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.glandoìe. La parotide, il pancreas, la mammella, etc, hanno una mollezza

che permette ad esse di cedere alla pressione senza romperai. La

glandola epatica ha, al contrario, per attributo una certa friabilità; il

*uo tessuto si rompe piuttosto che lasciarsi deprimere, e come la

sua vasta superficie l'espone dippiù agli urti dei corpi esterni ne

risulta che può divenire e diviene, in effetti molto frequentemente sede

di contusioni più o meno gravi.

Il colore di quest'organo non è sempre iientico nella vita e dopo

la morte.—Allo stato fisiologico il fegato ha un colore uniforme, roste-bruno.

Allo stato cadaverico è rosso-bruno in alcuni punti, giallastro

in altri, e queste due colorazioni si mischiano in mille modi

differenti: ora si vede intorno ad un punto bruno un cerchio criallastro,

ed ora intorno a punti gialli un cerchio bruno; alcune volte le

parti gialle e le brune si continuano tra loro e formano delle linee

ondili ose, etc.

Tutte queste varietà di colorazioni, alle quali la maggior parte

degli autori, dopo Ferrein, hanno attribuita tanta importanza, non ne

hanno in realtà alcuna : esse riconoscono per unica .ausa la ineguale

replezione dei vasi che entrano nella struttura del fegato, come

vedremo appresso, e si debbono considerare in conseguenza come

un fenomeno puramente cadaverico.

§ 2. L — STRUTTURA DEL FEGATO.

La struttura del fegato esercita la sagacia degli anatomici da parecchi

secoli, ma tali sono però le diflicoltà onde è circondato il suo

ntudio, che tanti sforzi riuniti pare non abbiamo prodotto sino ad ora

altro che una quantità di opinioni contradittorie. Al vedere tante opposte

affermazioni, tanto disparate proposizioni, conclusioni tanto opposte

della maggior parte degli osservatori, si sarebbe quasi tentati

di credere che la scienza sia rimasa sterile su questo punto, e che

t tutUi la struttura del fegato sia ancora .la rifare. Ma procedendo ad un

esame più profondo dei lavori pubblicati dai nostri predecessori, e ad

uno studio più accurato anche delle ricerche moderne, si vede subito

che, la storia della struttura del fegati/si è arricchita da trenta anni

in qua di molti acquisti importanti, e che se il problema di questa

«trattura non è ancora completamente risoluto, i dati principali alamene

.si sono di già riuniti.

Si può distinguere nel fegato la glandola propriamente detta, che

presiede albi secrezione dello zucchero e della bile ed il suo apparecchio

escretore, che raccoglie quest'ultimo liquido dalle sorgenti

della Mia elaborazione, per versarlo in seguito nella parte superiore

dell' intestino.

U glandola comprende nella sua composizione elementi egual-

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