Testi inediti di antiche rime volgari

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Testi inediti di antiche rime volgari

XLIII.

G. DARESSO.

121

Ailasso ore stagion dedoler tanto,

aciascuno che ben ama ragione, cheo

merauiglio utrouan guerigione. cha (68c)

morte nolagia corrotto pianto. Vedendo

lalta fior senpre granata, elonorato an-

tiche uzo romano, chacerto pere crudel

forte uillano. sanacelo ella noe ricoue-

rata. che lonorata sua riccha grandessa.

el pregio quazi egia tutto perito, elo

ualor elpoder sidesuia. olasso or quale

dia. fu mai tanto crudel dannaggio au-

dito, deo comailo sofrito. deritto pera

etorto entrin naltessa.

Altessa tant[o] ella sfiorata fiore,

fo mentre uerse stessa era leale, che

ritenea modo inperiale. acquistando per

suo alto ualore. Prouincie terre presso

e) unge mante, esenbraua chefar uolesse

inpero, sicomo roma già fece eleggero,

liera chalcun noi potea star auante.

Rcio listaua ben certo aragione. che

non sene penaua per prò tanto, come

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