LE ADOZIONI: tanti bambini, ma troppo difficili le ... - Campo de'fiori

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LE ADOZIONI: tanti bambini, ma troppo difficili le ... - Campo de'fiori

FRANCO

BUCARELLI.

Una vita

appassionata

per il

giornalismo.

I

PANDEMONIUM

ED IL

SIGNOR G.

LE ADOZIONI:

tanti bambini,

ma troppo

difficili le

pratiche

burocratiche.


2

Editoriale:

Tutti in pista.................................................3

I Pandemonium

ed il Signor G...6

L’intervista:

Franco Bucarelli. Una

vita appassionata per il

giornalismo...............4-5

Campo de’ fiori

Curriculum vitae:

Deborah Massaro..........................................9

Roma che se n’è andata:

Donna Olimpia Maidalchini Pamphili “la

Papessa”...............................................10-11

Suonare Suonare:

Greg Lake “Songs of a

lifetime”......................12-13

I fan in Rete di Kinsella!.........................14

Attenzione all’Udito.................................15

Cine Parade:

Workers - Pronti a tutto..............................16

Ecologia e ambiente:

Che ne sarà della Tuscia?...........................18

Un Natale da Re ... Magio.......................20

La filosofia dell’essere............................22

Come eravamo:

TURIDDO MADAMI ... questo sconosciuto....25

L’adozione:

tanti bambini, ma troppo

difficoltose le pratiche

burocratiche..................26

Terapia occupazionale............................27

Roberto Urbani e le sue profonde poesie

emergenti dalla sensibilità e dal sentire

la vita come dono prezioso.....................28

SOMMARIO

Feste e tradizioni nella Civita Castellana

degli anni Trenta.....................................30

Trucco d’epoca:

Gli anni ‘80 ...............................................31

Giubileo eucaristico (2013 - 2014) a

Bolsena ed Orvieto.................................32

Le auto della nostra

infanzia....................33

Il Fumetto:

End...........................................................34

L’angolo del collezionista:

La canzone delle mascherine.......................35

Un favola bellissima................................36

Nel cuore.................................................36

La Bellezza instabile di Federica Bonzi..37

Una “Fabrica di ricordi”:

Quel bel Cupido..........................................39

La Domenica del Corriere.......................40

I nostri amici...........................................41

News.............................................42-43-44

Le proposte editoriali

di Campo de’ fiori

Identità e Valore il secondo tassello

della trilogia del Prof. Marsicola..45

Agenda....................................46-47-48-49

Messaggi............................................50-51

Roma com’era.........................................52

Album dei ricordi...53-54-55-56-57-58-59

Annunci gratuiti................................60-61

Oroscopo.................................................62

Selezione offerte immobiliari ..........63-64

I NOSTRI RECAPITI UTILI

Foto di copertina: Dolomiti - Alpe di Siusi

SEDE OPERATIVA:

OPERATIVA : PIAZZA DELLA DELLA LIBERAZIONE, 2 - CIVITA CASTELLANA (VT)

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SEDE RAPPRESENTATIVA: VIALE MAZZINI, 140 - ROMA

ROMA


Campo de’ fiori 3

Tutti in pista

di Sandro Anselmi

“T

utti in pista, altro giro altra corsa”. Si sentiva, tanti anni fa, dall’altoparlante delle macchinine

a scontro durante le feste patronali nei nostri bei paesi.

Oggi possiamo immaginare la stessa pista, non più affollata da bambini, ma presa letteralmente

d’assalto da un esercito di politici che sgomita per occupare un posto ed iniziare l’ennesimo giro,

con la speranza, spesso disattesa, di poterlo terminare. Accade, infatti, che il giro s’interrompa ed i

conducenti delle macchinine debbano scendere in corsa per poter far posto a nuovi occupanti, e

risalire di nuovo, forse, al prossimo giro.

Tutti adesso invocano il ritorno di tempi diversi, tempi in cui si possa riscoprire il rispetto e la lealtà

e, se queste saranno scambiate per pruderie demagogiche, non bisognerà dileggiarle perché l’amorale

cresce ogni giorno ed acquista virulenza.

Opere inutili, appalti truccati, tangenti, sprechi a non finire; abbiamo il più alto numero di parlamentari

del mondo con gli stipendi più alti, che vivono completamente immersi nelle ricchezze e

sono tutti immuni ed impunibili. Per non parlare, poi, delle false promesse: “Toglieremo l’IMU, abbasseremo le tasse,

ridurremo il numero dei parlamentari ed i loro stipendi, creeremo nuovi posti di lavoro…”. E che dire dei nostri governanti

che hanno regalato i soldi della BCE alla banche allo 0,65 % d’interesse? Esse ci hanno comprato i titoli di

Stato, anziché destinarli alle piccole imprese, che invece stanno affogando! Le tasse, poi, sono tutte incredibilmente

orfane di padre!

Questo Stato protervo che è rappresentato da partiti che rubano, che fa accordi con la mafia, che non conta più i

suicidi di piccoli imprenditori, che non vede la gente morire sulle barelle degli ospedali, ci richiede ancora di ridargli

fiducia e potere?

Ma si sa bene che a lavar la testa all’asino si perde tempo, acqua e sapone. Che dobbiamo fare allora? Faremo ancora

del male ai nostri giovani che abbandonati completamente a se stessi hanno preso, giustamente, le distanze da

qualsiasi formazione politica? A loro dico: conservate almeno l’amore per il prossimo, perchè è l’unica cosa ancora

libera ed esentasse! A questi altri invece: attento, chi semina vento raccoglie tempesta!

C’è confusione ed un buio totale, e nella notte tutti i gatti sono neri. Siamo tutti su una nave senza bussola e senza

polena e la bonaccia precede sempre la tempesta! Non possiamo essere più dei bei pupi colorati, manovrati da abili

burattinai.

Non è certo un bel momento. A chi si deve credere, a chi bisogna dar retta, ma soprattutto, c’è qualcuno che veramente

può e vuol fare qualcosa, senza seguire solo i propri interessi?

Perfino gli assertori della politica tradizionale, quelli più convinti, quelli onesti, hanno incassato troppe delusioni,

patito troppi tradimenti, e non credono, purtroppo, più a nulla.

E come potrebbero?


4

Campo de’ fiori

FRANCO BUCARELLI.

Una vita appassionata per il giornalismo.

Come promesso sul precedente

numero della nostra rivista, siamo

riusciti a realizzare una bellissima

intervista con il noto e, concedetemi il termine,

“pluripremiato” giornalista Franco

Bucarelli. Non vi nascondo che per me è

stata una bella prova: incontrare un personaggio

che, in sessanta anni di carriera

giornalistica, ha intervistato alcuni tra i più

importanti ed autorevoli personaggi che

hanno scritto le pagine della storia mondiale

dell’ultimo secolo.

Ci ha calorosamente accolto nella sua casa

di campagna, dove abbiamo potuto ammirare

tutti i suoi ricordi professionali. E’ un

simpatico gentiluomo napoletano dai modi

garbati ed eleganti, oltre che di vastissima

cultura, che emerge nel corso di questo

lungo dialogo. L’incontro avviene nel suo

studio luminoso e tranquillo, dove poter

pensare e scrivere, tappezzato con tutte le

foto dei momenti più importanti della sua

carriera, con personaggi di mezzo mondo.

Su una grande parete, il suo preziosissimo

archivio con circa duemila interviste radiofoniche

e tutti i suoi documentari, materiale

che, alla sua scomparsa, donerà ad

una fondazione con il suo nome. Franco

Bucarelli è stato uno dei più grandi giornalisti

d’assalto italiani, spesso inviato in

Medio Oriente, ma anche in Vietnam, in

Russia ed in Africa, oltre che l’unico giornalista

vaticanista che ha avuto l’onore di

intervistare gli ultimi cinque Pontefici,

insieme al Santo Padre Pio da Pietralcina e

ad altri importanti esponenti di altre fedi

religiose.

Come e quando è nata la tua passione

per il giornalismo e da lì , poi, la

tua lunghissima carriera?

“Il mio sogno è sempre stato quello di

essere medico missionario poi il destino ha

deciso diversamente. Quando avevo nemmeno

vent’anni, iniziai a fare qualche piccola

esperienza come giornalista sportivo,

a Napoli, poi, quando capii che, se volevo

scegliere la strada del giornalismo, dovevo

andare via dall’Italia e, così, emigrai negli

Stati Uniti. A New York, cominciai a frequentare

gli studi televisivi dell’ABC NEWS,

una delle tre reti più importanti d’America.

Venni assunto come ricercatore di notizie.

Un giorno, chiesero se c’era qualcuno disposto

ad andare nell’inferno del Vietnam

ed io, subito, mi proposi al direttore. Così

iniziò la mia carriera, cominciando a girare

i cinque continenti, sempre

con la stessa valigia porta-fortuna.

Successivamente tornai

in Italia e venni contattato dal

direttore del settimanale

L’Europeo, che cercava una

sostituzione nel ruolo d’inviato,

perché Oriana Fallaci

aveva lasciato il giornale.

Accettai di sostituirla e riuscii a

realizzare subito, in Medio

Oriente, tre grandi interviste

con Arafat, Habash, il capo dei

dirottatori palestinesi, Re

Hussein di Giordania e Ben

Gurion, il fondatore dello Stato

d’Israele. Rimasi due anni a

L’Europeo, poi chiesi di essere

assunto alla RAI, mostrando le referenze

acquisite. Mi dissero che mi avrebbero

preso, se fossi riuscito ad intervistare

Padre Pio da Pietralcina, perché era missione

impossibile, visto che non intendeva

parlare con i giornalisti. Ci avevano provato

in tanti, ma nessuno c’era riuscito. Io

neanche sapevo chi fosse, comunque partii

alla volta di San Giovanni Rotondo con

un registratore nascosto sotto il cappotto,

e Padre Pio, che leggeva nel pensiero della

gente, quando mi vide mi disse “Chi’a fa’

cù’ chillu coso?”. Mi crollò il mondo

addosso, ma il monaco con le stimmate

continuava a guardarmi fisso: sembrava

che avesse capito che da quella intervista

dipendeva la mia assunzione al Giornale

Radio RAI. Poi, improvvisamente, esclamò

: “Vieni”. Entrammo nella sua cella e

realizzai l’intervista. Avevo il terrore che,

nella fretta, il registratore non avesse funzionato.

Invece, andò benissimo. Tornai a

Roma lasciando tutti i colleghi a bocca

aperta e pieni d’invidia, increduli per quello

che avevo ottenuto da Padre Pio. Così

fui assunto al Giornale Radio, dove rimasi

per ventidue anni, sempre come inviato

speciale. Quella storica intervista, unica al

mondo, si può ascoltare sul mio sito professionale:

www.francobucarelli.it. In quei

lunghi anni alla RAI, ho girato mezzo

mondo. Ho visto e raccontato tutte le

guerre del Medio Oriente, imparando a

farmi capire in arabo ed in ebraico. Sono

diventato amico di sedici Capi di Stato,

anche in Africa e nell’Est Europa.”

Quando hai conosciuto Papa

Wojtyla?

“A Cracovia, quando era solo vescovo ed

era perseguitato dal regime comunista

polacco. Era il quarto Pontefice, perché

Franco Bucarelli riceve il premio Amalfi per la carriera

da Milly Carlucci

G


Giovanni Paolo II intervistato da Franco Bucarelli

Franco Bucarelli con Benedetto XVI

Cossiga insieme a Franco Bucarelli

Arafat e Franco Bucarelli

ho cominciato a seguire gli eventi in

Vaticano, già all’epoca di Papa Giovanni

XXIII, poi ho conosciuto Paolo VI, Albino

Luciani, quand’era vescovo di Vittorio

Veneto, prima di diventare Papa, poi il

Pontefice polacco ed infine Benedetto XVI.

Dopo avere lavorato in RAI, ben 28 anni,

prima alla Radio e poi anche in TV, un

giorno squillò il telefono di casa mia. Mi

dissero che Berlusconi voleva parlarmi,

ma io pensavo si trattasse di uno scherzo.

Invece il direttore Arrigo Levi mi passò il

Cavaliere. Mi disse che era un costante

ascoltatore dei miei servizi alla RAI e mi

offrì un posto da Capo Redattore ed inviato

speciale presso la Televisione sua che

stava nascendo. Obbiettai che, all’epoca,

ero distaccato dal Giornale Radio al

Campo de’ fiori

Quirinale e che da quattro anni seguivo il

Presidente Cossiga, ma mi fu rivelato che

il Capo dello Stato avallava quella richiesta

e così entrai nell’attuale gruppo Mediaset.

Cominciammo con un settimanale televisivo

che si chiamava “ TV-TV”, poi “Dentro

la notizia” ed infine “Canale 5”. Quando

intervistai in esclusiva mondiale Papa

Wojtyla, Berlusconi mi dette un premio di

dieci milioni. Rimasi quattro anni a Video

News. Ma Cossiga, verso la fine del suo

settennato, mi rivolle al Quirinale e quindi

rientrai in Rai, dopo quella bellissima esperienza

di Canale 5. Quando andai in pensione,

poi, gli amici del Vaticano mi chiesero

di tornare in quell’ambiente che conoscevo

molto bene. Avevo intervistato quattro

papi e Giovanni Paolo II era sulla via

del tramonto. Il loro desiderio era che io

potessi conoscere ed intervistare anche il

prossimo Pontefice. Avevo fondata certezza

che il successore sarebbe stato

Joseph Ratzinger e, alla vigilia del

Conclave, mi precipitai in Baviera, realizzando

una biografia radiofonica del futuro

Papa, insieme ai colleghi della Radio

Vaticana, in dodici puntate, per la quale

intervistai addirittura il fratello del

Pontefice tedesco, Don Georg, prima che

venisse eletto al soglio di Pietro. Quattro

giorni dopo l’elezione nella Cappella

Sistina, presentai il cofanetto con le dodici

puntate in un apposito CD. Benedetto XVI

rimase stupito e da lì iniziò questo nostro

rapporto cordiale. Dunque, sono cinque i

Papi che ho incontrato ed intervistato,

oltre a novantuno Capi di Stato, arabi, africani

e dell’Est Europa. Ho girato i cinque

continenti, ho visitato novantaquattro

nazioni, imparando ad esprimermi in cinque

lingue, che spesso mi consentono di

fare conferenze anche all’estero.”

Com’è il tuo rapporto con la fede,

visto che hai conosciuto tanti capi

religiosi, anche di altre fedi?

“Sono profondamente religioso. Mi sono

laureato in un’università americana evangelico-battista

e mi è rimasta questa

impronta. Credo nella forza della preghiera

ed ho rispetto profondo per chi professa

altre religioni. Non sopporto strutture

che si sovrappongono alla Fede individuale.

Sono per la purezza assoluta, perché la

Chiesa siamo noi, tutta la comunità dei

viventi.”

Cosa pensi dei giovani giornalisti di

oggi?

“Penso che abbiano passione e tanta

buona volontà ma non hanno una buona

scuola. Le scuole di giornalismo sono fabbriche

di illusioni, perché una volta laureati

non riescono a trovare lavoro. Gli

“inviati speciali” non esistono più. Non ci

sono scuole di giornalismo dove si insegna

come comportarsi durante situazioni difficili,

come contrattare, come nascondere il

materiale registrato senza farselo sequestrare

dai regimi totalitari, come non farsi

derubare negli alberghi e non farsi uccidere.

Diversi miei colleghi e colleghe ci

hanno rimesso la pelle, perché si sono

fidati del loro autista. Occorre una lunga

scuola ed esperienza per fare l’inviato speciale.

Ci sono dei piccoli trucchi. I nostri

telegiornali e quotidiani parlano solo di

politica e questioni italiane. Io, invece,

guardo i telegiornali di tutto il mondo perché

mi piace essere informato anche su

quello che accade all’estero. Ti confesso il

mio sogno: vorrei che si sviluppasse la cultura.

La raccomandazione che faccio ai

giovani è di imparare le lingue, soprattutto

l’inglese, siamo ormai una comunità

globale. Specialmente per chi vuole fare

questo mestiere, perché quando viaggi e

conosci la lingua sei padrone della situazione.

In Italia, il vero giornalismo è

morto. Lo ha ucciso il computer e la miopia

degli editori dei grandi gruppi. Ai giovani

consiglio di andare all’estero, dove la

notizia ha ancora un valore. Qui è diventata

solo merce di scambio o di ricatto.”

Nella tua vita non ti sei fatto mancare

nulla, ma hai un rimpianto?

“Quello di non aver fatto il missionario. Io

sento ancora questo bisogno di dare agli

altri parte di quello che fortunatamente ho

avuto, anche se guadagnato tante volte a

rischio della vita. Oggi, nel mondo, più

che mai, c’è bisogno di aiutare milioni di

persone, indigenti, malati, soli, e donare

loro la Fede è un vero modo di essere cristiano.

Forse, un giorno, a dispetto dei

miei 80 anni, tornerò in quelle terre lontane

dove per quella gente la sofferenza è

pane quotidiano.”

Quali sono i tuoi progetti?

“Sto scrivendo un libro sulle mie esperienze

in Medio Oriente, in cui racconterò

molto dell’Islam, perché tanta gente ne

parla a sproposito, ma non lo conosce.

L’Islam non è una religione, è un modo di

vivere. E’ una disciplina severa del cuore,

della mente e dell’anima.”

L’intervista è finita: il tempo è volato, ma

è stato interessantissimo conoscere la vita

avventurosa di un vero giornalista, persona

affabile, per nulla presuntuosa, nonostante

il suo calibro professionale. Da 20

anni vive serenamente a Fabrica di Roma,

insieme alla gentile moglie Alessandra,

esperta di musica, che canta nel Coro di

Civita Castellana, entrambi stimati dai concittadini,

soprattutto per la loro completa

disponibilità , in ogni circostanza. Grazie

Franco.

Ermelinda Benedetti

Franco Bucarelli e Ermelinda Benedetti

dopo l’intervista

5


6

Campo de’ fiori

I PANDEMONIUM ED IL SIGNOR G

Omaggio a Giorgio Gaber al quale si ispirano daanni per il loro teatro canzone

Nascono nel 1976

nei corridoi della

Rca Italiana nelle

storica sede di Via

Tiburtina come aggregazione

di giovani talenti

emergenti per creare

una sorta di interazione

artistica seguiti fin dall’inizio

da famosi autori ed

arrangiatori quali Piero

Pintucci e coreografi

quali Franco Miseria. Dopo alcuni anni

alcuni di loro scelsero di continuare da soli

: Dario Farina, autore di quasi tutti i successi

dei Ricchi e poveri, Michele

Paulicelli autore di musical di grande successo

quali “Forza Venite Gente” e lo stesso

Amedeo Minghi che proprio in quegli

anni scrisse uno dei suoi più grandi successi

“L’ Immenso”. Dopo la parentesi fine

anni 70 che vede la collaborazione del

gruppo con Gigi Proietti (La commedia di

Gaetanaccio) e Gabriella Ferri (il progetto

televisivo, discografico e teatrale “...E

adesso andiamo a cominciare”) nel 1979,

dopo la storica collaborazione dell’anno

prima con Rino Gaetano e la sua Gianna,

il gruppo partecipa al Festival di Sanremo

con il brano “Tu fai schifo sempre“, antitesi

della classica canzone sanremese di

quei tempi. Seguiranno “Barista“, “Sexy

Cola“, ”Fatte curà “, “La colpa è di

Maria“, “Canzone scartata“.

Man mano i Pandemonium trovano sempre

più la loro ispirazione in quel teatro canzone

tanto caro a Giorgio Gaber e, proprio

con lo spettacolo “ Il suo nome era... il

Signor G“ al Teatro Arcobaleno di Roma,

Mariano Perrella, Gianni Mauro,

Gianna Carlotta, Annarina Pirastu e

“Pensiamo di aver

rotto con un certo tipo

di schema ed abbiamo

aperto una strada

con una canzone

alternativa presentata

a Sanremo”

(1979 - Tu fai schifo sempre)

Patrizia Tapparelli ne

celebrano le gesta per i 10

anni dalla scomparsa. In

quegli anni intanto trovavano

frequenti collaborazioni

con prestigiosi artisti quali

Renato Rascel, Gino

Bramieri, Pippo Franco,

Mia Martini e molti altri.

Nel 1998 vincevano il

Premio Quartetto Cetra

per i gruppi vocali nel settore

cabaret e proprio la critica li considera

loro eredi naturali. Poco prima che inizi

una delle repliche dello spettacolo tributo

a Giorgio Gaber, incontriamo Mariano e

Gianni e chiediamo lumi sul grande artista

e sullo spettacolo...

”Giorgio non faceva musica facile, ma

aveva un pubblico vastissimo perché scriveva

delle cose di spessore, ed in questo

nostro spettacolo ritroviamo un Gaber

dalle canzoni più leggere,

tipo Barbera e

Champagne e Non

Arrossire, fino a quelle

di forte impegno,

quale Destra e

Sinistra e Dall’Altra

Parte del Cancello, e

possiamo affermare

che quello che ci avvicina

a Lui è il Teatro-

Canzone, e noi fin dall’inizio

ci siamo ispirati

a quel genere di

fare teatro attraverso

le canzoni; tra l’altro

noi avevamo già parlato

di Gaber molti

anni fa: abbiamo fatto

un “Gino Bramieri Show” al Sistina insieme

e, siccome noi avevamo avuto un idea

di fare un arrangiamento particolare di

“Shampoo”, gliela abbiamo fatta sentire

al pianoforte completamente stravolta ed

a Lui piacque tantissimo, che appena chiedemmo

di poterla incidere, acconsentì

subito e noi la mettemmo nel nostro disco

dell’epoca.”

Perché qualcuno vi chiama gli eredi

del quartetto più famoso della musica

italiana?

“Fin da ragazzini noi non riuscivamo a

capire come mai ci piaceva il Quartetto

Cetra, contrariamente ai gusti dei nostri

coetanei, ma evidentemente c’era un affinità

artistica con il loro stile e quindi

abbiamo proseguito su quella strada.

Pensiamo di aver rotto con un certo tipo di

schema ed abbiamo aperto una strada con

una canzone alternativa presentata a

Sanremo, che in quegli anni vendette

molto e ci regalò tanta notorietà ! Quei 3

minuti furono molto importanti.”

Sandro Alessi

Ecco il link per ascoltare l’intervista intera:

http://www.spreaker.com/user/4565553


Campo de’ fiori

Curriculum vitae

Deborah Massaro nasce a Roma

e, fin da giovanissima, si appassiona

al mondo teatrale tanto che, fin

dall’età di 15 anni, inizia a fare teatro

amatoriale con alcuni giovani amici e,

dopo essersi diplomata in scenografia

all’Istituto di Stato per la

Cinematografia e Televisione R.

Rossellini nel 1992, nel 1996 si Diploma

all’ Accademia D’Arte Drammatica

Silvio D’ Amico. Tra le sue interpretazioni

migliori ricordiamo “La Tempesta”

di W. Shakespeare al Teatro San Genesio,

“Medea” di Euripide nelle scuole dei

castelli romani. Cura la scenografie e la

regia della “Traviata” al Teatro Greco di

Roma con i musicisti del conservatorio di

Santa Cecilia, e nel 2003 presenzia con

letture sceniche in occasione dell’uscita

del libro “Teodora di Bisanzio“ dell’archeologo

prof. Massimo Mele. Nel 2005

interpreta la protagonista in “La Lupa” di

G. Verga al Teatro dei Contrari ed al

Teatro Arciliuto recita e cura l’allestimento

de “Lo Zoo di vetro”. La ricordiamo

nella grande interpretazione del dramma

DEBORAH MASSARO

vampiresco “La Sposa di

Corinto” del giudice Gennaro

Francione, e nella brillante creazione ed

interpretazione della Fata Castagna,

personaggio creato per i bambini e nella

“Signorina Julie“ di A. Strinberg. Nel

2012 apre il nuovo anno con l’interpretazione

di Mirandolina, protagonista de “La

Locandiera“ di Goldoni, in scena tra

Gennaio e Febbraio al Teatro Trastevere,

per la regia di Laura Ippoliti, con Andrea

Villanetti, Marco Martino, Alessandro

Gerard, Paola Luccetti, Elisa Josefina

Fattori e Christian Galizia. Nei sui impegni

futuri vedremo la bella e brava Deborah il

28 Aprile al Teatro Campo d’Arte a Campo

dè Fiori in “Recital di Garcia Lorca”,

insieme ad un’altra attrice ed una ballerina

di flamenco; a Novembre 2013 ne “Le

Stanze di Anais”, spettacolo dedicato

alla scrittrice erotica Anais Nin e, successivamente,

in uno spettacolo su Harold

Pinter, intitolato “L’ Amante”.

Sandro Alessi

9

Inviate il vostro Curriculum

vitae! Verrà pubblicato sulle

pagine della nostra rivista per

dare ancor più lustro al vostro

lavoro di attore, attrice,

cantante, suobrette. L’indirizzo è

info@campodefiori.biz


10 Campo de’ fiori

Roma che se n’è andata: luoghi, figure, personaggi

Donna Olimpia Maidalchini Pamphili “la Papessa”

di Riccardo

Consoli

Un personaggio

che abbiamo già

incontrato più

volte e sul quale non ci

siamo mai soffermati,

ma vediamo ora di

conoscere meglio quella

che fu la indiscussa protagonista,

in negativo,

della storia di Roma nel

XVII secolo.

Olimpia nasce a Viterbo il 26 maggio 1594,

è figlia dell’appaltatore Sforza Maidalchini

e di Vittoria Gualterio. Quarta figlia di una

famiglia con un maschio e tre femmine,

Olimpia è destinata al Convento insieme

alle sue sorelle poiché , come da consuetudine,

erede designato del patrimonio di

famiglia è il fratello, ma lei non ha alcuna

intenzione di prendere i voti.

L’obiettivo del padre è evidente, mandare

le figlie in Convento in modo da evitare di

doverle sposare con la conseguenza di

allestire le doti necessarie per poter contrarre

matrimoni onorevoli. Ma il costruttore

viterbese non ha fatto i conti con il

carattere e la volontà di quella sua figlia

ribelle, ben decisa ad avere un posto in

società e non lasciarsi intristire dietro le

mura di un Convento.

Così , quando il padre l’affida ad un sacerdote

per la necessaria preparazione spirituale,

la ragazza trova un escamotage

poco onorevole, ma assolutamente funzionale

al suo scopo. Accusa il povero e incolpevole

prete di aver tentato di usarle violenza.

Segue uno scandalo che determina

la “sospensione a divinis” dell’ecclesiastico,

al quale non va poi tanto male, infatti,

alcuni anni dopo, la stessa Olimpia, ormai

imparentata con la famiglia del Pontefice

regnante, riuscirà a farlo nominare

Vescovo.

Evitato il monastero, all’incirca a 16 anni o

poco meno, sposa tale Paolo Nini, un borghese

molto facoltoso che morirà dopo

appena tre anni. Olimpia eredita ed essendo

una donna scaltra, avida e ambiziosa, si

mette subito alla ricerca di un uomo adatto

per contrarre un nuovo matrimonio. Alla

fine lo individua nella persona di Pamphilio

Pamphilj, discendente di uno dei rami della

famosa famiglia, ricca di titoli nobiliari, ma

povera di denaro.

La donna ha scelto con cura, lei ha poco

più di diciotto anni, l’uomo cinquanta, un

matrimonio che va benissimo per entrambi.

Olimpia si ritrova ad essere imparentata

con una delle famiglie romane più

importanti, l’uomo prende in moglie una

donna molto giovane e ricca; una scelta

dettata da motivi venali, ma che si rivele

la sua fortuna.

Il fratello di Pamphilio, Giovanni Battista,

futuro papa Innocenzo X, sta scalando i

vertici ecclesiastici e lei, spinta dall’ambizione,

ha l’intelligenza di favorirne in ogni

modo l’ascesa, anche grazie al patrimonio

che il defunto Nini le ha lasciato. Artefice

dell’elezione del cognato, Olimpia diviene

la dominatrice indiscussa della Corte

Pontificia e dell’intera Roma, acquisendo

potere e ricchezze, tanto da essere presto

indicata come: “la Papessa”.

La sua influenza sul nuovo Pontefice è tale

che ogni decisione importante deve essere

preventivamente sottoposta alla sua

approvazione.

Così Pasquino:

Per chi vuol qualche grazia dal Sovrano

aspra e lunga è la via del Vaticano,

ma se è persona accorta

corre da donna Olimpia a mani piene

e ciò che vuole ottiene.

È la strada più larga la più corta!

Anche la beneficenza di Olimpia non è

sempre disinteressata, a sentire i pettegolezzi,

anche la protezione assicurata alle

cortigiane mascherava una vera e propria

organizzazione della prostituzione e i

Comitati caritatevoli organizzati per l’assistenza

ai Pellegrini nel corso del Giubileo

1650, sembra fossero dettati esclusivamente

dal suo personale interesse.

Abbiamo già visto, in altra occasione,

come Gian Lorenzo Bernini, caduto in disgrazia,

ottenne la commessa per la costruzione

della “Fontana dei Quattro Fiumi” di

Piazza Navona, solo dopo aver fatto omaggio

a Donna Olimpia di un modello della

stessa fontana, alto un metro e mezzo, in

argento.


Corre l’anno 1639, quando Olimpia resta

vedova per la seconda volta. Muore

Pamphilio Pamphili, che alcune voci della

Roma bene indicano essere morto per

avvelenamento, e siamo nell’anno 1645

quando riceve dal cognato Papa tutti i possedimenti

appartenuti all’Abbazia di San

Martino al Cimino, ormai chiusa, oltre al

titolo di Principessa dello stesso San

Martino al Cimino. Diviene ancora feudataria

di Montecalvello, Grotte Santo Stefano

e Vallebona.

Ma tutto ciò non basta. Il figlio di Olimpia,

Camillo Pamphilj è nominato, dallo zio

Pontefice, Generale della Chiesa,

Comandante della flotta, ottenendo anche

la concessione del Governo di Borgo; successivamente,

avendo il giovane dimostrato

un certo interesse per vita ecclesiastica,

viene posto al fianco del Cardinale

Segretario di Stato Giovanni Giacomo

Panciroli e, quindi, nominato egli stesso

Cardinale.

Camillo Pamphilj, però , come già ricordato,

conosce Olimpia Aldobrandini, giovane

vedova del Principe Paolo Borghese e,

nonostante il parere contrario della madre,

ottenuta la necessaria dispensa, la sposa,

abbandonando la porpora Cardinalizia;

Innocenzo X, da parte sua, accetta il

matrimonio, ma temendo conflitti tra le

due Olimpie, dispone che i novelli sposi

vivano a Frascati.

Alcuni anni dopo, divenendo sempre più

difficile arginare l’influenza ingombrante di

Donna Olimpia, il Pontefice pensa bene di

avvicinarle un’altra donna dal carattere

forte come Olimpia Aldobrandini; effettivamente

le due donne si scontrano, la giovane

sposa con la omonima e terribile suocera

ha un rapporto a dir poco tempestoso,

ma è sempre Olimpia Maidalchini ad

avere la meglio, continuando a restare

unica incontrastata signora presso la Corte

Pontificia, riuscendo anche a far nominare

Cardinale il nipote Francesco Maidalchini.

Il 7 gennaio 1655, muore Innocenzo X e,

in questa occasione pare che ella: “ …

abbia prelevato da sotto il letto papale due

casse piene d’oro, che porta via e, a quanti

le chiedono di partecipare alle spese per

il funerale del Papa risponde: Che cosa

può fare una povera vedova?”

Dopo la morte del Papa, Olimpia abbandona

Roma; la Curia tenta inutilmente di

rientrare in possesso, almeno in parte,

delle ricchezze da questa accumulate a

Campo de’ fiori 11

spese dello Stato Pontificio. Per parte sua,

anche se tardivamente, il nipote Camillo fa

erigere un monumento funebre allo zio

Papa nella chiesa di Sant’ Agnese in Piazza

Navona.

Chiesa di San Martino al Cimino

Corre l’anno 1657 quando Donna Olimpia

Maidalchini muore di peste nelle sue tenute,

lasciando in eredità due milioni di

scudi. Viene sepolta sotto la navata centrale

della Basilica di San Martino al Cimino

che ella, con la collaborazione di grandi

architetti, fra i quali Francesco Borromini,

aveva provveduto a far restaurare completamente.

Questa, in estrema sintesi, la vita di Donna

Olimpia Maidalchini, spregiativamente

chiamata dai romani: “la Pimpaccia” alla

quale, Giuseppe Gioachino Belli, il 26

dicembre 1832, dedica un Sonetto dal titolo

e dal contenuto improponibilie.

La figura di Olimpia Maidalchini è ricca di

parecchie zone d’ombra. Molte le storie e

le leggende ad essa attribuite, ma l’aspetto

più interessante di questa donna, indiscussa

protagonista del XVII secolo, una

donna di potere, mal vista per il suo ruolo,

ma al tempo stesso una donna testarda,

volitiva e capace di imporsi in un mondo

popolato esclusivamente da figure maschili,

è quello relativo agli eccessi che gli

furono attribuiti incentrati, soprattutto,

sulla ossessiva avidità per il denaro e il

potere.

Si raccontava che in occasione delle feste

era consuetudine dei ricchi gettare sulla

strada le candele adoperate per illuminare

le finestre, allo scopo di consentire ai

poveri di utilizzarle. Ebbene, pare che

Donna Olimpia facesse vestire da poveri i

suoi domestici con il compito di recuperarle.

Così Pasquino: “ … Chi dice donna, dice

danno, chi dice femmina, dice malanno,

chi dice Olimpia Maidalchina, dice donna,

danno e rovina … “.

Un giorno, poi, sulla statua del “Gruppo

mutilo”, apparve un cartello sul quale era

riprodotta un figura femminile nuda con le

sembianze di Olimpia intenta ad indicare,

con una mano, le sue zone intime. Si raccontava

che, in quel periodo, la stessa

Olimpia, intrattenesse una relazione con

tale Fiume, Maestro di Cappella.

Sotto, un cartello con la scritta: “… fin qui

arrivò il fiume … “.

Statua di Pasquino

Tuttavia questa donna, così avida di

denaro e di potere, ebbe un grande merito,

quello di aver fatto ripulire Piazza

Navona, un luogo, per secoli, brutto e

desolato. Un campo in terra battuta privo

di monumenti artistici, dove insistevano

soltanto abbeveratoi. Lastricata nel 1485,

pavimentata con selci nel 1488, qui era

stato trasferito il mercato delle erbe di

Campo de’ fiori.

E’ facile immaginare il caos di quel luogo

occupato da catapecchie e tendoni, con i

carri dei venditori ambulanti che contribuivano

ad aumentare brutture e sporcizia.

Ebbene, per volontà della “crudele

Donna Olimpia Maidalchini, che aveva

ottenuto in regalo dal cognato Pontefice

Palazzo Pamphili, quella piazza, la “sua

piazza”, quasi fosse un gioiello personale,

divenne il salotto di Roma.

La “prepotente” Donna Olimpia fece cacciare

i mercanti e i contadini che insozzavano

quel luogo con ogni sorta di rifiuti e

il rumoroso e maleodorante mercato fu

spostato nuovamente a Campo de’ fiori.


12

Campo de’ fiori

di Carlo Cattani

“Songs of a lifetime”

Roma - 1 dicembre 2012-Teatro AMBRA alla Garbatella.

La pioggia sferzava i tetti ,

le strade … i dorsi dei gatti “liberi”

della Garbatella e quella era

la prima fredda serata di cui

l’inverno poteva vantarsi!

Il rione romano della Garbatella con

il suo complicato intrigo di strade e

piazzette, vicoli e scalette ,lotti e villini

non aiuta lo “straniero” all’orientamento

,cosicchè se di giorno, circondato dalle

architetture del quartiere, perdi la

“giusta via”, entrandoci di notte rischi

di andare ad allungare la lista dei ricercati

di “Chi l’ha visto”! La sera dello

scorso 1 dicembre ,un sabato, era in

programma presso il Teatro “AMBRA

alla Garbatella” (www.ambragarbatella.com)

un concerto di uno tra i più

grandi protagonisti del rock progressivo

mondiale, Greg Lake, musicista

noto a tutti gli appassionati di musica

rock per le sue fondamentali militanze

nel primo nucleo dei King Crimson,

quello, per intenderci, “creatore” del

mitico, bellissimo, imperdibile, (tuttora)

vendutissimo lp/cd “In the court of the

Crimson King” (1969) e in “E.L & P”

l’ensemble formato da Keith Emerson,

Greg Lake & Carl Palmer, una band che

seppur scioltasi da tempo, continua a

mantenere alte le sue vendite, ciò testimoniando

che la musica scaturita dal terzetto

è “passata”, con grande apprezzamento,

anche al pubblico successivo agli

anni ’70, l’ epoca d’oro del gruppo! Partito

dal mio domicilio senza troppa preoccupa-

zione su orari di percorrenza, zone di parcheggio

e tempo inclemente, sicuro di

aver ben chiara la viabilità e l’ubicazione

del luogo di destinazione, spavaldo in

ragione di un sopralluogo effettuato qualche

giorno prima in occasione dell’acquisto

del biglietto al botteghino del teatro,

mi dirigevo con la mia utilitaria alla ricerca

di un varco…. ai confini della

Garbatella.

Con i tergicristalli “agonizzanti” sotto il

carico della fitta pioggia e i vetri dell’abitacolo

completamente appannati, procedevo

letteralmente aggrappato al volante

con una guida di tipo “ascellare”… alla

Fantozzi per intenderci, non proprio disinvolta,

roteando con frequenza l’avambraccio

destro sul parabrezza nell’intento di

farmi breccia nella spessa cortina di vapo-

re acqueo depositatasi sul vetro. Il quartiere

mi aveva, ormai, avviluppato con le

sue strade come meglio non avrebbe

saputo fare un’anaconda attorcigliato alla

sua preda, la pioggia, non da meno, avvolgeva

l’abitacolo con il suo gelido velo

d’acqua e l’orario del concerto, inesorabile,

incalzava montando “a neve” la mia

ansia! D’un tratto scorsi, fermo sotto la

tettoia d’ingresso di un condominio, un

“simile” che, ben stretto nei suoi

panni, cercava di ripararsi alla meglio

dagli schizzi della forte pioggia a vento

del momento: inchiodai e abbassai il

finestrino dalla mia parte per chiedere

informazioni su come arrivare a destinazione,

ottenendo come primo risultato

un bagnamento simile a quello

subito da un marinaio sulla tolda di

una nave in tempesta. Il ”naufrago”

sotto la tettoia, percepita la mia richiesta

d’aiuto con non poca difficoltà a

causa del frastuono della pioggia battente,

si propose di aiutarmi con una

raffica di “ destri e sinistri”, “in per di

qua e in per di là ” relativi alle strade

da percorrere per arrivare a destinazione

e, udite udite, prendendo come

riferimenti universali per la posizione del

teatro e per la ricerca di un parcheggio a

quell’ora del sabato sera, “nientepopodimenoché

” i “Cesaroni” …. si proprio

loro, quelli della fiction. Seguendo quelle

sue preziose indicazioni, avrei potuto considerare

di aver raggiunto la meta se mi

fossi trovato sulla piazza del “bar dei

Cesaroni” e avrei potuto alimentare la spe-


anza di un parcheggio se mi fossi diretto

ad esplorare un altro slargo, quello di fronte

alla “scuola dei Cesaroni”! Così, salvato

dai “Cesaroni” (!), trovai il teatro e parcheggiai

nell’ultimo spazio a misura della

mia auto ancora disponibile nel famoso

slargo …“che contentezza” ! Prigioniero

nella “gabbia liquida” formata dai rivoli

della spessa pioggia discendenti dalla striminzita

cupoletta del mio ombrello, saltellando

tra pozzanghere e ribollii delle

acque lungo la strada, giungo alla “final

destination”, là dove un capannello di

“bagnaticci” sotto una sottile verandina

mi conferma di esser finalmente arrivato al

teatro! C’è un po’ di trambusto all’ingresso

perché ,nottetempo, i ladri hanno

perpetrato un furto nel teatro sottraendo

il sistema informatico di prenotazioni; così

l’accesso in sala ha un andamento lento

per una necessaria conta manuale di

riscontro ai biglietti staccati. Insomma , tra

un’ attesa per i ritardatari a causa del maltempo

e l’inconveniente del furto, l’inizio

del concerto si fa attendere ma la sala

comincia ad essere lievemente “gasata”

da un fumo di scena. Sono sei i concerti

nel nostro Paese previsti dal tour solista di

Greg Lake, apparso l’ultima volta nel ’97,

che distribuiti nel centro nord costituiscono

una parte della più ampia tourneè

mondiale avviata lo scorso aprile in

Canada e Stati Uniti: quello al Teatro

AMBRA è il secondo concerto della serie

“Italiana. Alle 21.35 le luci in sala si

abbassano e chi c’è c’è …il teatro ha raggiunto

la sua capienza ottimale dei 250

posti ….. e si può andare in scena! A luci

ancora spente gli altoparlanti propongono

le note registrate di “Moonchild” dal primo

lp dei King Crimson e subito a seguire il

buio è squarciato da luci roteanti che dai

lati del palco si irraggiano verso l’alto in

fasci rossi, gialli, bianchi, luci scagliate

contro il buio della sala che creano, insieme

al fumo già sparso, un effetto di emersione

dalla nera profondità della scena di

Mr. Greg Lake, in abito scuro e un basso

color oro, che sostenuto dalle note fra-

Campo de’ fiori 13

gorose (una base registrata…) di “21st

Century schizoid man “ sempre da “In the

court of the Crimson King”, appoggia sulla

base le note del basso “in diretta” e , a

seguire, inserisce la parte vocale: una

pesante ovazione segue al termine di questo

breve frammento del brano! Per pochi

secondi la scena torna al buio. Il successivo

rialzo delle luci ci mostra Lake al cambio

di strumento: ora è la volta di “spallare”

un’acustica a 6 corde per l’esecuzione

della prima ballad della serata, ” Lend your

love to me tonight “ dall’lp “Works vol.1”

del 1977 anch’essa supportata da una

base registrata sulla quale si staglia la chitarra

e la voce di Greg. La scena è occupata,

oltre che dal sistema di amplificazione,

da una tastiera all’estrema destra,

un’asta microfonica piazzata al centro e

da tre bauli tipicamente usati per i trasporti

di attrezzature da spettacolo. Uno

dei bauli, il più avanzato sul bordo palco,

è adagiato per il lato lungo e viene subito

utilizzato da Lake come seduta per una

comoda esecuzione di “From the beginning”,

la classicissima ballad dell’epoca “E,

L & P” dall’album “Trilogy” del 1972, che

mi smuove non poco i ricordi di quegli anni

all’inizio del mio viaggio sul pianeta rock.

Alternandosi tra la posizione “sedentaria”

e il fronte del palco, l’ormai 65enne Greg

Lake, appesantito non poco nel fisico ma

ancora in possesso di una vigorosa vocalità,

offre al pubblico aneddoti e particolari

della sua lunga e strepitosa carriera di

rockstar da oltre 50 milioni di dischi venduti.

La musica continua e scorrono le

esecuzioni di “Epitaph” e della morbida “I

talk to the wind” due brani presenti sul

primo lp dei King Crimson, quello con la

copertina sulla quale è disegnato un volto

atterrito, con le guance profondamente

solcate, la bocca spalancata, gli occhi traversi

e delle enormi narici in primo

piano: una delle copertine più famose

nella discografia mondiale,realizzata dallo

sfortunato Barry Godber che non riuscì a

godersi la notorietà della sua opera perché

stroncato da un infarto per strada a

soli 24 anni, pochi giorni dopo la pubblicazione

del disco. La scaletta propone

anche una canzone dal repertorio di Elvis

Presley, ”Heartbreak hotel” e c’è spazio

per un brano degli immarcescibili Beatles,

”You’ve got to hide your love away” per il

quale Lake ci invita a cantare “all together

“ il ritornello. Splendide le soavi “Still you

turn me on” dall’lp “Brain Salad Surgery”

del ’73 e “I believe in father Christmas” del

’74, cantata e fischiettata sotto i raggi di

uno spot bianco. L’atmosfera si surriscalda

e Lake, alquanto sudato, si alleggerisce

della giacca e attacca, sempre seduto

sul baule, la malinconica “Cest’la vie” dal

doppio album di El&P “Work vol. 1” e via

proseguendo con “Lucky man” presente

nella track list dell’lp d’esordio “Emerson

Lake & Palmer” del ’70, canzone composta

da un Lake dodicenne alla ricerca dei

primi accordi sulla chitarra. Per la conclusione

del concerto Lake si sposta alla

tastiera relegata quasi al punto di raccolta

del sipario sul lato destro, per noi che

guardiamo il palcoscenico dalla platea, ed

esegue un altro grande brano, che ci sta

tutto con il tono intimo della serata,

”People get ready”, un’intensa canzone

soul scritta da Curtis Mayfield nei primi

anni sessanta. Sono le 22,50 e in maniche

di camicia, sudatissimo,Greg Lake si porta

al centro del palco raccogliendo una meritatissima

standing ovation ed esce di

scena.

La sala non smette di applaudire, le luci

mantengono un profilo basso e il nostro in

breve torna per l’ultima fatica proponendoci

un altro classico di “E, L & P”,

“Welcome back my friends to the show

that never ends” da “Brain salad surgery”

del ’73. Sono le 23,00 e con Greg Lake sul

palco è davvero finita ma inizia l’attesa di

molti nel foyer del teatro per sperare in un

incontro ravvicinato con il musicista e portare

a casa una stretta di mano,un autografo

….una fotografia “stretti-stretti”. E’

già … una fotografia …..ah ..un consiglio:

se vi doveste trovare in questa

situazione. ATTENZIONE alla batteria

della vostra macchina fotografica ……la

mia… è “tornata alla casa del Padre” sul

più bello ………..e disse GREG ……a Gregghe…..CHE

AMAREZZA…!

CarloCattani/words&pictures©gennaio

2013


14

di Patrizia

Caprioli

Sophie Kinsella è

l’originale autrice

di un libro che

narra la storia di una

ragazza che una mania

compulsiva all’acquisto.

È talmente calata

nella sua sfrenata passione

che da fondo a

tutti i suoi risparmi e si

indebita per i secoli

futuri! Ma noi comuni

esseri umani, senza arrivare a questo

baratro, possiamo comunque spendere e

spandere nelle varie boutique delle nostre

città usufruendo di sconti e agevolazioni

vari nei nostri acquisti, attraverso l’uso di

siti a ciò dedicati. Il primo sito riconosciuto

a livello mondiale è il più che prepotente

Groupon (www.groupon.it), nato

nel 2009 da un’idea di Andrew Mason, si

presenta come una mail list di utenti che

da una parte mettono in vendita i loro prodotti,

offrendo sconti che vanno dal 50 al

90%, e dall’altra si trovano il gruppo di

acquirenti che cercano la loro offerta nei

pressi della loro abitazione. Il successo di

questo sito è proprio dovuto alla localizzazione:

più il prodotto è vicino alla persona

che lo cerca e per dir più ben scontato, più

si ha la possibilità di metterlo sul mercato

e venderlo al primo colpo!

Ma non solo Groupon offre la possibilità di

mettere sul mercato qualsiasi prodotto a

Campo de’ fiori

I fan in Rete di Kinsella!

Spendere e spandere nella varie boutique delle nostre città usufruendo di sconti e

agevolazioni varie è possibile attraverso l’uso di siti a ciò dedicati

prezzi stracciati, oggi a fargli concorrenza

ci sono:

Prezzo facile (http://www.prezzofelice.it/) con un customer care esterno che da un servizio

migliore; Jumpin (http://www.jumpin.it/) che permette persino di mettere un commento

dell’utente dopo l’acquisto per valutarne il grado di soddisfazione; Com(in)com

(http://www.comincom.it/city/Roma);

Giamoo (http://www.glamoo.com/it/home_macro/citta/Roma);

Poinx (http://www.poinx.it/poinx/roma-88);

Goupalia (http://registrati.it.groupalia.com/);

Lets Bonus ( http://it.letsbonus.com/roma) e

Sconto Digitale (http://www.scontodigitale.it/) nato da pochi mesi a questa parte.

Glamoo.com (http://www.glamoo.com), fondata nel gennaio del 2010, combina e valorizza

le potenzialità offerte dalle tecnologie digitali con la rapidità delle vendite private

online e mobile. Presente in tutte le province d’Italia e in oltre 110 città italiane con tantissimi

servizi e prodotti con sconti fino all’ 80%, attiva su tutti i principali Smartphone.

A parte la comodità di trovare subito l’oggetto

del desiderio super scontato e vicino

casa, questi siti stanno cercando di offrire

al loro pubblico, sempre più vasto, anche

tante altre tipologie di servizi che vanno

dalla visita ortopedica alle analisi di laboratorio,

dalla consulenza notarile a quella

fiscale. Naturalmente con le dovute precauzioni

e controllando sempre che tutto

sia svolto in piena regola, secondo il mio

modesto parere, questa tipologia di servizi

a prezzi bassi deve essere incentivata,

perché non tutti si possono permettere

una dentiera da due o tremila euro, oppure

una consulenza legale da svariate centinaia

di euro, e quindi perché non far

guadagnare a chi, magari, si affaccia timi-

damente nel mondo del lavoro aprendo

propri studi e cercando di venire incontro

al proprio cliente?

E poi la possibilità di mettere a confronto

i prezzi, la maggiore scelta tra molteplici

oggetti, l’accessibilità all’acquisto H24, la

possibilità di scegliere tra più mezzi di

pagamento, sta facendo crescere questa

nuova tipologia di commercio online, dal

nome di e-commerce.

Un ultimo accorgimento: assicuratevi che

il sito su cui fate i vostri acquisti sia dotato

di certificazioni Visa o Mastercard, e

magari abbiamo il bollino Netcomm

(www.consorzionetcomm.it) un Consorzio

per operatori di E-commerce!

Buoni acquisti a tutti!

Glossario di Informatika

Moderna!!

Mini-spazio dedicato ai termini più in uso nel mondo

della Tecnologia e della Rete!

A cura di Patrizia Caprioli.

Social Network: con questo termine vengono denominati quegli spazi virtuali dove si ottiene un alto grado di

interazione fra i propri membri! È possibile scambiarsi foto,video ed opinioni in tutta libertà e condivisione! Stando

sempre attenti un po’ alla propria privacy! Fanno parte dei social network, i conosciutissimi Facebook e Twitter.


del Dott.

Stefano

Tomassetti

Esiste una legge quadro

italiana, la 447

del 1995, che indica

quali sono i limiti del rumore

che non possono essere

superati in ogni città perché

non si abbiamo disturbi.

Oggi, a distanza di

molti anni, meno del 25%

dei comuni ha approvato

ed applicato queste direttive.

L’ inquinamento acustico è un problema

serio non solo italiano ma europeo.

Il 20% della popolazione Europea, circa 80

milioni di persone, è esposta ad un rumore

superiore ai 65 dB (A), soglia massima

che è stata stabilita come livello accettabile

di rumore ambientale.

Il rumore da traffico urbano è responsabile

di oltre un milione di anni di vita persi

per malattia, disabilità o mortalità prematura

nei paesi occidentali europei. Lo rivela

il primo rapporto sull’impatto sanitario

del rumore in Europa, diffuso dell’Organizzazione

Mondiale della Sanità . Il

rumore causa o contribuisce non solo a

fastidio e disturbi del sonno ma anche ad

infarti, difficoltà di apprendimento, e tinnito

auricolare (acufeni).

“L’inquinamento acustico non è soltanto

un disturbo ambientale, ma anche una

minaccia alla salute pubblica”, ha spiegato

Zsuzsanna Jakab, direttore regionale

dell’Oms Europa, “ci auguriamo che le

nuove evidenze presentate in questo rapporto

esortino governi e autorità locali a

introdurre politiche di controllo del rumore

a livello nazionale e locale, proteggendo

così la salute dei cittadini europei da questo

rischio emergente”.

In molte città italiane i livelli medi rilevati

di rumore vanno ben oltre i 70 dB (A).

Campo de’ fiori 15

Attenzione all’Udito

Proteggerlo dalle fonti di rumore è indispensabile ed oggi molto semplice.

Non tutti sono a conoscenza

del fatto che i

problemi di salute

cominciano con una

esposizione continuata a

livelli superiori a 65 dB,

mentre potrebbero

instaurarsi veri e propri

problemi di udito per

una esposizione prolungata

nel rumore per

livelli superiori a 85dB

(fonte Associazione

Nazionale Ricerca

Sordità ).

Ma quali sono le fonti del rumore in Italia?

LE FONTI DI RUMORE IN ITALIA

53% TRAFFICO STRADALE ED

AUTO STRADALE

16% RUMORE CONDOMINIALE

7% CANTIERI

6% AEREI

6% ATTIVITA’ PRODUTTIVE

5% FERROVIE

7% ALTRO

Le conseguenze di una prolungata esposizione

al rumore non sono solo a carico dell’apparato

uditivo ma anche di altri organi

e funzioni. I disturbi possono compromettere

lo stato generale di salute dell’uomo e

possono sfociare in effetti patologici complessi

o interferire con:

- sistema endocrino ed immunologico;

- psiche e comportamento (ansia, depressione,

disturbi fobici);

- apparato cardiovascolare (ipertensione,

ischemie cardiache);

- apparato gastrointestinale (gastroesofagiti,

coliti);

- apparato respiratorio (asma bronchiale)

Interferenza con le fasi del sonno, soprattutto

con la fase REM (sonno disincronizzato).

Ma anche per chi lavora in ambienti rumorosi

è importante fare attenzione.

Quando si svolge il proprio lavoro in posti

dove il rumore è elevato è necessario

l’uso di cuffie o meglio ancora di auricolari

con dispositivo antirumore.

Non tutti sono infatti a conoscenza che

esistono degli auricolari con dei filtri speciali

che aiutano a difendersi dal rumore.

Questi auricolari costruiti su misura del

condotto uditivo consentono un abbattimento

dei suoni oltre un certo livello di

intensità . In pratica, indossandoli, si sente

bene fino ad un certo livello di suono. Si

può ascoltare chi parla e sentire altri

suoni che, con la loro energia, non sono

dannosi per il nostro udito.

Niente cuffie fastidiose, pesanti e

soffocanti, ma auricolari costruiti su

misura e personali, da usare a secondo

delle necessità o da riporre in una pratica

confezione da tenere anche in

tasca.Prendere una impronta dell’orecchio

richiede 10 minuti e il costo di questi auricolari

speciali è di poche decine di euro

l’uno. Di contro la loro importanza non ha

prezzo.

Bisogna sempre ricordare che l’udito perso

non ce lo può ridare nessuno. Si può correggere

anche brillantemente ma bisogna

cercare di conservarlo bene e più a lungo

possibile.


16

a cura di

Catello Masullo

Campo de’ fiori

WORKERS - PRONTI A TUTTO

Sandro e Filippo gestiscono in società una agenzia di

lavoro interinale, chiamata “Workers”. Tra le tante

persone storie che passano per l’agenzia, tre sono

quelle sulle quali si sofferma il film, in altrettanti episodi:

1) “Badante”, in cui Giacomo, disperato, è costretto ad

accettare il lavoro di badante ad un uomo in carrozzina,

Mario Spada – 2) “Cuore Toro”, in cui Italo, che per lavoro

raccoglie lo sperma di tori da riproduzione, si deve fingere

medico per conquistare la ragazza del cuore, e – 3)

“Il trucco”, in cui la brava e bella truccatrice Alice, per

necessità , si deve adattare a fare la truccatrice di cadaveri

in una agenzia funebre.…

Lorenzo Vignolo, 40-enne regista di Chiavari, nel 1995

ha fondato, con Andrea Bruschi, il movimento ‘Zerobudget’. Ha iniziato la carriera

realizzando videoclip (per artisti come ‘Articolo 31’ e ‘Mau Mau’) e dirigendo

tre cortometraggi (‘Inset Coin’, ‘Dove’ e ‘Senza Piombo’) con i quali ha

ottenuto vari riconoscimenti. Ha esordito alla regia con “Tutti all’attacco”

[2005], una riuscita commedia con Ceccherini e diretto uno dei tre episodi di

“500!” [2000] . Anche questo “Workers – Pronti a tutto” si inserisce nel filone

della commedia grottesca , come le sue opere precedenti. Film sapido.

Divertente. Con un discreto ritmo. Con buone trovate ed alcune gag riuscite.

Dei tre episodi in cui è scandito il film, quello più riuscito appare il primo.

Anche grazie alla performance di un Francesco Pannofino in assoluto stato di

grazia, in una sorta di versione italiana, politicamente scorretta, di “Quasi

Amici”.

FRASI DAL CINEMA

“Qui tra le sue aspirazioni professionali trovo architetto… Si

Cardiochirurgo…Si

Pilota…Si

E notaio!

A me va bene di tutto!”. (l’impiegato di agenzia interinale Alessandro Bianchi

e l’aspirante lavoratore).

“No, non me la sento. Io sono abituata a truccare persone vive!

Che differenza c’è ! Anzi è meglio. Non si muovono, non si lamentano!”.

(Nicole Grimaudo ed il titolare della agenzia funebre Luis Molteni).

VALUTAZIONE SINTETICA (in decimi) 6/6.5

Leggenda: CAPOLAVORO**** quattro stelle: equivalente in decimi: 10

DA NON PERDERE*** tre stelle: equivalente in decimi: 8

DISCRETO** due stelle: equivalente in decimi: 6

EVITARE* una stella: equivalente in decimi: insufficiente: meno di 6

TITOLO: WORKERS – PRONTI A TUTTO

REGIA: Lorenzo Vignolo

INTERPRETI PRINCIPALI:

Dario Bandiera ... Italo Parri

Alessandro Bianchi... Filippo

Paolo Briguglia ... Saro Tartanna

Nino Frassica ... Don Ciccio Tartanna

Nicole Grimaudo ... Alice

Francesco Pannofino... Mario Spada

Michelangelo Pulci... Sandro

Alessandro Tiberi ... Giacomo Bosco

Daniela Virgilio ... Tania

Luis Molteni ... Leopoldo Miletto

Andrea Bruschi ... Omar

Pietro Casella ... Giovanni

Valentina Gaia ... Jenny

Elena Radonicich ... Eleonora

Gabriella Barros ... Eva

Luca Terracciano ... Giovane laureato

Nicola Comite ... Disoccupato agenzia

Loris Davide Fiore... Licenziato dai capelli rossi

Mohammed Jamal... Uomo bengalese

Michele Franco ... Michele

Davide Tomat ... Uomo in giacca di pelle

Marco Lucia ... Aspirante igienista dentale

Cristina Serafini ... Ragazza agenzia

Donato Cannillo ... Donato

Salvatore Barno ... Cedroni (con il nome

Salvatore Barno ‘Tati’)

Clara Droetto ... Cliente negozi

Lina Bernardi ... Madre di Giacomo

Serge Lufuluabo ... Ghamou

Luciana Frazzetto ... Agata

Stefano Sardo ... Ragazzo panchina

Patrizio Trivellini ... Buttafuori

Piero Passatore ... Birillo

Francesco Bianconi... Dandy giocatore di poker

Lucia Luciano ... Ragazza al parco

Oscar Ferrari ... Barista

Paola Crova ... Signora del condominio

Giuseppe Racca ... Taxista

Laura Cascino ... Vedova

Alina La Costa ... Signora Tartanna

ORIGINE: ITALIA

DISTRIBUZIONE: ISTITUTO LUCE-CINECITTÀ

DURATA: 105’

SOGGETTO: COMMEDIA


18

di Giovanni

Francola

Ai tanti giovani e

donne della

Tuscia non credo

che interessi molto

quanto ancora dondoli

lo spread, se l’Italia

verrà ancora declassata

dalle agenzie di

rating perdendo una o

due “A”.

Hanno speranze ed

aspettative più semplici, come trovare presto

un lavoro, farsi una famiglia, credere

in un futuro. Per i cittadini e pendolari del

nostro territorio, che per mancanza di collegamenti

e mezzi pubblici adeguati, di

politiche serie rivolte alla mobilità su

ferro, sono costretti ad utilizzare la propria

auto per raggiungere il posto di lavoro,

questi ultimi aumenti della benzina e non

solo, rappresentano un vero e proprio

colpo di grazia. Non vorrei che dopo la

fase uno “salva Italia”, tagli alla sanità ,

alla scuola, avendo attuato l’aumento dei

carburanti, il prolungamento degli anni

lavorativi, l’obbligo di apertura di conti correnti,

tassata la prima casa fatta con

sacrifici e sudore ecc. ecc, la nostra pro-

vincia uscirà ancora più

penalizzata che mai.

Servirà a poco dire che

l’Italia ha fatto la sua

parte, quale parte, se poi

dietro si è lasciato solo

rovine e disperazione?

Nulla è stato fatto per

i disabili, nulla per la

famiglia, nulla per le

categorie più deboli.

Si è parlato tanto di fase

due, quella dello sviluppo,

ma intanto i cittadini

sono sempre più amareggiati,

confusi, le aziende “soprattutto quelle

piccole” chiudono, “ basta dare uno

sguardo al distretto industriale di Civita

Castellana”, per farsi un’ idea.

Campo de’ fiori

Ecologia e Ambiente

Che ne sarà della Tuscia?

Ci sono problemi concreti, soprattutto per i giovani, che non si riescono ad affrontare

Basta dare uno

sguardo al distretto

industriale di Civita

Castellana: si sta

fermando il cuore di

un intero polo

industriale che, da

solo, produce il 50%

del PIL dell’intera

provincia.

Si sta fermando il cuore di

un intero polo industriale, che da solo

produce il 50% de PIL dell’intera

provincia. Per non parlare poi del potere

di acquisto, di quello che è diventata la

moneta per tanti cittadini, la moneta

che dovrebbe essere un qual

cosa per far vivere meglio il

popolo, invece si è trasformata

o meglio, la stanno

facendo diventare la

peggiore pena e ricatto

per intere classi

sociali. Fino a quando

la nostra provincia

è in

grado di

affrontare e

resistere a questa

assurda crisi venuta da

così lontano? Perché non dicono

chiaramente, che le sovranità nazionali

non hanno più voce e ne avranno

sempre meno nel futuro? Quanto ancora i

poveri Cristi dovranno portare il peso di

un insieme di “manovre fatte con lacrime

e sangue” che servono solo ad affermare

un’ equità sociale apparente?

I giovani non vogliono

pagare per chi in passato

ha fatto scelte scellerate e

politiche poco lungimiranti,

portandoci a questo disastro

sociale. Perché non

dire chiaramente chi sono

i veri registi di questa crisi

globale? Mi domando

spesso che ruolo hanno

avuto le banche in questi

ultimi decenni.

I grandi banchieri, la BCE,

Banca d’Inghilterra e la

Federal Riserve, so bene

che questa è tutta un’altra storia, ma

visto che si parla tanto d’Europa, come si

spiega che proprio la Banca d’Inghilterra

ha il 17% del capitale della BCE, quando l’

Inghilterra è fuori dall’euro, che senso ha

una nazione fuori dal circuito dell’ euro che

controlla paesi dell’area euro? E’ possibile

che con la sua quota superiore a quella

italiana, francese e spagnola, la Banca

d’Inghilterra si insedia in un organismo

così importante come la BCE solo formalmente?

Lascio a voi ogni considerazione!!! Sta di

fatto che invece di cambiare il sistema, si

cerca di foraggiare ancora di più un sistema

che fa acqua da tutte le parti.E’ bene

che la gente sappia e prenda coscienza

che un territorio come il nostro ricco di

storia di splenditi luoghi e di antiche tradizioni,

non può fallire; il fallimento è ben

altro, non appartiene alla gente per bene,

onesta e volenterosa di questo territorio,

non può essere annientato per sempre

per colpa di poteri occulti che operano sia

dentro che fuori dai nostri confini. Se è

questo che vogliono questi speculatori dell’umanità

, ce lo dicano chiaramente.


20

di

Giuseppe Ferone

Durante questo

periodo di festività

natalizie leggendo

il testo sacro dei

cristiani, la Bibbia, quella

che tutti dovremmo

avere nelle nostre case,

e partecipando anche a

diversi dibattiti, sono

venuto a conoscenza di

un aneddoto che, o con

gli anni era caduto nel dimenticatoio oppure,

lo ammetto, ignoravo totalmente.

E’ uno di quegli aneddoti che ti lascia pensare

per ore quando sei da solo e non sai

cosa fare. Curioso, interessante, maledettamente

giusto e veritiero. Una di quelle

scoperte che ti fa capire quanto fino ad ora

sei stato un ignorante.

Nell’Antico Testamento, infatti, diversi apostoli

nel raccontare l’episodio cristiano

della Natività , che per capirci sarebbe

quella che noi comuni mortali ogni anno

dall’8 dicembre al 6 di gennaio ci cimentiamo

a raffigurare attraverso il nostro

caro presepe, evidenziano il fatto che le

prime persone a venire a conoscenza della

nascita di Gesù, il Messia, furono i pastori.

Già , quelle statuette raffiguranti i pastorelli

che di solito nel nostro presepe poniamo

accanto a dei batuffoli fatti con l’ovatta

che dovrebbero rappresentare le pecore.

Ma il punto non è questo. Il punto è un

altro: perché il grande annuncio viene

dato proprio ai pastorelli? Di tutte le persone

e personaggi che c’erano su quella

collinetta, su quella rocca, perché la notizia

del secolo viene data a coloro che rappresentavano

il più basso gradino della

scala sociale? La classe povera. Perché ?

Perché non ai Re Magi, che venivano da

mete lontanissime e che per assistere alla

nascita del figlio di Giuseppe e Maria percorsero

chilometri e chilometri. Almeno

loro erano nobili e portavano doni unici e

preziosi come oro, incenso e mirra.

Campo de’ fiori

Ma la Bibbia parlava davvero di cene lussuose a base di pesce?

UN NATALE DA RE … MAGIO

Perché i pastori prima di loro?

Sono passati secoli e secoli da

quell’episodio, eppure si è continuato,

anno dopo anno, a

ricordarlo così come ce lo

hanno raccontato gli apostoli

nell’Antico Testamento. O

almeno nella teoria. Ma nella

pratica? Nella pratica vi dico

solo che due o tre giorni prima

del 25 dicembre, in tutta Italia,

i negozi dove c’è la fila più

lunga sono le pescherie.

Cozze, vongole, gamberoni,

scampi, mazzancolle, astici,

aragoste, totani e calamari. Per

una cena degna di un Re magio.

Siamo diventati tutti Re magi? No. E’ proprio

questo il bello. La falsità del Natale

moderno. La grande truffa. Noi siamo tutti

pastorelli. La classe sociale medio-bassa.

Gente umile, gente sincera, semplice e

tradizionale. Ma i pastorelli di una volta

erano orgogliosi. Ne erano fieri di essere

pastorelli. Nel presepe vediamo queste

statuine con le guance arrossate dal vino

casareccio fatto in casa, vediamo queste

semplici persone orgogliose di sfoggiare le

loro pecore ingrassate pronte per essere

mangiate. Fieri della loro vista.

Consapevoli di non essere nessuno ma

contenti di esserci. Oggi invece siamo

ugualmente dei pastorelli, ma facciamo a

gara a chi sembra più un Re magio.

Facciamo sacrifici non per mandare avanti

la famiglia un altro mese, ma per riuscire

a fare una sola cena a base di pesce fresco.

I Re magi mangiano il caviale? E noi

piccoli emuli invece delle uova nere di storione

compriamo le uova di qualche altro

pesce per far vedere che anche noi possiamo.

Possiamo cosa? Apparire.

Se la Bibbia ci ha insegnato qualcosa, que-

sta cosa è proprio la

magia del Natale. E se per

anni abbiamo vissuto lo

spirito delle festività natalizie

come un qualcosa di

unico e speciale questo è

stato per merito del calore

della famiglia. Non degli

scampi. Se in un anno di

fatiche il lavoro e la frenesia

della vita di città non ci

permette mai di fare quattro

chiacchiere a tavola tra

parenti, il giorno di Natale

è un giorno dedicato interamente

a questo: alla

riunione familiare.

Si fa pace con i parenti con i quali si era in

lite, si gioca insieme, si ride e si scherza.

Ci si riunisce per far giocare assieme tutti

i cuginetti, che magari durante l’anno non

si vedono spesso. Questo è il vero Natale.

La semplicità . L’umiltà . Ecco perché proprio

i pastorelli. Ecco perché loro sono

stati i primi a venire a conoscenza della

nascita del Messia.

La tradizione del Natale, il vero significato

del Natale non è una grande cena di vigilia

a base di pesce o prelibatezze culinarie

varie. E’ lo stare insieme e mangiare anche

pane con le noci, pur di rivedere un parente

lontano. Non sono i regali, non è il consumo.

Non è neanche lo sfoggiare la casa

più bella dove poterlo trascorrere.

Quando si sta insieme durante le feste,

con tutti i parenti, amici o persone a cui

vogliamo bene, anche se solo per un

secondo, pensiamo alle parole della

Bibbia. Pensiamo alla felicità data dalla

semplicità e dall’umiltà . Quando finalmente

cominceremo a vedere case più piene,

famiglie più numerose e centri commerciali

più vuoti, allora sarà davvero Natale.


22

del Prof.

Massimo

Marsicola

Ènecessario compiere

uno sforzo

per cercare di

avvicinare il pubblico ai

grandi temi della filosofia.

Questo sforzo equivale

al tentativo della

filosofia di avvicinarsi

al grande pubblico. È

la filosofia che muove

il primo passo. È la

filosofia che cerca di

farsi conoscere.

Dov’è la filosofia? Qual è il suo luogo?

Qualcuno dirà: nei libri dei grandi filosofi.

No, la filosofia è nel pensiero; è

manifestazione del pensiero. E poichè

il pensiero si manifesta mediante

la parola, la filosofia è incarnazione

del verbo. Ma non basta. La filosofia

porta alla luce ciò che altrimenti rimarrebbe

nascosto. È aletheia, automanifestazione

della verità . Poichè tale automanifestazione

avviene mediante la ragione, l’intelletto,

la memoria, la volontà , in un discorso

logico, coerente, non contraddittorio,

la filosofia è manifestazione del logos.

Essa non sta fra le cose del mondo, ma sta

oltre le cose del mondo. Il suo luogo è la

sapienza stessa. Si muove per darsi all’uomo:

a colui che la cerca. E colui che la

cerca non può essere altri che chi cerca la

verità . Chi cerca la verità si mette

nella condizione di poterla incontrare.

E il suo incontro con la verità produce

la filosofia: manifestazione

della sapienza. Il luogo dal quale chi

cerca muove è il mondo. Chi cerca ha

dinanzi a sè l’essente, che è altro dalla

sapienza, e tuttavia fatto per mezzo di

essa.

Quel che noi chiamiamo essere, non è ,

nella sua realtà assoluta, ciò che corrisponde

all’essente. L’essente, nei suoi enti

specifici, è manifestazione dell’essere.

Manifestazione espropriata rispetto alla

sua vera realtà originaria, ma non espropriante.

Espropriante riguardo all’apparen-

Campo de’ fiori

La filosofia dell’essere

Essa è nel pensiero che si manifesta attraverso la parola.

za, in quanto che

ciò che appare è

manifesto e ciò

che è manifesto,

pur essendo

espressione dell’essere,

non coincide

con l’essere.

Negli enti, e per

mezzo degli enti,

l’essere è nel

tempo. Anzi, presso

gli enti, l’essere

si è fatto tempo: li

sostiene fin quando

la loro caducità

sussiste rimandando al loro fondamento. Il

rimando avviene per la caducità degli enti.

“In nessun luogo tra le cose noi troviamo

l’essere: ogni cosa ha il suo tempo. Ma

l’essere non è una cosa, non è nel

tempo”. Così si esprime Heidegger in

Tempo ed essere (1988). Alla contraddizione

irrisolvibile che deriva dalle parole da

lui utilizzate io rispondo che ‘la cosa’

(ente) nel suo starci (nel suo essere effettivamente

presente), trattenuta come cosa

determinata, identica a sè e differente

dalle altre, è , come le altre, sostenuta dal

tempo; lo esibisce come sua proprietà . In

tal modo dà testimonianza di ciò che

altrimenti ‘non sarebbe’.

Chi potrebbe mai, infatti, pensare all’eterno

se non partisse da un tempo determinato,

finito, che riguarda le cose con le

quali, tutti i giorni, ha a che fare? Tempo e

cosa richiamano l’essere (che pure rimane

per lo più nascosto) che si offre negli enti

solo come semplice presenza rimandante

a ciò che per lo più non compare. Grazie

al tempo l’ente assume significato in sè ,

pregnanza e funzione in relazione agli

altri. L’essere è nel tempo come cosa

(altrimenti non si potrebbe dire ‘essere’ di

alcunchè ). L’essere, con la cosa, è passato

al di qua, come determinazione.

Dall’idea alla cosa. Dal progetto all’esserci

effettivo materiale. Dal luogo della sua ori-

gine, metafisico per eccellenza in quanto

immateriale, si è trasferito ‘nell’altro’, in

ciò che è altro da sè . E si è potuto trasferire

mutando la sua forma; meglio,

prendendo forma come mondo: incarnandosi.

Il fatto di prendere forma richiede

una materia. Ogni materia è incarnazione.

Il mondo è ‘incarnazione dell’essere’. È

frutto di un passaggio da una condizione di

puro spirito ad una condizione di manifestatività

materiale.

Per manifestarsi l’essere ha dovuto incarnarsi.

Ha dovuto cioè prendere materia e

con la materia forma. L’incarnazione consente

di poter cercare la via dell’ssere

come sua origine. Ora, nell’essente, lo spirito

non compare se non come ‘altro’. E

questo altro è di specifica pertinenza dell’uomo

che, potremmo definire un ‘incarnato

speciale’.

L’uomo cerca, attraverso lo spirito, quello

stesso spirito di cui è fatto sia pure in

parte e da cui è tratto quale sua origine,

che noi chiamiamo Dio. Cerca perché è

nella determinazione. Cerca perché è fuori

dall’essere assoluto. Nell’essente, dunque,

l’essere è come tolto dalla sua natura più

autentica per darsi come ‘altro’. Il tempo è

il sintomo del suo accompagnamento,

giacchè la cosa è nel tempo con un tempo

suo proprio. Il tempo è , in quanto al di

qua, accompagnatore della cosa, legato

alla cosa. Se non ci fosse la cosa non ci

sarebbe il tempo. Il che equivale a dire che

senza il mondo e l’uomo, il tempo starebbe

presso di sè raccolto come fermo, eterno.

Tempo e cosa sono ‘il sintomo’ dell’incarnazione.

Il tempo però , non essendo ‘cosa’ è

garanzia dell’accompagnamento della cosa

da parte dell’essere. Il fatto che ‘ogni cosa’

è nel tempo è indice del fatto che l’Eterno,

l’essere nella sua interezza, accompagna

ogni vicenda: da esso ha origine e ad esso

ritorna.


24

Campo de’ fiori

LIBRERIA

Èuscita proprio in questi giorni, precisamente il 16 Gennaio 2013, la novità editoriale

della giovane Gaia Coltorti, dal titolo Le affinità alchemiche. Il richiamo alla

mente di un classico della letteratura mondiale, Affinità elettive di Goethe, è

immediato ed inevitabile, ma leggendo il romanzo, di paragoni con altre grandi opere

della letteratura se ne possono fare diversi. La storia racconta, infatti, un amore

impossibile tra due giovani, e qui il richiamo primo è per Giulietta e Romeo, ma c’è

un elemento ancor più profondo a complicare la situazione: il rapporto sanguigno tra

i due protagonisti. Giovanni e Selvaggia sono, infatti, fratelli gemelli. E la mente corre

subito ad un altro noto rapporto d’incesto risalente alla letteratura greca: Edipo e

Giocasta, Figlio e madre. Piuttosto coraggioso il tema scelto dall’autrice. Dopo essere

stati separati da piccoli a causa del divorzio dei genitori e cresciuti distanti, lei a

Genova con la madre poliziotta, Antonella, lui a Verona con il padre notaio, Daniele, si

ritrovano d’improvviso a diciotto anni, quando Antonella viene trasferita a Verona per

lavoro e si riavvicina all’ex marito, finché i due non decidono di tornare a vivere tutti

e quattro insieme. Giovanni rimane immediatamente ammaliato dalla bellezza di

Selvaggia, capricciosa e scostante, a volte dolcissima e vulnerabile, altre altera e

distante, per la quale tutto sembra iniziare come un gioco perverso da cui sa mantenere

emotivamente le distanze, ma l’amore finisce per travolgere tutto e tutti.

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Tra il materiale che

ho ricevuto, questa

è , in ordine

cronologico, la sua ultima

lettera, o meglio la

sua ultima cartolina

postale. E’ datata 26

Dicembre 1942, appena

dopo Natale, e

Turiddo, che ancora

di Alessandro Soli

spera nel suo ritorno a

casa, ribadisce di stare

bene e rassicura i genitori sulla sua salute.

Ma quello che mi ha meravigliato nel leggerla,

è il fatto che era convinto, come

penso lo fossero, tutti i soldati del suo reggimento,

che la vittoria presto sarebbe

arrivata. Trascriverò solo la parte iniziale

ed i saluti finali, perché li reputo importanti

per la conoscenza di Turiddo come

soldato e soprattutto come “civitonico”.

Campo de’ fiori

Come eravamo

Turiddo Madami... questo sconosciuto

Con gli amici

di Civita Castellana,

da sx: Turiddo, Enzo Sabatini,

Carlo Profili, Romeo Bastianelli.

La sua ultima lettera, poi il silenzio.

Fronte Russo P.M. 152 R. 26 Dicembre

Carissimi genitori ne godo nel ricevere vostre notizie, piacere mi fa,

che tutti state bene. Per di me non state in pensiero la mia salute

è ottima, e questo e tutto. Cara mamma non darti pensiero, fatti

coraggio, che presto sarà la nostra crande vittoria, così il tuo

neraccio fa ritorno fra le tue braccia che non vedo l ’ora di potervi

abbracciare à voi tutti. Miei cari sono le feste del S.Natale, ma

quando che venco le faremo lo stesso, benché che Natale e già passato.

Un forte abbraccio e tanti baci vostro figlio Turiddo.

Arrivederci presto. Tanti bacetti a Sandra. Buon Anno à tutti.

Baci Turiddo.

La mia salute è ottima, presto sarà la

nostra “crande vittoria”, il tuo ”neraccio fa

ritorno tra le tue braccia, tanti bacetti a

Sandra”. Sono queste le parole, che ricorrono

in ogni sua lettera, cioè l’importanza

della sua salute , il credere nella vittoria,

gli affetti famigliari, rivolti in modo particolare

all’unica nipotina Sandra. Poi, purtroppo

le cose precipitarono, fu fatto prigioniero

a Gennaio del 1943, niente corrispondenza,

mai più sue notizie. Il generale

inverno si stava prendendo la sua rivincita,

non solo sulle forze alleate, ma anche sul

nostro“Squadrò ”. Le cosiddette “sacche”,

che l’armata sovietica ben mimetizzata in

bianche tute, effettuava nei confronti delle

truppe italo-naziste, non lasciavano scampo.

Da qui malattie ed epidemie varie, tra

cui il tremendo tifo petecchiale, trasmesso

dai pidocchi, che decimò un esercito che

da tempo aveva bandito la parola “igiene”.

Un fisico atletico come quello di Turiddo,

non potè opporsi a questo triste evento,

lui che era stato sempre in ottima salute,

ora doveva fare i conti con questa malattia.

Nel ricordino-necrologio fatto stampare

dai famigliari, e pubblicato nella prima

puntata del mio ricordo, si legge testualmente

sotto la foto:

25

In memoria di Turiddo Madami soldato

52° Comp. Cannoni (D. Torino) Nato

a Civita Castellana il 28-10-1914

Morto sul treno diretto per la Siberia

il 25-5-1943. Già la Siberia, dove arrivavano

quei convogli che trasportavano i soldati

malati per essere successivamente

tumulati in fosse comuni. Si lasciava così

ai parenti lontani, non la consolazione di

una bara, ma il solo ricordo, attestato da

un semplice, freddo comunicato. Aver

avuto il modo di consultare il cospicuo epistolario

di questo nostro concittadino, è

sicuramente servito a me come “civitonico”,

per una più profonda conoscenza

della figura di Turiddo Madami ma, soprattutto,

l’averlo tolto dal “dimenticatoio”. La

mia speranza è che anche i più anziani e i

giovani, quando passano davanti al Campo

Sportivo Comunale, si ricordino che esso è

intitolato ad un calciatore civitonico, e in

quella piccola targa di travertino la T. di

Madami sta per Turiddo. A tal proposito mi

sto attivando con la nostra amministrazione,

affinché esso venga ricordato con una

targa più decorosa e completa, magari in

ceramica, perché Turiddo era un ceramista.

(fine)


26

Tra i compiti del

medico legale di

ASL vi è quello

di certificare l’idoneità

psicofisica con un certificato

redatto dopo

aver sentito i vari specialisti,

che la legge

prevede ed il medico

di famiglia.

A questo si dovrà

aggiungere una sua valutazione di presenza

o meno di controindicazioni all’adozione

motivandola.

Questo certificato che prevede anche

esami di laboratorio tra cui HCV, HBV ed

HIV ha, a mio avviso, un grande limite, è

pragmatico.

Si basa sulla conferma di quanto scritto dai

colleghi e non permette, in pratica, di

aggiungere impressioni sul comportamento

dei genitori e sulle loro dichiarazioni.

Questa visione, comprendo, deve essere

materia dello psicologo e sociologo, ma

passa per il servizio assistenti sociali, che

potrebbero avvalersi di indicazioni

non certo vincolanti del

medico legale.

L’adozione è un campo “minato”

per la difficoltà di movimento:

bambini adottabili sono

certamente presenti e in

numero, ahimè , generoso ed,

a mio avviso, destinato a crescere

se, come la società pare

indicare, il valore della vita

scenderà sempre di più.

Tout malgrè le difficoltà per adottare sono

sempre maggiori, legate ad una legislazione

lunga e resa difficoltosa, oltre il limite

auspicabile e condivisibile.

La stessa certificazione medica richiede

esami obsoleti quali il Tine test o la VDRL

(sifilide) legati alla vecchia società italiana,

ma non è questo certo un grave

impaccio per l’iter.

La visita psichiatrica, a mio avviso importantissima,

dovrebbe essere figlia di un

periodo di osservazione maggiore del semplice

colloquio per la certificazione stessa.

Campo de’ fiori

L’ADOZIONE: tanti i bambini, ma troppo

difficoltose le pratiche burocratiche

del Dott. Sergio

Funicello

Andrebbe data attenzione

maggiore alla finalità della

richiesta d’adozione onde evitare

un orribile fac-simile di

mercato degli “schiavetti”

(ricordiamo che molti bimbi

sono adottati solo verso i

10/13 anni) o un regalo fattosi

dai richiedenti solo per soddisfare

il loro voler apparire genitori.

Esiste, purtroppo, anche la

pedofilia che viaggia, raramente,

ma non eccezionalmente,

su questi binari e da essa i

bimbi vanno salvaguardati anche con un

accurato monitoraggio post adozione.

Ricordate che il pedofilo raramente è il

tipo strambo che incontrate per strada,

molto più spesso egli indossa giacca e cravatta

e vi abita nello stesso palazzo o,

accade, nelle stesse mura domestiche.

Non sempre è un maschio anche se la

donna pedofilia, nella sua minor evidenza,

appare, ma non è così, meno evidente,

ma dannosa.

Le adozioni possono

essere nazionali ed

internazionali, le prime

difficilissime da realizzare,

le seconde un po’

meno, ma costosissime

(anche più di 35.000

euri).

Di contro il bambino

che arriva in una casa

famiglia è portatore,

per la stessa, di un quotidiano di circa 150

euri/die a fronte di un costo reale che non

supera i 20/30.

Andrebbero riviste le case famiglia e la

preparazione di coloro che vi lavorano,

cominciando da psicologi e sociologi fino al

personale delle pulizie, passando per le

assistenti sociali.

Si deve volere una sola cosa dall’adozione:

LA FELICITA’ E LA TRANQUILLITA’ DEL

BAMBINO.

In breve inciso vorrei che fosse sempre

super pubblicizzato che le donne incinta in

Le adozioni possono

essere nazionali ed

internazionali, le

prime difficilissime da

realizzare, le seconde

un po’ meno, ma

costosissime (anche

più di 35.000 euri).

difficoltà , senza che nessuno esprima

alcun giudizio potranno, se non vorranno

riconoscere il bambino, partorire in ospedale

con la dizione di DONNA CHE NON

VUOL ESSERE NOMINATA.

Riceveranno tutte le cure del caso e saranno

dimesse senza aver mai visto il neonato

che, curato e ben seguito, sarà dato in

adozione.

Esistono anche le culle termiche dove, chi

non volesse proprio recarsi in ospedale (e

non se ne capirebbe il motivo), potrà

depositare il bambino.

Insomma un rischio infanticidio inutile

essendo, quanto suddetto, assolutamente

a disposizione delle donne.

I genitori devono sapere che molto spesso

bambini tra i 5 ed i 12 anni sono stati abusati

o seviziati.Per tale motivo senza un

amore vero e forte l’adozione non sortirà

effetti benefici importanti, il solo giocattolo

o vestitini o stanzette finalmente belle e

a dimensione bambino, danno allegria e

piacere momentaneo.

Certo anche queste cose avranno il loro

valore, ma la certezza dell’amore, che è la

“IL DOMANI”, che per queste creature,

dobbiamo assolutamente tentare di sommare

a serenità e sicurezza che sono quello

che, invece, vorremmo fosse regalato

loro assolutamente innocenti.

Un’altra cosa sogniamo: genitori adottanti

dimentichi, un minuto dopo aver raggiunto

il traguardo, d’essere tali almeno nel

99.9 % dei casi e qualcosa di più.


Campo de’ fiori 27

TERAPIA OCCUPAZIONALE

Ottimo aiuto, ma molto poco conosciuto ed incentivato

Qualche tempo fa si presenta

da noi, in redazione,

un giovane neolaureato

in Terapia occupazionale,

Francesco Florio, entusiasta

della professione da lui

scelta, ma allo stesso tempo

molto amareggiato e deluso di

come, soprattutto in Italia,

questa figura professionale

venga, purtroppo di molto,

sottovalutata. La sua è stata,

verso di noi, una richiesta di

aiuto a sensibilizzare e far

conoscere a tutti, in particolar

modo a chi non opera nell’ambito

sanitario, il ruolo del terapista

occupazionale.

Questa disciplina si afferma, come tale,

dopo la fine della prima guerra mondiale

negli Stati Uniti d’America, quando ci si

accorge che gli invalidi di guerra necessitavano

si di una riabilitazione fisica, ma

anche di essere reintegrati nella società ,

di riprendere regolarmente la vita che avevano

lasciato prima di partire, nonostante

le più o meno gravi conseguenze che avevano

riportato. Riconosciuta l’importanza e

la specificità di una figura professionale

che fosse in grado di seguire e supportare

il paziente, la disciplina si diffonde nel

resto del mondo. In Italia essa viene effettivamente

istituita solo nel 1997 e, benché

siano ormai trascorsi più di quindici anni,

su di essa non si è posta ancora piena

attenzione. E’ stata prediletta la figura del

fisioterapista molto più conosciuta, affermata

da tempo ed utilizzata. Ma il lavoro

del terapista occupazionale non sostituisce

affatto quello del fisioterapista, anzi, va a

supportarlo, arricchendo quel lavoro di

equipe, insieme anche al medico specialista,

che si dovrebbe venire a creare intorno

al paziente.

Diversi sono, infatti, gli ambiti nei quali

esso si trova ad intervenire: neurologico,

al fine di normalizzarne i movimenti; ortopedico,

per una corretta riabilitazione fisico

motoria; geriatrico, con lo scopo di

restituire alle persone anziane affette da

patologie, una certa autonomia; psichiatrico,

cercando di potenziare le sane capacità

dell’individuo attraverso occupazioni

ludico ricreative; pediatrico, attraverso la

rieducazione e lo sviluppo delle abilità

deficitarie.

Il primo compito del terapista occupazionale

è quello di osservare e valutare a

fondo le capacità e le mancanze del

paziente, per poi agire di conseguenza e

valorizzare ciò che sa già fare, recuperando

le sue lacune. Ma il compito del

terapista occupazionale è anche quello di

valutare l’ambiente in cui il paziente si

muove, in particolar modo quello domestico,

individuando quei piccoli accorgimenti

e supporti che possano facilitarne gli spostamenti

ed evitare disagi. Tutto tende

comunque ad un unico importantissimo

fine: restituire autonomia a chi l’ha persa

a seguito di incidenti, traumi e malattie, e

reintegrarlo in tutti gli ambiti sociali.

Ridare, a chi l’ha persa, una vita, nei limiti

del possibile, normale.

Chiedo a Francesco se tra le esperienze

che ha già avuto, ce n’è stata qualcuna

che lo ha particolarmente segnato.

“Per ora ho svolto diversi tirocini: al centro

Socio educativo Rosa Merlini Frezza di

Civita Castellana, dove sono stato a contatto

con i ragazzi disabili mentali, con i

quali mettevo a frutto il cuore della

terapia occupazionale, che come

dice il nome stesso, è incentrata

sul fare, sul tenere il paziente occupato,

individuare quali sono le sue

abilità e le sue qualità e lavorare

su quelle attraverso attività anche

ludiche. Poi ho fatto tirocinio al

Policlinico Umberto I di Roma, dove

invece ho avuto esperienza più al

livello ortopedico vero e proprio.

Ma grande soddisfazione ho avuto

con un ragazzo tetraplegico di

diciotto anni di Viterbo, durante il

tirocino alla Asl. Insieme ad un

altro collega abbiamo lavorato

molto sulle attività manuali ed è ,

così, riuscito ad ottenere grandi miglioramenti,

grazie al nostro programma di recupero.”

Francesco, come purtroppo moltissimi

neolaureati italiani, è alla ricerca di un

posto di lavoro dove poter mettere a frutto

tutte le sue conoscenze e la passione

per questo lavoro. Non sono molti i terapisti

occupazionali ma sono ancor meno i

posti disponibili, quasi nulli nell’ambito

sanitario pubblico e scarsi nelle cliniche di

riabilitazione private. E mentre Francesco

dice: “Vorrei lanciare da queste pagine un

appello: che la terapia occupazionale non

venga sottovalutata”, intanto cerca di fare

esperienza a domicilio, soprattutto con gli

anziani e con quanti hanno subito interventi

o stanno seguendo un programma di

riabilitazione a seguito di incidenti.

Ermelinda Benedetti


28

Artista dal talento

fluido e cristallino,

rasenta la semplicità

pura nel sentire la vita

in una sorta d’irrefrenabile

desiderio di comporre:

tutto lo interessa, perché

tutto ciò che lo circonda

è oggetto della sua

osservazione, perché

tutti coloro che lo incon-

trano sono suoi amici di viaggio. ROBERTO

URBANI nasce a Vallerano il 24 gennaio

1965 e nel corso della sua esistenza “per

niente facile” come dice lui, ha intrapreso

la strada della formazione come artista pittorico,

artigiano e poeta, che tranquillamente,

potremmo definire “naif”, in quanto

semplice nello stile e nella scelta del lessico,

essenziale e diretto, comunicativo e

simpaticamente eloquente di quel mondo

che quotidianamente ne assapora “gli

aromi”, ne conosce i significati”. Roberto

Urbani riesce con la sua arte a trasmettere

i momenti di gioia che lui percepisce e

vive come un vero e proprio dono di Dio

nel quale crede e dal quale riesce a sentire

l’Amore con la lettera maiuscola. Il linguaggio

è volutamente familiare, autentico

e originale. Lavora e opera presso la

bottega di Mastro Ricci in qualità di corniciaio,

sita nel centro storico di Civita

Castellana. Mastro Ricci per lui rappresenta

l’insegnante per eccellenza che lo

guida, lo istruisce e lo incoraggia nell’acquisizione

dei rudimenti di bottega e non

solo. Roberto è grato per questo e anche

per aver ricevuto il Dono grazie al quale

prova un’emozione particolare e un’intima

soddisfazione nel vedere sul suo cammino

artistico come la gente apprezzi le sue

opere, sia di arte visiva che poetica.

Proponiamo alcune delle sue poesie di

gusto estremamente “pop” e “naif”.

Campo de’ fiori

Associazione Artistica Ivna

ROBERTO URBANI E LE SUE PROFONDE POESIE EMERGENTI DALLA

SENSIBILITA’ E DAL SENTIRE LA VITA COME DONO PREZIOSO.

della Prof.ssa

Maria Cristina

Bigarelli

Saluta Mastro Ricci

Ciao Marescia’, adesso devo tornare ar paese, Vallerano.

Si perdo l’ultima corriera nun posso dormì in bace.

So 20 chilometri ad annà e 20 a tornà.

Ma ‘o paese tuo, quello che hai scritto su libbro a corriera ce mette tanto?

Tie’ ho scritto sta’ poesia pe tte’ che sei speciale…”.

A Truppetta San Marco

“La nocchia”

Oh quant’è bella la nocchia

Che se raccoglie l’autunno con la macchina co’ dubi

Co’ la polvere che te magna

Ma quanto son belle le nocchie

Ma si te roppono

la nocchia mica è tanto bella

roppono nel senso delle femmine

che pe fa dozzetti

le femmine roppono le nocchie co’ zassi

E pè la turca nocchia

Che frega l’italiana pe’ me sa mejo l’italiana che le turche… (2012)

Le cascate

Fluttuano come pensieri uscenti

Esclusi dal Sole

In questa macchia assorta

Il vento echeggia piano

Portandoti lontano

Riposiamo le nostre membra esauste

Dalla camminata

Una dolce

Ma leggera ebbrezza

Invade l’anima e la mente. (2007)

La Morte di Don Luigi

Tu che rappresentavi Vignanello

Tu che sei una grande perdita per Vignanello

Tu gagliardo e bello

Tu sempre proteso al debole […]

Però la verità è che eri troppo buono […]

Caro don Luigi a me hai fatto sempre del bene

E te ne sono grato

Ora finalmente riposi in pace


30 Campo de’ fiori

Feste e tradizioni nella Civita

Castellana degli anni Trenta

di Francesca

Pelinga

Negli anni trenta

durante il Natale

vi era come

adesso la mostra dei

Presepi che venivano

esposti pubblicamente

e vi partecipavano:

l’Orfanotrofio, le suore

Francescane, la chiesa

di San Benedetto, le

scuole. Durante il

Fascio vi era poi la Befana Fascita per i

figli del popolo, infatti circa trecento bambini

ricevevano, dalle autorità locali, in

dono, un vestitino accompagnato da

dolci, giocattoli e una cartolina raffigurante

la befana fascista, la festa veniva fatta

nell’aula Consigliare addobbata, per l’occasione

con piante, fiori e bandiere. Vi era

l’Associazione turistica “Pro

CivitaCastellana” che doveva dare un contributo

all’avvenire turistico, industriale,

commerciale e artistico del nostro paese

ed organizzava feste ed eventi. Il presidente

era Alberto Cossio. Durante l’ultimo

giorno di carnevale vi era il Festival del

Fritellone, che veniva cosi festeggiato:

dalle ore 16 alle ore 17 le sfilate dei carri

allegorici organizzati dalla Pro Loco,dalle

ore 17 alle ore 18 il ballo dello “scroccafuso”

su una piattaforma in piazza, alle

19,30 estrazioni di premi gastronomici da

consumarsi nei vari ristoranti cittadini e

caffè , infine i tradizionali “frittelloni” cosi

come dice la tradizione popolare “un fritellone

per boccone e un bicchiere per fritel-

lone”.Alle ore 20.00 i fuochi artificiali, dopo

si ballava di nuovo sino alle ore 23.00,

dopodiche si bruciava “o puccio”. Due

orchestre, dirette dal maestro Ceccarelli,

si alternavano nell’esecuzioni di vecchie e

nuove canzoni per la gioia di tutti presenti

giovani ed anziani. Per l’occasione la tramvia

aumentava le corse per permettere ai

forestieri di raggiungere Civita.

Altra festa popolare era quella di San

Giovanni, nel nuovo quartiere oltre il Ponte

Clementino nella via Clementina (Via della

Repubblica), ed era la “Festa della

Lumaca di San Giovanni”. Tutta la via

veniva addobbata con luci, festoni. Oltre le

lumache, anche un grande ballo all’aperto,

a mezzanotte spettacolo pirotecnico e di

nuovo balli sino all’alba.

Vi era poi il rancio sociale della Società

dei Giovani Cacciatori che nel periodo

della caccia organizzava un pranzo nel

ristorante, in via Flaminia, del cacciatore

Giano Soli. Non a caso si chiamava la

“Trattoria del Cacciatore”.

Il lunedì dopo Pasqua vi era la poggiata

di Santa Susanna nei prati antistanti la

chiesetta appollaiata a mezza costa sull’altopiano

che si affaccia sulla stretta valle

del fiume Treia. I civitonico vi si recavano

chi con carri, qualcuno con il calesse privato,

altri a piedi e negli anni Trenta venne

ripristinato l’albero della cuccagna, il concertino

degli sfinfaroli, e il gioco della

padella affumicata (si doveva liberare con

i denti la moneta attaccata alla padella).

La domenica dopo la Pasqua c’era la pog-

giata alla Madonna delle Piagge,

ancora oggi molto sentita dai civitonici. Vi

era la messa nella chiesa poi la banda suonava

nel sagrato e, dopo, tutti a far

merenda nei prati del belvedere.

Nei giorni 15,16,17,e 18 settembre vi

erano i festeggiamenti in onore dei

Santi Patroni, da via Garibaldi a Corso B.

Buozzi veniva sospeso il traffico, in piazza

Matteotti vi erano le esecuzioni delle

bande venute da tutta la provincia.

Durante il fascismo, negli anni Trenta in

particolare, vi fu una forte ripresa delle

attività delle bande, fenomeno che pare

solo in parte indotto dal regime. Il 16 settembre

al mattino, la pesca di beneficenza

a favore della banda musicale “Virgilio

Mazzocchi”, poi la corsa campestre. Alle 17

intrattenimento musicale ed alle 20 processione

e illuminazione artistica del

Duomo. Il 17 settembre la grande fiera di

merci e bestiame, poi alle 16,30 trattenimento

musicale e alle 18,30 l’estrazione

della tombola di L. 2000 a favore dell’asilo

infantile (che era comunale) divisa: cinquina

L. 400, tombola L. 1200, tombolino

L. 400. Alle 20,30 fuochi artificiali. Il 18 il

sacramento delle Cresima veniva impartito

dal Vescovo e alle 18 di nuovo una tombola

a favore dei combattenti. Lo stesso giorno

vi era la corsa ciclistica, che durava da

circa 20 anni, oltre le funzioni religiose con

il concorso dei cantori delle cappelle romane.

Infine il grande concerto della banda in

piazza per la festa di Santa Cecilia.


Trucco d!epoca

Campo de’ fiori 31

Trend degli ultimi sessant!anni...

Make-up,outfit,acconciatura,manicure,figura della donna

di Ilaria Palanga

Anni’80: la donna e la sua eccentricità

C’è la nascita delle discoteche con luci stroboscopiche.L’eccesso in fatto di make-up, capelli e abbigliamento era diventata una regola.

Si trovano in commercio i primi videogiochi (Atari, Commodore, Nintendo), le musicassette e i floppy disk. Nascono nuovi generi musicali:

pop (Madonna, Cindy Lauper, Duran Duran Spandau Ballet, Michael Jackson); rock (Depeche Mode, Police, Cure); Glam (nelle accezioni

pop, rock e metal), ad esempio Europe, Motley Crue, dal look caratterizzato da capelli multicolore cotonatissimi, trucco pesante e

appariscente, abiti oltragiosi ed esagerati. Nel 1981 si formano i Metallica, e si sciolgono gli Abba; nel 1983 i Red Hot Chili Peppers, nel

1984 esce il singolo “Like a Virgin di Madonna”, nel 1985 si esibiscono i Guns’n’Roses. Nel 1986 esplode il reattore nucleare di Chernobyl,

nel 1987 gli scienziati scoprono il buco dell’ozono in Antartide, e viene eletto Bush presidente. Nel 1989 cadono i regimi comunisti e il

muro di Berlino. Insomma questi anni furono decisamente cruciali nell’influenzare gli stili e le mode di tutto il mondo.

La figura della donna. La società subisce cambiamenti per via della contraccezione, ossia il controllo delle nascite attraverso la pillola

che veniva vista come una forma di libertà da parte delle donne. Le donne potevano, attraverso il controllo della maternità , programmare

di avere maggiori possibilità di fare carriera.Tutto ciò rendeva più completa le potenzialità femminili ma anche difficoltose

le scelte di maternità . Si accende appunto in questi anni una questione che tutt’ora ci vede protagonisti: il dibattito sulla pillola abortiva.Al

centro degli anni ‘80 troviamo l’emergere di altri due fenomeni di rilievo, ossia l’AIDS e le tecnologie della riproduzione.Verso la

fine degli anni ‘70 e l’inizio degli anni ‘80 una nuova generazione di femministe revisiona le posizioni tradizionali: la maternità non è

più vista come qualcosa dal quale liberarsi e si chiede l’indipendenza dai dottori rifiutando i parti medicalizzati.

Out fit. Le donne amavano affermare la propria personalità con giacche e maglie dalle spalline imbottite alte e spesse (alla Star Trek)

e i pantaloni calzavano come una seconda pelle, ed erano aderenti alla caviglia.Molto in voga anche gli scaldamuscoli e gli orecchini

grandi, le collane, le catene e le borchie, i guanti di rete e i gioielli in plastica fluo. I materiali usati per i tessuti sono

scintillanti e luccicanti: pelle, lurex, laminati, raso. Negli abiti da sera si trovano fiocchi enormi, pizzi, taftà , rouche

(tessuto montato ad onde). I grandi stilisti del momento erano Giorgio Armani, Krizia con le sue creazioni di stampe

che rappresentavano grandi animali feroci, Nicola Trussardi e tutta la vasta gamma del suo pellame, Moschino

con le sue linee spiritose, Blue Marine (pseudonimo di Anna Molinari) e Laura Biagiotti, Kenzo, Calvin Klein e

Max Mara. Paninari (cool vip) caratterizzati da piumino Moncler, le ragazze con le gonne a pieghe scozzese (kilt),

occhiali da sole a goccia tipo Ray Ban,Timberland. Dark look cupo e gotico. Punk che nasce in Inghilterra alla fine

degli anni ‘70, e va contro la società perbenista; capelli colorati, creste, borchie, catene e il famosissimo “Chiodo”.

DIVE/ICONE. Madonna (Madonna Louise Veronica Ciccone) diva americana capace di attirare l’attenzione dell’opinione

pubblica con i suoi comportamenti trasgressivi. Loredana Bertè , una delle più importanti cantanti italiane,

dotata di una forte personlità vocale e di un indiscusso talento interpretativo. Reneè Simmonsen, modella e attrice

danese. Grace Jones (Grace Mendoza) regina della disco-music di origini giamaicane. Brooke Shields, pseudonimo di

Brooke Christa Camille Shields, attrice e modella statunitense degli anni ‘70, ‘80 e ‘90. Ivana Spagna, cantautrice italiana.

Anna Oxa, pseudonimo di Iliriana Hoxha cantante e conduttrice televisiva italiana di origini albanesi. Cyndi

Lauper, nome d’arte di Cynthia Ann Stephanie Lauper, cantante statunitense. Donatella Rettore, cantautrice italiana.

Kelly LeBrock, attrice e modella britannica. Lorella Cuccarini, ballerina, cantante, conduttrice televisiva showgirl sco- Madonna

perta da Pippo Baudo. Heather Parisi, pseudonimo di Heather Elisabeth Parisi, ballerina e cantante statunitense di origine

italiana, anch’essa scoperta da Baudo. Susanna Messaggio, personaggio televisivo italiano per lungo tempo valletta

di Mike Bongiorno. Eleonora Brigliadori, attrice televisiva italiana. Eleonora Giorgi, attrice, regista, sceneggiatrice

e produttrice cinematografica italiana. Lory del Santo, showgirl, famosa per aver partecipato a Drive In, ebbe una

relazione con il chitarrista Eric Clapton. Sabrina Salerno, cantante e showgirl italiana, scoperta da Claudio Cecchetto.

Samantha Fox, cantante e modella britannica. Whitney Houston, pseudonimo di Whitney Elisabeth Houston, cantante

e attrice statunitense, universalmente riconosciuta come una delle più talentuose cantanti di tutti i tempi, chiamata

semplicemente “The Voice” per le caratteristiche uniche della sua voce. Tina Turner, nome d’arte di Anna Mae Bullock, Houston

cantante e attrice statunitense tra le più famose del panorama di Rithm&Blues.

Parisi e Cuccarini

Copia il look: (trucco,acconciatura,manicure).

Periodo dei make up esagerati per quanto riguarda i colori accesi di: ombretti, fard e rossetti. I rossetti scuri e i capelli voluminosi (soprattutto

nelle frange, ecco perchè si faceva tanto uso di lacca).La matita e il mascara blu spopolano, così come l’ombretto viola. Base piuttosto

scura e molto abbronzata (anche artificialmente con la terra di sole) e quindi molto calda in contrasto col colore degli ombretti (blu

elettrico e fucsia), colori freddi. Sopracciglia selvagge e molto folte.Si usava pettinarle verso l’alto e poi venivano fissate con il gel. Palpebra

piena fino alla sopracciglia senza punti luce.Quasi sempre nero, oppure il tipico

arcobaleno (variazioni) ossia con colori contrastanti dall’attaccatura delle ciglia

fino alla sopracciglia.Uso di tanto mascara stratificato. Fard in eccesso con tendenza

verticale. Labbra con contorni scuri e ben definiti, quasi sempre riempite

di colori perlati. Nessun criterio di armonia nella scelta dei colori per gli occhi. C’è

un momento di confusione, ad esempio il contrasto tra trucco dai colori caldi e

vestiti dai colori freddi. Il filo conduttore è il colore: ombretti perlati e fluorescenti:blu

elettrico, fucsia, verde smeraldo. La tipologia dei prodotti: perlati, iridescenti,

metallici (non glitterati!!). Uso portare unghie appariscenti, dai colori

sgargianti e squillanti e dai colori fluorescenti. Generalmente questa era in linea

di massima la moda, perchè non ce n’era una seguita da tutti nello stesso modo.


32

di Secondiano

Zeroli

Un calice metallico

alto dieci

metri e pesante

cento quintali, opera

ventennale d’uno scultore-operaio

di Como,

rappresenterà iconoclasticamente

lo straordinario

evento religioso

del biennio

2013-2014, che ricorda

il 750° anniversario

dell’istituzione del Corpus Domini. L’opera

è stata collocata nella centrale piazza

Matteotti a Bolsena e vi rimarrà sino al 1°

gennaio del 2014, quando sarà spostata

in piazza del Duomo ad Orvieto e dove vi

resterà fino al novembre dello stesso

anno. E per tutti i due anni i fedeli, che si

attendono a decine di migliaia, avranno la

possibilità di beneficiare dell’indulgenza

plenaria, come per gli anni giubilari, attraversando

la porta santa della cattedrale di

S. Cristina a Bolsena (dove si compì il

miracolo) o la porta santa del duomo di

Orvieto (chiesa fatta costruire da Papa

Urbano IV, proprio per ricordare il miracoloso

evento). Il gesto dell’apertura della

porta santa ci richiama al Vangelo di S.

Giovanni: ”Gesù disse loro di nuovo: in

verità , in verità io vi dico: io sono la porta

delle pecore. Tutti coloro che sono venuti

prima di me, sono ladri e briganti; ma le

pecore non li hanno ascoltati. Io sono la

porta: se uno entra attraverso di me, sarà

salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo”.

Durante il periodo del Giubileo ogni cri-

Campo de’ fiori

Giubileo eucaristico (2013-2014)

a Bolsena ed Orvieto

Un calice metallico per ricordare uno straordinario miracolo

stiano, attraversando la porta santa d’una

delle due chiese, potrà ricevere

l’Indulgenza, adempiendo a tre condizioni:

confessione sacramentale, comunione

eucaristica e preghiera secondo le intenzioni

del Sommo Pontefice (un Pater e

un’Ave), ma è data ai singoli fedeli la

facoltà di recitare qualsiasi altra preghiera

secondo la pietà e la devozione di ciascuno

verso il romano Pontefice. “La scelta

del Giubileo Eucaristico ,con annessa

Indulgenza plenaria, sta ad indicare il fondamentale

carattere religioso e spirituale

delle celebrazioni centenarie finalizzate

alla conversione, al rinnovamento interiore

e all’evangelizzazione”, afferma il

Vescovo della diocesi di Orvieto - Todi,

mons. Benedetto Tuzia. Bolsena, pur trovandosi

in provincia di Viterbo, fa infatti

parte di questa diocesi umbra, proprio in

virtù del prodigioso miracolo, avvenuto

nel 1263, quando un sacerdote boemo, in

forte dubbio sulla reale presenza di Cristo

nell’ostia consacrata, vide stillare dalla

stessa, delle gocce di sangue. L’evento

ebbe subito vasta risonanza. Sul luogo

accorsero anche il domenicano Tommaso

d’Aquino ed il francescano Bonaventura

da Bagnoregio, che ne garantirono l’autenticità

. Il papa Urbano IV, l’anno successivo,

istituì la festa del Corpus

Domini. Da allora Bolsena ricorda il prodigio,

con la realizzazione di infiorate artistiche,

che attraversano l’intero centro

urbano, lungo un percorso di quasi tre

chilometri. Anche Orvieto, con il suo prestigioso

corteo storico, rinnova, ogni anno,

la sua devozione ad un miracolo che ha

segnato profondamente la storia ultrasecolare

della Chiesa cattolica.


di Arnaldo Ricci

arnaldo_ric@yahoo.it

Essendo nato nel

1947, per “nostra

infanzia “ intendo

il periodo che và

dalla fine degli anni 40

alla fine degli anni 50;

sono proprio questi

due lustri che mi

appaiono come nitido

ricordo di quel

periodo, quando vedo una vecchia foto,

oppure un’immagine raffigurante una delle

automobili ( si potrebbe anche dire un’automobile

italiana ) allora circolante.

Ovviamente questo perché la “memoria”

visiva della nostra generazione non può

andare all’indietro nel tempo, oltre il periodo

sopra descritto.

Pertanto dopo queste considerazioni, l’automobile

più “anziana” che abbiamo visto

circolare noi, odierni sessantacinquenni,

credo sia, sempre secondo i miei ricordi,

la gloriosa Fiat 508/A chiamata anche

“Balilla”.

Fiat 508/A (Balilla) versione berlina

La produzione della Balilla raffigurata in

foto, iniziò nel 1932 e terminò nel 1937;

questo significa che noi, bambini di allora,

vedevamo in circolazione queste auto,

vetuste più o meno, di una quindicina

d’anni; alcune anche di venti.

Come è noto storicamente, le case automobilistiche

di allora dovevano operare e

produrre secondo schemi predeterminati

dalle autorità governative, con regole

molto più restrittive di quelle attuali.

Infatti il governo aveva raccomandato alla

FIAT di contenere il prezzo di questa, allora

nuova autovettura, intorno alle 10.000

lire. Per i progettisti fu molto arduo riuscire

a realizzare un’ auto da vendere poi

entro quel prezzo; alla fine però vi riuscirono

e quando fu presentata al pubblico

alla fiera di Milano, il 12 aprile 1932, essa

costava esattamente 10.800 lire! Lo stipendio

medio di operai ed impiegati era

però di circa 300 lire! Secondo uno dei

miei zii, poche famiglie potevano permettersi

il lusso di comprarne una! E’ da tenere

presente che la FIAT 509 (autovettura

precedente alla Balilla) nata nel 1925, per

cui sette anni prima, costava ben 18.500

lire! Giusto per avere una unità di valuta-

Campo de’ fiori 33

LE AUTO DELLA NOSTRA INFANZIA

Fiat 508/A “Balilla”

zione per i giovani di adesso, quando dico

che si vedevano circolare queste Balilla, si

pensi che a Civita Castellana su una popolazione

di circa 12.000 abitanti nel 1951,

potevano circolarne al massimo 5 o 6!

Presumo che a Fabrica di Roma, su una

popolazione, allora di 3.000 abitanti, se ne

potessero contare soltanto 1 o 2!

La nostra Fiat 508 Balilla, montava un

motore a 4 cilindri in linea ed aveva una

cilindrata di 995 cm cubi, potendo sviluppare

una potenza di 20 CV a 3500 giri al

minuto. La velocità massima raggiungibile

era di 80Km/h; su tutte le quattro ruote

montava freni a tamburo. Il cambio era a

tre marce + retromarcia e la trazione era

sulle ruote posteriori. Aveva 2 porte e

quattro posti compreso il conducente. Il

peso era di 680 Kg.

Nel 1934 fu prodotta la versione quattro

marce con rapporti di trasmissione modificati,

che sostituiva la precedente, e venne

chiamata Fiat 508/B. Inoltre, su richiesta,

si potevano avere quattro porte.

Durante i cinque anni di produzione (1932

– 1937) ne furono realizzati circa 112.000

esemplari, vendute anche all’estero, in

sette versioni: berlina, spyder, coupè , torpedo,

torpedo militare, spyder militare,

camioncino militare. Quelle che abbiamo

visto noi bambini, dalle nostre parti, erano

quasi tutte berline ed ovviamente erano le

ultime circolanti. Esse sparirono dalla circolazione,

se ricordo bene, a metà anni

‘50. Dalle mie ricerche risulta che a Fabrica

di Roma ne circolava ancora una nel 1960!

Foto scattata a Civita Castellana nel 1952

– la ragazza accanto ad una Fiat 508/B 4

porte Balilla è Nella Quattrini,

sorella di Silvia.

La Balilla venne prodotta anche in Polonia

e messa in commercio con il nome di

Polski Fiat 508, inoltre vi fu anche una produzione

in Francia negli stabilimenti

SIMCA – FIAT.

Oltre le versioni di cui sopra, vi furono carrozzieri

privati, un po’ sparsi in tutta Italia,

che trasformavano queste vetture in pickup,

termine inglese-americano che a quei

tempi era sconosciuto a noi italiani; la

chiamavamo semplicemente camioncino.

FIAT 508/A Balilla trasformata artigianalmente

in camioncino o pick-up come si

dice attualmente

Nello stesso anno in cui fu presentata la

versione berlina della 508/A, fu anche presentata

in autunno la versione militare

spyder chiamata 508 spyder/M; al Regio

Esercito esso furono consegnate nel 1933,

dopo regolare gara. Essa fu operativamente

impiegata, quasi contemporaneamente,

sia nella guerra civile spagnola che in quella

d’Etiopia.

FIAT 508 spyder Militare Balilla

La versione spyder militare aveva le ruote

maggiorate, le sospensioni più robuste ed

il filtro dell’aria modificato, inoltre il portabagagli

conteneva un terzo sedile utilizzabile

all’occorrenza.

Dalla FIAT fu anche prodotta una versione

camioncino militare, ovviamente di gran

lunga migliore di quella prodotta artigianalmente

dai carrozzieri privati; esso

aveva una portata di 350 Kg.

Fiat 508 /M Balilla versione Camioncino

Anche se queste auto le abbiamo viste circolare

sulle nostre strade fino alla metà

degli anni ‘50, esse sono comunque classificate

tecnicamente auto dell’ante guerra e

gli esperti di storia automobilistica la considerano

l’auto con la quale, per la prima

volta, si è timidamente tentato di dare inizio

alla motorizzazione di massa degli italiani.


34

di

Daniele Vessella

Campo de’ fiori

Inguardabile, sotto molti aspetti. Riporto l’idea (che era pure

affascinante) tratta dal sito dell’editore: “Seguite il risveglio

di Elisabeth, mentre scopre esattamente che cosa c’è al di

là del velo della morte. Una storia tesa, cupa, quintessenzialmente

gotica, da uno dei team creativi più prestigiosi d’Europa.

Un volume di una bellezza commovente e inusitata.”

Peccato sia rimasta solo l’idea, di concreto non c’è nulla di ciò

che è stato scritto. È solo un’accozzaglia di eventi messi alla

rinfusa con una spiccata idiosincrasia per le regole basilari del

fumetto, con personaggi che si muovono e agiscono senza

motivazioni, risultando piatti e anonimi. In questo modo, è

impossibile immedesimarsi in loro e il fumetto ne risente. Altro

fattore negativo sono le troppe didascalie: in Francia dovreb-

bero essere ridotte all’osso per far parlare le immagini, altrimenti si scrive un libro…

non un fumetto.

Appena sufficiente la realizzazione grafica, con vignette dove una luce pessima ti

costringe a girare e rigirare il libro per trovarne una migliore e capire quel poco che

succede. Eppure, nonostante tutto il volume è subito andato a ruba. Sapete perché

? Semplice, l’hanno pubblicizzato fino alla nausea e il nome prestigioso della

Canepa ha fatto il resto. Bah…a chi avrà il coraggio di investire 15 euro nell’acquisto,

spetta l’ardua sentenza.

Lascio l’indirizzo del mio blog: http://danielevessella.blogspot.com/

“Il Fumetto”

LETTERATURA PER IMMAGINI CHE EMOZIONA

END di Barbara Canepa e Anna Merli - edito da Bao Publishing – 1 volume, in corso

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di Letizia Chilelli

Era il 17 Gennaio

del 1987, quando

a scuola mi trovai

ad imparare questa

poesia:

La canzone delle

mascherine.

Un saluto a tutti voi!

Dite un po’ : chi siamo noi?

Ci guardate e poi ridete?

Oh, mai più ci conoscete!

Noi scherziam senza far male.

Viva, viva il carnevale!

Siamo vispe mascherine,

Arlecchini e colombine

Diavolini, bollettini,

marinari, bei ciociari,

commarelle, vecchierelle.

Noi scherziam senza far male.

Viva, viva il carnevale!

Vi doniamo un bel confetto

Uno scherzo, un sorrisetto.

Poi balliamo, poi scappiamo

Voi chiedete:- Ma chi siete?-

Su pensate,

indovinate!

Siamo vispe mascherine

Arlecchini e colombine,

diavolini, bollettini,

marinai, bei ciociari,

commarelle, vecchierelle.

Noi scherziam senza far male.

Viva, viva il carnevale!

Visto, quindi, l’arrivo del Carnevale facciamo

la conoscenza di alcune fra le più

famose maschere italiane.

Arlecchino: maschera di Bergamo, la tradizione

lo vuole molto povero ed è per

questo che i suoi amici gli regalarono degli

scampoli di stoffa colorati con i quali la sua

mamma gli cucì , appunto, il suo tradizionale

costume. E’ allegro, agile, furbo e

vivace, sempre con la battuta pronta.

Pulcinella: è la più antica maschera italiana,

viene rappresentato con due gobbe

e il naso ricurvo, personifica vizi e virtù del

borghese napoletano, è goffo e di poche

parole. Indossa sul viso una mezza

maschera nera, casacca e pantaloni bianchi

e cappello.

Colombina: maschera veneziana, fidanzata

di Arlecchino, che troviamo già nelle

commedie di Plauto, è un personaggio

malizioso, cinico, adulatore, sempre pronta

a tessere intrighi e astuzie.

Campo de’ fiori 35

L!angolo del Collezionista

La canzone della mascherina

Gianduia: maschera piemontese che

descrive lo spirito bonario della sua regione:

ama la buona compagnia ed il vino, è

tipico il suo essere sempre con la testa fra

le nuvole. Indossa un tricorno e una parrucca

con codino, l’abito è marrone con

bordature rosse, panciotto giallo e calze

rosse.

Pantalone: proviene da Venezia e può

essere definito un eterno Peter-Pan, spesso

ridicolo nell’atteggiamento di chi non

accetta di invecchiare.

E’ l’eterno scontento, avaro e diffidente e

viene spesso preso in giro. Il suo costume

è cambiato e trasformato nel tempo.

L’unica cosa rimasta immutata è la zimarra

nera.

Meneghino: è la maschera milanese per

eccellenza, indossa cappello a tre punte

con parrucca e codino. Indossa una lunga

giacca di velluto, calzoni corti e calzini a

righe rosse e bianche.

E’ di carattere buono, un servitore sempre

pronto ad aiutare gli altri e che prende in

giro i difetti degli aristocratici.

Rugantino: maschera romana per eccellenza

che deve il nome all’abitudine di

“rugà ” ovvero di parlare e agire con strafottenza.

E’ insolente, attaccabrighe ma di

cuore buono. Sua è la tipica battuta: “ Me

n’ha date tante, ma quante je n’ho dette!”.

E’ il romano der popolo con i suoi vizi, abiti

e virtù: pantaloni consunti al ginocchio,

fascia intorno alla vita, camicia con fazzoletto

intorno al collo e casacca.

Brighella: antagonista per eccellenza di

Arlecchino, insolente ed imbroglione con

una buona dose di “chiacchiera” e lingua

biforcuta. Indossa una livrea, il simbolo di

appartenenza al signore, calzoni larghi e

giacca bianchi listati di verde e un mantello

anche’esso bianco. E’ il tipico ruffiano

del padrone ed esercita il suo potere su

tutti i suoi sottoposti.

Balanzone: maschera bolognese che

indossa un cappello nero con larghe falde,

toga e collare bianco alla spagnola. Sputa

sentenze grazie ad improbabili frasi latine

ed è famoso per le sue assurde arrighe!

Prima di lasciarci ecco la mia ormai famosa

nota di colore che questa volta riguarda

la commedia dell’arte dove spesso si

potevano “incontrare” alcune delle tipiche

maschere di cui abbiamo parlato:

La commedia dell’arte (teatro degli attori

Italiani tra il XVI e il XVIII secolo) prende

il nome dalla condizione particolare di chi

la praticava; attori più o meno bravi, più o

meno socialmente accettati, ma tutti professionisti.

Veniva recitata “all’improvviso”

e quindi capitale era l’abilità degli interpreti,

in genere anche con doti di musicanti,

danzatori, acrobati. Ciascuno di essi

si specializzava in un ruolo particolare, in

una maschera, talvolta creandone di

nuove, specie nelle parti dei servi. In tali

maschere confluirono, spesso mescolandosi,

residui di comicità o religiosità popolare

arcaica (Arlecchino), spunti della realtà

sociale (il capitano), tipi tradizionali

della commedia (gli innamorati, il vecchio

Pantolone). Gli attori, tranne gli innamorati

e qualche altro, recitavano con il viso

nascosto dalla maschera e con un costume

fisso per ogni ruolo. Questo permetteva

agli spettatori l’immediata individuazione

dei tipi e faceva convergere l’attenzione

del personaggio a ciò che questi faceva:

l’azione così non doveva rivelare i caratteri,

ma solo trascinare nel vortice dei casi e

dei lazzi. Il volto coperto comportava poi

una recitazione affidata prevalentemente

al corpo, una straordinaria abilità mimica.

L’illusione romantica della totale improvvisazione

è contraddetta dalla puntigliosa

tecnica di questi teatranti, dai repertori

rimastici di lazzi, di tirate, di battute utilizzabili

in situazioni ricorrenti; indubitabile

però è la loro presenza scenica, la capacità

di intuire, adattandovisi, la qualità e

gli umori del pubblico.

(Fonte: per la descrizione delle maschere: internet,

per la storia della Commedia dell’arte:

Enciclopedia della Letteratura Garzanti).


36 Campo de’ fiori

Una favola bellissima. Le affiliazioni

A.D. Fabrica - Carbognano. Storia di una piccola società diventata

poi una delle più grandi della nostra provincia

... continua dal numero 98

Il terzo ed ultimo triennio,

quello che va dal

2006 al 2009 riguarda

l’affiliazione alla società

EMPOLI CALCIO.

Alla stipula del contratto

avvenuta in Toscana,

di Sergio Piano si era parlato di un progetto

che, da parte

della società Empoli

Calcio, prevedeva la costruzione di un villaggio

dello sport presso Empoli, dove

avrebbero ospitato tutto il settore giovanile.

Il progetto prevedeva, inoltre, la

costruzione di locali atti ad ospitare tutti

quei ragazzi che provenivano da tutta

l’Italia e che, segnalati dai loro osservatori

sparsi per la penisola, arrivavano ad

Empoli per i vari stage o prove di selezione.

I ragazzi che loro riteneva più interessati,

poi, sarebbero saliti ad Empoli per

degli stage mensili con i loro allenatori di

settore giovanile.

Il tutto ci sembrò molto bello, visto che

sapevamo che l’Empoli Calcio, era una

società che puntava tantissimo sul settore

giovanile, avendo già formato tantissimi

calciatori che militavano presso società di

serie A e B.

Tutto bellissimo sulla carta, ma poi anche

per problemi societari, la cosa si rivelò

assai diversa, tanto che in tre anni di affiliazioni

e dopo nostre pressanti richieste,

ci mandarono l’osservatore responsabile

per il Lazio a visionare i nostri ragazzi.

Rimanemmo molto delusi da quello che

avevamo ritenuto uno dei migliori progetti

di cui avevamo fatto parte, così decidemmo

di chiudere DEFINITIVAMENTE il capitolo

affiliazioni.

Forse da quella delusione rimanemmo

così scottati che iniziammo a trascurare

quello che, da sempre, era stato il nostro

punto di forza, nonchè il nostro obbiettivo

primario e cioè il settore giovanile, distratti

anche dal fatto che il 14 Agosto ci giun-

Nel cuore

CARLO NIZZOLI

se una telefonata dal Presidente del

Comitato Provinciale Lazio, MELCHIORRE

ZARELLI che ci comunicò che eravamo

stati ripescati nel Campionato Regionale di

Promozione.

continua sul prossimo numero...

Ciao Carlo, anche tu ci hai lasciato, di te ricorderemo le tue mani

sporche di grasso, marchio indelebile di tutti i meccanici. La tua

passione per le moto di grossa cilindrata, che ben sopportavano la

tua mole, la tua generosità, il tuo amore per la buona tavola, il tuo

carattere gioviale, e l’amore per la tua famiglia. Ci mancherai

fisicamente, ma il tuo ricordo rimarrà indelebile.

I tuoi amici

Visita il nostro sito

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Campo de’ fiori 37

La Bellezza instabile di Federica Bonzi

Emozioni aggrovigliate fra le parole dei suoi versi

Mi accingo a leggere il libro di

Federica Bonzi senza sapere affatto

cosa mi aspetti, perché non ho mai

letto nulla di suo e poi perché personalmente

non ho ancora avuto l’occasione di

conoscerla.

Bellezza instabile è il titolo della sua prima

raccolta di poesie, edita a Lecco nel 2012

in una tiratura limitata, dedicata “a tutti

quelli che fuggono. Altrove”. Molto elegante

il volume, che conta un’ottantina di

componimenti, e che l’autrice ha voluto

donare ad amici ed estimatori, ed io non

posso che sentirmi lusingata per essere

rientrata tra questi.

Comincio a leggere la prima poesia, poi la

seconda e via discorrendo. Mi balza immediatamente

agli occhi una cosa: la totale

assenza di punteggiatura. A scandirne il

ritmo solo i versi e le strofe. Questa assenza

di interpunzione lascia, comunque, il

lettore libero di dare una propria interpretazione,

legando tra loro le parole in diverse

combinazioni.

I versi di Federica sono brevi, secchi, a

volte composti solo da una o due parole,

spesso in contrasto tra di loro, e per questo

assai incisivi, decisi e penetranti. Dalla

contraddizione palese nasce la forza dei

suoi versi, versi rotti dall’emozione dei

sentimenti che pervadono i vari componimenti.

Ricorrente è il tema dell’amore tra due

individui, un amore tanto spirituale quanto

carnale. Quell’amore tra uomo e donna

che muove il mondo e riempie la vita.

La poesia di Federica Bonzi è una poesia

romantica e sensuale, carica di una sensualità

velata che mai cade nel volgare;

profonda e volutamente ricercata, mai

banale.

Molti dei suoi componimenti sembrano

essere un punto di arrivo, la conclusione di

una situazione pregressa che il lettore non

conosce, ma che cerca di immaginare, se

vuole,o più semplicemente si lascia coinvolgere

dalla riflessione finale messa a

punto dall’autrice. Attraverso espressioni

spesso enigmatiche ma cariche di significati,

Federica ci offre spiragli del suo vissuto

personale più intimo.

Per questioni di spazio, ovviamente, ho

potuto scegliere per voi solo due poesie e

vi garantisco che la scelta non è stata

affatto facile. La prima è Passaggi. Breve,

ma intensa e significativa, ripercorre le

tappe più importanti della vita di donna.

L’altra s’intitola In ritardo. L’ho scelta perché

in essa Federica tratta un argomento

diverso, che non è certo “da poesia”, ma

lo fa con grande dignità ed all’insegna del

suo inconfondibile stile.

Passaggi

Giocattolo atteso

favola raccontata

quaderni libri

compagni di scuola

Coscienza confusa

impacciata serenità

rossetto chiaro

calze trasparenti

Bacio il primo

sussulti del cuore

avvolgente abito

andatura ondeggiata

Letto disfatto

notte di suggestioni

sensi palpitanti

precipitare e librarsi

Ermelinda Benedetti

In ritardo

Per distrazione

al nastro di partenza

sono arrivato

in ritardo

Gli altri

erano andati

veloci fieri

senza aspettare

Sono rimasto lì

immoto presente

incrociavo incredulo

sguardi d’occasione

Succede

gli occhi guardano

si soffermano

senza vedere

Voglio essere visto

le gambe ferme

sapranno condurvi

dove non immaginate

Arrancheremo

su scalini scoscesi

travolgeremo imbarazzi

certezze voleranno

Le mani inerti

tratteggeranno

linee nuove

inesplorate

Gli occhi chiusi

combineranno

sfumature schizzate

nell’arcobaleno

Le orecchie

comporranno musica

forse la mente

sarà lontana

No sono

diversamente abile

a richiamare

una diversa ricchezza

La lascio ad altri

chiamatemi per nome

disabile


Ho pascolato in

lungo e in largo

nei luoghi della

mia memoria, ma se è

vero che noi esseri

umani siamo superiori,

evoluti, allora non mi

deve sorprendere che,

di Sandro Anselmi in una semina abbondante,

i fatti, dai più

celebrati ai più sconosciuti,

sono infiniti, e bisogna andarli a cercare

nei nostri ricordi dove aspettano solo

di essere ripescati. Con quelli di mia

madre ce n’è da riempire tante e tante

serate, raccontati davanti al focolare, sgranocchiando,

magari, una pannocchia di

mais abbrustolita sulla brace. Fra i tanti ce

n’è uno che le è rimasto particolarmente

impresso e, perciò, mi ha raccontato più

volte. Da bambina aveva una zia alla quale

voleva molto bene e, spesso, andava a

casa sua per aiutarla nelle piccole faccende

e farle compagnia. La zia Tranquillina,

vicina di casa, abitava dove finiva il Borgo

e iniziava Via San Rocco. Era una dolce

signora, avanti negli anni, che mostrava

Campo de’ fiori 39

Una “Fabrica” di ricordi

Personaggi, storie ed immagini di Fabrica di Roma

Quel bel Cupido

Fabrica di Roma - La Fontana Nuova agli inizi del secolo scorso.

un particolare affetto ed una spiccata predilezione

per mia madre che, all’epoca,

aveva forse otto o nove anni. Andare a

prendere l’acqua alla fontana, portare su

in casa la legna per il fuoco, o lavare i

pavimenti, erano le occupazioni più frequenti

che valevano, magari, un’arancia

da portare a casa o qualche bottone di

madreperla da giocare con le amichette.

La zia Tranquillina aveva proprio una bella

casa e sopra la cristalliera c’era, in bella

mostra, una statuetta di Cupido che le era

stata regalata dal marito Nanni quando si

erano fidanzati. Questo puttino era il

sogno di mia madre, lo guardava sempre

ed avrebbe fatto carte false per poterlo

tenere in braccio e giocarci un po’, ma zia

Tranquillina, seppur buona, ne era troppo

gelosa e non glielo aveva mai concesso.

Un giorno, che era ammalata, chiede alla

piccola Alba di andarle a lavare i panni alla

Fontana Nuova.

Alba, naturalmente, accetta e, siccome sa

che al ritorno i panni bagnati peseranno

troppo, chiama, per farsi aiutare, la cuginetta

Francesca, coetanea. Vanno allora

felici e spensierate alla fontana, nonostan-

te il freddo e, dopo aver lavato e “schiarato”

i panni, tornano arrancando su a San

Rocco con la bagnarola piena. Una volta a

casa della zia, mia madre la supplica di

farle tenere un po’ quel Cupido fino ad

arriva alle lacrime. La zia si commuove e

finalmente le concede di tenere per un po’

quella preziosa statuina.

Ora che la piccola è riuscita ad esaudire

questo vecchio desiderio, deve, però, dividerlo

con la cuginetta che l’aveva aiutata,

e che desiderava tanto quanto Alba, poter

tenere fra le sue piccole mani quella gioia

preziosa. Ed ecco

che l’altruismo di

Alba supera ogni

suo desiderio. Le

due bambine si

siedono, perciò,

vicine accanto al

fuoco e stringono,

insieme, quel puttino

attente a non

farlo cadere. Nelle

loro mani hanno,

così, tutto il loro

mondo.


40 Campo de’ fiori

Vi proponiamo un’altra singolare pagina pubblicitaria tratta da La domenica del Corriere,

del 9 Ottobre 1904, che veniva data in omaggio agli abbonati del Corriere della sera.

Leggere questi centenari messaggi pubblicitari ci fa sorridere poichè ci appaiono piuttosto

curiosi, ben diversi dai messaggi pubblicitari che siamo abituati a vedere oggi. Ma chissà se

tra un secolo anche le nostre pubblicità non sortiranno lo stesso effetto?


IL PREMIO FARDO A RITA STORRI! UN PREMIO

DELLA SOLIDARIETÀ AMBITISSIMO...

Giovedi 3 gennaio 2013, un caloroso pubblico era presente

alla Domus la Quercia di Viterbo per la 15esima edizione del

premio maestro Fardo, Premio conferito dai Cittadini e promosso

anche quest’anno da Legambiente, Fondazione Carivit

e Admo, in collaborazione con Avis, Agesci, Cna, Lega delle

cooperative. Come sempre, e ancora una volta, è stata

Pieranna Falasca, Presidente di legambiente Viterbo, a dare

inizio alla serata ricordando gli amici scomparsi, persone che

negli anni hanno ricevuto il premio Fardo. Il Premio si rifà a

Maestro Fardo d’Ugolino, uno dei più grandi filantropi viterbesi che ad un certo punto

della sua vita dedicò se stesso e i suoi averi all’esercizio della carità . La serata è stata

allietata -tra una premiazione e l’altra- dagli sketch degli attori della compagnia teatrale

“I Giovani” che hanno dimostrato la loro bravura e la loro professionalità . Il premio

è stato realizzato dal Laboratorio Artistico di san Pellegrino e consiste in un frammento

di peperino dipinto a mano raffigurante il portale della Chiesa della Salute di

Viterbo, eretta a suo tempo per volere di mastro Fardo. Gli altri premiati sono stati:

Gianni TASSI, giornalista premiato per il meraviglioso gesto di aver salvato una

bagnante che stava annegando nel mare di Montalto. Armando Alfonsi, Clown plin plin,

che porta in ospedale la filosofia del vivere positivo; Giancarlo Breccola, fotografo e

studioso della storia di Montefiascone e della provincia; Lucia Maria Arena artigiana

rilegatrice, che riesce a trasmettere i valori di un’attività che sta scomparendo.

Partecipa a iniziative di solidarietà e si è distinta a favore dei bambini dell’Aquila; Pietro

Benedetti, attore dialettale e artista di fama che ha realizzato con umanità un cortometraggio

particolare sulle problematiche familiari di ragazzi disagiati. Erano presenti,

tra gli altri, il vicesindaco di Viterbo Luigi Maria Buzzi e Don Luigi Fabbri, Vicario del

Vescovo. Ma quello di cui siamo fieri è il Premio che i cittadini hanno voluto conferire

alla nostra Rita STORRI in qualità di Presidente dell’Associazione Incrociamolezampe-

Onlus di Civita Castellana con la seguente motivazione: “A Rita Storri che salva quotidianamente

dalla strada cani abbandonati, feriti,

maltrattati. Si occupa poi di loro seguendoli personalmente

sino all’adozione. Una donna di grande

umanità , che sa parlare agli animali, una combattente

per le cause dei senza voce.” Grazie a tutte

le Volontarie che affiancano Rita Storri e grazie ai

cittadini per aver capito la capitale importanza

della presenza sul territorio di una Associazione

efficiente e sempre presente. Complimenti!

Lei è Hope,

lasciata a

mendicare

cibo davanti

ad un supermercato!!

Ha 8 mesi e

abituata al

contatto umano.

Hope, speranza...come la speranza che sia

l’ultima emergenza per le Feste.. Ora lei si

trova presso uno studio veterinario a Civita

Castellana. E’ stata visitata e sta bene. Si

affida con regolare modulo di

adozione e sterilizzazione obbligatoria.

347/6113511.

Campo de’ fiori 41

Sollecitati da diversi nostri lettori,

lanciamo un appello a tutti i

possessori di cani affinchè li tengano

al giunzaglio quando si trovano

a passeggiare in luoghi

pubblici, per evitare spiacevoli,

imprevedibili incidenti.

Ecco Pucci il simpaticissimo

porcellino d’India

della signora Monica ….

Grande golosone!!!!

QUESTA BELLISSIMA

CAGNOLONA è stata

trovata fine dicembre

VICINO IL BIVIO DI

FABRICA DI ROMA ZONA

LE PRATA CHIUNQUE LA

RICONOSCESSE CONTATTI

SARA AL 3336490210

CERCASI VECCHIO O UN

NUOVO PROPIETARIO SI

PRESUME CHE ABBIA DAI

2-3 ANNI. (Ubbidiente,

giocherellona, va d accordo con i cani e

adora i BAMBINI) Si trova attualmente a

Ronciglione. Altro numero da contattare

3286568787

Questi due cani,

uno maschio e

una femmina,

girano da qualche

settimana

tra Carbognano,

Fabrica di Roma

e Corchiano e

sono stati avvistati anche verso Civita

Castellana. Se qualcuno li riconosce o

conosce il padrone contatti il numero

320/9097636. Sono simil maremmani,

hanno il collare e sono taglia grande e

stanno bene in salute.

“Nonora” è un maschietto cicciottello di taglia medio piccola bello

robusto ma dalle zampette corte, è in canile da alcuni anni.

Cerchiamo per lui una famiglia amorevole e comprensiva. Ha almeno

8 anni ed è vaccinato e microchippato. Si trova vicino Roma, per una

buona adozione lo portiamo in tutto il Centro e Nord. Per info ed

adozioni contattate i volontari: Anna Bianca 3343655706 -

3475143882 anna.aclonlus@gmail.com - Paola 339.7876019

paola.aclonlus@gmail.com


42

Campo de’ fiori

NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS N

“Natale in arte”, RASSEGNA MULTICULTURALE A FABRICA DI ROMA

Il primo pensiero che mi è venuto in mente, dopo aver visitato la rassegna “Natale in Arte” di Fabrica di Roma è stato quello di ricordare

le parole scritte a caratteri cubitali, sulla sommità dei quattro lati del Palazzo Della Civiltà del Lavoro di Roma Eur: “un popolo di

poeti – di artisti – di eroi - di santi – di pensatori – di scienziati – di navigatori – di trasmigratori “. Ho fatto questa riflessione e mi sono

chiesto “…….se a Fabrica di Roma, un comune di soli 8500 abitanti, esistono così tanti amanti dell’arte e della cultura in genere, allora

le parole scritte sulla sommità del palazzo sovra citato non sono retorica!………”. La rassegna in questione svoltasi a Fabrica dal 24 gennaio

2012 al 06 gennaio 2013, è infatti da considerarsi una manifestazione multiculturale nel senso più ampio del significato, visto che

essa trattava diversi argomenti: arte della pittura, arte del fotodinamismo, storia per immagini del trasporto filoferrotranvario della Tuscia,

storia delle reliquie ed ex voto della nostra comunità cattolica, arte della scultura in legno, arte del collezionismo. E’ da notare che gli

espositori (la maggior parte comuni cittadini di Fabrica di Roma) provengono da più svariate categorie socio-economiche della realtà

locale; quindi dilettanti e non professionisti. Fra loro vi sono militari in pensione, impresari, lavoratori autonomi, ex ceramisti , giovani

impiegati, operai ed un Sacerdote (Don Chicco); insomma varie esperienze lavorative! I locali della rassegna sono stati messi a disposizione

dal Parroco Don Tersilio Paoletti (affettuosamente chiamato Don Chicco) e tutto si è allestito sotto la sua supervisione ed esperienza.

Arte della Pittura – Gli espositori dei bellissimi quadri sono in maggioranza cittadini conosciutissimi di Fabrica di Roma; il tema

trattato è quello floreale e gli espositori sono: Ernesto Malatesta, Pietro Sciosci, Mario Taro, Umberto Malatesta, Monia Tamburi, Corino

Bianchini, Pietro Vargiu, Giorgio Marcelli, Quinto Passini, Piero Mariani, Paola Fantelli, Orietta Ricci, Paola Pacifici, Riccardo Fortuna,

Ferdinando Sciarrini, Monia Cervesato. Se ho dimenticato qualcuno, non me ne voglia perché è solo errore di trascrizione. Arte della

fotografia; fotodinamismo – si tratta di foto in movimento che è difficile definirle foto; sembrano quadri dipinti! L’espositore è Doriano

Pedica; personaggio molto conosciuto a Fabrica di Roma per il suo interesse della cultura in genere. Onestamente, molti, compreso il sottoscritto,

non sapevano neanche dell’esistenza di questa tecnica fotografica! Storia delle Reliquie ed ex voto – L’autore non poteva

essere che Don Chicco, parroco del paese; egli con grande pazienza, ha raccolto e classificato numerose Reliquie e vari oggetti, donati

come Ex Voto dai fedeli nel corso dei decenni, se non di centinaia d’anni. La maggior parte di

queste donazioni Ex Voto erano negli armadi della sacrestia; nessuno sa da quanti anni! Arte

della scultura in legno - Qui vi è un unico autore: il Sig. Novello Pastorelli nato a Carbognano

e residente a Civita Castellana; durante l’attività lavorativa era nei Vigili del Fuoco, prima a

Torino, poi nella vicina Civita Castellana dove si è guadagnato grande stima per il suo coraggio

nell’affrontare le difficoltà del mestiere. Ha avuto sempre la passione per la scultura del legno

che ha poi curato maggiormente dopo la pensione. Attualmente ha una esposizione permanente

delle sue bellissime realizzazioni a Civita. Arte del

collezionismo - anche questo settore ha un solo

autore: Giampiero Marcelli, cittadino di Fabrica, con

discendenza paterna da molte generazioni; uno dei

personaggi più conosciuti del paese! Questo signore

Novello Pastorelli nei locali dell’esposizione

fabrichese accanto alle sue preziose

opere

espone una collezione di calendari di tutti i tipi (non so

quanti anni abbia impiegato per metterli insieme).

Quello più vecchio è un calendarietto del 1915, del

tipo che regalavano i barbieri di allora. Ve ne sono di

tutti i tipi: religiosi, commerciali, militari, etc etc. Insomma anche i calendari sono la sua passione!

Rassegna storica-fotografica della filoferrotranvia della Tuscia – Un solo autore:

il sig. Roberto Felicetti, appassionato di storia locale nonché anche lui collezionista. Questo

personaggio di Fabrica che io non conoscevo ma del

quale avevo sentito parlare, è riuscito a raccogliere

decine e decine di documenti fotografici, relativi sia

Roberto Felicetti e la sua interessantissima

rassegna fotografica

all’inaugurazione della linea filo ferrotranviaria che all’esercizio. Questa linea collegò Civita

Castellana a Roma nel 1906 poi a Viterbo nel 1913. Per chi volesse saperne di più può leggere

“ La storia della Roma Nord” che io scrissi nel 2003 e pubblicata dalla “Gazzetta Falisca”; quella

stessa storia è stata descritta per immagini fotografiche,

con passione, pazienza e maestria dal sig.

Roberto Felicetti come mai nessuno l’aveva fatto fino

ad ora. In questa rassegna ho finalmente visto una

foto dei “Capannoni “ dove adesso è ubicata piazza

Marconi a Civita Castellana; gli anziani chiamano

ancora questa zona I Capannoni, nonostante che essi

siano stati demoliti nel 1933! Come si evince dalle

foto i binari della vecchia linea filoferrotranviaria erano ubicati sul lato sinistro dell’attuale via

Vincenzo Ferretti, in entrata verso il centro cittadino. Avendo io stesso ricostruito queste storiche

vicende, apprezzo notevolmente il grande lavoro di Roberto Felicetti ex Marconista

dell’Aeronautica Militare. Nella foto, si vede, non a caso, una bilancia vicino al Felicetti; egli da

tanti anni ne colleziona di tutti i tipi! Arnaldo Ricci

Giampiero Marcelli con la sua esposizione

di calendari

Reliquie ed ex voto di don Tersilio Paoletti


Campo de’ fiori 43

S NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS

GIORNATA DELLE SCUOLE DELL’INFANZIA DI FALERI A FABRICA DI ROMA

La giornata delle scuole dell’infanzia di Faleri a Fabrica di Roma, è stata fresca

e divertente, con due significativi appuntamenti, entrambi attesi e partecipati.

Per primo la cerimonia di consegna al Preside della Scuola media di

Fabrica e dirigente scolastico Enrico Panunzi di un tablet, appositamente calibrato

per essere di aiuto a ragazzi portatori di handicap. A consegnarlo nelle

mani del Preside, i ragazzi della attivissima Associazione Simone Gianfelici,

un gruppo che nasce per ricordare Simone, venuto a mancare prematuramente

a causa di un incidente stradale. Sul palco del Teatro Tenda Palarte

di Fabrica, molto frequentato in questo periodo natalizio, a partecipare alla

c e r i m o n i a

anche i congiunti di Simone, il vicesindaco fabrichese Giorgio Cimarra e

la consigliera delegata alla assistenza scolastica Katia Melissano. Va

segnalato che i ragazzi della Ass. S. Gianfelici già altre volte si sono

segnalati per il loro intervento fattivo presso i giovanissimi delle scuole

del loro quartiere falerese, dando esempio di una azione costruttiva e

mirata ai giovani. Poi l’attesa recita dei bambini, con il coordinamento

delle loro insegnanti, che hanno regalato a tutti i presenti che riempivano

il Palarte, un gradito momento di serenità . Alla fine scambio di auguri

e soddisfazione per la bella mattinata di spettacolo e solidarietà . DP

I VINCITORI DEL CONCORSO “PRESEPE DELL’ ANNO 2102”

Alla presenza del sindaco di Civita Castellana, Gianluca Angelelli, dell’ assessore ai servizi sociali, Letizia

Gasperini, dell’ assessore al turismo e sport, Alessio Alessandrini, e del responsabile dell’ area, Giuliano Latini,

davanti ad una vasta platea di persone sono state aperte le buste contenenti i giudizi espressi dai membri

della commissione. Al termine dei conteggi, vincitore del “Presepe dell’ anno 2012” è risultato quello allestito

da Carlo Fontana, in via Don Minzioni, al quale è stato assegnato

il premio di 640 euro. Al secondo posto si è classificato il presepe

realizzato da Claudio Ridolfi, allestito in piazza del Duomo,

che ha ottenuto il premio di 450 euro. Terzo classificato il presepe

realizzato presso la parrocchia di San Lorenzo, al quale è stato

assegnato un premio di 300 euro. Quarto classificato il presepe realizzato

da Orietta Ridolfi e altre due bambine, allestito in piazza del Duomo al quale è andato

un premio di 200 euro. La graduatoria riguardante le scuole ha visto vincitrice la classe V^B

della S.P. “G. Rodari”, che ha ottenuto 82 punti, seguita dalla S.P. “XXV Aprile”, con 76 punti,

dalla classe V^A della scuola S.P. “G. Rodari”, con 72 punti, e dalla S.I. “A. Cerqueti” , con 71

punti. Il premio di 1000 euro assegnato alle scuole è stato equamente ripartito tra le scuole partecipanti

al concorso nella misura di 250 euro ciascuna. Il sindaco Angelelli, nel suo saluto, si è

detto molto dispiaciuto per non aver potuto fare meglio riguardo all’ illuminazione natalizia, anche

se è stato importante aver dato un segnale della presenza del Comune. Ha, infine, ringraziato tutti

coloro che hanno partecipato, anche tra molte difficoltà , al concorso del “Presepe dell’ anno 2012”

complimentandosi con tutti per i presepi realizzati, e l’ impegno nel portare avanti una tradizione importante per la città .

La Befana della Gioia ha fatto la sua consegna!

Ancora una volta la Befana della Gioia ha portato a termine la sua missione! I giocattoli sono stati

consegnati all’Aquila e a Roma! Dopo settimane di intense raccolte, la collaborazione fra la Scuola

di Pace di Italo Cassa (la sua Befana della Gioia ha raggiunto la 17° edizione) e varie realtà del

mondo del volontariato, ha dato i suoi frutti e sono state quindi predisposte, come di consueto, due

giornate di consegna dal significato molto profondo: la prima, il 5 gennaio all’Aquila, e la seconda,

il 6 gennaio, presso alcune realtà del territorio romano. Due giornate diverse che hanno visto protagonisti

i bambini di varie etnie, con i loro sorrisi che ci hanno profondamente scaldato il cuore! La

raccolta, che da oltre 10 anni vede protagonista il Motoclub CIZ MATAN nella provincia di Viterbo,

dal 2009 si è avvalsa anche della collaborazione della Protezione Civile con APC Radio e Non Solo Monterosi, e per le feste 2012/2013

ha visto allargare la partecipazione anche ad altre realtà del mondo del volontariato della Protezione Civile. Infatti hanno prontamente

risposto all’appello oltre a APC RNS Monterosi (che ormai funge da coordinatrice delle associazioni di protezione civile) anche i volontari

della Protezione Civile di Fabrica di Roma, della ProCiv di Viterbo, della COPCEA di Castel Sant’Elia, di Sicurezza Sociale

ONLUS e di Radio e Non Solo Roma, che hanno organizzato, fin dai primi di dicembre, dei punti di raccolta sul territorio viterbese e

romano. Ancora una volta hanno dato il loro prezioso e fattivo contributo i bikers del Christian Motorcyclists Association Italy

(CMA) e l’Associazione Salvamamme che, seppur in periodo di profonda crisi, ha voluto essere partecipe di questo evento a favore

dei bambini. Il 5 gennaio è stata effettuata, per il quarto anno consecutivo, la distribuzione presso la tensostruttura della centrale Piazza

Duomo all’Aquila. Qui, in una piazza gremita di gente e con la piacevole sorpresa di trovare una zona rossa alquanto ridotta rispetto allo

scorso anno, si sono ritrovati i mezzi della Scuola di Pace, delle associazioni di Protezione Civile ed i motociclisti aderenti all’iniziativa.

Rilevante il successo e la partecipazione dei bambini che, complice anche la bellissima giornata di sole, in poche ore hanno ricevuto

migliaia di giocattoli. Il 6 gennaio la carovana si è spostata a Roma dove i mezzi della Befana della Gioia ed i mezzi delle Associazioni di

Protezione Civile hanno fatto tappa al Parco dell’Almagià , nel popoloso quartiere di Torpignattara, dove la consegna ha avuto un notevole

successo per la numerosa partecipazione della popolazione di etnie. A tale appuntamento hanno partecipato anche Ludovica Valori

e Paolo Camerini (del gruppo musicale Nuove Tribù Zulu) che hanno voluto, ancora una volta, essere con noi per questo importante

appuntamento! Doverosi i ringraziamenti anche per la partecipazione del Comitato di Quartiere di Torpignattara che ha allietato

piacevolmente i nostri momenti. Mauro Elefante (Presidente APC RNS MONTEROSI)


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Campo de’ fiori

NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS

Corchiano omaggia Romolo Balzani e Pina Piovani

Venerdì 28 dicembre, sabato 5 e venerdì 11 gennaio, presso il teatro “Il Fescennino” di Corchiano si è

tenuto lo spettacolo “Il barcarolo romano”, scritto e diretto da Ferruccio Raffele Nocente. Attraverso la lettura

della sua biografia e l’ascolto di registrazioni, si è voluto omaggiare il grande artista romano Romolo

Balzani, a cinquant’anni dalla sua scomparsa. Ferruccio Raffaele Nocente, ideatore della serata, ha ripercorso

le tappe principali della vita di Balzani, alternandosi con alcuni cantanti locali che hanno riproposto

al pubblico alcuni dei più bei brani della tradizione musicale

romanesca: Stefano Ferrari, Massimo Coverini, Renato Forti,

Osvaldo Piccini, Valerio Belli, diretti da Moreno Giustozzi. La

carriera artistica di Balzani si lega fortemente a quella di un’altra

grande artista dei suoi tempi: Giuseppina Piovani, in arte

Pina Piovani, presentata nelle sue molteplici sfaccettature da

Ermelinda Benedetti. L’attrice,

originaria di Corchiano,

zia del compositore Nicola

Piovani, ha lavorato a lungo

in teatro, fianco a fianco con

Balzani, per essere poi conosciuta dal grande pubblico con il film Guardie

e ladri, dove interpretava la moglie del ladro Totò , di cui, durante la serata,

sono stati riproposti diversi spezzoni. Ha partecipato alla manifestazione

anche il gruppo musicale “Gli Smarties”, che ha riportato il pubblico a

ritmi più moderni, lontano dai toni classici della canzone romana. Il ricavato delle serate è stato destinato alla ristrutturazione della cantoria

dell’organo nella chiesa di Santa Maria del Rosario. E.B.

RONCIGLIONE. I VINCITORI AL CONCORSO “MOMENTI DI VITA QUOTIDIANA”

La Manifestazione è stata tradizionalmente organizzata dall’Associazione culturale “Mariangela Virgili”

RONCIGLIONE – Ai borghi medioevali, e precisamente, in Piazza degli Angeli in un clima primaverile, domenica 6 gennaio si è tenuta

quella che i Ronciglionesi chiamano una manifestazione “ricordatora” (n.d.r.: festa non comune, da ricordare, segnare negli annali).

In una piazza gremita di gente di tutte le età sono stati premiati i vincitori del Concorso fotografico XI trofeo “Agostino Trappolini”.

A seguire sono entrati in scena la Befana e Babbo Natale che con due ceste stracolme di dolciumi, hanno fatto la felicità dei numerosi

bambini, che hanno ricevuto caramelle, dolci, ma anche del “buon” carbone. Numerose le foto ricordo che sono state scattate al fianco

di Babbo Natale e della Befana nei loro tradizionali costumi. Ai più piccini, un po’ intimoriti dalla novità , è scappata anche qualche lacrimuccia,

subito asciugata dallo zucchero filato, offerto da due soci dell’Associazione per avere in cambio un sorriso.

Molti anche i visitatori della casa-museo della Venerabile Mariangela Virgili, accompagnati dai volontari dell’Associazione.

Numerosissime sono state le visite al presepe e alla mostra fotografica presso la chiesa di Santa Maria della Provvidenza.

QUESTI I PREMIATI AL CONCORSO FOTOGRAFICO

IN BIANCO E NERO “MOMENTI DI VITA QUOTIDIA-

NA”

1° premio non assegnato (per unanime decisone della

giuria). I buoni acquisto del primo premio (per decisione

dell’Associazione organizzatrice), sono stati comunque

assegnati al secondo classificato.

2° premio Ex aequo: Moretti Ottavio con la foto “Quotidiano campo di Battaglia” - Sergio Ortenzi con la foto “L’Artigiano”

3° premio: Raffaella Cianfarini – con la foto “h. 7,45 come tutti i giorni.

Menzione (Alberto Santucci con la foto “41 orizzontale”) - Menzione: Domenico Mascagna con la foto “Se telefonando” - Menzione-

(Pietro Vettori con la foto “Il vaccaro”).

Si è trattato di un appuntamento ormai rinomato nel panorama della tradizione e cultura ronciglionese, che ha ricompensato

l’Associazione culturale Mariangela Virgili per la riuscita della manifestazione, che ha premiato altresì la creatività di persone che amano

il proprio paese ed esprimono con l’arte la loro dedizione personale verso la città di Ronciglione. Per il prossimo Trofeo “Agostino

Trappolini”, che sarà organizzato in collaborazione con l’Associazione Fotoamatori Ronciglione, con il patrocinio delle istituzioni ronciglionesi

e del Centro Ricerche e Studi di Ronciglione, è già in programma un Concorso Fotografico Nazionale per fotoamatori. Appuntamento,

quindi, al prossimo anno con l’attesa di una partecipazione numerosa di fotoamatori provenienti da tutte le regioni d’Italia. Quanto sopra,

oltre che a ricordare il nostro socio fondatore e primo presidente dell’Associazione culturale M. Virgili, fa parte di un più ampio progetto

che ha il fine di far conoscere ad un vasto pubblico la figura della Venerabile M. Virgili (n.1661 +1737), per la quale è in corso la causa

di beatificazione promossa dell’Associazione culturale che porta il suo stesso nome. Per saperne di più, consultate il sito

Bruno Pastorelli Presidente Associazione Culturale M. Virgili

DONATO UNO SCIVOLO ALL’ISTITUTO GRAMSCI DI CIVITA CASTELLANA

Venerdì 21 dicembre alla presenza dell’ Assessore all’ ambiente del comune di Civita Castellana Antonio

Innocenzi, del dirigente scolastico Alfonso Francocci, degli insegnanti con tutti i “piccoli” e i genitori è stato

scoperto il gioco – una torretta con scale e scivolo- donato dall’ Assessorato all’ ambiente del Comune di

Civita Castellana. L’ istallazione de gioco nel cortile della scuola, composto interamente di plastica riciclata,

è stata la conclusione di un lavoro portato avanti da oltre un anno, che ha visto impegnate le insegnanti della

scuola materna “A. Gramsci” e l’ Assessorato all’ ambiente di questo Comune, volto all’ educazione ed alla

tutela dell’ ambiente tra i bambini. “Rivolgo un ringraziamento a tutti per l’ impegno dimostrato – ha detto

l’ assessore all’ ambiente, Antonio Innocenzi - alle maestre Anita, Cecilia, Franca, Gaetana, ai bambini della

scuola materna, alle famiglie coinvolte, e a tutti coloro che si sono prodigati nelle diverse iniziative di educazione

ambientale, promosse con l’ augurio che il rispetto e la tutela del nostro comune diventi una quotidiana

realtà .”


Campo de’ fiori 45

LE PROPOSTE EDITORIALI DELLE COLLANE DI CAMPO DE’ FIORI

IDENTITA’ E VALORE IL SECONDO TASSELLO

DELLA TRILOGIA DEL PROF. MARSICOLA

Perché si nientifica? Perché si sminuisce? Perché si tende sempre a sottovalutare quello

che l’altro pensa, dice o fa? Perché vogliamo apparire più intelligenti, più ricchi, più

importanti ed influenti degli altri? Prima risposta: “perché nonostante gli sforzi che ciascuno

fa, non approda che difficilmente a un’idea dell’intero”. Stabilire le motivazioni di

questi comportamenti che, peraltro, sono assai diffusi, almeno nel nostro Paese, è certamente

propedeutico al discorso che ho voluto affrontare e svolgere, ma è anche decisivo

per aiutare tutti e ciascuno a fare il punto della situazione. La

prima cosa che mi viene da rispondere a tutte le domande che

sopra ho posto è la seguente: si vuole apparire quel che non si è

perché si teme comunque di essere inadeguati....

Un dialogo filosofico-politico sulla crisi, che può anche essere

rappresentato a teatro (commedia in atto unico).

Il primo di una serie di discorsi volti a dare un nuovo impulso al

dibattito culturale nel nostro Paese, giusto viatico per una ripresa in ogni

campo e settore produttivo.Utile per chi avesse a cuore un reale

rinnovamento della Politica e delle Istituzioni.

Il bullismo. Come riconoscerlo e combatterlo

è un libro unico nel suo genere.

Un manuale guida per cercare di arginare questo male dilagante!

E’ possibile averne una copia acquistandolo nelle librerie della zona, nelle edicole o

presso la nostra redazione. Potete anche ordinarlo versando l’importo di ! 10.00,

sul c/c postale n. 42315580, intestato ad Associazione Accademia Internazionale d’Italia.

E’ un’occasione da non perdere, soprattutto per gli insegnanti, che possono inserirlo

nel P.O.F. d’Istituto e nella programmazione educativa annuale del docente, ma anche

per i genitori e per tutti gli educatori sociali.

L’apparenza, a volte, è la maschera perfetta di una realtà ben diversa. L’incontro con un giovane che racconta di essere

quello che non è , stravolgerà , almeno temporaneamente, la vita di una famiglia perbene, che si offre di accoglierlo

ed ospitarlo. La fine di un vecchio amore da parte del protagonista, per la nascita di uno nuovo e non ricambiato,

spezzerà il cuore della giovane che lo aspettava da tempo e spaventerà l’ingenua fanciulla, che diventa l’oggetto di

un suo desiderio morboso. La descrizione accurata e particolareggiata che l’autore fa della storia, rende la narrazione

coinvolgente ed intrigante. Sembra di essere lì presenti, e, quasi come spettatori di una rappresentazione teatrale,

i lettori possono immaginare i personaggi muoversi su di un palcoscenico ben allestito. Una storia ambientata in un

tempo neanche troppo lontano, che ci ricorda i racconti dei nostri nonni di campagna. Ermelinda Benedetti

NOTA DELL’EDITORE

In questo romanzo Augusto Stefanucci narra il sentimento morboso e mortale di un personaggio fantastico della sua

Fabrica di altri tempi. La scrittura bella e diretta tratta la forza dell’egoismo di un amore ossessionato, che fa ineluttabilmente

scivolare nella disperazione e nel dramma il protagonista. Qui c’è tormento, ambiguità e violenza, ma

soprattutto amor fatale! Sandro Anselmi

A.I.D.I.

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Campo de’ fiori

AGENDA

Tutti gli appuntamenti più importanti

CARNEVALE CIVITONICO 2013:

Archiviate le festività per la ricorrenza

del S. Natale, la comunità civitonica

si appresta a passare in allegria e

spensieratezza il Carnevale, che è iniziato

come ogni anno il 17 gennaio, in occasione

della festività di S. Antonio Abate.

Il periodo del Carnevale è quello che coinvolge

molti giovani e persone di mezza

età , munite ancora di spirito giovanile. Un

ruolo particolare sotto questo aspetto lo

recita il “Carnevale Civitonico” che in ogni

occasione vede la partecipazione di

migliaia di persone di ogni età che prendono

parte attiva alle sfilate dei carri allegorici

e gruppi mascherati. Il “Carnevale

Civitonico” ha radici assai remote. Come

viene citato nel libro scritto dal compianto

prof. don Giacomo Pulcini “Civita

Castellana città trimillenaria” l’ esistenza

del regolamento per lo svolgimento del

Carnevale già era presente nello Statuto

Comunale, risalente al primo medioevo.

Nella Rubrica degli Offici, al Cap. 40, sono

indicate precise norme riguardanti lo svolgimento

del Carnevale che non aveva solo

carattere puramente folcloristico, ma mirava

anche all’ addestramento dei cittadini

con esibizioni che avevano origini militari,

come il tiro della balestra e la corsa dell’

anello. Le gare di carattere sportivo che si

svolgevano durante il Carnevale, come le

corse a piedi o degli asini, dovevano avere

come sponsor gli artigiani della città , i

quali erano obbligati a fornire scarpe e

vestiario ai “Mammoletti” (bambini) e

materiale adatto per ferrare i cavalli e gli

asini. Il Camerlengo faceva svolgere il

Palio degli Anelli, al quale potevano partecipare

solo cavalli maschi, in Piazza del

Prato, mentre gli asini partivano da Piazza

Santo Adriano per arrivare al palazzo dei

Signori Conservatori. Anche i

“Mammoletti” correvano in Piazza del

Prato.

Da allora ne è passata molta di acqua

sotto i ponti e il Carnevale è rimasto sempre

vivo nella comunità civitonica, fatta

eccezione delle parentesi legate ai periodi

bellici. I primi corsi di gala hanno ripreso

vigore negli anni ’57 e ’58 quando alcuni

giovani, dopo i turni di lavoro nelle aziende

ceramiche, si prodigavano ad allestire i

carri allegorici impersonando canzoni e

film, o eventi di successo dell’ epoca. Così

è nata la “Tribù degli Zingari” e altri gruppi

e, pian piano, sono entrate in scena

anche le aziende di ceramica, l’ allora

Roma Nord e altre aziende e gruppi di giovani

in una specie di sfida che aveva solo

il fine di essere migliori degli altri, perché

allora non c’erano né classifiche, né

premi, era tutto più genuino e tutto si

faceva al solo scopo di divertirsi.

Con il passare degli anni i corsi di gala

hanno assunto sempre maggiori dimensioni

fino ad arrivare ad una quarantina di

unità tra carri allegorici e gruppi mascherati,

con oltre tremila figuranti, che hanno

dato vita a interminabili serpentoni multicolore

che si snodavano da piazza della

Liberazione fino in piazza Matteotti. In

questi ultimi anni, è diminuita la quantità

dei carri allegorici e gruppi mascherati ma

è migliorata la qualità .

Nonostante la crisi che coinvolge tutti i

settori sono stati ammirati carri bellissimi e

costumi lussuosi indossati dai partecipanti.

Quest’ anno ai corsi di gala in programma

il 3, il 10 ed il 12 febbraio

prenderanno parte 3 carri di prima

categoria, 8 carri di seconda categoria,

3 gruppi mascherati e centinaia di

maschere libere e ritornano a sfilare sul

vecchio percorso che ha reso famoso

il “Carnevale Civitonico”, consentendogli

di essere annoverato tra i “Carnevali d’

Italia”. L’ amministrazione comunale e la

neonata associazione “Amanti del

Carnevale Civitonico” per quest’anno

hanno allestito un nutrito programma.

In occasione dell’insediamento del “Re

Carnevale” (‘O Puccio) in Piazza

Matteotti, il 17 gennaio, i vari gruppi

mascherati hanno avuto l’ occasione per

presentare i costumi che indosseranno nei

corsi di gala. Non sono mancati frittelloni

e scroccafusi e l’ esibizione della banda

musicale folcloristica “La Rustica”.

Il 7 Febbraio, in occasione del

Giovedì Grasso, si svolgerà il

Carnevale dei Bambini con una mini

sfilata di maschere libere di bambini che

partirà dai giardinetti di via Mazzocchi

(antistante il Forte Sangallo) e arriverà in

piazza Matteotti dove si svolgeranno spettacoli

di animazioni, mascotte , frittelloni,

scroccafusi e tanta musica.

Il 12 febbraio, Martedì Grasso, con

la conclusione dei corsi di gala, gran

baldoria finale in piazza Matteotti

dove verranno resi noti i vincitori e cremato

“O Puccio” tra musica e balli fino a notte

fonda.

COME OGNI ANNO, IL PROSSIMO NUMERO DI CAMPO DE’ FIORI CONTERRA’ UN INSERTO

SPECIALE CON PIU’ DI DIECI PAGINE DEDICATE ALLE FOTO DELLE SFILATE.

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Campo de’ fiori 47

AGENDA

Tutti gli appuntamenti più importanti

: IL PROGRAMMA E L’ORDINE DELLE SFILATE

ORDINE SFILATA DEL

03.02.2013

1. ZIBALDONE - Attenzione attenzione

arrivan gli “M&M’S” col

Gruppo Zibaldone

2. BIFFE - Quest’anno come l’ antichi

co’ li sogni e co’ li conti namo a

fa’ carnevale giù all’ osteria di culi

bianchi

3. FRAPPA - Il gruppo Frappa co

Jasmine e Aladino va giù n’piazza a

fa casino

4. JAMAICANO - A crisi ce sta a

ammazzà, o revival Jamaicano s’ è

costretti a fa

5. O ZUCCHERO FILATO - Co o

buzzichetto ce se naffiati e i fiori in

piazza so sbocciati

6. SPOSE DE CIVITA: Sottotitolo

donna scendi e balla - Le vedove

allegre

7. E RECICLONE - Se non sai più

che santo votà, viè co Pippi giù

n’piazza a ballà

8. I CUGINI - I cugini so tornati e

Cappuccetto c’accompagnati

9. BLANDO - O sambodromo ncantato

co 3 anni c’ ha rovinato … noi

volemo a tradizione trombe, gondola

e boccione

10. CHARLIE - Avemo fatto tanti

buffi pè porta a Civita sti Puffi

11. PATRATAC - La signorina suona

il piano el Mariachi la tromba

12. CATARI’ - Catarì by night

13. BIACIO - Co o monno che sta a

impazzì o gruppo Biacio co o cappellaio

matto ve fanno divertì

14. EGIZIA - Funicolì funicolà…

namo giù n’ piazza a sbandierà

15. GAZIBO - Se qualcosa vuoi leccare

con Gazebo vai a sfilare

MASCHERE LIBERE

ORDINE SFILATA DEL

10.02.2013

1. CATERI’ - Catarì by night

2. EGIZIA - Funicolì funicolà…

namo giù n’ piazza a sbandierà

3. BIACIO - Co o monno che sta a

impazzì o gruppo Biacio co o cappellaio

matto ve fanno divertì

4. GAZIBO - Se qualcosa vuoi leccare

con Gazebo vai a sfilare

5. ZIBALDONE - Attenzione

attenzione arrivan gli “M&M’S “

col Gruppo Zibaldone

6. SPOSE DE CIVITA: Sottotitolo

donna scendi e balla - Le vedove

allegre

7. E RECICLONE - Se non sai più

che santo votà, viè co Pippi giù

n’piazza a ballà

8. I CUGINI- I cugini so tornati e

Cappuccetto c’ accompagnati

9. BLANDO - O sambodromo

ncantato co 3 anni c’ ha rovinato …

noi volemo a tradizione trombe,

gondola e boccione

10. FRAPPA - Il gruppo Frappa co

Jasmine e Aladino va giù n’piazza a

fa casino

11. BIFFE - Quest’anno come l’

antichi co’ li sogni e co’ li conti

namo a fa’ carnevale giù all’ osteria

di culi bianchi

12. JAMAICANO - A crisi ce sta a

ammazzà, o revival Jamaicano s’è

costretti a fa

13. CHARLIE - Avemo fatto tanti

buffi pè porta a Civita sti Puffi

14. O ZUCCHERO FILATO - Co

o buzzichetto ce se naffiati e i fiori

in piazza so sbocciati

15. PATATRAC - La signorina

suona il piano el Mariachi la tromba

MASCHERE LIBERE

ORDINE SFILATA DEL

12.02.2013

1. JAMAICANO - A crisi ce sta a

ammazzà, o revival Jamaicano s’è

costretti a fa

2. O ZUCCHERO FILATO - Co o

buzzichetto ce se naffiati e i fiori in

piazza so sbocciati

3. CHARLIE - Avemo fatto tanti

buffi pè porta a Civita sti Puffi

4. PATATRAC - “La signorina

suona il piano el Mariachi la tromba

5. CATARI’- Catarì by night

6. SPOSE DE CIVITA: Sottotilono

donna scendi e balla - Le vedove

allegre

7. E RECICLONE - Se non sai più

che santo votà, viè co Pippi giù

n’piazza a ballà

8. I CUGINI- I cugini so tornati e

Cappuccetto c’accompagnati

9. BLANDO - O sambodromo ncantato

co 3 anni c’ha rovinato … noi

volemo a tradizione trombe, gondola

e boccione

10. BIACIO - Co o monno che sta

a impazzì o gruppo Biacio co o cappellaio

matto ve fanno divertì

11.EGIZIA- Funicolì funicolà…

namo giù n’ piazza a sbandierà

12. GAZIBO - Se qualcosa vuoi

leccare con Gazebo vai a sfilare

13. FRAPPA - Il gruppo Frappa co

Jasmine e Aladino va giù n’piazza a

fa casino

14. ZIBALDONE - Attenzione

attenzione arrivan gli “M&M’S “

col Gruppo Zibaldone

15. BIFFE - Quest’ anno come l’

antichi co’ li sogni e co’ li conti

namo a fa’ carnevale giù all’ osteria

di culi bianchi

MASCHERE LIBERE


48

Campo de’ fiori

AGENDA

Tutti gli appuntamenti più importanti

16° MINI FESTIVAL DI VITERBO

Dopo un’estate piuttosto intensa – costellata da svariate esibizioni in giro per la provincia – ed un autunno di riflessione, torna il vero e

proprio Mini Festival di Viterbo, tuttora unico malgrado i numerosi tentativi di imitazione! La manifestazione, giunta alla sua sedicesima

edizione, avrà il suo epilogo – a Fabrica di Roma – sabato 23 febbraio p.v., dopo aver svolto le semifinali, a Ronciglione, il 16

e 17 febbraio 2013. Come il solito, l’organizzazione è a cura dell’Associazione “Omniarts”, con il patrocinio ed il contributo dei

Comuni di Fabrica di Roma e Ronciglione. Anche nel 2013, inoltre, il Mini Festival diventerà promotore di solidarietà , in quanto

farà parte delle manifestazioni promosse da “Viterbo con Amore”.

Fino al 25 gennaio 2013 sarà possibile iscriversi al Mini Festival; ogni partecipante sceglierà il brano da cantare e, se non l’avesse già ,

ne riceverà il testo e la base musicale. Per le iscrizioni basta telefonare a Pierluigi Alberti (tel. 320/1435180) o Paolo Moricoli

(328/7188646); ad inizio febbraio p.v. si svolgeranno le selezioni per le semifinali, presso il ristorante “La Commenda” di Viterbo.

I partecipanti saranno, ovviamente, giudicati da una giuria di assoluta qualità che, anche quest’anno, sarà presieduta dal giovane tenore

viterbese Antonio Poli – vincitore del Mini Festival 1998 – che, ormai, è considerabile il talento lirico in più forte ascesa in Europa.

Oltre ad un simpatico omaggio per tutti i partecipanti ed ai premi – con l’esclusivo logo del Mini Festival – per i primi tre classificati di

ogni categoria (cat. 1 per i nati tra il 2001 e il 2006, cat. 2 per i nati tra il 1997 e il 2000, cat. 3 per i nati tra il 1992 e il 1996), il vincitore

della sezione dedicata ai più grandi avrà la possibilità di incidere un CD in una sala di registrazione professionale. I primi tre classificati

della terza categoria, inoltre, potranno partecipare – gratuitamente – agli stage formativi estivi tenuti da Tuscia in Jazz. Il nostro

concorso canoro è cresciuto edizione dopo edizione; in questi anni abbiamo

lanciato talenti come Anna Tatangelo (vincitrice del Festival di San Remo nel

2002 e 2006, ormai una big!) e Alina (seconda classificata della Sez. Giovani

del Festival di San Remo nel 2003); i nostri piccoli grandi artisti spopolano in

ogni concorso – locale e nazionale (una delle vincitrici del 2010 veniva dalla

Sardegna…) – in cui partecipano… le apparizioni televisive non sono più una

rarità … di Antonio Poli abbiamo già detto: il nuovo Pavarotti è proprio lui!Altri

giovani cantanti si stanno già mettendo in mostra; la qualità degli stessi cresce

ogni anno di più, qualcuno ha iniziato anche a scrivere canzoni in proprio…

insomma, sono aperte le iscrizioni al Mini Festival!

p. Ass. OMNIARTS Paolo Moricoli

FABRICA FESTIVAL. AL VIA LA X EDIZIONE

Partirà Domenica 13 Gennaio 2013 a Fabrica di Roma la decima edizione del Fabrica Festival e si svolgerà , come di consueto, presso

il Teatro Tenda PalArte con inizio alle ore 17:30. Anche quest’ anno la rassegna musicale , curata da i direttori artistico Gregori e Di

Vozzo,non deluderà le aspettative del pubblico che potrà assistere a quattro spettacoli all’insegna della musica e della danza, passando

dalla tradizione fino ad arrivare all’innovazione. Comune e Ass. Pro-Loco,

Provincia di Viterbo e Regione Lazio, Comprensorio della Via Amerina e Ass.

Musicultura hanno preparato un cartellone degno della massima attenzione. Si

partirà con Ciuri Ciuri Jazz, un progetto musicale che fonde il linguaggio jazz afroamericano

con quello tradizionale del nostro territorio, recuperando le tradizioni

folkloristiche siciliane e non solo, finalizzato a dar vita a parole e suoni antichi e

nuovi. Domenica 20 Gennaio seguirà un coinvolgente concerto-spettacolo di

musica popolare sudamericana e flamenco, uniti da matrici comuni e messi in

scena dalla Compagnia Algesiras Flamenco che si è esibita spesso a Roma,ed ha

partecipato anche a festival nazionali, il “Mediterraneo” di Alghero e il “Minturno

Fest” a Minturno. Il 27 Gennaio sarà invece dedicato soprattutto al jazz, con la

Zambra Dixie Jazz Band, nata da un gruppo di professionisti provenienti da stili

differenti ma accomunati dal jazz . Propone lo stile delle piccole orchestre che

suonavano a New Orleans agli inizi del “900” e che si esibivano durante feste

pubbliche, matrimoni, eventi vari, regalando una cornice musicale destinata poi a

fare successo. Nello stesso pomeriggio ci sarà la premiazione del concorso “ la

frase che suona” che vede coinvolti gli studenti e gli scolari di buona parte della

nostra provincia nella elaborazione di una frase che rappresenti il sentimento ed

il senso della musica visto dai più giovani.

L’ultima serata del Festival 2013, quella del 3 Febbraio, è per Peppe Servillo e la

formazione dei Solis String Quartet. Peppe ha già calcato le scene del “ FabFest”

con gli Avion Travel e questa volta si propone con uno straordinario omaggio alla

cultura ed alla canzone classica napoletana. L’unione con gli archi dei “ Solis”,

anche loro di chiara origine campana, ha dato vita ad un inedito concerto tutto

da gustare nella sua unicità . Come sempre le iniziative che si svolgono al Teatro

Tenda “PALARTE” di Fabrica di Roma sono molto in controtendenza, ottimo progetto

musicale o teatrale e prezzi ultrapopolari, con ingresso a cinque euro, per

dare possibilità a tutti di fruire con un impegno economico davvero basso, a

pomeriggi di buona cultura e divertimento.


Campo de’ fiori

AGENDA

Tutti gli appuntamenti più importanti

PROGRAMMA CARNEVALE STORICO RONCIGLIONESE 2013. Dal 1500

DOMENICA 20 GENNAIO 2013

Ore 11:00 Benedizione degli animali in onore di

Sant’Antonio

Ore 16:30 Grande ritorno della tradizionale

SPOSA, siete tutti invitati al matrimonio più

importante. Segue rinfresco.

DOMENICA 03 FEBBRAIO 2013

Ore 11.00 In Piazza Vittorio Emanuele, piccola

rappresentazione teatrale org. Padiglione delle

Meraviglie; passeggiata ed esibizione della

Banda cittadina “Alceo Cantiani”. Street Band

Ore 15.00 – In presenza di Autorità , Rituale

della Consegna delle chiavi della Città a

Re Carnevale, seguito dalla tradizionale

Carrozza con autorità del Carnevale, scortata

da un drappello di Ussari.

Ore 15.30 Parata Storica degli Ussari

Ore 16:00 - 314° GRANDIOSO CORSO DI GALA Maschere,

carri allegorici, con lancio caramelle, cioccolatini, nocciole, gruppi

mascherati e bande folcloristiche...

Tutti in Piazza della Nave a ballare “Il Tradizionale Saltarello“

GIOVEDI 07 FEBBRAIO 2013

Ore14.30 Il Campanone suona a distesa e annuncia il ritorno di RE

CARNEVALE

HA INIZIO LA FOLLIA...

Ore 16.00 Grande sfilata della Confraternita di Sant’Orso

con Tozzetti e Vino.

Dalle ore 17.30 GRANDE FESTA DEI BAMBINI AL PALACAR-

NEVALE. Spettacolo dei burattini “Arlecchino e l’oro della

principessa”, giocolieri, musica, pizza etc.

Ore 21:00 Spettacolo Teatrale “NASO ROSSO”, commedia

in dialetto, regia di Luciano Mariti – presso il teatro comunale

E.Petrolini.

Ore 22:30 Veglione Dei Ragazzi organiz. Forum Giovani.

VENERDI 08 FEBBRAIO 2013

Apertura Expo Provinciale prodotti tipici di qualità

1° FIERA DI CARNEVALE

Ore 21:00 Spettacolo Teatrale “NASO ROSSO” commedia

in dialetto, regia di Luciano Mariti – presso il teatro comunale

E.Petrolini

Ore 23.00 Veglionissimo dello Studente al Palacarnevale. Loc.

Chianello

SABATO 09 FEBBRAIO 2013

Expo Provinciale prodotti tipici di qualità

1° FIERA DI CARNEVALE

Dalle ore 14.30 Banda Cittadina

Ore 15.00 Parata Storica degli Ussari

Ore 15:30 - 1 °CARNEVALE REGIONALE DEI BAMBINI

(UNICO IN ITALIA)

- …… Grande ritorno delle Mascherine Ronciglionesi con

assegnazione del Premio ….. alle maschera piu’ allegorica,

- “Ricordiamo gli antichi sapori del Carnevale… In Piazza

della Nave saranno presenti numerosi stand gastronomici

con possibilita’ di degustazione. Grande merenda per i più

piccoli

Ore 18.00 - Tutti in Piazza della Nave a ballare “il

Tradizionale Saltarello” e sorprese in Piazza STAND ENO-

GASTRONOMICI FREGNACCIARI, PIZZE FRITTE etc

49

Ore 21:00 Spettacolo Teatrale “NASO

ROSSO” commedia in dialetto, regia di

Luciano Mariti

Ore 22.30 Il Carnevale della NOTTE con le

maschere create dalla fantasia dei ragazzi, VIN

BRULE’ per tutti

Ore 23.30 Gran Veglione delle maschere al Pala

Carnevale, loc. Chianello

DOMENICA 10 Febbraio 2013

Expo Provinciale prodotti tipici di qualità

1° FIERA DI CARNEVALE

Ore 11.00 in Piazza Vittorio Emanuele piccola

rappresentazione teatrale org. Il Padiglione delle

Meraviglie, Passeggiata ed esibizione della banda

cittadina “Alceo Cantiani”. Street Band

Ore 15.30 Parata Storica degli Ussari

Ore 16.00 - 315° GRANDIOSO CORSO DI GALA Maschere,

carri allegorici , con lancio caramelle, cioccolatini , nocciole, gruppi

mascherati e bande folcloristiche... STAND ENOGASTRONOMI-

CI FREGNACCE, PIZZE FRITTE E Altro

Ore 18:30 - Tutti in Piazza della Nave a ballare “il Tradizionale

Saltarello“

Ore 21:00 Spettacolo Teatrale “NASO ROSSO” commedia

in dialetto, regia di Luciano Mariti – presso il teatro comunale

E.Petrolini

LUNEDI’ 11 Febbraio 2013

Ore 14.30 Il Campanone suona a distesa

Ore 15.00 Parata storica Degli Ussari

Ore 16.30 “CARNEVALE JOTTO” pomeriggio gastronomico con:

Bandaccia NASI ROSSI (maschera tipica di Ronciglione)

con rigatoni al pitale. POLENTARI - FAGIOLARI – TRIPPAROLI –

FREGNACCIARI e per finire i SARACARI!!!

Ore 18.30 Tutti in Piazza della Nave a ballare “il Tradizionale

Saltarello“e sorprese in Piazza,

Ore 21:00 Spettacolo Teatrale “NASO ROSSO” commedia

in dialetto, regia di Luciano Mariti – presso il teatro comunale

E.Petrolini

ORE 23.00 Veglionissimo dei Nasi Rossi presso la Discoteca “2

Cigni” Riservato ai soci e famiglia

MARTEDI’ 12 Febbraio 2013

Ore 14.30 Il Campanone suona a distesa

Ore 15.00 Parata Storica degli Ussari

Banda cittadina “Alceo Cantiani” per le vie rinascimentali del paese

Ore 15:30 – CARNEVALE DEI BAMBINI

Mascherate spontanee

Ore 17,30 Tutti in Piazza della Nave a ballare “il Tradizionale

Saltarello“Stand gastronomici Frittelle di baccalà

Ore 18.30 In Piazza del Comune morte e testamento di Re

Carnevale. Corteo funebre con la “FIACCOLATA” della

Compagnia della Penitenza.

Ore 19.30 Partenza di “Re Carnevale “ con il “GLOBO AEROSTA-

TICO”

Ore 21:00 Spettacolo Teatrale “NASO ROSSO” commedia

in dialetto, regia di Luciano Mariti – presso il teatro comunale

E.Petrolini

Ore 23.00 Il Carnevale della notte con le maschere create dalla

fantasia dei ragazzi VIN BRULE’ per tutti;

Ore 23.30 Veglionissimo di chiusura del Carnevale al

Palacarnevale, loc. Chianello.


50 Campo de’ fiori

Tanti auguri di buon

compleanno a Cecilia

Anselmi che l’11

febbraio compie gli

anni, dalla mamma, il

papà, il fratello

Federico, tutti i

parenti, gli amici e

la redazione di

Campo de’ fiori

La Redazione di Campo de’ fiori si associa agli auguri

Il 26 gennaio

compie sei anni

Azzurra De

Angelis.

Auguri piccola

principessa da

mamma Assunta e

papà Pigi!

Tantissimi auguri di

buon compleanno ad

Elisa Ridolfi che il 16

gennaio ha compiuto

i suoi meravigliosi 30

anni, dai parenti e da

tutti gliamici

Tanti auguri alla

piccola Emma

Ottaviani che ha

compiuto 3 anni il

17 gennaio, dai suoi

genitori, i nonni e

gli zii.

In data 16.12.2012 il

Dott. Fabio Pescitelli

ha conseguito il diploma

di abilitazione in

“Taping Neuro

Muscolare”.

Congratulazioni da

parte dei colleghi dell’ambulatorio

Medico e

FisioKinesiTerapico –

Fisiogamma.

Tantissimi auguri al

piccolo Cristiano Rocchetti

che il 2 Gennaio compie 4 anni

da Mamma Anna Maria, papà

Sacha e il fratello Gabriele.

Ti vogliamo bene!!

Auguri a questi due

giovanotti che hanno

festeggiato i loro splendidi

60 anni di matrimonio!

Tanti auguri a Renzo Riganelli, Fausto Rosini,

Franco Fochetti, Alberto Alberighi, Marcello

Feliziani, … Morelli, Franca Ricci, Geltrude….

Dante Vesica, Maria Iezzi, Matilde Meloni, Delia…

Dal lontano ’37 con furore

Eccoci tutti qui cari Signori e Signore!

A raccontar quante cose ha cambiato il tempo

e ricordando tutto quel che abbiam fatto nel frattempo.

Al passar degli anni mica si sfugge,

la beltà giovanile il tempo distrugge,

lasciando posto ai solchi del viso

che con orgoglio affrontiamo con sorriso.

Con immenso piacere, cari amici,

noto tra voi tanti matrimoni felici.

Perciò continuate a sorridere alla vita

perché la strada non è ancora finita.

Tante emozioni ancor ci aspettano

e tante belle cose si prospettano.

Qui con voi felici di aver organizzato

per incontrare i vecchi amici del passato.

Infine alla salute di tutti quanti alziamo i bicchieri

e scacciamo i tristi pensieri.

Brindiamo adesso tutti quanti

felici e festanti.

Franco Fochetti


Tantissimi auguri a

Johnny Febbraio

che dopo tanti

sacrifici è finalmente

diventato

dottore in consulente

aziendale

(marketing e qualità).

Congratulazioni

da mamma, papà, Mary, Stefano e Giorgia.

Tanti auguri ad

Antonio Pistola che il

23 novembre ha

compiuto ben 83

anni! AUGURI

NONNO ANTONIO!

Ti vogliamo bene! Da

Ares e Maila Pistola,

Giuseppe Pistola, Anna Maria e la moglie

Maria Marini!

Il 31 dicembre 2012

hanno coronato il loro

sogno d’amore

Roberta Monfeli e

Andrea Stelliferi.

Tanti auguri da parte

del piccolo Riccardo,

tutti i loro amici e

parenti!!!

Auguri al nostro piccolo

Samuele che il

2 dicembre 2012 ha

compiuto 3 anni, da

mamma Daniela, papà

Fabio, i nonni, gli zii e

le cugine Giulia e

Giordana.

Campo de’ fiori 51

Grazie a tutti i miei ragazzi del teatro “Oratorio

S. Luigi Gonzaga di Corchiano”, perchè oltre ad

essere stati bravi avete dimostrato di avere

cuore e umanità. Io mi ritengo orgogliosa di tutti

voi indistintamente.

Bravi continuate così...Laura

A Natale un nonno ai suoi nipoti

Siccome tutti l’anni le poesie me recitate,

e ogni anno le mancette v’aspettate

allora quest’anno me so preparato,

e quattro righe v’ho dedicato.

Cari nipotini adorati

la pensione è poca,

e i prezzi so rincarati.

Allora me so detto,

a ste creature non posso fa dispetto,

così per essere nel giusto proprio il giorno de Natale

ho deciso di non essere imparziale.

Per tutti voi grandi e piccini,

ho in abbondanza abbracci e bacini.

Se questi miei doni non sono graditi,

me dispiace ma i sordi so finiti…

Sti poveri vecchietti non sanno più che fare,

anche con i nipoti devono risparmiare

La colpa, lo ripeto, non è mia ma del momento,

chiedete le mancette al parlamento

Laura Testa 2012

INVIATECI I

VOSTRI

MESSAGGI

D’AUGURI

SPECIALI:

info@campodefiori.biz


52

Campo de’ fiori

Campo de’ fiori

Roma com’era

Roma - Fine 1800.

Il cimitero degli Inglesi, oggi ormai completamente circondato dai palazzi, era originariamente in aperta campagna.

Sullo sfondo, oltre i vigneti, sono visibili il monte Testaccio ed i ruderi delle Terme di Caracalla.


Campo de’ fiori 53

Album dei ricordi

Campo de’ fiori

Civita Castellana. Inizi XX secolo.

Una splendida panoramica della Piazza dove è sito l’edifico comunale della cittadina (alle spalle di questa immagine).

Sono visibili i portici sulla destra, lo storico bar centrale sulla sinistra, e la chiesa di San Francesco di fronte.


54

Campo de’ fiori

Campo de’ fiori

Album de

Civita Castellana. Torneo di calcio anni ‘70. Campo Turiddo Madami.

In alto da sx: Carlo Todini, Carlo Tuia, Otello Mei, Sergio Piano, Sergio Marchetti, Ermanno Todini, Antono Romitelli.

In basso da sx: Roberto Piano, Marco Marinucci, Renzo Lanzi, Marco Pallozzi, Roberto Profili, Piero Martani.


ei ricordi

Campo de’ fiori

Civita Castellana.

Anno 1976.

Anna Francola e Arnaldo Ricci.

Campo de’ fiori

Civita Castellana. Scuola materna Gramsci. Carnevale 1971.

Da sx: Suor Maria, Luisa Molinari, Alfredina..., Franca Pelinga, Suor Natalina.

Campo de’ fiori

55


56

Campo de’ fiori

Campo de’ fiori

Album de

Fabrica di Roma. Olimpiadi 1960 – Passaggio del tedoforo Giovanni Anselmi per le strade del paese.

Sulla sx riconosciamo il maresciallo Parrettini.

Chi si riconosce nella foto? Scriveteci all’indirizzo email info@campodefiori.biz


ei ricordi

Campo de’ fiori

Campo de’ fiori 57

Fabrica di Roma -Settembre 1959. Feste patronali in onore di San Matteo. Vicinanze del bar “Paggiò”.

I personaggi che si riconoscono sono: Giorgio Orsini, Eraldo e Luciano Stefanucci, Silvano Morelli e Giuseppe Ghirighini.

Foto del Prof. Giuseppe Ghirighini.

Anno 1947.

Carretto allegorico

in occasione della festività

di Sant’Antonio Abate.

Campo de’ fiori


58

Campo de’ fiori

Campo de’ fiori

Album de

Carbognano. Anno 1957.

Scuola elementare - classe I.

Foto del Sig. Luca Carosi


Campo de’ fiori 59

ei ricordi

Campo de’ fiori

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Corchiano. Anno 1956-’57. Asilo parrocchiale.

1. Carla Achilli, 2. Maria Assunta Monfeli, 3. Maddalena Battisti, 4. Mirella Pesaresi, 5. Maria Chiara Crescenzi,

6. Franco Sciardiglia, 7. Ennio Leoniddi, 8. Giovanni Crescenzi, 9. Angelo Marconi, 10. Anna Maria Benedetti,

11. Giuseppina Agostini, 12. Rosella Arringoli, 13. Nadia Crescenzi, 14. Lina Ortenzi, 15. Beatrice Pattavina,

16. Maria Mozzicarelli, 17. Giuseppina Arringoli, 18. Assunta Bonanni, 19. Antonio Ridolfi, 20. Lorenzo Rignanese,

21. Mario Todini, 22. Franco Cioccolini, 23. Attilio D’Achille, 24. Sergio Todini, 25. Tommaso Stefanelli, 26. Ennio Leoniddi,

27. Vincenzo Ernoni, 28. Fiorella Cianca, 29. Franco Marini, 30. Leonida Prosperi, 31. Fiorella..., 32. Maria Alvi,

33. Anna Spiriti. Foto della Sig.ra Anna Maria Benedetti.

INVIATECI LE VOSTRE VECCHIE FOTO

CHE OGNI MESE RENDONO FELICI MIGLIAIA DI LETTORI!

L’indirizzo di posta elettronica è info@campodefiori.biz

oppure fatecele recapitare direttamente in redazione (P.zza della

Liberazione, 2 - Civita Castellana), esse verranno scansionate

e vi saranno immediatamente restituite!

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62 Campo de’ fiori

Oroscopo di Gennaioby Cosmo

ARIETE 21 marzo - 20

aprile Evitate discussioni

durante la prima metà del

mese. Tendenza a cercare

problemi nella parte sentimentale,

meglio rimandare

le vostre decisioni. Siete in un momento di

grandi cambiamenti. Sul lavoro evitate

problemi con i vostri colleghi. Fate piani a

lungo termine.

TORO 21 aprile - 20

maggio Per voi sarà un

mese positivo per organizzare

le vostre idee e positivo

per l’amore.

Ricominciate a pianificare il vostro futuro.

Nuove idee sul lavoro. Avrete molta energia

durante questo mese, ma state attenti

a non agire impulsivamente, valutate

bene.

GEMELLI 21 Maggio -

21 giugno Un mese con

molta energia e nuove

opportunità in arrivo,

soprattutto verso la fine

del mese. Sarete un po’

ansiosi e con tendenza a discutere, controllate

le vostre emozioni e iniziate a valutare

le nuove prospettive. In amore è

meglio vivere il presente, rimandate per

più avanti le decisioni importanti.

CANCRO 22 giugno -

22 luglio Un mese in cui

arrivano nuove opportunità

. Possibilità di stabilità e

dialogo nella coppia, ma

dovete evitare le discussioni. Per quanto

possano non piacervi i cambiamenti, è

momento di cambiare ed aprirvi alle nuove

opportunità . Vi sentirete confortati dalla

vostra famiglia.

LEONE 23 luglio - 22

agostoÈ il momento di

prendere in considerazione

le nuove opportunità e

portare avanti i nuovi progetti.

I risultati arriveranno

più avanti. Sono stati momenti difficili e

vi sentite senza forza. Conforto nel vostro

lavoro e nei sentimenti. Valutate molto

prima di prendere una decisione.

VERGINE 23 agosto -

22 settembre È proprio

il vostro mese per valutare

le nuove proposte.

Positivo per il lavoro.

Buono anche per considerare i cambiamenti

in casa. In amore apertura al dialogo

e sostegno. Non prendete decisioni

affrettate, le soluzioni arriveranno da sole.

BILANCIA 23 settembre

- 22 ottobre

Durante questo mese

evitate soprattutto le discussioni

e rimandate le

decisioni di cui non siete

sicuri. Molta energia e nuove opportunità

per i progetti di lavoro. Valutate bene le

decisioni in ambito economico e fate piani

a lungo termine. Possibilità di un viaggio

lungo.

SCORPIONE 23 ottobre

- 21 novembre

C’è molta difficoltà per

portare avanti i vostri

progetti, ma avranno

successo in futuro. È un

mese positivo per il dialogo e per risolvere

quello che riguarda il lavoro. Evitate di

agire o decidere in modo impulsivo. Sulla

parte sentimentale ritorno di una persona

del passato.

SAGITTARIO 22

novembre – 21 dicembre

Approfittate dei primi

dieci giorni per risolvere i

vostri problemi sentimentali.

È un mese di molta

energia ma dovrete controllare la vostra

impulsività , pericolo di rovinare i vostri

progetti o i rapporti di lavoro. Pensate due

volte prima di dire o agire.

CAPRICORNO 22

dicembre - 19 gennaio È

un mese positivo per un

cambio di piani. Ci sono in

atto molti cambiamenti

nella vostra vita nel presente e nel futuro,

fate progetti a lungo termine. Buona possibilità

di dialogo nella coppia. La seconda

parte del mese sarà buona per la parte

sentimentale e quella economica. Portate

pazienza, i risultati saranno positivi.

ACQUARIO 20 gennaio

- 18 febbraio È un mese

pieno di energia e sono in

arrivo nuove opportunità ,

ma attenzione: rischiate di

mandare tutto in aria se agirete in modo

impulsivo. Controllate la vostra tendenza a

cambiare idea, continuate con i vostri progetti,

soprattutto quelli a lungo termine.

Buono l’amore se eviterete di discutere.

PESCI 19 febbraio - 20

marzo Rimandate le

vostre decisioni sentimentali

a dopo il giorno 10 di

questo mese. Buono per

nuovi progetti, per il dialogo.

Ascoltate la vostra intuizione, e per

quanto possa sembrarvi tutto difficile, sta

cominciando un nuovo periodo positivo

per voi, sia nel lavoro che nei sentimenti.


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