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Al momento che incominciano a retrarsi, le arterie ombelicali non

«iono ancora obliterate. Ma la loro tunica cellulare aderisce già alla

cicatrice cutanea. La loro tunica media e la interna panecipano dunque

soltanto alla retrazione : e cosi si forma tra esse e l'ombelico un

canale celluioso, nel quale si vede talvolta versarsi del sangue. E^se

non cominciano ad obliterarsi che cinque o sei settimane dopo la na-

Mrita, e costantemente l'obliterazione incornine ia dall'estremità superiore

per prolungarsi in seguito verso il bacino. Mentre che si opera

e dopo avvenuta , la tunica interna atrofizzandosi finisce per

sparire, poi la tunica media si atrofizza a sua volta, mentre che nella

•sterna si verifica invece una ipertrofia pronunziala. La guaina cellulare

compresa tra l'estremo retratto del vase e l'ombelico partecipa a

L quest a ipertrofia, si oblitera anche per adesione delle sue pareti, e

nello stesso tempo si trasforma in filamenti legainentosi, i quali si

prolungano sul contorno del cordone arterioso in una estensione li

più centimetri.

I tre coniteli che si sono retratti nel corso del primo anno, al

punto di trovarsi al livello della branca orizzontale dei pubi, sono

dunque congiunti all' ombelico per mezzo di un insieme di piccoli

legamenti la cui esistenza è costante, ma il cui numero, le dimensioni,

la disposizione reciproca, variano all'infinito. Kssi restano b«*n

Uaramcnte indipendenti; quasi sempre si uniscono fra loro e le loro

-anastomosi sono alcune volte tanto numerose che formano una

vera rete a grandi maglie irregolari. In un notevole lavoro, letto nel

118(50 all' Accademia di medicina, ('li. Robin ha indicato pel primo

';.!'esistenza di questi filamenti di cui ha dato una buona descrizione,

|*r il primo ha anche indicati e ben esposti i fenomeni di retrazione

che precedono il loro sviluppo; lo stesso autore ha egualmente dimostrato

che sono costituiti da un miscuglio di fibre di tessuto conliettivo

e di tessuto elastico (1).

Ritraendosi ed atrofizzandosi, l'uraco e le arterie ombelicali perdono

la loro rigidità primitiva. L' apice della vescica che tenevano

IfcnspcHo ed attaccalo alla parete posteriore dell'addome nel feto, non

.:* dunque più così fisso nel fanciullo e nell'adulto, ma s' inclina un

4»o' indietro ed il peritoneo che dapprima non si applicava per

finente sulla faccia anteriore del serbatoio vescicale. discende sUua

i%.iile più elevata di questa faccia e la ricopre nello stato di distensione

|HI un'estensione di 1, 2 ed anche ."! centimetri.

„ Il legamento formato dall'urani iininobilizza dunque 1' apice della

•»•

1 Mrmoxie sur la rétruct., Iti cit affisai H l'infiammai, de* ruh'sraux

cminlitiiu, rt tur l« rtistemc liijamrntruji qui leur taccèdi' iJ/rai de l'Acati.

* »rd., t. XLlY p 3D1).

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