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bore.usp.br

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conteneva diciotto libbre. In un giovane affetto da paralisi era

attinto grande , secondo narra Franck che spingeva il diaframma

verbo la cavità toracica e non conteneva meno di 24 libbre di urina.

Quando la vescica giunge a questo grado di dilatazione estrema,

si vede che anche gli ureteri si dilatano. Nello stesso tempo si allungano

molto notevolmente e divengono flessuosi le loro pareti

aumentano di spessezza, in una parola, s'ipertrofizzano. J. L. Petit

i.vea pensato che si dilatassero in seguito del riflusso dell'urina nello

iii.-nio di questi canali. Ma è molto più razionale ammettere che

La loro dilatazione sia il risultato della difficoltà che prova l'urina a

jienetiare in un serbatoio già pieno e disteso oltre misura; questa

«hlllcoltà stabilisce di fatti tra la vescica e «jli ureteri una specie di

lotta, dapprima debole, ed in i-eguito più pronunziata, che ha per con-

-ejrucza l'ipertrofia di questi.

ì/ì capacità del serbatoio urinario varia, del resto, secondo l'età,

ii «esso, gl'individui, le abitudini, il regime, lo stato di salute o di

malattia, etc.

In seguito della precocità del suo sviluppo, questo serbatoio offre

nel feto e nei primi anni della infanzia proporzioni un po' superiori

a quelle che dovrà avere più tardi.

Nella donna, meno libera dell'uomo, più schiava di lui delle convenienze

sociali, la vescica, secondo la maggior parte degli autori,

*.irebbe più sviluppata. Ma quest'opinione non mi sembra fondata sulla

osservazione; ho spesso paragonato le dimensioni di questo viscere

liei due ses i, e non ho v isto mai che la sua capacità predominasse

nelle donne ; i fatti an/.i proverebbero piuttosto che essa tende a

predominare nell'uomo.

K più grande negl'individui che per necessità o per abitudine non

urinano che a lunghi intervalli, l'robabilimnte ambe è più grande

io-Ile persone «'he fanno uso di un regime essenzialmente vegetale,

ed è cosi almeno nei mammiferi, fra i quali la vescica ha un volume

più considerevole negli erbivori che ie»i carnivori. — Le irritazioni

prolungate ili cui può divenir sede la presenza di un calcolo, di

funi.'.IMI a sulle sue pareti, e tutte le malattie croniche, in una pa-

£ »!«, che hanno per elicilo di eccitare la contrazione della sua tuia

muscolare, liniscono quando sono inolio prolungate, per apportar»

una diminuzione più o meno considerevole della sua capacità.—

Èpttlle che indeboliscono questa contrattilità o ledono la sensibilità

P'HIUCOIIO UH efletto opposto.

u 4 s'inclina tanto più in avanti ed in

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