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tano quasi tutte le divisioni che forniscono le branche dell' arteria

•patirà nel cammino che percorre dal solco trasverso sino agli

^pazi interlobulari ; cosicché quando quest* arteria è stata perfe'tafrriente

iniettata con una soluzione di gomma colorata col Heu di

Prussia, si trovano questi dotti quasi cosi neri come il tronco arterioso,

mentre che non si scorgono sulla vena porta se non rarissimi

capillari.

Negli spazi interlobulari, benché i rametti arteriosi non sieno più

accompagnati dalla capsula di Glisson, conservano però gli stes-i rapporti

coi dotti biliari e con la vena porta. Ad o-ni rametto venoso

corrisponde sempre un rametto biliare ed un rametto arterioso. Questi

rapporti fra i tre ordini di divisioni si mantengono del resto

fin sulla periferia dei lobuli.—Giunti a questo limite estremo, i rametti

arteriosi, pria di applicarsi sui lobuli, si dividono ognuno in

tre o quattro ramificazioni di una estrema tenuità, che si avanzano

parallelamente al rametto venoso ed al rametto biliare corrispondente,

poi spariscono nella spessezza dei lobuli, ove si continuano colle

prime radicette delle vene epatiche.

^ Indipendentemente da questi rametti arteriosi, satelliti dei rametti

sopra-lobulari della vena porta, ne esistono altri alla superficie del

fegato, che non hanno con questi ultimi alcun rapporto determinalo,

e .he si comportano molto differentemente, l'ssi compariscono

negli spazii interlobulari, poi escono in qualche modo da questi spazi

per scorrere Ira i lobuli e la tunica fibrosa del fenato, • si anautomizzano

dopo un cammino più o meno lungo con altre ramificazioni

simili, in guisa da formare sotto gì'involucri della glandola

una rete a larghe maglie. Queste rami i n'azioni anastomotiche forniscono

nel loro cammino alcune divisioni agl'involucri del legato, ma

la maggior parte di questo si portano ai lobuli, sulla superficie o

nell'intervallo dei uuali esse decorrono.

In riassunto, 1' arteria epatica si distribuisce alle vie biliari e ai

lobuli del legato. Se molti anatomici hanno ammesso che quest'aridria

non giunge sino ai lobuli. e non hanno considerato queste

.ultime divisioni se non come dei rasa rusorum e stato perche

pianilo osservato solo una parte delle sue ramificazioni terminali.—

Tra queste divisioni si vede un rametto che penetra nella grande

falce del peritoneo e che si prolunga fino all'ombelico, dove si atiajdomizza

con l'epigastrica e con la mammaria interna.

Indipendentemente dalle branche che gli dà l'arteria epatici, il

t «vaili ne riceve anche talvolta una più o meno importante della co-

. omnia stomachica.—Tra le due lamine dell'epiploon -..-tro-epatio.

|i osservano inoltre alcune esili aiteriuzze. emanate anche da questa

'brattea n dalla pilorica, le quali si perdono egnaliuent- nel fegato.

Mire ramificazioni, estremamente gracili •• quasi capillari, nate dalla

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