Testi inediti di antiche rime volgari

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Testi inediti di antiche rime volgari

LXXVI.

MEO ABRACIAUACCHA. [DAPISTOIA.]

191

Souente aggio pensato di tacere,

mettendo innobriansa. desto mondo par-

lare intendimento. Mapoi mi torna pun-

ge efa dolere, lasoura ismizuransa. di-

quei canditto dauer sentimento. Delamorozo

dolce ecar ualore. nomandolo

signore, carde consumma digioi la uer-

dura. del suo fedel seruendolo soggetto,

senpre lida paura, uantaggio itolle cauemo

da sera, eo nefaccio disdetto, se

simil dissi mai (82 e) cangio carrera.

Chenonpar uegna da molto sa-

nerò, cliisente sua fallansa. se(n)non

uolue conuero pentimento. Nellaltrui

troppo side sostenere, che pare una-

cordansa. come chidicie stando lom con-

tento. Vnde mone adistato lo mio core,

dessero ualidore. seposso difendendo la-

drittura. damor cliessolo in gioia aue

lassetto. edigioi si pastura. Nonauendo

già dogla sua riuera. ese uopar detetto,

none damor madodio epena intera.

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