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H*f, i,i obliterasse in un modo lento e progressivo, il sangue venoso

Itilo stomaco potrebbe ancora portarsi nella glandola, in parte al-

•meno, per tutto questo gruppo di venuzze, e specialmente per la vena

pilorica.

Il secondo gruppo, più importante del precedente, si compone di

12 a 15 venuzze, che nascono dalla grossa estremità della vescichetta

biliare, intorno alla quale formano una specie di semicorona, e

Irhe si ramificano con la loro estremità opposta nei lobnli situati sul

icontorno della fossetta cistica. — Indipendentemente da queste vene,

emanate dalla metà inferiore della vescichetta, ve ne sono due altre

che partono dalla sua metà superiore, o dalla sua piccola estremità,

però queste ultime, le sole che sieno state descritte, non si ramificano

alla loro parte terminale, masi aprono direttamente nella branca

destra della vena porta epatica, e sono conosciute da molto tempo

col nome di rene cistiche.

i II terzo gruppo, già indicato, comprende tutto queir insieme di

venuzze, che hanno origine dalle pareti della vena porta, dall'arteria

[epatica e dai dotti biliari e che si perdono nei lobuli sottostanti alla

[capsula di Glisson. Kiernan s'era ingannato pensando che queste venuzze

si gettassero nelle ultime divisioni della vena porta epatica.

Il quarto gi*uppo è costituito da vene eh* 1 scendono dalla parte

mediana del diaframma pel legamento sospensorio del fegato, e che

ni ramificano nei lobuli ai quali aderisce questo legamento. Queste

vene sono abbastanza numerose, ma estremamente sottili, quasi capillari

ed anastomìzzate nel loro cammino.

Il quinto gruppo è formato da vene che si portano dalla parte

sopra-ombelicale della parete anteriore dell' addome verso il &olco

, longitudinale del fegato. Più sviluppate e più apparenti di quelle del

quarto gruppo. es

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