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ìpWcarai, quadruplicarsi, ma decuplicarsi e raggiungere anche proporzioni

maggiori. Oli esempi di milze che pesano un chilogramma, un

chilogramma e mezzo e fin due, non sono rari. Alcuni medici hanno

viste milze che pesavano fino 4 chilogrammi. Quella che Grisolle ha

presentata all'Accademia di Medicina, nel 1850. oltrepassava anche di

100 grammi quest'ultimo peso.

Negli archivii della scienza vi sono fatti analoghi e più notevoli

ancora: Helvig ha visto una milza di 12 libbre, Scultet una di 15 (1),

Duverney una di 18 (2) , Colombo una di 20 (3) Boscus una di

33 (4); ed infine Flammerdinge, secondo Haller, ne avea incontrata

una di 43 libbre. Ma, benché la maggior parte di questi autori

non entrino in verun dettaglio su queste milze di proporzioni monumentali,

si può pensare che esse non erano semplicemente ipertrofizzate.

Quella di cui parla Duverney era affetta da cancro. Quella

indicata da Colombo era cartilaginea all'esterno. È probabile che quelle

di Helvig, di Scultet, di Boscus si trovavano anche affette da alterazioni

di diversa natura, tumori cisti sierose, idatidì. La celebre

osservazione di Flammerdinge, è al contrario esposta con precisione.

Quest'autore ci dice, nella sua dissertazione inaugurale, che

essendo ancora semplice studente di medicina, aveva osservato, ed suo

illustre Professore Drelincourt, un ammalato da molto tempo alletto da

febbri intermittenti, con una milza voluminosa, che discendeva due o

tre dita trasverse al disotto dell'ombelico. Questi mori il 9 settembre

1670. Drelincourt ne l'ore l'autopsia in sua presenza. Trovarono la milza

dura, di color plumbeo, voluminosa e pesante: Totus porro lien

• durus erat atque plumbei coloris. magnus atque erassus, ponderis, à

« XL1I1 (5). » Cosi questa milza, alla quale tutti gli autori, ed anche

Haller, hanno accordato un peso tanto favoloso, questa milza che, per

più di un aecolo, ha coropata a mo' di un capitello la serie ascendente

delle milze mostruose, non pesava 43 libbre, ma 43 once, vale

a dire un po' più di due libbre e mezza!

In riassunto, nello stato attuale della scienza, non vi è un esemplo

ben autentico di milza semplicemente ipertroflzzata che pesi più

di 4 e mezzo a 5 chilogrammi: limite estremo, nel quale il peso normale

di questo viscere è divenuto già quasi venti volte maggiore.

Il peso specifico della milza è di 1.054. Differisce appena, in conseguenza

da quello del fegato, che ascende a 1,040.

d. COLORE. — Vista sopra un animalo vivo, là milza è di color rosso

il) Kph nat. cui., min. 4, e, obs. U*. p. 15».

(Si Duverney, tRuvr. anat., i II, p. 220.

*3t fototubo, D- re anat., DU9, p. 2t>'».

'4i liotfcun, p. 14.

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