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ste branche percorre quella che le corrisponde, dando nel suo cam-'

mino divisioni di un calibro molto differente: il loro modo di rami^j

ficarsi, in altri termini, non è regolarmente dicotomico: allato di una

branca importante, si veggono nascere piccolissime ramificazioni e

più lontano qualche grosso ramo o una branca media. Queste branche e

questi rami se ne staccano spessissimo ad angolo retto, e divengono il

punto di partenza di suddivisioni, che s'irradiano in seguito in tutt'i sensi.

Quando queste non hanno più che 0 m,,, ,3 a 0 mm ,4 cominciano,

ad isolarsi dai rami venosi che le accompagnano e forniscono ramificazioni

delicate, alle quali stanno sospesi i corpuscoli del Malpighi,

come i frutti ai rami sui quali nascono. Queste ramificazioni sono

destinate, le une ai glomeruli, le altre alla polpa splenica. Le prime

formano una rete molto sottile, che avvolge i corpuscoli e che penetra

nella loro cavità. Le seconde terminano con una rete simile

nel tessuto che le circonda.

In una buona tesi pubblicata sulla struttura della milza nel 1802,

Assolant ha cercato pel primo dimostrare che, ognuna delle branche

arteriose che penetrano in questo viscere forma un piccolo territorio

senz'alcuna comunicazione vascolare coi territori vicini. Questa

indipendenza delle principali branche dell'arteria splenica non

è più contrastata. Quando s'inietta con un liquido molto penetrante

una delle arterie della milza, l'iniezione ritorna immediatamente per

la vena corrispondente, ma non ritorna per le altre branche arteriose

e venose.

Da quest'iniezione però, non bisogna conchiudere che esiste nella

milza un numero indeterminato di piccoli territori vascolari. Secondo

le mie ricerche, qualunque sia il numero delle branche che

penetrano isolatamente in questo viscere, non si osservano mai più

di quattro o cinque territori vascolari ed alcune volte tre solamente.

Ora, perchè le branche arteriose sono sempre più numerose,

bisogna ammettere che alcune comunicano tra loro, o ciò che torna

lo stesso, che un territorio vascolare può essere formato da due o

parecchie branche anastomizzate.

Da ciò che abbiamo detto risulta «he, la milza, considerata nella

sua struttura, non rappresenta un organo unico, ma un'associazione

o riunione di quattro o cinque organi identici, congiunti tra loro per

mezzo delle medesime membrane e uniti gli uni agli altri per là loro

periferia, ma che conservano però, sotto questa fusione apparente,

una indipendenza reale. Noi trov iamo le tracce di questa indipendenza

nelle scissure che presentano i due margini del viscere, e sopratutto

nella pluralità delle milze che gli osservatori hanno tanto spesso

occasione di constatare. I quattro o cinque territori vascolari che

compongono quest'organo corrispondono alle tre, quattro o cinque

branche che nascono immediatamente dalla parte terminale dell'or-

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