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limetri. Quelli di media grandezza sono arrotonditi e cilindrici. Il loro

diametro varia da 0 n,,n ,l a 0 mm ,4. I più piccoli emanano soprattutto

dalle ultime divisioni delle guaine vascolari ; la loro tenuità è tale,

per alcuni almeno, che si possono paragonare a tanti fili di ragnatela.

Quando parecchi di questi filamenti s'incontrano o si uniscono,

si osserva al loro punto d'intersezione una specie di nodulo.

Le areole o cellule, circoscritte da questi prolungamenti, non hanno

alcuna forma determinata. Sono molto irregolari, di dimensioni

ineguali e comunicano largamente tra loro, di modo che un liquido

qualunque iniettato in una di queste cellule passa di mano in mano

in tutte le altre. Malpighi, pel primo, ha dimostrata la loro comunicazione

per mezzo dell'insufflazione. Per osservarle bisogna dividere

la milza trasversalmente, ad asportare in seguito tutta la polpa splenica

mediante una corrente d' acqua.

La tunica fibrosa, la capsula del Malpighi e tutt' i prolungamenti

che concorrono a formare lo scheletro reticolato della milza, si compongono

di fibre laminose, alle quali si mischiano alcune fibre elastiche

molto sottili.

Indipendentemente da questi due ordini di fibre, la trama fibrosa

della milza comprende anche, nella sua costituzione, fibre muscolari

lisce. Queste sono numerose in alcuni mammiferi, particolarmente

nel cane, nel porco, 'nell'asino, nel montone, etc. Sono rare e più

difficili a distinguersi nell'uomo, ma a torto Kòlliker ed Henle ne

hanno negata l'esistenza. La loro proporzione, relativamente alle fi

bre laminose, varia dei resto molto secondo le specie animali.—Da

queste fibre dipendono i fenomeni di contrattilità che presenta la milza.

Situata tra i due conduttori di un apparecchio elettro-magnetico

energico, quest' organo, in un cane vivo, si raccorcia di 2 centimetri.

La sua contrazione è lenta a prodursi e lenta a sparire, come quella

della maggior parte dei muscoli a fibre lisce. Credo però con Bernard

che, se in luogo di applicare i conduttori sulle sue estremità,

si galvanizzano direttamente i nervi che penetrano nella sua spessezza,

i fenomeni di contrazione sono molto più pronunziati e più

rapidi. E per mezzo di questi nervi, nati dal midollo spinale come

tutte le radici del gran simpatico, che ia stricnina esercita un'influenza

tanto notevole sul volume della milza.

B — Sostanza propria della milza.

La sostanza propria della milza, più conosciuta sotto il nome di

polpa splenica, riempie tutte le areole circoscritte dai prolungamenti

della tunica fibrosa. Forma la maggior parte del viscere ; riunita ai

glomeruli, ne costituisce 1' elemento essenziale. — Il suo colore è costantemente

rosso, ma varia nella sua tinta dal rosso oscuro al rosso

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