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Peyer nel 1682 ha dato pel primo una descrizione molto esatta delle gondole

vescicolari agminate. Ma egli conosceva anche molto bene l'esistenza delle

glandoìe solitarie, come l'attestano le paiole seguenti: « Su tutta la lunghezza

ti dell'intestino, si veggono glandoìe che sporgono qua e là sotto la mucosa

n e che si possono chiamare per questa ragione solitarie o isolate, solitarics

« vel sporades. Ve ne sono altre che formano gruppi, plessi, aramassi, e che

« ho chiamate associate o agglomerate, socias vel gregales » (1).

Nella sua descrizione però si occupa quasi esclusivamente di questi ultimi,

donde 1' errore della maggior parte degli autori che avendolo letto incompletamente,

hanno supposto che le prime gli erano restate ignote. Peyer

indica per lo più le glandoìe associate sotto il nome di plesso glandolare,

corpuscoiorum glandulosorum plcxus sive agmina (2).

Dopo averle considerate nell' uomo, quest' autore le studia nel gatto, nel

cane, nella volpe, nel lepre, nel porcellino d'India, nella pecora, nella capra,

poi cerca determinare il loro uso, e si occupa in seguito delle loro malattie.

Egli le esamina, in una parola, sotto tutti i punti di vista, e giunso così a fissare

talora l'attenzione dei suoi contemporanei e quella dei suoi successori che

glie ne attribuirono immediatamente la scoperta. Questo favore del resto gli

attirò da parte di alcuni anatomici vive critiche alle quali egli risposo nellu

seconda parte della stìa opera esponendo la storia di queste glandolo, e provando

che non ha punto cercato di reclamarne la scoverta.

Si può rimproverare a Peyer di non aver indicata la sede precisa delle

glandoìe vescicolari ; egli ha avuto il torto più grave di aver a tutte attribuito

un orifizio, cioè averle considerate come tanti otricoli. ,

Nel 1699 F Ruyseh nella sua medesima lettera ti Woltf, paragona queste

glandoìe ai corpuscoli di cui la milza, dic'egli, è in gran parte composti,

le chiama false glandolo glanduiae spuriae. Queste false glandolo sono In

sede delle ulcerazioni che si osservano tanto frequentemente nell'intestino;

esse sono situate nella tonaca nervosa, in modo che quando si separa questa

dalla tonaca villosa, restano in parte almeno nella prima. Più innanzi uggiunge:

« Queste glandoli- esistono in tutta la lunghezza dell'intestino. Nell'intestine

e tenue si trovano non .sol; mente le glandoìe solitarie ma anche quelle riui

nite a gruppi. Nel grosso intestino esistono solamente le solitario. Nel di-

« giuno le solitarie s'incontrano tanto nelle valvole conniventi che nei loro

o intervalli. Ma le agminiite non si avanzano su queste valvole, comò ha giù

• osservato Peyer » (tt).

Si vede che Kuysch. senza voler descrivere le glandoìe vescicolari dell'intestino,

ha però aggiunto alcuni nuovi fatti alla loro sto;ia, ed è stato il primo che

(1 ) C. Peyer. Exercit. anatomico-medica, li'. Degland. intcstin. 16H2, p. 12

(2) C. Peyer. Parerga anat. et med. 1682, p. 7,

(3, F. Ruyseh. Epist. II, t.ib. 12, fig. 6

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