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tanza esagerata, è dovuta specialmente alla direzione dei capillari

sanguigni, che offrono, come vedremo, una analoga convergenza, ed

intorno ai quali le cellule sono disposte a gruppi senza offrire però

nella loro disposizione una molto grande regolarità.

Le cellule presentano un diametro medio di 0""",02. Sono costituite

da una membrana estremamente sottile e da un contenuto che comprende

un nucleo, una sostanza granulosa, granulazioni giallastre e

grasse.

Il nucleo. spesso doppio, contiene uno o due nucleoli e sembra

costituito anche da una semplice vescichetta.

La sostanza granulosa, trasparente e di una consistenza semiti

quida, è stata molto bene studiata da CI. Bernard , che l'ha descritta

sotto il nome di materia glicogeno. ,

Le granulazioni colorate hanno sopratutto per carattere distintivo

una tinta giallo-carica. Son poco numerose e di un diametro molto

ineguale.

Le granulazioni grasse, che si riscontrano presso a poco costantemente

nelle cellule epatiche, non offrono in generale che piccolissime

dimensioni. Il loro numero è anche molto limitato. Ma esse possono

divenir più numerose e più voluminose, come avviene nella degenerazione

grassa del fegato: queste granulazioni si sviluppano allora moltiplicandosi

al punto da riempire la maggior parte delle cellule, che

finiscono anche per dilatare, donde l'accrescimento graduale del volume

della glandola, che forma uno dei caratteri di questa malattia.

C. - Dotti biliari.

Questi condotti ci offrono a considerare la loro origine, il loro cani

mino, le loro anastomosi, le glandoìe che ne dipendono e la loro struttura.

Allo studio dei condotti biliari si riferisce anche quello dei rasa

aherrautia.

a. — Origine dei dotti biliari.

L'origine dei dotti biliari può essere considerata sotto due punti

di vista, cioè, relativamente ai lobuli e relativamente alle cellule.

Come si comportano questi datti ridati rumente ai lobulii Vedremo

fra poco che i dotti biliari seguono mollo esattamente nel '

loro cammino le divisioni della vena porta; che queste divisioni, ridotte

già ad una grande tenuità, quando giungono negli spazii interlobulari,

si dividono in parecchi rametti, e che questi prendono una direzione

divergenti- per spandersi sui lobuli vicini , i quali ricevono

cosi da K a 10 o 12 rametti |e cui ramificazioni penetrano nella

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