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dotti biliari messi a nudo dall' atrofia dei lobuli circostanti, ma le

divisioni della vena porta che si portavano allo stesso lobulo, trasformate

per la maggior parte in cordoni fibrosi.

Più abitualmente, la scomparsa dei lobuli ha luogo senza causa apparente.

Si limita allora ad alcuni punti molto circoscritti e quasi

sempre identici, spessissimo sulle due estremità del fegato, al punto

di attacco dei legamenti laterali. Si osservano più raramente sul-

1" attacco del legamento sospensorio o sul • margine tagliente della

glandola. Nove volte su dieci, i vasa aberrantia si osservano sul

margine epatico del legamento laterale sinistro.

Essi offrono del resto, grandissime varietà, ma presentano però

anche alcuni caratteri, mediante i quali si possono facilmente riconoscere

sono i seguenti : .

l.° Tutti comunicano coi dotti biliari, in modo che s'iniettano

sempre iniettando questi ultimi.

2.° Come questi ultimi, prendono una tinta giallastra, ma un poco

meno pronunziata.

3." Com'essi, sono costituiti da una tunica epiteliale e da una

tunica fibrosa, solo questa è notevolmente più spessa di quella dei

dotti biliari situati sul loro prolungamento. A misura che i lobuli

da cui prendono origine si atrofizzano, essa s'ipertrotìzza, e più la

loro esistenza è antica, più aumenta di spessezza. Alcune volte però

nello stesso tempo che si ipertrofizza in alcuni punti la si vede atrofizzarsi

in altri. I

4.° Le glandoìe annesse alle loro pareti partecipano ordinariamente

all' ipertrofia della loro tunica fibrosa, tuttavia deformandosi

al punto d'essere spesso irriconoscibili. I vasa aberrantia rappresentano

per la maggior parte nel loro stato primitivo le prime radicette

di un dotto biliare, e quindi non offrono sul loro contorno che

glandoìe otricolari. Alcune volte queste glandoìe hanno ancora una

forma abbastanza regolare quando cioè i rasa aberrantia sono molto

piccoli e poco ipertrolizzati, ossia di origine recente. Quando sono

al contrario antichi e molto inspessiti, le glandoìe che ne dipendono

assumono gli aspetti più diversi ; ora sono grandi otricoli sferoidi

o ovoidi, più o meno deformi: talvolta e per lo più sono otricoli

a superficie ineguale e rugosa, ma senza forma determinata,

che si potrebbero prendere per dilatazioni parziali del dotto biliare.

Ogni fégato ha le sue varietà, in una parola; si potrebbe quasi dire,

che quanti sono i vasa aberrantia sullo stesso legato, o sopra um>

stesso punto del fegato, tanti sono gli aspetti differenti delle loro

glandoìe, che non offrono di costante che la loro esistenza. In alcuni

casi queste glandoìe si atrofizzano anche, ma senza mai sparire

completamente, e divengono allora più difficili a distinguerai.

5.* Infine in alcuni punti questi vasi si anastomizzano tra loro,

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