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ha decritto le glandoìe solitarie, di cui ci ha lasciato un di^.-n esatto. Il

Paragone che egli fa delle piandole vescicolari coi corpuscoli della milza sembra

attesti che aveva constatato anche la loro imperforazione, benché non -I

«pieghi molto chiaramente su questo punto.

Gli uatoii succeduti a Ruyseh, come il Verheyen nei 1705, Galeati nel 1731,

Winalow nei, 1732, ecc., non hanno fatto che riprodurre abbreviando, e quartino

anche alterandola, la descrizione del Peyer.

4. —Vasi e nervi dell intestino tenue.

I vasi che si ramificano nelle pareti dell'intestino tenue prendono

una parte molto importante alla loro costituzione, ed acquistano qui

una importanza che non hanno punto nella maggior parte deudi altri

visceri. Questi vasi sono di tre ordini: arteriosi, venosi e linfatici.

Le ARTERIE traggono origine da due sorgenti : quelle del duodeno

nascono dalla gastro-epiploica destra, branca dell', pitica, quelle del

digiuno e dell'ileo provengono dalla mesenterica superiore, rhe loro

abbandona tutte le voluminose diramazioni ..manate dalla sua convessità,

al numero di 12 a 15.

I/arteria destinata al duodeno si distribuisce in pari.- a quest'organo

ed in parte al pancreas, essa si ramifica a mo' di un albero

e si anastomizza alla sua terminazione con un ramo della mesenterica

superiore. — Quello che si dirigono verso le circonvoluzioni dell'intestino

tenue formano due lunghe serie di arcate sovrapposte. Giunte

al livello del margine aderente delle circonvoluzioni, le biro divisioni

penetrano nelle pareti dell'intestino e si portano da dietro in

avanti, cioè dal margine mesenterico verso il inargine libero, applicandosi

le une sopra una delle facce laterali le altre sulla faccia

opposta.—In questo cammino i rami arteriosi scorrono dapprima tra la

tonaca sierosa e la tonaca muscolare- forniscono alla seconda ramificazioni

abbastanza numerose, ma molto sottili, che costituiscono nella

sua spesse/za una rete a maglie quadrilatere, poi l'attraversano per

distribuirsi nella tonaca cellulare, (fiutiti nella >pessezza di questa,

si anastoinizzano fra loro, si suddividono e si terminano :

1.° Nelle placche del 1V\ »>r sulla circonferenza delle quali si

•uiastoinizzano dapprima ad arcate, per ramilìcaiM poi sulla periferia

e nella cavità dei follicoli chiusi ove formano una elegante rete ;

2.' Nello strato glandolare, con ramifica/ioni meno numerose

dell.- precedenti e più tenui:

•V Kd infine nella spessezza dei villi, per mezzo di rametti numerosi

e non anastoinizzati tra loro come quelli dello strato glandolare.

!•' VKSK hanno origine dai villi, dalle glandoìe tubulari. dallo glan

'loii* lescicolari e dalla tonaca tini «colare.

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