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bore.usp.br

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— EtóO —

lungava in avanti dell'addome in forma di cresta di gallo (\). Littre,

nel 1701, ne ha :nche osservato un esempio in una giovanotta di 1?

anni (2). Cheselden, J. L. Petit, Billard, Dupuytren , citano fatti

analoghi.

Dopo la sua obliterazione, V uraco prende la forma di un cordone

arrotondito, biancastro, resistente, grosso 2 millimetri. attenente

con una delle sue estremità all' ombelico ed alle due arterie

ombelicali, che se ne allontanano inferiormente, leggermente rigonfiato

e conoide alla sua estremità opposta, la quale si continua senza

linea di demarcazione con l'apice della vescica. Questo cordone comprende

nella sua struttura un involucro formato da fibre di tessuto

connettivo e di fibre elastiche , ed una parte centrale o un asse,

formato esclusivamente da fasci longitudinali di libre muscolari lisce.

Il rigonfiamento conoide con cui si unisce alla vescica è luiijjo

\2 a 15 millimetri, e si compone anche di fasci muscolari longitudinalmente

diretti.

Questo è l'aspetto dell'uraco negli ultimi mesi della vita intra-uterina

e nelle dm* o tre prime settimane dopo la nascita. Ma verso la

fine del primo mese o il principio del secondo, subisce, come l'arteria

ombelicale, importanti modificazioni.

siccome la parete addominale continua a svilupparsi dopo la t'orma

zione della cicatrice ombelicale, 1' intervallo che separa la vescica

dall'ombelico aumenta: l'uraco e i due vasi che l'accompagnano divengono

cos' relativamente troppo corti tendono in conseguenza

a retrarsi verso il bacino e si retraggono di fatti.—In seguito di

questa retrazione graduale e rapida diminuiscono di lunghezza al

punto, che otto o dodici mesi dopo la nascita oltrepassano appena il

margine superiore del pube.

Nel retrarsi però, i ive cordoni non cessano di trovarsi in connessione

con la cicatrice ombelicale. Continuano ad aderire ad essa, ma

per mezzo di filamenti elastici, compatti e resistenti, d'aspetto tendineo

o legamentoso. 11 modo di formarsi di quest'apparecchio le^mentoso

non è lo stesso, del resto, per l'uraco e per i due cordoni

arteriosi.

Quando l'uraco si retrae, i filamenti cellulari che l'uniscono all'ombelico

si allungano e questi filamenti cellulari iper*i*nllz/.aiidoM

danno origine ai filamenti tendinei per mezzo dei quali si riroiigiumt*'

all'ombelico, 'fra questi se ne vede quasi sempre uno, i speaw» du«*.

che si continuano direttamente coi fasci analoghi provenienti dal

moncone della vena ombelicale.

(I) ('abrol, Alpltab. anatom.. obs. XXII.

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