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bore.usp.br

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cisti idatidea del fegato, ecc., la loro base ha potuto e-sere sollevata

alcune volte sino al livello del secondo spazio intercostale.—1 versamenti

sierosi del pericardio un vasto ascesso freddo del mediastino,

un'aneurisma dell'arco dell'aorta toracica, spingendoli verso la

(«rete costale corrispondente, apportano un ostacolo più o meno .rande

alla penetrazione dell'aria nella loro spessezza. — I liquidi che

si versano nulla cavità della pleura, qualunque sia il versamento,

sanguigno, sieroso, purulento o aereo, hanno per comune risultato,

al contrario , di respingerli verso il mediastino e di convertirli

alcune volte in una lamina molto sottile.

In tutte queste condizioni morbose i polmoni diminuiscono di

volume perche sono compressi. Ma più ordinariamente, quando la

causa che li comprime cessa d'agire, riprendono le loro dimensioni

primitive.—Alcune volte, pero, si formano fals*3 membrane, che si distendono

sulla loro periferia, poi si organizzano, si condensano e

li fissano per sempre nel posto più o meno ridotto che occupano.

Queste false membrane, che si producono sopratutto in seguito di empiema

e di pleuriti croniche danno luogo imiuediatament ad un

altro fenomeno, non meno importante: sb-conie i polmoni non possono

più portarsi verso le costole, queste si deprimono per applicarsi su di

essi, di modo che una deformazione del torace e la consequen/.n quasi

inevitabile della riduzione permanente del loro volume.

l; Capacità dei polmoni.

L'amplia/.ione tanto notevole che acquistano i polmoni al momento

in cui la respirazione .0 stabilisce, la riduzione molto pi t note\ ole ancora

che possono subire M.-HZ alterarsi sotto l'influenza dalla compressione,

dimostrano che, il volume di questi organi e dotino sopratutto

all'aria accumulata nella loro cavità. >i è cercalo conoscere

questa quantità ili aria, o. ciò che vale lo stesso, determinare la loro

capacità.

Per giungerò a questo risultato occorreva misurare, da una parte,

la colonna d'aria che penetra nei polmoni ad ogni inspirazione e

quella che ne esce ad ogni espirinone, e dall'altra la m.t>*a d'aria

chn già si trovava nella loro cavita prima dell' inspirazione o quella

che ancora vi si trova dopo l'espirazione. lti*oguava. iu altri termini,

\aiutare la colonna d'aria ohe si sposta ad ogni mowmenio respiratorio,

e quella che esiste costantemente in riserva entro questi or

gain p«i bisonti incessanti «ioliVaiatosi. Motti tisiologi hanno cercalo

di tuoi\ere i,u.hto doppio problema; ma le ricerche da • >si intrapieae

li uuuno condotti * risultali molto poco concordi. La uui^-ior

parie p«rò si mostrano dNpoMi ad ammettere che. nell'uomo adulto

o nano, Iu quanti*i d'aria introdotta tu uu.i ispirazione ad « s>»ul»a

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