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b. La TUNICA FIBROSA, O TONICA PROPRIA, circonda completamente

il fegato. È in conseguenza più estesa della precedente. Per acquietarne

una nozione esatta bisogna studiarla sui punti ove e>sa ai trova

isolata da questo, e particolarmente sul solco trasverso o sulla fossetti

della vescichetta biliare. Dopo averla messo a nudo, se la si distacca

dai lobuli della glandola col manico di un bistori si vede che e

estremamente sottile benché però molto resistente semi-trasparente,

libro-cellulosa piuttosto che fibrosa. Sulla faccetta che ricopre

la capsula surrenale, essa é più sottile ancora. Nel solco della

vena cava inferiore se ne trovano appena tracce, l'nita al di fuori

alla tunica peritoneale, in un modo talmente intimo che queste duimembrane

su tutt' i punti pei quali si trovano in rapporto si confondono

per costituirne in realtà una sola, aderisce con la sua faccia

profonda al tessuto proprio del fegato da cui sj può distaccare

però senza difficoltà.

Sul margine superiore del fegato, intorno al punto di emergenza

.Ielle vene epatiche, la tunica fibrosa, ridotta ai soli elementi che

la compongono, aderisce alla circonferenza di queste vene e sembra

come perforata per dar loro passaggio.

Capsula di (ilisson.— Nel solco trasverso, questa tunica presenta

una disposizione molto differente : essa si prolunga nulle divisioni

della vena porta, dell'arteria epatica e del dotto biliare, formando

loro una guaina comune, che le accompagna in tutta la estensione

della loro distribuzione.

Dall'ilo del fegato partono anche due prolungamenti arboriformi.

l'uno destro, l'altro sinistro, descritti collettivamente col nome di capsula

di tilisson.

fon la loro superficie esterna , questi prolungamenti aderiscono

strettamente al tessuto della glandola. Con la interna, aderiscono ai

dotti che contengono, ma per mezzo di un tessuto cellulare estremamente

allentato, donde segue che le divisioni della vena porta si

afflosciano quando non sono più distese dal sangue che le percorre.

Vedremo più innanzi com'esse contrastino sotto questo rapporto

dui le vene epatiche, che, unite nel modo più intimo al lobuli glan

dulari sottostanti, restano aperte nei tagli del fegato, mentre che le

branche della vena porta, atllosciandosi. si sottraggono al contrario

più o meno alla vista.

uve Unisce la capsula di (ilisson? Si arresta ai lobuli del legato?

uvvero si prolunga su questi lobuli? In alcuni animali, si esten.b- evidentemente

sui lobuli. Nel porco, ad esempio , si vede prolungarsi

*u questi e su tuffa la superficie del fegato fornire ad ognuno d.

«•*» un involucro molto resistente. Così costituita la capsula di

"IIHMUI. unita alla tt.nica fibrosa, forma una impalcatura molto solida,

jfhf offre tante areole per quanti sono i lobuli, e paragonabile in cui

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