Le Grotte delle Fate in Italia - Luoghi Misteriosi

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Le Grotte delle Fate in Italia - Luoghi Misteriosi

trovato pietre disposte a

probabili sedili ove ci si poteva

collocare in seduta proprio

davanti al sole, che in quel

punto batte impietosamente

essendo il masso disposto a

mezzogiorno.

Sotto scorre il fiume ed il

rumore dell'acqua copre il

silenzio.

Ancora una volta sono a

ripensare a tutto quello che ha

rivelato il Monte Grosso, cioè

quel monte che va da Casola a

Fivizzano: nel passato, tre

statue stele , punte di freccia,

selci; ed ora, compresa la

Grotta di S. Caterina già da me

rivelata, abbiamo tre “santuari

della fecondità” che aspettano

la visita dell'uomo moderno in

cerca di emozioni.

LAZIO:

LA GROTTA DELLE FATE

E L’ENIGMATICA

VASCA VOTIVA A

CORENO AUSONIO

Coreno deriva da KORA

OINOU (terra del vino) e da

KORINEM (clava di Ercole, dio

qui molto venerato, vi è anche

un tempio a lui dedicato non

lontano dal paese), mentre

Ausonio è stato aggiunto di

recente e deriva dal popolo che

abitava queste terre, gli ausoni

o aurunci.

Il luogo era per i romani di

prestigio, perché ricco di un

particolare marmo, il noto

"perlato di Coreno" con il quale

vennero edificati famosi

monumenti tra cui la Via

Appia, colonne e strade di

Pompei e l’anfiteatro di

Miturnae.

Questa zona ospita un luogo

molto interessante, il più antico

di queste zone, si chiama

"Grotta delle Fate", ed è sito in

Contrada Jagna.

E’ un’insolita grotta a ridosso

del Monte Schiavone, scavata e

modellata a scalpello nella

roccia, non facile da

individuare.

Sotto l’entrata vi sono una serie

di terrazzamenti coltivati che

ospitano anche due pozzi.

La porta della grotta è larga

2,50 metri per 2 metri di

altezza, ma l'ingresso è ostruito

ed è molto arduo accedervi.

Oltre l’entrata vi è un atrio che

è stato scalpellato nel tentativo

di rendere le pareti regolari, da

cui si diramano due cunicoli

che potrebbero portare ad altre

stanze, mai trovate per la loro

inagibilità.

Essi infatti si aprono larghi per

ridursi a piccoli vani chiusi.

Mancanza di fondi ed

investimenti per gli scavi

hanno lasciato la grotta in un

inevitabile e deleterio

abbandono.

Sul lato sinistro è presente

un’enigmatica vasca votiva

scavata in un unico blocco di

marmo di 2,15 metri di

lunghezza per 1,15 di larghezza

e 0,90 metri di profondità.

La forma di questo monumento

è perfettamente squadrata ed è

proprio da qui che si avviano i

nostri enigmatici interrogativi.

vasca votiva all’interno della Grotta

delle Fate

La vasca comprende un incavo

sul lato breve dal chiaro

richiamo di sedile o

poggiatesta, 4 scanalature sui

TTr raaccccee dd’ ’’eet tteer rnni iit ttàà

lati lunghi per l'appoggio di

sbarre o di un coperchio, 2

forme per contenere due

"cerniere", un foro per

contenere un presunto cero o

torcia, una croce sicuramente

postuma.

L’ipotesi della Tomba

Questa “vasca” dai lineamenti

regolari, è stata ipotizzata come

un sarcofago entro il quale si

presume fosse stato deposto il

cadavere.

Vi è la presenza di un piccolo

avvallamento identificato come

poggiatesta e di alcuni incastri

per l'appoggio di una lastra di

chiusura.

Sicuramente non di fattura

romana per la sua struttura

unica nel suo genere, è stato

ipotizzato che risalga all'VIII

secolo a.C. epoca in cui la zona

sarebbe stata abitata dal popolo

degli Osco-Sabelli che

avrebbero costruito questo

"sepolcro" ad imitazione di

quelli etruschi.

Molti popoli ricreavano nella

tomba l’ambiente quotidiano

della capanna, non solo

riempiendolo di utensili, ma

scolpendo la roccia a

imitazione della propria casa,

credendo così nel risveglio del

defunto dopo la morte.

Ricreare l'ambiente familiare

all'interno della tomba era il

rituale non solo degli etruschi

ma anche del popolo sardo, ad

avvalorarlo sono le famose

Domus de Janas, guarda caso

traduzione in sardo di "Case

delle fate".

Questa è una coincidenza

davvero incredibile che

collegherebbe questa grotta

anche con la Sardegna.

Altra "particolarità" è la

similitudine di Janas con

"contrada Jagna" nome

dell'area in cui si trova il sito.

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