Gran

.Corte ai 6 di detto. mese, conformemente alla ri-

chiesta clel Pubblico Ministero, rigetta la domanda,

perche Ie constava non essere piir il Castagnaro veramente

infermo.

Intanto D. Giuseppe Musti e Giovanni De Monte,

al quale ultirno era già scaduto il salvacondotto fin

dal 4 luglio, Si resero latitanti ; rarningaro no per

alquanti giorni nelle campagne finche, ai. g di luglio,

furono sorpresi ed arrestati in una pagliaia

della masseria detta Casabiaruca, nel territorio di

Cerignola

Ritorniamolorn un poco indietro per accennare

ai tre detenuti Davioo, Rossi e Leone. Questi in

data zB giugno avanzavano un esposto alla Gran

Corte, per mano del loro avvocato difensore D. Luigi

Minervini ; in quell'esposto i tre imputati dopo aver

ricordato che già da quattro mesi dura la loro pri-

gionia, da prima cioe che a loro carico fosse conr.pilato

il processo; dopo aver protestato la loro in-

noce nza, avendo la Gran Corte legali zzato il loro

arre.sto, elevaoo, contro il disposto rinvio al gir.r dizio,

I'incompete nza della Gran Corte a giudicarli, pgiche

il Pubblico Ministero ha creduto eccepire I'articolo

r 40 delle leggi penali, il quale, appunro, parla

di discorsi tengti- in pubblico, ecc:, ma le voci non

sono da confondersi coi d iscorsi ; voci poi ed evviva

non locuzioni, da non confondersi coi reati di

cospirazione giusta I'articolo r 40. Voci simili, e d.etto

nell'esposto, hanno echeggiate ed echeggiano an -

cora in tutto il regno, voci inconsulte cli giovinastri

eccitati pel rnomento. Dop.l essersi indugiato a ciò

dirnostqare piu ampiamente, chiedoncl che piaccia

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