Testi inediti di antiche rime volgari

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Testi inediti di antiche rime volgari

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Vostro ualor donor iier coronando, ua-

lore (54 e) inparue cose approua quanto,

linde quando se no or prouerete. Arbore

quel che non frutta inestate, fruttar

quando sperate, signore uostrauro a-

propio e paragone, non so quando sta-

gione, nicagion niragione. ualensa e-

bonta nostra aggia inmostrare, seno ora

bene promente mostra. 1 acita, madre

nostra, inperiglio mortai posta aiutan-

do, cui spero aiutar deggia u amare,

clìisua cita non ama aitar pugnando.

Dedio indici edecatun sciente, e

ualor tutto ebonita richere. amare a-

mico hom quanto se deggia. quantamore

incorpo undea donque auere. nel

quale anno seco congiunto ueggia. ue-

cino amico Alio onne eparente. Quale

infermar nonpoe no esso esoi. uegna-

non fermi inloi. cora esser pò non in-

fermi homo .adesso, che infermar sen-

tesso, cama quanto sestesso. uno uplu-

zori chessiano uiier migliaia, esto corpo

esigiiori il comun uostro. oue uoi.onne

euostro. enon donque amerete amico

tanto, uue bontà non inamore apaia,

quanto amico homo tanto [b]on poco

umauto.

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