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analisi, che un vasto plesso nelle cui maglie le granulazioni glandolali

si trovano come annidate.

Le branche linfatiche che uniscono le reti periferiche, o branche

interloìmlari, danno origine ai tronchi, che si portano verso la superfìcie

della glandola per terminare nei gangli più vicini.

Tale la disposizione più generale dei vasi linfatici delle glandoìe.

Essa ci mostra che in questi organi l'elemento assorbente si trova

ovunque in contatto quasi immediato coi prodotti di secrezione. Ogni

cavità segregante è dotata così di due proprietà diametralmente opposte

1' una in virtù della quale tende continuamente a separare dal

sangue alcuni principii che si depositano sulle sue pareti, l'altra che

tende ad impossessarsi di questi stessi principii per restituirli al sangue.

Di queste due proprietà la seconda è tanto più sviluppata per quanto più

importanti sono i liquidi sottomessi alla sua azione: così il latte, lo

sperma, che si possono considerare in qualche modo come un sacrifizio

dell' individuo alla specie, sono versati in canali estremamente

ricchi di vasi linfatici. Questi vasi sono quasi altrettanto numerosi

nel legato, ed attestano, per la loro stessa moltiplicata, come la bile non

possa essere considerata con alcuni autori , come un liquido puramente

escrementizio, imperocché se questo liquido non fosse utile che

per la sua eliminazione, perchè la natura avrebbe moltiplicati intorno

ad esso le vie per rientrare nel torrente circolatorio ?

I nerri delle glandoìe sono numerosi in quelle che hanno un certo

volume ma poco noti ancora nelle più piccole. Gli uni vengono

dal sistema nervoso cerebro-spinale, gli altri dal ganglionare.—I primi

emanano molto spesso da parecchie sorgenti e penetrano allora

nella spessezza di questi organi per diversi punti della loro periferia.—

1 secondi, come abbiamo fatto notare, si addossano alle arterie, le

circondano e le accompagnano sino alla glandola nella quale queste

si portano. Al pari di esse si terminano nelle pareti degli otricoli e

dei tubi glandolari.

In ogni glandola si osserva una trama cellulare destinata ad unire

i lobi ed i lobuli e che costituisce inoltre per i vasi e per i

nervi, una specie di scheletro in cui essi si ramificano. La parte che

prende il tessuto cellulare alla costituzione degli organi secretori è

del roto molto variabile. Esso e più abbondante e più ricco di vescicole

adii»ose nelle glandoìe a grappolo che nelle tubulari.

Tra questi organi, alcuni hanno un involucro fibroso, come il fegato,

il iene, i testicoli. Questo involucro è notinole pei prolungar

menti che si staccano dalla sua faccia profonda e che penetrano nella

loro spessezza. Le altre glandoìe anche sono circondate da una menili,

una. ma questa è semplicemente cellulare.

3° Dotti escretori delle glandoìe. - Considerati nella loro struttura

questi dotti si possono classificare in due ordini di cui uno

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