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tre quattro volte, più lungo del corpo ed anche sino a sei volte come

in alcuni chetodoni. Nei pesci essenzialmente carnivori al contrario,

i succhianti per esempio, non oltrepassa la lunghezza della cavità

addominale. ,

Nell'uomo, che è onnivoro, l'apparecchio digerente e lungo sei a

sette volte più del corpo. Per determinarne la lunghezza, io l'ho misurato

su quattro cadaveri di individui bene conformati: 1° in sito; 2° dopo

averlo staccato, e situato sopra un piano senza distenderlo; 3°

dopo averlo staccato ed inciso in tutta la sua lunghezza. — Misurato

in sito, per mezzo di un filo applicato sul suo margine libero, e poi riportato

sopra una scala metrica, ho ottenuto per la sua lunghezza media

ll m ,08. — Asportato e raddrizzato, ma senza distenderlo, questa è

giunta a ll'\76: asportato e inciso in tutta la sua lunghezza è

giunto a 12 m .50. — Leggermente allungato, è giunto a 13 m ,50;e

si comprende facilmente che avrebbe potuto oltrepassare di molto questo

limite. — Paragonando questi risultati alla lunghezza media del corpo,

che io avea trovato di l m .70, si vede che la lunghezza del tubo

digerente è sei volte e mezzo quella del corpo nel primo caso, quasi

sette volte nel secondo, un poco più di sette nel terzo e di otto nel

quarto. Di questi quattro risultati il primo è evidentemente il più esatti».

Nell'uomo la lunghezza del canale alimentare è dunque di 11 metri

circa, distribuiti così in ognuna delle sue parti :

Parte sopra-diaframmatica 0^,37

Stomaco 0 m ,18

Intestino tenue 8 m ,80

Intestino grosso l m ,65

si vede in conseguenza che la prima porzione di questo canale non

ne l'orma che la .'iO* parte, che la seconda non ne rappresenta che

la 00" che la terza ne costituisce i 4/5' e l'ultima il 6° circa.

Ma non basta conoscere la lunghezza relativa di ognuna di queste

parti. Bisogna anche prendere in considerazione il loro diametro o

la loro circonferenza: imperocché moltiplicando questa per l'asse della

parte corrispondente, si determinerà la superficie di questa parte, che

sola può dare delle sue dimensioni reali una nozione esatta e completa,

si giunge così a ridurre alla legge generale alcuni fatti che

pareva se ne allontanassero.

L'osservazione ci mostra difatti, che in alcuni carnivori il tubo

di-estivo è relativamente lungo, e che in alcuni erbivori è invece

molto corto. Ma essa ci mostra ancora che allungandosi nei primi

si restringe, e che accorciandosi nei secondi, si dilata; le loro dimensioni

relative in conseguenza si trovano riferite al loro tipo normale

in entrambi i casi, e quoti fatti che sembrano eccezionali, rientrano

nella legge che abbiamo fatto conoscere.

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