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recentemente, sullo stomaco di un giovane di 30 anni, morto iu uno

stato di marasma, quasi tutte le glandoìe pepsinifere eran distrutte;

quelle situate in vicinanza della regione pilorica erano solamente

scampate a questo lavorìo di disorganizzazione.

Se l'infiammazione è meno intensa e passa allo stato cronico, determina

altri risultati. Ha per effetto allora la caduta dell'epitelio delle

glandoìe, una modificazione molecolare della loro tunica esterna, sulla

quale le cellule pepsinifere non possono più riprodursi, l'atrofia delle

loro ramificazioni o la dilatazione graduale di queste, la loro trasformazione

in cisti, etc. Queste diverse lesioni sono le più frequenti.

Si osservano quasi in tutti gl'indivìdui di età avanzata, in alcuni punti

molto limitati, talvolta sopra uno spazio molto esteso. Sono appena

conosciute, mentre meritano di fissare l'attenzione dei patologi. Imprenderne

ora lo studio sarebbe uscir dal compito che mi sono imposto.

La maggior parte degli anatomici, in Germania, ammettono nella

spessezza della mucosa gastrica, nei mammiferi e nell' uomo, follicoli

chiusi. Ora questi follicoli, situati alla faccia profonda dolio

strato glandolare, sono semplici cisti, di diametro molto ineguale. Ho

potuto constatare la loro esistenza sulla maggior parte degli stomachi

che ho sottoposti all'esame microscopico ; esse si mostrano spesso iu

gran numero nella regione splenica. Nel corso delle mie ricerche,

continuate per più anni, non mi è stato dato incontrare una sola volta

un vero follicolo chiuso, né nell'uomo, nò in alcun vertebrato.

Le GLANDOLE MreiPARE hanno per sede la superficie concava della

piccola tuberosità o Vanirò del piloro. Spessissimo non si estendono al

di là; e quando si prolungano più oltre, non oltrepassano che pochissimo

questo limite.—La loro lunghezza non differisce da quella delle

glandolo pepsinifere; alcune perù sono un poco più corte.

Il loro tronco o dotto escretore presenta una lunghezza varia,

ora si divide in due o tre principali branche fin dalla sua origine,

«»ra un poco più in basso, ed in alcuni punti al livello solamente della

parte inedia della glandola. Queste prime divisioni, al pari del tronco,

sono perfettamente cilindriche, rettilinee e sfornite di l'ondi ciechi

glandolari. .Nella loro metà o nei loro due terzi superiori, queste glandoìe

sono dunque molto semplici, al tributo che potrebb'essere sulllciente

per riconoscerle a prima vista.

l'n altro carattere proprio ad ognuna di esse è desunto dalla dispo

^i/ione che presenta l'estremità terminale delle loro divisioni. A misura

che si avvicinano alla tunica muscolare, queste si coprono di

tondi ciechi, allungati o arrotonditi, talvolta, però, al numero di due

o tre solamente. Ma d'ordinario si moltiplicano al punto da sovrapporsi

e da dare alla loro estremità terminale l'apparenza di una glan

dola a grappolo, di cui la stessa branca rappresenterebbe il dotto

escretore. \'on è raro veder.- alcune divisioni terminarsi in due o He

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